Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

SETTEMBRE


 
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet
 

ça c' est tout




musica per l'amicizia




 

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"Che tu sia per me
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R. L. Stevenson

"Viaggio nelle Cévennes
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di un asino"

avventure,
storie e incontri
tra i monti

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Messaggi di Febbraio 2009

CONCERTO

Post n°346 pubblicato il 28 Febbraio 2009 da atapo
 

BRAVO  GUCCIO !!!

Questo post è dedicato in particolare a VIDI e a tutti gli amici fans di Francesco Guccini.


EVVAI !

Ieri sera siamo stati al concerto di Francesco Guccini, unico a Firenze.

Talmente unico che ha intasato il traffico di mezza città e una marea umana di tutte le età ha stipato il palazzo dello sport, detto Mandela Forum, dopo aver esaurito i biglietti già da molti giorni. Ma stavolta eravamo stati previdenti e, più di un mese fa, alla mia domanda: "Ti interessa andare al concerto di Guccini?"

mio marito non aveva nemmeno finito di dire SI' che mi ero già fiondata al box office.

Strepitoso! Quasi tre ore di battute, storie, ricordi, meditazioni a voce alta, musica, canzoni e, naturalmente, applausi su applausi!

Guccini è un poeta...certe sue canzoni mi fanno venire i brividi.

Mentre lo ascoltavo ecco che una parola o una frase mi facevano tornare indietro nel tempo,

mi tornavano in mente immagini di luoghi,

sensazioni di un passato lontano facevano affiorare i ricordi,

rivivevo incontri con persone che allora erano importanti per me... e chissà dove sono finite adesso, 

risentivo quasi ancora odori, suoni, mi ritrovavo in atmosfere che quasi mi accarezzavano la pelle, mi davano brividi,

mi facevano sentire giovane...ancora giovane...

ripensavo all'impegno e agli entusiasmi di allora, a quei sogni per un futuro che doveva essere...chissà come...

...che aveva davanti tante porte aperte che pian piano si sono richiuse, o che io ho richiuso, davanti a me o dopo esservi passata.

Rimpianti? Non lo so...se è andata così è perchè così doveva essere, in quel luogo e in quel tempo.

Ieri sera le SUE canzoni ancora una volta mi hanno lasciato questa dolcissima malinconia...

"...Perché a vent'anni è tutto ancora intero
perché a vent'anni è tutto chi lo sa
a vent'anni si è stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'età

Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventù
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu..."

(da Eskimo, di F.Guccini)

 
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FATICA

Post n°345 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da atapo
 

Nei due giorni scorsi ho voluto pensare a me:

ho fatto cose che mi piaceva fare

sono andata dove mi piaceva andare

ho incontrato persone che avevo piacere di incontrare...

Così mi sono rimessa in sesto per affrontare oggi un altro viaggio a Ferrara dalla mia mamma.


Treni...ritardi...coincidenze...attese...treni presi al volo per non arrivare a casa troppo tardi...

Là le cose sono un po' migliorate, diciamo così e teniamo nel cuore questi miglioramenti che so che non saranno certo risolutivi...

Ora sono proprio stanca e non solo fisicamente. Domani è un altro giorno, ma non so se sarà migliore... si cercherà di fare il possibile.

 
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Torna la poesia

Post n°344 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da atapo
 

Da tanto tempo non avevo più ispirazione...ci volevi proprio TU...

Desiderio da Settignano

A  MARTINO

Ridi:

il tuo sguardo

è gioia per chi ti ama

è un cielo di primavera

dove le rondini arrivano

da un mondo lontano

come te,

come te in attesa

di un'estate futura

e su nuvole chiare

rimbalzano

canti d'uccelli

e sussurri di foglie nuove.

Ridi:

i primi tulipani selvatici

si aprono

rari

ti abbracciano

cullandoti al ritmo

della tua attesa risata.

All'improvviso un'ombra

da chissà quali distanze

da quali mondi o da quali ricordi

come nera nuvola di temporale

riempie il tuo cielo di primavera

e all'improvviso

imprevedibile e inconsolabile

piangi.

 

 

 

(cere di Medardo Rosso)

 

 
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IMPREVISTI

Post n°343 pubblicato il 23 Febbraio 2009 da atapo
 

AVREI VOLUTO

Avrei voluto un tranquillo fine settimana in famiglia.


Turner, paesaggio con fiume e una baia in lontananza

L'avevo messo in evidenza sul calendario: c'era da festeggiare il compleanno di mio figlio,

da preparargli la sua "unica" torta (per chi è interessato vedi nel blog circa un anno fa), da riordinare un po' la casa in previsione della cena familiare,

per la  quale io e mia figlia avevamo da tempo cercato la data più favorevole dribblando quelli che parevano gli impegni più o meno di lavoro per tutte le persone coinvolte.

Avevo cominciato a fare la spesa dalla settimana precedente, prima di tutto gli ingredienti della TORTA, e passavo in rassegna i piatti che avrei potuto preparare con calma...mi sarei divertita anche a spadellare in cucina qualcosa di particolare...

Poi, una email mi fa sapere che il primo incontro per la prossima lettura di Dante ci sarebbe stato sabato 21 mattina...vorrà dire che mi organizzerò meglio...

Poi, mio marito informa: "Sabato pomeriggio c'è la festa di Carnevale per le classi di catechismo, naturalmente io devo andare"

... e tornare stanchissimo perchè ormai...non ha più l'età! Quindi su di lui non potrò contare, almeno per riordini e pulizie...

Poi, un altro impegno parrocchiale missionario ci sottrae altre ore preziose.

Mercoledì pomeriggio, quando ho telefonato a mia mamma ho sentito che qualcosa non andava...tanto che, per rassicurare lei nella sua ansia e me sulle sue reali condizioni...le ho promesso che venerdì sarei stata da lei a Ferrara,

mio marito doveva andare da tempo a Bologna per documenti universitari, così mi ha accompagnato in auto fino a Bo, da cui ho preso il treno regionale...

...e ho scoperto che con l'ultimo orario delle FFSS non ci sono quasi più collegamenti diretti Firenze-Ferrara, quindi per arrivare da mia mamma i tempi si allungano...

La sua situazione, dal punto di vista della salute, non va affatto bene, mi ha messo nuove preoccupazioni: il fatto che mio fratello la "controlli" non basta certo, perchè la sua gestione sta diventando più complicata e piena di incognite...dovrò andare su più di frequente...

Nel pomeriggio mio marito è salito a Ferrara per riprendermi e ne abbiamo approfittato per fare un salto alla mostra di Turner: avevo tanta voglia di vederla, ma quel giorno, fra la stanchezza e la preoccupazione che mi sentivo dentro, me la sono goduta proprio poco...

Avevo affidato al coniuge il compito di fare un po' di spesa essenziale a Bologna, perchè non vedevo più altri momenti liberi prima della festa, ho dovuto aggiustare al ribasso i miei piani culinari...per fortuna esistono i congelatori che sono di valido aiuto con  ragù e altro immagazzinato in tempi non sospetti...

... la torta sono riuscita a prepararla solo all'ultimo momento, almeno quella è uscita indenne da tutti gli imprevisti!

Ma un velo di tristezza per la mia mamma (e non solo) mi ha lasciato un'ombra anche durante l'incontro con le famiglie dei figli...

...solo le risate di Martino mi rendevano completamente felice.

 Turner, Roma moderna.Campo Vaccino

(sopra: Passo del Gottardo)

.

 

 
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PAGELLE

Post n°342 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da atapo
 
Foto di atapo

NON  CAMBIA NULLA...PERCHE'  E'  GIA'  CAMBIATO  TUTTO

 

Oggi pomeriggio grande confusione a scuola: venivano distribuite le pagelle, con le novità dei voti numerici, per fortuna alla fine resta il giudizio globale,così si può chiarire qualcosa di più.

 

Il mio corso di francese era un porto di mare: chi non sapeva se doveva restare perchè il genitore dopo la pagella aveva fretta, chi arrivava tardi perchè era stato a prendere la pagella, chi aveva affidato la cartella alla mamma in fila e si era accorto solo al momento di scrivere (quindi dopo il gioco iniziale) che non aveva nulla e mi chiedeva di andare a riprendersi le sue cose, chi non sapeva se all'uscita doveva cercare il genitore all'ingresso o ancora in fila...

 

Vista la confusione e l'atmosfera elettrica per l'attesa di questi benedetti voti, come attività forte della lezione ho fatto qualcosa che non MI affaticasse più di tanto, sul Carnevale, tanto per tenerli su di morale! Dovevano disegnare, inventare un costume da Carnevale per il loro numero preferito, poi, naturalmente, ci scrivevano alcune cosette di spiegazione, cercando sul vocabolario quello che serviva.

 

Il lavoro gli piaceva, anche perchè i disegni sarebbero stati appesi, ma...possibile che tanti bambini si sentano angosciati e con un'enorme paura di sbagliare anche quando disegnano?

 

In continuazione a cancellare, a dire:"vorrei fare questo, ma è troppo difficile, non ci riesco" , non ci provano nemmeno, stanno lì a lagnarsi o vanno a chiedere agli altri "mi aiuti?", poi nemmeno in questo caso sono contenti, appallottolano il foglio e ricominciano daccapo. Che enorme insicurezza vedo sempre più spesso in questi bambini...

 

Per l'occasione, ho rivisto e salutato parecchi dei miei colleghi (i più simpatici...). Anche fra loro, che aria di sconforto e di insicurezza!

 

Non c'è nulla di preciso e di concreto  per l'anno prossimo: fino all'assegnazione degli organici nessuno può dire come si farà il tempo pieno l'anno prossimo,

 

come si potranno organizzare non solo le prime classi, ma anche le altre che perderanno le compresenze e ciò, per noi che siamo in zona a rischio, vuol dire non effettuare più interventi individualizzati e di recupero per gli alunni in difficoltà.

 

Hanno preparato progetti per mantenere gli insegnanti, ma questi progetti sono subordinati alla copertura delle necessità per le supplenze. In pratica vuol dire che si possono attuare solo se non ci sono insegnanti da sostituire...quindi, se va bene, si faranno una volta sì e tre no...e che continuità sarebbe questa per portare avanti un progetto con una classe o un gruppo?

 

Alcuni tra i più anziani, ancora sulla breccia per passione, valutano se andare in pensione al più presto...

 

Insomma, uno sfascio...

 

e non sanno che dire ai genitori, non c'è nulla di rassicurante...e mi fermo qui. In fondo Ceithre, con quello che ha raccontato giorni fa sulla scuola dei suoi figli, ha descritto la stessa situazione, purtroppo.

 

 

 
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GIU' AL NORD

Post n°341 pubblicato il 16 Febbraio 2009 da atapo
 

Per concludere in bellezza questo fine settimana romantico, ieri siamo andati al cinema.

In casa nostra la scelta del film si svolge così: io segno sul giornale i films che mi interessano (o che immagino possano interessare anche a LUI),

LUI ne cerca le trame su internet (potrei raccontargliele io, ma non sarei imparziale e lui direbbe che lo voglio...pilotare) e fa la scelta finale.

Che ieri è stata: GIU'  AL  NORD.

Film che io conoscevo già dalla sua uscita in Francia due anni fa, proprio mentre eravamo là in vacanza, e che aspettavo di poter vedere qui. Non ci ha deluso, anzi, ci ha fatto divertire molto. Detta in breve, mette l'accento sui pregiudizi che abbiamo anche all'interno dello stesso paese, in Francia il loro Nord (è proprio una regione che si chiama così) è considerato come da noi il Sud estremo...almeno finchè non lo si conosce...

Insomma, un invito a superare i pregiudizi con la conoscenza reale dell'altro, diceva qualcuno che non conosci bene una persona finchè non hai camminato nelle sue scarpe...

 

In più, questo film mi ha fatto ricordare...quando ho viaggiato proprio in quelle terre...

Anche lì sei stata! dirà qualcuno.

Effettivamente sono molti i luoghi della Francia che ho visitato, sì, sono arrivata fin lassù.

La prima volta in un viaggio con le classi, era un gemellaggio con Dunkerque.

Rimasi così affascinata da quei luoghi...in capo al mondo che qualche anno dopo, nel 2004, proposi a mio marito di tornare lassù col camper per le vacanze estive.

Là inizia le plat pays cantato da Jacques Brel, è già terra di Fiandra,

dalla splendida Baia della Somme, ricchissimo parco ornitologico,

su verso i confini del Belgio attraversando cittadine tranquille dalle case fatte spesso di mattoncini rossi, pianure e boschi verdissimi,

fino a raggiungere impressionanti falesie sulla costa, da cui se c'è il sole puoi vedere anche l'Inghilterra.

Sotto le falesie si aprono spiagge che diventano immense con la bassa marea,

l'aria ha una luminosità strana, è spesso di colori cangianti per passaggi rapidi di nuvole che mutano improvvisamente la temperatura e l'aspetto del paesaggio:

si passa da una serenità tersa e pacifica ad un buio tempestoso: viene chiamata la Cote d'Opale.

Là sono abituati a temperature fresche anche d'estate: mi dicevano che l'estate precedente era stata insopportabilmente calda per loro, perchè qualche volta erano arrivati fino a 30°!  Io sapevo e sopportavo stoicamente queste escursioni termiche, godevo dell'aspetto di questi bei luoghi pronta a rinfagottarmi con foulard e giacca a vento...ammiravo sapendo che, per fortuna, dopo qualche settimana sarei rientrata nella "calda" Italia!  Sì, tornerei ancora in viaggio lassù...ma abitarci per sempre...brrr!

Mi ricorderò sempre di uno di quei giorni ventosi: davanti a un panorama così prepotentemente bello avevamo fermato il camper,

io restai in alto sulla falesia, riparata dal vento sotto alcune rocce, ad ammirare il panorama e l'avvolticciolarsi delle nuvole,

mio marito scese sulle rocce della spiaggia lasciate scoperte dalla bassa marea a scattar foto e saltellava qua e là...non guardava l'orologio e non si decideva a tornare su per ripartire. Quando risalì mi disse felice: "Non immaginavo che tu mi avessi portato in posti così belli!"

Commento più unico che raro, detto da lui è un tesoro prezioso...

Rivedere alcuni di quei luoghi nel film e da lì ricordare anche gli altri mi ha fatto davvero piacere... ve lo racconto volentieri...

e vi consiglio di andarci, in un viaggio in Francia, là...GIU'  AL  NORD ! 

(Allora io non scattavo foto, quelle che vedete le ho cercate in rete.)

 
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Dopo San Valentino

Post n°340 pubblicato il 15 Febbraio 2009 da atapo
 

VALENTINO CAKES


 



Questa splendida torta (mousse di lamponi, strato di cioccolata, guarnizione di fragole)


è arrivata di sorpresa ieri a casa mia all'ora di pranzo, portata da un marito 


che...da anni non mi comprava un dolce così, a sorpresa!!!


Che dire?  Mi ha commosso!!!


Nel frattempo io, immaginando che tanto lui se ne sarebbe dimenticato, avevo preparato una torta casalinga, quella che io chiamo: "TORTA 1-2-3".


Così il nostro San Valentino ha "goduto" di due dolci, ce n'è anche per oggi San Faustino festa dei singles...


per domani...forse qualche briciola arriva al 17, che è la festa del gatto...


Ah, qualcuno è interessato alla TORTA 1-2-3 ? Ecco la ricetta:


1 vasetto di yogurt, bianco o a qualche profumo gradito, stavolta l'ho preso alla vaniglia;


2 vasetti da yogurt pieni di zucchero e 2 uova;


3 vasetti da yogurt pieni di farina.


Mescolare il tutto, delle uova mettere prima il tuorlo, l'albume per ultimo montato a neve. Aggiungere il lievito, a piacere un po' di liquore. Si può arricchire con pinoli, uvetta, canditi, oppure lasciarla ...liscia.


Si cuoce nel forno a 160° per circa 40 minuti ed è pronta.


E' veloce, non serve nemmeno la bilancia...che in questi giorni a casa mia è rotta!


 

 
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SAN VALENTINO

Post n°339 pubblicato il 13 Febbraio 2009 da atapo
 

Domani è San Valentino. A me piace l'usanza, credo anglosassone, di mandare i "valentini", cioè i bigliettini di affetto, agli amici. Questo facevo fare ai miei scolari (...quanto tempo fa...), a volte "pilotando" il tutto affinchè diventasse un'occasione per riflettere sulle doti positive, magari un po' nascoste, che ognuno ha e che lo rendono interessante e degno di avere amici.



Mio marito, sempre decisamente contrario a tutto ciò che puzza di consumismo, invece si scioglie romanticamente per quest'occasione e, straordinario !, il 14 febbraio non prende nemmeno impegni in parrocchia!


Così sono sicura di godermelo un poco anch'io. Non che facciamo follie, ma è un momento per noi...con conseguente scambio di regalini.


Io, alcuni giorni fa, avevo adocchiato il regalo DOC in centro a Firenze, in un negozio di porcellane famosissimo a livello mondiale, ma per fortuna questo è ancora periodo di saldi...Si tratta di una coppia di tazze per la colazione, fatte a forma di testa di gatto: due mici simili, ma non identici, uno sul grigio, l'altro rosso.


Noi siamo fanatici per i gatti, con gli anni in casa nostra abbiamo arricchito una collezione di immagini e oggetti con gatti, sui gatti, a forma di gatto ecc...


Quindi ieri all'uscita dal corso di teatro sono andata in centro per alcune spese, tra cui queste tazze che si sarebbero "mimetizzate" tra gli altri pacchetti al mio rientro a casa.


Era un po' tardi, tra un negozio e l'altro sono arrivata alle porcellane alle 18.45.


CHIUSO! 


Illuminato, ma l'entrata...CHIUSA!


Controllo l'orario: indica la chiusura alle 19. Allora? Dentro poi vedo un certo via vai di commesse e alcuni clienti.


Allora comincio a sbracciarmi per farmi notare dall'interno, ma senza risultati, finchè una commessa si avvicina ad una delle vetrine per sistemare qualcosa.


Comincio a battere sul vetro, lei mi nota e le chiedo, gridando, se mi può aprire.


"E' già chiuso!" risponde lei senza scomporsi.


"Come, chiuso?! Ma l'orario affisso all'ingresso dice alle 19!"


"Dobbiamo chiudere prima, per sistemare tutto..."


"Allora non è corretto, i clienti non sanno e guardano l'orario affisso"


E via discorrendo, anzi discutendo tra marciapiede e vetrina.


Visto che non mollavo e mi stavo un po' arrabbiando, è venuta ad aprirmi sospirando ed alzando gli occhi al cielo.


Quando sono entrata, mi ha detto: "Deve prendere molte cose? Sa, a quest'ora il computer certe volte non  registra più..."


Ma che razza di discorsi...


Ho chiesto le mie tazze,


me le sono fatte confezionare in pacchetto regalo (così mi hanno dedicato ancora un po' di tempo),



ho pagato con la carta di credito (che è stata accettata senza obiezioni anche se erano quasi le 19!)


e prima di uscire alla commessa che mi ha riaperto la porta ho ripetuto che sarebbe stato più corretto mettere l'orario giusto, se non volevano rispettare quello esposto.


Ma chi si credono di essere?


Solo perchè tutto il mondo li conosce ed hanno la clientela internazionale...che comunque se viene trattata così...poi ci credo che l'Italia scivoli in basso tra le nazioni turistiche!


Se non fosse stato per San Valentino, le tazze sarebbero rimaste là...


E per concludere dolcemente, un Valentino d'affetto a tutti i miei blog-amici!


 
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quotidianità

Post n°338 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da atapo
 

Dopo tanti giorni di pioggia, stamattina si gela, anche se c'è il sole.

Continuano i malesseri, sia fisici, sia "mentali"...continuo a cercare di non ascoltarli.

Continuano le mobilitazioni scolastiche: ieri pomeriggio dopo il corso di francese sono rimasta sul cancello della scuola (altra mazzata di freddo...) a parlare con alcuni genitori delle quinte, che in questi giorni hanno gli incontri e le "porte aperte" con le scuole medie in periodo di iscrizioni.

Spero che questi genitori, che senz'altro sono sensibili al plurilinguismo visto che mi mandano i figli al corso di francese, facciano da "lievito" anche per altri...

Più apatici mi sembrano gli insegnanti rispetto agli stravolgimenti in vista per l'anno prossimo: il mio collega-artista, circa mio coetaneo, ieri si lamentava del fatto che  i nuovi docenti più giovani arrivati in questi ultimi due anni, a sostituzione di alcuni di noi andati in pensione,  TACCIONO E SOPPORTANO quello che piove dall'alto, senza confrontarsi e senza discuterne...quest'anno non hanno richiesto nemmeno un'assemblea sindacale!

Almeno nel mio istituto, la collaborazione scuola-famiglia non mi pare molto funzionale (ma era da anni che si andava sgretolando...)

Mah! Certamente, se non fossi andata già in pensione, cercherei di scappare ora...e a gambe levate!

 

Mi rifugio qui, sul web e cosa scopro? Le nuove possibilità che mi offre Libero, ieri sera ho fatto le ore piccole a ...collaudare...anche troppo...alla fine non si sa che scegliere!

 

Sto facendo qualche esperimento...sempre un po' diffidente e un po' impacciata, comunque...

...mi piacerebbe sapere, da chi passa di qua, il livello di gradimento delle novità introdotte...Merci!

 
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viaggio da sogno

Post n°337 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da atapo
 

Sabato pomeriggio sono stata a Parigi.

Dopo tanti anni, dopo che avevo conosciuto Parigi da turista, da studiosa, da accompagnatrice, infine da parigina in compagnia di parigini doc, amici che mi avevano fatto entrare davvero nel cuore della città, così che per me Parigi era diventata la città dell'anima, quella dove sogni di poter tornare perchè sei convinta che lì sarai felice.

E invece...lettere, telefonate, ci vediamo presto...ma non ci ero ritornata mai più.

Fino a sabato...

Gare du Nord...Gare de l'Est...poi la metropolitana...cambio di linea...scale mobili...incontri e incroci di sguardi tra gente di mille colori e di mille pensieri, perchè da molto tempo, prima che in Italia, a Parigi ci sono rappresentanti di tutto il mondo.

La collina di Montmartre, ma non la basilica, formicolante di turisti, è più bella la passeggiata tra le stradine tortuose immerse nel silenzio, dove tra un palazzo e l'altro si vedono scorci della città adagiata in pianura, magari quella stradina ripida che avevo già percorso con la mia amica e che costeggia uno degli ultimi boschetti rimasti a ricordo di quando il quartiere era un villaggio di campagna.

Ho evitato di proposito le grandi mete turistiche, palazzi e cattedrali affollate,

ho cercato le viuzze del Marais occhieggiando tra gli antichi negozietti artigiani,

ho ascoltato i miei passi nelle strade alberate fiancheggiate da ricche palazzine attorno alla torre Eiffel,

ho guardato le vetrine ammiccanti dei saldi e ho fatto sosta sulle panchine sotto gli alberi dei grands boulevards,

 

Pissarro, Boulevard Montmartre

 

ho camminato nei nuovi parchi lungo les quais de la Seine, e seguendo il fiume sono arrivata verso nuove periferie, dove ho alzato gli occhi per vedere le nuvole che si specchiano e si rincorrono sulle pareti di vetro dei grattacieli moderni,

sono salita a Belleville, nella Place des Fetes dove carnagioni scure ed occhi a mandorla mi rimandano alle storie di Pennac,

in un piccolo café ho chiesto un verre de blanc, s'il vous plait...

Parigi è piena di mille storie, di mille personaggi che a volte non sai se siano veri o appartengano alla storia più strana o misteriosa, come quel mimo enigmatico o chi va veloce rasente i muri avvolto in un mantello...

Parigi è così, tutto questo e mille altre sorprese ancora...

 

 

 

E così sabato ho viaggiato e ho sognato...

 

 

 

 

...seduta comodamente sulle poltroncine di una sala dell'Istituto Francese di Firenze, dove hanno proiettato un film a episodi ancora non uscito in Italia ( e temo che non uscirà mai), che raccontava la MIA Parigi, non quella turistica, ma quella delle tante storie, vere o fantastiche, di personaggi di tutte le razze e di tutti i colori che popolano la città più nascosta.

E' stato un bellissimo pomeriggio, che mi ha riempito di nostalgia, ma anche di gioia...

Di che film si tratta?

"PARIS  JE  T' AIME"


E non è solo il titolo del film...




 

 
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iscrizioni e plurilinguismo

Post n°336 pubblicato il 08 Febbraio 2009 da atapo
 

Il documento che segue è stato scritto dall'associazione lend - lingua e nuova didattica e mi è giunto attraverso il CIDI.

Lo condivido e ritengo le sue considerazioni molto importanti, in questo momento in cui in Italia si aprono le iscrizioni nelle scuole, lo inserisco qui sperando che venga letto da genitori ed insegnanti...

 

CITTADINI CAPACI DI COMUNICARE IN PIÙ LINGUE E DI MUOVERSI IN PIÙ CULTURE


La società della conoscenza ha bisogno di uomini e di donne in grado di

  • comunicare tra loro e con gli altri in più lingue

  • adattarsi a diversi contesti di vita, di studio e di lavoro caratterizzati da culture diverse

Conoscere una sola lingua straniera significa partire da una situazione di svantaggio socio-culturale, economico e professionale nell'Europa di oggi e ancor più, nel mondo di domani.

 

Per questa ragione riteniamo lesivi dei diritti degli studenti e delle studentesse di questo nostro paese le decisioni che il ministro dell'Istruzione, on. Mariastella Gelmini, ha assunto nell'ambito delle politiche linguistiche.

Tra le altre contestiamo, in particolare,

  • la decisione di insegnare la sola lingua inglese nelle nostre scuole, dall'infanzia alla fine delle superiori (per ben 13 anni!)

  • la decisione di affidare l'insegnamento della lingua inglese al maestro della scuola primaria dopo una formazione di sole 150/200 ore, durante le quali si dovrebbe imparare la lingua inglese e come insegnarla a bambini dai 6 ai 10 anni

  • la possibilità lasciata a discrezione delle famiglie di utilizzare le ore della seconda lingua comunitaria nella secondaria di primo grado per potenziare l'insegnamento della lingua inglese

Chiediamo il ritiro immediato di ogni provvedimento finora adottato che non sia in linea con quanto previsto dagli organismi europei che, dal 1995, pongono, tra i cinque obiettivi prioritari per i sistemi educativi e formativi dei Paesi membri dell'Unione Europea, la promozione della conoscenza di almeno due lingue comunitarie oltre alla lingua materna.

Con forza chiediamo al governo di garantire agli studenti e alle studentesse italiane un'educazione plurilingue ovvero

  • la diversificazione delle lingue insegnate nel nostro ordinamento scolastico

  • un aumento dell'offerta linguistica

  • l'apprendimento delle lingue lungo tutto l'arco della vita

  • la creazione di ambienti favorevoli all'apprendimento di più lingue non solo a scuola.

Ci impegniamo a sostenere ogni iniziativa a sostegno del plurilinguismo in Italia.

Chiediamo ai genitori di fare attenzione nella iscrizione alla prima classe della secondaria di primo grado:

È IMPORTANTE SCEGLIERE LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA e non l'inglese potenziato per dare ai nostri figli tutte le possibilità di crescita personale e professionale offerte da un curricolo plurilingue.

Invitiamo chiunque condivida le nostre posizioni a diffondere il presente documento.

Io ho accolto l'invito e lo diffondo così...

 

 

 

 

 

 
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pet

Post n°335 pubblicato il 05 Febbraio 2009 da atapo
 

QUASI  UN FRATELLO  MAGGIORE



Qualche lettore l'avrà riconosciuto: è Beto, il nostro gatto di famiglia, nel senso che ha vissuto la sua infanzia a casa mia poi si è trasferito insieme a mia figlia. Qui, nella foto, ha preso possesso di una delle copertine di Martino e sta controllando quello che succede tra noi e il nuovo piccolo "padrone di casa".


Insomma, continua il suo mestiere di controllore attento e interessatissimo, spesso ficcanaso, ad ogni aspetto della vita dei suoi padroni.


Conoscendo il suo caratteraccio bizzarro e dispettoso, eravamo un po' preoccupati: come avrebbe preso l'arrivo di Martino? Di solito quando in casa veniva in visita un bambino, lui lo annusava ben bene poi spariva dalla circolazione finchè il bambino non se ne andava.


Martino invece resta...il gatto avrebbe creato problemi, sarebbe diventato aggressivo?


Beh, si agita solo quando Martino piange forte, allora comincia a "puntarlo" preparandosi ad un assalto che noi evitiamo allontanandolo o mettendolo in un'altra stanza.


Per il resto si è autoeletto guardiano del piccolo,


accoccolandosi sempre nelle sue vicinanze,


dormendo se Martino dorme,


controllando con scrupolo ogni cambio di pannolino.


Curioso lo è sempre stato, ora la sua curiosità sarà ben soddisfatta, visto che con i bimbi ogni giorno c'è una novità o una conquista.


E da vero fratello maggiore un po' geloso, continua a venire a richiederci spesso i coccoli e le grattatine che noi gli diamo con affetto, perchè da ormai nove anni è un membro della famiglia.


Addirittura quando mia figlia allatta Martino e si sistema sul divano a gambe incrociate, Beto le si raggomitola in mezzo alle gambe (gli è sempre piaciuto raggomitolarsi contro le nostre gambe quando siamo sdraiati), tanto che Martino gli sta appoggiato sulla schiena, e non si muove più da lì, sonnecchiando fino alla fine della poppata.


Io non avevo mai avuto un animale, se non da piccolissima, non credevo che riuscisse a conquistarsi un rapporto così...partecipato e uno scambio di affetto così forte in famiglia!


Confesso che vado volentieri a trovare mio nipote, ma sono anche contenta, a casa sua, di coccolare e stropicciare un po'  il mio gattone part-time, che mi corre incontro con la coda dritta appena entro!


Mi auguro proprio che per Martino crescere con Beto sia una bella esperienza!


 


 

 
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complemese

Post n°334 pubblicato il 03 Febbraio 2009 da atapo
 

I martedì di Martino

Da tre giorni piove quasi in continuazione, ma per niente al mondo oggi avrei mancato l'appuntamento: qualche ora nel pomeriggio a casa da mia figlia, con Martino!

Ho notato che, casualmente, quando ci mettiamo d'accordo per queste visite, fra gli impegni miei e quelli di figlia+bebè, il giorno migliore è sempre il martedì.  Io vado al mercato o a far la spesa al mattino, così nel primo pomeriggio sono da lei e le porto qualcosa, richiesto o a sorpresa, poi alle 17,30 passa a riprendermi il nonno (mio marito) che poi, dopo aver goduto la sua razione di nipotino, mi accompagna in piscina per la ginnastica.

Aspetto con emozione l'incontro: da una settimana all'altra ci sono sempre dei cambiamenti. Oggi dormiva al mio arrivo e mia figlia mi racconta le ultime novità, per esempio che i suoi sonnellini diventano più lunghi, che quando si sveglia ha già un bel repertorio di mossettine, sorrisi e versetti prima di accorgersi che è l'ora della pappa, quindi di cominciare a reclamarla.

Infatti quando poi si è svegliato oggi ci ha fatto divertire, sorridendo e gorgheggiando con tutti, stringendo e ciucciando dita e mani, seguendo con lo sguardo chi parlava o si muoveva per la stanza.

Naturalmente lo prendo in braccio e mi sento un po' imbranata all'inizio, ma presto mi tornano in mente i movimenti di quando erano piccoli i figli...Martino non piange...quindi tutto a posto!

Mia figlia ogni tanto mi chiede consigli: a dir la verità, tante cose non le ricordo e glielo confesso, magari un parere glielo dò lo stesso, tanto poi lei andrà a controllare su uno dei libroni di puericultura che ha comprato, da neomammina diligente.

A chi assomiglia Martino?

Io non sono brava a decifrare somiglianze, appena nato sembrava il suo babbo (detto da tutti), ma ora è cambiato, ha gli occhioni grandi che mi ricordano quelli di mia figlia, a volte gli scopro delle rapide espressioni che mi fanno venire in mente flash dei miei figli piccoli...c'è chi ha detto che ha il viso di suo nonno (mio marito), in ogni caso .....mi sembra un bel bambino!

Domani compie due mesi, allora gli ho fatto un po' di foto, così, per festeggiare il COMPLEMESE. Non sono venute benissimo, ma saranno lo stesso un ricordo...

Sì, va bene, cedo, ne metto una qui, per fare un regalo alla vostra curiosità...

...da una nonna orgogliosa del primo nipotino...

 
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malinconia

Post n°333 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da atapo
 



P. Anichini, Tramonto in blu

Sistemare le foto, pubblicarle, riguardarle ogni tanto, essere contenta che siano piaciute anche ad altri...
...piacevoli sensazioni...

In questi giorni non mi sento in forma, ho come un sottofondo di malinconia che mi accompagna. Una parte di me dice: "Sono sciocchezze!"
un'altra parte di me si chiede: "Perchè?"
Forse scrivendo riesco a fare il punto e a capirci qualcosa di più.

Ci sono aspetti positivi:
I ragazzi e Martino non hanno problemi,

il mio corso di francese procede bene, anzi, sono sorpresa dell'impegno e dell'entusiasmo che vedo nei miei alunni, che a volte sadicamente "tartasso" con domande e conversazioni, ma loro si ingegnano a tenermi testa,

nei gruppi di lavoro del CIDI posso finalmente riprendere il mio compito di segretaria e riordinatrice della documentazione, ora che il mio computer con tutto il mio materiale è quasi perfetto...

Però ogni tanto mi sento triste, qualcosa non gira come dovrebbe, dentro di me...

non è solo la bruttissima stagione, questo freddo e questo grigio uniforme,

non è nostalgia del sole di Tenerife, che già a rivederlo nelle foto mi fa sentire meglio,

mi sento triste e preoccupata per le cronache tragiche di questi giorni, all'inizio dissi che qui non volevo parlare di "politica" (in senso lato), ma le difficoltà, le violenze, le insofferenze, i razzismi che sono in evidenza attualmente sono ben lontani da ciò che vorrei e mi augurerei per poter vivere serenamente...

Ascolto i commenti dei miei amici insegnanti e vedo nella scuola una situazione NERISSIMA, mi pare di ritornare a quel "passato.remoto" dei miei inizi di carriera (che presto tornerò a raccontare) dal quale eravamo usciti con lo studio, l'impegno, la consapevolezza della ricerca di una scuola davvero per tutti...

Ascolto al telefono la mia mamma: dice che si  sente stanca: fra pochi mesi compirà 90 anni, pieni di acciacchi e di problemi seri di salute, mi preoccupa questa sua considerazione, lei che finora era sempre serena e tranquilla...

E' morto un nostro conoscente della parrocchia, di poco più anziano di noi, e anche questo mi ha fatto pensare...

Fisicamente, ho dei "mali" nuovi: cerco di non ascoltarli, mi dico che sarà il freddo, perchè dopo tanti anni di "medicalizzazioni a catena" sono in overdose e cerco di vedere medici il meno possibile, ma se continuano dovrò decidermi...

Mio marito sta studiando come un matto per il primo esame universitario e...NON ESISTE, esiste solo se gli telefonano dalla parrocchia (anzi, lì ha preso pure un nuovo impegno). Come al solito, non ha regole, quando si butta in qualcosa che lo attrae tutto il resto non esiste più. Niente cinema, nè teatro, neppure la spesa insieme, non va più nemmeno in piscina (che dovrebbe fare per la sua salute)...
Sospesi anche i lavori e le risistemazioni ancora da terminare in casa, che, a questo punto, verranno mai completati?
Finiremo per scontrarci, su tutto questo...

E a me viene in mente la mia università, finita a 40 anni, difendendo con le unghie e coi denti il mio interesse e diritto a studiare e a completarla, ritagliandomi tempi di studio tra il lavoro a scuola, la casa, i figli, e lui, che in quel periodo mi aveva detto, più di una volta, che "trascuravo la famiglia"...

 

 
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