Creato da lascrivana il 19/09/2010
poesie prose e testi di L@ur@

Un passo indietro per farne uno avanti.

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Un passo indietro per farne uno avanti.

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Notte di Natale

Post n°921 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da lascrivana

La luna alta nel cielo illumina la montagna

A valle l'oscurità inghiotte la campagna

Le stelle disegnano note gioiose

Lasciando dietro scie armoniose

Un linguaggio nuovo insegna ai pastori

Che in una misera grotta è nato il Signore

Colui che il mondo avrebbe cambiato

Portando pace e amore per tutto il creato

Una cometa rischiara l'umile paesello

Indicando la dimora del divino bambinello

Maria e Giuseppe con sguardo adorante

Guardan sbigottiti la folla avanzante

Tutti avean ricevuto il messaggio divino

E carichi di doni avean affrontato il camino

Volevano onorare il piccolo redentore

Con quello che possedean di maggior valore

Pane, frutta, agnelli e formaggi

Ceste ricolme di verdure e ortaggi

Umili e gioiosi osannavano al suo cospetto

Salutando Maria e Giuseppe con stima e affetto

Essi erano stati i prescelti per diventare genitori

Di colui che li avrebbe colmato di gioie e dolori

Il miracolo d'amore accoglieva con un sorriso

i fedeli infreddoliti accorsi premurosi al divino avviso

Poichè tutti volean guardare da vicino

Il nuovo re del mondo

" Gesù Bambino!"

Laura

" Buon Natale"

( Così è più sentito. E poi avevo nostaglia di scrivere poesie... La magia del Natale mi ha ispirata... In fondo la vera festa, per me, è sempre stata legata all'anniversario della nascita del divino. Il fascino del presepe colpisce ancora).

Ps:Avrei voluto aggiungere l'allegato registrato, ma non ci sono riuscita.





 

 
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Buon Natale!

Post n°920 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da lascrivana

Siamo ormai quasi vicini alla festività del Natale. E non volevo lasciarvi in compagnia del mio post polemico. Purtroppo, la precarietà è una situazione che vivo da una vita; così come la maggior parte dei calabresi d'altronde. Pensa che noi speravamo di raggiungere, un domani, le stesse situazioni lavorative gratificanti del nord! E invece le cose si sono capovolte? Beh per ora lasciamo da parte questi problemi e godiamoci queste festività Natalazie. Il mio augurio e che le possiate passare in salute e in serenità insieme alle persone amate. Buon Natale a tutti!

Laura

 
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Mah!

Post n°919 pubblicato il 14 Dicembre 2014 da lascrivana

E' così caro governo -non faccio nomi perché sono tutti così omologati da definirlo senza ombra di dubbio- se finora la paura di perdere facilmente il proprio posto di lavoro ci sembrava una paranoia; tra poco diventerà realtà. Gli operai; gli impiegati e compagnia bella, già di per se incerti sul futuro -riceveranno ben presto il colpo di grazia.

Oh ma che importa! Tutto sembra risolversi per il meglio per le imprese che non si vedranno costrette a mantenere per sempre gli operai assunti! Come al solito i politici con il cervello da buon imprenditore non ci azzeccano nulla.

Eh già! Perché ora un lavoratore non si farà più facilmente una finanziaria per comprarsi un tetto; o un elettrodomestico, o qualsiasi cosa necessaria alla crescita  del mercato. La consapevolezza che così, di punto in bianco e senza una motivazione qualsiasi potranno perdere il posto di lavoro, li porterà a pensarci due volte prima di fare un passo azzardato. Farà il possibile per mettere risparmi da parte; perché anche la sua pensione è seriamente compromessa! Per non parlare dello stress che aumenterà a dismisura creando disagi a livello operativo! 

Ma dico possibile che siate cosi ciechi da non rendervi conto della gravità del danno sulla psicosi e sulle finanze? Possibile che non siate capaci di fare nemmeno il vostro interesse?

O pensate davvero che questa sia la soluzione migliore per le imprese?

Ricordate quando in passato vi dissi che se tagliate la mano dell'operaio, avreste anche perso le vostre finanze? E così che è andata! Prima mangiavate la nostra carne; poi ci avete spolpato le ossa; ora la nostre polvere offuscherà lo sguardo fino costringervi a scannarvi a vicenda per un goccio di sangue.

Aveva ragione il buon Dio quando diceva che l'uomo non sempre sa qual'è la cosa giusta per se stesso -e si riferiva a una sola testa- pensa a una moltitudine di politici e governatori!

Mah!

A pensarci bene le teste dei politici non potranno mai cadere -perché questo implica di averne una-.

Laura.

 
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il melograno.

Post n°918 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da lascrivana

 

Mi piaceva l'idea di aver un po di tempo in più da dedicare a me stessa; e a quelli che erano stati i miei sogni in passato; crogiolarmi nell'oblio riflettendo sugli eventi e il loro evolversi nel quotidiano; e mi piaceva farlo anche a tempo di musica.Ripensare ai melograni rossi e succosi; a quei piccoli rubini fittamente incastonati tra essi: tanto da formare un pigna lucida e luminosa.Mi piaceva pensare quel frutto, come all'essenza traboccante di uno spirito passionale: dal carattere focoso e battagliero; e dall'animo nobile con una mente proficua.Privato dal duro involucro che lo avvolge, il melograno, appare agli occhi come a una magica sfera: con il dono naturale di rivelare il cuore delle persone e sapere di cosa essi hanno più bisogno; e con la possibilità di poter esaudire ogni recondito desiderio, quello piu' nobile e depositato nell'inconscio: camuffato sotto le ignobili coltri dell'avidità e del consumismo.Nel momento in cui il melograno viene sgranato in due e diviso in più parti: da' la possibilità di beare più palati allo stesso tempo; persino i granelli avanzati divengono cibo per gli uccelli.Eppure esso è solo un umile frutto il cui albero e più simile a un rovo: tanto i suoi rami sono spinati.Anche le rosse more selvagge nascono dai rovi; così come le rose.La bellezza e la forza che il colore di questi frutti trasmette, è incentivata dalle piante che li ha generati: rude e spinosa; dai fitti rami imbrigliati tra essi, che proteggono con tenacia i suoi succosi pargoli; capace di deliziare, chi con mano impavida li coglie per cibarsi.

Il messaggio che la natura c'invia è abbastanza chiaro: proteggere con la forza della mente e la scaltrezza ciò che di più bello la vita gratuitamente ci ha dato il cuore...Esso anima le emozioni scaturite dalla sede del nostro cervello: batte più forte quando trabocca d'amore; e si contrae dolorosamente nella disperazione; galoppa in preda all'ansia e all'eccitazione; e ci rasserena con i suoi ritmi regolari nel riposo e nella tranquillità.Nonostante il groviglio metallico delle macchine che ci circondano; del martellare delle voci di protesta e indignazione; della cattiveria inflitta da un sistema malvagio è deleterio: il cuore rimane al centro del nostro essere -rosso e compatto come il melograno- ma capace di sgranirsi in tanti piccole particelle completamente integre.

"Non bisogna avere paura di regalare il proprioa amore; perchè il cuore non si frantuma in tante piccole schegge: bensì si sgrana in tante parti uguali".

Laura

 

 

 
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Il perdono per stessi.

Post n°917 pubblicato il 09 Dicembre 2014 da lascrivana

Non sempre quando si parla di perdono è riferito a quello che si concede agli altri; a volte si parla di quello personale. Ci si perdona per i propri fallimenti e per gli inutili sensi di colpa. Per non essere sempre stata all'altezza di ogni situazione; e per aver sbagliato nel giudicare. Per essere stati impulsivi e aver generato il caos. Insomma una serie di situazioni che ci mettono in uno stato di prostrazione e ci rendono incapaci di proseguire. A volte, capita che si accetti la malasorte come una punizione per gli errori commessi: come se fare sempre la cosa giusta fosse facile! Specie quando nemmeno si capisce quello che è giusto. L'unica sensazione che mi da la convinzione di aver fatto la cosa più corretta -almeno per me- è quello stato di benessere che raggiungo dopo una dolorosa scelta. La perfezione è difficile da raggiungere; anche perché per farlo bisognerebbe scendere a compromessi con stessi, però si può cercare di rendere la propria vita più facile. Caratterialmente scrupolosa, non mi riesce affatto difficile a complicarmela con le mie paranoie. Meticolosa nella scelta delle parole da usare nelle mie espressioni verbali-poco importano gli errori di dizione e di grammatica che sollevano l'ilarità altrui- bensì ci tengo che non siano offensive; e che siano ritrattabili - eh si! Perché mi capita sovente di cambiare idea- meglio mettersi al sicuro.

Laura

 

 
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Il perdono

Post n°916 pubblicato il 07 Dicembre 2014 da lascrivana

Lo raggiunsi

 con tono mellifluo e voce soave

Lo avvolsi 

nelle languide spire del mio piacere

Scivolò 

nelle ripide scoscese del gusto

Trattenni il fiato 

godendone il dolce sapore al palato

Ne imprigionati l'aroma 

nei meandri oscuri

delle mie memorie

Mi lasciai cullare 

dalla musicalità delle sue parole

Mentre le note 

come sinuose fiammelle

Illuminavano il centro del mio essere

Che umile e prono 

chinava il capo

Accogliendo con gioia suprema

La maestosità 

del

 "perdono".

Laura

 

 
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I mille volti della veritÓ.

Post n°915 pubblicato il 05 Dicembre 2014 da lascrivana

Spesso mi domando cosa è giusto? A volte le verità degli altri sono insostenibili per me! Eppure spesso viene usata per alimentare i sensi di colpa. Le verità delle diverse religioni; quelle illusorie dell'istituzione -che predica bene e razzola male- tutto è la contraddizione di tutto. In un mondo così ipocrita, si fa fatica a mettere a fuoco la propria identità. Ogni decisione che prendiamo, inevitabilmente trova la disapprovazione di qualcuno: rendendo più difficile la scelta. Spesso ci carichiamo di responsabilità che appartengono a molti; non a uno solo. Ognuno di noi ha l'obbligo di fare il suo, senza caricare le spalle degli altri: solo perché ci sembrano più larghe e più forti. Non nego che ho sempre apprezzato il ruolo di eroina; ma ciò non toglie che amo così tanto il mio prossimo da dividere con lui la gloria. A dire il vero, ho sempre condiviso generosamente ogni mio pensiero e ogni mio gesto solidale: vi assicuro che spesso ci sono riuscita anche bene. Ma si sa! Il male è dietro l'angolo, e subito pronto a mietere le proprie vittime. Si maschera sempre in maniera patetica; attira su se la compassione del prossimo, per poi rifilargli con destrezza il colpo di grazia. Il tutto avviene in una maniera cosi scaltra, che fai fatica a recuperare il bene coltivato : che nel frattempo, sembra che non aspettava altro che dileguarsi. A me rimane solo l'amaro in bocca e la consapevolezza di dire "io ci ho provato". E che cavolo! Ci riproverò ancora e poi ancora! Mollare non è mai stato il mio forte; però quando le cose diventano più difficili, insieme all'astuzia, uso la preghiera. Funziona! Fortifica lo spirito e determina le proprie azioni.

Laura

 
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Uno strano personaggio. Cap 2

Post n°914 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da lascrivana

Prima che Cecilia potesse chiedergli come mai fosse a conoscenza del suo nome, furono travolti da un improvviso acquazzone. Il ragazzo corse in fretta verso un'entrata secondaria del Castello; estrasse dalla tasca una chiave, e con quella sganciò il chiavistello del piccolo portone in legno antico, sprangato solo da una massiccia asse di ferro orizzontale.

L'odore di muffa e di chiuso, misto all'odore salino provienente dal mare impregnarono le sue narici.

Si girò verso il ragazzo, che a sua volta puntò lo sguardo nei suoi occhi neri come la pece; mentre quelli di lui avevano lo stesso colore del mare: messi ancor di più in risalto dai folti e lunghi capelli scuri; a dire il vero sembrava uscito da un vecchio romanzo storico. Il suo portamento regale, lo contraddistingueva da qualsiasi altro uomo avesse incontrato finora. Si sentiva attratta da lui come da una calamita; non riuscendo nemmeno a staccarne lo sguardo. Improvvisamente un ondata di calore le attraversò le viscere fino a depositarsi nel basso ventre. Travolta da un ondata di sconosciute sensazioni, ancora una volta, dimenticò di domandargli come mai fosse a conoscenza del suo nome. Una goccia d'acqua scivolò dai riccioli biondi di Cecilia, e si depositò dolcemente su una guancia; lui si avvicinò e la asciugò strofinando teneramente la gota bagnata. Il tocco caldo della sua mano, non fece altro che aumentare lo scompiglio di emozioni che lui le aveva provocato; solo allora si rese conto che non conosceva nemmeno il suo nome:

- Come ti chiami?- domandò tutto ad un fiato;

-Corrado-

Rispose lui continuando a tenere gli occhi fissi in quelli di lei.

- Abiti da questi parti?-

Lui assenti senza aggiungere altro; poi la prese dolcemente per mano e la condusse verso gli antri scuri della fortezza. 

-Non credo sia il caso di continuare l'escursione nel castello ... E troppo buio, e poi questo tempo mi mette i brividi!-

- Stai tremando? Non dirmi che un semplice temporale mette paura all'impavida Cecilia?-

Lei avrebbe voluto dirgli che non era per paura che stava tremando, bensì per la piacevole sensazione che il tocco caldo della sua mano le procurava. Le sembrava di conoscerlo da secoli... Era la prima volta che provava una cosa del genere; e ne rimase talmente sconvolta da sentirsi sopraffatta da un sentimento nuovo e sconosciuto. Le sembrò di aver sempre amato quel ragazzo; di un sentimento così forte da farle battere il cuore all'impazzata. Tutto quello che stava accadendo era assurdo! Era come se improvvisamente fosse scivolata in un altra dimensione; un antica eccitazione s'impadronì dei suoi sensi riempiendola del ricordo di passate passioni. Non riusciva a spiegarsi come tutto questo fosse possibile, poiché aveva conosciuto Corrado solo da pochi minuti. Un lampo squarciò il cielo in due illuminando per un attimo la figura di Corrado. Cecilia non poté fare a meno di avere un sussulto alla vista di quello che al momento appariva come a un fantasma del passato. Dopo la parentesi dello squarcio, il castello ripiombò nel buio; tanto da costringere Cecilia a stringersi ancora di più al braccio di Corrado. Lo stretto contatto con il corpo di lui non fece altro che aumentare la sua eccitazione; dal canto suo, Corrado, per nulla intimorito dalla'oscurità, continuò il suo percorso con una padronanza invidiabile. A dire il vero sembrava un tutt'uno con il castello; e nonostante l'esile figura, il suo corpo, trasmetteva una forza senza eguali: più di quanto ne potessero effondere i suoi coetanei muscolosi. 

 
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Uno strano personaggio.

Post n°913 pubblicato il 29 Novembre 2014 da lascrivana

Cecilia, quell'anno, decise di passare tutto il mese di Dicembre all'agriturismo "In vacanza da Leila"; aveva sempre adorato i castelli, e sapeva bene che nei pressi del casale ce ne stava uno arroccato su un altura rocciosa semi circondato dal mare. Dopo aver sistemato le valigie in camera e fatto un abbondante colazione nella sala ristoro del locale: si recò immediatamente in visita al castello. La giornata, non sembrava affatto male; a parte qualche nube che di tanto, in tanto velava il disco raggiante del sole. Dopo aver fatto qualche passo, si levò l'ingombrante giubbotto blu di piume d'oca. Il rosso del suo golf di lana, s'intonava meravigliosamente con gli addobbi natalizi che rallegravano la via. Anche se aveva già letto in alcuni racconti della famosa scrittrice " Leila russo" le meticolose e spettacolari descrizioni di quel luogo nel periodo Natalizio: rimase ugualmente meravigliata dalla visione. Il paese, che dopo le vacanze estive sonnecchiava annoiato: sembrò magicamente risvegliarsi per accogliere i turisti. Girovagò con calma, dilettandosi con la beata visione dei mercatini di Natale. Aveva tutta la giornata davanti per visitare il castello. Affascinata dalle diverse forme di statuine che raffiguravano i personaggi del presepe, non si accorse che era già giunta l'ora di pranzo. Non aveva nessuna voglia di ritornare al locale, così decise di saltare il pasto e continuare a bigonellare prima di raggiungere il castello. Aveva ormai raggiunto la roccaforte, quando il cielo si oscurò all'improvviso. Grossi nubi, scure e addensate, ammantavano la massiccia figura del castello, e qualche gocciolina annunciava l'arrivo imminente di un temporale. Cecilia, per nulla spaventata da quella premessa di pioggia, continuò imperterrita la sua escursione. Le acque del mare, scure e minacciose, lambivano la costa sollevandosi sulle rocce che delimitavano il litorale. Le onde furiose, s'infrangevano sugli scogli sbruffando l'acqua fino a raggiungere le spesse mura della fortezza. Cecilia, per poter continuare a girarci intorno, doveva aspettare che si placasse l'ira di ogni onda; anche se la veloce frequenza del loro alternarsi, sembrava volesse impedirgli a tutti i costi di continuare la visita. Cecilia, dopo aver raccolto la massa riccia e scomposta dei capelli biondi nel cappuccio e tirato la zip fino in fondo lasciando scoperto a malapena l'ovale del viso: procedette caparbiamente riparandosi con un braccio dagli schizzi. Nonostante, il suo esile braccio fosse ricoperto dalla spessa coltre del piumone, non fu sufficiente a proteggerla dall'improvviso acquazzone rovesciato da un onda gigantesca che si era abbattuta al suo passaggio. Fortuna che dietro l'angolo, c'era uno spiazzale più ampio che le consentiva di proseguire senza intoppi. Una fresca risata argentina la fece trasalire, si girò per vedere donde venisse codesto suono, e restò sbigottita davanti all'esile figura di un giovane vestito con abiti d'epoca. Pensò subito si trattasse di un giullare del castello ingaggiato in quel periodo per accogliere i turisti.

-Salve! So bene che forse non è la giornata ideale per far visita al castello; ma fremo dalla curiosità di conoscere questo luogo; sono disposta a pagare anche una guida... Non è che potresti aiutarmi-

Il ragazzo la guardò stranito, rifletté un attimo prima di rispondere: -bene impavida Cecilia, il tuo desiderio sarà esaudito... Ti accompagnerò con piacere a visitare le mie antiche dimore-

A Cecilia non sfuggì affatto la curiosa allusione, però penso che il ragazzo fosse pagato apposta per coprire questo misterioso ruolo.

Laura

 
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L'importanza della lettura.

Post n°912 pubblicato il 21 Novembre 2014 da lascrivana

E da un bel po’ che non scrivo; ogni tanto la mia fantasia la impiego per gli usi quotidiani; sicuramente non mi aiuta nelle pulizie domestiche, ma mi da modo di neutralizzare le incombenze che angustiano il mio spirito. Un altro grande aiuto mi è fornito dalla lettura; e in questo periodo il buon vecchio “Scrooge” ha fatto la sua parte. Dell’opera, ne ho sempre visto la proiezione cinematografica, ma non avevo mai letto “Il cantico di Natale” di Dickens. Nel racconto la cosa che mi ha maggiormente colpito, è la descrizione dei dettagli –in particolar modo l’ora buia che avanza nella cittadina-. Nonostante il primo pomeriggio iniziasse a inghiottire nell’oscurità le case circostanti, mi sembrava di veder calare nelle famiglie la luce e il calore dell’affetto. Per un attimo ho abbandonato il racconto e mi sono calata in un antico personaggio che rientrava a casa, dopo una lunga giornata di lavoro, e trovava la moglie nella minuscola e grigia cucina accanto al fuoco. Con lui, ho percorso i viali della città al buio, rischiarati solo dalla tenue luce delle fiammelle che facevano capolino dalle finestre socchiuse; non lampioni a illuminare i sobborghi, ne luci a neon e ne televisioni o computer e quant’altro. Eppure, quella fiammella che ardeva nelle case, insieme al vivido colore della brace ardente nei focolari –mi riscaldava il cuore- . 

Le immagini che la mia fantasia scaturiva da quel racconto, accarezzavano dolcemente le mie memorie; quasi come a voler risvegliare i vecchi spiriti del passato … quelli buoni; quelli che avevano a cuore solo il benessere e la felicità della propria famiglia.

Il nuovo spirito del Natale ci fornisce comodità e agi –almeno per la maggior parte delle famiglie- ; certo quando parlo di comodità, non mi riferisco al lusso, ma a qualcosa in più rispetto a quello che si possedeva nel passato.

Ancor’oggi qualcuno è rimasto per raccontarci qualche vecchia storia del dopo guerra; e le loro testimonianze mi sono tanto care. Le amarezze della vita quotidiana, le frustrazioni sul lavoro, lo stress e compagnia bella, per me rappresenta quello “spirito del Natale futuro di Dickens” la fine del vecchio Scrooge è toccata a noi… ma, siamo ancora in tempo per dimenticare gli affanni e dedicare il nostro tempo agli affetti più cari. 

Riflettiamo, miei cari, riflettiamo. 

 

Laura.

 
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C@nt@storie e L@ur@ hanno il piacere di presentare il racconto: "Insegnami da essere figlia", un viaggio nel tempo che mostra i due lati diversi della medaglia: Mentre nel passato ci troviamo davanti a una donna in grado di gestire una famiglia sin da giovanissima, ma anche molto ingenua e infantile per quanto concerne i rapporti sessuali; nell'ambiente odierno ci troviamo invece a dover affrontare una ragazzina impertinente che già a dieci anni sa tutto sul sesso e a dodici ha già avuto il suo primo rapporto, ma che non capisce un accidenti di come si manda avanti una casa.

 

Colpevole o innocente?