Creato da lascrivana il 19/09/2010

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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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Interazione

Post n°1387 pubblicato il 27 Aprile 2017 da lascrivana

Ci sono delle volte, che nel rispondere ai vostri commenti, il saluto mi appare superfluo; come se volesse spezzare quella continuità d’interazione che prosegue da post in post. Altre volte, il saluto mi sembra necessario e opportuno, per comunicare in qualche modo la mia presenza sul blog. Non sempre si ha qualcosa da dire, magari perché si capisce poco dell’argomento discusso e qualsiasi commento, potrebbe sembrare inappropriato; oppure perché lo trovi così completo da non sentire la necessità di aggiungere nulla. Altre volte ancora, un saluto affettuoso compensa quel desiderio di sentirsi uniti nonostante le distanze.  Insomma, la cosa più importante è il rispetto tra i vari blogger; a prescindere dal contenuto o dell’argomento trattato. 

 
 
 

Una nuova carta d'identità.

Post n°1386 pubblicato il 26 Aprile 2017 da lascrivana

 
Sensibilità, fiuto, istinto: sono doni che ci consentono di prevedere come possono rivelarsi, oggetti, persone, scelte nella nostra vita.
Finora le mie sensazioni non mi hanno mai dimostrato di aver sbagliato; nonostante gli sforzi per tramutarle in positivo.
In realtà, più il tempo passa, e più divento scaltra e saggia. Gli esseri umani siamo diventati prevedibili; e oggi con i social anche trasparenti. Quasi, quasi non si ha più tanto bisogno di portare un curriculum in una azienda per dimostrare che soggetto sei. Il nostro profilo sul web, le scelte di quello che postiamo; i pensieri che scriviamo, danno di noi un’immagine predefinita che consente all’altro di sapere in anticipo con che tipo d’individuo ci si confronta.
Si riconosce quando una persona è discreta e posta il minimo essenziale sui social; e quando una persona è chiacchierona e curiosa (come me), che ha preferito una community è un sito per esporre le proprie idee.
Poi ci sono quelle che per istinto sai già che non ti porteranno nulla di buono se per sfortuna incrociano il tuo cammino.
Sai dove soggiorna l’indifferenza, l’antipatia, la simpatia, l’affetto e la tolleranza. Intuisci chi ti rispetta, chi ti ammira, chi ti usa, e chi ti sostiene.
L’illusione ci consente di essere umani e di concedere a tutti una possibilità, ma anche due o tre. Alcuni ne concedono all’infinito, specie quando sono consapevoli che il loro atteggiamento danneggerà solo se stessi.
Chiaramente non mi sto riferendo al virtuale, bensì agli incontri nel reale, che cerco di decifrare meglio con le interazioni sui social web.
L’evoluzione ci consente un’identità di trasparenza a livello mondiale; anche se presenti il curriculum all’estero, si possono ottenere maggiori informazioni se si sbircia il nostro profilo web.
Dovrebbero mettere il nostro sito sulla carta d’identità insieme alla residenza.

 
 
 

Ricordi e canzoni.

Post n°1385 pubblicato il 23 Aprile 2017 da lascrivana

Mi piace ascoltare le vecchie canzoni, non solo per la loro musicalità ma anche per il contenuto. Una canzone di Venditti, di Dalla, di De Gregori, è una storia che ti riporta indietro negli anni. Pur se ancora bambina, quelle note avevano il sapore della libertà, della conquista, dell’evoluzione. Vedevo quell’uomo che si liberava dall’ignoranza contadina paterna per esplorare nuovi orizzonti. Frequentava l’università e contestava  le ingiustizie. Si affiancava alla donna che cercava parità, e allo stesso tempo la relegava in cucina e a far figli. Non era ancora molto coerente quell’uomo degli anni sessanta che si vantava di essere moderno portando a casa la sua bella svedese e facendosi stirare le camicie di mamma; si tronfiava parlando delle sue manifestazioni scolastiche, e poi chinava la testa innanzi al padre padrone, che ancora pagava i suoi studi. Sicuramente ognuno di voi avrà un ricordo diverso da questo, ma all’epoca la vedevo così, pur ammirandoli, riuscivo a distinguere i loro difetti. Nove anni sono pochi per giudicare, ma non per scrivere una pagina di diario con le proprie impressioni. Anche se non  l’ho verbalmente scritto, la mente ha conservato intatte emozioni e pensieri. Chiaramente la musica ha avuto un grande potere conservativo di emozioni, esse riemergono a fior di pelle solo riascoltandole.  E’ una sensazione straordinaria, che nonostante il peso degli anni, alleggerisce lo spirito riportando a galla sensazioni di spensierata fanciullezza.

 
 
 

Poiché gli amici ... sono così.

Post n°1384 pubblicato il 21 Aprile 2017 da lascrivana

Ritornare sui propri passi, anche solo per pochi istanti, giusto il tempo per immaginare come sarebbe stato se avessi deciso d’inoltrarmi in un sentiero diverso da quello già percorso.

Magari la mia vita avrebbe avuto un senso diverso da questo. Forse ora sarei una donna di successo; avrei in qualche modo cercato di finire gli studi e realizzato tutto quello che per obblighi familiari non ho potuto fare. Non è che per obblighi familiari intendi a delle forzature; bensì a delle scelte ponderate che mi hanno consentito di crescere insieme ai miei figli, non perdendo molto della loro infanzia per correre dietro chimere.

Ora che anch’essi hanno preso il volo per seguire i loro desideri, avrei più tempo da dedicare a quelli che sono i miei sogni. Così, in qualche modo cerco di compensare questi tempi incontaminati, con la scrittura.

Sono spazi inesplorati della mia mente, che ancora non conoscono limiti.

Le domande in sospeso, cercano risposte nella donna di oggi; quella che è diventata così grazie alle esperienze vissute.

So che questo tempo, se lo avessi vissuto quando ancora la mente era sgombra da tutte le responsabilità che si sono accavallate nel corso degli anni, sicuramente sarebbe stato più temerario. La mia impulsività mi avrebbe portato ad agire azzardatamente. Ora, invece, il tutto si svolge con la cautela tipica della maturità.

Negli ultimi anni, ho avuto la fortuna di conoscere persone che mi hanno aiutato tantissimo a vivere finalmente i miei obiettivi.

Li considero amici fidati; poiché con il loro modo singolare di comportarsi, mi hanno insegnato a credere in me stessa … e di sfruttare le mie potenzialità.

 

Mi sono stati vicini quando pensavo che ormai fosse troppo tardi per mettere a frutto le mie idee. Non so se mi seguono ancora con lo stesso affetto, e la stessa simpatia … in ogni caso io li porto sempre nella mia memoria. Essi sono i veri paladini del mio estro … sono, e saranno sempre i miei cari amici.


 
 
 

Ghiande come perle.

Post n°1383 pubblicato il 20 Aprile 2017 da lascrivana

Il video musicale che ho scelto, è una stupenda raccolta di luoghi fiabeschi; dalle casette di pietra con il tetto spiovente e a forma di guglia, alle strade acciottolate; dai ponti dalle colonne semi sgretolate -comunque solidi come una roccia- al verde degli alberi e delle colline circostanti.  E poi che meraviglia quei colorati fiori delle aiuole che recintano le case; per non parlare dell'azzurro del fiume che rispecchia la natura che lo incastona, rendendola infinita. Due passi ancora e ci si ritrova immersi in una radura selvaggia, dal terreno dissestato e dai secchi arbusti ravvivati da nuvole di delicati fiori selvatici.  Un sentiero alberato ci porta su una roccia a picco sul mare, dove le spumose onde che s’infrangono sulla battigia, scoprono percorsi di ghiaia che s’inoltrano nuovamente nel verde della natura confinante. Risaliamo sulle colline e c’inoltriamo in un paesaggio dorato, dove la terra ha vestito il colore del sole al tramonto.

E ancora cespugli di erbetta incastrate nel terreno roccioso, e nuvole che possiamo toccare con un dito se solo raggiungiamo la cima.

La natura è musica, poesia; è ricchezza che appartiene allo sguardo che sa coglierne la sua bellezza.

Non conosco il nome di questi posti, ma so che hanno lo stesso colore dell’erba delle colline che circondano la mia casa; il mare ha lo stesso odore di salsedine, e le pecore sono uguali a quelle che brulicano nelle nostre campagne.  Anche i ruderi delle nostre vecchie case, hanno lo stesso fascino di quelle delle immagini proiettate … lo so perché mi è capitato di vederlo sotto lo stesso fascio di luce che rendono il loro aspetto fiabesco. Immagini suggestive di luoghi d’infanzia che la memoria conserva,  e che colora i ricordi.  Con il tempo, l’edilizia ha sostituito i vecchi ruderi e ha innalzato case inghiottendo il verde delle colline, ma non ha di certo infangato le mie memorie … se chiudo gli occhi, mi rivedo bambina a raccogliere ghiande sotto la grande quercia, e a farne collane da indossare nei giochi.

C’è un proverbio che dice di non dare le perle ai porci, poiché non sarebbero capaci di distinguerle tra le ghiande; io invece le ho usato come perle nei miei giochi … erano anch’essi preziosi per me. Ecco perché ho sempre sentito falso e inopportuno questo detto.

 

 

 
 
 

Capita.

Post n°1382 pubblicato il 19 Aprile 2017 da lascrivana

Rimane ancora bianco il foglio, nonostante il flusso di pensieri che scorre disordinatamente nella mia mente.

Malinconia, nostalgia, inquietudine, rassegnazione, e un pizzico di ribellione.

Le bianche lenzuola che ricordano la mia prima notte di nozze, si sovrappongono alla tristezza delle persiane serrate della casa natia. Mentre il sinuoso movimento delle cime degli abeti, guidate dal leggero soffio del vento, mi trascina in una silente danza accompagnata dalla dolcezza della musica in sottofondo. Le notifiche dei social a cui sono collegata, mi distraggono dal mio narrare, mentre la mia mente curiosa sbircia tra le pagine del web in cerca di una soluzione alternativa.

Sono fatta così, da una cosa, passo all’altra. Avrei voluto avere il dono dell’ubiquità per fare mille cose contemporaneamente, ed essere in mille posti diversi. Purtroppo, come tutti, sono relegata in unica posizione che mi consente di fare una cosa per volta.

 

 

 
 
 

Ricorrenze che ci aiutano a riflettere.

Post n°1381 pubblicato il 14 Aprile 2017 da lascrivana

I buoni propositi non sono ancora scemati, la via che sto percorrendo sembra aver portato finora ottimi risultati; il che m’induce a proseguire.

Oggi si ricorda la morte di Cristo in croce; e non è il solo uomo a essere morto perché ha deciso di ribellarsi a un mondo di corruzione denunciando i colpevoli. Sono tanti gli eroi che in passato hanno contribuito a rendere migliore la nostra esistenza senza aver paura delle minacce; quelle stesse minacce che poi sarebbero diventate fondate.

Fortuna che le parole immortali trasmettano le loro idee di generazione in generazioni, rendendo giustizia al loro sacrificio.

Vivere il bene, porta bene … anche se si muore male.

Qui sotto tre testimonianze storiche che la tecnologia ha riportato ai nostri giorni.


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E l'alba di un nuovo giorno.

Post n°1380 pubblicato il 13 Aprile 2017 da lascrivana

E l’alba di un nuovo giorno, ed io mi alzo con il pensiero che anche oggi dovrò sacrificarmi. Apro il frigo e l’odore delle fragole delizia le mie narici. Mi preparo un bel caffè con latte, e spizzico un biscotto. Ne gusto il buon sapore per qualche secondo, e poi chiudo subito il sacchetto perché non m’induca in tentazione. Il frigo è colmo di verdure fresche e varie. Ho letto che la verza è un ottimo diuretico, però bisogna mangiarne il cuore crudo. La guardo, e mi armo di coltello, la depongo su un tagliere, e la ghigliottino. Sicuramente quella povera verza non si aspettava di essere immolata per Pasqua. E mentre le sue spoglie, sono state sepolte in una pentola, il suo cuore ha già trovato dimora nelle mie viscere.  No, non saranno i vermi a nutrirsi dei suoi resti, bensì lo consumerò a pranzo.

Se dovessimo salvare tutta la natura che vive, moriremmo di fame.

Salvate i vostri simili … ne hanno più bisogno.

Vedo più campagne contro gli animali che contro la violenza e l’abbandono degli anziani, dei poveri … e dei derelitti.


 
 
 

Erba di casa mia.

Post n°1379 pubblicato il 12 Aprile 2017 da lascrivana


Si avvicina pasqua, e ho deciso che quest’anno non mangerò l’agnello (anche se non l’ho mai mangiato) e non perché mi fa più tenerezza degli altri animali, semplicemente perché non gradisco il sapore dolciastro, o selvaggio di alcuni tipi di carne. In ogni caso, ho deciso di non cucinarlo, perché ho pensato che nutrirmi d’erba come lui, potesse migliorare il mio stato di salute. E ho anche deciso di sacrificarmi come lui. Da oggi sono ufficialmente l’agnello pasquale.

 
 
 

C'era una volta Libero

Post n°1378 pubblicato il 11 Aprile 2017 da lascrivana

 

C’era una volta Libero community, intrigante, seducente e facile da usare. Offriva a tutti la possibilità d’interagire con un mezzo di comunicazione che vestiva le personalità a proprio piacimento. Divertente, colorato, glitterato, evidenziava il nostro carattere attraverso le diverse interpretazioni del profilo. Al di la dei cambiamenti che si sono verificati nel portale nel corso degli anni, sono cambiati anche gli utenti, che stanchi del nuovo giochino, chi per un motivo, chi per un altro, ha iniziato a disertare la community. Qualcuno e scomparso definitivamente dal web, qualche altro ha naufragato in altri lidi, e qualcuno è pure morto. Poi ci sono quelli come me, che non hanno mollato, e sono ancora qui ad aggiornare e ad accogliere i nuovi arrivati con i nostri scritti.  Ne abbiamo fatto un quotidiano, un diario di bordo che condividiamo con chiunque abbia desiderio d’interagire con noi.

 

Perché ho scritto questo? Perché anche questa community è entrata a far parte della mia storia, e della vostra naturalmente. 

 
 
 
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