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Creato da SandaliAlSole il 29/07/2005

Sconfinando

casualmente

 

La Casa sull'Albero

Post n°2522 pubblicato il 11 Marzo 2010 da SandaliAlSole

casa sull'albero

Ovvero excusatio non petita.

La Casa sull'Albero l'ho costruita un anno fa. Perché avevo bisogno di cambiar qualcosa e dopo essermi tagliata i capelli e provato un colore nuovo mi rimaneva solo la disposizione dei mobili. Forse avevo bisogno di aria diversa, tutto qui. 

C'era anche il motivo serio, quello che funge da scusa quando si è a corto di argomenti. Avevo bisogno di poter aggiornare i miei blabla non necessariamente partendo da un computer. Perché davanti a un pc ci lavoro e poi mi prendono i sensi di colpa. E allora scrivo sul tram, in metro, sul treno, magari in cucina, mentre cerco di non far bruciare il sugo. E come la parola detta che non torna indietro, anche le cose che scrivo poi finisco per non pubblicarle quando è passato tempo e quando il buzzo non è più quello buono. 

Invece nella Casa sull'Albero posso farlo. Senza nemmeno preoccuparmi se l'impaginazione è venuta bene. Al limite la riordino dopo. Come una stanza quando rientro a sera. 

E mi rendo conto che il signor Filippo_underscore aveva ragione quando mi diceva prima o poi dovrai scegliere. E in un anno mi sono abituata a star sull'albero. Anche perché la casa l'ho arredata con tutta una serie di ammennicoli di quelli che piacciono a me, che mi consentono di sapere quando scrivete e quando no. E di venirvi a trovare. 

E se volete, potete salire anche voi sull'Albero. 

Vi aspetto qui. 

 

Un'ultima nota, che aggiungo qui e che vuol essere anche una risposta a voi che mi avete scritto. Naturalmente, lungi da me l'idea di far traslocare alcuno di voi! E siccome so che a volte registrarsi, crearsi un nuovo nome, o un'identità con una estensione differente può essere noioso, nell'altra casa ho lasciato la possibilità di commentare a tutti, anche in forma anonima. Se lo volete, ecco. 

 
 
 

Dell'anno che sembra passato invano

Post n°2521 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da SandaliAlSole

Son passati dodici-mesi-dodici dalla morte di Eluana Englaro.
E di tutto il dibattito, di tutto il dolore, di tutto il movimento di coscienze di quei giorni cosa rimane?
Una proposta di legge malfatta, che nega di fatto la libertà individuale nella scelta delle terapie.
E una canzone a Sanremo.

Che tristezza.  

[dalla newsletter di testamentobiologico:]
“Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie”.
Aldo Moro, dibattito sull'articolo 32 della Costituzione,
Commissione per la Costituzione della Repubblica Italiana,  28 gennaio 1947 

 

Sul tema, propongo la lettura della lettera
scritta oggi da
Beppino Englaro a Repubblica.

 
 
 

0202-0302

Post n°2520 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da SandaliAlSole

google norman rockwell

Ovvero questione di date. 
Perché oggi lo zio Google celebra la nascita di Norman Rockwell [a proposito, grazie Caterina!], e se qualcuno fosse curioso di capire chi sia stato questo signore, informazioni a iosa le può trovare qui.
Ma ieri era la Candelora, con tutti gli annessi e i connessi dell'essere dentro o fuori dall'inverno. Visto che non pioveva, non fioccava né tirava vento [anzi, qui a Milano a ora di pranzo, al sole, qualcuno ha anche misurato 13 gradi. Ottimista...] dovremmo essercela sfangata per quest'anno, alla faccia dei meteorologi che dicono che fino ad aprile non se ne parla. Vediamo chi vince tra antica saggezza e tecnologia. 
E oggi è San Biagio. Mia mamma ieri sera mi ha infilato in borsa la fetta di panettone messo via a Natale, che non mi consegna il 25 dicembre perché lo sa che poi mi passa di mente. Così questa mattina l'ho messo sul tavolo della colazione e amen. La gola dovrebbe esser salva per i prossimi 12 mesi.
Leonora dice che da loro in Albania fanno lo stesso con un dolce che però assomiglia al pan di spagna e che mangiano come noi a Natale. Lei se ne era dimenticata, mia mamma no. La fetta di panettone c'era anche per lei. Potenza della tradizione. 

 
 
 

01022010

Post n°2519 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da SandaliAlSole

giorno palindromo

Fossi superstiziosa forse ne cercherei il senso in qualche scritto. Magari mi accontenterei del mago Otelma. In realtà son solo curiosa e al massimo mi vien da pensare che un giorno così forse riserva qualche sorpresa. Buona voglio dire. Per lo meno ci spero. Perché per vederne un altro mi tocca aspettare che arrivi il 29022092. E va bene che la medicina fa miracoli, ma fino ai centotrenta non credo di arrivarci proprio. E in fondo non so nemmeno se lo vorrei. 

[l'immagine l'ho trovata qui]

Nei commenti, per chi fosse interessato, la dimostrazione che io e i numeri non è che andiamo proprio così d'accordo. Un palindromo ci sarà anche il prossimo anno e  anche l'anno dopo ancora. Credo. 

 
 
 

The Catcher in the Rye

Post n°2518 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

Che poi è un farewell a chi aveva scelto un'altra vita. Quella che gli piaceva di più. E se da molto tempo, ormai, questa è la descrizione che ho scelto per il mio profilo, un motivo ci sarà. O no?

frase di salinger


Spero con tutta l'anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso
da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere.
Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero.
La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate.
Chi li vuole i fiori, quando sei morto?
Nessuno.

 

[Comunque il fatto che non abbia mai concesso l'autorizzazione a fare de Il giovane Holden un film,
fa di Salinger un personaggio ancor più particolare. Se possibile, cioè.] 

 
 
 

Cripto-post

Post n°2517 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

Dopo essermi beccata della talebana da un-due-tre-quattro amici/amiche per la schifata tiepidezza con la quale ho accolto l'ultima mirabilia di Steve Jobs - della serie non me ne può fregare una cyppa o su per giù - ho cercato qualche cosa che sintetizzasse il mio pensiero. E l'ho trovato. In più di una declinazione, che andrò qui sotto a elencare. Va beh, son tutte in inglese. Ma a senso ci si arriva. 

Nell'ordine, eccole qui.
1 - Sintesi estrema:
WTF

2 - Poco oltre la sintesi estrema:
No flash, No camera, it's just a giganto i-pod touch 

3 - La migliore di tutte: 

 

 

Comunque io preferisco WTF. E in ogni caso punto al Kindle. 

E se qualcuno fosse curioso di capire com'è,
sempre in sintesi estrema, l'ultimo applecoso,
lo può vedere qui.
 

 
 
 

Riletture

Post n°2516 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

La scorsa settimana ho ceduto alla tentazione e ho deciso di acquistare Il Diario di Anne Frank, nell'edizione proposta da Repubblica. Curiosità filologica, in primis. L'edizione che da sempre gira per casa è quella che acquistai quando frequentavo le elementari o le medie e dunque priva degli aggiornamenti riportati qualche anno dopo. Poi c'era l'audiolibro e anche quello era una bella tentazione, soprattutto perché la voce recitante è quella di Alba Rohrwacher.
Però poi è successo l'inevitabile.
L'ho riletto, cioè.
E avendolo già letto tante volte in passato, credo che questa fosse la prima volta che lo leggevo con gli occhi da grande. Tutto intero, non solo qualche passaggio qui e là come può essere accaduto in tempi più o meno recenti.
L'ho letto con la prefazione, la postfazione, le note a margine, i commenti e la storiografia. E mi sono resa conto di leggero, per la prima volta, anche con gli occhi di madre, che in questi ultimi anni ha visto passare sugli scaffali delle proprie figlie tanti libri che raccontano il dramma della Shoah, da Quando Hitler rubò il coniglio rosa a L'Isola in via degli Uccelli, da Stelle di cannella fino a Un sacchetto di biglie. E mi sono resa conto di quanto toccanti siano, per noi che "sappiamo" quel che "dopo" accadde, quelle pagine, quell'ode a una penna stilografica finita nel fuoco, quei racconti su fragole, patate, cavoli e fagioli, quelle note sui bisticci e quegli sfoghi di un'adolescente che in fondo voleva crescere. E che non poté farlo. 

Per questo, tra tutti, questo resta davvero uno dei libri doverosi,
da avere e non perdere. 

 
 
 

27 gennaio

Post n°2515 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

giorno della memoria

 
 
 

La sindrome di Renato [Cestiè]

Post n°2514 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

Farewell, Rip, Adieu a Erich Segal. Che ho scoperto oggi aver sceneggiato Yellow Submarine, oltre ad aver scritto e tradotto in film la madre di tutte le storie strappalacrime. Che poi quando è uscito, Love Story, io non ci sono andata al cinema a vederlo, perché ero piccola, probabilmente, e perché comunque i miei non mi ci avrebbero portata. Ho fatto in tempo, però, due o tre estati dopo a beccarmi La neve di primavera di Renato-il-lentigginoso-Cestiè, cioè il massimo, per l'epoca, in termini di languori pre-puberali. Comunque io Love Story l'ho visto da grande. In una di quelle serate con le amiche, nelle quali programmaticamente ci eravamo munite di fazzoletti, vino e schifezze, pronte per la catarsi sul divano. Non avevamo previsto, però, l'effetto Emme. Emme come M. Come Maschi. Morosi. Masochisti. Intenzionati a rovinarci la serata, ci si sono intrufolati con una scusa. E la morte di Ali McGrew MacGraw si è consumata fra irrefrenabili quanto irrispettose risate. E non hanno neppure detto che gli dispiaceva. Ecco.  Forse ci amavano davvero.

 
 
 

Santantonio

Post n°2513 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da SandaliAlSole

falò di santantonio

Faceva freddo l'altra sera. Con quella nebbia che qui la chiaman scighera, che s'infila, s'intrufola e ti bagna fin che non te ne accorgi. Ma era anche la sera del fuoco, del falò di Sant'Antonio. Che ad aver pazienza, bastava girare da un paese all'altro, per vederli accendere tutti. Da una parte alle otto, da un'altra alle nove, da un'altra ancora alle sette, così ci vengono anche i bambini. Quelli degli oratori, quelli dei comuni, quelli dei cortili. Piccoli o grandi, purché fuochi siano. Il "nostro" lo hanno acceso alle cinque, ché un anno di legna di cantiere ce ne mette a bruciarsi. E han chiamato gli amici e i parenti e alla fine è diventata una festa, col pane sulla brace, l'olio, il salame. E il vino che ce n'era ancora anche quando si pensava fosse ormai finito. 

falò di santantonio

Tutti insieme a scaldarsi la faccia e le mani, e un po' anche la schiena, mentre diventa sera. E i più piccoli col naso all'insù e i più grandi a far gli spavaldi. E poi chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere, col profumo della carne sulla griglia, da mangiar con le mani, soffiando sulle dita scottate.
E finire con quel panettone, grosso e tondo come una luna, rigirato sulla griglia perché prendesse calore dentro.

Perché qui a Sant'Antonio si fa così, con i resti del Natale passato, il vin brulè, e l'odore di fumo e di legna che ritrovi ancora al mattino nascosto nella lana del paltò. 

 

falò di santantonio

 

 
 
 
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