La Serie A da uno a dieci-Trentasettesima giornata

I voti alla trentasettesima giornata di Serie A.

Iniziamo con Empoli-Salernitana. Avvincente match, con un Empoli (7) che, sebbene non avesse nulla da chiedere, ha onorato il campo, realizzando un goal con un azione bellissima (9). I campani (8) hanno giocato bene, hanno creato, ma purtroppo per loro Perotti (5) si è fatto ipnotizzare da un super-Vicario (9), la cui unica pecca è stata l’uscita sul goal preso. La parata su Bonazzoli però merita 10 perché è da cineteca.

A Verona si è giocato a calcio e bene! 9 a Verona e Torino per lo spettacolo regalato al Bentegodi. Bravi! 9 a Brekalo per il goal, 9 a Berisha per le parate, 10 a Montipò perché la parata su Zima, anche se quest’ultimo era in fuorigioco, è simile a quella di Vicario.

Lo Spezia (8) vince e resta meritatamente in Serie A per quanto fatto vedere in questa stagione. L’Udinese (6) nonostante non avesse più nulla da chiedere, ha giocato la sua partita, ma lo Spezia ha dimostrato di avere più mordente. 9 a Molina per il goal, 8 a Verde e a Gyasi per i gesti tecnici effettuati sui loro goal.

Bel match tra Roma e Venezia. I veneti (7) passano subito in vantaggio, ma la loro gara è stata senza dubbio condizionata dalla sciocchezza di Klyine (1). La Roma (7) ha spinto, ma è stata fermata solo dalla sfortuna (4 traverse) anche se alla fine se Johnsen (4) fosse stato un po’ più sveglio, avrebbe potuto perdere (immeritatamente, sia chiaro).

Un buon Sassuolo (8) trionfa contro un Bologna che, per bocca del suo stesso allenatore, sembrava già in vacanza (4 ai felsinei). 10 a Berardi per il super-goal.

Nell’Insigne-day, il Napoli (8) gioca una buona partita contro un Genoa (6) che, al netto della traversa di Yeboah e del goal sbagliato clamorosamente da Portanova (4), subisce la superiorità partenopea. 8 ai goal di Lobotka e Oshimen.

Il Milan (7) sente profumo di scudetto grazie ad una prestazione da squadra solida, attenta e grazie a due giocate di Leao (8, anche se Musso ha delle responsabilità sul goal e perciò gli diamo 5) e Theo Hernandez (10, che goal!). L’Atalanta (6) prova a far male al Milan, ma sbatte contro il muro rossonero. 2 a Gasperini per il comportamento nel post-partita in tv.

L’Inter tiene ancora accesa la speranza-scudetto vincendo meritatamente a Cagliari. I nerazzurri (8) hanno giocato una buona partita contro il Cagliari (6), che si è difeso come poteva creando pure pericoli, ma non è questa la partita per la quale i sardi devono recriminare per la loro posizione di classifica. 9 a Lautaro per la prestazione, 9 a Darmian e Lykogiannis per i goal.

La Sampdoria (10) strapazza la Fiorentina (4) giocando una grande partita. Bella l’azione del goal di Quagliarella (9).

La gara tra Juve e Lazio non è stata affatto brutta. Oltre il molto bello (e giusto) il tributo dello stadio a Chiellini e a Dybala, la partita è stata avvincente e diamo 7 a tutte e due le squadre. 9 a Morata per il goal.

Inoltre

Tanto di cappello a Giorgio Chiellini, Lorenzo Insigne e Paulo Dybala, per la carriera fatta  nelle loro squadre.

La Serie A da zero a dieci-Trentaseiesima giornata

I voti alla trentaseiesima giornata.

Iniziamo da Inter-Empoli, con i nerazzurri (7) che dopo un avvio pessimo riescono a rialzarsi e a vincere meritatamente. L’Empoli (6) parte alla grande, ma poi viene fuori la superiorità dell’Inter. 9 per la doppietta a Lautaro e 9 a Pinamonti e a Asllani per i goal.

Il Genoa (6) vince. Ha il merito di crederci, ma è stato più un harakiri della Juventus (5). Menzioni per Dybala e il suo goal (9), per Criscito (8 perché dopo la settimana scorsa ci andava un gran coraggio a ripresentarsi sul dischetto al ’95), e per il goal sbagliato da Kean (0, nemmeno ad “Oggi le Comiche”).

Bella gara, in cui non sono mancate le emozioni, tra Torino e Napoli (7 a tutte e due le compagini). Il Napoli alla fine ha vinto meritatamente (qualcosa in più l’ha creato), ma anche il Toro ha giocato una buona partita. Da segnalare un Belotti in spolvero (8), a cui è mancato solo il goal.

Anche tra Sassuolo e Udinese bella gara, con gli emiliani (7) che pagano la legge del “Goal sbagliato goal subito”. I padroni di casa hanno creato, ma non hanno concretizzato e puntualmente è arrivato il goal dei friulani, che prendono un 6. Da segnalare la bella parata di Silvestri su Traoré nel finale (9).

La Lazio (7) vince disputando una buona gara contro una Sampdoria (6), che perde, ma almeno un goal forse l’avrebbe meritato. Menzione per Luis Alberto e la sua freddezza sotto porta nell’occasione del 2-0 (9).

L’Atalanta (7) torna a vincere e a regalare momenti di buon calcio, che per la verità anche lo Spezia (6) ha regalato, pagando la disattenzione difensiva sul goal del 2-1 bergamasco, che ha fatalmente indirizzato la partita.

Il Venezia (6) vince in extremis contro un Bologna che come al solito, si è giocato la sua partita sebbene non avesse più niente da chiedere al campionato. 10 alla magia di Schouten sul goal del 3-2 felsineo, 1 all’arbitro Marinelli e ai suoi collaboratori, perché col VAR a disposizione, non puoi dare un rigore come quello concesso al Venezia.

Il Cagliari pareggia al ’99 contro la Salernitana una partita che sembrava persa. Per quello che si è visto in campo il pareggio, anche se arrivato all’ultima azione, ci è sembrato giusto. Diamo 6 ad entrambe le compagini. Menzione per il migliore in campo, nonché autore del goal del pareggio sardo, un goal che pesa come un macigno: Giorgio Altare (8). 2 invece a Radunovic e Ribery, perché farsi espellere dalla panchina lo troviamo demenziale e basta.

Il Milan vince e convince (8 ai rossoneri) nella “fatal Verona”. Bella prestazione dei rossoneri, che nonostante siano andati in svantaggio, hanno sempre dato l’impressione di poter fare loro la gara, contro un Verona (7) non certo rinunciatario. 9 all’immarcabile Leao e 9 al “bomber” Tonali.

Vittoria meritata anche per la Fiorentina (8), che nel primo tempo fa due goal ad una Roma (5) probabilmente stanca mentalmente per la partita di coppa di giovedì scorso. 8 a Bonaventura per il goal.

La Serie A da inclassificabile a dieci-Trentacinquesima giornata

Prima di iniziare con i voti alla trentacinquesima giornata, intendiamo rivolgere le condoglianze ai familiari di Mino Raiola. R.I.P. Mino.

Ora i voti.

Iniziamo col Napoli (10) che travolge il peggior Sassuolo della stagione (2). Rimpianti per gli azzurri (giocando così forse la classifica sarebbe stata diversa) e per i neroverdi (sono entrati in campo?).

Vince il Verona (7), che onora il campionato ancora una volta, giocando un buon calcio. Il Cagliari (5) forse perde immeritatamente (pali colpiti e occasioni fallite), ma i sardi dimostrano di avere ancora dei problemi. 8 al goal di Joao Pedro, anche se inutile.

La Sampdoria (6) porta a casa un derby per lei fondamentale. Il Genoa (6) forse non meritava di perdere, ma se non segni, non vinci. 8 a Sabir, 10 ad Audero (“Man of the match per la sua parata sul rigore), mentre non ce la sentiamo di crocifiggere Criscito. IL rigore l’ha sbagliato Baggio in una Finale Mondiale, può sbagliarlo pure lui.

Girandola di emozioni a La Spezia, con due squadre dalle difese “ballerine” (si vedano i goal realizzati e soprattutto come sono stati incassati (motivo per il quale diamo 5 a tutte e due le squadre: anche City-Real è terminata 4-3, ma la qualità era un pochino differente…). 2 all’arbitro Pairetto e ai suoi collaboratori: il goal di Acerbi era da annullare e col VAR certi errori non sono più scusabili.

Vince la Juve (6), che dopo un buon primo tempo cala nella ripresa, acciuffando la vittoria nel finale contro un Venezia (6) che non si è arreso. Menzione per Aramu (9 per il goal) e il “Man of the Match” Bonucci (8).

Vince il Toro (7), al termine di una partita equilibrata contro l’Empoli (6). 9 al “Man of the Match” Belotti.

Vince il Milan (7), dopo aver creato (e sprecato) molto, alla fine trova tre punti meritati. La Fiorentina (6) subisce, ma non rinuncia a giocare. Leao si riscatta dopo un goal sbagliato alla Calloni, menzione per Maignan (8), dopo essere stato spettatore per tanto tempo, decisivo.

Vince l’Inter, dopo un buon primo tempo, nella ripresa cala, ma i tre punti sono meritati. L’Udinese (6) perde, ma non fa la figura dello sparring-partner.

Partita non priva di emozioni fra Roma e Bologna, fra goal sbagliati e colpi di scena. Le due squadre (7 ad entrambe) ci sono parse in salute. 8 a Pellegrini perché sfiora l’Eurogoal.

La Salernitana (7) continua a sognare la grande rimonta che le consentirebbe la permanenza in Serie A, contro un’Atalanta che non sembra neppure più lei (5). Cos’è successo?

Inoltre

2 ad Andreazzoli e all’Empoli per le eccessive proteste. I rigori c’erano e l’espulsione di Verre ci poteva stare. Dunque stop.

Inclassificabile al tifoso dello Spezia seduto nei pressi della tribuna stampa che continuava ad insultare ignobilmente Immobile, tanto che i telecronisti (probabilmente informati che gli insulti si sentivano in tv) hanno chiesto scusa (anche se non era certo colpa loro, ci mancherebbe…). Ci si dirà: come quell’essere negli stadi ce ne saranno in abbondanza (ed è così), ma noi abbiamo udito lui, a cui chiederemmo che soddisfazione si è preso ad insultare un avversario invece di gustarsi la partita.

 

La Serie A da due a dieci-Trentaquattresima giornata

I nostri voti alla trentaquattresima giornata di campionato.

Iniziamo con Torino-Spezia. Vittoria ultra meritata dai granata (8), che dominano il match, ben più di quanto lasci pensare il risultato. Lo Spezia (5) è stato ridotto al ruolo di sparring-partner. 8 al “Man of the Match” Lukic.

7 all’Atalanta, che ritrova la vittoria contro il Venezia (5). Dopo un buon inizio, i lagunari si sono ridotti pure loro, come lo Spezia, a fare lo sparring-partner.

L’Inter (9) domina contro una Roma che, dopo un inizio discreto, è stata travolta dai nerazzurri (5 ai giallorossi). Menzione per l’azione del primo goal nerazzurro (10), da far vedere in tutte le scuole calcio e menzione per il goal di Brozovic (9).

Il Verona e la Sampdoria (6 a tutte e due), si dividono la posta in palio. I veneti hanno creato di più, ma i liguri hanno saputo fronteggiarli abbastanza bene.

Vittoria importantissima della Salernitana (8), che può quindi tornare a sperare nella salvezza. La Fiorentina (5) perde meritatamente, lasciando per lunghi tratti l’iniziativa ai campani. Igor (4) compie un errore imperdonabile sul secondo goa. La scena della scarpa di Nicola è uno spettacolo (9).

Bella gara tra Bologna e Udinese (7 a tutte e due), favorita dal fatto che le due compagini ormai possono considerarsi tranquille. Belle le azioni del goal dell’1-0 e del goal dell’1-1 (8 ad entrambe).

Il Napoli (5) getta via un’altra occasione e a questo punto rischia pure il terzo posto. Gli azzurri perdono, non riuscendo a gestire il vantaggio di due goal. Bravo l’Empoli a crederci e a raccogliere una vittoria che, per quanto si è visto, è parsa meritata (8 ai toscani). 2 a Meret per l’errore clamoroso sul goal del 2-2, 9 al “Man of the match” Pinamonti.

Il Cagliari (6) perde immeritatamente a Genoa, dopo aver dominato il secondo tempo. Il Genoa (6) coglie tre punti insperati, che consentono ai liguri di continuare a sperare nella salvezza.

Vittoria strameritata del Milan (9), che dopo lo svantaggio iniziale si riprende e porta a casa tre punti d’oro, contro una Lazio (5) che per lungo tempo ha subito i rossoneri. Menzione per Pioli (9), che comunque vada anche quest’anno ha fatto un lavoro fantastico (e ieri sera ne abbiamo avuto un’altra conferma, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno).

Infine la Juventus (6) vince a Reggio Emilia contro un buon Sassuolo (7). I bianconeri hanno acciuffato nel finale una vittoria “pesante”, che ipoteca la qualificazione Champions, ma i problemi rimangono, dal momento che il loro migliore in campo per noi è stato Szczesny (7), un’altra volta decisivo alla faccia di quelli che ad inizio stagione volevano trucidarlo (e qui, va detto: bravo Allegri che ha continuato a dargli fiducia). Bella l’azione del goal del Sassuolo (9).

La Serie A da inclassificabile a dieci-Trentatreesima giornata

I voti alla trentatreesima giornata di Serie A.

Partiamo da Spezia-Inter. I nerazzurri ritrovano la loro solidità e la loro compattezza (e prendono 7), portando a casa senza tanti fronzoli tre punti fondamentali. I liguri (6) hanno giocato la loro partita, sfiorando il vantaggio all’inizio (8 alla tempestività di Handanovic). Menzione per il goal di Brozovic (9), il goal di Maggiore (8), ma soprattutto zero a NZola, perché puoi sbagliare un goal, puoi giocare male, ma almeno il regolamento lo devi conoscere. Thiago Motta è stato fin troppo bravo, ci fosse stato Mazzone ad uno così gli faceva fare dieci giri di campo a calci nel culo.

Il Milan (6) vince senza infamia e senza lode lo scontro col Genoa (5), rimanendo provvisoriamente al primo posto. Bello il goal di Leao (8).

Vince meritatamente il Cagliari (8), giacché si è giocato praticamente ad una porta sola. Il Sassuolo (5) genera solo un’occasione nel finale, un po’ poco.

Vince meritatamente anche la Salernitana (7), che raccoglie tre punti dopo una buona prestazione, contro una Sampdoria poco incisiva (5 ai blucerchiati). Le colpe non erano tutte di D’Aversa.

L’Udinese vince 4-1 e il risultato dice tutto. Bella gara dei friulani (9), ormai ad un passo dalla salvezza, mentre l’Empoli (5) ha palesato un calo sia atletico sia di gioco. Menzione per il goal di Samardzic (9).

A Firenze si continua giocare bel calcio, con una Fiorentina (9) che domina la gara ben più di quanto dica il punteggio di 1-0. Poco incisivo il Venezia (5).

La Juventus (5) stecca contro un buon Bologna (7), andando non oltre un pareggio che ad un certo punto sembrava insperato. Ma poi è arrivato l’attacco di giargianesite acuta di Medel (inclassificabile). TI è andata già di lusso che non hai beccato rigore e tu invece di stare ai primi danni, regali uno spettacolo indecente, insultando gli arbitri? Per cosa? Il fallo di Soumaoro era netto. Bene ha fatto l’arbitro a sbatterlo fuori. 9 a Morata per il gesto tecnico che ha propiziato il goal di Vlahovic, 3 ad Allegri perché ci sta stufando. La prestazione della Juve è stata insufficiente, allora perché tirare fuori vaccate tipo “Partite così ad inizio stagione le avremmo perse” volendo farci credere che tutto va bene e che lui è stato pagato straprofumatamente per raggiungere gli stessi risultati del suo predecessore (che non aveva mai allenato).

Anche la Lazio pareggia in extremis contro il Toro. I granata hanno giocato una bella partita (8), dimostrandosi per larghi tratti superiori ai rivali. Toro alla grande, Lazio piccina (5).

Il Napoli (5) inizia bene, ma poi si ferma. La Roma (7) raggiunge nel finale un meritato pareggio. 3 a Mourinho: basta….

A Bergamo ci è sembrato di rivedere l’Atalanta di Gasperini che per tanto tempo ci ha deliziato, peccato per i tifosi atalantini che la squadra in questione fosse il Verona. Gara praticamente perfetta dei veneti (10 a loro e a Tudor), eccetto per il goal preso, ma la vittoria è stata strameritata e figlia di una mole di gioco creata. L’Atalanta (5) conferma la crisi di risultati e di gioco che da tempo la attanaglia in campionato.

La Serie A da cinque a dieci-Trentaduesima giornata

I nostri voti alla trentaduesima giornata.

Iniziamo da Empoli-Spezia. Match equilibrato, con i liguri che forse hanno creato qualcosa in più, ma che ha dimostrato quanto sia l’una sia l’altra siano due compagini che in Serie A non ci stanno per caso: 7 a tutte e due.

L’Inter (8) dimostra quanto la vittoria contro la Juve sia stata importante dal punto di vista psicologico. Infatti i nerazzurri ci sono sembrati “sbloccati”, ritornando a costruire gioco e azioni, contro un Verona non trascendentale, ma che non ha rinunciato a giocare (6 ai veneti). Menzione per Perisic e Barella, bello il modo in cui hanno costruito e finalizzato il primo goal (8).

La Juventus (7) vince a Cagliari e consolida il quarto posto. Con l’Inter indubbiamente i bianconeri hanno fatto una prestazione più bella, ma è pur vero che ieri, dopo il goal il Cagliari non ha più creato pericoli e la partita l’ha fatta la Juve (che ha meritato la vittoria). Il Cagliari (6) dicevamo, dopo l’1-0 non stato più offensivo, anche se comunque perdere contro la Juve per i sardi ci sta. Menzione per Joao Pedro (8, bel goal) e il migliore dei bianconeri, ovvero il solito Cuadrado (8).

La Lazio (9) domina a Genoa. I romani rispolverano il “Sarrismo”, con una prestazione in linea con i concetti calcistici del suo allenatore. Il Genoa (5) non inizia male, ma i biancazzurri sovrastano i liguri. Menzione per Ciro Immobile e la sua tripletta (9).

Vince e convince il Sassuolo (8), ormai non più una sorpresa per come gioca. L’Atalanta (5) non è più la macchina sforna-gioco delle ultime stagioni, o meglio: lo è ancora, ma solo in Europa. 9 a Traoré e 9 all’azione del primo goal emiliano: da antologia.

Il Napoli (5) perde un’altra grossa occasione per portarsi in testa alla classifica, perdendo (meritatamente) contro una Fiorentina ottima (9 ai viola), che dimostra di saper tenere testa a chi è sulla carta più forte di lei. Italiano (10) è stato l’artefice del successo della sua squadra, azzeccando i cambi al momento giusto. 9 all’azione del primo goal viola, 9 al goal di Osimhen, anche se inutile.

Tre punti d’oro per l’Udinese (7) a Venezia. I friulani sfiorano il goal del 2-0, subiscono il pari, rischiano di perdere e poi vincono, contro un Venezia (5) che dimostra comunque dei problemi. 10 a Becao. Salva la sua squadra dal goal del 2-1, poi va in avanti e segna. Se questo non è essere decisivo noi siamo i Rolling Stones…

La Roma (7) fatica ma vince. La Salernitana (6) sbaglia il goal del 2-0 con Kastanos (5) poteva e doveva fare di più), ma alla fine i giallorossi la spuntano dopo aver cercato di ribaltare il match. 9 a Radovanovic e a Carles Perez per i goal.

Bella partita fra Torino (7) e Milan (6), con i granata che forse hanno creato di più e con i rossoneri che per la seconda volta consecutiva non riescono a segnare e ad essere incisivi come dovrebbero.

Il Bologna (8) vince meritatamente, contro una Sampdoria che, a parte l’occasione di Caputo, ha creato poco (5 ai liguri). Menzione per Arnautovic (9), “Man of the Match”.

La Serie A da due a dieci-Trentunesima giornata

I voti alla trentunesima giornata di Serie A.

La prima partita ad essere stata giocata è stata Spezia-Venezia. Bel match (7 a tutte e due le compagini), in cui il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma il calcio si sa, è così.  Menzione per Aramu perché sfiora un goal su punizione che sarebbe stato fantastico (9 per il gesto tecnico) e che solo la sfortuna gli ha negato. Bravo lo stesso! A proposito, visto come siamo piazzati e visto che purtroppo il convento non è che passi chissà che cosa, Mancini perché non prova a convocare il calciatore del Venezia?

Vince la Lazio (7) contro un buon Sassuolo (7 pure agli emiliani). I romani riscattano la sconfitta nel derby, anche se a livello difensivo concedono ancora troppo. Bella l’azione personale di Lazzari (8).

Vince il Torino (6) contro una Salernitana (6) che fino a quando rimane in parità di uomini non sfigura affatto (anzi, forse non meritava lo svantaggio).

Vince senza entusiasmare la Fiorentina (6), ma vince in una gara non facile contro un ostico Empoli (6). Sono divampate polemiche per l’arbitraggio. Noi riteniamo che Massimi e i suoi collaboratori abbiano valutato bene l’episodio del goal annullato (quello sul Terracciano è fallo, punto e basta), mentre l’arbitro è stato frettoloso forse nel caso della prima ammonizione a Luperto. E’ però vero che se andiamo a vedere tutte le ammonizioni del campionato, non la finiamo più, perciò diamo 3 ad Andreazzoli per la sua uscita contro l’arbitro.

Vittoria pesante e meritata del Napoli (8) a Bergamo. Tre punti d’oro che rilanciano le ambizioni sculettate dei partenopei, che offrono una bella prova, al netto delle assenze. L’Atalanta (6 prova a reagire, ma alla fine cede, dimostrandosi poco attenta in fase difensiva. 9 al goal di Politano (bella azione e bella finalizzazione).

Dilaga l’Udinese (10), che dopo un inizio incerto, demolisce il Cagliari (3, così diventa dura salvarsi…). Menzione per Beto (9), “Man of the Match”.

La Roma (7) vince con una prova da squadra solida, che concede poco. Tre punti che rilanciano i giallorossi e le loro ambizioni europee. La Sampdoria (6) non demerita, ma pecca di incisività.

Veniamo al derby d’Italia. La Juventus (8) ha dominato, purtroppo ha avuto un torto: non l’ha messa dentro, ma siamo certi che il rimpianto per i bianconeri è sia per la sconfitta, sia per il fatto che se avessero giocato sempre con l’intensità di ieri sera, forse non parlerebbero di quarto posto. L’Inter (6) porta a casa tre punti immeritati in base a quanto si è visto in campo, ma fondamentali per la corsa allo scudetto. E’ stata una partita agonisticamente intensa, in cui gli arbitri ad un certo punto sono andati in tilt. Sul rigore per l’Inter (che c’era) hanno agito da regolamento (del resto pure in Salernitana-Torino un giocatore è entrato in area e il rigore è stato fatto ribattere), ma c’era pure un rigore per la Juve, trasformatosi in punizione (e col VAR questi errori non sono scusabili). Irrati e i suoi colleghi non ci sono comunque sembrati all’altezza della situazione per la troppa insicurezza e la poca autorevolezza con la quale hanno diretto: 4! Menzione per il migliore in campo: il sempiterno Cuadrado (8). Menzione anche per Szczesny (7), per aver neutralizzato un altro rigore (e per poco non concede il bis!).

Vince il Verona (7), che continua a dimostrarsi una squadra ben assembrata, tenace, che gioca anche bene. Il Genoa (5) dopo un primo tempo da spettatore nella ripresa cerca di reagire, ma i veneti hanno meritato il successo. Menzione per Simeone e il suo goal (8), da vero puntero.

Il Milan (6) perde l’occasione di restare in vetta alla classifica pareggiando una partita in cui comunque qualcosa ha creato, ma in cui avrebbe potuto fare di più. Buona la prova del Bologna invece (7 ai felsinei), anche se nel secondo tempo calano e subiscono l’iniziativa avversaria (ma ci sta assolutamente contro il Milan a San Siro).

Inoltre

Stavolta ci sbizzarriamo.

3 a Tony Damascelli. Già che uno così pontifichi ancora in tv grida vendetta (Damascelli tanto per intenderci era quello che quando lavorava al “Giornale” spiava cosa scrivevano i colleghi e lo riferiva a Moggi), ma la perla: “L’Inter con i due attaccanti in questa condizione non va avanti. Tanto che ha vinto ad Anfield Road con un gol di Sanchez”, quando a Liverpool ha segnato Lautaro con un gran goal e Sanchez è stato espulso, è da antologia delle vaccate.

9 ad Alessio Tacchinardi e 2 a Sandro Sabatini. Nell’analizzare il post Juventus-Inter a Pressing, Tacchinardi cercava di dire legittimamente la sua, ma Sabatini lo interrompeva continuamente. L’ex centrocampista bianconero ad un certo punto ha detto al giornalista “Lasciami parlare!”, stufo delle continue interruzioni. Sabatini è bravo come giornalista, ma il fatto che non lasci parlare gli altri è insopportabile. Sei in una trasmissione televisiva, ascolta pure gli altri (senza parlargli addosso), altrimenti monta un palchetto e fai un comizio! Bene ha fatto Tacchinardi a risentirsi, un po’ di civiltà non guasta.

Un’ultima considerazione su quanto già scritto in precedenza. In Salernitana-Torino e Juve-Inter sono stati fatti ribattere due rigori. Decisione ineccepibile da regolamento, infatti in entrambe i casi almeno un giocatore era entrato in area al momento del tiro. In base a quanto vediamo tutte le domeniche è una decisione che gli arbitri dovrebbero prendere un po’ più spesso.

Perché?

Non sembra vero. Siamo passati da un sogno ad un incubo dei peggiori. Siamo passati da far piangere gli inglesi in casa loro a piangere noi in casa nostra per una sconfitta contro la Macedonia. Perché?

Da ore si assiste alla feroce ricerca di capri espiatori, su tutti Gravina e Mancini, ma anche Jorginho per i rigori sbagliati nel girone, Berardi per il goal sbagliato ieri, Donnarumma secondo alcuni colpevole sul goal subito (e lì diciamo subito la nostra: lasciate stare Gigio, quello era il classico “ Tiro della Domenica”, il macedone ha pescato il jolly). In pochi si fanno la domanda: perché?

Quattro anni fa venne rovesciato tutto addosso ad un uomo (che almeno uscì contro la Svezia e nel girone arrivò dietro la Spagna, altro che Macedonia e Svizzera!). Ora?

Che Mancini nel giro di qualche mese sia passato da “Uomo della Provvidenza” a perfetto ebete, non ce lo farete mai credere. Certo, se pensiamo che da Campione d’Europa in carica, Valcareggi si beccò i pomodori e venne scortato dalla polizia per aver perso una Finale Mondiale contro il Brasile di Pelé, Tostao, Gerson e Rivelino (dopo che solo qualche giorno prima la sua Nazionale ci regalò la partita più emozionante di tutti i tempi), in proporzione Mancini e i suoi cosa meriterebbero?

Dunque via Gravina, via Mancini, piazza pulita? Basterebbe?

Basterebbe una Rivoluzione in FIGC?

Sinceramente non sappiamo. Una cosa è certa: questa Nazionale è più forte della Svizzera e della Macedonia, quindi non merita alibi. La domanda però è: era più forte di Belgio, Spagna ed Inghilterra? O è stato un episodio, come fu per la Danimarca del 1992 che, arrivata quasi per caso all’Europeo (noi almeno questo no), batté Francia, Olanda e Germania? Come direbbe Quelo: la seconda che hai detto (almeno la sentenza del campo è stata questa).

Eravamo bambini quando la Nazionale nel 1982 superò Argentina, Brasile, Polonia e Germania, conquistando alla grande il Mondiale in Spagna. La stessa Nazionale, pochi mesi dopò pareggiò contro Cipro grazie ad un’autorete cipriota e ad una parata di Zoff nel Finale, per non parlare della sconfitta 2-0 in Svezia che fu tale solo perché Zoff si superò, altrimenti sarebbe stata goleada svedese. Allora però era una Nazionale che stava esaurendo il suo ciclo, questa avrebbe dovuto iniziarne uno.

Perché dunque?

La risposta se la deve dare il calcio italiano. Non tiriamo fuori la scusa che le squadre sono zeppe di stranieri. Lo erano già l’anno scorso e lo erano già nel 2006, quando si è vinto il Mondiale.

Il problema è che ora pure le squadre Primavera sono zeppe di calciatori stranieri, il che rende più difficile costruire una Nazionale di livello.

Diciamoci la verità però, quella di ieri è una vergogna (più decoroso sarebbe stato uscire per colpa di CR7 che non della Macedonia). Forse Barella non è il “Nuovo Tardelli”, forse Jorginho non è da Pallone d’Oro (ma nel Chelsea però continua a giocare, come Verratti nel PSG), Immobile non è un Vialli o un Paolo Rossi, ma con la Macedonia dovevano vincere. Scaricare addosso a Mancini è riduttivo (anche perché, onestamente: chi doveva convocare? Avesse avuto la possibilità di tornare trent’anni più giovane la vinceva da solo).

E qui veniamo al punto. L’Olanda post-Cruijff si guardò due Mondiali in tv. La Francia post-Platini idem. Il Belgio, che negli anni 80 ebbe un periodo soddisfacente (una Finale di un Europeo e un quarto posto al Mondiale 1986) è sparito per anni dai radar per poi essere, oggi, una delle Nazionali qualitativamente più forti. Noi siamo passati  dal dover lasciare a casa il Mancini calciatore (genio assoluto), dal permetterci di dire a Vialli di non giocare in Nazionale, andando più indietro dallo scegliere fra Causio e Claudio Sala (averceli oggi!), a quasi prendere in considerazione l’idea di richiamare Balotelli.

Sono cicli.

Ieri, uno di questi, che solo sei mesi fa sembrava non solo nato, ma cresciutello per l’età che aveva, forse è già abortito.

La Serie A da due a dieci-Trentesima giornata

I nostri voti alla trentesima giornata.

Il Sassuolo (9) dilaga contro uno Spezia (5), parso fin troppo remissivo, la cui unica nota positiva è stata il goal di Verde (9).

Il Genoa (7) continua a sperare dopo una vittoria tutto sommato meritata, contro un Toro poco incisivo (5), che non sfrutta la superiorità numerica a causa della sciocchezza di Ostigard (2).

Il Napoli (7) vince meritatamente contro un’Udinese (6) che ha tenuto finché ha potuto. Bello il goal di Deulofeu (8), 9 al mattatore del match: Osimhen.

L’Inter continua a perdere terreno (5). Troviamo riduttivo dare tutta la colpa all’infortunio di Brozovic. Marcelo è fondamentale, ma una crisi di risultati come quella nerazzurra non si può imputare ad un solo calciatore, l’Inter ci è parsa poco brillante (anche se poteva vincere). Bene invece la Fiorentina (7).

Bella (e meritata) vittoria del Milan (9), che domina a Cagliari, divorandosi goal e segnandone uno bellissimo (10 a Bennacer)  frutto di un’azione superlativa (10). Alla fine ha rischiato di pareggiare, ma questo Milan merita di stare dov’è, non si discute. Il Cagliari (5) ha subito i rossoneri, alla fine ha mancato il pari, ma sarebbe stato troppo.

Tre punti pesanti come macigni per la Sampdoria (8), che congela la partita nel primo tempo. Male il Venezia (5). 8 al “match-winner” Caputo, 3 al portiere del Venezia  Maenpaa, autore di un’ingenuità clamorosa.

La Juventus vince senza patemi la sfida con la Salernitana (7 ai bianconeri). Bel primo tempo dei bianconeri, che nel secondo tempo hanno giocato “al risparmio” contro una Salernitana che ha impegnato Szczesny una volta sola (ma non in un intervento certo difficile), ma si è battuta con onore (6 ai campani). Bentornato a Dybala, autore di un goal di pregevole fattura (9).

Bella gara tra Empoli e Verona (7 va tutte e due), due squadre che si confermano belle realtà. 10 al giovane Cancellieri per il goal, bravo! 4 a Simeone perché è vero che i rigori non li sbaglia chi non li tira, ma che lo sbagli, poi te lo fanno ribattere e lo sbagli di nuovo, è da record!

10 a Mourinho e alla Roma, che tritano la Lazio come un Hamburgher. 9 a Pellegrini per la punizione. 3 alla Lazio e a Sarri, che forse devono ancora capire che il derby, è iniziato, si è giocato ed è finito.

Vittoria dell’Atalanta (7) che prende tre punti pesanti, contro un buon Bologna (7).

La Serie A da meno cento a dieci-Ventinovesima giornata

I nostri voti alla ventinovesima giornata di Serie A.

Iniziamo con Salernitana-Sassuolo. I campani (6) pareggiano, dimostrando che, sebbene sia complicata la via per la salvezza, non intendono stare a pettinare le bambole per il resto del campionato. 6 anche al Sassuolo perché, al netto della giornata-no di Consigli (3), poteva fare di più e portare a casa il successo. 9 al goal di Traoré.

Vittoria strameritata dello Spezia (10), che vince e convince contro un Cagliari che è stato sottomesso in tutto e per tutto dai liguri (4 ai sardi).

La Juve (7) zitta zitta si avvicina alla zona-scudetto, con una prestazione da squadra solida. I due goal presi nel giro di poco tempo sono stati una mazzata per la Sampdoria, che comunque ha creato grattacapi ai bianconeri (per questo diamo 6 ai blucerchiati). Menzione per Morata (8), che si sta “Mandzukicizzando” sempre più e Szczesny (8), che para l’ennesimo rigore alla faccia di chi lo insultava ad inizio campionato.

Il Milan vince (non senza fatica) contro un buon Empoli (7), che ancora una volta dimostra di non avere alcun timore reverenziale nei confronti delle squadre più forti. I rossoneri (7) danno comunque la dimostrazione di essere in testa alla classifica non per caso, dimostrando sia di saper cantare, che portare la croce.

Bella partita tra Fiorentina e Bologna. I felsinei (7) tengono  bene il campo, fallendo anche delle occasioni da goal, fino a quando Bonifazi compie un’ingenuità clamorosa (3) che compromette la partita dei suoi compagni. La Fiorentina (7) dimostra di essere ancora la squadra gradevole ammirata per tutto il campionato. 9 a Skorupski per la super-parata su Biraghi.

Vittoria meritata per il Napoli (8), che si riprende dal black-out casalingo sul Milan sfornando una prestazione convincente. Il Verona (6) ha cercato di opporre resistenza, ma ha pagato a caro prezzo l’ingenuità difensiva sul secondo goal (da 4) e l’ingenuità di Faraoni (da 3). Sugli scudi il “Man of the Match” Osimhen (9) per la doppietta.

L’Udinese (8) pareggia una partita che meritava di vincere contro una Roma che invece trova un punto insperato per quanto prodotto rispetto all’avversario (5 ai giallorossi). 9 a Molina per il goal, 3 a Zeegelar per l’ingenuità.

Nonostante sia finita 0-0, non sono mancate le emozioni in Atalanta-Genoa. Sia i bergamaschi (6, hanno concesso troppo) che i liguri (7, hanno guadagnato meritatamente un punto su un campo per loro non certo facile) hanno costruito palle goal.

L’Inter pareggia nel recupero, ma denota ancora problemi. I nerazzurri acciuffano un punto nel finale, ma non convincono (e prendono 5), anzi devono ringraziare l’arbitro Guida e suoi collaboratori (2, col VAR certi errori sono inammissibili) per non aver fischiato il solare rigore su Belotti, che avrebbe certamente potuto cambiare le sorti del match. Bene i granata (7), che hanno il torto di sciupare il match-ball e cadono vittime dell’antica legge “Goal sbagliato, goal subito”, ma per il resto forniscono una buona prestazione di squadra.

La Lazio (7) fatica, ma ottiene una meritata vittoria, contro un Venezia poco pericoloso (5), che non riesce nell’intento di strappare il punticino.

Inoltre

Due a Pierpaolo Marino. Se la prendesse con Zeegelar, non con l’arbitro.

Zero ad Antonio Candreva. Non certo per il rigore sbagliato (i rigori non li sbaglia chi non li tira), ma perché a trenta secondi dalla fine si è distinto per “burinaggine”. Perdi 3-1, mancano trenta secondi, cosa te la prendi col raccattapalle perché non ti dà subito il pallone? Pensavi di fare due goal in trenta secondi? Hai già sbagliato un rigore, stai almeno muto. Lui no, lui se non fa il giargianese non è soddisfatto.

-100 allo striscione dei tifosi veronesi contro Napoli e il Napoli. Felici per loro che Osimhen li abbia castigati.