Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

NOVEMBRE


 
 E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe.
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare
.

E. Borches
 

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Messaggi di Aprile 2014

STRAVINSKY

Post n°1102 pubblicato il 27 Aprile 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

UNA NUOVA SFIDA



Qualche mese fa, dopo un incontro col gruppo del teatro in francese, il nostro regista chiamò da una parte me e un altro, un professore. Ci fece una proposta...

L'Istituto Francese, in collaborazione con un'associazione musicale di Firenze, voleva mettere in scena l'opera musicale "L'Histoire du soldat" di Igor Stravinsky, come lettura scenica: occorrevano tre personaggi, se la proposta ci interessava il collega sarebbe stato il diavolo, io la lettrice, e per la parte del soldato c'era uno studente della scuola francese, ragazzo italiano brillante e vivace.

Che dire? Abbiamo accettato! In fondo una lettura è meno impegnativa che imparare una parte a memoria...

E l'abbiamo considerato anche un grande onore, essere scelti fra tante persone che cercano di parlare francese, nel teatro o nei corsi, per un impegno a livello cittadino...

Ci siamo trovati alcune volte col regista, per mettere a punto la pronuncia, le intonazioni ecc.

Poi c'è stato un primo incontro con la direttrice dell'orchestra e qui ho avuto una sorpresa: alcuni brani dovrenno essere letti SULLA musica, seguendo anche un certo ritmo, iniziando al momento giusto... e questo mi ha messo un po' in crisi! Io che non ho assolutamente orecchio musicale! La signora ha detto di non preoccuparmi, che mi farà il segnale, insomma, sarò considerata uno... strumento musicale, ma non è riuscita a tranquillizzarmi del tutto, ecco che la faccenda diventa più impegnativa del previsto! Come non ne avessi già abbastanza! Ma ormai è tardi per ritirarsi...

Questo impegno importante è stato svelato solo ad alcuni colleghi del nostro gruppo teatrale, quelli più... amici, ci stiamo preparando un po' in segreto. Sapete perchè? Perchè ci sono persone che sarebbero senz'altro gelose della scelta fatta dal regista, qualcuno ci avrebbe tenuto tantissimo a farsi notare in un'occasione del genere e volevamo evitare invidie e contestazioni, per quanto possibile. Ma ormai si stanno diffondendo i volantini di questo spettacolo e l'annuncio sul sito dell'Istituto, con nomi e cognomi... sentiremo i commenti...

Da domani, avremo tre giorni di prove continue, quasi tutta la giornata, noi lettori insieme all'orchestra, poi mercoledì sera lo spettacolo. E non è finita: è già programmata una replica a Siena, il 5 maggio.

Insomma, credo che per qualche giorno qui non avrò il tempo di scrivere nulla... però qualche "ME...E" alla francese, magari in musica, mandatela lo stesso, ne ho bisogno!

 
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SEBBEN CHE SIAMO DONNE...

Post n°1101 pubblicato il 25 Aprile 2014 da atapo
 

 

PICCOLO RICORDO

Il 25 aprile quest'anno l'ho celebrato ieri sera: sono andata al teatro in cui seguo il corso, era stata organizzata una serata/evento per ricordare la Resistenza a Firenze.

 


Io e mio marito abbiamo partecipato solo alla seconda parte: “Cantata di donne e di guerra”.

Era la narrazione di storie di donne fiorentine che hanno partecipato alla Resistenza, alternate a canzoni del tempo eseguite da un coro tutto femminile.

Storie terribili che non conoscevo, nonostante avessi raccolto e letto molti documenti di quel triste periodo a Firenze, soprattutto quando insegnavo e nella scuola elementare in quinta si studiava ancora il XX secolo. In fondo quelle donne sono rimaste per molti anni nell'ombra, il loro contributo non è mai stato conosciuto e messo in evidenza quanto quello dei compagni di lotta. E' giusto che finalmente se ne parli e venga riconosciuto l'onore che meritano.

Oggi, ripensando allo spettacolo, mi sono ricordata che ancora quando ero a Bologna, in uno dei primi anni del mio lavoro di maestra, era stato pubblicato dal Comune e distribuito nelle scuole un libretto che raccoglieva proprio le storie delle donne nella Resistenza bolognese: credo di averlo ancora da qualche parte in casa...

E mi è tornata in mente una storia non scritta, una piccola storia che... ora desidero scrivere io, qui.

L'anno che ho detto sopra, lavoravo nel tempo pieno con una maestra abbastanza più anziana di me, ma molto giovanile e combattiva, basti dire che aveva fortemente voluto il tempo pieno, allora in fase sperimentale, per la sua classe...  Avevamo aderito a certe proposte del Comune per celebrare la Resistenza e la Liberazione, sul contributo delle donne avevamo raccolto materiali e fatto un originale e interessante (pochi si occupavano di questa tematica femminile) cartellone coi bambini, che fu poi esposto al museo della Resistenza a Bologna, ora chissà, forse lo conserveranno negli archivi...

Questa signora mi raccontò che durante la guerra era bambina e viveva a Roma. I suoi fratelli maggiori, anche se giovanissimi, erano entrati nella Resistenza e per mandare messaggi e informazioni usavano lei come staffetta: le cucivano i messaggi dentro l'orlo della gonna e lei, così piccola, girava per Roma e andava agli appuntamenti senza destare sospetti... Continuò finché il loro padre non venne a conoscenza di questa... organizzazione e proibì severamente ai fratelli di continuare ad utilizzare la sorellina facendole correre un rischio enorme. Lei dice che non si rendeva assolutamente conto di quanto fosse pericoloso, l'aveva preso come un gioco, un gioco segreto... L'innocenza e l'incoscienza dei bambini!

Ricordo il mio stupore quando ascoltai questa storia... ecco, è una piccola vicenda che non sarà mai scritta nei libri di storia, ma la libertà fu conquistata anche con l'aiuto di piccoli contributi sconosciuti...

Scelgo questo, al femminile, come mio 25 aprile di quest'anno.

Oriana Fallaci, staffetta partigiana a 14 anni (foto dal web)

 
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PRASSAGORA

Post n°1100 pubblicato il 23 Aprile 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

LA COMANDINA


"occhio splendente della mia fiaccola...

manda con la tua fiamma il segnale convenuto..."

 

Nella settimana prima di Pasqua, oltre alla replica dei Piccoli Principi, ho avuto anche un altro spettacolo molto impegnativo. Stavolta ero attrice, la regista era l'amica che da due anni mi ha fatto entrare nella sua compagnia di dilettanti.

Da settembre aveva costruito uno spettacolo: "Lo stupore del cambiare", un montaggio con testi di vari autori sulle problematiche dei cambiamenti nella vita e nella società.. Su un tema così immenso, le scelte personali della regista suggerivano un percorso di riflessione...

 


La mia partecipazione era consistente: ero inserita in un coro dove ci si alternava a recitare un brano di Shakespeare, poi dovevo ballare un suggestivo valzer nella parte finale, insieme a tutti gli altri, io che da 40 anni non ballavo e avevo dimenticato le mie scarsissime esibizioni nel valzer... ma ho imparato subito e anzi mi sono divertita molto.

Ma la mia interpretazione più consistente era un'altra: avevo il ruolo di Prassagora nell'episodio tratto da "Le donne al parlamento" di Aristofane, quando raduna le donne prima dell'alba per occupare l'assemblea degli uomini e tentare di far affidare alle donne il governo della città, convinte che finalmente le donne sapranno governare meglio degli uomini. Il ruolo mi è piaciuto subito: l'abbiamo messo, da un certo punto in poi, sul ... sindacale, le mie parole diventavano quasi un comizio al pubblico per esprimere le idee di uguaglianza sociale che mi guidavano...

Credo di essermi trovata così bene in quella parte perchè, in fondo, io un po' COMANDINA lo sono, anzi lo sarei, se poi qualcosa ad un certo punto non mi frenasse e mi facesse ritirare in buon ordine, a volte con rincrescimento. E' successo ormai tante volte nella mia vita e nelle mie scelte: destino o carattere che mi fa "arrendere" ad un certo punto, soprattutto se nel mio volermi imporre mi accorgo di dover prevaricare qualcuno. "Tu hai sempre paura di far dispiacere agli altri" mi disse un amico e credo avesse ragione, è ciò che mi frena sempre nelle mie velleità di comando. Però, quando ho avuto un po' di POTERE, mi pare di averlo usato bene, o per lo meno ci ho messo tutto l'impegno e risultati ne ho ottenuti...

Ma un conto è la vita, un conto è il teatro e sul palcoscenico ho comandato, ho proposto, ho esortato, avevo le idee molto chiare.

Peccato che, come accade spesso in questi nostri scalcinati gruppi di dilettanti, tra le "donne" del mio episodio ci siano stati parecchi problemi: chi si è ritirata a metà percorso per impegni di lavoro e la sostituta non era all'altezza, chi per lavoro faceva spessissimo assenze dalle prove, chi aveva preso molto sottogamba il suo compito, non studiava la parte nè si segnava i movimenti e la mimica... insomma ad ogni prova si doveva ricominciare quasi da zero. Di sei che eravamo si poteva contare sulla metà che lavorassero con serietà e continuità: davvero poco e tutto diventava pesantissimo da reggere. Io alla fine ero veramente stressata: in questi casi si dovrebbero sapere non solo le proprie battute, ma anche quelle degli altri, soprattutto di chi combina facilmente pasticci, per riuscire poi in scena a rimediare se ci sono "vuoti" improvvisi... e se su sei persone sono ben tre quelle inaffidabili diventa un'impresa titanica... Anche la regista era molto preoccupata: aveva tagliato tutto il tagliabile, ma perfino la prova generale procedeva malissimo ed io avevo davvero paura che avremmo fatto una figuraccia in questa scena così importante e che a me piaceva tanto.

Durante lo spettacolo ho dato tutto il possibile: quando una ha cominciato a sbagliare e ho letto il panico negli occhi delle altre compagne, mi sono detta che stavolta Prassagora doveva guidare alla vittoria non sull'assemblea degli uomini, ma sui rischi del palcoscenico e, non so nemmeno io come, sono riuscita a rigirare il testo e a riportare il discorso su ciò che era stato dimenticato ed era importante, in modo che le altre si ritrovassero e si potesse continuare al meglio... Ma ero così agitata! Ora sono curiosa di vedere nel video cosa ho fatto realmente... perchè se ci ripenso non me lo ricordo più. Ricordo solo che siamo arrivate in fondo e... abbiamo avuto molti applausi!

E il valzer che ho ballato nel momento finale dopo tutte le scene dello spettacolo, insieme ad un bel cavaliere assegnatomi dalla regista, l'ho sentito davvero come un momento di liberazione, non ho mai ballato con più leggerezza e soddisfazione!

Avrei anche delle foto, mio marito sarebbe uno dei fotografi "quasi" ufficiali, ma stavolta, complici le feste di Pasqua, non c'è stato ancora verso di fargliele scaricare dalla sua macchina fotografica!


(le foto di Prassagora sono tratte dal web)

 
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AUGURI

Post n°1099 pubblicato il 19 Aprile 2014 da atapo
 

 

L'ALBERO DI PASQUA

 


 

La foto non rende, non si vede molto bene: sarebbe il mio primo... ALBERO DI PASQUA.

Avevo in casa questi ovetti di cartapesta, alcuni li ho regalati ai nipotini, ne restavano...

Mi è venuta in mente questa tradizione, non so da dove provenga però mi piaceva l'idea di rivestire di colori un ramo secco... che attorno a casa mia trovo in abbondanza, così quest'anno ci ho provato, l'ho collocato in una specie di vaso-bottiglia di plastica che mi è stato donato dai bambini del corso di francese. Mette allegria in casa.

Come si presenta questa Pasqua? Stanca, sono stanca, non sto ancora bene e sono un po'... appesantita da alcune faccende familiari...

Non ho nemmeno voglia di fare un viaggetto, come mi accadeva negli anni scorsi in questa stagione.

Spero che la primavera e la Pasqua alleggeriscano i pensieri...

Con figli e nipotini ci eravamo visti tutti insieme domenica scorsa al compleanno di Riccardo, mia figlia e famiglia domani andrà dai suoceri (par condicio), del figlio non sapevo nulla, pensavo andasse anche lui dai suoceri. Per scrupolo ieri gli ho mandato un sms: “Se non andate dagli altri... se volete potete venire qui a pranzo”, ieri sera ha risposto che domani verranno da noi: che bella sorpresa pasquale per me! Meglio dell'uovo di cioccolato! Deciso all'ultimo, per il pranzo ci arrangeremo un poco, ma sono contenta di non restare solo noi due vecchietti...  penso che  Riccardo sarà incuriosito dal mio albero di Pasqua e gli preparerò le uova sode da colorare...

Ora mi restano solo gli auguri da mandare ancora a qualcuno...

per esempio a tutti quelli che passano da questa pagina:

che la Pasqua porti in dono tanta serenità per tutti!

 
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ADDIO PICCOLI PRINCIPI

Post n°1098 pubblicato il 17 Aprile 2014 da atapo
 

 

IL PUBBLICO PIU' SEVERO

Lunedì mattina ero tornata a scuola per parlare col mio ex collega artista: da lui veniva la proposta di ripetere lo spettacolo dei miei Piccoli Principi per i compagni delle loro classi.

Sì, la cosa era fattibile: l'auditorium teatro era libero, non c'erano gite o visite didattiche in programma, avrei dovuto prendere fuori dalle classi gli attori per una prova prima dello spettacolo... speravo che si ricordassero qualcosa, dopo due settimane!

Ci siamo accordati per fare questa replica il mercoledì pomeriggio alle 15, giusto prima di andare in vacanza...

Così ieri sono arrivata a scuola a metà mattinata, ho sistemato tutta la "scenografia", ho provato un nuovo stereo per non avere spiacevoli sorprese, poi sono passata nelle classi a raccogliere i miei attori che mi aspettavano impazienti. Abbiamo fatto una prova: si ricordavano tutto, soprattutto i gesti e i movimenti, anzi abbiamo aggiunto qualcosa di nuovo, nato lì per lì e molto gradito... Anche le battute le ripetevano ancora benino, certo i più DURI non si erano ammorbiditi, ma i migliori non facevano fatica.

Come erano eccitati! Più che prima della rappresentazione davanti ai genitori! Perchè, è ovvio, il giudizio dei compagni era importantissimo... Non facevano che chiedermi di parlare agli spettatori prima dell'inizio, per invitarli a non prenderli in giro... A me francamente questa preoccupazione sembrava eccessiva, i compagni mi pareva che avessero una grande curiosità e un pochino di invidia per chi faceva un'esperienza così particolare...però ho promesso, naturalmente.

Stavolta tutto ha funzionato, anzi, il mio collega mi ha aiutato mettendo la sala in penombra per il momento iniziale quando sulla musica salivano in alto le bolle di sapone e tutto era molto suggestivo, proprio come volevamo... Poi ha scattato delle foto belle ed espressive durante lo spettacolo, che saranno un ricordo emozionante...

 

le bolle di sapone iniziali

 

Gli attori sono stati davvero bravissimi, qualcuno ancora meglio dell'altra volta, chi faceva la zia Gobert addirittura perfetta, secondo me.

il pianto di zia Gobert

un altro balletto

Il pubblico dei compagni seguiva, si divertiva. Per aiutarli, nei giorni scorsi io avevo tradotto in italiano la sceneggiatura e l'avevo data agli insegnanti che l'avevano letta in classe prima di entrare. Così, non c'erano problemi, anche se, in verità, il francese, soprattutto quello facile della nostra storia, era abbastanza comprensibile unito all'espressività che ho cercato tanto di curare nel mio corso. E alla fine boati di applausi per ognuno dei piccoli attori, che ho presentato personalmente uno per uno.

 

tutta la compagnia dei Piccoli Principi

Però... sono rimasta allibita dall'agitazione, dalla maleducazione, dal non ascoltare gli insegnanti, dal voler fare e andare dove gli pareva di un buon numero di bambini spettatori. Anche se seguivano e si divertivano, era tutto uno stuzzicarsi coi compagni vicini, spingersi, chiacchierare e commentare senza ritegno. Ho capito allora le preoccupazioni dei miei attori: manca il rispetto degli altri, l'attenzione verso chi sta con te o lavora per te... Una maestra, che conosco bene e che stimo, in un momento caotico prima dell'inizio, mi ha detto: "Qui si va sempre peggio, non sono più come i bambini di una volta!" Una frase fatta forse, che tutti dicono dei tempi venuti prima, ma davvero lì mi sembrava che il livello di strafottenza e indisciplina fosse esagerato per il luogo e la situazione... che avrebbe dovuto essere educativa!

Sarebbe un lungo discorso... le cause, le motivazioni, nella scuola si fa o no tutto ciò che è possibile per educare al rispetto...

Basta, questo è stato l'unico punto negativo (anche se mi ha molto rattristato come ex maestra che ci teneva al comportamento e all'educazione) di una giornata faticosa, ma che ha reso me e i dieci Piccoli Principi di quest'anno molto felici...

Un'esperienza che probabilmente resterà unica, perchè l'anno prossimo sarà improbabile che riprenda questo impegno...

 

 
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FRANCESE PER CUCCIOLI... c'est fini?

Post n°1097 pubblicato il 12 Aprile 2014 da atapo
 

 

IMPREVISTI

 


 

Nel periodo di internet-oscuramento ci fu la rappresentazione teatrale, ultimo incontro del mio corso ai Piccoli Principi.

Spettacolo... al cardiopalma, come non mi era accaduto mai!

Le avvisaglie, se ci avessi creduto, c'erano già alla lezione precedente, che sarebbe stata l'ultima prova, quella generale: ebbene, voilà due assenti, ammalati! Due su dieci... qualche problemino si creava, gli altri dicevano: “Come faremo se mancano anche per lo spettacolo? Dovremo toglierne un pezzo, bisognerà trovare come sostituire...”

Questo loro essere così propositivi mi lusingava, se erano ottimisti loro perché non dovevo esserlo io? E le alternative che proponevano erano interessanti...

Ma ecco la crisi di panico: una bambina molto timida, insicura, con problemi gravi di dislessia e disgrafia, a causa di un rimprovero sgradevole e cattivo di un insegnante, si sentiva una nullità e dichiarava che non sapeva niente e non ce l'avrebbe mai fatta... C'era voluto molto impegno per rassicurarla e farle tornare il sorriso...

E finalmente il 2 aprile, giorno della grande prova!!!

Gli assenti si ripresentano, per fortuna! Però... una dei due assenti, forse proprio per il fatto che aveva saltato la prova precedente, forse perché anche lei ha qualche problema, forse perché ci svela che la sua mamma le ha detto che non verrà a vederla... ecco, non VUOLE PIU' fare nulla, dice che non ricorda la parte e che non reciterà!!!

Altra opera estenuante di convincimento e rassicurazione, da parte mia e dei compagni... Io prego dentro di me che a questa piccola disperata non si unisca per simpatia anche la disperata della volta precedente, perché si sa, i bambini si contagiano facilmente!

Finalmente riusciamo a rassicurarla e possiamo entrare nell'auditorium-teatro... ci è rimasta mezz'ora scarsa per vestirci e ripetere i punti dello spettacolo più... a rischio: quelli per rivedere in azione gli assenti della volta precedente, il balletto dei pesci dove rimane sempre una persona che si ostina a girare per i fatti suoi... Tutto è pronto, lo stereo che mi ha accompagnato in questi anni è stato controllato...

Quest'anno puntiamo molto su un iniziale effetto-sorpresa: mentre il pubblico entrerà, sulla colonna sonora dello spettacolo i bambini seminascosti faranno le bolle di sapone, poi spenta la musica e riposte le bolle canteranno una canzone mentre la carpa “nuoterà”, muovendosi sul palcoscenico con quell'andatura da pesce che abbiamo cercato di imitare e definito tutti insieme... A loro questo inizio così particolare piace molto...

Ebbene, lo stereo CI TRADISCE !!!

Non parte, non funziona, i bimbi sono lì con i barattolini di bolle aperti, pronti a soffiare... nulla!!! Silenzio, il pubblico entra e niente effetto di meraviglia...

Immaginate il nostro nervosismo che sale, le domande sussurrate dei bambini delusi: “Che succede? Perchè? E le bolle le facciamo o no?”

Mio marito (che è venuto per farci il filmino) e il babbo di un alunno provano e riprovano, scoprono sconsolati che lo stereo è PROPRIO ROTTO! Si è appena rotto, dieci minuti prima funzionava! Bisogna correre dalla bidella e farne cercare un altro... I due che la bidella aveva in un armadio risultano entrambi rotti, lei va a prenderne un terzo in una classe...

Finalmente si può iniziare... la musica... le bolle... e lo spettacolo si avvia, ma ormai l'incanto è perduto e siamo anche terribilmente in ritardo!

Accompagnamenti sonori ne abbiamo avuti sovrabbondanti perché un “fratellino” piccolo ha gridato quasi di continuo, la mamma non ce la faceva a tenerlo buono e non l'ha portato fuori, per non perdere la recita del suo “attore”, quindi non è stato facile, ma i Piccoli Principi hanno messo tutto il loro impegno, anche se l'emozione e la timidezza di alcuni erano evidenti. In compenso qualcun altro è stato veramente bravissimo, aveva imparato alla perfezione tutto e non ha avuto bisogno di nessun aiuto. Il balletto poi mi ha dato una grande soddisfazione, si sono mossi e fermati tutti nei momenti giusti! Alla fine abbiamo dovuto smobilitare in fretta perché avevamo fatto tardi e la scuola si doveva chiudere. Io ero distrutta per la tensione... forse anche per questo nei giorni dopo mi sono ammalata.

Tra il pubblico c'era una professoressa con cui lavoro al Cidi nel gruppo di intercultura; pochi giorni dopo avevamo uno dei nostri incontri periodici e abbiamo riparlato di questo spettacolo. Mi ha detto che era stato molto bello e ricco, comprensibile nonostante il piccolo urlatore di sottofondo, che gli attori avevano espresso con chiarezza e spontaneità attraverso la mimica le emozioni della storia. In effetti proprio sul come esprimere le emozioni avevo cercato di lavorare nei giochi teatrali di quest'anno e si sa che poi la timidezza nel giorno dello spettacolo rende più difficile ricordarsi di atteggiare il viso e il corpo secondo le espressioni giuste...

Alcuni insegnanti delle classi da cui provengono i miei “attori” mi hanno chiesto di ripetere lo spettacolo in orario scolastico, per mostrarlo ai compagni. Dopo sette anni che faccio queste esperienze, è la prima volta! Ne sono contenta naturalmente, ma rifarlo a distanza di tempo non è semplice... occorre rivedere il tutto, riprovare in orario scolastico... e mica sono adulti, queste attività con i bambini sono molto delicate.

Lunedì prossimo andrò a fare un sopralluogo a scuola per valutare se la cosa è fattibile...

Non ho foto dello spettacolo, però mi sembrano carine queste... emozioni, dagli incontri preparatori...

  

la tristesse et la joie

 

  

la peur et la colère

 
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DURERA' ?

Post n°1096 pubblicato il 09 Aprile 2014 da atapo
 

 

CAOS

Dal post precedente, internet è morto di nuovo... Si riattiva per pochi minuti, ogni tanto, poi ci molla.

Non c'entrano i PC di casa, è qualcosa sulla linea, o chissà dove e perchè...

Solo qualche ora fa, dopo aver fatto mille tentativi, mio marito ha richiamato l'assistenza, hanno confabulato a lungo, ci è stata data l'assicurazione che avrebbero provveduto in tre o quattro ore... eccomi qua... ma durerà? Sarà la volta buona?

Nei giorni scorsi mio marito aveva avanzato un'ipotesi TERRIBILE: ricordate che a gennaio era passato a Telecom nel periodo delle Canarie, accettando un'ottima offerta, ma facendo pasticci nella documentazione per cui al ritorno ci ritrovammo senza internet e senza telefono... Dopo qualche settimana ecco un'altra offerta dal gestore precedente, la migliore in assoluto sul mercato e lui ha di nuovo cambiato, ritornando al primo gestore.

Stavolta sembrava tutto a posto, ma ora gli è venuto il dubbio che ciò che sta succedendo sia una VENDETTA di Telecom, che "domina" e controlla molti aspetti delle telecomunicazioni.

Se così fosse... auguri!

Io non so che dire, so solo che mi sento ogni giorno di più... tagliata fuori... e anche sola, lo confesso: le amicizie e i contatti qui sono belli e importanti come quelli veri e visto che la nostra vita sociale non è il massimo...

Nel frattempo sono riuscita ad ammalarmi: un raffreddore potentissimo, una nevralgia che mi faceva sentire come se mi avessero bastonato, un enorme herpes come non mi veniva da anni, un mal di gola che attentava alla mia voce... E giù medicine e vitamina C!!! Ho passato un fine settimana da dimenticare, stavo malissimo... fuori un bel solicino primaverile e i miei bei progetti all'aperto annullati!

Dovevo guarire in fretta, domani parteciperò ad un altro spettacolo: all'Istituto Francese replichiamo "Caligula, héros de l'absurde" quello che facemmo a novembre 2013 per il centenario di Camus e di cui ci era stata richiesta una replica perchè molto apprezzato. Per fortuna la mia parte è nel coro, ho poche battute e quasi tutte "mascherate" in mezzo agli altri, non si nota se la voce non è a posto.

Ma questo è solo l'inizio... mi aspetta tanto teatro d'ora in poi, dovrò essere in forma al più presto...

E non c'è solo teatro nelle mie giornate... se il PC non farà più scherzi spero di rimettermi in pari...

Caligula e il coro, dallo spettacolo di novembre

 
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???

Post n°1095 pubblicato il 05 Aprile 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SILENZIO

Qualcuno mi ha fatto sapere che mi cercherà a “Chi l'ha visto”, ma che ci posso fare se da alcuni giorni in casa mia NESSUN computer si collega ad internet?

Il problema non è ben chiaro, pare stia nel computer principale di casa, quello di mio marito, che trascina anche il mio; il mio inoltre non “passa” più i miei documenti al computer principale, quindi non mi permette di stampare... per ora rimedi definitivi non ne sono stati trovati e tutto può saltare da un momento all'altro.

A volte funziona solo quello del marito, che naturalmente serve a lui e se io me ne approprio almeno per leggere la posta (ho in cantiere appuntamenti importanti per le prove dei miei teatri), mi trovo LUI subito alle spalle perché, guarda caso, gli è venuto in mente che deve controllare...

Mi viene da ridere... in giro per casa io ho vari copioni e abiti per gli spettacoli prossimi, lui ha... 200 bottigliette di plastica colorata, dalla parrocchia, che ha dovuto riempire di acqua da benedire e metterci le etichette “Pasqua ecc.”, dopo averle stampate al PC.... Sembriamo un po' matti tutti e due... Fra i nostri impegni preghiamo che la situazione computer si aggiusti, per non crearci problemi nuovi...

In questo silenzio informatico, mi mancano le presenze virtuali di chi considero amici, le voci scritte di chi racconta un po' della sua vita, mi commuove, mi fa sorridere, mi fa pensare...

Non mi azzardo nemmeno a cercare un'immagine, pubblico e via... per lasciarvi almeno la buona notte!

 
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