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Messaggi di Giugno 2018

RAZZISMO

Post n°1542 pubblicato il 28 Giugno 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

MANIFESTAZIONE

 


 

Ieri pomeriggio a Firenze c'è stata una manifestazione contro il razzismo.

Contro le forme di razzismo che si stanno pericolosamente insinuando nella società italiana ed europea in questi ultimi tempi.

Contro il rischio che si ripetano scelte di egoismo, di sopraffazione e di distruzione sconfessando tragicamente i "mai più" con cui si commentavano eventi del passato.

Io c'ero.

Credo che farsi vedere, farsi sentire, contarsi, sia il minimo che si possa fare.

Peccato che, come qualcuno dal palco faceva notare, l'età media dei partecipanti fosse abbastanza alta: in minoranza i giovani, perchè? E' un segnale inquietante...

Però tanti bambini, tante carrozzine... era tangibile la preoccupazione per il futuro di questi nostri piccoli.

 
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ATTUALITA'

Post n°1541 pubblicato il 23 Giugno 2018 da atapo
 

PAGELLE

 


 

I nonni stanno accompagnando in auto ad uno spettacolo per bambini i tre nipoti Martino (quarta classe scuola primaria), Damiano (prima classe scuola primaria), Diletta (primo anno scuola materna).

Conversazione d'obbligo e d'attualità: le pagelle.

Nonni: -Allora come sono andate? Siete soddisfatti?-

Martino e Damiano: -Sììì!- E giù a snocciolare l'elenco dei nove e dei dieci in ogni materia...

Nonni: - E nel comportamento che voto avete avuto?-

Damiano: -Io dieci!-

Martino: -Io nove perchè chiacchiero!- (La cosa non ci sorprende!)

Diletta, finora in silenzio: -Io cento!-

Buonissima, senz'altro, praticamente perfetta...

 
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HANNO DETTO, HANNO SCRITTO

Post n°1540 pubblicato il 21 Giugno 2018 da atapo
 

ESTATE


Walter Crane

Iniziata da poche ore... ho trovato per caso una poesia che non conoscevo... ve la regalo. Che sia una bella estate!

Benvenuta estate.
Alla tua decisa maturità
m'affido.
Mi poserò ai tuoi soli,
ricambierò alla terra
in tanto sudore caldo
delle mie adempiute nutrizioni
i suoi veleni vitali.
Lascio la primavera
dietro di me
come un amore insano
d'adolescente.
Lascio i languori e le ottusità,
i sonni impossibili,
le faticose inerzie animali,
il tempo neutro e vuoto
in cui l'uomo è stagione.
Io che non spunto a febbraio coi mandorli,
non mi compiaccio all'arido sapore
di sasso che acuisce
il gusto dolce dell'acqua dei rivi,
alle gocciole chete
di nuvola randagia
che vanno in punta di piedi
in compagnia dei pensieri,
non colgo il biancospino;
chè amo i tempi fermi e le superfici chiare,
e ad ogni transizione di meriggio,
rotta l'astrale identità del mattino,
avverto gli spazi irritarsi,
e sento il limite e il male
che incrinano ogni cambio d'ora,
saluto nel sol d'estate
la forza dei giorni più eguali.
Ai punti estremi, alle stagioni violente,
come sotto il frantoio dei pericoli
dove ogni inquietudine si schianta
prendo le sole decisioni buone,
la mia fuggiasca fecondità
ritrovo.
(Vincenzo Cardarelli)

 
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STAGIONE TEATRALE

Post n°1539 pubblicato il 19 Giugno 2018 da atapo
 
Tag: teatro

CONCLUSIONE

 


 

Avevo ancora un impegno, prima dell'estate di vacanze, se si possono chiamare vacanze da me che sono pensionata, ma insomma è sempre qualche mese di attività rallentate…
Un ultimo spettacolo teatrale: il gruppo degli anziani “Ragazzi over 65” di cui faccio parte da circa due anni ha presentato il suo lavoro. Stavolta era abbastanza facile, una serie di scenette tratte da atti unici di Stefano Benni, quindi uno spettacolo comico.
Io, lo confesso, fin dall'inizio l'ho considerato una passeggiata dopo le prove ben più difficili di altri spettacoli passati. Inoltre avevo solo monologhi, che sono senz'altro molto più facili da preparare perché non c'è l'incognita degli errori e delle dimenticanze di chi dialoga con te e nel caso di noi anziani gli scherzi della memoria sono spesso in agguato…
La nostra giovane regista ora non lavora più col teatro cittadino, da gennaio sono finite le sovvenzioni pubbliche per il gruppo di anziani teatranti e se abbiamo continuato lo abbiamo fatto tutti volontariamente e la regista pure gratis, ma lei dice che questo gruppo le piace moltissimo, è una sfida importante per il suo lavoro, così siamo diventati “free lance” e… siamo andati avanti!
Per fortuna vari anziani del gruppo sono membri anche di un'altra associazione (è gente molto attiva e per niente pantofolaia), così abbiamo potuto fare le prove nella sede di questa nuova associazione poi, sempre tramite passaparola tra le conoscenze, una casa del popolo vicina ci ha ospitati per lo spettacolo nel loro teatrino ieri sera e abbiamo dato lustro all'apericena che avevano organizzato per la conclusione dell'anno sociale. La novità era che tutto quanto si svolgeva all'aperto quindi restava solo l'incognita del tempo, ma per fortuna da alcuni giorni la quasi-estate si è consolidata e la serata è stata perfetta, c'era anche la luna a cui sospirando dovevo fare riferimento nel corso di uno dei miei monologhi…
La maggior parte del pubblico proveniva dalla nostra zona, molti i parenti e gli amici che senz'altro erano ben disposti nei confronti degli attori, però mi è parso che gli applausi e soprattutto le risate fossero proprio autentici e di gusto. Bene! Ci siamo divertiti tutti, noi e il pubblico!
Qualche spettatore che mi conosceva solo di vista è venuto a dirmi:-La vedo da anni qui in giro, ma non avrei mai immaginato che lei fosse anche un'attrice… e così professionale!-
A me scappava da ridere: -E' il mio lato oscuro.-rispondevo.
Come mi era scappato da ridere quando la regista mi aveva assegnato la parte di Beatrice, quella di Dante: a me, che proprio dal parlare in fiorentino sono ben lontana! Ma lei ha detto che andava bene così. Era una Beatrice poco angelicata, che snobbava Dante e amoreggiava con un aitante giocatore del calcio storico fiorentino: mi ha proprio divertito costruire il personaggio.
Ora, da free lance, in autunno dovremo portare avanti il gruppo e cercare luoghi per presentare i nostri spettacoli, ma siamo ottimisti: la regista conosce molte persone nell'ambiente teatrale e la nostra compagnia ha senz'altro un tocco di originalità, non per niente è OVER 65!

 
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IMPOSSIBILE

Post n°1538 pubblicato il 15 Giugno 2018 da atapo
 

UN  COUP  DE  FIL

 


 

Mi torna in mente ogni tanto in questi giorni quella strana sensazione che provai per qualche secondo domenica scorsa, quando uscii dalla zona che era stata il cimitero e la cappellina di Gorgognano.
Mi venne da pensare: -Appena a casa telefono alla mamma e le racconto tutto quanto e le dico che ce l'ho fatta, ci sono tornata finalmente!-
Così come facevo in quelle domeniche in cui ero stata fuori magari in gita, la mia mamma aveva provato a telefonarmi alle 17 come era sua abitudine ogni domenica, era il nostro appuntamento nella settimana, non mi aveva trovata, ma io l'avrei chiamata al ritorno, per raccontarle la mia avventura domenicale… Era tanto tempo fa, non posso più farlo da quasi dieci anni ormai…
Ma qualche volta, molto di rado, questa idea mi passa ancora per la mente alla domenica pomeriggio, era da tanto che non mi capitava ed è tornata all'improvviso, mi ha lasciato una punta di malinconia.
Ora il telefono non è più necessario, lei sa tutto, era con me senz'altro durante quella gita così densa di storia e di vita, eppure...

 
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ALLA RICERCA

Post n°1537 pubblicato il 11 Giugno 2018 da atapo
 

RADICI

Erano anni che aspettavo questa occasione, l'anno scorso pareva si concretizzasse, poi saltò tutto perché il raduno a cui avrei voluto partecipare nei giorni vicini al mio compleanno capitò nel periodo in cui eravamo senza patente.
Allora tenevo d'occhio su facebook un certo gruppo che organizza attività ed eventi su quel territorio e finalmente qualche settimana fa una nuova proposta…
Parlo della valle di Zena, sull'Appennino bolognese, vicino al luogo di origine della mia mamma: il paese di Gorgognano, annientato dai bombardamenti sulla linea gotica nel 1944, che porta nella mia storia familiare il peso di eventi tragici, che avevo raccontato qui.
Questo gruppo per ieri ha organizzato un'escursione alla balena di Gorgognano e al paese fantasma: giro abbastanza breve e senza difficoltà, adatto anche a me. Così io e mio marito ci siamo iscritti, l'unica incognita rimaneva il tempo, ma finalmente dopo tanti giorni temporaleschi ieri è stata, almeno lassù, una giornata splendida, calda e soleggiata, bellissima.
Da Firenze due ore di auto per arrivare alla partenza della camminata: il navigatore ci ha indicato una strada secondo me più lunga di quella suggerita da GoogleMaps, ma l'aveva trovata il marito, guai a fare obiezioni! Comunque molto affascinante: ultima parte di strada sterrata e tortuosa, fra boschi fitti.
Prima sosta alla balena: una balena tra i monti? Certo, e molto vecchia, perché viveva nel Pliocenico, quando lassù c'era un golfo. Lo scheletro molto ben conservato è stato ritrovato nel 1965 da un contadino ed ora sta nel museo Capellini di Bologna. Nel punto del ritrovamento però l'Accademia delle Belle Arti ha messo una suggestiva riproduzione di questa balena, fatta in resina a grandezza naturale. E poiché non si conoscono i colori delle balene così antiche, è stata dipinta di bianco, in omaggio a Moby Dick. Sul versante della collina, sul prato verde e pieno si fiori, spicca da lontanissimo questo colosso bianco, che si vede da tutti i punti intorno. Un esperto di geologia ci raccontava di quei tempi lontanissimi, di fossili, di un paesaggio locale ben diverso dall'attuale, di questi sedimenti di sabbie e pietre fossili che conservano le tracce di conchiglie e animali marini, io ricordavo la gita al monte Adone, dove ne avevamo visti tanti…
Io ho aggiunto che la mia mamma mi parlava, ben prima del 1965,  del ritrovamento di una balena quando lei era piccola, cioè prima del 1929. Lo studioso ha detto che è possibile, perché lì di balene ce n'erano, e in quegli anni lontani la divulgazione e la conservazione dei ritrovamenti non erano certo comuni.


Agli organizzatori della gita avevo spiegato il mio interesse particolare per quei luoghi, quindi mi hanno considerato e presentato un po' come … esperta, anche se in realtà le mie notizie sono frammentarie, comunque in alcuni momenti sono stata contenta di aggiungere notizie o confermarne.
Poi ci siamo avviati verso il monte di fronte, tutto boscoso, ma una volta su quella cima c'era il paese di Gorgognano. Man mano che mi avvicinavo l'emozione in me aumentava: sì, c'ero già stata col fidanzato, tanti anni fa, ma proprio quel bosco intricato ci aveva fatto fermare presto senza poter salire. Invece ieri… la strada in salita non più asfaltata si fa largo sentiero, si arriva in alto: siamo in mezzo al bosco, c'è una specie di radura con alcuni avanzi di muri bassi ricoperti di vegetazione: tutto quello che resta della chiesa del paese e delle case vicine, ciò che si vede nell'antichissima foto che mi aveva mostrato mia mamma e che io avevo ridisegnato una volta… Lì c'è un grande cartello esplicativo con la storia e la vita del paese che era abbastanza importante, alcune foto di feste e gruppi di persone: guardo con attenzione, ma sono posteriori al 1929, quando i miei parenti si allontanarono da lì. Non vedo nulla di così antico.
Negli ultimi anni dei cittadini “eredi” di chi abitava lì hanno fatto pressioni e ottenuto che il luogo fosse preso in considerazione e che il suo triste destino diventasse un esempio della tragicità della guerra. Ecco allora il riaprire quella strada-sentiero, mettere cartelli, esporre le formelle di ceramica fatte dai bambini di una scuola venuti in visita, come una novella Via Crucis laica. E ogni due anni viene organizzato un momento di raduno e ricordo nell'area del cimitero (quello che persi l'anno scorso).
Poi proseguiamo il cammino verso il cimitero, la strada è sempre nel bosco, chiedo alla guida se è il vero tracciato antico e mi dice di sì, penso con un brivido alla mia mamma che la percorse in quel freddo inverno per seppellire la sua mamma… Ora c'è tanto sole, è una piacevole passeggiata tra alberi, cespugli, fiori, farfalle di tanti tipi diversi, è difficile immaginare la storia lontana… Il cimitero ora è uno spiazzo con l'erba alta tagliata per poter accedere alla cappella, il muro è rimasto più o meno, ricoperto di vegetazione, c'è un'alta pianta di fiori rossi selvatici da una parte.


Le tombe non esistono più, furono fatte a pezzi dalle bombe. La cappellina è intatta, ora è sconsacrata, vi si può entrare. L'altare di pietra è disadorno, ci sono croci di ferro scuro e pezzi di lastre dalle tombe che sono stati tenuti a ricordo: dice la guida che sono i più belli rimasti, infatti alcuni hanno belle decorazioni, uno conserva tracce di una scritta, parole lasciate a metà dall'essere spezzato. Mi avvicino per decifrare quelle poche lettere e ho un tuffo al cuore: si intuiscono parole di commiserazione, tipo “i tuoi cari” “dolore senza fine” e una data.: “21 febbr”. Mi vien da pensare che potrebbe essere la lapide della mia nonna, quello doveva essere il periodo, mi cullo con quest'idea probabilmente impossibile, ma è come se mi desse una traccia e un ricordo concreto di quella nonna che non ho mai avuto… L'emozione mi toglie quasi il fiato, lì vicino c'è un vecchio quaderno dove, dice la guida, le persone che salivano quassù in visita, parenti degli abitanti, hanno scritto frasi di ricordo e suppliche che non si lasciasse cadere nell'oblio quel luogo e la sua storia. Sfoglio tutto il quaderno, la mano mi trema: la mia mamma era salita quassù a volte con suo fratello, o chissà se qualche altro mio parente… inutile! Non trovo nessuna firma conosciuta. Allora in un altro quaderno a disposizione, attuale, scrivo la mia dedica e il mio pensiero, un ringraziamento e un ricordo a nome della mia nonna, del nonno, della mia mamma e dei suoi fratelli, ormai tutti partiti per l'altra stanza…
Ecco, ora posso uscire, mi batte forte il cuore e sento di aver riannodato finalmente quel legame che mi mancava con le mie origini, penso alla mia mamma, credo che stavolta sia stata contenta della mia visita: ora non è vero che “non c'è più niente”, la memoria pian piano si sta ricostruendo, la gente sa, ricorda e trasmette alle nuove generazioni. Cercheremo di tornarci con i nipoti.

 

La discesa si fa per un altro sentiero, antica strada, ancora più impervio, boscoso e fitto di vegetazione: quando sbuchiamo sulla strada principale da un altro versante, le piante si richiudono dietro di noi, a custodire le memorie di un antico paese e dei suoi abitanti. Non è facile distinguere il punto di accesso…
Concludiamo la gita dal pastore lì vicino, con gli assaggi (e gli acquisti) dei suoi formaggi squisiti. E ci racconta del suo lavoro e dei lupi che girano lì intorno…

 
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LA TRIBU' A SCUOLA

Post n°1536 pubblicato il 07 Giugno 2018 da atapo
 

 

FINE SCUOLA

 


 

Domani sarà l'ultimo giorno di scuola.

E lo vivo da nonna, come ormai mi succede da diversi anni.

Ci sono state le feste di fine anno: nell'istituto frequentato da tre dei miei nipotini non c'è più la dirigente terribile che da due anni aveva proibito TUTTO e timidamente qualcosa è stato organizzato, niente a che vedere con le iniziative del passato che coinvolgevano tutti insieme in un bel pomeriggio in cui la scuola era veramente aperta, tra giochi, spettacoli, buffet, pesca di beneficenza...

Ora ogni classe o gruppo di classe che lavorano insieme ha organizzato per sè, ormai anche a causa del ricambio degli insegnanti certe tradizioni si sono perdute. I tempi cambiano...

I nonni hanno partecipato dove hanno potuto, cioè in certi casi gli spazi erano ristretti per cui erano invitati solo genitori e fratelli. Però possiamo rivedere i piccoli spettacoli attraverso i video girati dai genitori e complimentarci lo stesso coi protagonisti, i quali poi si esibiscono volentieri solo per i nonni nel loro repertorio di canti, mentre i genitori ormai li sanno a memoria perchè sono stati il tormentone a casa nelle settimane precedenti, per ripassarli...

Invece alla scuola materna di Diletta i canti e la consegna dei diplomi ai bimbi di cinque anni li hanno fatti nella palestra, con tanto spazio anche per i nonni! E' la palestra della scuola in cui ho insegnato per 25 anni. Mentre stavo lì davanti a Diletta e ai suoi piccoli compagni ripensavo con nostalgia a quei 25 anni, a quanti spettacoli lì dentro mi avevano vista organizzatrice e trepidante conduttrice e "domatrice" di tanti bambini... alle sudate incredibili e ai batticuori perchè tutto filasse liscio, davanti al pubblico di familiari o bambini anche delle scuole francesi che avevamo ospiti!

Sempre aperta a tutti è anche la festa all'asilo nido di Cesare, dove prima di lui sono passati i suoi tre fratelli maggiori: ormai questo nido lo conosciamo come le nostre tasche. Sempre brave sono le educatrici che ogni anno per divertire il pubblico diventano attrici di una fiaba, stavolta era "Il lupo e i sette capretti" e il lupo ha fatto piagnucolare qualche piccolino. Lì abbiamo scoperto che è nato un amore folle tra Cesare e una bimbetta tutta nera con tante treccioline e ricciolini sulla testa: stavano tutto il tempo ad abbracciarsi e sbaciucchiarsi...

Quest'anno è successa una cosa nuova per Martino: le maestre hanno cominciato a dare ogni tanto come compito nei fine settimana delle piccole ricerche su argomenti vari, nati dalle curiosità dei bambini oltre che dai programmi, per esempio ci sono stati Marco Polo, il caucciù, l'inquinamento ambientale, i delfini...

Allora Martino al venerdì pomeriggio o al sabato veniva a casa nostra a cercare notizie nei miei libri per ragazzi che ho conservato, se non trovava nulla al sabato faceva un salto in biblioteca. Pian piano è diventato sempre più autonomo ad organizzarsi il lavoro che all'inizio gli era molto difficile.

Talvolta gli argomenti riguardavano luoghi famosi di Firenze e so che successivamente andavano a vederli ed erano i bambini che facevano da ciceroni ai compagni: bella idea! Ultimamente Martino doveva cercare notizie su alcuni luoghi di Firenze meno famosi dei soliti: mi disse che li aveva scelti perchè gli piacevano i nomi: lungarni, piazza e ponte Santa Trinita.

-Mai sai dove sono? Li hai mai visti?- gli ho chiesto.

-No!-

Allora un pomeriggio, dopo che è uscito da scuola, sono andata in centro con lui e abbiamo fatto una bella passeggiata, con la carta turistica, per esplorare quella zona della città. Gli ho raccontato un po' di cose, ho risposto alle sue curiosità di bambino, sono andata al suo passo e al suo ritmo. Lui sulla mappa segnava il percorso e i punti importanti, con molto impegno. E' stata una bella esperienza, le ore sono volate e siamo ritornati parecchio tardi, tanto che è stato meglio concludere con una pizza al taglio prima di riprendere il bus.

Se lui era stanco, io ero stanchissima, però ero molto contenta di quel tempo sola con lui, cosa che non era mai accaduta.

Ho fatto con malinconia il confronto con i tempi in cui ero insegnante: allora due ore a passeggio per il centro, insieme alle spiegazioni, le facevo con almeno una ventina di bambini e alla fine... mi rimanevano ancora le forze!

 

 
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GITA VERDE

Post n°1535 pubblicato il 03 Giugno 2018 da atapo
 
Tag: viaggi

TANTO  VERDE

 


 

Avevamo appuntamento venerdì mattina in uno dei soliti paesi sui monti tra Toscana ed Emilia, per visitare l'ennesima casetta proposta da internet.
Erano già diversi giorni che dovevamo decidere un secondo passaggio, autonomo stavolta, dalle parti di un'altra casa già vista che ci era piaciuta parecchio, ma poichè si trova in una zona residenziale fuori paese io volevo capire bene, percorrendola, come era la stradina pedonale che "taglia" la provinciale e permette di scendere al centro senza usare l'auto.
I paesi delle due case sopra citate sono naturalmente parecchio lontani uno dall'altro, in due zone e in due province diverse. A me era venuta un'idea: perchè non approfittare della giornata prevista di bel tempo e fare un giro tra i monti? La prima casa al mattino poi con comodo si arriva alla seconda nel pomeriggio... ormai che siamo fuori, consideriamola una gita.
Mio marito è stato d'accordo. Con Google avevo guardato la sera prima il percorso possibile e panoramico, che toccasse anche luoghi piacevoli da vedere: più di 90 Km! Al marito avevo taciuto questo ultimo piccolo particolare...
La visita alla prima casa è andata bene, nel senso che ha parecchi aspetti positivi, diciamo che è tra le "papabili", anche se con qualche scalino di troppo. Il gatto che sonnecchiava sul piccolo prato davanti alla porta di ingresso e che ci ha scrutati incuriosito prima di allontanarsi con aria di sufficienza pensando senz'altro: "Chi sono questi che vengono a disturbarmi?"... ecco, questo gatto bianco e nero mi ha reso la casetta ancora più simpatica. Si trova in paese, ma su una piazzetta tranquilla, non molto lontano ci sono, oltre a ristorante e pizzeria, ben due negozi di alimentari e la ferramenta, importante, dice il marito perchè se si rompe qualcosa e servono chiodi con urgenza...
Salutata l'impiegata dell'agenzia e risaliti in auto iniziava la nostra gita fai-da-te sull'Appennino tosco emiliano. Sul navigatore il marito ha tentato di impostare l'itinerario che gli indicavo dall'atlante del Touring, ma il navigatore si rifiutava di accettarlo! Ci mandava ostinatamente da altre parti lungo autostrade e strade più "normali".
Allora sono cominciate le lamentele: -Ecco, una delle tue proposte di viaggi pazzi! Mai che tu scelga strade normali! Chissà come sono queste! E io che ti dò retta e mi ritrovo in posti impossibili...-

C'è un fondo di verità: io sono un tour operator avventuroso, mi piace andare per paesini e lande poco conosciute, è così che si scopre il meglio... Dopo i percorsi in Basilicata, i giri sulle Cevennes e il passo dell'Agnello mio marito è diventato molto diffidente alle mie proposte... però alla fine di ogni viaggio dice che abbiamo visto luoghi molto belli.
Niente navigatore dunque, saremmo andati all'antica: atlante aperto sulle ginocchia, il navigatore lo avrei fatto io. E subito l'incubo del passato, quando era così ad ogni viaggio con errori e confusioni nelle indicazioni, frequenti litigi e arrabbiature perchè chi guida non si rende conto che il navigatore dovrebbe avere quattro occhi, due sulla strada e due sulla carta e spesso le decisioni non si riescono a prendere abbastanza in fretta... Ecco, ho pensato, sai che bella giornata di stress è in arrivo!
Invece è andata bene, ho trovato subito le direzioni giuste.
Ed è stato un viaggio bellissimo, immersi nel verde, lungo tortuose strade provinciali a volte un po' dissestate, costeggiando fiumi appena usciti dalla sorgente, passando da un bosco all'altro: querce, castagni, faggi, robinie... Queste ultime ora sono in piena fioritura, sono boschi bianchi di grappoli, quasi una magia. Poi ancora prati dall'erba altissima e punteggiata di fiori colorati, iris selvatici sui toni dell'azzurro in folti gruppi o allineati lungo la strada, enormi cespugli di rose selvatiche fiorite e non sono mica dello stesso colore: vanno dal bianco a tutte le tonalità di rosa fino al rosso chiaro, non ne avevo mai viste tante varietà! Il giallo degli ultimi maggiociondoli in fiore si mescola al giallo delle prime ginestre...  Ogni tanto gruppi di case, piccole frazioncine con edifici rustici o villette graziose, dove ogni giardino ha un'esplosione di rose di ogni tipo e colore. Molti cartelli VENDESI su quelle case, una tentazione, ma sono così isolate ed obbligano all'auto per ogni necessità.
Verde, verde, tanto verde bellissimo e squillante. Mentre ci addentravamo scavalcando monti mi sentivo pian piano più leggera, come se respirassi meglio: avevo sentito dire che il verde rasserena, insieme all'aria pura della montagna poi... Ne avevo la conferma.
All'ora di pranzo (un po' attardato) sosta a Pavana, il paese di Guccini, ma la scelta è stata casuale, dovuta all'orario e all'ispirazione della trattoria.
Più tardi altra fermata vicino a un bosco per la pennichella, cullati dallo scroscio dell'acqua di una cascata nascosta tra le felci e i faggi.
Finalmente siamo arrivati al secondo paese in cui volevo controllare la strada: lasciata l'auto al parcheggio l'abbiamo affrontata dal paese, cioè salendo verso la zona residenziale in cui si trova la casetta ambita. E' una breve passeggiata quasi tutta nel bosco o costeggiando i giardini molto alberati di alcune villette: piacevole, ma soprattutto all'inizio in salita abbastanza ripida, noi non siamo abituati, ci è venuto subito il fiatone e questo rendeva molto perplesso il marito. Arrivati in cima abbiamo riguardato con calma la casa, che è veramente completa e interessante, della misura giusta, con gli spazi giusti interni ed esterni, poi siamo ridiscesi in paese... verso il piccolo supermercato che vende di tutto... ma che è l'unico negozio, oltre al tabaccaio, un albergo e un ristorante.
E qui mio marito ha detto che no, non ci siamo, troppo poco per la sopravvivenza. Ma io credo che anche la salitaccia abbia contribuito alla sua decisione... Così cassata anche questa proposta! Peccato...
A questo punto non ci testava che tornare a Firenze per la via più rapida: strada nazionale e autostrada.
Fine di una bella gita con negli occhi ancora tutto quel verde rilassante e il sole che ci ha accompagnato quasi sempre, il verde e la luce era come se li sentissi dentro di me e speravo che la loro serenità mi avrebbe accompagnato almeno per qualche giorno.

Però restava il dispiacere per l'ennesima casa quasi perfetta che dobbiamo cancellare.

 
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