Creato da lascrivana il 19/09/2010
poesie prose e testi di L@ur@

Un passo indietro per farne uno avanti.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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Un passo indietro per farne uno avanti.

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ambiguità e mistero. (clik)
Inviato da: ROSSA.LUNA40
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Sicuramente enri; però quelli buoni. Buona festa a te.
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i mostri non sono mai noiosi:-) buon 31 october laura
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Ciao Lu. Dipende dagli attimi... Alcuni mi Piace pensare...
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Buongiorno a te.
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Letizia: modelli ambigui.

Post n°906 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da lascrivana

Una soffice coltre di neve aveva iniziato a ricoprire la montagna; e la luna, che faceva capolino tra le cime degli abeti, ne rischiarava il candore delle piccole chiazze bianche depositate sui rami. Come Renato e Letizia, imboccarono la strada del villaggio, furono accolti da un’enorme zucca luminosa posta su un grosso palo di legno: proprio vicino all’insegna che indicava la via del ristorante. Per l’occasione la gente del villaggio aveva adornato le proprie case con lucine arancioni; e zucche illuminate sparse nei giardini: erano davvero un bel vedere. I ragazzi, mascherati da zombi, streghe, spaventapasseri e scheletri; se ne andavano in giro da porta a porta per il dolcetto scherzetto; non mancava nemmeno la strega pupazzo che bruciava su una pila di rami e di tronchi. Letizia rimase letteralmente affascinata dall’atmosfera fiabesca che regnava in quel luogo; e non poté fare a meno di emettere continui gridolini di meraviglia; specie quando incrociarono un gruppetto di bambini vestiti di zucca: i loro costumi erano realizzati con feltro color arancio; mentre in testa portavano un cappello a tronchetto marrone striato di verde.

-Ma guarda, quanto sono carini quei bimbi Renato!-

-Guarda i loro genitori come li accompagnano orgogliosi e felici … piacerebbe anche a me avere un figlio-

- Non vorrai ricominciare con la storia del matrimonio Renato! Guarda che i bambini sono solo belli da vedere; mica da crescere!-

-Accidenti Letizia! Ma da dove ti viene tutto questo pessimismo?-

-Tu hai frequentato solo donne libertine che te l’hanno data senza problemi. Le mie amiche, tutte felicemente sposate, non fanno altro che lamentarsi dei figli viziati ed egoisti di oggi. Nonostante la presenza costante dei genitori, i ragazzi, non fanno altro che impasticcarsi e fumare canne per motivi futili;durante la notte, bevono oltremodo e s’inebetiscono in locali densi di fumo con la musica ad alto volume; per poi alzarsi tardi la mattina e andarsene in giro come zombi-

- Magari avranno i loro problemi-

-Si, una vita troppo facile e dei genitori che li adorano. Ogni sciocchezza è un buon motivo per urlare contro l’ingiustizia della vita! E’ ingiusta se un genitore li sgrida e cerca di dargli un’educazione; è ingiusta se cerca di portarlo dai nonni e dai parenti; e invade la propria privacy se cerca di dargli una morale. Insomma sono questi i gravi problemi che li portano rifugiarsi in felicità effimere, come la droga e l’alcool-

-E’ meglio cambiare discorso Letizia; non sopporto questa tua acidità stasera. Magari i ragazzi non sono più quelli di una volta ma hanno affrontato una vita difficile! Lo sai bene che l’essere umano è abbastanza complesso; e se non ha la possibilità di misurarsi con un’esperienza più forte che aumenti la sua autostima, finisce con il sentirsi inappagato e inadeguato!-

-Uno dei motivi per cui non ho mai rinunciato a te, nonostante la tua precarietà Renato: è la tua intelligenza e sensibilità… sono certa che saresti un buon padre-

-Allora? Perché non rispondi SI alla mia proposta di matrimonio?-

-Perché tu Renato, mi hai insegnato ad amare una vita diversa; mi hai fatto capire che mangiare la solita minestra, alla lunga disgusta. Che è più bello ritrovarsi di tanto e amarsi ogni volta come se fosse la prima; piuttosto che sguazzare nella monotonia di una vita di coppia … io avrei voluto un matrimonio quando avevo ancora vent’anni; prima ancora che tu mi ferissi con i tuoi continui tradimenti. Prima ancora di farmi provare l’ebbrezza di stare nelle braccia di altri uomini …-

-Mio Dio che ho fatto? Ho creato un mostro!-

Nella voce roca e profonda di Renato, si percepiva una nota di rimpianto e di colpevolezza. 

Letizia, non aveva nessuna voglia di continuare a discutere quella sera; così cercò di deviare la conversazione su altri argomenti; anche perché ormai erano quasi giusti al ristorante.

Laura

 

 

 

 

 
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Letizia: una strega birichina.

Post n°905 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da lascrivana

Renato sgattaiolò via dalla casa di Letizia prima che i suoi genitori rientrassero; non aveva nessuna voglia d’incontrarli, né tantomeno dare spiegazioni per quella sua improvvisata: in fondo la sorpresa non aveva sortito l’effetto sperato! Il rifiuto di Letizia alla proposta di matrimonio gli bruciava da morire.

Non aveva nessuna voglia di rinunciare al suo proposito; così decise di trovare il modo di convincerla senza metterle fretta.

Per quella sera organizzò una cenetta romantica fuori; il fatto che fosse la fine di ottobre, e che i locali fossero agghindati per l’evento: lo aiutò a mettere in atto il suo piano.

Per l’occasione, prenotò in un ristorante vicino allo chalet di montagna di un amico; che si fece prestare per l’occasione:non aveva ancora esaurito il desiderio di passare ancora del tempo solo con lei.

 Renato passò a prenderla per le venti; salì in casa di lei solo il tempo di salutare i suoi e di aspettare che finisse di prepararsi. Quando mise piede nel salone, stentava a riconoscerla: per l’occasione, Letizia, aveva scelto di vestirsi con un costume in tono con la serata. I capelli, di un rosso tiziano, le scendevano morbidi sulle spalle; gli occhi, di color grigio verde, erano messi in risalto da un ombretto verde brillante. Il vestito che portava addosso, era tremendamente sex con l’orlo sfilettato e la vertiginosa scollatura che lasciava intravedere un corsetto di pizzo nero; sembrava una vera strega.  

- Sei una splendida strega mia cara Letizia. Sono sbalordito per la tua trasformazione! –

- E non è ancora finita, qui Renato; stasera ho intenzione di mettere in pratica le mie arti magiche-

-A quanto pare, non hai ancora finito di sorprendermi-

Una volta in macchina, Renato, non poté fare a meno di lisciare le gambe di Letizia; l'effetto serico dei collant sotto il palmo della mano : lo eccitò ulteriormente.

-Cerca di prestare più attenzione alla guida Renato!-

Lo rincalzò Letizia con una nota di rimprovero: -La colpa è tua letizia; non avresti dovuto indossare questi lunghi stivali assassini-.

Letizia concordò con lui; l’aver deluso le sue aspettative in merito alla proposta di matrimonio l’aveva fatta sentire in colpa… Così aveva deciso di sorprenderlo con una mise sex e arrapante. Gli stivali grigio topo che aveva scelto, avevano un tacco vertiginoso e coprivano tutto il ginocchio: lasciando libere le cosce piene.

Letizia, non era la classica donna magrolina, e nemmeno alta; comunque sia, faceva la sua bella figura con tutte le curve al posto giusto. Il continuo allenamento fisico le regalava una vita stretta; glutei sodi, e una pancetta a malapena percettibile. 

-Che ne dici Letizia, se saltiamo il ristorante e andiamo direttamente allo chalet?-

- Io dico che è meglio prolungare l’attesa dell’idillio; perché bruciare subito le tappe?-

- Come sempre hai ragione. Comunque, donde evitare brutti incidenti, copriti le gambe con il mantello; altrimenti non potrò più rispondere delle mie azioni-.

Letizia lanciò la testa all’indietro in un’argentina risata, e poi si affagottò nel mantello. 

-Va meglio così? Comunque anche tu sei bello stasera…mi piaci vestito così -

Renato aveva scelto apposta d’indossare uno smoking nero; voleva conoscere la sua opinione in merito di abiti da cerimonia. Non voleva deluderla il giorno che finalmente avrebbe potuto coronare il suo sogno d’amore con Letizia; e dal modo in cui lei lo guardava, aveva capito di aver colto nel segno: sembrava veramente colpita dal suo abbigliamento.

- Saresti uno sposo davvero fantastico-.

Ammise Letizia, con uno scintillio di desiderio negli occhi.

 

Laura

 

 
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Letizia: le fasi dell:amore.

Post n°904 pubblicato il 26 Ottobre 2014 da lascrivana

Renato e Letizia decisero di rimanere in casa per quei due giorni; poiché Franco e Marina -genitori di Letizia- al loro rientro avrebbero sicuramente interrotto il loro idillio. Furono giorni meravigliosi; avere a disposizione la casa solo per loro: era stato un privilegio ambito e inaspettato. Una coppia di veterani, che ha sempre avuto la disponibjilità assoluta del proprio nido, non può sapere cosa si prova ad avere finalmente uno spazio proprio. Diedero libero sfogo alle loro fantasie: tutte quelle stravaganze erotiche, che una casa propria, poteva suscitare in una coppia appassionata. Già, l’aver fatto all’amore sul tavolo della cucina, o nella doccia, oppure sul tappeto del salotto: era una piccola soddisfazione per loro, che avevano agognato quel momento ogni qualvolta il desiderio era subentrato prorompente in presenza dei genitori di lei.

-Vedi Renato, se noi fossimo sposati da chissà quanto tempo, oggi non avremmo provato il brivido del proibito; per sopperire questa mancanza avresti dovuto trovarti un amante! E invece eccomi qui… Non sono tua moglie, non sono la tua amante; sono solo una donna che sa regalarti momenti unici. E poi non dirmi che con le altre non hai già sperimentato queste posizioni; magari lo fai abitualmente … però farlo con me è stato più appagante! Ammettilo!-

- Non nego che questi due giorni con te siano stati unici e meravigliosi… e che quello che ho provato, è stato a dir poco straordinario. Solo che rimango ancora dall’idea di volerti sposare. Ti prego Letizia dimmi di si!-

- Io dico che sposarci ti renderebbe infelice. Sei troppo abituato alla tua indipendenza; non hai nessuna responsabilità nei miei confronti. Sei sempre uscito con donne diverse e di qualsiasi età, senza avere una moglie che intralciasse le tue varie fasi: da ragazzo avevi il classico “complesso di Edipo” e andavi a letto con donne più grandi di te; poi, con l’avanzare dell’età, ti ha colto la sindrome di Peter Pan, e hai scelto di frequentare ragazze di gran lunga più giovani di te; pensa che l’ultima aveva compiuto 18 anni solo da qualche mese!-

-Sapevo che raccontarti tutto di me non era una buona idea, e che alla fine mi si sarebbe ritorto contro!-

- Questo mi ferisce Renato… io sto semplicemente dicendo la verità-

- E me la devi proprio spiattellare così crudelmente in questo momento… cosa non darei per tornare indietro e dimostrarti che sono un uomo diverso-

-Le cose non vanno così Renato… non si può tornare indietro; e se tu mi avessi sposato anni addietro, oggi saresti pentito di averlo fatto. Me lo avresti urlato contro tutte le volte che avremmo litigato. Ti saresti persino maledetto come fanno la maggior parte dei mariti!-

-Acida Letizia… acida e crudele. Infliggi parole che sembrano spilli, tanto pungono quando escono fuori da quella bocca deliziosa … bocca che avrei voglia di divorare di baci anche in questo momento-.

Non fini nemmeno di dire la frase, che si chinò sulle sue labbra piene e invitanti, e la travolse in un bacio lungo e appassionato. Si distaccò da Letizia, solo per urlarle contro le labbra ancora socchiuse, che lei era l’unica donna che amava, e che avrebbe fatto di tutto pur di dimostrarle che sposarlo era la scelta giusta.

Dal canto suo, Letizia, non aveva nessuna voglia di controbattere ancora; desiderava godersi in santa pace le poche ore rimaste prima del rientro dei propri genitori.

 

Laura

 
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Letizia. Proposta di matrimonio.

Post n°903 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da lascrivana

Per Letizia, quell’anno la primavera arrivò in anticipo; e questo naturalmente non si riferisce alla stagione: bensì a Renato. Arrivò che era autunno inoltrato; quando già il primo freddo iniziava a farsi sentire; e i comignoli sulle case a fumare. 

Arrivò come un soffio di vento: leggero e inaspettato. Letizia era intenta a innaffiare le piantine sulla veranda, quando la sagoma familiare di Renato comparve all’orizzonte. Si avviava verso la sua casa con passo veloce; con un impeto e un’euforia che la lasciò interdetta. Non appena ebbe accorciato la distanza che li separava, facendo gli scalini a due a due, la abbracciò sollevandola di peso.

-Ehi! Non ti aspettavo. Che magnifica sorpresa!-

Esclamò Letizia, prima che Renato le tappasse la bocca con un bacio lungo appassionato; e a fatica si distaccò da lei, per paura che sua madre potesse comparire all’improvviso. 

- Stai tranquillo Renato, i miei non ci sono e non torneranno prima di domani-

Lo sguardo che Letizia lanciò a Renato, era abbastanza eloquente; avevano aspettato anche fin troppo quel momento; e prima ancora che se ne accorgessero, si trovarono avvinghiati nel suo lettino: con la bocca di Renato che sembrava volesse divorarla tutta, mordicchiando e assaporando ogni centimetro del suo corpo. 

Dopo aver appagato i loro desideri: si sedettero sul lettino per fumare una sigaretta. 

-Sai Letizia … penso che sia arrivato il momento di sposarci; mi sei mancata molto in queste ultime settimane-

-La vecchiaia inizia a farsi sentire eh Renato? Ecco perché sei tornato prima del previsto – 

Il tono ironico di lei, non sfuggì di certo a Renato; anche se questo non fu sufficiente a smontarlo dall’idea del matrimonio. 

-Dai Renato! Non puoi dire sul serio! Tu hai bisogno dei tuoi spazi; della tua libertà…-

-Questa vita di nomade mi ha stancato. Ho bisogno di crearmi una famiglia, di costruirmi una casa… ho bisogno di passare più tempo con te!-

-Non dire sciocchezze! Siamo insieme da 15 anni; ne abbiamo passato di tempo insieme!-

Affermò Letizia, spegnendo la sigaretta nel posacenere posto sul comodino; e avviandosi in cucina, sentendo il desiderio di prepararsi un buon caffè.

Renato la seguì a sua volta: ben deciso a non abbandonare l’argomento.

-Ma Santo cielo Renato, non dirai sul serio? Ormai sono molti gli uomini che decidono di restare single! Pensa che da quando avete preso questa saggia decisione, secondo le statistiche, la durata della vostra vita è aumentata -.

-Smettila di scherzare Letizia!-

- Non sto scherzando Renato! Non mi sento di assumermi la responsabilità di sfatare questi sondaggi –

- Che fai? Mi prendi per i fondelli? Guarda che se continui così dovrò punirti -

Per tutta risposta, Renato, spense la macchinetta del caffè, e si buttò Letizia sulle spalle come un sacco di patate: ignorando le sue proteste.

Si avvicinò al tavolo della cucina, e la fece sedere sopra. Dopo essersi sistemato comodamente tra le sue gambe; mise in atto la sua punizione. Un castigo che Letizia gradì tantissimo.

Laura

 

 

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Letizia.

Post n°902 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da lascrivana

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Letizia aveva molti amici; non perché fosse molto simpatica, o brillante: semplicemente perché lei aveva deciso che così fosse; in effetti, anche se scopriva che qualche amica aveva sventolato il suo segreto – lei se ne fregava! Tanto i suoi malumori si leggevano in viso come un libro aperto. Nonostante i suoi quarant’anni suonati, viveva ancora con i suoi. Aveva una relazione con un uomo volubile, che non si era mai deciso a prenderla in moglie: andava e veniva come la primavera. Una storia che si trascinava sin da ragazza; e che non aveva mai avuto il coraggio di troncare. In fondo, a lei stava bene così: niente legami e niente rottura di scatole se rientrava tardi o flirtava con altri uomini. Lei aveva il dono di accettare le persone così com’erano; e allo stesso modo pretendeva che lo facessero anche gli altri. Poco importava che alla fine decidessero di evitare la sua compagnia: aveva armi a sufficienza per conquistarsi nuove amicizie. Difficilmente portava rancore, o inimicizia; i suoi sentimenti erano scevri d’invidia e ipocrisia. Lo sapevi subito quando era infastidita per qualcuno o per qualcosa: il broncio che teneva lasciava poco spazio ai dubbi. Acida, si! Lo era a volte, anche troppo in alcuni casi; forse era proprio questo che la rendeva particolarmente amata: almeno non nascondeva la propria contrarietà in merito a situazioni poco favorevoli nei suoi confronti. Anche Renato, il suo compagno di sempre, la adorava proprio per questa sua peculiarità: era acida anche con lui, chiaramente quando la metteva in condizione di esserlo. Mentre, uno dei motivi per cui Letizia amava Renato, era la capacità di ammettere i propri errori, e il modo in cui sapeva chiederle scusa: ogni qualvolta lei tirava fuori gli aculei, lui le regalava un nuovo libro; conosceva bene la sua passione per la lettura! In particolar modo i romanzi rosa.

-Ah l’amore!- diceva sempre Letizia – l’amore… è il sentimento più bello e nobile che potesse animare questo mondo. Essere innamorati è fantastico; è un vortice di forti sensazioni molto contrastanti tra loro; amore e gelosia; desiderio e passione; rabbia e indignazione. Era come vivere su una giostra; a volte girava così forte da farti perdere l’equilibrio-.

Per Renato, lei era il sole, la primavera, l’estate; il porto sicuro, dove ancorare dopo il suo naufragare in nuovi continenti. Forse un giorno si sarebbe anche deciso a sposarla e a piazzare le tende definitivamente; ma per ora andava bene così. Il suo lavoro di rappresentante in una nota casa farmaceutica lo portava sempre in giro per il mondo; a volte persino all’estero. E poi, tra l’altro, amava molto viaggiare: quindi le ferie, li passava sempre lontano da Letizia; raramente avevano condiviso qualche vacanza.

Il motivo per cui Letizia continuasse ad amarlo, era inspiegabile perfino a se stessa. Magari era proprio per quella sua duttilità caratteriale; o solo perché, in fondo, a lei piaceva la vita che faceva Renato: avventurosa e ricca di nuovi espedienti.

Laura

 

 
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Poche e ripetute parole.

Post n°901 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da lascrivana

Ancora una volta mi ritrovo a dover abbandonare per qualche settimana il mio blog. Non nego che lo scrivere mi manca così come aggiornare il blog con nuovi post di riflessioni, o con racconti scaturiti della mia fantasia.

Così, lontana dal web, mi sono dedicata alla lettura; vi sembrerà strano … ma con la lettura di nuovi libri: vi rivedo e rivivo mentalmente tutti; anche perché penso che molti di voi, in passato o nel presente, abbiano letto e condiviso, più d’uno dei libri che in questo momento sto leggendo io.

Mi ritrovo in molti dei pensieri dello scrittore; e mi rendo che si tramandano negli anni, da individuo a individuo; ciò nonostante, mi sorprendono ed emozionano sempre! Così come lo può fare un tramonto sul mare, o un sole che sorge da dietro le colline. Molti di voi trovano noioso il continuo ripetersi degli eventi e dei pensieri; e non hanno la capacità di rivivere ogni attimo come se fosse la prima volta! Poi capita che la malasorte ci colga all’improvviso, e ci troviamo a combattere con una natura aggressiva e poco condiscendente; così, quando tutto quello che in passato ci sembrava monotono, in quei momenti drammatici: ci manca tantissimo. 

E ora, mi mancate voi. Mi auguro che il problema tecnico che mi tiene lontana da voi, possa risolversi al più presto; intanto, approfitto di questa pausa forzata, per arricchire la mia creatività.

A presto …

Laura.

 

 
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L'altra faccia della medaglia: Il lieto fine.

Post n°900 pubblicato il 09 Ottobre 2014 da lascrivana

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Il comportamento di Cristina, lasciò Luke alquanto frastornato; non riusciva a capire perché avesse adottato quell’atteggiamento nei confronti di Doroty… sembrava quasi gelosa. Eppure non era la prima volta che entrava nel pub in compagnia di belle ragazze; cosa mai ci aveva visto di diverso in Doroty, da indurla a comportarsi in quel modo. Quella notte Luke si rigirò nel letto, agitato e confuso; il volto corrucciato di Cristina non gli dava tregua. Si alzò, andò in cucina per prepararsi un caffè; dopo aver messo la macchinetta sul fuoco, prese una tazza dalla credenza. Manco a farlo apposta, la mano cadde su quella del bar: regalo di Cristina. Ne ricordò il sorriso raggiante, quando, al riparo dallo sguardo del proprietario del pub, gliela infilò nella tasca. Lui aveva cercato di restituirgliela, asserendo che l’aver confessato che preferiva gustare il caffè in quella tazza; non doveva farla sentire in obbligo di rubarla per lui. Cristina gliela ripose in tasca dicendo, che comunque nessuno se ne sarebbe accorto! Poiché di tazze al bar se ne rompevano tante.

Senza nemmeno accorgersene, si trovò a sorseggiare il caffè , indugiando più a lungo del solito sul bordo della tazza: immaginando che fosse il labbro inferiore di Cristina. Questo pensiero lo lasciò interdetto; anche perché improvvisamente i suoi sentimenti per lei stavano prendendo un'altra piega. Si ritrovò di nuovo nel letto, eccitato e smanioso; come se fosse stato colpito da una febbre improvvisa. Pensò a lei continuamente anche il giorno successivo; si sentiva strano. Rifiutò tutte le richieste delle ragazze di accompagnarlo al pub quella sera; dedicandosi con maggiore impegno al lavoro che svolgeva con lo zio nella salumeria, nel tentativo di scacciare quel desiderio ossessivo di stringere Cristina tra le braccia; e di fare l’amore con lei fino allo sfinimento.

Rientrò in casa presto quella sera; e dopo aver piluccato qualcosa per cena: si ritirò nella sua stanza.

Non aveva per niente sonno; così decise di andare a fare un giro fino al bar. Come entrò nel locale, si trovò puntati gli sguardi meravigliati degli astanti: Luke che si recava al bar da solo era una cosa veramente insolita.

Questo turbò ulteriormente Cristina; pensando che fosse venuto da solo per riprendere il discorso interrotto da Doroty di ritorno dal bagno, la sera precedente. Non aveva nessuna voglia di litigare ; e per evitare che ciò accadesse si fece sostituire al banco e si recò ai tavoli per prendere le ordinazioni. Era sabato , e il locale affollato, era complice in questo suo sfuggire da Luke.

Anche se a dire il vero, lui non ci aveva provato nemmeno a rivolgerle la parola; e poi la guardava in modo diverso: il suo sguardo penetrante, la sconvolgeva. Più volte, sbagliò nel prendere le ordinazioni; tanto che alla fine stremata chiese al proprietario di fare una pausa perché non stava bene.

Si avvicinò al banco, proprio al fianco di Luke che se ne stava tranquillo seduto sullo sgabello, chiedendo un bicchier d’acqua al collega che stava al bar.

-Ciao Cristina! Cos’hai? Non… non ti senti bene?-

-Si Luke… io ti chiedo scusa per ieri sera..-

-No… non devi chiedermi scusa… -

- no…ti prego, credimi… sono stata davvero una stupida-

- Ti devo confessare, che la tua gelosia mi ha sbalordito-

- Non so cosa mi è preso Luke-

- La cosa strana sai qual è Cristina? … e che alla fine questa cosa mi ha preso talmente, che mi ha scatenato l’effetto contrario. Ha portato alla luce una passione che incoscientemente covavo per te… Ti amo Cristina-

Quella dichiarazione d’amore, così a bruciapelo, mandò in estasi Cristina, che per tutta risposta, lo abbracciò baciandolo con trasporto. Travolti dalla passione, non si accorsero nemmeno che i presenti del bar li guardavano sbalorditi e divertiti; tanto da accompagnare le loro effusioni con un applauso.

Laura

 

 

 

 

 
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L'altra faccia della medaglia: la rivolta delle pecorelle smarrite.

Post n°899 pubblicato il 08 Ottobre 2014 da lascrivana

Vedere Doroty che faceva le moine a Luke, disturbava parecchio Cristina; tanto da essere tentata di versarle il drink che aveva richiesto, su quella bella testolina rossa. Non potendo fare altro, cercò di concentrarsi sul vassoio; mettendo più attenzione all’ordinazione di Luke, e meno a quello di lei. Insieme ai drink, portò in un piattino delle specialità dolciarie del bar, che lei stessa preparava per racimolare qualche soldino in più; naturalmente scelse delle paste più grasse: un vero attentato per la linea perfetta di Doroty.

In meno di un minuto, le passarono per la testa una miriade d’idee vendicative per toglierle quel sorrisetto di trionfo, che di tanto in tanto, Doroty lanciava in sua direzione.

Cristina sapeva bene che non aveva nessun diritto a essere gelosa; così decise di ovviare per la seconda opportunità – almeno fare in modo di mantenere la preziosa amicizia di Luke-. Ahimè! Non le restava che assecondarlo nella sua scelta e farsi benvolere anche da Doroty; tanto a vendicarsi ci avrebbero pensato le pecorelle smarrite che lo stesso Luke aveva cercato d’indirizzare sulla giusta via.

Suo malgrado, non poté fare a meno di ridere quando una delle pecorelle, sbadatamente, versò il drink che stava sorseggiando sul vestito della povera Doroty; ma, a quanto pare, non era finita lì! In effetti, l’ilarità di Cristina, crebbe quando la ragazza nel tentativo di smacchiare il vestito, usò il tovagliolo sporco di sugo delle tartine che aveva appena imboccato.

Insomma un disastro sull’altro. Doroty, visibilmente irritata, si alzò per andare in bagno a sistemarsi; ma le perfide ragazze, ne approfittarono per precederla e recarsi in bagno prima di lei: in modo da farla aspettare fuori la porta il più a lungo possibile.

A Luke, che non gli era sfuggita nemmeno una virgola dell’accaduto; visibilmente contrariato approfittò dell’assenza di Doroty per avvicinarsi al bancone. Cristina, nel vederlo sopraggiungere così accigliato, si tolse subito il sorriso di bocca; facendo finta di strofinare delle macchie immaginarie sul ripiano del mobile bar, imprecando contro un ipotetico cliente sbadato. 

- Beh Luke ti serve qualcosa?-

-E inutile che fingi di non sapere nulla! Ti ho visto sai che te la spassavi allegramente, nel vedere le mie “pecorelle smarrite” come sei solita definirle tu, che si davano affannosamente da fare per infastidire Doroty-.

- Scusa Luke, che colpa ne avrei io? Ti ha dato di volta il cervello? Che ti succede? Siccome non puoi prendertela con loro; ti sfoghi con me! Guarda amico che hai sbagliato strada. Non è da me che ti devi guardare le spalle; bensì dalle tue protette -

-Non chiamarle protette; e nemmeno pecorelle smarrite! Sono solo delle ragazzine sciocche e viziate!-

- Non sono stata io ad averle illuse Luke; o speravi che non avessero sognato di te. Hai usato il tuo carisma per condurle sulla retta via; e loro hanno pensato che tu ricambiassi il loro ardore-

-Sei una strega Cristina! Sono certo che sotto, sotto c’è il tuo zampino. In fondo hai sempre criticato il mio modo di pormi con le ragazze-

-Non ti ho criticato per gelosia; bensì perché ero certa che alla fine, queste ti si sarebbero rivoltate contro! Attentando alla tua privacy. Proprio com’è successo poc’anzi-

-Chissà perché non riesci a convincermi … forse perché non mi è sfuggita l’ aria soddisfatta che t’illuminava il viso e accendeva il sorriso, mentre le ragazze infastidivano Doroty-

A interrompere la conversazione, ci pensò Doroty di ritorno dal bagno; prontamente Luke la prese sottobraccio e la portò in un angolo più appartato del bar.

Cristina, che in cuor suo sapeva che Luke aveva ragione, fece finta di sentirsi offesa per le sue supposizioni; ripromettendosi di non rivolgergli lo sguardo e la parola per tutta la sera.

Laura

 

 

 
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L'altra faccia della medaglia: gelosia e irrazionalità.

Post n°898 pubblicato il 05 Ottobre 2014 da lascrivana

Quel fatidico sabato sera, a Cristina, Luke parve più bello del solito: indossava camicia bianca e pantaloni di gabardine neri. I lunghi capelli biondi gli scendevano sul collo a caschetto: lisci e lucenti. Si sentii tremare dall’emozione, quando i suoi occhi, grigioverdi, si posarono su di lei; ricambiandone timidamente lo smagliante sorriso che nel varcare l’uscio del pub, lanciò in sua direzione. Una gioia che ben presto fu offuscata dalla gelosia: la ragazza che accompagnava Luke, era di straordinaria bellezza; lunghi e folti capelli rossi le incorniciavano un viso minuto e perfetto. Incrociò subito i suoi occhi azzurri, messi ancora di più in risalto dal trucco pesante. Le labbra, laccate di un rosso vivo, erano piene e sensuali. A dire il vero, emanava erotismo da tutti i pori: una di quelle donne che al suo passaggio non si poteva fare a meno di voltarsi per ammirarla. 

Cristina, nel vedere quella ragazza, capì che la perfezione esisteva; bella dalla testa ai piedi.

Quando la coppia si avvicinò al banco del bar, non poté fare a meno di complimentarsi: -Accidenti Luke! Stasera hai superato te stesso; davvero splendida la ragazza che ti accompagna -.

Il doppio senso dell’affermazione, non sfuggi di certo alla bella rossa, che parò il colpo con finta indignazione: -Ma, come Luke, sei solito portare qui le tue conquiste? Quindi io sarei solo una delle tante?-

- Ma, no cara, cosa hai capito? Sono solo pecorelle smarrite quelle che porta di solito –

Il tono ironico di Cristina, non sfuggì di certo a Luke, che infastidito, prese la rossa per mano e si allontanò dal tavolino senza nemmeno fare le solite presentazioni.

- Dai, Doroty, andiamo a sederci in un angolino appartato, lontano da occhi indiscreti -.

Cristina dovette ammettere con se stessa, che meritava la risposta di Luke; era stata veramente acida! Non era colpa sua se Doroty, con la sua avvenenza l’aveva messa in un’istintiva posizione di difesa. E poi, non poté fare a meno di avvilirsi osservando la sua immagine riflessa nello specchio dietro al bancone: lei era solo un’insignificante brunetta, con occhi e capelli castani.

 

Laura

 
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L'altra faccia della medaglia: il mondo che vorrei.

Post n°897 pubblicato il 30 Settembre 2014 da lascrivana

Cristina pensava di poter imparare dalla vita, più di quanto si potesse fare sui libri: per questo motivo, finita la scuola dell’obbligo, decise di andare a lavorare;iniziando con il fare la baby sitter. 

Il quartiere dove abitava le offriva ben poche possibilità di lavorare; ma in compenso aveva stabilito un forte legame con le famiglie che vi risiedevano. Avevo perso i genitori in età scolare; e zia Gemma, sorella del padre, si occupò di lei sino alla maggiore età; poi incontrò un suo coetaneo -vecchio amico d’infanzia- e convolò a giuste nozze con lui. Nonostante le insistenze di Roberto Ravel, il marito di zia Gemma, di andare a vivere in città con loro: Cristina decise di rimanere a vivere da sola nel quartiere. Il lavoro al pub le piaceva; e poi pensava: -chi si occuperà della spesa per le nonnine sole del quartiere? E dei bimbi che mi sono affidati dalle giovani coppie?

Cristina era un punto di riferimento per tutti; ogni qualvolta avevano bisogno di un aiutino si rivolgevano a lei; in compenso la aiutavano con le spese di mantenimento, che con il solo lavoro del sabato sera, non avrebbe di certo potuto affrontare.

Adorava vivere a stretto contatto con la gente; e anche con i giovani che frequentavano il locale dove lavorava; e aveva imparato anche ad adorare Luke. A dire il vero, non aveva mai pensato che potesse innamorarsi di lui: l'aria di Santità che assumeva con la gente, inizialmente la infastidiva –ritenendolo fanatico e petulante; poi fini con il rendersi conto che ormai non avrebbe potuto fare a meno della sua fede.

Quando era presa dallo sconforto, telefonava a Luke; qualche volta gli chiedeva anche di uscire per fare due passi insieme; oppure lo invitava a una delle festicciole del quartiere: che di tanto in tanto organizzava con alcune famiglie. Quando era necessario, Luke, aiutava Cristina anche a portare i più anziani per le visite di controllo; oppure organizzavano insieme qualche gita al lago. La piccola cittadella si trovava situata proprio ai piedi della montagna; e durante i freddi inverni, la neve eta cosi alta,  che si rimaneva isolati dal resto del mondo per diversi giorni.

Ed era proprio in quei giorni di sventura; che si manifestava la solidarietà tra le famiglie del quartiere. I più anziani erano accolti dalle coppie più giovani; che per l’occasione, adottavano i nonni temporaneamente. 

 

 

Laura

 

 
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C@nt@storie e L@ur@ hanno il piacere di presentare il racconto: "Insegnami da essere figlia", un viaggio nel tempo che mostra i due lati diversi della medaglia: Mentre nel passato ci troviamo davanti a una donna in grado di gestire una famiglia sin da giovanissima, ma anche molto ingenua e infantile per quanto concerne i rapporti sessuali; nell'ambiente odierno ci troviamo invece a dover affrontare una ragazzina impertinente che già a dieci anni sa tutto sul sesso e a dodici ha già avuto il suo primo rapporto, ma che non capisce un accidenti di come si manda avanti una casa.

 

Colpevole o innocente?