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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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« Pian pianino, si arriva ...Il viaggio »

Progetti dietro le sbarre.

Post n°1884 pubblicato il 03 Aprile 2022 da lascrivana

 

James Redford osservava in religioso silenzio il magnifico panorama che poteva godere dalla vetrata del suo studio. L'eleganza e la raffinatezza del mobilio che arredava l'ampio appartamento al terzo piano di uno dei quartieri più chic di Londra, era frutto di tutti i sacrifici che aveva fatto per diventare un architetto prestigioso.  Grazie alla ristrutturazione delle case più lussuose di Greenwich, negli ultimi dieci anni, aveva avuto un ascesa notevole.

Ogni volta che guardava fuori dalla finestra,non poteva fare a meno di pensare alla squallida vista che la prigione di Belmarsch gli aveva offerto per 15 lunghi anni. Malgrado tutto, quegli anni in carcere, per lui erano stati una vera panacea per farlo guarire da uno dei mali peggiori che Westminster poteva trasmettere:  terrorismo e delinquenza.

All'età di diciassette anni, dopo la morte in un incidente stradale dei suoi genitori, la sorella Loreley fu costretta a lavorare sodo per potersi prendere cura di lui. 

E fu proprio grazie alla maggiore età della sorella,  che non fu necessario affidarlo ai servizi di assistenza sociale; magari se qualcuno all'epoca lo avesse adottato, forse non sarebbe stato condannato per omicidio.

Non era un assassino, aveva ucciso per difendersi, ma purtroppo la causa malavitosa che lo aveva coinvolto, non gli aveva fatto di certo avere la meglio sul verdetto del processo.

La sorella lavorava di notte in un pub, e lui girolonzava per strada frequentando losche compagnie. Affascinato dalle loro auto sportive, non aveva esitato ad accettare sporchi lavoretti pur di comprarne una. In fondo il suo era un compito facile, doveva solo eseguire consegne come un semplice fattorino su una motoretta.

 
 
 
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Data di creazione: 19/09/2010