Creato da lascrivana il 19/09/2010

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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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Fedora (Undicesimo Capitolo)

Post n°1226 pubblicato il 24 Luglio 2016 da contastorie1961

Fedora esitò più del dovuto. Le parole di Alan l'avevano lasciata ammutolita, come poteva dirglielo?

-Dimmelo, Fedora. Ora sai perché è veramente importante quel portagioie- ripeté Alan.

L'uomo aveva perso ogni traccia di aggressività, tanto da farle provare una sensazione di tenerezza nei suoi confronti. Quasi si pentì di aver fatto quella telefonata, ma all'inizio le aveva fatto davvero paura.Come se avesse evocato qualcosa, il campanello della porta li fece sobbalzare entrambi.

-Aspettavi forse qualcuno?- disse Alan, sulla difensiva.

-No, ma è meglio che tu non ti faccia vedere. Vai in camera e lascia fare a me, me la sbrigo velocemente- mentì.

Quando aprì la porta, si trovò davanti lo sguardo severo di due agenti di pattuglia.

-Buonasera. La centrale ci ha avvisato di una richiesta d'aiuto proveniente da questo indirizzo, è lei che ha chiamato?- disseil più anziano dei due.

Fedora sfoderò il più bel sorriso di cui era capace.

-Si, in effetti si. Anzi, mi scuso per avervi fatto correre per nulla, ma sono troppo ansiosa, e a volte esagero- rispose civettuola.

L'uomo alzò un sopracciglio, rivolse un'occhiata significativa al collega e tornò a prestarle attenzione.

-Signora, è sicura che vada tutto bene? Qualcuno l'ha minacciata?- chiese senza staccarle gli occhi dal seno.

-Il mio fidanzato. E' molto geloso, ma fa più rumore che altro, non mi ha mai sfiorata-

-E adesso se n'è andato?-

-Si, certo. Tra poco mi telefonerà per chiedermi scusa, fa sempre così-

Dubbioso, l'agente annuì.

-Va bene, ma se dovesse aver bisogno non esiti a chiamarci, è il nostrol avoro-

Dopo essersi nuovamente scusata e averli ringraziati, Fedora tirò un sospiro di sollievo.

Richiusasi la porta alle spalle, si fiondò in camera da letto.

Alan era in piedi, vicino alla finestra.

-Cosa voleva la polizia da te, li avevi forse chiamati?- chiese senza voltarsi.

Fedora attese un istante prima di rispondere. Mentire ancora sarebbe stato assurdo, specialmente ora che Alan si era confidato. E poi si stava innamorando di lui, su questo non ci pioveva.

-Si, li avevo chiamati io- disse avanzando nella sua direzione. Quando gli fu accanto, gli sfiorò la spalla con le dita.

-Mi avevi fatto paura, temevo che mi avresti fatto del male, perdonami-

A quel contatto Alan s'irrigidì, quindi si voltò. Il suo volto, dapprima di pietra, si rilassò sino a sfociare in un sorriso.

-Ero disperato, ma adesso sai tutto di me e di quel portagioie, mi aiuterai a recuperarlo?-

Fedora avvertì un brivido attraversarle tutto il corpo. Di slancio, gli gettò le braccia al collo e lo baciò con passione.

-Si, lo farò, anche se sarà difficile scoprire a chi è andato-

Staccandosi da lei con delicatezza, Alan la fissò con intensità.

-Ma, poco fa, mi hai detto che sai con esattezza a chi l'hai dato- non c'era più animosità nella sua voce.

Fedora abbassò gli occhi, quindi prese un gran respiro.

-A quest'ora Sergio sarà ancora in piedi, dobbiamo partire da li se vogliamo cavarne qualcosa- disse tornando a fissarlo.

-Sergio?- chiese lui, stupito.

-Si, don Sergio, il parroco-

Alan continuò a fissarla, sembrava confuso.

-Ho dato a lui il portagioie. Come già ti ho detto, non mi piaceva e volevo sbarazzarmene. Conosco Sergio da molti anni, sin da quando frequentava il seminario, siamo amici-

Alan proruppe in una risata.

-E tu regali un oggetto simile a un prete?-

-Mi parlò di una pesca di beneficenza, e mi chiese se avevo qualcosa che non mi serviva più, così ho pensato subito al portagioie-

Alan iniziò a passeggiare nervosamente per la stanza.

-Quindi potrebbe averlo chiunque- disse infine.

-Credo proprio di si, ma se stiamo qua a rimuginare risolveremo ben poco. Sergio è sempre stato presente durante la pesca, era lui che ritirava i biglietti e consegnava i premi, magari ricorda a chi è andato-

Finalmente Alan smise di camminare.

-Hai ragione, inutile restare qua a rinfacciare cose che ormai sono passate. La mia unica preoccupazione, è che la persona che ne è in possesso possa scoprire ciò che contiene veramente-

Fedora scosse energicamente la testa.

-Non credo proprio. Io stessa l'ho guardato bene e non ho notato nulla. Quel doppiofondo dev'essere stato fatto a regola d'arte e, secondo il mio parere, la chiave si trova ancora al proprio posto-

Apparentemente convinto, Alan annuì.

-Ok, allora andiamo a trovare questo don Sergio-

 
 
 
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