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Il terzo tempo.

Post n°464 pubblicato il 13 Marzo 2023 da lontano.lontano
 

Se c'è qualcuno, anche se non appassionato di calcio, che abbia, almeno per una volta ascoltata una telecronaca di una partita, avrà sentito di certo la locuzione 'terzo tempo'.
E cos'è allora e cosa intendono dire quando abusano di questa, che potrebbe essere la figura retorica di qualcosa che non esiste?
Si sente citare a proposito di un calciatore che, in elevazione, colpisce il pallone con la testa.
Ma perché per descrivere un'azione tanto semplice, quasi automatica, elementare in questa pratica, si usa definirla 'terzo tempo'?
Non lo so e me lo posso spiegare soltanto con l'insipienza di pseudo intenditori di calcio che coniano neologismi
'ad minchiam' per apparire i nuovi depositari del calcistico verbo.
Nel calcio esistono due tempi di gioco, ognuno di 45 minuti, in certe occasioni la partita potrebbe pure allungarsi di eventuali altri minuti ma codeste estensioni temporali prendono il nome di tempi supplementari, e sono altri due da 15 minuti, di terzi tempi non si parla.
E non se ne parla neppure se l'arbitro prolunga la partita, sia nel primo che nel secondo tempo regolamentare, se ci sono state delle perdite di tempo oggettive.
Un pallone che arriva alto, quando viene colpito è un'unica azione, non è divisa in tempi perché se così fosse, si dovrebbe definire primo tempo il movimento del calciare, secondo tempo la traiettoria aerea della palla e terzo tempo il colpo ma, in assenza di tali precedenti definizioni non ha senso l'ultima.
Probabilmente, chi parla al microfono pensa di essere un fenomeno, contando sul fatto che chi ascolta crede davvero di avere a che fare con uno che ne sa e dal quale si possa imparare qualcosa.
Mi chiedo cosa si possa imparare, se non la cialtroneria, da chi non usa la logica quando crede di stupire degli ascoltatori che ritiene dei sempliciotti.
Un calciatore in una fase di gioco può 'prendere il tempo' ad un avversario ma questo significa anticiparlo, o sovrastarlo o essere più rapido nel movimento ma tali azioni mai possono essere sinonimi di 'terzo tempo'.
Io potrei essere più credibile se inventassi il neologismo: 'Domenedì' che potrebbe essere il lasso di tempo che intercorre tra la domenica ed il lunedì e non sarebbe illogico esistendo di fatto i due giorni, essendo loro bene identificabili mentre non sono identificabili i tempi antecedenti il terzo in questione.
E' di moda dire o fare qualcosa senza chiedersi cosa si sta concretamente dicendo o facendo.
Un esempio ci viene dalla parola 'locdaun' che tutti hanno usato con ilare civetteria, in realtà ha questa etimologia
dall'angloamericano 'lockdown' confinamento di prigionieri nelle loro celle per un periodo prolungato di tempo, solitamente come misura di sicurezza a seguito di disordini; il momento in cui tale confinamento inizia.
Le parole hanno un valore ed un ben preciso significato, altrimenti sarebbero inutili, per cui dovrebbero essere usate con precisione ed oculatezza e non buttate a caso in attesa di aver qualcosa da dire.

 

 
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