Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

ça c' est tout




musica per l'amicizia




 

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Faiza Guène

"Ahlème,
quasi francese"

com'è difficile
sentirsi tra
Algeria e Francia



Lia Levi

"Una bambina
e basta"

crescere sotto
le leggi razziali


ci sono i libri precedenti
 

ASCOLTA...

 

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Messaggi di Febbraio 2008

Post N° 151

Post n°151 pubblicato il 28 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

INTERCULTURA (segue)

La presenza di alunni di origine non italiana ormai in tutti i livelli di scuole pone nuove sfide, ma offre anche nuovi stimoli al lavoro in classe.
Io mi sono sempre trovata bene in situazioni multiculturali, ho visto che tutto il gruppo ne veniva arricchito, se le diversità diventavano un'occasione di confronto e di dialogo.
E' vero, di solito i problemi maggiori vengono dagli adulti, spesso dalle famiglie.

Una volta, verso il 1990, avevo una prima classe con 5 Cinesi su 19 alunni (erano le prime situazioni così e certi colleghi mi compativano...).
Un giorno un bimbo italiano mi chiese di distribuire gli inviti alla festa del suo compleanno,
"però, disse, la mamma ha detto di darli solo agli Italiani"
"Perchè? "gli chiesi.
Lui ci pensò un attimo, poi "perchè i Cinesi non sanno leggere l'italiano"
Io non approfondii se il motivo veniva dalla mamma o se era una idea sua, però gli dissi:
"Ai Cinesi posso benissimo leggere e spiegare io l'invito. Non è gentile dire che fai una festa e dare gli inviti solo a qualcuno. Scegli: o dai gli inviti a tutti qui in classe, o li dai solo ad alcuni, ma fuori scuola."

Lui ci pensò un attimo, poi decise di darli a tutti...

Ah, lo zampino dei genitori...

(Per la cronaca, quelli furono cinque anni molto validi e interessanti e pian piano tutti i genitori capirono...)


Un'alta cosa: nel mio corso di francese dopo la scuola (dove gli iscritti da 11 iniziali sono diventati 16!) ho notato che la metà sono di origine straniera: qualcosa vorrà dire...
Forse i loro genitori sono più consapevoli dell'importanza di studiare le lingue...
Che poi, se devo dire la verità, ho notato che in genere i bambini stranieri anche se non sanno bene l'italiano sono i più pronti ed abili a "districarsi" nello studio di altre lingue...
Questa almeno è stata la mia esperienza.

Ora vi saluto per un po':
c'è in cantiere una trasferta da parenti...
che spero possa diventare anche un giretto turistico!
Ci risentiamo tra qualche giorno!

 
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Post N° 150

Post n°150 pubblicato il 27 Febbraio 2008 da atapo
 

INTERCULTURA

Dialogo "acchiappato" tra gli alunni del mio corso di francese extracurriculare.
Mentre disegnano chiacchierano sottovoce.

L. (italiano) chiede al compagno cinese:
"Come ti chiami?"
"Liang Liang",risponde l'altro.
L., con uno sguardo sinceramente ammirato: "Che bel nome!"

Penso che ormai, per loro, i nomi dei compagni di origine non italiana non sono più strani, come lo erano fino a pochi anni fa, ma sono classificabili in belli o brutti, a seconda dei gusti, come i nomi italiani.

 
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Post N° 149

Post n°149 pubblicato il 26 Febbraio 2008 da atapo
 
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PRIMAPRIMAVERA

Pochi giorni di sole sono bastati per far esplodere di fioriture bianche e rosa gli alberi da frutto negli orti attorno alle vecchie casette di quegli angoli antichi superstiti tra i quartieri della mia periferia...

...sono bastati per farmi lasciare a casa il cappello di lana e finalmente i miei capelli restano liberi e non si sciupano più dopo poche ore dal lavaggio...

...sono bastati per farci venire voglia di sistemare un po' di cose nel camper e...
...pensare a prossime partenze!

Oggi è di nuovo nuvoloso, ma...il primo passo è stato fatto verso la primavera!

 
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Post N° 148

Post n°148 pubblicato il 25 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

COINCIDENZE

Poche ore dopo aver letto sul blog Abbandonaretara un bel post riguardante i nostri figli, le emozioni e le ansie per la loro crescita, ho ritrovato per caso, svuotando le tasche dell'agenda, un foglietto con una poesia che mi aveva colpito in un periodo difficile per me e per i miei rapporti con mia figlia, allora in crisi adolescenziale (che fu lunga e ardua da superare).
Volli conservare quel testo, quasi come un promemoria che mi aiutasse come vivere (meglio, sopravvivere) in quei giorni.
Lo offro qui, a tutte le mamme (e ai papà) che stanno combattendo con i figli adolescenti.

Che io non sia un inquieto fantasma
Che segue ossessivo l'andare dei tuoi passi
Al di là del punto in cui mi hai lasciato
Ferma in piedi nell'erba appena spuntata
Tu devi essere libera di prendere un sentiero
La cui fine io non senta il bisogno di conoscere
Nè febbre affliggente di essere sicura
Che sei andata dove io volevo andassi
Quelli che lo facessero cingono il futuro
Fra due muri di ben disposte pietre
Ma segnano un cammino spettrale per sè stessi
Un arido cammino per ossa polverose
Dunque tu puoi andare senza rammarico
Intanto da questo paese familiare
Lasciando un tuo bacio sui miei capelli
E tutto il futuro nelle tue mani


(Margareth Mead)

 

 
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Post N° 147

Post n°147 pubblicato il 24 Febbraio 2008 da atapo
 
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SPETTACOLI

Sapete che la settimana scorsa ho fatto un'indigestione artistica?
E poichè ho visto cose che mi sono piaciute molto ora ve le racconto, così faccio un po' di pubblicità...

Il film COUS COUS

Innanzitutto, è ambientato a Sète, una città che conosco bene. Il mio imprinting francese è del Sud della Francia, che ho conosciuto prima di tutto il resto del paese, così ho ritrovato quelle atmosfere, quegli ambienti, quel tipo di gente che mi sono familiari e mi sono "immersa" ancora meglio nella vicenda, che ho visto così umana, ma a tratti anche surreale, con un ritmo che mi faceva sentire una certa suspence: "ce la farà?cosa gli capiterà ora?", contrapposto all'aspetto sempre imperturbabile del protagonista.
Almeno, io l'ho vissuto così. Comunque non sono la sola a dirne bene, visti i premi che ha vinto...


La pièce teatrale DUE PARTITE di Cristina Comencini


E' il secondo anno che viene riproposta e mi è sembrato un bel lavoro.
Nel primo tempo ci sono 4 donne che negli anni '50 si ritrovano un pomeriggio alla settimana a giocare a carte, quindi parlano delle loro vite e della situazione delle donne in quel periodo.
Nel secondo tempo invece le quattro attrici interpretano le figlie delle donne precedenti, ai giorni nostri, con la vita, lo stress e gli affanni...che noi conosciamo benissimo!
Non c'è giudizio: era meglio allora? Era meglio oggi? Ognuno, se vuole, può dare il suo...comunque il testo fa riflettere parecchio: cosa abbiamo guadagnato? Cosa abbiamo perso?
Ah, in finale viene letta una poesia di Rilke sulle donne che mi è parsa bellissima: purtroppo non hanno detto il titolo, ma mi piacerebbe tanto ritrovarla...


Infine....ROBERTO VECCHIONI !!!


Sappiate che ero andata ad incontrarlo in libreria lunedì scorso, poi ieri sera
il concerto!
Questo cantante mi piace da tanti anni, anche se confesso che non sempre ho seguito le sue produzioni, ora è stata una piacevole scoperta e riscoperta!
Soprattutto, sono contenta di averlo conosciuto meglio in libreria, dove ha parlato e ha dialogato molto: mi è sembrata una gran bella persona, con dei sentimenti profondi e ricchi.
Al concerto, su alcuni brani mi sono davvero emozionata...ma io non sono capace, purtroppo, di usare le parole bene come lui per raccontare ciò che provo...

Vi voglio regalare, per finire, il testo di una sua canzone, dell'ultimo album appena uscito (qui parla dell'amore "difficile"):

Il dolore è una vela

così incredibilmente lieve

che nemmeno lo senti,

comincia con la cadenza

dolce della neve,

ed è lì che ti perdi.

Ha la faccia di un bambino

e gli occhi di un lupo triste

che ti lecca la mano,

conosce ogni parola che non esiste

e te le insegna una per una

piano piano

Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato

com’era bello l’amore,

e te ne vai in giro

come un vecchio cane sfiancato

che non sente più nessun odore,

torni a casa con la divisa di un soldato

che non crede più nell’onore



Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via,

non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,

non lasciarmi andare via



Il bambino rincorreva

la sua barca di carta,

che ci vedeva la vita,

ma il tempo non ha tempo,

l’orologio s’incarta,

la bussola è impazzita

cammini dentro una nebbia

di persone e di cose

che ti facevano sognare,

e hai voglia di andar via

senza accampare scuse

per non aver saputo amare,

quando hai finito tutte le più inutili scuse

per potere restare



Non lasciarmi andare, ....



Non ne ho la forza né la voglia di provarci

e neanche le ragioni,

altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore

e piagnistei per scrivere canzoni;

vorrei guardare più lontano,

ma lontano adesso è un tempo

spaventosamente breve,

vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,

risvegliarmi che non so nemmeno dove



non lasciarmi andare, ....


E ora, piena di spirito artistico, devo andare a studiare la mia parte, che mi hanno assegnato al corso di teatro...

 
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Post N° 146

Post n°146 pubblicato il 23 Febbraio 2008 da atapo
 

VALUTAZIONI

Nei giorni scorsi mi sono sentita molto vicina a tutti i colleghi insegnanti impegnati in

valutazioni

scrutini
schede
pagelle
incontri con i genitori...


Sì, credo sia il periodo più stressante dell'anno scolastico
alla faccia di chi ci invidia i periodi di vacanze...
che credo scontiamo, per lo meno nel periodo gennaio-febbraio!

Ripenso a quando insegnavo francese, avevo dalle sei alle nove classi, e....
quei pomeriggi interminabili e massacranti dei ricevimenti dei genitori!
E ne venivano moltissimi...e tutti con tanta voglia di chiacchierare...

Ora penso che il tour de force sia finito per tutti, c'è da prepararsi per lo sprint finale, poichè, come si sa, gli ultimi mesi di scuola volano in un soffio!

 
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Post N° 144

Post n°144 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da atapo
 

PARENTI...

Nei giorni scorsi ho avuto parecchie cose da fare, mi sono abbastanza stancata.
Così ieri sera, al ritorno dal corso di teatro dopo un'ora di autobus affollato, pregustavo una seratina nella massima calma, con cena alla "apri il frigo e piglia la prima cosa che ti capita"...
...ma appena aperta la porta di casa ha squillato il telefono: era mio marito da uno dei suoi soliti impegni parrocchiali che mi ha detto:
"Guarda che tra poco arriva mio fratello!"

E a me sono cascate le braccia (tanto per restare nei limiti della decenza).


Questo fratello fa il rappresentante in giro per mezza Italia, gli avevamo detto che quando passava da Firenze avremmo potuto ospitarlo a casa nostra e infatti è già venuto altre volte...però avvisandoci il giorno prima!!!

Ecco, è questo il punto.
Io sono molto contenta se qualcuno viene da noi e voglio riceverlo come si deve, dedicargli anche del tempo, quindi organizzare i miei impegni di conseguenza.
Diamine! Esiste il telefono, esiste la posta elettronica!

Quando ero piccola, ricordo che ogni tanto si presentavano all'improvviso a casa mia dei parenti che venivano da lontano, ma mia mamma era sempre in casa, non avevamo telefono...
Ora siamo tutti superimpegnati, bisogna far "girare" orari e impegni, io poi non sono per nulla la casalinga ideale e la mia casa è spesso un casino per quel che riguarda l'ordine...ed era ancora peggio quando avevo i figli più piccoli ed io ero a scuola, come si può ben immaginare!

Insomma, l'ospite all'improvviso mi manda in paranoia!


Ci vuol poco a fare una telefonata con un anticipo decente!
E se avessimo già impegni? Infatti mio marito anche dopo cena doveva tornare in parrocchia...
Per di più, a questo fratello mica puoi dargli "quello che trovi in frigo", perchè è allergico al latte, ai suoi derivati e ai cibi che lo contengono!
Poteva avvisare il giorno prima, no?

Devono essere i cromosomi...in quella famiglia amano questo tipo di improvvisate...soprattutto i miei suoceri: quando decidono di venire a trovarci, è sempre molto vago, fino all'ultimo non si sa quando, l'orario è "circa" o "quando ci vedete"...
Eredità del fatto che mia suocera è sempre stata "l'angelo del focolare"in ogni senso, sia positivo che negativo (sempre a disposizione degli uomini di casa)?

Addirittura una volta ci telefonarono verso le 11 del mattino per sapere se potevano fare una sosta da noi a pranzo, visto che stavano ritornando da un viaggio.
Bene, in qualche modo ci saremmo arrangiati (tanto poi il pranzo toccava a me inventarlo...).
Ma ci fu una sorpresa: noi sapevamo che viaggiavano in quattro, invece arrivarono in cinque, con una parente che si erano portati nel ritorno e che io non avevo mai visto nè conosciuto.
Insomma, diciamo che non sono proprio la nuora che avrebbero desiderato...
E forse nemmeno la cognata, perchè ieri sera non ero proprio in forma...

 
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Post N° 143

Post n°143 pubblicato il 20 Febbraio 2008 da atapo
 

RICETTA

Tutto bene ieri sera, cenetta in famiglia, la torta ha avuto il successo previsto (piace anche ai compagni dei figli...), ognuno se ne è portato a casa un bel pezzo...
A me restano le briciole e i piatti da lavare, per fortuna c'è la lavastoviglie.

Ecco la ricetta, più semplice di così non è possibile.

Comprare una base di pan di Spagna, quelle rotonde già divise in tre parti.


Sopra una parte (quella che sarà la più bassa) spruzzate un po' di alchermes.


Preparate una crema molto casalinga: due uova sbattute con due cucchiai di zucchero e due cucchiai di farina, versate questo in mezzo litro di latte caldo e fate addensare mescolando e cuocendo col fornello al minimo.


Versate la crema sulla parte bagnata di alchermes. Coprite con la seconda parte di pan di Spagna, su cui spruzzerete un po' di rhum.


Ora preparate una crema come la precedente, però sostituite un cucchiaio di farina con un cucchiaio abbondante di cacao non zuccherato, in modo da avere la crema al cioccolato.


Versatela sul secondo disco, che poi ricoprirete col terzo.


A questo punto bisogna rivestire il tutto, allora si prepara una glassa facendo sciogliere a bagnomaria, in una noce di burro, tanto cioccolato fondente, aiutandosi aggiungendo un po' di latte, non vi so dire le dosi, dipende quanto piace "robusta" la copertura, io vado un po' a occhio.


Quando pare tutto sciolto bene, rivesto il di sopra e i bordi della torta, subito dopo sui bordi metto le
codette al cioccolato e di sopra le codette multicolori. Sopra ci stanno bene anche un po' di decorazioni di zucchero (sempre comprate!), tipo fiorellini, pupazzetti ecc.

Infine qualche ora di frigorifero per indurire la copertura di cioccolato.


Vedete che è tutto molto ...casalingo! Un altro vantaggio è che, se si ha poco tempo o se si viene interrotti, si può anche preparare...a rate, ogni strato può aspettare per passare al successivo!
Se la preparate, poi fatemi sapere come è andata!


 
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Post N° 142

Post n°142 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

LA TORTA DI MARCO

Torta Sacher
torta mimosa
torta della nonna
torta di mele
ogni pasticceria ha la sua specialità...

Noi, nella nostra famiglia abbiamo...
...la torta di Marco,
che è mio figlio (non volevo far nomi, ma tanto...).

Lui per i cibi è stato di gusti difficili da piccolo, ci faceva un po' impazzire...
Soprattutto i dolci, difficilmente li  prendeva in considerazione e, se li assaggiava, quasi mai gli piacevano.
Quando compì 3 anni però gli preparai una torta che gli piacque molto e da allora per il suo compleanno ha sempre voluto quella, rigorosamente preparata dalla sua mamma!
Qualche volta ne dovetti preparare più di una per lo stesso compleanno, da portare a scuola (allora non c'erano tutte quelle fissazioni di super igiene...), da mangiare in famiglia tra noi, da dividere con gli amici nelle festine che faceva in casa.

Era diventata così celebre tra le mamme dei suoi compagni che qualcuna mi ha chiesto la ricetta e, udite udite, è anche accaduto che a qualche compleanno dei suoi amici la mamma del festeggiato, se per gli altri aveva un altro tipo di dolce, per mio figlio si era preoccupata di fargli la sua torta, per evitare che non mangiasse!
Roba da vergognarsi ad avere un figlio così di gusti difficili!

Ora mio figlio abita da solo da qualche anno...però ai suoi compleanni ha continuato a chiedermi quella torta...e la mamma continua ad accontentarlo!
E'anche un modo per averlo, una volta di più, a cena con noi, ora con la sua ragazza, poi viene mia figlia con suo marito...

Li sto aspettando...perchè il giorno fatidico è oggi, e gli anni sono 32!

La torta è in frigo, è tutto pronto...per oggi vi lascio...
Ah, volete sapere com'è fatta la torta? Avete ragione...
Ve lo racconto la prossima volta...per ora sappiate che NON è come quella nella figura!

 
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Post N° 141

Post n°141 pubblicato il 17 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

Ringrazio gli amici che mi hanno commentato rafforzandomi nel mio desiderio di serenità e ricordando anche certe situazioni meschine che purtroppo sono ben presenti nella scuola e danneggiano soprattutto i ragazzi che avrebbero diritto al massimo impegno e alla massima serietà dei loro docenti.
Io comunque sono certa (almeno, ce la metterò tutta) che riuscirò a dare un aiuto ai colleghi che hanno scelto di lavorare con me nei mercoledì da qui alla fine dell'anno.

Intanto mercoledì scorso sono stata in una seconda dove la maestra voleva aiutare in modo individualizzato un bimbo con problemi e mentre lei faceva questo io con gli altri ho lavorato sul "binomio fantastico" (vedi Grammatica della fantasia di G.Rodari) che tanto dovevano affrontare, da programma.
Abbiamo inventato una storia collettiva oralmente, mentre io annotavo ciò che dicevano. Alla fine, riletta e aggiustata, l'abbiamo presentata alla maestra e al compagno che nel frattempo erano ritornati in aula.
Ora il testo gliel'ho scritto e glielo riporterò, perchè dovranno inserirlo in un libretto di loro storie.
Vi faccio dono di questa piccola storia, è semplice, da bimbi di 7 anni, forse qualcuno potrebbe raccontarla a un figlio o a un nipotino...

IL
CONIGLIO CONTRO IL LEOPARDO





C'era
un leopardo che era nato con le orecchie grandi.


Gli
viene un'idea:


Se
vado da una strega e le chiedo di trasformarmi in un coniglio, per
lei è una cosa facile perchè ho già le orecchie
grandi e io dopo potrò ingannare i conigli per mangiarli
meglio.”


Va
dalla strega, le chiede questo favore, ma la strega vuole sapere il
perchè e quando l'ha saputo gli dice:


Va
bene, ti trasformo però per ricompensa il primo coniglio che
acchiappi me lo porti che lo metto in pentola io.”





Il
leopardo, appena trasformato, mentre sta per attraversare un prato,
proprio in mezzo all'erba vede un coniglietto piccino che sta
mangiando il trifoglio.


Gli
si avvicina e pensa di catturarlo, quindi gli dice:


Ciao!
Seguimi che ti porto in un posto bello, con tanti trifogli e anche
tante carote!”


Il
coniglietto, che è un golosone, ingenuamente gli crede e lo
segue nella foresta per arrivare alla casa della strega.






arrivati,la strega lo invita a pranzo, ma il coniglietto si prende
paura perchè la strega era vecchia e bruttissima. Allora cerca
di scappare, la strega però lo riacciuffa con le sue manacce e
lo chiude in una gabbia, visto che non era ancora l'ora di cena.





Ma
c'era un uccellino che aveva visto la trasformazione del leopardo e
tutto quello che era successo dopo e decide di aiutare il povero
coniglietto.


L'uccellino
vola dentro alla casa della strega e in una pentola vede dei
quadrifogli che brillano: erano magici e servivano alla strega per le
sue trasformazioni: allora ne prende uno e col becco lo fa passare
tra le sbarre della gabbia.


Il
coniglietto lo mangia e...diventa un leopardo!


Così
rompe la gabbia, si lancia contro il leopardo trasformato in coniglio
e...se lo mangia!



 
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Post N° 140

Post n°140 pubblicato il 15 Febbraio 2008 da atapo
 

QUALCHE SPINA

Insieme al corso di francese, avevo fatto una proposta all'ins. coordinatrice del mio plesso:
dato che il mercoledì ero già presente nella scuola, avrei potuto arrivare alle 15 e fino alle 16,30 mettermi a disposizione (volontariato) per qualche necessità di qualche classe, che so, laboratori, gruppi, aiuto individualizzato...visto che le forze docenti non bastano mai e gli interventi esterni non si fanno perchè costano troppo.
Già sapevo che a qualcuno la cosa non sarebbe dispiaciuta, infatti la coordinatrice l'ha presentata in riunione plenaria e abbiamo concordato che durante un pomeriggio di programmazione avrei "fatto un giro" per quantificare le persone e le classi interessate, poi per imbastire i progetti.
Qualcuno ha detto di no, era già impegnato in altre attività, molti (anche più di quanti mi aspettassi) hanno accettato e sono venute fuori idee che mi sembrano utili e interessanti, magari ve le racconterò via via che si realizzeranno.
Il caso ha voluto che sia passata per ultimo nella mia ex-classe, dove ho trovato il mio ex-collega.
Mi ha detto che era ora che mi rendessi conto della situazione, che la mia presenza "destabilizzava" la classe e che nè lui nè l'altra maestra avevano più voglia di avere a che fare con me.
Mi è sembrato di ricevere un pugno nello stomaco. Come mi succedeva, sempre più spesso, negli ultimi due anni, quando faceva "sparate" su questo stile ogni volta che secondo lui qualcuno (spesso io) o qualche cosa (situazioni e imprevisti che con i bambini sono molto comuni)"destabilizzava" quello che lui riteneva dovesse essere il tran tran che gli permetteva di "non stancarsi" nel suo lavoro.
Io mi sono ripromessa di tenere per me tanti spiacevoli episodi (molti dei quali comunque erano conosciuti da vari colleghi ed anche dalla dirigente) che, giorno dopo giorno, sono sicura che abbiano contribuito non poco al danneggiare irreparabilmente la mia situazione già pesante fisicamente.
Proprio perchè sapevo che doveva esserci un adattamento ero andata a salutare i bambini solo dopo un po' di tempo...
Comunque pensavo che l'adattamento si sistemasse e, lasciatemelo dire, se i maestri fossero stati equilibrati dopo più di cinque mesi di scuola la routine non dovrebbe venire così sconvolta da una mia eventuale presenza nei paraggi!
Ho voluto lasciar passare qualche giorno, per ...assorbire il colpo e pensarci un po' su:
ora posso dire che:
realmente, non mi importa più di tanto se hanno rifiutato la mia offerta, starò meglio con i colleghi più disponibili,
mi dispiace se il clima e la situazione nella mia ex-classe non sono dei migliori, le difficoltà c'erano già da prima, ma non mi sento certo in colpa per questo, ormai spetta da altri lavorarci sopra;
se le parole del collega erano dettate dal risentimento per averlo "abbandonato" (cosa già trapelata in altra occasione), era meglio se pensava ad avere atteggiamenti più tranquilli , ragionevoli e collaborativi negli anni passati.
Quel giorno gli ho solo detto che ero passata da lui come da tutti gli altri e che la sua classe era come tutte le altre, non volevo obbligarli a nulla...
...ma mi riprometto di non metterci più il naso in quell'aula! Tanto i bambini li incontro lo stesso, qua e là, e alcuni vengono al corso di francese perchè, mi hanno detto: "Così stiamo ancora un po' insieme"

Però...però...come la vedete voi, amici, questa faccenda?...consigliatemi...

 
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Post N° 139

Post n°139 pubblicato il 14 Febbraio 2008 da atapo

SAN  VALENTINO

che per rimanere in argomento
quest'anno
sarà francese



 
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Post N° 138

Post n°138 pubblicato il 13 Febbraio 2008 da atapo
 

PERLA freschissima di oggi
(valida anche a PERERROREM)

Gli alunni disegnano le loro preferenze (J'adore) e i loro odi (je déteste)

Aminta ha disegnato un libro nella colonna "je déteste".

-Ma come, osserva Alice, sei sempre a leggere i libri della biblioteca!-
E Aminta: -Io detesto solo i libri di scuola, da studiare!-

Infatti il libro disegnato ha il titolo del suo sussidiario.
Chi ha orecchie per intendere...

 
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Post N° 137

Post n°137 pubblicato il 13 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

MAESTRA DI FRANCESE !

Sì, finalmente!
Oggi abbiamo iniziato e sono tornata ad essere MAESTRA DI FRANCESE!

Non avevo detto quasi nulla prima, solo quel volantino che forse non si capiva nemmeno molto, per scaramanzia, perchè la...gestazione è stata lunga e difficile!

Da settembre a dicembre la mamma rappresentante della mia ex-classe ha fatto di tutto, anche proposte che già in partenza sapevo irrealizzabili, per poter continuare con tutta la classe in orario scolastico (quindi ci voleva la disponibilità dei colleghi: figuriamoci!) il corso di francese che avevo iniziato l'anno scorso.
Io non l'avevo illusa, ma la sua disponibilità e insistenza sono state encomiabili, pur non ottenendo nulla.

Allora dopo Natale si è mossa in altro modo e qui l'ho sostenuta meglio perchè la cosa era più fattibile, non coinvolgeva nessun altro collega:
il corso di francese extracurriculare.

Però a questo punto dell'anno molti bambini della classe hanno già impegni di sport e altro, impossibile trovare il giorno buono per tutti, a cominciare da me. Inoltre, fuori dall'orario scolastico l'offerta va fatta a livello di Istituto, quindi aperta a tutti coloro che fossero interessati.
Non vi dico le lungaggini burocratiche e i "tempi morti" per organizzare il tutto: io avrei cominciato anche il 30 gennaio, ma fino a ieri l'altro mancava sempre qualcosa e soltanto stasera ho avuto l'elenco degli iscritti (solo i nomi, nemmeno la classe da cui provengono), pure sbagliato perchè ne mancavano due.

Ma almeno siamo partiti!!!


(Ehi, Rusty, sono di nuovo tra voi professeurs de français!)

I bambini sono 13 (porterà fortuna, spero!?):
5 della mia ex-classe quindi di quarta,
3 di quinta che alle medie studieranno francese oltre all'inglese,
3 di terza che "devono fare un viaggio in Francia",
2 piccolette di seconda che hanno motivato con "mi piace" ed io mi accontento.
Un bell'assortimento!

Stiamo insieme al mercoledì dalle 16,45 alle 18. Cercherò di non annoiarli troppo!
Abbiamo tanto materiale, libri, cassette, giochi di gruppo rimasti da quando insegnavo francese a tutta la scuola...faremo fuori tutto!!!

Oggi, dopo i saluti, ci siamo chiesti i nostri nomi, con l'aiuto di un burattino, poi ho letto una storia "J'adore, je déteste" e stanno disegnando le loro preferenze.
Insomma...sono proprio contenta!

Ci sarebbe dell'altro, ma lo lascio...a un prossimo messaggio, questo sta bene così.


 
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Post N° 136

Post n°136 pubblicato il 12 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

D eci e lode

E' più di mezz'ora che cerco di capire come si fa a mettere un link,
spero finalmente di avercela fatta, così le regole di questo simpatico premio potete trovarle dal titolo di questo messaggio!
Accanto ho aggiornato i premi che mi sono arrivati: davvero non mi aspettavo questi riconoscimenti, sono felice di avere amici che mi leggono così volentieri!

Ora tocca a me...

Difficile...

Già mi è difficile quando devo scegliere chi inserire tra i blog amici, se seguissi le mie simpatie "a pelle" quando girello tra i blog verrebbe un elenco che non finisce più...figuriamoci scegliere i TOP tra questi amici...vi leggo tutti così volentieri e sono così contenta di scambiare idee con tutti voi...
Proviamo...e chi non indico ora non se ne dispiaccia, metto quelli che sento proprio più vicini al mio essere più nascosto (almeno in questo periodo)...

DEAKERRES, per la sua personalità e la sua autonomia di pensiero

 MONDOMANU
, mi piace il suo entusiasmo per la vita e per il suo lavoro

 CEITHRE, per come descrive sè stessa e la sua vita di donna e di mamma

ABBANDONARETARA, mi attrae il suo modo di scrivere e apprezzo le belle immagini che mette

ARTEMISIAGENT, rivedo in lei le mie speranze, le mie soddisfazioni, le mie difficoltà

ALENIA, per il coraggio e la grinta nel suo essere mamma.

E domani sera spero di raccontarvi delle grosse novità che bollono in pentola!!!

 
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Post N° 135

Post n°135 pubblicato il 11 Febbraio 2008 da atapo
 
Tag: cronaca
Foto di atapo

PREMIO!!!
Ho ricevuto un premio...che onore....

Manu ha dichiarato il mio blog

10 e lode
con questa motivazione
"per la sua saggezza da ottima insegnante".

GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!


Ne sono veramente orgogliosa e contenta, vedo che può essere piacevole ascoltare le chiacchiere di ...una vecchia maestra!

 
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Post N° 134

Post n°134 pubblicato il 10 Febbraio 2008 da atapo
 
Foto di atapo

Una cosa sono riuscita a fare: il compito per la prossima lezione di teatro.
Dovevo diventare la VOLPE di Pinocchio e raccontare la storia dal suo punto di vista.
Mi sono divertita a sentirmi "cattiva", ho potuto tirare fuori la parte "nera" di me...
A voi in anteprima....e spero che vi piacerà!

La
VOLPE di Pinocchio


Salve!Che piacere che siete venuti a
trovarmi!


Qui al ricovero per vecchi animali
delle fiabe è una noia...


Non ci sono più emozioni, non ci
sono più avventure...passiamo le giornate così, ad
ascoltare i nostri acciacchi e a ricordare le nostre storie lontane
nel tempo.


Io dico al Gatto: “Ti ricordi, era
andata così...”e lui invece: “No, ti sbagli, io mi ricordo
meglio...”


E un po' bisticciamo, un po' ci
consoliamo a vicenda.


Siamo tutti e due vecchi e un po'
malmessi: lui ora è davvero quasi cieco, io...Oh, l'artrosi mi
fa zoppicare davvero e la mia bella coda...chi la riconosce più!


Lo confesso: in gioventù ne
abbiamo combinate di cotte e di crude, poi con gli anni siamo
rinsaviti...giusto quel poco che ci ha permesso di non finire male
del tutto...in fondo qui si mangia e si beve e un tetto sulla testa
c'è...


Però da giovani...che rumba! E,
non per vantarmi, ma la mente di ogni impresa ero sempre io,
altrimenti che Volpe sarei?!


Quando poi conoscevo certi tipi che
solo a guardarli si capiva quanto erano tonti e creduloni...allora la
mia furbizia si scatenava e mi frullavano in mente piani
sopraffini...così, mi veniva spontaneo, non dovevo nemmeno
starci a pensare troppo...e mi divertivo pure...


Come quella volta, con quello strano
bambino un po' legnoso, Pinocchio si chiamava, se ricordo bene: solo
a vederlo per strada la prima volta, all'uscita dal teatro di
Mangiafuoco, già mi era venuta l'ispirazione e appena mi fece
vedere quelle sue cinque monete d'oro...no, me le aveva mostrate
spontaneamente, non l'avevo minacciato, si stava solo conversando...


Insomma, quelle monetine mi avevano
stuzzicato il cervello e l'ingegno e senza quasi accorgermene dalla
mia bocca uscì quella bella panzana dell'albero pieno di
monete che sarebbe cresciuto in una notte se lui avesse sotterrato
gli zecchini nel campo dei miracoli.


Una storia così ridicola che
quasi mi vergognavo a raccontarla...invece lui ci ha creduto!


Ed era così riconoscente del
nostro consiglio (perchè naturalmente il Gatto era con me,
abbiamo sempre viaggiato in coppia) che ci ha pure offerto un'ottima
cena e una stanza al Gambero Rosso...


Beh, offerta...in realtà noi due
avevamo fretta e ce ne siamo andati prima, quindi era logico che il
conto lo pagasse lui, visto che eravamo diventati così
amici...


Due giorni dopo ci siamo incontrati di
nuovo; baci e abbracci da vecchi amici: visto che non era arrabbiato
per aver lasciato uno zecchino all'Osteria?


Lì ci ha raccontato una strana
storia di due assassini che l'avrebbero inseguito e impiccato proprio
per rubargli le monete e mi pareva che sospettasse di noi...Noi?! Che
c'entravamo noi? Furbi e furfanti sì, ma violenti...mai!!!


Io odio la violenza....so che con le
buone maniere si ottiene...TUTTO!


Per non avere la tentazione di un'altra
cena e di un altro zecchino sfumato, questa volta siamo andati dritti
dritti al Campo dei Miracoli nella città di
Acchiappa-Citrulli.


Vi sembra uno strano nome per una
città? Perchè Chicago e Honolulu sono forse nomi meno
strani? Nella vita non bisogna meravigliarsi di niente, la realtà
a volte supera la fantasia...Dovevate vedere come si impegnava
Pinocchio a scavare la buca, poi a ricoprire le monete, poi a
innaffiare...pareva avesse fatto il contadino da una vita, si capiva
che il suo legno era di origini campagnole...


Poi se ne è andato
e...scherzetto! Gli zecchini sono finiti nelle nostre tasche...ma
abbiamo risistemato tutto per benino così quando è
tornato nel campo non riusciva nemmeno più a trovare il punto
preciso: il terreno mica l'abbiamo rovinato, non crescerà
l'albero degli zecchini, ma per un pero o un ciliegio è ancora
buono!


Siamo stati disonesti? Beh, questione
di punti di vista e di situazioni: lì eravamo nella città
di Acchiappa-Citrulli dove sono le persone oneste a finire in galera
quando vengono derubate e i furbi come me e il mio amico Gatto hanno
vita facile e comoda...


Ci siamo semplicemente adeguati alle
usanze....


Naturalmente, se fossimo stati in una
delle vostre città, le cose sarebbero andate diversamente...


O no?!...



 
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Post N° 133

Post n°133 pubblicato il 10 Febbraio 2008 da atapo
 

In questi giorni non sono molto "presente".
Ancora non sono guarita, anzi il raffreddore continua imperterrito, mi è venuto anche l' Herpes sul labbro e mi sento sempre addosso una grande stanchezza.
Ma febbre...niente! E' sempre stato questo il mio stile di influenza...
Così agli occhi del mondo non sembro molto ammalata e faccio la solita vita, però ho dovuto rinunciare a yoga e piscina e al pomeriggio è meglio se mi sdraio un po' sul letto...
E dire che stanno succedendo cose carine, che vorrei raccontare, ma non ne ho la forza...scusate...
Passo solo a leggiucchiarvi qua e là...

 
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Post N° 132

Post n°132 pubblicato il 09 Febbraio 2008 da atapo
 
Tag: cronaca

Per chi volesse saperne un po' di più sul calendario cinese...

Narra una leggenda che Budda per un Capodanno chiamò intorno a sè tutti gli animali.
Ubbidirono in dodici: arrivò per primo il topo,

poi il bufalo,
la tigre,
la lepre,
il drago,
il serpente,
il cavallo,
la capra,
la scimmia,
il gallo,
il cane
e il maiale.

Come ricompensa per aver risposto all'appello Budda decise di nominare gli anni secondo l'ordine di arrivo degli animali e di dare ai nati di ciascun anno le caratteristiche dell'animale corrispondente.

(da "Com'è il tuo paese?" ed. Fatatrac)

L'ideogramma rappresenta l'augurio DOPPIA FELICITA'



 
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Post N° 131

Post n°131 pubblicato il 07 Febbraio 2008 da atapo
 
Tag: cronaca

CAPODANNO CINESE

OGGI
inizia l'anno del Topo
il primo dei dodici animali
dello Zodiaco cinese

Vi metto una figura tradizionale del topo col suo ideogramma.

Sono abbastanza esperta di queste cose, visto che abito vicino alla Chinatown della mia città.

 Buon Anno a tutti di nuovo e, come augurano i Cinesi,...

DOPPIA FELICITA' !


 

 
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