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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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« Sono tra di noi, ma non ...L'immensità del mare »

La logica delle sottrazioni

Post n°1749 pubblicato il 25 Giugno 2020 da lascrivana
 

 

C'è una logica matematica che sfugge sia a chi fa politica, sia a chi approva decreti: i risultati delle sottrazioni, sono sempre un numero minore da quello di partenza; il risultato delle addizioni e delle moltiplicazioni un numero maggiore da quello di partenza.  Mettiamo da parte la legge dei ricchi che sottraggono ai poveri; e analizziamo quella che coinvolge la popolazione.
Partiamo dall'aumento dell'età pensionistica, il che vale a dire aumento della disoccupazione: così mentre gli anziani lavorano,  i giovani disoccupati avanzano richieste di mantenimento. E se io, misera cittadina, avanzo con un po' di logica matematica, mi rendo conto che i risultati siano scellerati tanto quanto i decreti emessi. Ora analiziamo i fatti:  se un lavoratore va in pensione a 60 anni, il posto viene sostituito da un giovane, quindi gli stipendi che contribuiscono alla crescita dell'economia sono due. Una riforma sanitaria che prevede maggiori aiuti alla popolazione malata, è un incremento di crescita dei guariti. Ma la crescita della popolazione fa paura, mette ansia e io non ho ancora capito il perché? Il mondo è vasto e ospita tutti. Il classico proverbio che dice "morto un papa se ne elegge un altro" non trova fondamento nei sentimenti; poiché se io amo quel papa, preferisco che viva il più a lungo possibile.
Chi è chiamato a governare, deve essere d'esempio, dimostrando rispetto e amore per la vita; e certe leggi devono essere cestinate subito dopo averle lette. Il favore deve essere destinato sempre agli operatori che eseguono lavori, che ad una certa età diventano più pesanti. La pensione deve essere riportata a 60 anni. Lo stato deve provvedere alla tutela dei posti di lavoro ed alla crescita economica. E' vero che a 60 anni oggi siamo ancora giovani; ma a quell'età il lavoro deve diventare una scelta, non un obbligo a sfavore dei tanti giovani che aspettano una sistemazione. A 60 anni si possono dirigere centri sociali che offrono aiuto ai disagiati; si possono dare lezioni gratuite ai figli dei non possidenti. Un maggiore impegno nel sociale che giustifica la pensione in età precoce ( se così la vogliamo chiamare a 60 anni) e  che dia un aiuto sia umanitario, che economico. In base al lavoro svolto, lo stato può obbligare il pensionato ad una mansione più leggera e adeguata alla forza fisica.  Un barattamento che porterebbe tutti ad una pensione paritaria, e ad un maggiore sviluppo economico. Io dico che se si vuole si può fare di meglio. Nel mio piccolo, come Vittorio Alfieri, io dico lo "volli" ... io! Chissà loro

 
 
 
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Un blog di: lascrivana
Data di creazione: 19/09/2010