Creato da lascrivana il 19/09/2010
poesie prose e testi di L@ur@

Un passo indietro per farne uno avanti.

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Un passo indietro per farne uno avanti.

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Un passo indietro per farne uno avanti:" Gravidanza a sorpresa".

Post n°328 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da lascrivana

Me ne stavo comodamente seduta sulla poltrona vicino al camino a pensare agli eventi  degli ultimi giorni, quando la voce argentina e gioiosa di Clara mi riportò alla realtà:

-Sibilla! C’è Giorgio al telefono e vuole parlare con te-

Sorpresa e felice allo stesso tempo mi alzai dalla poltrona e con uno scatto felino ero già vicino all’apparecchio con la cornetta in mano.

-Buonasera Giorgio-

-Buonasera Sibilla … hai qualche minuto da dedicarmi?-

-Certo, anche più di un minuto ; dimmi sono tutt’orecchi!-

Risposi ironicamente.

-Volevo dirti di non dire nulla di Lucilla ai miei genitori e a Beppe-

-Tranquillo …non mi sarei mai permessa senza prima avertene parlato-

-Bene … era questo che volevo sapere-

Anche se c’era un certo imbarazzo a parlare tra di noi per telefono; nessuno dei due aveva intenzione di salutare e chiudere la cornetta.

Così prendemmo il coraggio a due mani e iniziammo la nostra lunga conversazione, parlando per quasi due ore.

Giorgio telefonò anche la sera successiva e l’altra ancora e poi l’altra ancora, fino a farla diventare una felice consuetudine.

La cosa non faceva piacere solo a me; ma anche a Clara e ad Armando, che si scambiavano ogni sera un occhiata complice e soddisfatta.

Anche Beppe iniziava a fare domande più specifiche a riguardo, anche se poi si accontentava di una mia laconica stretta di spalle.

Era ancora troppo presto per illuderlo di una qualsiasi possibile relazione tra di noi; anche se ormai era chiaro anche per me che Giorgio non chiamava solo per domandarsi di come stava Beppe.

Anche perché prima faceva al massimo due telefonate a settimana e parlava solo con Beppe e i genitori; ora invece dopo averli velocemente salutati desiderava parlare con me; tanto è vero che oramai mi facevano rispondere direttamente al telefono.

Le giornate alla fattoria trascorrevano come al solito; tanto lavoro, tante cose nuove da imparare e tanta voglia di vivere.

Dalla gioia per la nascita di un vitellino  o un agnellino , alle entusiasmanti galoppate nei boschi.

Da qualche giorno però qualcosa non andava in me; una strana nausea mattutina mi lasciava perplessa.

Non avevo mai sofferto di stomaco!

Così, preoccupata ne parlai con Clara:

-Oh Clara cosa mi sta succedendo?-

-Tesoro, ricordi l’ultima volta che hai avuto il ciclo?

O hai già dimenticatola notte passata con Giorgio?-

La cosa mi allarmò e non poco!

A pensarci bene questo mese li avevo saltati ed ero già in ritardo di qualche settimana.

Clara chiamò Concetta, la sua amica ostetrica per farmi visitare,rassicurandomi che aveva assistito a molte gravidanze e parti in paese.

-Non avremmo potuto dirlo prima alla moglie del veterinario?

Fa sempre nascere tanti vitellini!

-Sibilla ma ti sei bevuta il cervello!

Esclamò Clara scandalizzata.

Vista la sua espressione sbalordita non mi restò altro che fidarmi e seguirla dall’ostetrica.

Ci recammo  a piedi a casa di Concetta, tanto distava solo a qualche chilometro di distanza dalla fattoria.

Era una casetta piccola e accogliente; m’invitò ad entrare in una stanza linda dalle bianche pareti, con un lettino sotto la finestra e un piccola credenza vicino allo stipite della porta.

Concetta confermò la gravidanza ,dopo un veloce test fatto con qualche goccia delle mie urine in una piccola provetta tirata fuori dalla credenza.

Dopo essersi congratulata con me e Clara, c’invitò a bere qualcosa di caldo per festeggiare.

Chiaramente ci sembrò brutto rifiutare; anche se in quel momento avevo lo stomaco chiuso dalla nausea.

Dopo aver bevuto una tazza di the caldo, ringraziammo caldamente la signora Concetta e ci scusammo di non poter abusare oltre della sua gentile ospitalità, in quanto era già ora di preparare il pranzo.

E fu proprio mentre ci avviavamo verso casa che Clara, con aria felice e preoccupata allo stesso tempo , mi domandò:

-E ora che farai?

Lo dirai a Giorgio?-

-Non ne ho la più pallida idea!

Devo ancora riprendermi dallo shock appena subito-

Risposi con espressione allibita.

 
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C@nt@storie e L@ur@ hanno il piacere di presentare il racconto: "Insegnami da essere figlia", un viaggio nel tempo che mostra i due lati diversi della medaglia: Mentre nel passato ci troviamo davanti a una donna in grado di gestire una famiglia sin da giovanissima, ma anche molto ingenua e infantile per quanto concerne i rapporti sessuali; nell'ambiente odierno ci troviamo invece a dover affrontare una ragazzina impertinente che già a dieci anni sa tutto sul sesso e a dodici ha già avuto il suo primo rapporto, ma che non capisce un accidenti di come si manda avanti una casa.

 

Colpevole o innocente?