Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

Random

Cose a Caso

 

Un uomo, un personaggio, un pezzetto di storia

Post n°617 pubblicato il 24 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

15 anni fa moriva Alberto Sordi. E con lui un pezzo di storia della commedia italiana.




Non solo attore e non solo comico ma  regista, sceneggiatore, compositore, cantante e doppiatore : una personalità eclettica che sapeva regalarci anche piccole pillole di saggia verità.
























Con il suo garbato cinismo e la sua cadenza romanesca, ha fatto sorridere, ridere e pensare un' intera generazione tant'è che al suo funerale parteciparono duecentocinquantamila persone.


Oggi sarebbe difficile ridere di quelle battute e di quei personaggi.
Oggi per fare commedia si ricorre allo scontato,  talvolta allo scurrile,  spesso  al demenziale.
Secondo i critici si salverebbe solo la produzione firmata Checco Zalone.
 

...quanto siamo cambiati!
 E forse quanto poco siamo abituati e quanto ci siamo disabituati a ridere delle e per le cose semplici.


C’è oggi, secondo voi, un qualche personaggio televisivo che  veicola il buonumore e ci fa sorridere e ridere con genuino piacere?

 

 
 
 

Ne abbiamo le tasche piene?

Post n°616 pubblicato il 22 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Parrebbe anche di sì.
Da sondaggi si legge che  1 italiano su 3 sarebbe disposto a espellere tutti gli extracomunitari da oggi a domani.
Più o meno lo stesso numero di cittadini affermerebbe di non aver nulla da condividere né in campo lavorativo né tantomeno nella sfera delle amicizie.
E ancora: una consistente percentuale di connazionali è contraria all'unione tra immigrati ed italiani.
Non solo, per  quasi la metà degli italiani il colore bianco della pelle è ancora un valore da difendere.




















E questo non riesco a chiamarlo diversamente se non  razzismo.

Ho sempre pensato che immigrazione potesse essere sinonimo di integrazione.
Sbagliando, forse.
O forse non considerando il numero massiccio ed esagerato di migranti sbarcati e sostenuti da un’ Italia delusa, impoverita, abbandonata.

Infatti, se solo una spicciolata di anni fa, nel 2014,  si era orgogliosi di salvare le vite dei rifugiati e si considerava l'accoglienza un valore importante, oggi , complice anche la politica con le sue campagne denigratorie e fomentatrici di odio, è intrisa di ostilità, razzismo, xenofobia, di rabbia verso il diverso.

Fa riflettere il rapporto di Amnesty International secondo cui però questa ostilità  non riguarda solo i migranti, ma anche i rom, gli omosessuali e addirittura i poveri.

Quasi che del diverso avessimo paura.
Il diverso, qualsiasi esso sia, non ci piace.
Ci destalibizza.
Tante volte diventa un capro espiatorio.

Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti siamo della stessa razza, dello stesso credo e e con lo stesso colore di pelle troveremmo qualche altra causa di pregiudizio?

O invece non si tratta di pregiudizio ma  abbiamo ragione ad averne le tasche piene?

 

 
 
 

Scienza batte Natura?

Post n°615 pubblicato il 17 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Niente è più dolce dell'immagine di una mamma che allatta al seno il proprio bimbo:
non si sa chi dei due dà e chi invece riceve.
E’ la Natura che si manifesta in tutta la sua vitale forza.

























Tante volte però la scienza ha la pretesa e l'orgoglio  di sostituirsi.
Ed è quello che avvenuto a N.Y.
Per la prima volta nella storia una transgender allatta al seno un bambino.
Grazie a una combinazione massiccia e sperimentale  di ormoni,  è riuscita a produrre una  quantità di latte sufficiente a sfamare per 3 mesi e mezzo suo figlio, un bimbo avuto dalla sua compagna.
Il caso appare sulla rivista 'Transgender Health' e viene riportato nella letteratura medica con la soddisfazione che solo una conquista sa dare.
Sarebbe, dice l’equipe statunitense,  un'opportunità non solo per transgender, ma estendibile a tutte quelle donne che non possono allattare.

Il latte materno indotto e prodotto però  non è stato ancora analizzato, quindi i medici non sanno se abbia lo stesso mix di componenti del latte delle neomamme.

Intanto però il bimbo con quel latte agli ormoni è svezzato.

Una conquista così si presta a  molti dubbi.
Di salute ma soprattutto etici.

Fino a che punto la scienza può e deve spingersi?

E’ un andare contro natura?

E ancora:  vale la pena sfamare un bimbo a dosi  importanti di ormoni o, laddove fosse necessario,  il classico e consolidato latte artificiale  resta comunque un gesto di meno egoismo e di più amore? 

 

 

 
 
 

A scorrimento continuo

Post n°614 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Senza sosta, inesorabile.






















Il contatore del debito pubblico presente sui maxi-led delle stazioni di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina fa bella mostra di sé, ma non certo dell'Italia.
Così ogni viaggiatore, guardandolo, perché non passa inosservato neppure nell’andirivieni frenetico di incontri e incroci nelle stazioni,  farà spallucce e continuerà la sua corsa.
O magari farà delle considerazioni.
 Forse imprecherà contro i governi che negli anni  hanno svenduto l’Italia al migliore o peggiore offerente. 
Abbiamo venduto tutto. Letteralmente tutto.

Anche la dignità.

Abbiamo solo dalla nostra debiti. Di quelli siamo ricchi.

E quelli nessuno li vuole.

Siamo un paese di vecchi.
Vecchi anagraficamente e vecchi di mentalità.
E come tutti i vecchi ripercorriamo a ritroso condendoli con nostalgia i nostri tempi quando  ci si indebitava per costruire una casina perché sul mattone ci si credeva, ci si faceva una famiglia e si facevano pure i figli.

Oggi i figli non si fanno più: il 2017 è stato l’anno con il picco più marcato di non natalità. Oggi  il primo vagito di un bimbo ha già un debito di 38.000 euro.
Al contrario in Norvegia un bimbo nasce con un patrimonio di corone che tradotto è di 161.000 euro e lo Stato lo mantiene agli studi.

Ve la sentite di dare torto alle coppie che decidono di non allargar famiglia?

Sui giovani da noi non s'investe, al più s'investono critiche.
S'investe invece  sul vecchio che, povero!, gli tocca ricorrere l’APE Volontaria:  ennesima illusoria italianata.

E intanto, fra Sanremo, delitti efferati e fiaccolate – umanissime per altro ma senza effetti concreti- , scandali e rimborsi,  va avanti la campagna elettorale scorretta come non mai e ci rassicurano:
la Crescita del Pil  nel 2017?    +1,4%     :   al   top   da   sette   anni.

 

 
 
 

L'importante è esserne convinti

Post n°613 pubblicato il 11 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Lei ne era davvero convinta quando dispiaciuta diceva :
*Cavoli! Dalla fretta ho dimenticato la pietra di quarzo. Speriamo vada comunque bene.*
Sorridendole, ho ripensato a una mia compagna. Ad ogni esame che fosse pieno inverno o piena estate indossava un maglioncino leggero e in lana  verde oliva.
Non sentiva il freddo né il caldo; percepiva solo la convinzione che quel maglione portasse bene.
E a quell'altro che puntualmente nelle giornate in cui doveva mettersi alla prova entrava in quel bar e puntualmente ordinava un tramezzino prosciutto e funghi,  anche alle 8 di mattin,  perché, sosteneva, quella volta aveva portato bene e quindi  a che pro rompere il rituale propizio proprio in un giorno  in cui  di fortuna ce n'era bisogno?

Convinzioni inconfutabili e inoppugnabili per chi ci crede.

Perché è solo una questione di testa.

Lo dice la scienza.
Secondo una ricerca  ogni oggetto se ritenuto fortunato può rendere realmente più fortunata la persona che lo ha con sé, a patto che questa creda nella sua azione benefica.

 Il quadrifoglio, il cornetto, il ferro di cavallo da soli o i rituali e gli oggetti non possono di certo cambiare il corso degli eventi ma la loro semplice presenza agirebbe sul cervello stimolandolo positivamente.

































Talismani, amuleti, portafortuna rientrano nelle credenze popolari e si perdono nella notte dei tempi.
Ogni cultura ha i propri oggetti ben auguranti e di buon auspicio.

In Egitto   lo scarabeo protegge dalle forze del male; la Daruma giapponese è  simbolo di perseveranza; la rana con gli occhi rossi e la moneta  in bocca è per il cinese di buon auspicio; l’occhio di Allah in Turchia protegge dal malocchio; le uova dipinte nell’Europa dell’Est sono simbolo di prosperità.

 

Ogni persona ha i propri portafortuna, forse…

…e voi avete un oggetto o un rituale  che  siete convinti  vi porti bene?

 

 
 
 

Loro sì che la sapevano lunga!

Post n°612 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Erano chiamati visionari, eppure  gran parte delle pre_visioni dell' inizio del XX secolo si sono dimostrate curiosamente azzeccate, quantomeno in linea generale visto che si basavano  su  conoscenze tecnologie dell'epoca.

Nel 1918 le aspettative di futuro erano riposte tutte in quella nuova strepitosa magia:  la corrente elettrica.

Per gli uomini di un secolo fa gli spostamenti erano un'ossessione.
 La Ford aveva inaugurato da soli 4 anni la prima catena di montaggio di automobili: sfornava  circa 5.000 veicoli l'anno.
I futurologi americani raccontavano che l'auto del futuro sarebbe stata completamente impermeabile, capace di funzionare in ogni condizione atmosferica, calda in inverno, fresca d'estate, con fiancate e tettuccio di vetro e senza volante.
Erano sicuri che da lì a 100 anni ogni famiglia ne avrebbe posseduta almeno una.

Le altre frontiere da conquistare erano il cielo e il mare: per questo alla fine del 1800 i più arditi pensatori si erano  immaginati sottomarini trainati da balene e mezzi volanti appesi a grandi uccelli.


Gli studiosi fantasiosi di allora descrivevano apparecchi  capaci di mostrare in ogni casa le rappresentazioni che si svolgono nei teatri e dispositivi che mostravano in diretta a migliaia di chilometri di distanza le battaglie e gli eventi catastrofici ma anche che mettevano in comunicazione genti lontane.
Ed ecco la prima idea di videochiamata.




















Non solo, ma si raccontava, quasi fosse una fiaba,  di armadi refrigerati meccanicamente in cui  conservare gli alimenti per giorni:  questo nuovo, fantascientifico  freddo avrebbe aperto la strada all'industria dei cibi pronti.

E poi, nel giro di un secolo,  il mondo sarebbe  stato sommerso di robot che guidano, puliscono in casa, fanno il bucato, stirano.
Da qui il primo prototipo immaginario e ingombrante del robottino aspirapolvere , tanto caro a noi donne di oggi.






















Senza dubbio, però le pre_visioni sorprendentemente azzeccate datate un secolo fa  riguardano l'ambiente e i combustibili fossili.
In Svezia, uno scienziato - Svante Arrhenius - calcolò che al raddoppiare della concentrazione di CO2 nell'atmosfera aumentava nell'arco di qualche secolo la temperatura del pianeta di 8 - 9 °C  .
Pur non riuscendo a descrivere gli effetti dell'inquinamento sul pianeta, arrivò alla conclusione che sarebbe stato necessario ridurre drasticamente l'utilizzo del carbone e dei derivati del petrolio.
Dall'altra parte del pianeta, a Washington, un tale Alexander Graham Bell  pensò all'utilizzo del sole, delle onde e delle maree come fonte di energia pulita che sarebbe arrivata nelle nostre case tramite  tubature speciali.


Di certo alcune di queste pre_visioni  fanno sorridere, altre fanno riflettere.
Alcune ci fan dire come la sapevano lunga, loro!

Chissà noi moderni che previsioni facciamo per il 2118 …

 

Secondo voi, proiettandoci sparati verso il futuro lontano,  cosa troveranno i nipoti dei  nostri nipoti?

 

 
 
 

Gioca coi fanti, ma lascia stare i santi!

Post n°611 pubblicato il 31 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Tutto nasce nel 2012 quando una ditta lituana che opera nel settore della moda e produce vestiti ha lanciato questa pubblicità.

















Nulla di strano, al primo colpo d’occhio.
Una donna in abito bianco con il capo fiorito e radioso di luce tiene in mano una collana; un uomo tatuato sfoggia jeans borchiati: ha lo sguardo puntato verso l’infinito e un bagliore incornicia il volto.
Accanto alle foto le didascalie  riportano:  "Madre di dio , che vestito!" ; "Gesù ,Maria ,che stile" ;  "Gesù, che jeans!"
E qui casca l’asino: mai sia di mischiare il sacro,  Gesù e la Madonna,  con il profano, il jeans, il vestito, lo stile.
 Sta di fatto che specialisti di pubblicità e membri della conferenza episcopale lituane concludono  che le foto sui manifesti non rispettano la religione e quindi sono una violazione della morale pubblica imponendo all'azienda una multa di 580 euro.

Oggi si ribalta il tutto: queste pubblicità non sembrano essere gratuitamente offensive o profane nè incitano all'odio,  anzi,  secondo i giudici , la multa inflitta all’azienda lituana  per aver offeso la morale pubblica ha violato il diritto alla libertà d’espressione.

 

E ancora per la Corte di Strasburgo è lecito usare le immagini di Maria e Gesù per la pubblicità.


Secondo voi, a prescindere dal buon gusto,   è un non rispetto verso la religione e il fedele o l’usare immagini di santi fa vendere meglio e non è atto blasfemo?


Che ne pensate?


 
 
 

Mattoncino su mattoncino: 60 anni di successi

Post n°610 pubblicato il 28 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il successo del Lego sta tutto nella concezione del gioco libero ma strutturato.
Libero perché fantasia e creatività  non conoscono limiti, strutturato perché ci va sì manualità ma soprattutto ordine mentale: con i mattoncini alla rinfusa non si costruisce nulla.

Chi di noi non ci ha mai giocato improvvisandosi ora architetto, ora ingegnere, ora muratore?

I ricordi mi portano indietro quando papà certe sere si sedeva con noi per terra.
Era bravo lui a costruire.Non gli crollava mai la casetta. E tante volte rimetteva in sicurezza anche la mia spesso sbilenca e tanto volitiva.
Mio fratello invece mostrava già allora la sua inclinazione logica.  Ogni singolo mattoncino posizionato così anzichè cosà aveva un suo perché, sempre ovvio e  razionale.

Da mamma mi sono ritrovata sul tappetone a dar vita insieme a mie figlie ad architetture  fantasiose e coloratissime.
Una di loro metteva insieme i mattoncini con passione; poi , soddisfatta e  sorridente diceva:
* per te , mamma!*
Quando però  era il momento di disfare l’opera un velo di tristezza calava dentro i suoi occhi.

Mi piace pensare che come allora i genitori di oggi trovino la voglia, l’entusiasmo, il tempo di tornare bimbi con i loro bimbi.



                                               Auguri Lego!

 

 
 
 

* Magna e bevi che a spenarte ghe penso mi*

Post n°609 pubblicato il 23 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Così avranno detto, sfregandosi pure le mani,  i due ristoratori di Venezia vedendo entrare nei loro locali i giovani turisti asiatici , polli da spennare, qualche giorno fa.

Che Venezia sia cara è risaputo.

D'altronde la citta così bella che pare un gioco di fata Morg
ana vive di turismo.

E sul turismo ci specula.

 Da sempre.
Nessuno è esente.

Dai gondolieri che caricano oltre alle coppiette innamorate anche le tariffe per remare lungo Canal Grande, ai bottegai  lungo le calli che vendono patacchie spacciandole per murrine di vetro soffiato, fino agli affitti per gli studenti che versano cifre esorbitanti per alloggiare in stamberghe spesso umide, fredde e scure.
E che dire dei bar in piazza San Marco?


 

























Da anni autorità e residenti lamentano che la città rischia di morire schiacciata dai troppi turisti, auspicando l’accesso a numero chiuso di visitatori, dimenticando, però, che se non ci fosse il turismo a tenerla in vita, la Serenissima, suggestiva anche con la nebbia,  morirebbe.


 



E così, stoltamente, qualche commerciante ha id
eato metodi sbrigativi e dal maggior ritorno economico per scoraggiare i turisti a visitare la Serenissima: rincarare i prezzi.


Ma il limite tra rincaro e truffa è labile.
Perché è truffa chiedere a qualsiasi avventore, indipendentemente dal colore di pelle e dal presunto  portafogli grosso di carte di credito,  per un pranzo di 3  fritture di pesce e 1 bistecca l’irrispettosa cifra di 1.134 euro ed è truffa anche presentare un conto di 350 euro per 3 pizze.

Ma davvero pensavano ‘sti pretenziosi veneziani  che gli studenti giovani  giapponesi fossero stupidi e non sapessero dare il giusto prezzo alla consumazione?
Beh, avranno dovuto ricredersi i disonesti.
Perché , con stile, gli universitari asiatici  hanno pagato e poi, quando ormai i ristoratori si gongolavano compiacendosi per tanta pecunia, si sono visti arrivare due distinte denunce che i ragazzi hanno presentato alla Guardia di finanza di Bologna dove vivono e studiano.

 “Non dà certo una bella immagine di Venezia e dei suoi ristoranti”-  dice il presidente del settore turismo sottolineando che “per fortuna però, questo come altri, sono casi isolati perché il cliente generalmente viene rispettato.”
Gliela diamo per buona ma il beneficio del dubbio resta visto che da anni si susseguono da parte dei turisti specie stranieri lamentele simili.

Ora, secondo voi,  visto che la notizia non è finita su un giornaletto di provincia , che idea avranno fuori confine e oltre oceano  dell'Italia  con tutta la sua immensa arte e con tutta la sua sfolgorante storia ?

… perché già bastavano e avanzavano tutte le buffonate  di cui la bella Italia si rende protagonista…

 
 
 

Troppo bello per essere vero

Post n°608 pubblicato il 20 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Una storia che aveva commosso.
Era rimbalzata fra giornali di tutto il mondo e pagine web.
Aveva scosso le coscienze la foto di Wang Fuman, il bambino cinese di 8 anni, che per andare a scuola camminava un’ora percorrendo quasi 5 Km. a -9°C.
Non aveva guanti, né sciarpa, solo ghiaccio fra i capelli.
* Non è faticoso* dirà e scatterà la solidarietà, l’unico investimento che non fallisce mai.
Lui è uno dei 61 milioni di bambini "liushou”, cioè  lasciati indietro.
I genitori che lasciano i figli per lavorare a Pechino, lontano migliaia di Km. da casa, sono 247.000.000.
Ma per Wang Fuman già si vede il lieto fine: le autorità stanziano 100.000 yuan, circa 12.000 euro, per garantirgli il diritto all'istruzione e al suo papà viene offerto un lavoro quasi sotto casa, vicino ai figli.

E siccome la generosità e la solidarietà umana possono prosciugare mari e abbattere montagne, la popolazione cinese si è attivata e attraverso un’associazione benefica, la Zhaotong Youth Development Foundation, si sono racimolati migliaia e migliaia di yuan.

Ecco, una notizia che apre il cuore.

 Troppo bello per essere vero!

Infatti, la Zhaotong Youth Development Foundation non ha  consegnato l'intera somma  perché diventare ricchi da un giorno all'altro non è sano , riporta.
Non solo, ma si legge che la società benefattrice intenda corrispondere al piccolo studente solo 8.000 yuan che tradotti sarebbero 1.000 euro.
Il restante?
Parrebbe venga suddiviso fra i compagni di classe di Wang , ma c’è chi ci vede l’inganno legalizzato perché, sostiene,  un’associazione non ha il diritto di ridistribuire a suo piacimento il denaro ricevuto e c’è anche chi pensa alla malafede della società.

Tutto il mondo è paese, non c’è dubbio!


























Tante volte la solidarietà è un’utopia necessaria.


A voi capita- o è capitato- di lasciarvi intenerire il cuore da situazioni strazianti al punto di compilare un bollettino, eseguire un bonifico, inviare un sms oppure  diffidate delle organizzazioni che promettono opere di solidale carità?

 

 
 
 

Aspettando il 4 marzo...

Post n°606 pubblicato il 16 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

...quando presi alla stanca apporremo, magari chiudendo gli occhi, una croce sul primo nome che la matita toccherà.
Però, ci va di lusso, almeno stando a quanto riportato dall’Huffington Post, questi non li vedremo più.



Continueremo, volenti o nolenti,  comunque a vederne altri.
Tutti noti e conosciuti.
Tutti uguali.
Perché loro, indiscriminatamente






































 

In mezzo al calderone di visi che scorrono già troppo insistentemente,  mi sono chiesta  se avessi  una    quale personaggio politico fra quelli che calcano i TG e che colorano le testate dei quotidiani non vorrei più vedere.

E non so scegliere.
Ne conto almeno 8.


Eppure, stamattina,  due fra i miei colleghi erano così sicuri: avevano un nome, solo un nome e  ben  preciso,  da far  volentieri e per sempre  uscire dalla scena politica.


Che dite, che sia troppo severa io o troppo di manica larga loro?



Mi ero riproposta che mai più avrei toccato questo dolente tasto,
ma la coerenza non è il mio forte…
Però prometto con tutta me stessa che in questi 50 giorni
ce la metterò tutta per non farmi indurre in tentazione …
...quanto a voi  datemi atto e fate finta di credermi


 
 
 

Come un figlio, più di un figlio

Post n°605 pubblicato il 12 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Negli States esiste già da tempo.
Google e Amazon non sono da meno.
Mai sia che noi potessimo non fare altrettanto!

Fino all’altro  ieri, esisteva  il "Pet Friday"  istituito dalla Nintendo Italia : si trattava di giornate in cui tutti i dipendenti potevano  portare i loro animali domestici in azienda e una volta al mese succedeva  anche nella sede di Mars Italia di  Assago.

Da ieri, grande svolta.
Negli uffici dell'assessorato alla Cultura del Comune di Genova è concesso portare il proprio cane.

Si tratta di uffici pubblici, ma non a diretto contatto con il pubblico
Unica condizione: che si ci sono persone allergiche o cane-fobiche .


























La scienza dice che  lavorare in un ambiente pet friendly ridurrebbe lo stress e renderebbe più produttivi.
Addirittura la presenza di Fido in ufficio porterebbe benefici all’umore e  incrementerebbe l’attaccamento all’azienda perché diminuirebbe il senso di colpa di lasciare l’amico che nulla chiede e tanto dà a casa da solo.

Per cui Fido starà fermo sotto la scrivania del padrone o s’accuccerà sulle gambe , magari dormirà o girerà fra fili di pc in cerca di qualche carezza o di una grattatina.
Nessuno si deconcentrerà, anzi!
E lui berrà solo in pausa mentre elemosinerà qualche briciola di brioche o di cracker.
E poi, tutti insieme,  bipedi e quadrupedi, andranno in pausa pranzo  e sarà di rigore  la passeggiatina che tanto fa bene al padrone  quanto  è fondamentale per l’amico a 4 zampe.

Dicono i pionieri di questa esperienza che il loro cane non ne soffre affatto: a lui interessa solo stare con il padrone, non importa dove.


 

Come un figlio, più di un figlio, vien da dire.

Eccesso o sintomo di civiltà questa nuova sperimentazione che a primavera arriverà anche nei musei genovesi?

 

 
 
 

A feste finite

Post n°604 pubblicato il 08 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

- Cose dell’altro modo! –brontolava– Mia cugina mi ha regalato quello che io le avevo regalato due anni fa. Ne sono sicura anche se la carta che lo ricopriva era diversa.
Giuro, sono stata malissimo. Non ho saputo far buon viso perché il gioco era troppo cattivo.-

Fare un regalo è un'arte: ci si deve immedesimare per un attimo nei gusti dell'altro.
Per quanto lo si scelga con cura, c’è sempre il rischio di sbagliare o che non sia gradito.
Mai ci aspetteremo di vederlo tornare al mittente, però.
E invece può succedere come è successo a mia cognata.

Fra tentativi di giustificare l’ingiustificabile cafoneria, ci siamo chiesti se noi avessimo mai riciclato ed  eravamo ben convinti che no, noi non l’avevamo mai fatto.
Poi, però, pensandoci bene…
-  Beh, a dire il vero, la bottiglia di grappa che non bevo l’ho data a M. tanto so che lui beve tutto. - diceva lui
-  Se devo essere sincera il set di presine e canovaccio violetto e arancione non ce l’ho fatta a tenerlo e l’ho dato a mia suocera- raccontava quella
- A me è successo con i vasi di peperoni sotto aceto e di pomodorini con l’acciuga : sono finiti dentro il cesto di Luigi. - continuava l’altro
E tu, Elena?
- No, di solito, o…però  quella crema mani troppo odorosa che m’aveva regalato è finita a lenire la pelle non mia. Non che abbia riciclato di brutto perché avevo detto alla mia amica: *Ho una crema mani che sa troppo profumo, la vuoi tu? * e intanto le tendevo la confezione senza fiocco.

Così abbiamo scoperto che neppure noi siamo immuni dall’arte del riciclaggi.





























Fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe sognato di confessare di averlo fatto.
E come tutte le cose alla moda ha anche un nuovo nome in inglese che la fa sembrare una pratica meno antipatica di quello che è. 

Regifting
suona meglio di riciclo.

Un italiano su due dichiara di aver riciclato almeno una volta un regalo di Natale e uno su tre più di una volta.
Poco meno della metà degli italiani si sta  organizzando o si è organizzato per smaltire i regali poco graditi: c’è chi li ricicla alla prima occasione, chi li dona in beneficenza e chi li vende online.
C’è chi prova a cambiarli e chi decide di tenerli come simbolo affettivo.

E voi avete mai fatto regifting?

... Sinceri, eh…

 



 
 
 

Cimeli di vita vissuta

Post n°603 pubblicato il 06 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il fatto:
nel 2005 il Comune di Roma acquistò da un collezionista italiano una prestigiosa collezione di giocattoli  costruiti fra il 1860 e il 1930. L’anno successivo la collezione si arricchì di altri 500 pezzi.
Nel 2011 a Roma fu allestito un deposito di 33.000 oggetti tutti in perfetto stato e con meccanismi funzionanti.
Ci sono 43 case di bambola, 100 giochi da tavolo, 92 giochi da costruzione, teatrini e soldatini. Più della metà sono di fabbricazione tedesca  e il resto si divide tra giochi di manifattura francese, italiana, inglese e americana.
Provengono dal mercato antiquario o direttamente da privati con tanto di nome del bimbo che vi ha giocato.

Un piccolo grande  tesoro.

L'intera raccolta doveva diventare il futuro "Museo del Giuoco e del Giocattolo" da allestire nelle storiche scuderie reali di Villa Ada Savoia che per l'occasione sarebbe state completamente ristrutturata.

Ma il Museo non è mai stato realizzato ed i giocattoli dal 2011 si trovano nel deposito.






















Leggendo questo non ho fatto alcuna considerazione ; ho semplicemente  ripercorso il tempo della mia infanzia.
Dei miei giochi all’aria aperta con i miei fratelli e con le amiche.
Delle liti in cortile, delle corse in bici, delle ginocchia spesso sbucciate e delle guance sempre rosa.
Dei miei giocattoli. Di quanto ne fossi affezionata e di quanto ne avessi cura.
Non ne avevo tanti. Anzi, non ne avevamo tanti dentro il baulotto di vimini  e spesso li spartivamo.
Ma due di loro non li condividevo affatto.
Il cane spelacchiato, ma con gli occhi azzurri e le orecchie lunghe  è stato mio compagno di avventure e disavventure.
Otta, la pigotta non troppo molliccia con le treccine e il vestito ormai smunto a cui avevo dipinto gli occhi di azzurro,  era colei che mi conciliava il sonno e accendeva  i miei  sogni di bimba.

Ora riposano nel baule fra le cose di un tempo…

Vi va di raccontarmi dei vostri giocattoli, cimeli di vita vissuta?

 
 
 

A lui c'affidiamo

Post n°602 pubblicato il 02 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Basta una ADSL, una tastiera, un monitor, un indice e la nostra curiosità àè bella che soddisfatta in un solo click.
C'affidiamo a Google e lui, puntuale e preciso, tiene nota .
A fine anno scatta un’istantanea che poi non è altro che il riassunto dei trecentosessantacinque  giorni appena trascorsi e degli interessi di noi utenti.

Perché la Catologna vuole l'indipendenza?
È stata la domanda a cui il maggior numero di utenti ha cercato risposta sul motore di ricerca così amato. Ma si sono anche documentati sul perchè fischiano le orecchie .

Google però non è solo un motore di ricerca.
E' anche un generatore di risposte.Perciò cerchiamo spesso i "come fare", cioè i tutorial.
E il più gettonato nel 2017 riguarda  Le olive in salamoia


Comunque, le 5 parole che hanno avuto il picco a livello mondiale nell’anno appena passato  sono state  Uragano Irma, iPhone 8, iPhone X, Meghan Markle.

Da noi, invece, primeggia Nadia Toffa che sì, aveva fatto parlare di sé per le sue inchieste, ma l'incremento smisurato di click si è registrato dopo lo svenimento di dicembre.
E questo fa riflettere sia perchè la notizia scalza  altri eventi di maggiore rilevanza, sia per la bramosia o l'interesse che nei più scatena spesso l’argomento salute.
Tant’è che nella rosa dei primi cinque più cliccati , oltre a Paolo Villaggio e Nicky Hayden , spicca Fabrizio Frizzi  e il suo malore.
Si sa: documentarsi  sulla salute e sulle sciagure  altrui è cosa buona e giusta…

Podio d'argento per Hotel Rigopiano, annientato da una valanga in cui hanno perso la vita 29 persone, travolto dalle polemiche e dalle mancate responsabilità. 
Italia-Svezia, il playoff che ha stabilito l'addio della nazionale di calcio ai mondiali di Russia 2018, è terza.

Seguono nell'ordine:




















 

Chissà se  a voi è capitato nell'anno appena passato di cercare anche una sola di queste parole?

Se ne avete cercate altre?

O se invece a lui non v'affidate?

 

 
 
 

♫•♥•♫

Post n°601 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s

 

Dicembre sta finendo e un anno se ne va

  Lo scenario non è roseo e questo non mi va.

Mi vesto di speranza: è tutto quel che ho.

E’ il solito rituale, come ogni anno ormai.

 Ma, ma oggi no,  proprio no

non voglio pensare a tutto ciò …

 



... che il 2018 sia per tutti  un anno ricco di  S




 

 
 
 

Canta che ti passa!

Post n°600 pubblicato il 27 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Che sia terapeutica non c'è dubbio.
Sa alleggerire le nostre giornate, farci compagnia, lenire lo stress regalandoci momenti di  relax: fa bene al corpo, al cuore e al cervello.
Addirittura stimolerebbe il nostro sistema immunitario e preverrebbe il declino cognitivo e la demenza.
L'uso della musica a scopi  medici  è documentato in numerose civiltà dal mondo antico ad oggi.

Alcuni studi mostrano come la musica di Mozart, per esempio, possa ridurre le crisi epilettiche.
Secondo una  ricerca -  azzardata, eh!  - dell'Università di Montreal ascoltare musica provocherebbe lo stesso piacere del fare sesso.


Mettendo insieme frequenza, tonalità e testo, un ricercatore olandese ha stabilito che la canzone con più effetti positivi è:
                                                              KLIKKA
stilando poi una classifica in cui comparirebbero gli Abba, i Beach Boys e Gloria Gaynor.

Brani che hanno fatto storia, indubbiamente, ma datati quasi che da allora a oggi non esista melodia da effetti simili.
 Che la musica sia generazionale è inoppugnabile.
Che sia soggettiva, pure: se per qualcuno la musica soft è una nenia, per altri quella heavy è solo rumore.

Joe Bennett, musicologo e professore del Conservatorio di Boston, ha composto


  definendola 'la canzone di Natale' più felice del mondo.

  Non so se sia davvero così... di 'sti tempi, però,  un po' di felicità fa bene a tutti.




























Per voi c’è una musica o una canzone fra tutte più benefica, più terapeutica, che vi mette subito di buon umore?

 

 
 
 

*♥♫♥*

Post n°599 pubblicato il 23 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 
Tag: auguri

 

Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco,
tutto è più dolce e più bello!
N.V.Peale
 
    L'infanzia è credere
che con un albero di Natale e tre fiocchi di neve
tutta la terra viene cambiata.
A.Laurendeau

Il Natale non è un giorno, ma uno stato d’animo
M.E. Chase

Natale non sarà Natale senza regali.
L. M.Alcott



Qualunque sia la vostra idea di Natale






 
 
 

Anche ridere può costare caro

Post n°598 pubblicato il 21 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Vilipendio: Dimostrazione di disistima o disprezzo che può assumere toni di scherno o di aperta ingiuria.

                               Offesa lesiva di valori riconosciuti e protetti dalla tradizione e
dalle leggi dello Stato.

 

Di vilipendio alle forze dell'ordine è l'accusa mossa alla donna che qualche giorno fa ha postato su Facebook una barzelletta sui carabinieri.
E' stata ritenuta irrispettosa, oltraggiosa e offensiva.
Rimossa immediata come immediate sono state le scuse verso l’Arma su cui si ironizzava.
Ora il Giudice stabilirà se ci siano gli estremi del reato di vilipendio alle forze armate.
Reato che di per sé sarebbe grave e meschino.
Dell'oggetto del misfatto non si ha visione; certo è, però, che da qualche fonte il colpevole avrà pur attinto.



























Quanti sono i libri di barzellette sul filone dei carabinieri scritti fino ad oggi e  che c'hanno fatto sorridere e ridere di gusto?

Solo su Facebook la pagina che  raccoglie *Barzellette sui Carabinieri* gode di 68.000 likes.
E contro di essa, ad oggi, non esiste azione legale.

Come in ogni barzelletta che si rispetti -  da quelle sull'onnipresente Pierino a quelle su Totti,  da  quelle sull'appuntatomaresciallocarabiniere  a quelle su moglie e marito-  ci può essere la sottile ironia, il bonario umorismo , il sarcasmo pesante o l'offesa.
Spesso il limite è labile.
E altrettanto spesso per sembrare simpatici si trascende dimenticando che la libertà di espressione finisce dove comincia il buon gusto.


Ammesso che si riconosca il reato di  *barzelletta_ vilipendiosa *, sarebbe dunque  doveroso rimuovere e censurare ovunque e per qualsiasi categoria ogni freddura, ogni umorismo e  ogni  spiritosaggine  diventando così allergici e intolleranti alla battuta… quasi censori?

 

 

 
 
 

100% italiano

Post n°597 pubblicato il 17 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Fatti con farina, burro, zucchero, uova, lievito madre.
Identici gli ingredienti per l’impasto dei due dolci diversi che fanno tanto Natale.





















E' questa la tendenza del Natale 2017 : panettoni e pandori rigorosamente italiani a conferma di una sempre maggiore sensibilità verso la provenienza di quello che portiamo in tavola.
Mentre la Melegatti ritira la cassa integrazione per i 70 dipendenti fissi e 250 stagionali,
i prezzi dei panettoni e dei pandori lievitano.
Addirittura triplicano per il prodotto artigianale.
Purtroppo, e succede in quel di Brescia, panettoni comuni vengono spacciati per prodotti fatti  a mano.
Secondo Coldiretti c'è un deciso ritorno al fai da te casalingo sia per sorprendere familiari e amici con la riscoperta delle antiche ricette locali , sia per contenere i costi.
Mai come quest'anno sugli scaffali   prosperano le confezioni con scritto: senza glutine, senza lattosio, senza uova…senza...

Ma il panettone, quello classico, meglio se fatto in pasticceria,  sara' il dolce preferito dagli italiani per le feste.

Perché che Natale sarebbe senza panettone e senza pandoro?

E voi fra le scorzette di arance e i canditi o la pasta morbida da farcire con mascarpone e scaglie di cioccolato
che scegliete?


                   Ben ri_trovati! :)

 
 
 
Successivi »
 

 

 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

vangel_13Smeraldo08rubengaiaaltair768Sono44gattinfilax6.2babi77bchiedididario66e_d_e_l_w_e_i_s_srocarnevalihrc.rossanomonellaccio19virgola_dfluc_pegaso55EMMEGRACE
 

 




 

 

 

 

 

BIANCOLUNGO