Creato da lascrivana il 19/09/2010

ricomincio da qui

poesie prose e testi di L@ur@

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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Fedora (Sesto Capitolo)

Post n°1203 pubblicato il 28 Giugno 2016 da contastorie1961

Cercando di regolare il respiro, Fedora attese ancora qualche minuto prima d'incamminarsi nuovamente. Mille pensieri le affollavano la mente, e la tentazione di tornare da Alan si faceva sempre più pressante.Nonostante questo, si allontanò dal negozio con l'intenzione di tornare a casa ma, arrivata sulla piazza, si diresse senza indugi verso la chiesa. Aveva un tremendo bisogno di sfogarsi, e don Sergio era la persona ideale con cui confidarsi. Raggiunta rapidamente la sacrestia, aprì la porta senza bussare ed entrò. Colto di sorpresa,il prete non poté fare a meno di fissare lo sguardo sulle belle gambe e sul seno prosperoso della donna.

-A quanto pare, il mio consiglio non è stato preso molto sul serio-disse con voce incerta.

-L'ho fatto, Sergio, ma non è servito a nulla. Alan ha sradicato tutte le mie difese-

-Alan?-sembrava stupito.

-Ma si, il nipote di Anselmo, quello che ha rilevato il suo negozio!-rispose spazientita.

Don Sergio si grattò il mento, pensieroso.

-Non lo conosco. So' che è il nipote del povero Anselmo perché me l'ha detto la Maria, quella dell'edicola. Pensa che non è venuto neppure al funerale-

Lasciandos icadere su una sedia, Fedora si prese il volto tra le mani e scosse ripetutamente la testa.

-Credo di essermi innamorata, Sergio. Lo so' che ti sembrerà strano detto da me, ma ti giuro che è la verità. Alan è affascinante, sa parlare e ha un carisma davvero eccezionale...-

Il prete sgranò gli occhi, in effetti era davvero sbalordito. Fedora era stata sempre molto superficiale nei propri rapporti con gli uomini, e in più di un'occasione non aveva esitato a ridicolizzare in pubblico il malcapitato di turno. Sentirla parlare in quel modo lo lasciò davvero di stucco.

-Però c'è qualcos'altro, non è vero?- disse infine. A parte le belle parole, non gli era sfuggita a leggera nota di dubbio nella sua voce.

Lei alzò la testa di scatto.

-Come l'hai capito?-

-Dai tuoi occhi. Dalla bocca può uscire qualsiasi cosa, ma gli occhi non mentono, mai-

Fedora sembrava davvero impressionata dalla perspicacia di don Sergio. Alzandosi, iniziò a camminare per l'angusto spazio.

-Hai detto bene, qualche dubbio mi è venuto. Ma non saprei dirti a che proposito, a dir la verità. E' come se mi nascondesse qualcosa, no,non è esatto, è come se mi scandagliasse dentro, in cerca di qualcosa di mio-

Tornò a fissarlo, come se il prete potesse darle una risposta immediata.

-Ci sei andata a letto, non è vero?- chiese don Sergio con malcelata invidia. Non avrebbe dovuto, questo lo sapeva bene, ma gli antichi fantasmi del passato sembrava non volessero dargli tregua.

-Si,è successo. Ed è stata la cosa più bella che mi sia capitata da anni a questa parte. Alan è un amante dolce e...-

-Non m'interessano i particolari!- l'interruppe bruscamente il prete.

-Cosa vuoi da me, Fedora. Sei abbastanza grande da cavartela da sola, e non hai più bisogno di mettere annunci-

Lei parve ferita da quello scatto improvviso.

-Vorrei solo un consiglio, Sergio. Come devo comportarmi? Maria mi ha detto che è sposato ed io, stupidamente, gliel'ho fatto notare. Lui si è subito messo sulla difensiva, ma mi ha assicurato di essere separato e libero, a cosa devo credere?-

Don Sergio attese un istante prima di rispondere. Si era subito pentito di averle dato quella risposta, inoltre sembrava davvero sconvolta e turbata.

-Se sei certa dei tuoi sentimenti, dovresti percorrere la tua strada. Lascia perdere le voci di paese e affrontalo a viso aperto. Se nutre per te le stesse cose ed è sincero, tutto verrà da se. E adesso vai e fai ciò che devi fare, hai già perso fin troppo tempo qua-



Liquidato in fretta il cliente, Alan chiuse il negozio e attraversò la piazza. Anche Maria stava chiudendo bottega e, non appena lo vide sopraggiungere, sfoderò uno dei suoi migliori sorrisi.

-Buonasera,Maria. Se non le spiace avrei da chiederle un favore-

Non ci sarebbe stato bisogno di chiederlo, la donna se lo stava letteralmente mangiando con gli occhi.

-Dica...dica pure-

-Oggi è venuta una signora da me, una certa Fedora-

Il sorriso svanì immediatamente dal volto di Maria.

-E ha lasciato questo- dalla tasca della giacca, prese la collana e gliela mostrò.

-Le sarei grata se potesse dirmi dove abita, purtroppo se n'è andata senza dirmelo-

Senza nemmeno dare un'occhiata alla collana, la donna alzò il mento,sembrava offesa.

-Chiunque saprebbe indicarglielo, sopratutto le persone di sesso maschile, ma visto che l'ha chiesto a me...- l'allusione era evidente, e ad Alan scappò un sorriso.

-Abita sul viale che porta fuori dal paese, più o meno a metà. Comunque non può sbagliare, è l'unica abitazione dipinta di rosa- terminò con una smorfia di disgusto.

-La ringrazio, è stata molto gentile, buonasera-

Senza rispondere, Maria si voltò e continuò nelle proprie faccende.

 
 
 

Fedora (Quinto Capitolo)

Post n°1202 pubblicato il 24 Giugno 2016 da contastorie1961

Socchiudendo appena le palpebre, Fedora osservò il profilo di Alan. Aveva gli occhi chiusi, e il suo torace si alzava e abbassava a un ritmo costante, si era addormentato. Avevano fatto l'amore per più di un'ora, e l'abilità di quel uomo l'aveva piacevolmente stupita.Abituata a epiteti volgari e a rapporti per la maggior parte veloci e insipidi, la dolcezza con cui lui l'aveva presa le aveva fatto venire le lacrime agli occhi. Per la prima volta in vita sua, si ritrovò a pensare di aver fatto l'amore, non semplice sesso.

Cercando di non svegliarlo, scese dal letto e si diresse verso il bagno adiacente a quel piccolo spazio. Con immenso stupore, si rese conto che era fornito di doccia e tutti i comfort di qualsiasi altro bagno.Senza attendere oltre, aprì il getto lasciando che l'acqua le scorresse sul corpo accaldato.


Non appena udì lo scroscio dell'acqua, Alan balzò giù dal letto e si precipitò verso la borsetta della donna. Non che si aspettasse di trovarlo proprio li dentro ma, a volte, la fortuna aveva aiutato gli audaci.

Come volevasi dimostrare però, in mezzo a tutto quello che si può trovare nella borsa di una donna, ciò che gli interessava non c'era.Poco male, avrebbe dovuto proseguire in quella parte che, a onor del vero, non gli dispiaceva per nulla. Tornando verso il letto, si distese e pensò all'immediato da farsi. Se l'avesse invitata a cena,quella sera stessa, non aveva alcun dubbio che avrebbe accettato,compreso il più che probabile invito a seguirla a casa propria,subito dopo. Ma non voleva affrettare i tempi, darle l'impressione che mirasse proprio a quello. Tenerla un po' sulla corda non avrebbe fatto altro che attirarla ancor più verso di se, sino a farla cadere come una pera matura.

Quando la porta del bagno si riaprì, chiuse gli occhi e finse di essersi ridestato in quello stesso istante.

Sfoderando un sorriso a trentadue denti, Fedora gli si accoccolò accanto e gli cinse il torace con un braccio. Alan inspirò a fondo il delicato aroma del doccia schiuma che aveva usato, quindi le prese la mano e le sfiorò le dita con le labbra.

-Sei stata meravigliosa, cherie, ma devo chiederti di andare, ora. Sto'aspettando un cliente importante, spero tu possa comprendere-

Il sorriso si spense sul volto di Fedora, e fu sostituito da un'espressione imbronciata, quasi offesa.

-Ma,se sei d'accordo, una di queste sere vorrei cenare con te, al Gabrielli- si affrettò ad aggiungere l'antiquario.

Gli occhi della donna ripresero subito vita. Il Gabrielli era il miglior ristorante della città, conosciuto da tutti ma non per tutti.Nonostante avesse frequentato persone anche facoltose, nessuna di loro si era mai sognata di invitarla in quel sancta sanctorum della cucina.

-E perché non stasera?- disse con una vocina da bambina fintamente arrabbiata.


Alan sorrise, quindi l'attirò a se e la baciò con passione. Quando si staccò, Fedora aveva il volto arrossato e il fiato corto.

-Perché per i prossimi due giorni sarò molto impegnato col lavoro, ma io mantengo sempre le promesse-

Fedora rimase a fissarlo a lungo, le parole che volevano uscirle nonostante volesse impedirlo a tutti i costi. Alla fine vinsero loro.

-O forse perché devi tornare da tua moglie- disse abbassando gli occhi.

Il volto di Alan s'irrigidì seduta stante. Con un gesto secco, le afferrò il mento costringendola a guardarlo.

-Chi ti ha messo in mente queste cose?- le chiese duramente.

Fedora fu attraversata da un brivido, ma lo sguardo di Alan voleva una risposta anzi, la pretendeva.

-Io...io ho solo scambiato due chiacchiere, e la Maria è una brava persona-rispose in un sussurro.

Alan ebbe uno scatto e scese dal letto. Recuperati pantaloni e camicia, li indossò velocemente, quindi tornò a fissarla.

-Quella pettegola! Avrei dovuto immaginarlo!- disse con stizza.

-Ascoltami bene, Fedora. Sono separato da anni, sono un uomo libero e della mia vita faccio ciò che voglio, riesci a capirlo questo?-

Il tono si era ammorbidito, ciononostante Fedora non riuscì a scacciare la sensazione di paura che l'aveva assalita.

-Si,credo di si- disse alzandosi e rivestendosi a sua volta.

-Bene,e adesso vai, il mio cliente starà arrivando-


Una volta che fu in strada, Fedora si allontanò quasi di corsa dal negozio, ma dovette fermarsi dopo nemmeno un centinaio di metri. Le gambe le tremavano ancora, mentre l'intensità di quelle due ore appena trascorse le piombò addosso come un macigno. Chi era veramente l'uomo con cui aveva appena fatto l'amore?

 
 
 

In un angolo della mente.

Post n°1201 pubblicato il 24 Giugno 2016 da lascrivana

 

 

In una piccola oasi

 la dove soggiorna il pensiero

Mi adagio su un tappeto di foglie

Che la memoria restituisce

da un lontano autunno

E nel suono del vento

colgo la premura

del tuo tono dolce e pacato

Mentre mi rilasso sotto il tocco morbido

della fresca brezza

che si filtra tra le persiane socchiuse

Le tue dita affusolate

 sfiorano delicatamente

le tempie doloranti

E la frescura del tuo alito

sulle mie labbra socchiuse

 invita all’abbandono.

Laura

 

 
 
 

L'accenno dei fiori d'arancio nell'immagine mascotte del 2016.

Post n°1200 pubblicato il 23 Giugno 2016 da lascrivana

Mancano ormai pochi giorni, all’evolversi dell’evento più importante del 2016.  Poiché come madre ho già vissuto il dolore del distacco, attendo questo evento, con la stessa trepidazione e ansia che è tipica degli sposi.

Per me che sono cattolica, la cerimonia nuziale che si svolge in chiesa con la benedizione di Dio, assume a miei occhi motivo di grande gioia spirituale.

So bene  che spesso appaio in controsenso con i criteri della mia vocazione. E’ inutile spiegarvi il perché delle mie scelte; ho una natura troppo curiosa per poterla relegare nelle pareti immaginarie che di norma ogni religione eleva.

La mia mente, non ha mai desistito dal concedersi emozioni spirituali sempre nuove; senza per questo lasciarsi inibire dai dinieghi tipici dettati da cattolicesimo.

Ho ricevuto spesso parecchi rimproveri da chi professa fervidamente il proprio credo; ma anche da chi si ritiene ateo.

Non mi sono mai lasciata condizionare dal pensiero altrui.  Non ho mai cercato d’imporla nemmeno ai miei figli.

La fede appartiene solo a me; sono solo io a trarne i benefici di questo mio credo.

Uno dei doni spirituali che mi contraddistingue, è proprio quello di lasciarmi trascinare dall’entusiasmo per la celebrazione di straordinari eventi religiosi.

Sarò, presente per te figlia mia … con il mio infinito amore di madre; con l’emozione che solo tu hai saputo regalarmi sin dal tuo primo accenno di vita; quando eri soltanto un puntino nel mio ventre.

Non dimenticherò mai l’emozione provata alla tua nascita; sei stata la mia prima esperienza di mamma. Quando ti hanno deposto nelle mie braccia, mi sono sentita improvvisamente il cuore pieno: come se mi avessero dato tutto l’oro del mondo da custodire. La gioia che ho provato non si può nemmeno descrivere. Si … sono stata una madre fortunata, poiché ho avuto il privilegio di poter provare questa bellissima sensazione per ben tre volte.

Ho intenzione di vivere profondamente anche questo preludio che ci separa fino al giorno del lieto evento. 

E voi miei cari lettori, capirete il perché della mia scarsa presenza creativa in questo periodo. 

Laura


 
 
 

Fedora (Quarto Capitolo)

Post n°1199 pubblicato il 20 Giugno 2016 da contastorie1961

Rigirandosi il cartoncino tra le mani, Fedora si chiese quale fosse la cosa migliore da fare. Se da una parte era inequivocabilmente attratta da Alan, dall'altra una sorta di sesto senso le sussurrava che c'era qualcosa di stonato in tutta quella storia.

Il fatto che l'antiquario sapesse della collana, il sotterfugio con cui aveva nascosto la pietra nella bambola, senza scordare l'improvviso interesse per lei, nonostante non si fossero mai visti. La ragione,le diceva che avrebbe fatto meglio a tenersi lontana dal negozio edal suo proprietario. Ma, alla fine, l'innata curiosità e la morbosa attrazione verso Alan ebbero la meglio.

Dopo essersi concessa una rapida doccia, indossò una minigonna decisamente audace e una maglietta aderente e scollata. Sistemata la bambola al centro del tavolo, mise il cartoncino e la pietra nella borsetta e uscì.


Disteso sulla branda nel retro del negozio, Alan ripensò all'incontro avuto con Fedora. Non nutriva alcun dubbio che sarebbe tornata, restava solo da vedere quando ciò sarebbe avvenuto. Guardando ancora una volta la fotografia in suo possesso, dovette ammettere che non le rendeva affatto giustizia. Quella donna era veramente uno schianto,sapeva di esserlo e le piaceva farsi ammirare. In quel momento, il telefono posto su un tavolinetto basso iniziò a squillare.

-Tutto bene, tesoro. Il paese è un vero mortorio, non vedo l'ora di trovare chi gestisca il negozio e tornare in città-

Rimase in ascolto per qualche istante, quindi proseguì.

-Non lo so'. Potrebbe trattarsi di domani così come della settimana prossima, porta pazienza-

Terminata la telefonata, tornò in negozio e alla vetrina. L'edicola aveva chiuso per la pausa pomeridiana e, tranne un cane randagio in cerca di cibo, la strada era deserta.

Poi la vide.

Era appena sbucata dall'angolo della piazza e, anche se fosse stata in mezzo a una folla, non avrebbe avuto dubbi a riconoscerla. Il portamento, il modo d'incedere, gli abiti succinti ma perfetti su quel corpo da favola.

Distogliendo lo sguardo, Alan tornò verso il bancone e rimase in attesa,concentrandosi unicamente sul proprio scopo.



Fedora aveva il cuore in gola. Uscita di casa con una certa spavalderia, man mano che si avvicinava alla meta tutte le sue certezze sembravano perdere di consistenza. Come avrebbe reagito Alan al suo improvviso ritorno? Ma sopratutto, quale scusa avrebbe accampato per giustificarlo?

Certo,la pietra nascosta nella bambola e il biglietto potevano essere un buon argomento, tuttavia l'ombra del dubbio sembrò non volerla abbandonare.

Giunta a pochi passi dal negozio, si fermò davanti a una vetrina specchiandosi per l'ennesima volta. Gli uomini a cui si era accompagnata, sarebbero andati in estasi vedendola agghindata a quella maniera, eppure il sospetto che ad Alan non importasse la turbò più di qualsiasi altra cosa.

Prendendo un bel respiro, percorse gli ultimi metri che la separavano dal negozio e aprì la porta d'ingresso.


Lui era li, sembrava aspettare solo lei. Le braccia appoggiate sul bancone, le rivolse un sorriso che la fece fremere in ogni parte del corpo. Avvertì chiaramente le gote arrossarsi, e si maledì per quello. D'improvviso, tornò con la mente a molti anni prima quando,appena quindicenne, si era presa una cotta per il più bel ragazzo della scuola. All'epoca però, era ancora una ragazzina acerba e inesperta, tutto il contrario di adesso.

-Buongiorno,non mi aspettavo di trovare ancora aperto, ma passavo da queste parti e allora...-

Il sorriso di Alan si allargò ancor di più, come se la menzogna appena detta l'avesse divertito oltre misura.

-Ha letto il mio messaggio allora- rispose lui inclinando la testa di lato.

Colta di sorpresa da quella risposta diretta, Fedora non trovò di meglio che infilare la mano nella borsetta.

-Esatto,ho letto il tuo messaggio e vorrei aggiungere il pezzo mancante-disse passando con disinvoltura al tu.

Aggirando il bancone, Alan la raggiunse in un attimo.

-Era quello che desideravo ma, se non ti dispiace, vorrei farlo in privato-

Detto ciò, raggiunse rapidamente la porta d'ingresso e la chiuse a chiave,quindi tornò sui suoi passi.

Senza aggiungere altro, la cinse per la vita e l'accompagnò nel retro. Il piccolo spazio odorava di tabacco e d'incenso, tanto che Fedora si sentì quasi stordita da quel effluvio di odori. Con gesti studiati e armoniosi, Alan l'aiutò a distendersi sulla branda, quindi fece altrettanto.

Fedora avrebbe voluto reagire, era sempre stata abituata a comandare sotto le lenzuola. Ma una strana forza, un'alchimia che non sarebbe stata in grado di spiegare, sembrava volerla soggiogare alle voglie di Alan. Senza opporre resistenza, si lasciò togliere gonna e maglietta, quindi si ritrovò il corpo muscoloso di lui addosso e chiuse gli occhi.

 
 
 

Fedora (Terzo Capitolo)

Post n°1198 pubblicato il 19 Giugno 2016 da contastorie1961

Di altezza media, l'uomo aveva capelli neri spruzzati leggermente di grigio sulle tempie. Il taglio era all'ultima moda e la barba, di qualche giorno, era tenuta con cura. Ma, ciò che la colpì maggiormente, furono gli occhi. Erano di una tonalità di verde talmente chiaro che, a fissarli troppo intensamente, potevano dare il mal di mare.

-In cosa posso esserle utile?-

Fedora non si era neppure accorta di aver trattenuto il respiro, tanto meno di restarsene li impalata e a bocca aperta.

-Io...ecco...io...mi piacerebbe quella...quella....- riuscì infine a balbettare.

L'uomo sorrise, e Fedora avvertì immediatamente qualcosa sciogliersi dentro di se. Si trattò di una strana quanto imbarazzante sensazione,solitamente era lei a lasciare di stucco i maschi.

-La collana, le piace non è vero?- rispose lui con il suo timbro di voce suadente.

Altro colpo basso, come poteva aver capito?

-No...ecco,in realtà sarei interessata alla bambola- non voleva dargliela vinta, ma percepì subito che l'uomo non aveva abboccato.

Tuttavia,e senza dar segno di ciò, l'antiquario si avvicinò alla vetrina e la prese.

-E'di ottima fattura, ed è anche conservata benissimo, non trova?-

Fedora esitò a rispondere. Non s'intendeva affatto di bambole, non ne aveva mai possedute in vita sua, e temeva di fare brutta figura.

-Si...si tratta di un regalo- fu la prima cosa che le venne in mente, e subito se ne pentì.

-Ho capito. Una bimba oppure una donna? Lo chiedo perché, nel primo caso, sconsiglierei vivamente l'acquisto. La porcellana è finissima,e so' cosa possono fare le mani di una bambina-

Altro sorriso e altra scossa che le attraversò la spina dorsale.

-Nella seconda ipotesi....- proseguì l'uomo.

-Sarebbe un regalo davvero prezioso per una collezionista, una vera chicca-

Fedora deglutì. Ormai si era spinta troppo avanti, e non sapeva neppure se poteva permettersi una spesa sicuramente esorbitante.

Come le avesse letto nel pensiero, l'uomo depose la bambola sul bancone e lo aggirò.

-Naturalmente il costo è un po' elevato, ma le assicuro che chi la riceverà farà salti di gioia-


Una decina di minuti più tardi, Fedora si ritrovò a camminare verso casa con un pacco in mano e la mente in subbuglio. La cifra era stata davvero alta anche se, in realtà, si era aspettata di peggio. E mentre l'antiquario si era ritirato nel retro per confezionare la bambola, si era chiesta perché non era riuscita a rifiutare. Eppure,e ne era davvero certa, quella specie di semi dio aveva capito che non era assolutamente interessata all'acquisto. Cercando di essere sincera con se stessa, dovette ammettere che quegli occhi l'avevano soggiogata, quasi ipnotizzata. Aveva sempre preso in giro quelle donne che, descrivendo un incontro galante, si lasciavano andare a frasi sdolcinate e melense. Ed ora eccola li, a sognare due occhi bellissimi e a maledirsi per non conoscere neppure il suo nome.

Giunta nella propria abitazione, scartò con estrema cura il pacco e liberò la bambola. Anche se non era un'esperta, non poté fare a meno di notare la bellezza di quel volto lucido e sorridente. Gli abiti poi,le erano stati cuciti addosso con estrema precisione, dalla lunga gonna sino al vezzoso cappellino a tesa larga.

Rigirandola tra le mani, notò un leggero rigonfiamento sul retro della gonna stessa. Decisamente stonava con la linea perfetta del corpo, forse che l'antiquario l'avesse imbottita per evitare colpi accidentali?

Con molta cautela, sollevò il tessuto e rimase di sasso. Appuntato con un paio di spilli, un panno blu, di quelli solitamente usati per i gioielli, spiccava nitido sul bianco candido del sotto gonna.

Con mani tremanti lo staccò, lo depose sulla tavola e lo aprì.

Il fiato le mancò del tutto, mentre la sensazione provata nel negozio l'assalì improvvisa e inarrestabile.

La pietra a forma di cuore spezzato, priva della collana che la reggeva,sembrava fissarla ammiccante. A fianco di essa, un bigliettino color panna recava una scritta in caratteri dorati.


ALAN PASINI

ANTIQUARIO



Col cuore che le batteva a mille, rigirò il cartoncino e se lo portò davanti agli occhi.


Non è nulla in confronto

a cotanta bellezza

ma sarei davvero onorato

se potessi allacciare

personalmente il

pezzo mancante.

Con ammirazione...

Alan

 
 
 

Fedora in arrivo

Post n°1197 pubblicato il 18 Giugno 2016 da contastorie1961

Mi intrufolo nel blog di Laura per comunicare che, domani, pubblicherò il nuovo episodio di "Fedora"

Non ho scuse, ma è stata una settimana pesante e purtroppo, come direbbe il buon Monellaccio, non ho più l'età per certe cose ^_^
Grazie a tutti e buona domenica.

                                                   Danio

 
 
 

E ancora Laura nel 2010.

Post n°1196 pubblicato il 17 Giugno 2016 da lascrivana

I miei mini racconti.

Non cambiare mai.

Post n°370 pubblicato il 23 Aprile 2010 da loscrigno10

 

“No. Tu non cambiare mai; riimani così come sei”.

E ci credeva Anna quando Sergio glielo ripeteva continuamente. Ci credeva così tanto,che mantenne lo stesso modo di atteggiarsi e di vestirsi per anni.

Ora,mille domande si rincorrevano nella sua testolina, senza riuscire a trovare risposta.

I lunghi silenzi di lui, l'avevano indotta a pensare al peggio. Aveva ormai dato per scontato che lui si fosse stancato di lei; e che ogni suo sforzo, non era sufficiente a trattenerlo con se.

Così iniziò a cambiare: adottando una tattica diversa ogni giorno, pur attirare la sua attenzione.

Nonostante tutto,,Sergio diventava ogni giorno più distante.

Ormai a separarli non erano solo i lunghi silenzi ;  diminuì anche il tempo che passavano insieme.

Si sentiva disperata,non sapeva più cosa fare!

Fino a che un bel giorno, prese il coraggio a due mani e glielo domandò:

“Cos'è successo Sergio?perché sei così cambiato?”

“Io!?sarei cambiato ?”

“Si,non sei più lo stesso da parecchio tempo ormai. Mi dici cos'è successo?”

“Veramente quella a cambiare sei stata tu Anna. Ultimamente non ti riconosco quasi più!”

“Io sono cambiata, perché pensavo di averti stancato con il mio solito atteggiamento.”

Sergio assunse un espressione stupita; cercando invano di capire cosa lei stesse dicendo.

“Ma di cosa parli?in che modo sarei cambiato io?”

“Sei diventato più taciturno; non mi dici più le stesse cose di prima.”

“Scusami,non mi ero accorto di questo. Perchè invece di stravolgere tutto con il tuo strano atteggiamento, non me lo hai chiesto prima?"

“Come facevo a dirtelo se ultimamente ci siamo visti pochissimo!”

“E' chiaro,con il tuo cambiamento mi avevi dato un messaggio differente; pensavo che tu avessi un altro e che eri cambiata per far piacere a lui!”

“Ma cosa dici Sergio.Io ti amo! Ero disperata al solo pensiero che tu non provassi più per me le stesse cose.”

“Come hai potuto pensare che io non ti amassi più Anna?”

“I tuoi lunghi silenzi; te l'ho già detto!”

“I miei lunghi silenzi erano dettati solo dal pensiero di trovare il modo di poterci sposare prima possibile. Ho cercato di trovare un secondo lavoro che mi consetisse  di mettere da parte un po' di soldi in più”

Anna rimase allibita,non sapeva più cosa dire. Due grossi lacrime le scesero lungo il viso; e senza più proferir parola gli buttò le braccia al collo.

“Che sciocca che sono stata … e io che pensavo di non piacerti più!”

“Mi piaci sempre allo stesso modo sciocca,non cambiare mai da come sei. A me piaci così”.

 
 
 

Cosa scriveva Laura nel 2010.

Post n°1195 pubblicato il 16 Giugno 2016 da lascrivana

 

Post n°261 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da loscrigno10

 Girovagando nei vari blog amici, trovo sempre qualcosa di bello e interessante che valga la pena di essere letto.

Alcuni di questi post vengono letti pochissimo, eppure il loro contenuto è sorprendentemente interessante.

Quelli più commentati sono i post politici; ci si perde in tutte quelle contestazioni,  sembra che la gente, me compresa, ne approfitti per sfogare tutti i suoi malcontento per lo svolgimento del nostro governo.

Quando ho tempo leggo tutti con molta attenzione; prestando lo stesso interesse anche per i visitatori del blog. In fondo i post servono proprio ad accomunare.

Rendere pubblici i propri pensieri è anche una dimostrazione di carattere socievole che tende a coinvolgere a 360°gradi tutti; non limitando l'entrata a nessuno.

Però,ho notato con dispiacere che post di bellissimi racconti vengono visitati poco; eppure c'è tanta bravura in quelle descrizioni e in quelle narrazioni.

Io adoro leggerli; più di un buon libro di uno scrittore affermato.

C'è tanta emozione in quegli scritti,pullulano vitalità e sentimento in tempo reale, e ti sembra quasi di viverli quei racconti.

Qualcuno mi ha detto se ti piace leggere perché non ti compri un libro?

Se ti piace scrivere perché non scrivi in privato?

Bene rispondo a tutti quanti insieme: - scrivere nel blog e leggere i vari post lo trovo più intrgante e coinvolgente,le persone sono se stesse,e scrivono tutto quello che le passa per la testa senza preoccuparsi della sintassi e della grammatica ; e i loro scritti assumono una spontaneità incomparabile-.

Il mio plauso va a tutti coloro che usano il blog per scrivere quello che hanno dentro,e io leggerò sempre con molta attenzione i vostri post...anche quando non lascio commenti io vi ho letto comunque.

A tutti una buona giornata.

Ps: da allora qualcosa è cambiato in questa community

 
 
 

L'equilibrista

Post n°1193 pubblicato il 15 Giugno 2016 da lascrivana
Foto di lascrivana

Una mia vecchia poesia. Immagine tratta dal blog di lady Juliette: 'il gioco dell'immagine".

Con movenze sinuose da esperta equilibrista

Sfoggia penzolanti

la vita e la morte

sull'improvvisata pista

La ballerina bilancia con grazia e splendore

Il peso del teschio e quello del fiore

Stupiti i gatti spiano i suoi movimenti

Unici spettatori di quei passi silenti

Non importa il suo sguardo in questo momento

Ma solo il peso del suo grave tormento

Si dibatte indecisa tra il lasciarsi andare

Gongolando il suo dolore tra lacrime amare

Ma il bouquet della vita si ribella trionfante

Sostenendo la gara con il suo respiro pesante

Tira la corda con eleganza studiata

solleva la morte a destinazione rimandata .

Laura

 
 
 
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C@nt@storie e L@ur@ hanno il piacere di presentare il racconto: "Insegnami da essere figlia", un viaggio nel tempo che mostra i due lati diversi della medaglia: Mentre nel passato ci troviamo davanti a una donna in grado di gestire una famiglia sin da giovanissima, ma anche molto ingenua e infantile per quanto concerne i rapporti sessuali; nell'ambiente odierno ci troviamo invece a dover affrontare una ragazzina impertinente che già a dieci anni sa tutto sul sesso e a dodici ha già avuto il suo primo rapporto, ma che non capisce un accidenti di come si manda avanti una casa.

 

COLPEVOLE O INNOCENTE?