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Messaggi di Luglio 2018

ANDIAMO NELLE MARCHE

Post n°1548 pubblicato il 31 Luglio 2018 da atapo
 

 

PICCOLA VACANZA

 

Dove eravamo?

Gli annunci pubblicitari ripetono che le Marche sono la terra ideale per le vacanze e noi, da bravi cittadini consumatori, abbiamo ubbidito: la nostra vacanza al mare dei giorni scorsi è stata nelle Marche. Il percorso ha tagliato a metà l'Italia, da ovest (Firenze) a est (mare Adriatico) e siamo approdati a Civitanova; da lì, verso nord o verso sud? Non dovendoci allontanare troppo, causa l'attesa della chiamata da parte dell'ospedale per la visita ecc. di mio marito (per la cronaca: non hanno ancora chiamato) ci siamo diretti a nord e fermati nel primo paese con un'area di sosta camper, tra le più economiche che io avessi trovato nelle mie ricerche: Porto Potenza Picena, il nome è quasi più grande del paese!

 


 

Ci siamo trovati molto bene: luoghi ordinati, gradevoli, spiagge libere con i servizi essenziali, stabilimenti balneari a prezzi molto ragionevoli con ristoranti di pesce da leccarsi i baffi, nel paese negozi di ogni tipo e due supermercati, il tutto raggiungibile a piedi in salutari passeggiate nei viali ombreggiati da palme e tigli, costeggiati da palazzine al massimo di tre piani ognuna col suo giardinetto pieno di alberi, siepi e fiori. Una meraviglia: è proprio vero che circondarsi dal BELLO è una medicina per lo spirito.

 


 

E vita tranquilla di spiaggia, perfino mio marito stava volentieri in riva al mare, sotto l'ombrellone, da cui si alzava alle tredici per il pranzo al ristorantino: pesce di ogni genere, ogni giorno il collaudo di un piatto diverso... peccato non poter prolungare la vacanza per assaggiarli tutti!

Un pomeriggio, la navetta gratuita ci ha portato nell'interno alla cittadina-madre, Potenza Picena, dove una simpatica guida turistica ci ha accompagnato in visita guidata nei luoghi storici, compreso un piccolo antico teatro ancora in funzione, che è una vera chicca. E, prima di tornare sulla costa, la serata si è conclusa con una degustazione (una vera cena) di vini e prodotti tipici.

 


 

Insomma, il relax che ci voleva nel caos delle nostre vite. L'ultimo giorno lo abbiamo passato a Macerata, prima del ritorno a Firenze: una nostra conoscente originaria di quella città ci aveva raccomandato di andare a visitarla, diceva:-Non la conosce nessuno, invece è proprio bella!- E aveva ragione, ci sono palazzi signorili, begli scorci di paesaggi, tutto è curato e tranquillo.

 

Macerata, orologio astronomico

Sì, anche stavolta le Marche non ci hanno deluso, lontano dalla folla dei principali flussi turistici ci hanno offerto una bella vacanza!

Peccato che ancora in troppi luoghi ci siano tracce evidenti degli ultimi terremoti...

 

 
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ECLISSE

Post n°1547 pubblicato il 28 Luglio 2018 da atapo
 

LA  LUNA  E  LORO

 


 

Imperdibile l'eclisse e la luna rossa di ieri sera, ma da dove ammirarla?
La mia nuova casa è sistemata in modo che non è facile vedere la luna: ha solo due piani e altri edifici troppo vicini. Nella casa precedente invece la luna mi accompagnava per gran parte della notte…
Attorno alla casa di mia figlia ci sono ampie zone a giardino pubblico, da lì si vede bene… e se avessimo accompagnato i nipotini ad una uscita astronomica, degna di essere ricordata per tutta la vita?
-Ma non c'è bisogno di andare al parco, ha detto mia figlia interpellata al telefono, dal nostro giardinetto la vediamo benissimo la luna!-
Così ieri sera poco dopo le 21,30 io e il nonno eravamo a casa dei nipoti. Il loro papà era uscito per una cena con amici, c'erano i bimbi e mia figlia.
Ecco, la luna è stata il pretesto per una bellissima serata insieme. Non ci vedevamo da prima della nostra vacanza al mare e loro avevano una gran voglia di stare con i nonni. La luna color rosso cupo e Marte rosso brillante sotto di lei hanno affascinato tutti e ci hanno fatto compagnia nel buio del loro piccolo giardino illuminato fiocamente da due lanternine. Avevano trovato anche un binocolo, hanno ascoltato con attenzione la spiegazione del perché di quello strano fenomeno, con le storie di stelle, pianeti, miti nati dalle emozioni degli uomini di tanti millenni fa  che restavano attoniti davanti a ciò che non capivano, proprio come loro in quel momento… Martino diceva che a scuola aveva già studiato un po' di quegli argomenti, ma non se li ricordava: un ripasso sussurrato nel buio del giardino ammirando il cielo è stato senz'altro più affascinante.
Li colpiva il “viaggio” evidente di pianeta e satellite sopra le loro teste, a cui finora non avevano fatto caso, e più tardi lo “scoprirsi” veloce della luna che tornava ad essere chiara.
Una seratona insomma, finita molto tardi perché dopo abbiamo guardato insieme un cartone animato, “Oceania”, tutti sul divano con i bimbi accoccolati tra gli adulti.
Me li sono goduta tanto, è stato uno di quegli incontri pieni di complicità e di affetto che non si dimenticheranno.

 
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VIA !

Post n°1546 pubblicato il 13 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

TUTTO  PUO'  SUCCEDERE

 

E tutto è successo! Si parte. Ora.

Il tempo di chiudere le ultime borse per la sistemazione nel camper. Senza riscaldamento, ma l'acqua calda dovrebbe funzionare... tanto siamo in estate!

Come (quasi) sempre la decisione all'ultimo minuto, un giorno per preparare tutto. 

Che dire? prendere o lasciare.

Il mare sarà l'Adriatico, nelle Marche, dove? Vedremo, in quelle zone non ci siamo più stati da decenni, tranne Fano qualche anno fa.

Sono talmente stanca che non assicuro di tenere molti contatti qui, ma tanto non sarà una vacanza lunga...

Arrivederci!

 
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ESTATE 2018

Post n°1545 pubblicato il 09 Luglio 2018 da atapo
 

SENZA  PROGETTI

 

Giampaolo Talani, Rotte traverse

 

Anche quest'anno il destino riesce a rovinarci l'estate.
Ora non sono restauri di case, suoceri, patenti scadute, ma stavolta bisogna incolpare la sanità pubblica: a causa dei tempi lunghi, dei rinvii, dei malfunzionamenti di questo e quest'altro certi miei "restauri" medici abbastanza impegnativi e prolungati nel tempo è andata a finire che sono iniziati lo scorso mese e dureranno fino a settembre. Perchè quando ti arriva finalmente la CHIAMATA  dalla lista di attesa, dopo tanto che attendi... NON SI PUO' RIFIUTARE!
Si potrebbe poi fare un po' di vacanza in settembre... ma NO!

Perchè anche mio marito è in certe liste di attesa per della fisioterapia improrogabile e nonostante tutte le mie sollecitazioni affinchè cercasse velocemente di prenotarsi prima di agosto quando vanno tutti in ferie anche i fisioterapisti, è riuscito a farsi rispondere "E' inutile che le cominci ora che non si riuscirebbero a finire prima di agosto, la inseriamo a settembre."

Così è svanita la speranza di "restaurarci" entrambi nello stesso periodo ed essere poi liberi almeno a fine estate.
Ma io che ho bisogno assoluto di mare non mi ero ancora arresa: tra le analisi, gli esami di controllo, le visite che mi riguardano avevo individuato alcune "finestre" di giorni liberi in cui poter andare via da Firenze. Una finestra ora in luglio dalla fine di questa settimana, una più lunga in agosto, ma in agosto pensare di andare al mare è quasi un suicidio con tutta la ressa e i prezzi alle stelle anche nei campeggi e nelle aree di sosta per camper.
Per il mare è senz'altro meglio luglio, ma non potremmo andare nemmeno troppo lontano o fissare un albergo perchè mio marito aspetta dall'ospedale un'altra chiamata di quelle che non si possono rifiutare per una visita ortopedica e le misure di un tutore al polso: potrebbero telefonare alla sera e dirgli "Si presenti domattina" (conosco lo stile) quindi mica possiamo essere a grandi distanze.
Tutto si può superare, mi dicevo, ma ora mi sto proprio arrendendo: il camper con cui dovremmo partire non è stato aperto dall'autunno scorso e c'era da far revisionare l'impianto di riscaldamento e acqua calda che aveva dei problemi, "tanto c'è tempo" è la filosofia del marito che però ora ha male a un polso e non riesce a fare nulla e figuriamoci se l'appuntamento col meccanico, in questo periodo, te lo danno così al volo.
Insomma la vedo quasi impossibile che si parta alla fine di questa settimana, quindi il mare si riduce a pochi giorni, troppo pochi, o salta del tutto. Tanto LUI del mare non ha bisogno...
Almeno avessimo già la casetta in montagna per andare al fresco, sarebbe meglio di niente!
Poi, chissà, tutto può succedere...

 
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VETRI

Post n°1544 pubblicato il 07 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

PICCOLO  INCIDENTE


 

Ero in centro, ero ferma sul marciapiede di una via che sbuca su una delle piazze principali di Firenze. Stavo guardando le posizioni delle strisce pedonali, perché con tutti i lavori in corso cambiano spesso i percorsi per pedoni e autobus: volevo attraversare la piazza e inoltrarmi in una strada dove si trova una certa gelateria… ideale per le cinque del pomeriggio di un giorno d'estate!
Non c'era molta gente a piedi in quel momento, in compenso vari autobus si incrociavano verso la piazza.
A un tratto sento un gran botto e davanti a me vedo schizzare da tutte le parti, in basso, una rosa di pezzi di vetro di tutte le dimensioni, che mi cadono intorno; tra i più grossi riconosco parte di un fondo giallo di bottiglia, pare di birra.
Non mi sono resa conto da dove provenissero: forse era nella strada e un bus l'ha schiacciata? O forse… mi è passato dietro un ragazzo che ora è alcuni metri più in là e si sta allontanando, ha una bottiglia di birra in mano, ha un'aria poco raccomandabile… che abbia fatto lui una stupida bravata?
Sono abbastanza scossa, guardo intorno, guardo in basso: sulla gamba destra vedo due piccoli tagli, i vetri mi hanno colpito. Sembrano poca cosa, ma dopo un attimo uno dei tagli comincia a sanguinare di brutto. Lo asciugo con un fazzolettino di carta, faccio qualche passo… una striscia sottile di sangue mi scende per la gamba. Così non va, mica posso girare per il centro e le mie commissioni asciugando il sangue che cola…
In centro dovrebbero esserci farmacie, ma per l'agitazione non ne ricordo nemmeno una. Per fortuna in una strada laterale vedo tra le insegne la croce verde lampeggiante e mi avvio. Tre passi, una ripulita, tre passi … e così via.
In farmacia racconto alla dottoressa l'accaduto e lei entra subito in agitazione: -Deve andare al pronto soccorso! Ora chiamo l'ambulanza!-
-Veramente non mi pare così grave: io vorrei solo disinfettarmi e mettere un cerotto, devo fare delle commissioni ancora, poi torno a casa.-

La convinco, lei e la collega mi fanno accomodare nel retro, mi dicono che c'è il rischio che sia rimasto del vetro dentro e premendo un po' sulla ferita mi chiedono se sento male. Bella domanda! E' proprio la parte della gamba in cui ho perso la sensibilità a causa del problema neurologico, non posso collaborare. Allora esaminano le  ferite con la lente di ingrandimento, non scoprono niente di sospetto, fermano il sangue premendo per qualche minuto, disinfettano e mettono il cerotto. E mi lasciano andare, raccomandandosi però, se nei giorni seguenti dovesse riprendere a sanguinare o ci fosse un inizio di infezione, di andare subito al pronto soccorso.
Ho cercato di fare il più rapidamente possibile le commissioni indispensabili (acquisti di libri che avevo promesso ai miei nipotini) e sono tornata a casa.
In ogni caso, gran delinquente chi ha tirato la bottiglia nella strada: se al mio posto ci fosse stato un bimbo sul passeggino? Era proprio all'altezza!
Per fortuna le ferite si stanno richiudendo senza problemi, però che rabbia!  Mi sono rovinata uno dei rari pomeriggi che mi prendo di libertà, niente gelato, niente passeggiata da turista shopping compreso, una bella paura...

 
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NUOVI ABITANTI

Post n°1543 pubblicato il 02 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

LE  STAGIONI  DELLA  MONTAGNA

 


 

Ormai da più di sette mesi io e il marito giriamo per i monti di Toscana ed Emilia alla ricerca di questa fantomatica casa-perfetta per le nostre prossime estati al fresco (aggiornamento per chi mi segue: nessun risultato ancora!).
Ripassiamo periodicamente per le stesse strade e le stesse vallate, inseguendo via via le nuove offerte che che incontriamo, stiamo vivendo le quattro stagioni di queste montagne.
Cominciammo, ricordate, in un tardo autunno che aveva già sopportato una nevicata distruttrice di molti alberi, viaggiavamo per paesaggi spettrali spesso immersi nella nebbia, a volte c'era la neve, ma soprattutto un freddo terribile, certi boschi di faggi o castagni avevano alberi centenari contorti e rugosi che così senza foglie assumevano aspetti spettrali e fisionomie di personaggi strani, pareva di essere nel mondo di Harry Potter.
E' arrivata la primavera e tutto è cambiato: il verde nascente ha addolcito tutto, i fiori spontanei e multicolori di montagna hanno riempito i prati, poi le robinie si sono imbiancate di grappoli, anche i castagni hanno fatto lunghi mazzetti di fiorellini bianchi, c'è stato il periodo delle roselline selvatiche, dei rovi e biancospini, tantissime farfalle incontriamo ogni volta.
Ora verso l'estate i boschi sono splendidi, ombrosi e freschi, tanto che nelle ultime "esplorazioni" dopo aver visitato le case non ci siamo più affrettati a scendere a Firenze, ma ci è piaciuto attardarci  ad "esplorare" anche i dintorni con qualche passeggiata. Con un po' di rammarico: se avessimo già trovato e comprato la casa ci rifugeremmo già lassù, perchè qui a Firenze il caldo sta diventando pesante.

Durante questi nostri viaggi sto vedendo anche qualcosa che non mi aspettavo: in inverno molte case lungo le strade e nei paesini erano ben chiuse. Potevano essere disabitate, spesso hanno il cartello "IN VENDITA" e questo spopolamento mi metteva tanta tristezza, oppure gli abitanti in quelle ore potevano essere al lavoro nei paesi vicini e lasciare tutto chiuso manteneva il calore all'interno.
Ora nella buona stagione invece le case aperte sono molte di più, coi fiori alle finestre, col bucato steso fuori, qualche anziano seduto sulla porta...
E mi avevano colpito, stesi sulle reti o sui fili da stendere,  qua e là degli strani tappeti dai disegni orientali di stili per nulla tipici di queste zone.
Poi ho visto in alcuni paesi qualche donna velata coi suoi bambini dai capelli neri ricci e dai vivacissimi occhi scuri...
Poi ho incontrato gruppetti di giovani Africani che sfaccendavano nei giardini di alcune case o si affacciavano alle finestre, altri che uscivano di casa e aspettavano la corriera alle fermate...
Allora ho capito che sta succedendo: questa nuova popolazione sta evitando lo spopolamento delle montagne... e di case vuote ce ne sono tante!

E di boschi da tenere in ordine ce ne sono tanti! E di spazio per loro ce n'è ancora tanto... su quei monti da cui molti Italiani si sono allontanati.

Per questi immigrati non sarà facile ambientarsi in quei luoghi, in quel clima, ma credo si impegneranno a sfruttare queste opportunità che saranno sempre migliori delle guerre e della fame da cui sono fuggiti. E allora che siano i benvenuti, nuovi abitanti della montagna.

 
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