Creato da lascrivana il 19/09/2010
poesie prose e testi di L@ur@

Un passo indietro per farne uno avanti.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

post. 1post. 2post.3post.4post.5post.6post.7

post. 8post.9post.10post.11post.12post.13pag.14

post.15post.16post.17 ...post.18 ...post.19 ...post.20 ...post.21

 

 

Un passo indietro per farne uno avanti.

Area personale

 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Novembre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

- inpuntadipensiero
- trampolinotonante
- &quot;PSICOLOGO NATO&quot;
- Le mie emozioni
- I colori dellanima
- una via per tornare.
- Lady_Juliette
- loro:il mio mondo
- f&auml;nrir
- poesiaeparole
- Imperatore Ghiaccio
- antropoetico
- Fantasy
- Fili di seta sonora
- P o e t i c a
- Mariposa Narrador
- Fading of the day
- ..Frammenti di me..
- Mr.K torna...forse..
- Lollapalooza
- sottilMente
- confronti indiretti
- pensiero
- Nymphea.Seductive
- La vita
- miodiario
- OSTERIA..
- NON E UN BLOG
- SONO UN IN-COSCIENTE
- S_CAROGNE
- dino secondo barili
- Fuori dal cuore
- il paradiso perduto
- BISOGNO ANCHE DI
- La riva dei pensieri
- consapevolezza
- Cercoilcoraggio
- GENT DE NUM
- Navigando lentamente
- conoscenza
- stradanelbosco
- ALTRE VITE
- Schema Libero
- Black Snake
- delirio
- immagini
- Il Gioco del Mondo
- The Pretender
- A MENTE FREDDA
- SCARTOFFIE
- Lux Nigra
- Esistenza
- un giorno per caso
- emozioni in una foto
- libero pensiero
- parlodime
- putpurr&igrave;
- Diario di bordo
- MUSICAEPOESIA
- COGLI LATTIMO...
- il cobra
- The Seventeenth Day
- Eloquenzadelsilenzio
- AlfaZulu
- Miele.speziato
- SiAmo ?
- Mondo Parallelo
- ezio brugali blog
- moralibert&agrave;
- GRYLLO 73
- sogni nel cassetto
- SOSOLOESSEREBUONA
- acido.acida
- rosheen
- pensieri e capricci
- La Vita... Per...
- IRaccontiDelCuscino
- Development
- Anima.Sine.Requie
- Isobel Gowdie
- nella terra di Elron
- Noir Napoletano
- AL k5III
- Quello che ...
- La via dei Canti
- storie passate
- di tutto un p&ograve;
- il paradiso
- Nuvole di scrittura
- chiacchierando
- Liberi e giusti
- Paolo Proietti
- Sogni digitali
- sous le ciel de ...
- TRA FEDE E REALTA
- Scrivere? Mah...
- Sciarconazzi
- Empire Of slack
- Voci dal Cuore
 
Citazioni nei Blog Amici: 114
 

Ultime visite al Blog

PinUpGirl_74ultima.sfidachiedididario66lascrivanamonellaccio19MarquisDeLaPhoenixgryllo73menegi53dinobarilipsicologiaforensepuntograficomoscio.vhasemplicelucreziaUnaCarezzaSulCuore82azingo
 

Ultimi commenti

RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Chi pu˛ scrivere sul blog

Solo l'autore pu˛ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
 

 

L'importanza della lettura.

Post n°912 pubblicato il 21 Novembre 2014 da lascrivana

E da un bel po’ che non scrivo; ogni tanto la mia fantasia la impiego per gli usi quotidiani; sicuramente non mi aiuta nelle pulizie domestiche, ma mi da modo di neutralizzare le incombenze che angustiano il mio spirito. Un altro grande aiuto mi è fornito dalla lettura; e in questo periodo il buon vecchio “Scrooge” ha fatto la sua parte. Dell’opera, ne ho sempre visto la proiezione cinematografica, ma non avevo mai letto “Il cantico di Natale” di Dickens. Nel racconto la cosa che mi ha maggiormente colpito, è la descrizione dei dettagli –in particolar modo l’ora buia che avanza nella cittadina-. Nonostante il primo pomeriggio iniziasse a inghiottire nell’oscurità le case circostanti, mi sembrava di veder calare nelle famiglie la luce e il calore dell’affetto. Per un attimo ho abbandonato il racconto e mi sono calata in un antico personaggio che rientrava a casa, dopo una lunga giornata di lavoro, e trovava la moglie nella minuscola e grigia cucina accanto al fuoco. Con lui, ho percorso i viali della città al buio, rischiarati solo dalla tenue luce delle fiammelle che facevano capolino dalle finestre socchiuse; non lampioni a illuminare i sobborghi, ne luci a neon e ne televisioni o computer e quant’altro. Eppure, quella fiammella che ardeva nelle case, insieme al vivido colore della brace ardente nei focolari –mi riscaldava il cuore- . 

Le immagini che la mia fantasia scaturiva da quel racconto, accarezzavano dolcemente le mie memorie; quasi come a voler risvegliare i vecchi spiriti del passato … quelli buoni; quelli che avevano a cuore solo il benessere e la felicità della propria famiglia.

Il nuovo spirito del Natale ci fornisce comodità e agi –almeno per la maggior parte delle famiglie- ; certo quando parlo di comodità, non mi riferisco al lusso, ma a qualcosa in più rispetto a quello che si possedeva nel passato.

Ancor’oggi qualcuno è rimasto per raccontarci qualche vecchia storia del dopo guerra; e le loro testimonianze mi sono tanto care. Le amarezze della vita quotidiana, le frustrazioni sul lavoro, lo stress e compagnia bella, per me rappresenta quello “spirito del Natale futuro di Dickens” la fine del vecchio Scrooge è toccata a noi… ma, siamo ancora in tempo per dimenticare gli affanni e dedicare il nostro tempo agli affetti più cari. 

Riflettiamo, miei cari, riflettiamo. 

 

Laura.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ero.

Post n°911 pubblicato il 17 Novembre 2014 da lascrivana
Foto di lascrivana

 

 

 

 

Ero prima che nascessi 

leggera, effimera, sinuosa.

Fluida, varcai la soglia 

del ventre di colei 

che plasmò la mia anima

Luce Splendente inondò il peso 

impenetrabile custodia 

Della leggerezza del mio Essere.

Laura

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Le parole trite e ritrite.

Post n°910 pubblicato il 14 Novembre 2014 da lascrivana

La piccola scatola magica è ritornata al suo posto; la apro, e da essa scaturisce una dolce musica che accompagna sinuosamente la mia creatività in una danza di lettere.

  Tre sillabe “a-mo-re” che ben si conciliano tra loro, danno vita alla prima ballerina: armoniosa e mielosa alla pronuncia, si apre un varco tra i pensieri –ricongiungendosi per poi riallontanarsi di nuovo-.

Le vocali insieme alle consonanti si rincorrono, s’incatenano, si separano con i punti di congiunzione; gli accenti sembrano avere le ali e si librano in volo per poi depositarsi sulle vocali atone.

Magicamente ogni vocabolo sa, dove collocarsi per formare una parola di senso compiuto.

Altre sillabe si dirigono verso il centro del cerchio per comporre un'altra parola “i-stin-to” : esso è la chiave di ogni decisione presa; la saggia guida che conduce l’estro e la creatività attraverso sentieri sconosciuti.

Man mano che le parole avanzano: le idee prendono forma -proiettando come in un film, una serie d’immagini di vita vissuta.

Molte dei nostri vissuti, sotto alcuni aspetti, sono simili ad altri: a tal punto da sentirci protagonisti della storia che si sta leggendo o del film che si sta seguendo.

Ed’è proprio in quei momenti che il mondo sembra girarci intorno per fornirci la chiave che apre la porta delle risposte alle tacite domande; ai problemi irrisolti. Si trae beneficio anche da chi prima di noi ha già vissuto la stessa esperienza; ed’è allora che scopriamo la positività degli eventi che si ripetono. 

Le parole trite e ritrite: all’improvviso assumono un aspetto nuovo; esse diventano necessarie per superare un momento poco piacevole della propria vita; ricordandoci, che nonostante la monotonia dei nostri i giorni, il sole ci sorprende ogni mattina inondandoci con i suoi raggi luminosi, apparendo ancor più brillante dopo la tempesta.

 

 

 

Laura

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Anteprima.

Post n°909 pubblicato il 10 Novembre 2014 da lascrivana

I raggi del pallido sole che si filtrano da dietro le persiane socchiuse colorano la stanza di una luce tenue e grigiastra; le tinte smorte sono in tono con la nomea che il mese di novembre si porta addosso. Personalmente non l’ho mai considerato tale; novembre è il preludio di una delle festività tanto amate da me –il Natale e l’inizio di nuovo anno-. Come ben sapete, da almeno tre anni, cambio l’immagine della testata del blog con quella che rappresenta il mio buon augurio per l’anno entrante. Solitamente mi lascio consigliare dal mio buon istinto e da quello che maggiormente ha caratterizzato i miei ultimi post. Il nuovo logo è già pronto.

 

Perché non di solo pane vive l’uomo: bensì di tutto quello che esce, ed entra dalla sua bocca; dei risultati e delle soddisfazioni del proprio lavoro; e dall’affetto che lo circonda.

 

Vi presento il logo che rappresenterà il 2015. 

 

 

 

 

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia: il vero amore trionfa sempre.

Post n°908 pubblicato il 05 Novembre 2014 da lascrivana

Lo chalet a quell’ora di notte, rischiarato dalla luna, si presentava agli occhi di Renato e Letizia come un luogo fatato: tant’è vero che già pregustavano le ore deliziose che avrebbero passato in quell’accogliente casetta di legno.

L’abitazione era collocata in un solo piano; la piccola veranda all’ingresso ospitava una pila di legna da ardere; così prima di varcare la soglia se ne caricarono una bracciata a testa –avevano intenzione di passare la notte vicino al camino.

Appena dentro, si trovarono direttamente nell’ampio salone-cucina; da un lato, addossato al muro, era situato l’angolo cottura: con gli stipiti incassati dall’anta lineare in legno di ciliegio. Tutta la parete, compresi mobili d’incasso e la penisola che separava la cucina del salone, erano rivestiti con piastrelle in ceramica bianca finemente decorata. Il tavolo, anch’esso in legno di ciliegio, si trovava poco distante dal camino; mentre un largo tappeto di pelliccia ricopriva il parquet ai suoi piedi. Il divano letto era posto sotto la finestra.

 Mentre Renato sistemava la legna per accendere il fuoco; Letizia si accinse ad aprire le persiane –adorava stare vicino al camino e vedere la neve scendere da dietro i vetri-.

Nello spalancare le imposte, rimase estasiata innanzi allo scenario che si allargava davanti ai suoi occhi: le acque del lago, erano rischiarati da riflessi argentati; mentre gli alberi tinteggiati dai colori autunnali, lasciavano penzolare i rami sotto il peso delle piccole chiazze di neve. 

Una volta acceso il camino, Renato si liberò immediatamente del vestito, rimanendo con solo i boxer e la camicia. Letizia indugiò un po’ prima di svestirsi, lasciando che fosse Renato a farlo. 

Passarono un fine settimana meraviglioso; quegli ultimi giorni per Letizia, si erano presentati ricchi di piacevoli imprevisti –tanto da costringerla a riflettere-.

La mattina, prima di lasciare lo chalet, Letizia volle recarsi a fare due passi vicino al lago –aveva bisogno di godersi ancora un po’ quello spettacolo-.

Renato, silenziosamente la raggiunse da dietro le spalle; le circondò la vita con un braccio e dopo aver depositato una serie di baci sul collo di Letizia, la fece girare in cerca della sua bocca travolgendola con un bacio appassionato.

- Che ne dici di ritornare in casa?-

Le sussurrò Renato tra un bacio e l’altro.

- Io dico di si Renato… è arrivato il momento di fare quel bambino che tanto desideri…-

Quest’affermazione lo lasciò senza parole; poi, ripresosi dalla costernazione iniziale, la sollevò tra le braccia, impaziente di dare inizio alla procreazione.

Renato, alla fine aveva vinto: ancora una volta era riuscito a conquistare Letizia … ancora una volta l’amore aveva trionfato. Libero… lei l’aveva lasciato sempre libero su tutto: libero di andare e di ritornare; libero di stare con altre donne; e ancora una volta libero di scegliere lei come unica compagna per i giorni a venire. 

Sapeva che così come aveva agito con lui, Letizia avrebbe fatto con i loro figli: li avrebbe lasciati liberi anche di sbagliare, di vivere quell’epoca bizzarra che li portava a rifugiarsi dietro una scatola metallica … liberi di vivere la loro vita comunque essa si presentava.

Laura

 

 

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia: qualcosa inizia a cambiare

Post n°907 pubblicato il 03 Novembre 2014 da lascrivana

Ad accogliere Renato e Letizia all’ingresso del ristorante: fu un cameriere fasciato in una livrea scura che portava impressa l’immagine di uno scheletro, lunga tutto il corpo. Lo stesso, li scortò fino all’entrata delle due sale allestite per l’occasione: un’ala del locale era arredata con gusto più sobrio -per accogliere gli ospiti che volevano una cena più intima-; mentre l’altra sala, era agghindata in tema alla festa di halloween. Renato e Letizia preferirono la cena collettiva: l’enorme tavolata li intrigava maggiormente. In effetti, passarono una serata divertente tra amici di vecchia data e nuove conoscenze. Renato giocherellò per tutta la sera con i bambini mascherati che erano venuti in compagnia dei propri genitori; e Letizia dovette ammetter in cuor suo che quel lato del carattere che lui gli stava mostrando, non solo l’aveva gradevolmente sorpresa: bensì le piaceva tantissimo.

Renato, dal canto suo, improvvisamente era diventato geloso di Letizia: l’idea che altri uomini avessero potuto sfiorarla, lo infastidiva da morire.  

Questa nuova sensazione lo sconvolse più del dovuto, e nonostante i ragazzini lo tenessero in allegria, di tanto in tanto, era colto dal tarlo della gelosia: specie quando altri uomini si accostavano a Lei. I loro sguardi compiaciuti dimostravano quanto apprezzassero la scelta del costume da strega che aveva addosso Letizia; anche perché e metteva sfacciatamente in risalto la linea più sex.

Comunque sia, tra tarli e birichinate, la serata si svolse magnificamente. La cena si rivelò deliziosa; le pietanze erano per la maggior parte composte di un menù a base di verdure e di zucca gialla. Servirono un antipasto a base di frittelle di zucca, sottaceti e salumi vari; formaggi locali, freschi e stagionati, accompagnati da vini d’eccellenza per gli adulti e bibite gassate per i bambini. I primi piatti si basarono su risotto alla crema di zucca; ravioli ripieni sempre di zucca e speck, e fusilli al pomodoro. I secondi fornivano una scelta svariata per tutti i gusti: dal fritto di pesce misto, agli arrosti di carne e salsiccia; dalla cacciagione alle semplice cotolette. Alla fine della cena, per una frazione di secondi, spensero tutte le luci della sala – chiaramente previo avvertimento- giusto il tempo che i camerieri impiegarono per l’entrata in sala dell’enorme torta a forma di zucca, finemente decorata da artisti pasticcieri e circondata dalla luce tenue delle candele.

Al termine della serata, ai bambini fu consegnata una fiaccola in cioccolata e con la fiamma di pasta di mandorle; e agli adulti una piccola zucca –sempre in pasta di mandorla-.

 

Laura

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia: modelli ambigui.

Post n°906 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da lascrivana

Una soffice coltre di neve aveva iniziato a ricoprire la montagna; e la luna, che faceva capolino tra le cime degli abeti, ne rischiarava il candore delle piccole chiazze bianche depositate sui rami. Come Renato e Letizia, imboccarono la strada del villaggio, furono accolti da un’enorme zucca luminosa posta su un grosso palo di legno: proprio vicino all’insegna che indicava la via del ristorante. Per l’occasione la gente del villaggio aveva adornato le proprie case con lucine arancioni; e zucche illuminate sparse nei giardini: erano davvero un bel vedere. I ragazzi, mascherati da zombi, streghe, spaventapasseri e scheletri; se ne andavano in giro da porta a porta per il dolcetto scherzetto; non mancava nemmeno la strega pupazzo che bruciava su una pila di rami e di tronchi. Letizia rimase letteralmente affascinata dall’atmosfera fiabesca che regnava in quel luogo; e non poté fare a meno di emettere continui gridolini di meraviglia; specie quando incrociarono un gruppetto di bambini vestiti di zucca: i loro costumi erano realizzati con feltro color arancio; mentre in testa portavano un cappello a tronchetto marrone striato di verde.

-Ma guarda, quanto sono carini quei bimbi Renato!-

-Guarda i loro genitori come li accompagnano orgogliosi e felici … piacerebbe anche a me avere un figlio-

- Non vorrai ricominciare con la storia del matrimonio Renato! Guarda che i bambini sono solo belli da vedere; mica da crescere!-

-Accidenti Letizia! Ma da dove ti viene tutto questo pessimismo?-

-Tu hai frequentato solo donne libertine che te l’hanno data senza problemi. Le mie amiche, tutte felicemente sposate, non fanno altro che lamentarsi dei figli viziati ed egoisti di oggi. Nonostante la presenza costante dei genitori, i ragazzi, non fanno altro che impasticcarsi e fumare canne per motivi futili;durante la notte, bevono oltremodo e s’inebetiscono in locali densi di fumo con la musica ad alto volume; per poi alzarsi tardi la mattina e andarsene in giro come zombi-

- Magari avranno i loro problemi-

-Si, una vita troppo facile e dei genitori che li adorano. Ogni sciocchezza è un buon motivo per urlare contro l’ingiustizia della vita! E’ ingiusta se un genitore li sgrida e cerca di dargli un’educazione; è ingiusta se cerca di portarlo dai nonni e dai parenti; e invade la propria privacy se cerca di dargli una morale. Insomma sono questi i gravi problemi che li portano rifugiarsi in felicità effimere, come la droga e l’alcool-

-E’ meglio cambiare discorso Letizia; non sopporto questa tua acidità stasera. Magari i ragazzi non sono più quelli di una volta ma hanno affrontato una vita difficile! Lo sai bene che l’essere umano è abbastanza complesso; e se non ha la possibilità di misurarsi con un’esperienza più forte che aumenti la sua autostima, finisce con il sentirsi inappagato e inadeguato!-

-Uno dei motivi per cui non ho mai rinunciato a te, nonostante la tua precarietà Renato: è la tua intelligenza e sensibilità… sono certa che saresti un buon padre-

-Allora? Perché non rispondi SI alla mia proposta di matrimonio?-

-Perché tu Renato, mi hai insegnato ad amare una vita diversa; mi hai fatto capire che mangiare la solita minestra, alla lunga disgusta. Che è più bello ritrovarsi di tanto e amarsi ogni volta come se fosse la prima; piuttosto che sguazzare nella monotonia di una vita di coppia … io avrei voluto un matrimonio quando avevo ancora vent’anni; prima ancora che tu mi ferissi con i tuoi continui tradimenti. Prima ancora di farmi provare l’ebbrezza di stare nelle braccia di altri uomini …-

-Mio Dio che ho fatto? Ho creato un mostro!-

Nella voce roca e profonda di Renato, si percepiva una nota di rimpianto e di colpevolezza. 

Letizia, non aveva nessuna voglia di continuare a discutere quella sera; così cercò di deviare la conversazione su altri argomenti; anche perché ormai erano quasi giusti al ristorante.

Laura

 

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia: una strega birichina.

Post n°905 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da lascrivana

Renato sgattaiolò via dalla casa di Letizia prima che i suoi genitori rientrassero; non aveva nessuna voglia d’incontrarli, né tantomeno dare spiegazioni per quella sua improvvisata: in fondo la sorpresa non aveva sortito l’effetto sperato! Il rifiuto di Letizia alla proposta di matrimonio gli bruciava da morire.

Non aveva nessuna voglia di rinunciare al suo proposito; così decise di trovare il modo di convincerla senza metterle fretta.

Per quella sera organizzò una cenetta romantica fuori; il fatto che fosse la fine di ottobre, e che i locali fossero agghindati per l’evento: lo aiutò a mettere in atto il suo piano.

Per l’occasione, prenotò in un ristorante vicino allo chalet di montagna di un amico; che si fece prestare per l’occasione:non aveva ancora esaurito il desiderio di passare ancora del tempo solo con lei.

 Renato passò a prenderla per le venti; salì in casa di lei solo il tempo di salutare i suoi e di aspettare che finisse di prepararsi. Quando mise piede nel salone, stentava a riconoscerla: per l’occasione, Letizia, aveva scelto di vestirsi con un costume in tono con la serata. I capelli, di un rosso tiziano, le scendevano morbidi sulle spalle; gli occhi, di color grigio verde, erano messi in risalto da un ombretto verde brillante. Il vestito che portava addosso, era tremendamente sex con l’orlo sfilettato e la vertiginosa scollatura che lasciava intravedere un corsetto di pizzo nero; sembrava una vera strega.  

- Sei una splendida strega mia cara Letizia. Sono sbalordito per la tua trasformazione! –

- E non è ancora finita, qui Renato; stasera ho intenzione di mettere in pratica le mie arti magiche-

-A quanto pare, non hai ancora finito di sorprendermi-

Una volta in macchina, Renato, non poté fare a meno di lisciare le gambe di Letizia; l'effetto serico dei collant sotto il palmo della mano : lo eccitò ulteriormente.

-Cerca di prestare più attenzione alla guida Renato!-

Lo rincalzò Letizia con una nota di rimprovero: -La colpa è tua letizia; non avresti dovuto indossare questi lunghi stivali assassini-.

Letizia concordò con lui; l’aver deluso le sue aspettative in merito alla proposta di matrimonio l’aveva fatta sentire in colpa… Così aveva deciso di sorprenderlo con una mise sex e arrapante. Gli stivali grigio topo che aveva scelto, avevano un tacco vertiginoso e coprivano tutto il ginocchio: lasciando libere le cosce piene.

Letizia, non era la classica donna magrolina, e nemmeno alta; comunque sia, faceva la sua bella figura con tutte le curve al posto giusto. Il continuo allenamento fisico le regalava una vita stretta; glutei sodi, e una pancetta a malapena percettibile. 

-Che ne dici Letizia, se saltiamo il ristorante e andiamo direttamente allo chalet?-

- Io dico che è meglio prolungare l’attesa dell’idillio; perché bruciare subito le tappe?-

- Come sempre hai ragione. Comunque, donde evitare brutti incidenti, copriti le gambe con il mantello; altrimenti non potrò più rispondere delle mie azioni-.

Letizia lanciò la testa all’indietro in un’argentina risata, e poi si affagottò nel mantello. 

-Va meglio così? Comunque anche tu sei bello stasera…mi piaci vestito così -

Renato aveva scelto apposta d’indossare uno smoking nero; voleva conoscere la sua opinione in merito di abiti da cerimonia. Non voleva deluderla il giorno che finalmente avrebbe potuto coronare il suo sogno d’amore con Letizia; e dal modo in cui lei lo guardava, aveva capito di aver colto nel segno: sembrava veramente colpita dal suo abbigliamento.

- Saresti uno sposo davvero fantastico-.

Ammise Letizia, con uno scintillio di desiderio negli occhi.

 

Laura

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia: le fasi dell:amore.

Post n°904 pubblicato il 26 Ottobre 2014 da lascrivana

Renato e Letizia decisero di rimanere in casa per quei due giorni; poiché Franco e Marina -genitori di Letizia- al loro rientro avrebbero sicuramente interrotto il loro idillio. Furono giorni meravigliosi; avere a disposizione la casa solo per loro: era stato un privilegio ambito e inaspettato. Una coppia di veterani, che ha sempre avuto la disponibjilità assoluta del proprio nido, non può sapere cosa si prova ad avere finalmente uno spazio proprio. Diedero libero sfogo alle loro fantasie: tutte quelle stravaganze erotiche, che una casa propria, poteva suscitare in una coppia appassionata. Già, l’aver fatto all’amore sul tavolo della cucina, o nella doccia, oppure sul tappeto del salotto: era una piccola soddisfazione per loro, che avevano agognato quel momento ogni qualvolta il desiderio era subentrato prorompente in presenza dei genitori di lei.

-Vedi Renato, se noi fossimo sposati da chissà quanto tempo, oggi non avremmo provato il brivido del proibito; per sopperire questa mancanza avresti dovuto trovarti un amante! E invece eccomi qui… Non sono tua moglie, non sono la tua amante; sono solo una donna che sa regalarti momenti unici. E poi non dirmi che con le altre non hai già sperimentato queste posizioni; magari lo fai abitualmente … però farlo con me è stato più appagante! Ammettilo!-

- Non nego che questi due giorni con te siano stati unici e meravigliosi… e che quello che ho provato, è stato a dir poco straordinario. Solo che rimango ancora dall’idea di volerti sposare. Ti prego Letizia dimmi di si!-

- Io dico che sposarci ti renderebbe infelice. Sei troppo abituato alla tua indipendenza; non hai nessuna responsabilità nei miei confronti. Sei sempre uscito con donne diverse e di qualsiasi età, senza avere una moglie che intralciasse le tue varie fasi: da ragazzo avevi il classico “complesso di Edipo” e andavi a letto con donne più grandi di te; poi, con l’avanzare dell’età, ti ha colto la sindrome di Peter Pan, e hai scelto di frequentare ragazze di gran lunga più giovani di te; pensa che l’ultima aveva compiuto 18 anni solo da qualche mese!-

-Sapevo che raccontarti tutto di me non era una buona idea, e che alla fine mi si sarebbe ritorto contro!-

- Questo mi ferisce Renato… io sto semplicemente dicendo la verità-

- E me la devi proprio spiattellare così crudelmente in questo momento… cosa non darei per tornare indietro e dimostrarti che sono un uomo diverso-

-Le cose non vanno così Renato… non si può tornare indietro; e se tu mi avessi sposato anni addietro, oggi saresti pentito di averlo fatto. Me lo avresti urlato contro tutte le volte che avremmo litigato. Ti saresti persino maledetto come fanno la maggior parte dei mariti!-

-Acida Letizia… acida e crudele. Infliggi parole che sembrano spilli, tanto pungono quando escono fuori da quella bocca deliziosa … bocca che avrei voglia di divorare di baci anche in questo momento-.

Non fini nemmeno di dire la frase, che si chinò sulle sue labbra piene e invitanti, e la travolse in un bacio lungo e appassionato. Si distaccò da Letizia, solo per urlarle contro le labbra ancora socchiuse, che lei era l’unica donna che amava, e che avrebbe fatto di tutto pur di dimostrarle che sposarlo era la scelta giusta.

Dal canto suo, Letizia, non aveva nessuna voglia di controbattere ancora; desiderava godersi in santa pace le poche ore rimaste prima del rientro dei propri genitori.

 

Laura

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Letizia. Proposta di matrimonio.

Post n°903 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da lascrivana

Per Letizia, quell’anno la primavera arrivò in anticipo; e questo naturalmente non si riferisce alla stagione: bensì a Renato. Arrivò che era autunno inoltrato; quando già il primo freddo iniziava a farsi sentire; e i comignoli sulle case a fumare. 

Arrivò come un soffio di vento: leggero e inaspettato. Letizia era intenta a innaffiare le piantine sulla veranda, quando la sagoma familiare di Renato comparve all’orizzonte. Si avviava verso la sua casa con passo veloce; con un impeto e un’euforia che la lasciò interdetta. Non appena ebbe accorciato la distanza che li separava, facendo gli scalini a due a due, la abbracciò sollevandola di peso.

-Ehi! Non ti aspettavo. Che magnifica sorpresa!-

Esclamò Letizia, prima che Renato le tappasse la bocca con un bacio lungo appassionato; e a fatica si distaccò da lei, per paura che sua madre potesse comparire all’improvviso. 

- Stai tranquillo Renato, i miei non ci sono e non torneranno prima di domani-

Lo sguardo che Letizia lanciò a Renato, era abbastanza eloquente; avevano aspettato anche fin troppo quel momento; e prima ancora che se ne accorgessero, si trovarono avvinghiati nel suo lettino: con la bocca di Renato che sembrava volesse divorarla tutta, mordicchiando e assaporando ogni centimetro del suo corpo. 

Dopo aver appagato i loro desideri: si sedettero sul lettino per fumare una sigaretta. 

-Sai Letizia … penso che sia arrivato il momento di sposarci; mi sei mancata molto in queste ultime settimane-

-La vecchiaia inizia a farsi sentire eh Renato? Ecco perché sei tornato prima del previsto – 

Il tono ironico di lei, non sfuggì di certo a Renato; anche se questo non fu sufficiente a smontarlo dall’idea del matrimonio. 

-Dai Renato! Non puoi dire sul serio! Tu hai bisogno dei tuoi spazi; della tua libertà…-

-Questa vita di nomade mi ha stancato. Ho bisogno di crearmi una famiglia, di costruirmi una casa… ho bisogno di passare più tempo con te!-

-Non dire sciocchezze! Siamo insieme da 15 anni; ne abbiamo passato di tempo insieme!-

Affermò Letizia, spegnendo la sigaretta nel posacenere posto sul comodino; e avviandosi in cucina, sentendo il desiderio di prepararsi un buon caffè.

Renato la seguì a sua volta: ben deciso a non abbandonare l’argomento.

-Ma Santo cielo Renato, non dirai sul serio? Ormai sono molti gli uomini che decidono di restare single! Pensa che da quando avete preso questa saggia decisione, secondo le statistiche, la durata della vostra vita è aumentata -.

-Smettila di scherzare Letizia!-

- Non sto scherzando Renato! Non mi sento di assumermi la responsabilità di sfatare questi sondaggi –

- Che fai? Mi prendi per i fondelli? Guarda che se continui così dovrò punirti -

Per tutta risposta, Renato, spense la macchinetta del caffè, e si buttò Letizia sulle spalle come un sacco di patate: ignorando le sue proteste.

Si avvicinò al tavolo della cucina, e la fece sedere sopra. Dopo essersi sistemato comodamente tra le sue gambe; mise in atto la sua punizione. Un castigo che Letizia gradì tantissimo.

Laura

 

 

.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »

 

C@nt@storie e L@ur@ hanno il piacere di presentare il racconto: "Insegnami da essere figlia", un viaggio nel tempo che mostra i due lati diversi della medaglia: Mentre nel passato ci troviamo davanti a una donna in grado di gestire una famiglia sin da giovanissima, ma anche molto ingenua e infantile per quanto concerne i rapporti sessuali; nell'ambiente odierno ci troviamo invece a dover affrontare una ragazzina impertinente che già a dieci anni sa tutto sul sesso e a dodici ha già avuto il suo primo rapporto, ma che non capisce un accidenti di come si manda avanti una casa.

 

Colpevole o innocente?