Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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Messaggi di Luglio 2013

SICILIA 10

Post n°997 pubblicato il 31 Luglio 2013 da atapo
 

 

TERRA DI SOGNO

Sono arrivata all'ultima tappa del mio viaggio, un luogo che aspettavo di visitare da quindici anni.

La volta scorsa (eravamo pivellini, il primo anno che avevamo il camper) era in programma, ma non trovammo dove passare la notte e neppure sostare, mio marito dopo un rapido giro si innervosì e, come capita spesso in queste circostanze, volle andarsene subito dicendo. “Questo non è un posto per camper, ne facciamo a meno!”

Ma io non volevo farne a meno, questa volta doveva essere il fiore all'occhiello e per questo l'avevo lasciato per ultimo e mi ero informata sulle aree di sosta vicine, sui bus di collegamento... Mio marito sapeva quanto ci tenessi e non ha fatto storie... forse alla Timpa di Acireale non dormivo perchè sentivo l'emozione della meta finale vicina e guardando il rosa dell'alba mi dicevo che dopo poche ore saremmo finalmente arrivati...

a TAORMINA!

Non ci sono difficoltà: a Giardini Naxos, appena a sud di Taormina, hanno aperto diverse aree di sosta e non sono nemmeno affollate, dal camper o passeggiando nel paese vediamo lassù sulla rupe il paese dei miei sogni...

 


 

Ogni mezz'ora c'è il bus, fino a tarda notte. Per quattro giorni, con calma, lo prendiamo per andare a trascorrere almeno qualche ora passeggiando e godendoci le bellezze di Taormina. Piacciono molto queste giornate e queste passeggiate anche a mio marito, cammina senza brontolare, solo alla sera, al rientro, si lamenta di essere troppo stanco, ma il giorno dopo... ricomincia!

 


 

Le stradine, i negozietti, le vetrine, le ceramiche, gli scorci di paesaggi incantevoli, i palazzi e le chiese... è tutto gradevole, gentile, pieno di fiori, l'aria è leggera, luminosa e profumata, le persone che incontriamo sono affabili e la conversazione è piacevole, non parliamo poi di come e quanto si mangia bene nei ristoranti, trattorie, rosticcerie... I turisti cominciano ad arrivare, è luglio, ma non soffocano, c'è spazio per tutti, forse in agosto sarà peggio.

 


 

L'autista del primo bus di linea che prendiamo è molto particolare: visto che siamo tutti turisti, lungo il percorso da Giardini Naxos al capolinea di Taormina ci fa da cicerone e ci spiega, rallentando o alle fermate, i punti più interessanti che incontriamo: è stato così un bell'inizio per noi! Mai successa una cosa simile, né in Italia né in Francia o Canarie. Quando scendiamo glielo dico e lo ringrazio...è il minimo! Questi Siciliani ne hanno sempre una nuova! Penso che anche a Firenze potrebbero farlo i nostri autisti...o no?

 


Quando arrivo la prima volta sulla piazza principale, chiusa dalla torre, da case e chiese su tre lati, incorniciata dagli oleandri fioriti, aperta sul quarto lato verso il mare, su uno strapiombo dove volavano rondini e falchetti, con un panorama sulla costa e sull'Etna da togliere il fiato... ecco, mi succede che davvero per un attimo mi manca il fiato e mi sento stordita... una specie di sindrome di Stendhal che raramente mi è capitata: troppo bello!!! Capisco cosa dovevano provare quegli artisti stranieri che dal XIX secolo fecero conoscere Taormina a tutta Europa e ne iniziarono la sua fama! Poi le cronache raccontano anche di storie scabrose, ma spesso queste accompagnano la fama di persone e di luoghi...



 

C'è un bellissimo giardino pubblico, la Villa Comunale, donata alla città da una nobile inglese, Florence Treveylant, che si innamorò di Taormina e...del suo sindaco, lo sposò e visse qui: questo parco è pieno di piante tropicali, fiori, zone d'ombra, fontane, costruzioni strane... e si affaccia anch'esso sullo strapiombo, è bellissimo passeggiare o restare seduti a godere il panorama e il canto degli uccelli nascosti tra il verde.

 

 

C'è questa scultura molto romantica, come a ricordare che in un posto simile non può che esserci l'amore...

 


 

Un punto di vista ancora più emozionante su Taormina si ha salendo a Castelmola, un piccolissimo paese ancora più in alto; strada tortuosissima e bus di linea spericolato... Si è davvero tra le nuvole, con un panorama strepitoso!

 


 

Ma Taormina è conosciuta in tutto il mondo per il suo teatro e per un'attrice come me la visita è un obbligo! Anche qui è emozionante vedere il panorama, che fa da quinta dietro il palcoscenico, salire sulle gradinate e pensare a quanti milioni di spettatori nei secoli lo hanno ammirato come ora lo ammiro io, ma loro hanno anche assistito agli spettacoli. Io no, mi sarebbe piaciuto, ma non faremmo in tempo per l'ultimo autobus... Bisogna tornarci, dico a mio marito, prendere un bed&breakfast in città per una settimana durante una rassegna di Taormina arte, magari quella invernale, tanto lì il tempo è sempre mite... “Seee, seee” risponde lui come tutte le volte in cui gli progetto un sogno...

Quando sarai invitata a recitare su questo palcoscenico...” mi prende in giro ed io faccio per scherzo l'atto di salirci sopra, mi appoggio con le mani... un fischio acuto lacera l'aria! Il guardiano! Che se ne stava ben nascosto in una zona d'ombra! Proibitissimo salire sul palco!

 


 

Pazienza... Taormina è fantastica anche senza salire sul palcoscenico! L'ultima sera, quando so che stiamo per partire, è già buio e ogni pochi passi mi volto indietro, per guardarla ancora e non dimenticarla più.

 


Ho fatto bene a lasciarla come ultima meta...era il mio sogno e non mi ha delusa, sarà ciò che mi rimane più completamente nel cuore e nel ricordo di questo viaggio in Sicilia.



 

 
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SICILIA 9

Post n°996 pubblicato il 29 Luglio 2013 da atapo
 

 

OMAGGIO AL RE DELL' ISOLA

 

Non è una questione di politica, di congiure separatiste... sto parlando dell' ETNA !

E' o non è il re dell'isola? E' famoso in tutto il mondo e lui si dà da fare spesso e con impegno per mantenere alta la sua fama...

Nel viaggio di 15 anni fa lo affrontammo dalla parte nord, ora, provenendo dal sud della Sicilia, ne conosceremo il versante opposto e già mi emoziona il vederne la sagoma da lontano ancora nella foschia. L'Etna non è solo un vulcano, direi che è un territorio.

 


 

Ne avverti la presenza incombente molti chilometri più in basso, quando lungo le strade di certi paesi trovi i cartelli “Ridurre la velocità per la presenza di sabbia vulcanica” e la sabbia nera c'è davvero, spostata dal traffico ai lati delle strade: l'ultima pioggia di sabbia conseguente ad un fenomeno eruttivo è avvenuto pochi mesi fa... E altrettanto in basso si incontrano filoni di rocce nere tra la vegetazione, oppure pendii scurissimi puntellati di ciuffi d'erbe fiorite di colori sgargianti, viola, bianco, giallo: le colate di lava arrivate così vicine al mare, ti fanno pensare a come deve essere pauroso e affascinante quando il “re” fa sentire la sua voce.

Nella piccola trattoria di Nicolosi in cui pranziamo l'anziano padrone ci racconta in versi (è un poeta dialettale) la vita faticosa dei tempi in cui era bambino, Alfredo, uno dei suoi figli, bizzarro e focoso come avesse dentro il fuoco del suo vulcano, arde d'amore per la sua Sicilia maltrattata nei secoli e ci intrattiene chiacchierando e offrendoci pere e ciliegie cresciute nel suo orto di terreno lavico che ha passato alla frutta un sapore incredibilmente buono. Sembrano stregoni di una terra magica...

Saliamo fino ai quasi 2000 metri del Rifugio Sapienza, dove passeremo due notti, quasi in braccio al Grande Signore dell'isola. Da lassù si ammira la distesa delle colate scure e dei coni neri o rossastri che si susseguono verso il mare lontano.

 


 

Il cielo notturno è pieno di stelle, c'è la luna, le bocche eruttive ti stanno sopra e certi sbuffi biancastri che passano nel cielo provenendo da dietro la punta del monte non sai se sono nuvole o soffi gentili dalle viscere della terra. Perchè in questo momento il Signore è tranquillo, non così pochi mesi fa, in marzo e aprile, quando l'ultima eruzione proprio qui verso sud ha ricoperto di sabbia la neve di primavera, che si vede ancora e non si scioglie, in spettrali crepacci bianchi e neri.


 

Il nostro omaggio comincia al mattino con la salita in funivia dal rifugio Sapienza, poi con il pulmino fuoristrada fino oltre ai 3000 metri, poi con la passeggiata insieme alla guida che ci conduce sotto alle bocche principali, tra i coni e le nuove bocche formate con l'eruzione del 2001, che cambiò letteralmente l'aspetto di questo versante sud, dove distrusse il rifugio Sapienza, la strada in più punti e noi possiamo vedere ora una costruzione che era un bar in cui la lava entrò...dalla finestra!

 

 

E' una passeggiata non sempre facile, camminare sul pietrisco e i sassi neri di lava è un po' faticoso sia nelle salite sia in discesa: è un po' l'effetto sabbia del deserto, dove sprofondi, in più c'è questo strano rumore caratteristico come se si sbriciolassero dei corn flakes sotto i piedi. Però è emozionante ed io non tornerei più in basso, qualcosa mi fa sentire così vicina ai grandi fenomeni della natura che noi siamo così piccoli da non riuscire a padroneggiare del tutto... Mi viene istintivo fare il confronto col Teide di Tenerife: i due vulcani assomigliano molto, ma l'Etna è VIVO, il suo soffio lo senti e lo vedi: basta che scavi un poco con le mani tra la sabbia nera che subito ti brucia le dita e fa uscire fumo tra una pietra e l'altra che viene spostata. E' un monarca assoluto che offre prodotti squisiti agli uomini che hanno la resistenza di vivere arrampicati sui suoi fianchi, ma che ogni tanto, abbastanza spesso, allunga zampate di fuoco perchè non ci si dimentichi che è lui il più forte.

Lascio a malincuore queste terre, torniamo a dirigerci verso il mare scendendo tra castagneti, ginestre, aranceti, attraversati dalle colate di lava... ad Aci Reale ho ancora dentro l'emozione per i due giorni sull'Etna e non riesco a dormire: il camper è in sosta notturna sulla Timpa, un promontorio lavico a picco sul mare e all'alba esco per aspettare il sorgere del sole, credo sia la prima volta nella mia vita...

 


 
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CONFESSIONE

Post n°995 pubblicato il 27 Luglio 2013 da atapo
 

 

EBBENE SI'...

...devo confessarlo: sono di nuovo a Firenze! Nella solita confusione da rientro, nel caldo asfissiante e umido di Firenze.

Ora ho il mio fidato computer a disposizione solo per me, il collegamento non ha più incognite, posso sedermi qui davanti anche per riposarmi un poco tra una faccenda e l'altra. Pian piano riprenderò a passare dai blog amici (qualcuno penso che mi abbia data per dispersa), magari mi inserirò nel nuovo “giochino per l'estate” partito da Ody e che per ora ho solo leggiucchiato qua e là...

Naturalmente ho una grande nostalgia della Sicilia e del mio viaggio e... ancora qualche cosetta da raccontare.

Allora, poiché lo scrivere e il narrare è anche finzione, lasciatemi continuare ancora per un po' questa magia narrativa...

facciamo finta che...

e le mie prossime storie saranno ancora al presente, come se fossi ancora laggiù...

e lascerò Taormina nel box “Io sono qui tu dove sei?”

finchè non avrò finito di raccontare,

perchè se il mio corpo ora è di nuovo a Firenze il mio cuore è ancora laggiù !

E vi regalo la foto di un piccolo gelsomino siciliano: pare più selvatico dei gelsomini che trovo qui nella mia città, fiorisce su piante dai rami sottili e dalle foglie rade, è meno appariscente e il suo profumo più tenue e delicato, anche se persistente: per questo a me è piaciuto tanto, quando c'era il vento e i fiorellini cadevano dai rami io li raccoglievo e li buttavo nella borsa e il loro profumo mi accompagnava per giorni...


 
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SICILIA 8

Post n°994 pubblicato il 26 Luglio 2013 da atapo
 

 

NEL CUORE DELL' ISOLA

Ora è giunto il momento di lasciare questo sud estremo e di voltare il camper verso nord... ma non sarà un ritorno... c'è ancora una lunga strada da percorrere e luoghi da raggiungere. Diciamo che il tour progettato è una specie di ellissi...

Lasciamo la costa a Gela e ci addentriamo nell'interno: ecco subito i pozzi di petrolio (il Texas italiano?) poi i grandi paesaggi agricoli o incolti, selvaggi e assolati, dove ripensi al Gattopardo e al mitico viaggio in carrozza verso Donnafugata... Noi siamo in camper, l'aria condizionata va a tutto spiano, ma il caldo si sente...

 


 

Prossima meta è Caltagirone, che ci interessa soprattutto per le ceramiche. La città antica, con i laboratori e negozi di ceramica, è un groviglio di scale e stradine ripidissime, per affrontarle aspettiamo il pomeriggio inoltrato, intanto affrontiamo una trattoria in periferia (pianeggiante) col solito cameriere simpatico e chiacchierone che come dessert mi propone un dolcetto nuovo, specialità della sua mamma che sta nella cucina: una specie di grande raviola di pasta fritta dolce ripiena, immancabilmente, di ricotta come fosse un cannolo. E risento, a sorpresa, il sapore delle crescentine che faceva anche la mia mamma: gli ingredienti scopro che sono gli stessi, solo un po' di zucchero in più... e il dolce mi sembra ancora più buono!

Chiedo al cameriere anche altre indicazioni per la tappa prima delle ceramiche: la pasticceria Scivoli. Questo pasticcere è famoso per aver inventato la cassatina siciliana monoporzione, quella che si trova ora più facilmente anche nei supermercati. Vi devo confessare che non vedo molte cassate durante questo viaggio: quando la chiedo mi dicono che col caldo la ricotta si sciupa, quindi la preparano meno, se la voglio posso ordinarla per il giorno dopo... Ma il nostro stile vagabondo finora non ci ha consentito di far combinare i nostri orari con un'ordinazione in pasticceria. Ripongo speranze in questo Scivoli, che infatti ha il banco frigo pieno di cassatine e altre specialità da leccarsi i baffi. E la sua fama è ampiamente meritata, ve lo garantisco! Nonostante il cameriere ci avesse avvertiti che era un po' caro, le sue cassatine mi costano meno che a Firenze!

 

la mitica cassatina Scivoli a Caltagirone

 

E' già pomeriggio inoltrato quando affrontiamo le scalinate del centro storico, il caldo è ancora furioso e per me è una fatica enorme. Fra i negozi di ceramiche visitati uno è davvero speciale: è poco più di un bugigattolo, con annesso un laboratorio altrettanto piccolo, ma ciò che mette in mostra è diverso e più originale rispetto a tutti gli altri. Il ceramista ci intrattiene spiegandoci l'origine dei motivi decorativi che usa, poi ci parla con passione della città, della sua storia, ci suggerisce tanti luoghi da visitare... ci fa sentire quasi in colpa per aver deciso di fare solo un rapido giro per le ceramiche, ma la dislocazione in salita, tutte quelle scale, il caldo, ci scoraggiano e ci ripromettiamo di tornare, però in un altro viaggio da fare in una stagione più fresca... Naturalmente gli compriamo un vasetto di ceramica, a forma di buffa civetta.

 


 

E' quasi buio quando torniamo al camper e dobbiamo cercare per la notte, dirigendoci verso Piazza Armerina. Contattiamo per telefono un agriturismo, ci dà qualche indicazione e via alla ricerca... molto lunga, complicata, tra i cartelli stradali mancanti, distrutti o poco chiari, il nostro navigatore che ogni tanto impazzisce all'improvviso...pensate che poco prima di Caltagirone, su tornanti tra un caldo infernale, ci aveva detto: “Attenzione! Formazioni di ghiaccio sulla strada davanti a voi”

Immaginate un po' il nostro vagare nella calda notte siciliana, tra incroci dubbi e stradine sterrate, lasciando una parte dell'angolo posteriore destro del camper contro un muro durante le manovre per tornare indietro da un percorso sbagliato... Quasi a mezzanotte arriviamo all'agriturismo e ci addormentiamo stremati. Il mattino dopo vediamo che è un posto bellissimo, quasi un'oasi di verde e di pace, tra boschi e frutteti dentro una profonda gola e di queste gole e di questi agriturismi ce ne sono parecchi in giro... L'unico neo è che in questi giorni e in questi giri il collegamento internet è quasi inesistente, sembrano luoghi fuori dal mondo.

Vedere Piazza Armerina molto simile a Caltagirone, tutta scale e salite, mi fa venire i brividi e rinvio anche questa città ad un prossimo viaggio. Però non vogliamo mancare la visita alla villa romana del Casale, vicino a Piazza Armerina: era già in lista nel precedente viaggio in Sicilia, 15 anni fa, ma non facemmo in tempo. Stavolta è d'obbligo. Ed è una scelta felicissima, perchè in questi ultimi anni sono stati fatti molti scavi e miglioramenti a questa area archeologia per renderla più fruibile ai turisti, i percorsi sono ombreggiati, ci sono corridoi in cui ammirare dall'alto, cartelli di spiegazioni chiari e abbastanza dettagliati. Noi, insieme ad un'altra coppia incontrata all'ingresso, prendiamo una guida, una ragazza molto simpatica e con un bel modo di farci scoprire le meraviglie del luogo. E' famosissima tra le zone archeologiche, è una villa enorme del I° secolo dopo Cristo, probabile punto di incontro per traffici e commerci dell'impero, la sua sontuosità parla di ricchezze immense, incontri d'affari, ostentazioni della grandezza e supremazia dell'impero. La caratteristica di questa villa sono i pavimenti tutti a mosaico, quasi tutti ben conservati perchè restarono sepolti dal limo di una grande alluvione: sono stupendi, vanno dai motivi decorativi delle stanze meno importanti o di servizio a vere e proprie storie mitologiche o di scene di vita del tempo, “raccontate” nelle stanze principali: si ritrovano personaggi, animali, piante, edifici, giochi e attività che ci offrono uno spaccato della vita in quel lontano passato. Si fa l'ipotesi che gli artisti di questi mosaici provenissero dall'Africa del Nord, mosaici così belli si trovano nel museo del Bardo a Tunisi: io li ho visti e mi trovo d'accordo con questa teoria. Naturalmente erano concesse foto solo per “uso personale”, proibito pubblicarle, ma vi offro ugualmente un piccolo assaggio sperando di passare inosservata... e vi invito a cercare su Google-immagini “villa romana del casale mosaici”, o ancora meglio, ad andare a vederli dal vero...


 
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SICILIA 7

Post n°993 pubblicato il 22 Luglio 2013 da atapo
 

 

DALLA CIOCCOLATA

ALLA MADONNA GUERRIERA

 

Nel penultimo post, quando ho elencato i paesi sulla costa sud nei quali abbiamo soggiornato, ne ho dimenticato uno: DONNALUCATA.

Poco male,ora ho l’occasione di parlarne. Infatti proprio Donnalucata, in cui ci siamo fermati alcuni giorni, è l’occasione per due “incursioni” nel barocco dell’interno, ispirati dalle mie guide turistiche e dai suggerimenti del solito affabilissimo e informatissimo gestore dell’area di sosta.

Andiamo allora a visitare MODICA, percorrendo un vallone che non pare Sicilia, da quanto è verde di boschi, pinete, campi coltivati: sembra di essere in Toscana. Modica fa parte delle otto città barocche siciliane evidenziate dall’ Unesco come patrimonio dell’umanità, è meno famosa e visitata rispetto a Noto, è meno curata, i segni del tempo e dell’incuria degli uomini sono più evidenti e mi rattristano, però resta indubbiamente affascinante. Pare di entrare in un presepio, le case si aggrappano e risalgono entrambi i lati del vallone e noi piccoli, sul fondo, ne siamo sovrastati girando per il centro.

 

 

Arrampicarci per quelle scale interminabili è superiore alle nostre forze, ci impegnamo solo nella scalinata che porta alla chiesa di San Giorgio (è il nome di mio marito) e ci basta: 250 scalini!

 

 

Un’altra caratteristica rende per me affascinante questa città: la cioccolata modicana! Qui si produce una cioccolata particolare, preparata a freddo, di una consistenza diversa dal solito cioccolato. Io la conoscevo (e apprezzavo) già da tempo, a Firenze arriva in qualche manifestazione di settore odi prodotti equo-solidali, non vedevo l’ora di tuffarmi nella sua patria! Ed effettivamente... le ditte che producono cioccolata a Modica sono tante, i negozi che la espongono e la vendono sono altrettanti, i prezzi sono molto minori che a Firenze, gli assaggi sono lì ad ogni angolo e i gusti sono di tanti tipi... l’occasione è unica.... che volete... “posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”... ed ecco il mio bottino di cioccolato modicano...

 


 

Ma passiamo oltre: SCICLI è l’altra cittadina che visitiamo, anch’essa patrimonio dell’umanità per il suo barocco. Assomiglia un poco a Modica, sempre in un vallone-presepio, anche qui chiese e palazzi potrebbero essere curati meglio, vista l’importanza... Il Rotary locale ha fatto molto, si vedono qua e là le scritte, ma ce ne sarebbe ancora da fare...

A Scicli, con un po’ di fortuna vediamo qualcosa di unico: troviamo la cattedrale aperta (qui gli orari sono un terno al lotto) e addirittura un sacrestano fiero di farci da guida all’interno, per ammirare...

...una statua di cartapesta, a grandezza naturale, della Madonna a cavallo, che brandisce alta una spada e “schiaccia” due saraceni atterriti sotto le zampe del cavallo!

Roba da non credere! Penso sia l’unica raffigurazione al mondo della Madonna in questo atteggiamento... senz’altro poco... materno!

 


 

Si chiama la Madonna dei Milici (delle milizie, in italiano) e rievoca la vittoria dei cristiani sui saraceni nel 1091, in una battaglia proprio sulle spiagge di Donnalucata. Questo nome infatti siglifica “donna luminosa” perchè nella battaglia apparve la Madonna tutta lucente a cavallo che incitò i cristiani alla vittoria... Il sacrestano ci ha informato che la statua ha i capelli veri, donati da una ragazza del luogo che, enorme sacrificio per quei tempi, se li tagliò apposta. Ogni anno c’è una grande festa a Scicli per questa madonna che viene portata in processione ecc. ecc.

E con questa storia quasi religiosa (?!) vi saluto...

 



 
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SICILIA 6

Post n°992 pubblicato il 18 Luglio 2013 da atapo
 

 

LA PRIMA VOLTA

 

Me ne parlava dai primi tempi della nostra conoscenza, tra i racconti mitici delle sue imprese infantili: mio marito bambino che si arrampicava sugli alberi di gelso a fare scorpacciate delle more di gelso, quelle nere, di cui era golosissimo. E lo diceva con nostalgia non solo dell’infanzia sempre più lontana: è che a Bologna e successivamente a Firenze dove c’eravamo trasferiti i “gelsi neri” non ci sono, ne aveva lasciato in Veneto il ricordo e il sapore.

Finchè ho scoperto, qualche tempo fa, che in Sicilia si trovano e ci fanno pure le granite. Quando l’ho detto a mio marito gli brillavano gli occhi: forse, oltre al vino, anche questo l’ha spinto ad un viaggio in Sicilia...

Non li abbiamo trovati subito. Finalmente nell’area di sosta a Noto la signora che la gestisce prepara in casa e vende marmellate, liquori e verdure sott’olio: ecco, aveva la marmellata di gelsi neri!!! E quando mio marito le ha raccontato cosa rappresentassero per lui... ha detto che c’era l’albero in un angolo dell’area e ce ne ha offerte un bicchierone pieno, appena raccolte! Potete immaginare la sua gioia! Così le ho assaggiate anch’io, per la prima volta nella mia vita, e dico che davvero sono più buone delle more normali, sono d’accordo con mio marito!

Poi, in uno dei paesi di mare, siamo passati al rito della granita di gelsi neri: anzi, la prima volta è stata la cremolata, un po’ diversa dalla granita perchè meno omogenea, si sentono i pezzi di frutta nel ghiaccio triturato... E per me è ancora più gustosa!

 


 

Ora le granite di gelsi neri si susseguono l’una all’altra... Io in verità ne assaggio solo qualche cucchiaiata da lui, anche se mi piace il gusto è troppo dolce e non riuscirei a finirla.

Però è stata una bella scoperta... e ne approfitteremo fino all’ultimo giorno!

Ecco il carrettino delle granite più a sud d’Italia, sulla spiaggia di Portopalo...

 

 

...ed ecco il suo granitaro, che prepara le granite migliori di Portopalo!

 



 

 
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SICILIA 5

Post n°991 pubblicato il 15 Luglio 2013 da atapo
 

 

ESTREMO SUD

 

Dopo tanta cultura ora è il tempo del mare: puntiamo direttamente a Sud, lungo la costa. Dove ci fermeremo ancora non lo sappiamo, dipende dalle aree di sosta che troveremo, anche se io qualche idea già ce l’ho, ho trovato su riviste turistiche una serie di spiagge di tutto rispetto...

Prima sosta all’oasi di Vendicari, ci sono i resti di una antica tonnara, le saline, foreste di fichi d’India sul mare, calette fra le rocce e una bella spiaggia, peccato che il sole sia accompagnato da un vento fastidioso e ci consenta solo una lunga passeggiata...Ci dovrebbe essere anche un centro visite: nelle indicazioni dice “sempre aperto”, invece è sprangato col numero di telefono sotto alle indicazioni: supponiamo si debba chiamare, fissare ecc... lasciamo perdere.

 


 

E via a Sud... comincia una sequenza di spiagge da sogno: calette fra le scogliere, oppure chilometri di sabbia dorata finissima, spesso semideserte o con piccoli lidi di poche decine di ombrelloni, docce e ristorantini da cui arrivano invitanti profumi di pesce alla griglia... Come non fermarsi, per un bagno tra branchi di pesciolini nell’acqua limpidissima a riva e blu cobalto all’orizzonte, poi un po’ di sole accarezzati da una brezza gentile, infine una buona grigliata di pesce... La temperatura è l’ideale, dicono che siamo fortunati perchè qui in estate si arriva facilmente sui 40°, invece quest’anno fa ancora piuttosto freddo...a stento si arriva ai 30°!

 


 

L’entroterra è tutto un susseguirsi di serre, siamo nella zona di Pachino con i suoi famosi pomodori, e vivai e palme e fiori bellissimi... La verdura e la frutta che vendono nei negozi o nei camioncini lungo le strade è tutta un invito a mangiarla...

Troviamo facilmente, in questo nostro giro costiero, aree attrezzate per camper vicino al mare o direttamente sulla spiaggia e la sosta è gradevolissima sotto gli alberi e tra i fiori, con i servizi necessari, i gestori cordiali che ci danno tante informazioni sulle località e i percorsi... Al mattino ci svegliano, non troppo presto per fortuna, i camioncini del pescivendolo, del fruttivendolo, del fornaio che oltre al pane offre dolciumi da sballo... In un’area passano addirittura, a mezzogiorno e alla sera, per offrire piatti caldi pronti appena cucinati per pranzo e cena, a prezzi irrisori...

 

ricotta o crema?

 

I paesi in cui sostiamo sono graziosi, abbastanza puliti, c’è un turismo locale che non affolla, ma vivacizza le serate sul lungomare e riempie le gelaterie...

Cito i nomi di questi paesi in cui ci troviamo così bene che ogni volta ci dispiace ripartire, ma il nostro è un viaggio di esplorazione... e speriamo sempre di trovare bella anche la destinazione successiva!

MARZAMEMI: il suo centro di antiche casette di pescatori è stato ristrutturato e nelle casette ora ci sono ristoranti, boutiques... è diventato il luogo in di ritrovo serale della zona!

 


 

PORTOPALO: è l’ultimo paese della costa sul mar Ionio, il più a sud, ancora più a sud c’è solo una spiaggia, una scogliera e un’isoletta, l’Isola delle Correnti. E’ una cittadina balneare moderna, le case hanno il tetto a terrazza e i colori pastello, tutti vanno nelle spiagge e l’atmosfera è molto tranquilla e rilassata.

 


 

Ora si cambia direzione, la costa risale verso ovest... si va per campi fra le lagune poi la strada si affianca ad una lunga e alta duna costiera su cui crescono pinete e macchia mediterranea.

POZZALLO: ha spiagge bellissime ed enormi, ci sono lidi intervallati a spiagge libere... pare la riviera romagnola di quando ero piccola, speriamo che resti così...

 


 

Insisto con mio marito per andare a PUNTASECCA a vedere la famosa casa del commissario Montalbano. Io non guardo quei telefilm, ma è così famosa... Lui dapprima brontola, poi acconsente e... troviamo un’area così bella e il paese è così carino che ci restiamo due giorni! Anche stavolta è andata bene...

 


 

Siamo lì proprio il 10 luglio: settanta anni fa in questo giorno cominciava esattamente da queste spiagge lo sbarco degli alleati in Sicilia, l’inizio della liberazione d’Italia... c’è una scritta vicino alla casa di Montalbano... leggo qualche articolo sul giornale, mi tornano in mente pezzi di storia... sono in spiaggia la mattina del 10 e mi passano sulla testa tre grossi aerei militari in formazione perfetta, pare ci siano celebrazioni da qualche parte, ma l’informazione locale è lacunosa... Sentire questo rombo mi fa pensare a 70 anni fa, a come dovevano sentirsi quei Siciliani che si erano ridotti a rifugiarsi nelle grotte per i bombardamenti... provo qualche brivido...



 

Ugualmente mi fa pensare, quando sono in spiaggia in questi giorni, vedere gli elicotteri che passano spesso sul mare... so che proprio in queste zone arrivano i barconi carichi di immigrati...

Noi prendiamo il sole tranquillamente su questa costa da sogno e loro stanno vivendo un incubo...

Ma l’essere verso ovest mi consente, adesso, di fotografare anche i tramonti, la mia passione...

 


 
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SICILIA 4

Post n°990 pubblicato il 11 Luglio 2013 da atapo
 

 

CORRADO BAROCCO

 

Tutto congiura contro le mie cronache... per qualche giorno siamo stati in una zona con una connessione pessima, a stento riuscivo a leggere la mia posta... quando il marito me lo concedeva beninteso!

Ma torniamo al viaggio...

Ormai mi sento un po’ siciliana nello spirito così quando siamo ad Avola, dove passiamo la notte nel parcheggio sul lungomare di fronte ad una bella spiaggia (rivolta ad est, quindi niente foto del tramonto!), il mattino dopo riesco a convincere il coniuge a fare un salto al bar per la tipica colazione sicula: BRIOCHE e GRANITA DI MANDORLE !!!

 


 

Poi proseguiamo verso sud...

Nel 1693 la Sicilia del sud-est fu colpita da un forte terremoto che distrusse tutte le città esistenti. Le ricostruzioni, lungo il secolo successivo, hanno portato a quelle meravigliose opere d’arte conosciute come il barocco siciliano: tanto importante che otto di quelle città sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La più bella e famosa è senz’altro Noto ed io voglio assolutamente visitarla, anche se in città le aree di sosta segnalate sono chiuse o inagibili. Ci fermiamo al Noto Park, qualche chilometro fuori, area in una piantagione di limoni, scelta felice perchè nel prezzo di sosta è compresa anche la navetta andata e ritorno per Noto! Così sono risolti i problemi di parcheggio e tutte le nostre forze sono destinate alla visita della città.

Io non sono una fanatica del barocco, però Noto mi è piaciuta molto, i suoi edifici importanti sono generalmente ben tenuti, il duomo è veramente maestoso con quell’infinita scalinata davanti, i personaggi fantastici che sorreggono i balconi, soprattutto in via Calonaci, si fanno ammirare uno per uno con le loro espressioni realistiche o grottesche, un’esplosione di fantasia...


 

Appena entrati nel duomo una ragazza si presenta come guida di un’associazione culturale e ci offre di accompagnarci a visitare tre chiese e qualche luogo principale della città. Formato un gruppetto di sei persone partiamo ed è un giro molto interessante e piacevole, spiega, racconta, mostra... il Duomo, di cui crollò una gran parte, cupola compresa, nel 1996, ma che ormai è stato ricostruito e risistemato quasi completamente,

 

 

la chiesa di San Carlo, dei Gesuiti che indottrinavano attraverso ogni quadro, decorazione simbolica, tutto per la gloria di Dio,


 

la chiesa del SS. Salvatore, molto femminile sia perchè delle monache benedettine, sia per i colori delicati e rosati dell’interno.

 

La guida ci racconta un po’ di tutto, di nobili famiglie, di monache che occhieggiavano dalle grate chiamate “gelosie”, del protettore di Noto che è san Corrado, un eremita vissuto nelle grotte. E CORRADO a Noto e dintorni è un nome molto frequente, abbiamo capito perchè lo vediamo dappertutto: strade dedicate a vari Corradi, pubblicità di padroni di negozi e attività varie, il nome del ragazzo che fa la guida turistica ad un altro gruppetto e che ci consiglia di andare a mangiare nella rosticceria chiamata, ovviamente, “Da Corrado”

Ecco, così mi piace visitare le città, con qualcuno del luogo, che ti racconti e ti faccia quasi vivere anche quello che nelle guide non si trova... Stavolta siamo stati proprio fortunati!

A Noto è famosa la pasticceria Italia, nella via principale e io mi tratto da signora: entro e mi mangio un cannolo alla crema profumata all’arancia... è così buono che prendo pure un gelato, al cedro e alla crema con zafferano, mandorla e limone. Sarà merenda ed anche cena!

Certo dopo una giornata così la stanchezza si fa sentire, ma la nostra tranquilla area tra i limoni ci farà riprendere le forze...


 

 
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SICILIA 3

Post n°989 pubblicato il 05 Luglio 2013 da atapo
 

 

IN RISERVA

Dopo aver visitato due città, Catania e Siracusa, decidiamo di... cambiare materia: dalla storia alle scienze naturali.

Ci sono in giro diverse aree protette, ma trovarne l’entrata non è sempre facile, fra le indicazioni poco chiare e i cartelli distrutti... noi comunque, dopo le esperienze della Basilicata-2011, ci riteniamo vaccinati ad ogni difficoltà!

Appena a sud di Siracusa sfocia un piccolo fiume, il Ciane. Anche il suo nome ricorda un mito greco: la ninfa Ciane trasformata in fiume per aver tentato di impedire il ratto di Proserpina, che grave colpa! Questo fiumiciattolo è importante perchè lungo il suo corso cresce spontaneamente il papiro, l’unico luogo in Europa. Papiro come nella fonte Aretusa, in città. Quando nel secolo scorso si iniziò a prendere l’acqua del Ciane per irrigare i campi il papiro rischiò di sparire, quindi è stata creata un’area protetta ed ora le piante sono di nuovo in buona salute. Si possono fare escursioni guidate in barca lungo il Ciane, dalla foce dove si vede il forte sul mare di Siracusa, via via risalendo fino alla zona dei papiri.

 

Siracusa dalla foce del Ciane

E noi l’abbiamo fatta: mio marito baldanzoso in barca dopo aver superato la prova traghetto! Tanto è un tranquillo giro su acque tranquillissime: le rive in zone aperte fitte di eucalipti e di acacie fiorite con fiori gialli simili a grossi batuffoli di mimose, poi si entra nel bosco dove la calura diventa un fresco godibilissimo: gli alberi formano quasi un tunnel sopra le nostre teste, a volte interrotto dagli agrumeti... tanto verde, tanti riflessi sull’acqua, tanti canti di uccelli nascosti, le folaghe e le gallinelle d’acqua con i loro anatroccoli si spostano impaurite davanti alla barca che scivola silenziosa, guardando l’acqua limpidissima ho visto grossi cefali e una lunga biscia d’acqua.

 

 

Infine si arriva alla zona dei papiri spontanei e vederli lì ben nascosti e rigogliosi mi ha un po’ emozionato, pensando alla storia che sta dietro questa pianta, ai pericoli che hanno corso e superato, speriamo.

 

 

Si sbarca per vedere i papiri anche dal lato terra, il tempo di una breve passeggiata, poi il ritorno... con un po’ di malinconia mentre si lascia un posto così bello e misterioso.

Un’altra riserva vicino a Siracusa è la Cava Grande del Cassibile. Mia figlia c’era stata nel 2006 e ne era entusiasta. “Andiamoci anche noi”, ci siamo detti.

Stavolta si va in montagna, una strada a tornanti fra campi terrazzati e casette per la villeggiatura, col mare lontano che appare e scompare fra i tornanti. Ci fermiamo a mangiare in una trattoria-agriturismo, qualche chiacchiera con la padrona, tra una portata e l’altra di quelle stupende e abbondanti ricette siciliane, ci fa intuire che, forse, la faccenda è meno semplice di quanto credessimo...

Perchè si tratta di un canyon, ho letto che sia il più profondo d’Europa, in fondo a cui scorre un fiume che ha scavato pozze lungo il suo corso incassato, lungo le pareti si aprono grotte che erano state abitazioni e tombe in tempi passati. La strada porta le auto in cima, poi un sentiero molto ripido fa scendere al fiume e laggiù si passeggia, si prende il sole, si fa il bagno nelle pozze di acqua limpida e fredda... Poi si deve risalire e questa è l’impresa! I cartelli sconsigliano l’escursione a chi non è in condizioni fisiche adeguate, ai cardiopatici, agli anziani... e così via. Di solito si scende al mattino, si passa la giornata laggiù e si risale prima di buio, quando la temperatura è più sopportabile.

 


 

Insomma, devo confessarlo: siamo arrivati lassù nel pomeriggio e, dopo aver meditato tutto questo, dopo aver visto quanto erano stravolte quasi tutte le persone che risalivano, dopo aver ammesso che le condizioni fisiche né mie né di mio marito erano le migliori... abbiamo deciso che ci saremmo accontentati di ammirare lo spettacolo dall’alto, che è comunque lo stesso notevole. Non c’è più l’età, non c’è più il fisico, volevamo sopravvivere e continuare incolumi il nostro viaggio!

 
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SICILIA 2

Post n°988 pubblicato il 04 Luglio 2013 da atapo
 

 

LA CITTA’ DI ARCHIMEDE

 

Da Catania a Siracusa ci sarebbe l’autostrada, ma vuoi mettere un bel giro panoramico lungo la strada costiera, per entrare veramente nello spirito dei luoghi? Che all’inizio ci propone bei panorami sull’ Etna, gli agrumeti, il mare blu...

 

 

ma poi, purtroppo, tutto il golfo di Augusta deturpato da raffinerie e fabbriche che ammorbano l’aria e ci fanno viaggiare immersi in una strana nebbiolina... E noi che cercavamo l’aria pura e l’autenticità della natura!

 

 

A Siracusa si propone il solito problema di ricerca dell’area di sosta comoda, vicina a ciò che vogliamo vedere ecc... non ci va troppo male, troviamo parcheggi e per due giorni e mezzo può andare.

Siracusa è una città dove ad ogni angolo trovi reperti dell’antichità: quelli che ti sembrano giardinetti in realtà sono aree archeologiche greche o romane: per gli appassionati c’ è da passarci giornate intere, una senz’altro al museo che ho letto sia il più interessante della Sicilia. Noi preferiamo l’aria aperta e optiamo per una passeggiata agli scavi più importanti: teatro greco (dove ancora si fanno spettacoli), anfiteatro romano (grande quasi come l’Arena di Verona)), latomie: antiche cave scavate in profondità dove lavoravano i prigionieri, la più famosa è l’Orecchio di Dionisio. Per fortuna l’area si trova in una zona boscosa, tra oleandri, eucalipti e altro, altrimenti si morirebbe di caldo girando tra i ruderi, il bianco delle pietre è abbacinante, meno male che è abbastanza ventilato e dicono che la temperatura è ottimale!

 

 

Il quartiere più caratteristico di Siracusa è Ortigia, che in realtà sarebbe un’isola collegata da alcuni ponti al resto della città. Sembra di entrare in un mondo d’altri tempi, nelle stradine le case vanno dal 1600 al 1800, hanno balconcini di ferro battuto e decorazioni barocche di pietra, una stratificazione delle epoche storiche in cui Ortigia è stata abitata: perfino il Duomo (è lì il duomo di Siracusa) ingloba nei suoi muri colonne e parti del primo tempio dorico sul quale è stato costruito. Leggo nella storia la grandezza di Siracusa nell’antichità: sconfisse i Cartaginesi, gli Etruschi, gli Ateniesi, fu vinta solo dai Romani... Bisognerebbe starci almeno una settimana per conoscerla a fondo, ci sarebbero anche musei dedicati ad Archimede... Mio marito è ko, si è scottato le spalle all’area archeologica, l’ultima passeggiata che facciamo è al mercato (senza furti stavolta!) dove veniamo sedotti dal tonno fresco affettato da pescivendolo con una mannaia spaventosa: ne comperiamo una fetta da cucinare in camper: squisito!

 

 

Concludo con l'immagine della fonte Aretusa, con i suoi papiri: dedicata ad una ninfa che si trasformò in fonte per sfuggire un innamorato non gradito... miti di un lontanissimo passato...

 

 

Dimenticavo: c’è da ringraziare la Tim di Siracusa se ora posso scrivere e collegarmi un po’ meglio: prima il collegamento col telefonino era quasi inutile... Però questa nuova possibilità fa gola anche al marito...e il PC è uno solo... ed io sarò sempre in ritardo con le mie storie...

 
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SICILIA 1

Post n°987 pubblicato il 01 Luglio 2013 da atapo
 

 

NUOVO MESE... IN SICILIA


 

Ci siamo arrivati. Dopo una traversata tranquilla da Napoli (che ha riconciliato il coniuge con i suoi timori per il mal di mare), mercoledì mattina al risveglio ci ha accolti l’Etna, probabilmente all’altezza di Taormina. Dopo un poco lo sbarco a Catania, poi la ricerca di un posto per parcheggiare il camper: l’abbiamo trovato...in un quartiere semicentrale pieno di Cinesi, ma noi ci siamo abituati, è come quello in cui abitiamo a Firenze. Così abbiamo cominciato a girare la città a piedi. I bei palazzi barocchi, alcuni ben tenuti, altri fatiscenti, le chiese, barocche anche queste... e quasi in ogni chiesa un matrimonio, sontuoso e colorato come non mi sarei mai aspettata, anche un “nozze d’oro” con la scalinata della chiesa addobbata di balle dorate di paglia e gli sposi all’incirca settantenni e molto giovanili! Ogni strada aveva qualcosa di interessante, molta aria del disordine del Sud, purtroppo molta sporcizia in giro... Il simpatico elefante di pietra lavica nera simbolo della città, chiamato U LIOTRU, la prima squisita granita di mandorla...




All’ufficio del turismo ci hanno consigliato una piccola trattoria “La Pigna Verde”, dove abbiamo pranzato per due giorni (… è stato un buon consiglio!) cominciando a gustare l’ottima cucina isolana e la simpatia della coppia che gestisce la trattoria! Di notte abbiamo dormito in un campeggio sul mare e il mattino dopo siamo tornati nel quartiere cinese, stavolta per un giro al mercato del pesce.

 


Come tutti i mercati locali, molto folcloristico, molto tipico e... molto a rischio... infatti è sparito il portafoglio a mio marito! Un discreto danno: una certa somma, vari documenti... Così abbiamo passato alcune ore anche dalla polizia di Catania... Tutti erano molto dispiaciuti, per la brutta accoglienza che ci aveva riservato la città, ma si sanno i rischi dei mercati, in ogni città... e il poliziotto Alfio dopo aver scritto la denuncia mi ha squadrato da capo a piedi, dicendo che la borsa come la tengo io è difficile da... “invadere”, però mi consigliava di togliere il piccolo orologio d’oro, ricordo della mia mamma, che portavo al polso.

Invece l’impiegata della TIM dove ci siamo recati dopo per bloccare una tessera telefonica ha commentato: “Beh, vi hanno lasciato 24 ore di tregua, prima di colpire! Al mercato... ci si deve andare senza nulla, in mutande!”

Al pomeriggio del secondo giorno, dopo aver fatto la spesa, abbiamo lasciato Catania: nonostante la brutta avventura, mi è rimasta una bella sensazione, ci ritornerei volentieri, c’è ancora tanto da vedere...

E ci siamo diretti a sud, lungo la costa...

 
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