Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

NOVEMBRE


 
 E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe.
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare
.

E. Borches
 

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Messaggi di Ottobre 2015

GIORNO DI RICREAZIONE

Post n°1277 pubblicato il 31 Ottobre 2015 da atapo
 

DOPO BOLOGNA



 

Il vento freddo di questa sera fiorentina mi fa dire:-Si stava meglio a Bologna!-

E non solo per la carezza del sole quasi primaverile che ci ha accompagnato per tutta la giornata...

La gioia di rivedere delle persone care: siamo sempre noi amiche a gustarci questo rito periodico un po' fuga, un po' divertimento, un po' bisogno molto femminile di parlarci e rivelarci per sentirci poi meglio con noi stesse e con gli altri... quel bisogno che gli uomini non capiscono MAI.

Per fare tutto questo tra noi che proveniamo da mezza Italia, c'è bisogno di quel mercato "centrale" che ci accoglie, ma il rito comincia alla discesa dai treni, poi l'appuntamento nella piazza della stazione sotto le bandiere, segue la prima sosta per una piccola colazione nel solito bar che ha passato il collaudo di consumazioni all'altezza e toilette dignitosa.

Finalmente il mercato! La zona dei banchi a piccoli prezzi, bancarelle dell'usato e simili è quella assalita per prima e passata al setaccio puntigliosamente alla ricerca dell'affare: ognuna cerca per tutte, io trovo ciò che può servire a lei che si prova e si sottopone al guidizio severo del gruppo... Capita che il gruppo si suddivida, si disperda, ma lo spazio consente di ritrovarsi facilmente magari con l'aiuto del cellulare e allora ci si mostra a vicenda ciò che è stato comperato nel frattempo...

Il resto del mercato è meno affascinante e stavolta l'abbiamo proprio saltato.

Perchè oggi c'era una novità: invece del solito ristorante cinese nascosto dietro le bancarelle, da cui appena si usciva ci si ributtava nella baraonda del frugare e, talvolta, acquistare, stavolta ci siamo permesse un ristorante greco più lontano, che una di noi ha scoperto gestito da una sua lontana compagna di scuola. Così il tempo del pranzo si è dilatato... fino all'ora in cui non si faceva più in tempo a ritornare al mercato, ma era ormai il momento di avviarsi verso la stazione.

Gli ottimi piatti greci e forse il vinello bianco ci hanno disposto ad una conversazione quieta, a narrazioni reciproche di fatti, avventure, sogni e impressioni. C'erano vite da aggiornare, figli e nipoti che crescono, ricordi da condividere, avvenimenti da gossip familiari di cui ci aspettavamo dettagli che le pagine dei nostri blog non consentono.

Si ride, si sorride, si sospira e ci si commuove anche qualche volta: sono vite di persone che si intrecciano e che messe in comune diventano più lievi. Così è andata anche oggi: io ho lasciato in disparte i malumori e le insofferenze di questo mio ultimo periodo e ho gustato appieno il piacere della conversazione e della condivisione di esperienze.

Il momento dei saluti arriva sempre troppo in fretta... facciamo anche progetti su dove e quando darci il prossimo appuntamento, anche se sappiamo che sarà sempre complicato da organizzare, visti gli impegni di tutte! Ma per ora è bello rassicurarci che sì, ci rivedremo certamente in quel giorno, per quell'occasione...

Io ho dato volentieri un appuntamento nella mia nuova casa, quando sarà in condizioni di ricevere qualche ospite in modo dignitoso, ma quando ciò accadrà... adesso non sono affatto in grado di prevederlo!!!

Ritornata a casa a Firenze, con la malinconia della fine di qualcosa di bello insieme alla gioia perchè quel qualcosa finalmente c'è stato, mi sono accorta che... la mia borsa dello shopping oggi è rimasta vuota... ho comperato soltanto un foulard... sì, ne ho tanti, non me ne serviva proprio un altro, ma qualcosa a ricordo di oggi doveva esserci e i suoi colori delicati di pittura sulla seta mi ricordano proprio l'amicizia e la dolcezza del nostro raccontarci e goderci lo stare insieme...

 
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BOLOGNA BLOG

Post n°1276 pubblicato il 30 Ottobre 2015 da atapo
 

DOMANI ANDRO'


 

Oggi è la vigilia, giorno un po' affollato di impegni: Martino che stamattina ha tolto il gesso al braccio è stato da noi finchè non l'ho accompagnato a scuola a metà giornata; un vecchietto (mandato dall'idraulico) che è venuto ad armeggiare nel nostro giardino per capire se si potrà fare un pozzo (come si chiamano questi personaggi ormai in estinzione che con metodi arcaici e rudimentali muovono il mondo? Potrei definirlo in questo caso “pozzaiolo”?); un film in francese (con sottotitoli) all'annuale rassegna fiorentina, spettacoli che però sono in orari tardopomeridiani-serali ed io quasi mai riesco a vederne più di uno...

Però il mio pensiero è sempre fisso a domani, come accade ormai da alcuni giorni...

Perchè domani, finalmente, partiremo dai blogs e ci ritroveremo a Bologna, noi Dame della Montagna o meglio della Montagnola! Da quanto tempo ormai non accadeva! L'ultimo raduno bolognese che ho rintracciato qui da me è del dicembre 2013 ed è superfluo dire “come passa in fretta il tempo”, il tempo passa come al solito, siamo noi che siamo travolte dalla vita e dai cambiamenti...

Stavolta lo shopping selvaggio non sarà la nostra priorità (se mai lo è stato), ma vincerà la gioia dell'incontro: avremo tanto da raccontarci, perchè mi pare che per tutte noi siano stati anni di grossi cambiamenti, desiderati o imprevisti: quanto è rimasto di ciò che eravamo due anni fa? Il nostro nocciolo duro senz'altro, ma probabilmente le sfumature si sono modificate, almeno un poco, almeno per qualcuna...

Lo scopriremo domani...

...e per questo sono così emozionata! Per me personalmente l'avventura ha in più un sapore di “fuga”: da quanto tempo non me ne vado in giro fuori Firenze per i fatti miei? Per lo meno da quando è partita l'impresa della casa: è capitato così... o forse è stata una scelta poco consapevole... anche su questo avrei da riflettere... E nello stato d'animo non troppo sereno in cui mi trovo ora di una giornata così ho proprio bisogno.

Allora domani... VADO ! Nei giorni scorsi sono anche stata male: il virus di stagione, “passatomi” dai nipotini, con tutte le mie forze mi sono imposta di guarirlo in tempo per non sciupare questa sospirata opportunità! Ho eliminato tutto quello che avrebbe potuto nuocermi e adesso nelle ultime ore posso pensare ai preparativi: anche la scelta del cosa mettermi esige riflessione, Bologna in genere è più umida, non voglio che un look sbagliato mi crei disagio, vorrei che tutto fosse perfetto anche se, per scaramanzia, dico che non mi aspetto niente e mi impongo di non fantasticare...

Se la ritrovo nel marasma di casa, vorrei indossare la collana di feltro con le coccinelle che acquistai all'ultimo incontro...


 
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IN ARRIVO

Post n°1275 pubblicato il 28 Ottobre 2015 da atapo
 

L' HO  SENTITO !

Stamattina, giornata uggiosissima e abbondantemente piovosa, aprendo la finestra della camera per cambiare aria, tra lo scroscio della pioggia... l'ho sentito!

Un pettirosso!

Fa un suono inconfondibile, un ticchettio come di due monete che battono una contro l'altra, quando vuole indicare che quello è il suo territorio... Dunque abita proprio nel mio giardino, o piuttosto in quello dei vicini, molto più ricco di piante e alberi... o forse in tutti e due...

Ci pensavo qualche giorno fa, che sarebbe stato bello averne uno come inquilino: i pettirossi arrivano proprio in autunno e questo è il mio primo autunno nella nuova casa. Ho letto che sarebbe il tempo giusto per collocare sugli alberi i nidi artificiali, per far sì che durante l'inverno gli uccelli possano prenderci confidenza e poi deporre le uova in primavera. Era una delle idee che avevamo per il giardino... ma ora, su quali alberi?  Ne sono rimasti due: il leccio è troppo vicino alla casa per attirare gli uccellini, il melograno è troppo sottile, chiederò consiglio al mio amico giardiniere, ma non mi sembrano adatti. E' così squallido ora il giardino...

Però avere un pettirosso che ci ha scelto come territorio è una goccia di ottimismo in tutto il marasma che ho intorno, spero che resti e che prenda confidenza. I pettirossi sono piuttosto sfacciati, fanno tanto chiasso per affermare le loro proprietà, ma si avvicinano abbastanza facilmente... soprattutto se, quando sarà più freddo, prepareremo lì fuori un angolo "alimentare" per loro e per altri piccoletti alati...

il pettirosso fotografato a Londra, settembre 2013

 
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IL GIORNO DOPO

Post n°1274 pubblicato il 26 Ottobre 2015 da atapo
 
Tag: teatro

AMICI  A  SORPRESA

 


 

Come è andato lo spettacolo? Bene, naturalmente. Mi accorgo come ad ogni replica sia sempre più facile ... filare via scorrevoli e con naturalezza.

Nonostante che ieri la regista avesse un terribile raffreddore quasi influenza, per cui nei preparativi e ripetizioni delle ore precedenti lo spettacolo lei alternava momenti quasi di coma in cui lasciava decidere tutto a noi (trucco, disposizione degli oggetti, posizioni) ad altri in cui rasentava l'isterismo e spaccava il capello in quattro.

Un po' di agitazione in noi si sentiva, è normale, non siamo mica professionisti... però dopo un avvio leggermente lento il ritmo è tornato incalzante, provocando anche parecchi applausi a scena aperta.

Il pubblico non era molto numeroso, dicono che la colpa fosse anche di una importante partita di calcio che la Fiorentina giocava in contemporanea, ma era sufficiente a farci sentire soddisfatti.

A proposito di pubblico, io ho avuto una gradita sorpresa. Come sempre quando partecipo ad uno spettacolo, tramite la mia mailing list e tramite Facebook avevo diramato l'invito ai miei conoscenti che suppongo siano interessati: può essere un'occasione per trascorrere piacevolmente qualche ora e per uno scambio di saluti. Ieri sono venute diverse persone tra quelle che avevo invitato, alcune delle quali non incontravo da anni: soprattutto ex colleghe insegnanti che mi hanno fatto questa bella improvvisata.

Ma la sorpresa più grande l'ho ricevuta da un mio caro amico d'infanzia: eravamo stati vicini di casa e compari in tante scorribande infantili e adolescenziali, era venuto a trovarmi qualche volta appena trasferita a Firenze. Poi...silenzio. Ritrovato da poco attraverso facebook, ha saputo di questo mio hobby e allo spettacolo di ieri ha voluto assistere, arrivando in auto fin da Bologna! Così dopo ci siamo salutati con enorme piacere: lui è sempre uguale, ha solo ingrigito baffi e capelli, mantenendo lo sguardo da bel tenebroso che in gioventù faceva sciogliere tutte le mie amiche... Dice che neppure io sono cambiata...mah!

 
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RIPRESA

Post n°1273 pubblicato il 22 Ottobre 2015 da atapo
 

ERNEST, IL RITORNO



 

Ultima settimana, settimana di fuoco...

Il mio teatro serio aprirà la nuova stagione con... NOI !

Già, il primo spettacolo sarà una replica straordinaria di "L'importanza di chiamarsi Ernest", che a giugno concluse l'attività dell'anno passato: questo accadrà domenica 25 ottobre, di pomeriggio.

Siamo stati tutti richiamati alle... armi, al rifare memoria, alle prove.

E' stato piacevole ritrovarci, siamo un gruppetto che si è affiatato bene durante i lunghi mesi della preparazione ed ora abbiamo ricreato in fretta l'atmosfera di amicizia con cui ci eravamo lasciati, durante le prove si ride molto e c'è una bella complicità, ci accorgiamo quanto la memoria svanisca velocemente e quanto ancora ci sia da ripassare... ma ormai siamo a ridosso... sarà quel che sarà, faremo il meglio possibile, abbiamo voglia che ci siano tanti amici a divertirsi con noi allo spettacolo quindi gli inviti diramati sono stati abbondanti...

Alcuni di questo gruppo, come anticipai a giugno, hanno conosciuto la mia amica regista che ne ha avuto un'impressione molto positiva: dunque entreranno a far parte del suo nuovo spettacolo, di cui avrò tempo e modo di parlare. Per ora abbiamo fatto alcuni incontri propedeutici, di... riscaldamento ed io sono proprio contenta di continuare a lavorare ancora insieme!

Sul fronte CASA si naviga a vista: nelle passate bellissime giornate autunnali non si è visto nessuno a lavorare, ogni mattina ci chiedevamo -Verranno?- Poi il marito telefonava, giusto per formalizzare il "no per oggi, forse domani", che mi fa innervosire e pensare che... decideranno di tornare in forze quando tornerà la pioggia... Invece da ieri abbiamo "ospite" l'elettricista che deve completare l'opera lasciata a mezzo: fili di qua, buchi di là, mio marito gli sta sempre alle costole perchè di impianti se ne intende e vuole avere tutto sotto controllo.

Io ho sempre l'incubo di "incastrarci" le lavatrici: non posso stendere se arrivano loro perchè gli serve lo spazio sotto il portico come zona di lavoro e deposito: asciugo nella macchina una parte di bucato alla volta (così asciuga decentemente, con meno spiegazzature), ma quello che resta in attesa va steso almeno per un poco... Fra i miei impegni fuori casa e gli arrivi a sorpresa degli operai il bucato mi sta diventando un incubo e la biancheria sudicia si accumula.

Infine, ieri sera ho saputo che presto dovrenno fare buchi nella cucina (che sembrava terminata) per mettere tubi e cavi... vuoi vedere che cucineremo tra i calcinacci? A quel punto: ristorante e take away!

 
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GRRR!

Post n°1272 pubblicato il 19 Ottobre 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

NON LO FARO' PIU'...

...FORSE

Altro svuotacantine ieri: quello del paese accanto a Firenze in cui io sarei abusiva, ma l'amica che mi fece conoscere queste opportunità mi ospita volentieri nel suo spazio che è abbastanza grande anche per il mio tavolo, così ci facciamo compagnia e ci diamo una mano a vicenda... Per confondere le idee mi chiama "zia"!

 

foto di repertorio, dal web

 

Il tempo era molto incerto, le previsioni davano maggior possibilità di pioggia nel pomeriggio e al mattino appena sveglia, dopo aver guardato il cielo con nuvole un po' sparpagliate, Monte Morello senza cappello di nubi (segno di pioggia improbabile) sono andata dicendomi che almeno la mattina si sarebbe salvata, poi avrei visto lo svolgersi degli eventi...

La posizione assegnata stavolta era stupenda: ad un incrocio principale, praticamente tutti ci passavano davanti, un bel movimento divertente che non faceva annoiare. Però nessun albero e nessuna panchina: così io non sapevo come esporre i vestiti e le giacche in vendita, ne ho presi solo alcuni, dovevo lasciarli sul tavolo ripiegati e ben poco visibili, togliendo molto spazio al resto. Mio marito si ostina a non voler procurare uno di quegli attaccapanni appositi, sarebbe leggero e smontabile, così come non vuole prendere il gazebo, che fra l'altro ci farebbe comodo anche d'estate nel nostro giardino. Lo fa per principio: questo mio hobby non gli interessa, solo per dovere coniugale mi accompagna con l'auto, carica il tavolo, le caprette, i pacchi e gli scatoloni, me li scarica e la sera torna a riprendermi e a caricare in auto tutto ciò che ri-impacchetto da sola.

Ieri era particolarmente nervoso, nonostante fossimo partiti abbastanza tardi e gli avessi risparmiato una levataccia domenicale. Però questo ha voluto dire che già molti erano in giro ed era impossibile trovare parcheggio: brontolamenti e minacce di tornare a casa, miei giri esplorativi a piedi e finalmente la cosa si è risolta con l'aiuto del babbo della mia amica, che insieme a me ha fatto le operazioni di scarico... Ho proposto al marito di tornare all'ora di pranzo per mangiare una pizza volante insieme, lui è venuto salvo poi lamentarsi che con tutti quei giri non riusciva a combinare niente e per fortuna che la pizza gli è piaciuta altrimenti rincarava la dose...

Insomma, il suo modo di fare tende a esasperarmi, mi sciupa la soddisfazione di stare lì a incontrare gente, a parlare con l'amica, a rivedere persone che conosco (ieri anche l'Anna Meacci...), a vendere qualcosina, a volte a regalare, basta disfarmi di tutte quelle eredità: allora cerco di fare finta di niente, ingoio rospi, mi dico che tutto sommato ogni tanto ne vale la pena per il piacere e divertimento di una giornata...

Dopo qualche debole raggio di sole nel pomeriggio le nuvole si sono decisamente addensate, se fosse venuto a piovere gli avrei telefonato e avrei concluso tutto. Il cielo ha resistito fino alle 17,30, poi le prime gocce che sono aumentate, non troppo per fortuna, ma sufficienti a rovinare la festa... Ormai il più era fatto, l'ho chiamato e nell'attesa ho rimesso tutto negli scatoloni. Per fortuna dietro al nostro spazio c'era un negozio con uno scalino ampio e una tettoia in alto e man mano che chiudevo trasportavo tutto al riparo dalla pioggia, compreso il tavolo e le caprette, che ho smontato da sola.

Intorno il caos, tutti che chiudevano, le auto ferme in ogni spazio per caricare... noi per fortuna avevamo la tettoia sulla testa e potevamo prendercela comoda, anche se poi il trasporto nell'auto finalmente parcheggiata a poca distanza è stato parecchio... bagnato. Poi velocemente a toglierci da lì per lasciare lo spazio ad altri...

Arrivati a casa, ci siamo accorti che avevamo dimenticato di caricare le caprette che sostengono il tavolo... Lui è tornato subito a cercarle, ma... addio! Non ce n'era più traccia, come prevedibile.

Così ora sono A TERRA, in ogni senso.

-Senza caprette non si può usare il tavolo e non posso fare i mercati!- ho esclamato stizzita.

-Finalmente!- ha replicato lui.

Che dite? Avrò collaborazione per procurare un altro paio di caprette? Io ho grossi dubbi, i suoi sistemi per boicottarmi sono raffinati quando ci si mette...

Il morale mi è precipitato a terra. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, ho voglia di lasciar perdere tutto...

 
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IN BUS

Post n°1271 pubblicato il 16 Ottobre 2015 da atapo

 

GENTILEZZA

 


Gli autisti dei bus fiorentini non sono la quint'essenza della cortesia, lo dico io che uso l'autobus per ogni spostamento cittadino, lo dicono in molti...

Guide spericolate, passaggi in anticipo coi mezzi semivuoti cosicchè il successivo sarà strapieno, risposte evasive se non burbere o peggio se gli si chiede qualcosa per raccapezzarsi nei frequenti cambiamenti di percorso che l'azienda sforna a causa dei lavori in corso...

Dovrebbero avere dei biglietti da vendere a chi sale e vorrebbe acquistare il biglietto sul bus, ma spesso non li hanno e al malcapitato suggeriscono di scendere e andarselo a cercare oppure di arrangiarsi nel caso arrivi il controllore. E i tanti turisti restano perplessi.

Naturalmente, visto che a Firenze passa gente da tutto il mondo, NON ce n'è uno che abbia sentito rispondere in inglese alle loro richieste di informazioni: se va bene in italiano urlato, altrimenti in fiorentino puro.

Se devono spostarsi per azionare la pedana che consente l'accesso alle persone in carrozzina hanno la faccia più scocciata di questo mondo, è molto raro che alla fermata aspettino qualcuno che sta arrivando di corsa, il che non è molto simpatico nei giorni festivi quando il bus passa ogni mezz'ora...

Io qualche volta ho inviato lamentele scritte all'azienda per certi comportamenti, mi hanno risposto con tante scuse e promesse di provvedimenti. Capisco che non è un mestiere leggero, la guida in città soprattutto nelle ore di punta è molto stressante, ma chi è a contatto col pubblico dovrebbe mantenersi almeno nei limiti di correttezza!

Qualche giorno fa ero sul bus diretto in centro. E' salita una signora con un bimbo nel passeggino, ha parlato un momento a bassa voce con l'autista (non si è sentito cosa dicevano) poi si è sistemata nella zona centrale, nello spazio per le carrozzine. Dopo alcuni minuti di percorso ad una fermata il conducente ha chiamato la signora e le ha detto: -Vede che qui c'è la tabaccheria, può scendere e comperare il biglietto.-

La signora si è assicurata che il passeggino fosse ben frenato, è scesa di corsa ed è entrata in tabaccheria.

Lo confesso: ho temuto per un attimo che l'autista ripartisse senza di lei (ma col passeggino!): non sarebbe stata la prima volta, chi scende a comperarsi il biglietto poi prende il bus successivo...

Invece ha messo le frecce lampeggianti ed ha aspettato a porte aperte che la signora ritornasse col biglietto da vidimare e tanti ringraziamenti.

Nonostante il ritardo cronico e il traffico... due minuti di gentilezza senz'altro ben spesi, c'è voluto così poco!

Questo piccolo episodio mi ha addolcito la giornata, anche se ho pensato che le molte lamentele uscite anche sui giornali sui disservizi dei mezzi pubblici forse qualche effetto lo ottengono...

In quell'occasione mi è tornato in mente l'autista del bus di linea che due anni fa ci portava da Giardini Naxos a Taormina e che, visto che eravamo quasi tutti turisti, si fermava nei punti più importanti e più belli del percorso per raccontare e spiegare... una speciale guida turistica! Anche quella volta uno squisito atto di gentilezza...

 
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NOVITA' AL QUARTIERE

Post n°1270 pubblicato il 12 Ottobre 2015 da atapo
 

SACRO E PROFANO

Parecchi mesi or sono avevo parlato col presidente del Consiglio di Quartiere, che è un nostro conoscente dell'ambito parrocchiale. Argomento: i mercatini tipo svuotacantine.

-Come mai, gli chiedevo, a Firenze non se ne organizzano, magari a livello locale di Quartiere, mentre nei Comuni limitrofi ne fanno almeno due all'anno e con grande affluenza? Peccato che possano parteciparvi solo i residenti... Sarebbe un incentivo al riuso...-

Lui mi diceva che richieste di questo genere ne aveva avute parecchie, ma che era complicato da organizzare...

Invece, finalmente, a fine agosto il mio quartiere ha emesso un bando per la presentazione delle domande: ci sarebbe stato lo SVUOTACANTINE domenica 11 ottobre, addirittura in due punti della zona, due bei giardini pubblici! Naturalmente mi sono precipitata a fare domanda, sono stata la quinta per la piazza-giardino che mi spettava secondo lo stradario! Riservato solo ai residenti, controllo delle carte d'identità, ma poi al banco si potevano alternare vari familiari.

Così ieri è stata la giornata del nostro mercatino, allietata da un bel sole che di meglio non si poteva chiedere vista la stagione capricciosa.

Più di 50 banchi solo nella mia piazza! Ad ognuno è stato dato un telo di plastica da mettere a terra con le dimensioni stabilite per... l'occupazione di suolo pubblico: 2 metri per 1 metro e mezzo. Un po' poco, in confronto agli altri mercati a cui ho partecipato. Il regolamento diceva che non si doveva uscire da lì, per cui io mi sono molto contenuta nella merce da esporre, mi sono limitata in pratica alle cose che in questo tempo di trasloco e risistemazione della casa avevo buttato in uno scatolone perchè "da eliminare". Inoltre anche mia figlia aveva vestitini e giocattoli da vendere e dovevo lasciare spazio anche a lei. Quasi tutti gli altri venditori, invece, hanno abbondantemente trasbordato dai limiti, soprattutto con quegli espositori di abiti che a me sarebbero tanto necessari per non lasciare i vestiti ammucchiati che non si vedono e si spiegazzano tutti. Ma che mio marito si ostina a non volerli prendere, dice che è un impiccio di troppo... Uno dei suoi modi per boicottare per quanto può le mie iniziative che a lui rompono le scatole...

La prossima volta mi "allargherò" anch'io!

C'era una bella allegria tra venditori, passanti e compratori, quasi tutti gente della zona perchè essendo la prima esperienza non era molto conosciuta fuori quartiere: è stata quasi più una festa, un'occasione di incontri tra persone che non si vedevano da tempo. Io ho ritrovato antichi scolari già adulti, i loro familiari, colleghe di lavoro dei tempi andati... sono state più abbondanti le chiacchiere che gli affari alla fine della giornata, ma è stato bello lo stesso... Mia figlia è venuta al mattino con tutta la famiglia ad allestire la sua parte di banco, poi è tornata nel pomeriggio solo con Martino, che, poveretto, venerdì scorso si è di nuovo rotto un braccio, il destro stavolta, e col gesso fresco aveva bisogno di essere tanto coccolato dalla nonna: in effetti è rarissimo che resti fermo seduto sulle mie ginocchia e si faccia abbracciare e massaggiare così a lungo...

 


 

Il caso ha voluto però che questa manifestazione sia stata organizzata dal Quartiere lo stesso giorno in cui la Parrocchia inaugurava con Messa solenne e pranzo comunitario le sue attività annuali, catechismo, gruppi biblici ecc.

Così i molto religiosi hanno dovuto scegliere:

sacro o profano? Don Camillo o Peppone?

La Messa solenne e il pranzo hanno visto molte defezioni, anche di personaggi impegnatissimi, che ieri erano in piazza con me! Ieri mio marito si è dovuto dividere: dopo il suo dovere di trasportatore di cassette e valigie di mercanzia è corso in chiesa, poi al pranzo parrocchiale... ma ci ho guadagnato anch'io perchè mi è venuto a prendere quando stava al banco mia figlia e, anzichè la solita pizza volante da mercato, ho potuto mangiare l'arrosto e il dolce clericale.

Il presidente del Quartiere si è fatto vedere spesso durante la giornata (anche lui ieri aveva scelto il profano anzichè il sacro), ha raccolto i suggerimenti, ma soprattutto le lodi e la soddisfazione di tutti. Speriamo che sia di buon auspicio per continuare periodicamente l'iniziativa!

 
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CASANOVELA

Post n°1269 pubblicato il 08 Ottobre 2015 da atapo
 

 

CONCERTO PER TRAPANO E MARTELLO

e non solo

Ieri c'erano TUTTI... ma non per festeggiare il nostro quarantaduesimo anniversario di matrimonio!

Dopo il diluvio delle 8 di mattina alle 8,30 il cielo si è un po' schiarito ed eccoli...

Gli idraulici, al secondo giorno (e ultimo) di montaggio termosifoni e non ho ben capito perchè, come il giorno prima, cominciavano a montarli in una stanza, lasciavano a mezzo e andavano in un'altra poi ritornavano, con sparpaglio di cose e attrezzi: sarà una metodologia speciale... Il loro principale strumento era il trapano.

I muratori, il cui ambito di lavoro spaziava dal portico al tetto, con carrucole che salivano e scendevano frenetiche... Il loro principale strumento era il martello e che martellate! Vibrava la casa.

A sorpresa ecco il direttore d'orchestra, cioè l'architetto, per discutere di alcuni dettagli. Quello arriva sempre all'improvviso, per dieci minuti dice, poi non si schioda più per un pezzo.

Era atteso anche il mio amico giardiniere per il taglio degli alberi. E' venuto con un collega esperto di “arrampicata (free climbing o qualcosa del genere) sugli alberi” per potature e simili. Alle presentazioni ho scoperto, oh sorpresa, che l'arrampicatore è stato un mio scolaro di molti anni fa, appena arrivata a Firenze! Ora ha una quarantina d'anni. Che bel riconoscimento con un grande abbraccio! E qualche rapido commento su quei tempi lontani, su maestri e compagni... Era un bravo bambino, in quella classe di sciagurati era uno dei più tranquilli, da immaginarselo adulto dietro ad una scrivania, non certo volteggiante a mezz'aria ed esperto di vegetazione! Fu la classe che accompagnammo alle SETTIMANE VERDI residenziali per due anni: forse tutta quella immersione nella natura ha prodotto in lui questi effetti...

Hanno tagliato il pruno e l'abete, come stabilito: piante vecchie e poco solide, da rinnovare. I rami dell'abete si intrecciavano a quelli del melograno: una volta tagliati ecco la bella sorpresa... Alcune melagrane mature che non riuscivamo a vedere, tanto erano soffocate...

Ed io che spesso ho rimproverato quel povero alberello dicendogli: -Sei pieno di foglie, ci hai fatto così pochi fiori e di frutti nemmeno l'ombra?- Tre le abbiamo già raccolte, il giardiniere dice che una volta cadute le foglie lo poterà e l'anno prossimo, avendo più luce, dovrebbe produrne di più.

Anche i giardinieri contribuivano al concerto con i loro strumenti musicali: sega, macchina trituratrice del legno...

 


 

E così è passata la giornata. Però la cenetta al ristorante poi l'abbiamo fatta!

In tutto questo via vai e questa confusione sonora alle 11 avevo l'appuntamento con una logopedista che veniva a prendere del mio materiale adatto ai bambini con problemi e difficoltà: giochi, libri, schede che avevo raccolto durante gli anni di insegnamento, che ho usato tanto e che ora mi riempiono gli armadi inutilizzate. Doveva visionare tutto, scegliere... a stento abbiamo trovato un angolo di stanza in cui poterci sistemare. Ma questo voglio raccontarlo meglio un'altra volta.

Finale a sorpresa!

Notizia dell'ultimo minuto: poco fa, mentre stavo scrivendo sentivo uno strano odore di bruciato... I muratori sono sul tetto a saldare le tavole e i materiali della coibentazione, saranno loro, mi dicevo...

Quasi esatto: insieme a loro c'è il vento oggi, che ha spazzato le nubi e portato un bel sole. Però una ventata ha fatto alzare la fiamma sul tetto, che si è attaccata ai pezzi già sistemati e ne ha incendiati parecchi! Per fortuna hanno gli estintori e non si sono fatti male, però... tutto il lavoro di ieri è andato distrutto e dovranno rifarlo... sempre che non ricominci a piovere...

 
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ANNIVERSARI

Post n°1268 pubblicato il 06 Ottobre 2015 da atapo
 

 

UN ANNO DOPO... E ANCHE PIU'

 

Carlo Cressini, Le stiratrici

 

Ho realizzato proprio ieri che ormai è un anno che siamo in ballo con la ristrutturazione di questa casa: sono andata a controllare qui... Un blog può servire anche a questo.

Più di un anno: diventò nostra a metà settembre, di questi tempi avevamo già definito il progetto dei lavori, eravamo ottimisti, avevamo dei tempi... che si stanno allungando a dismisura!!!

Rileggo che circa in questo periodo guardavo il giardino incolto e lo immaginavo nell'estate del 2015 sistemato, con gli alberi nuovi e una piccola piscina gonfiabile in cui sguazzavano i nipotini...

Seee... al massimo ora si può sguazzare nelle pozzanghere quasi laghi... gli alberi sono ancora quelli vecchi e le piante infestanti sono schiacciate dai materiali e dai detriti che vi depositano i muratori.

Il loro lavoro dipende dalle piogge: se fa bello o piove piano alle otto di mattina sono qui, se piove forte non si fanno vedere oppure arrivano a sorpresa a qualsiasi ora, se possono fare qualcosa al coperto.

Così noi ogni mattina dalle otto è bene che siamo pronti, controlliamo il cielo e... aspettiamo...

Del cappottista comunque si sono perse le tracce: tutto tace!

Intanto mi accorgo di un altro problema: non abbiamo previsto stenditori in casa, pensavamo di tendere un filo nel portico per quando fa brutto tempo e altri fili nel giardino, per ora attaccati agli alberi poi a dei pali o dei lampioni. Ma adesso che lavorano i muratori io posso lavare e stendere solo di sabato e domenica e ormai, visto il maltempo, non si fa più in tempo ad asciugare fuori la biancheria entro la domenica sera: il lunedì deve sparire se no i muratori riempiono tutto di polvere.

In futuro, quando saranno spariti gli scatoloni, forse uno stenditore d'emergenza potrò aprirlo in sala, ma... i lenzuoli? Sono troppo grandi. Ho cominciato ad usare la funzione "asciugatrice", ma, come era già successo in passato, non mi soddisfa: ci sono tessuti che restano un po' spiegazzati, si dovrebbero poi stirare...un lavoro in più, uffa!

Stamattina diluviava, immaginavamo che nessuno si sarebbe presentato e stavamo a poltrire a letto da vecchietti...

L'idraulico, quello del "vi farò sapere", aveva detto che sarebbe venuto domani a montare i termosifoni, invece alle 8 ha telefonato che entro mezz'ora sarebbe arrivato, almeno stavolta ha avvisato e non si è presentato a sorpresa!

Oggi abbiamo quindi attrezzi e termosifoni sparsi dappertutto, andare in bagno è un problema perchè è soprattutto nei bagni che mancano...

Pare che spunti un po' di sole, forse torneranno anche gli altri, nel pomeriggio ci sarà un bell'affollamento...

Sono demoralizzata e mi resta un bel po' di malinconia per questo anno vissuto così... pericolosamente e per i tempi incerti del futuro...

Domani sarà anche un altro anniversario: 42 anni di matrimonio. Siamo così stanchi e tesi che non ne abbiamo nemmeno parlato... chissà se riusciremo almeno a fare la cenetta fuori come le altre volte... anche domani l'agenda è fitta di impegni...

 
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ANGELI CUSTODI IN LIBERA USCITA

Post n°1267 pubblicato il 03 Ottobre 2015 da atapo
 

 

CI SIAMO FESTEGGIATI

 


 

Che ieri fosse la festa degli Angeli Custodi, diventata la festa dei nonni, nella nostra famiglia, tra figli e nipoti, è del tutto indifferente. Fa parte dell'insieme di feste "consumistiche" che mio marito nega e non prende in considerazione.

Perciò è stato per pura casualità che proprio ieri NOI DUE ci siamo presi una giornata "libera", avvisando naturalmente i muratori al lavoro sul nostro tetto, sottintendendo "e non ci rompete le scatole tranne in caso di catastrofe".

NOI DUE ci siamo ritrovati con ALTRI DUE, cioè la coppia dei nostri amici bolognesi (quelli delle Canarie insieme...) anche loro in libera uscita-quasi fuga da figli e nipoti...

L'incontro, come altre volte, a metà strada, nel minuscolo paese sull'Appennino dotato però di un ristorante mitico per la "fiorentina" e non solo.

Poichè il tempo era pessimo: nebbia, pioggerellina e umidità, niente passeggiata tra i boschi, ma solo lungo la via principale fino al forno che ci attirava con il profumo di pane diffuso in tutto il paese, per l'acquisto di prelibatezze locali. Abbiamo sfruttato la sala del ristorante ben oltre il tempo del pranzo per le nostre chiacchiere, lo scambio delle ultime novità familiari, i ricordi e le considerazioni sui fatti della vita, nostra e altrui... Loro appena reduci da uno dei loro viaggi, stavolta negli stati Uniti, terre dei Navajos, noi imprigionati in queste assurde situazioni di ristrutturazione ed eredità... Temo che anche per questo inverno alle Canarie ci andranno da soli...

E a ripeterci che ce ne vorrebbero di momenti così, di stacco e relax, ma con la consapevolezza che purtroppo predichiamo bene e razzoliamo male... e noi più di loro.

Durante la passeggiatina nel paese mi sono "studiata" i giardini delle villette... in previsione di come creare il nostro giardino, appena riusciremo a superare la fase "giungla" e la fase "deposito materiale dei muratori"...

Abbiamo fatto anche altre valutazioni: ora che la casetta in montagna dell'eredità dei miei suoceri è decisamente sfumata (a causa del solito cognataccio), quando la venderanno con il ricavato vorremmo comperarne una in qualche luogo carino e comodo di mezza montagna, almeno per mantenere l'idea e forse qualche mobile...

Il paesino col ristorante non ci dispiacerebbe affatto...è da tenere presente e farci un'indagine sui prezzi di quelle casine con i giardinetti fioriti...


 
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