Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

Aspettando il 4 marzo...

Post n°606 pubblicato il 16 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

...quando presi alla stanca apporremo, magari chiudendo gli occhi, una croce sul primo nome che la matita toccherà.
Però, ci va di lusso, almeno stando a quanto riportato dall’Huffington Post, questi non li vedremo più.



Continueremo, volenti o nolenti,  comunque a vederne altri.
Tutti noti e conosciuti.
Tutti uguali.
Perché loro, indiscriminatamente






































 

In mezzo al calderone di visi che scorrono già troppo insistentemente,  mi sono chiesta  se avessi  una    quale personaggio politico fra quelli che calcano i TG e che colorano le testate dei quotidiani non vorrei più vedere.

E non so scegliere.
Ne conto almeno 8.


Eppure, stamattina,  due fra i miei colleghi erano così sicuri: avevano un nome, solo un nome e  ben  preciso,  da far  volentieri e per sempre  uscire dalla scena politica.


Che dite, che sia troppo severa io o troppo di manica larga loro?



Mi ero riproposta che mai più avrei toccato questo dolente tasto,
ma la coerenza non è il mio forte…
Però prometto con tutta me stessa che in questi 50 giorni
ce la metterò tutta per non farmi indurre in tentazione …
...quanto a voi  datemi atto e fate finta di credermi


 

 
 
 

Come un figlio, più di un figlio

Post n°605 pubblicato il 12 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Negli States esiste già da tempo.
Google e Amazon non sono da meno.
Mai sia che noi potessimo non fare altrettanto!

Fino all’altro  ieri, esisteva  il "Pet Friday"  istituito dalla Nintendo Italia : si trattava di giornate in cui tutti i dipendenti potevano  portare i loro animali domestici in azienda e una volta al mese succedeva  anche nella sede di Mars Italia di  Assago.

Da ieri, grande svolta.
Negli uffici dell'assessorato alla Cultura del Comune di Genova è concesso portare il proprio cane.

Si tratta di uffici pubblici, ma non a diretto contatto con il pubblico
Unica condizione: che si ci sono persone allergiche o cane-fobiche .


























La scienza dice che  lavorare in un ambiente pet friendly ridurrebbe lo stress e renderebbe più produttivi.
Addirittura la presenza di Fido in ufficio porterebbe benefici all’umore e  incrementerebbe l’attaccamento all’azienda perché diminuirebbe il senso di colpa di lasciare l’amico che nulla chiede e tanto dà a casa da solo.

Per cui Fido starà fermo sotto la scrivania del padrone o s’accuccerà sulle gambe , magari dormirà o girerà fra fili di pc in cerca di qualche carezza o di una grattatina.
Nessuno si deconcentrerà, anzi!
E lui berrà solo in pausa mentre elemosinerà qualche briciola di brioche o di cracker.
E poi, tutti insieme,  bipedi e quadrupedi, andranno in pausa pranzo  e sarà di rigore  la passeggiatina che tanto fa bene al padrone  quanto  è fondamentale per l’amico a 4 zampe.

Dicono i pionieri di questa esperienza che il loro cane non ne soffre affatto: a lui interessa solo stare con il padrone, non importa dove.


 

Come un figlio, più di un figlio, vien da dire.

Eccesso o sintomo di civiltà questa nuova sperimentazione che a primavera arriverà anche nei musei genovesi?

 

 
 
 

A feste finite

Post n°604 pubblicato il 08 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

- Cose dell’altro modo! –brontolava– Mia cugina mi ha regalato quello che io le avevo regalato due anni fa. Ne sono sicura anche se la carta che lo ricopriva era diversa.
Giuro, sono stata malissimo. Non ho saputo far buon viso perché il gioco era troppo cattivo.-

Fare un regalo è un'arte: ci si deve immedesimare per un attimo nei gusti dell'altro.
Per quanto lo si scelga con cura, c’è sempre il rischio di sbagliare o che non sia gradito.
Mai ci aspetteremo di vederlo tornare al mittente, però.
E invece può succedere come è successo a mia cognata.

Fra tentativi di giustificare l’ingiustificabile cafoneria, ci siamo chiesti se noi avessimo mai riciclato ed  eravamo ben convinti che no, noi non l’avevamo mai fatto.
Poi, però, pensandoci bene…
-  Beh, a dire il vero, la bottiglia di grappa che non bevo l’ho data a M. tanto so che lui beve tutto. - diceva lui
-  Se devo essere sincera il set di presine e canovaccio violetto e arancione non ce l’ho fatta a tenerlo e l’ho dato a mia suocera- raccontava quella
- A me è successo con i vasi di peperoni sotto aceto e di pomodorini con l’acciuga : sono finiti dentro il cesto di Luigi. - continuava l’altro
E tu, Elena?
- No, di solito, o…però  quella crema mani troppo odorosa che m’aveva regalato è finita a lenire la pelle non mia. Non che abbia riciclato di brutto perché avevo detto alla mia amica: *Ho una crema mani che sa troppo profumo, la vuoi tu? * e intanto le tendevo la confezione senza fiocco.

Così abbiamo scoperto che neppure noi siamo immuni dall’arte del riciclaggi.





























Fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe sognato di confessare di averlo fatto.
E come tutte le cose alla moda ha anche un nuovo nome in inglese che la fa sembrare una pratica meno antipatica di quello che è. 

Regifting
suona meglio di riciclo.

Un italiano su due dichiara di aver riciclato almeno una volta un regalo di Natale e uno su tre più di una volta.
Poco meno della metà degli italiani si sta  organizzando o si è organizzato per smaltire i regali poco graditi: c’è chi li ricicla alla prima occasione, chi li dona in beneficenza e chi li vende online.
C’è chi prova a cambiarli e chi decide di tenerli come simbolo affettivo.

E voi avete mai fatto regifting?

... Sinceri, eh…

 



 
 
 

Cimeli di vita vissuta

Post n°603 pubblicato il 06 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il fatto:
nel 2005 il Comune di Roma acquistò da un collezionista italiano una prestigiosa collezione di giocattoli  costruiti fra il 1860 e il 1930. L’anno successivo la collezione si arricchì di altri 500 pezzi.
Nel 2011 a Roma fu allestito un deposito di 33.000 oggetti tutti in perfetto stato e con meccanismi funzionanti.
Ci sono 43 case di bambola, 100 giochi da tavolo, 92 giochi da costruzione, teatrini e soldatini. Più della metà sono di fabbricazione tedesca  e il resto si divide tra giochi di manifattura francese, italiana, inglese e americana.
Provengono dal mercato antiquario o direttamente da privati con tanto di nome del bimbo che vi ha giocato.

Un piccolo grande  tesoro.

L'intera raccolta doveva diventare il futuro "Museo del Giuoco e del Giocattolo" da allestire nelle storiche scuderie reali di Villa Ada Savoia che per l'occasione sarebbe state completamente ristrutturata.

Ma il Museo non è mai stato realizzato ed i giocattoli dal 2011 si trovano nel deposito.






















Leggendo questo non ho fatto alcuna considerazione ; ho semplicemente  ripercorso il tempo della mia infanzia.
Dei miei giochi all’aria aperta con i miei fratelli e con le amiche.
Delle liti in cortile, delle corse in bici, delle ginocchia spesso sbucciate e delle guance sempre rosa.
Dei miei giocattoli. Di quanto ne fossi affezionata e di quanto ne avessi cura.
Non ne avevo tanti. Anzi, non ne avevamo tanti dentro il baulotto di vimini  e spesso li spartivamo.
Ma due di loro non li condividevo affatto.
Il cane spelacchiato, ma con gli occhi azzurri e le orecchie lunghe  è stato mio compagno di avventure e disavventure.
Otta, la pigotta non troppo molliccia con le treccine e il vestito ormai smunto a cui avevo dipinto gli occhi di azzurro,  era colei che mi conciliava il sonno e accendeva  i miei  sogni di bimba.

Ora riposano nel baule fra le cose di un tempo…

Vi va di raccontarmi dei vostri giocattoli, cimeli di vita vissuta?

 
 
 

A lui c'affidiamo

Post n°602 pubblicato il 02 Gennaio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Basta una ADSL, una tastiera, un monitor, un indice e la nostra curiosità àè bella che soddisfatta in un solo click.
C'affidiamo a Google e lui, puntuale e preciso, tiene nota .
A fine anno scatta un’istantanea che poi non è altro che il riassunto dei trecentosessantacinque  giorni appena trascorsi e degli interessi di noi utenti.

Perché la Catologna vuole l'indipendenza?
È stata la domanda a cui il maggior numero di utenti ha cercato risposta sul motore di ricerca così amato. Ma si sono anche documentati sul perchè fischiano le orecchie .

Google però non è solo un motore di ricerca.
E' anche un generatore di risposte.Perciò cerchiamo spesso i "come fare", cioè i tutorial.
E il più gettonato nel 2017 riguarda  Le olive in salamoia


Comunque, le 5 parole che hanno avuto il picco a livello mondiale nell’anno appena passato  sono state  Uragano Irma, iPhone 8, iPhone X, Meghan Markle.

Da noi, invece, primeggia Nadia Toffa che sì, aveva fatto parlare di sé per le sue inchieste, ma l'incremento smisurato di click si è registrato dopo lo svenimento di dicembre.
E questo fa riflettere sia perchè la notizia scalza  altri eventi di maggiore rilevanza, sia per la bramosia o l'interesse che nei più scatena spesso l’argomento salute.
Tant’è che nella rosa dei primi cinque più cliccati , oltre a Paolo Villaggio e Nicky Hayden , spicca Fabrizio Frizzi  e il suo malore.
Si sa: documentarsi  sulla salute e sulle sciagure  altrui è cosa buona e giusta…

Podio d'argento per Hotel Rigopiano, annientato da una valanga in cui hanno perso la vita 29 persone, travolto dalle polemiche e dalle mancate responsabilità. 
Italia-Svezia, il playoff che ha stabilito l'addio della nazionale di calcio ai mondiali di Russia 2018, è terza.

Seguono nell'ordine:




















 

Chissà se  a voi è capitato nell'anno appena passato di cercare anche una sola di queste parole?

Se ne avete cercate altre?

O se invece a lui non v'affidate?

 

 
 
 

♫•♥•♫

Post n°601 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s

 

Dicembre sta finendo e un anno se ne va

  Lo scenario non è roseo e questo non mi va.

Mi vesto di speranza: è tutto quel che ho.

E’ il solito rituale, come ogni anno ormai.

 Ma, ma oggi no,  proprio no

non voglio pensare a tutto ciò …

 



... che il 2018 sia per tutti  un anno ricco di  S




 

 
 
 

Canta che ti passa!

Post n°600 pubblicato il 27 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Che sia terapeutica non c'è dubbio.
Sa alleggerire le nostre giornate, farci compagnia, lenire lo stress regalandoci momenti di  relax: fa bene al corpo, al cuore e al cervello.
Addirittura stimolerebbe il nostro sistema immunitario e preverrebbe il declino cognitivo e la demenza.
L'uso della musica a scopi  medici  è documentato in numerose civiltà dal mondo antico ad oggi.

Alcuni studi mostrano come la musica di Mozart, per esempio, possa ridurre le crisi epilettiche.
Secondo una  ricerca -  azzardata, eh!  - dell'Università di Montreal ascoltare musica provocherebbe lo stesso piacere del fare sesso.


Mettendo insieme frequenza, tonalità e testo, un ricercatore olandese ha stabilito che la canzone con più effetti positivi è:
                                                              KLIKKA
stilando poi una classifica in cui comparirebbero gli Abba, i Beach Boys e Gloria Gaynor.

Brani che hanno fatto storia, indubbiamente, ma datati quasi che da allora a oggi non esista melodia da effetti simili.
 Che la musica sia generazionale è inoppugnabile.
Che sia soggettiva, pure: se per qualcuno la musica soft è una nenia, per altri quella heavy è solo rumore.

Joe Bennett, musicologo e professore del Conservatorio di Boston, ha composto


  definendola 'la canzone di Natale' più felice del mondo.

  Non so se sia davvero così... di 'sti tempi, però,  un po' di felicità fa bene a tutti.




























Per voi c’è una musica o una canzone fra tutte più benefica, più terapeutica, che vi mette subito di buon umore?

 

 
 
 

*♥♫♥*

Post n°599 pubblicato il 23 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 
Tag: auguri

 

Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco,
tutto è più dolce e più bello!
N.V.Peale
 
    L'infanzia è credere
che con un albero di Natale e tre fiocchi di neve
tutta la terra viene cambiata.
A.Laurendeau

Il Natale non è un giorno, ma uno stato d’animo
M.E. Chase

Natale non sarà Natale senza regali.
L. M.Alcott



Qualunque sia la vostra idea di Natale






 
 
 

Anche ridere può costare caro

Post n°598 pubblicato il 21 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Vilipendio: Dimostrazione di disistima o disprezzo che può assumere toni di scherno o di aperta ingiuria.

                               Offesa lesiva di valori riconosciuti e protetti dalla tradizione e
dalle leggi dello Stato.

 

Di vilipendio alle forze dell'ordine è l'accusa mossa alla donna che qualche giorno fa ha postato su Facebook una barzelletta sui carabinieri.
E' stata ritenuta irrispettosa, oltraggiosa e offensiva.
Rimossa immediata come immediate sono state le scuse verso l’Arma su cui si ironizzava.
Ora il Giudice stabilirà se ci siano gli estremi del reato di vilipendio alle forze armate.
Reato che di per sé sarebbe grave e meschino.
Dell'oggetto del misfatto non si ha visione; certo è, però, che da qualche fonte il colpevole avrà pur attinto.



























Quanti sono i libri di barzellette sul filone dei carabinieri scritti fino ad oggi e  che c'hanno fatto sorridere e ridere di gusto?

Solo su Facebook la pagina che  raccoglie *Barzellette sui Carabinieri* gode di 68.000 likes.
E contro di essa, ad oggi, non esiste azione legale.

Come in ogni barzelletta che si rispetti -  da quelle sull'onnipresente Pierino a quelle su Totti,  da  quelle sull'appuntatomaresciallocarabiniere  a quelle su moglie e marito-  ci può essere la sottile ironia, il bonario umorismo , il sarcasmo pesante o l'offesa.
Spesso il limite è labile.
E altrettanto spesso per sembrare simpatici si trascende dimenticando che la libertà di espressione finisce dove comincia il buon gusto.


Ammesso che si riconosca il reato di  *barzelletta_ vilipendiosa *, sarebbe dunque  doveroso rimuovere e censurare ovunque e per qualsiasi categoria ogni freddura, ogni umorismo e  ogni  spiritosaggine  diventando così allergici e intolleranti alla battuta… quasi censori?

 

 

 
 
 

100% italiano

Post n°597 pubblicato il 17 Dicembre 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Fatti con farina, burro, zucchero, uova, lievito madre.
Identici gli ingredienti per l’impasto dei due dolci diversi che fanno tanto Natale.





















E' questa la tendenza del Natale 2017 : panettoni e pandori rigorosamente italiani a conferma di una sempre maggiore sensibilità verso la provenienza di quello che portiamo in tavola.
Mentre la Melegatti ritira la cassa integrazione per i 70 dipendenti fissi e 250 stagionali,
i prezzi dei panettoni e dei pandori lievitano.
Addirittura triplicano per il prodotto artigianale.
Purtroppo, e succede in quel di Brescia, panettoni comuni vengono spacciati per prodotti fatti  a mano.
Secondo Coldiretti c'è un deciso ritorno al fai da te casalingo sia per sorprendere familiari e amici con la riscoperta delle antiche ricette locali , sia per contenere i costi.
Mai come quest'anno sugli scaffali   prosperano le confezioni con scritto: senza glutine, senza lattosio, senza uova…senza...

Ma il panettone, quello classico, meglio se fatto in pasticceria,  sara' il dolce preferito dagli italiani per le feste.

Perché che Natale sarebbe senza panettone e senza pandoro?

E voi fra le scorzette di arance e i canditi o la pasta morbida da farcire con mascarpone e scaglie di cioccolato
che scegliete?


                   Ben ri_trovati! :)

 
 
 

e se non sei licenziato/a...

Post n°596 pubblicato il 05 Luglio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

… prima o poi vai in pensione.

 

Qualcuno c’è andato, qualcuno sta per andarci, qualcun altro, come me, vede quel giorno distante distante.
La maggioranza degli italiani guarda con preoccupazione allo stipendio  che prenderà alla fine della carriera lavorativa: lo dicono i lavoratori e lo confermano i dati  a  campione provenienti  dall'istituto di ricerca Nextplora

Più della metà degli italiani è certo che l’ assegno pensionistico non sarà sufficiente  coprire le spese quotidiane e del futuro  perciò valuterebbe  un trasferimento all'estero, in quei Paesi in cui il costo della vita è  più basso.

 



















E’ triste pensare che quasi 2 italiani su 3, dopo una vita di fatiche e di rinunce e di tasse pagate fino all’ultimo centesimo,  sarebbero disposti a far le valigie, chiudere casa , allontanarsi dagli affetti e salire su un aereo cercando una nuova vita  che consenta loro di  mantenere un tenore dignitoso e avere servizi più adatti alla terza età.

Nessuna età è facile, ma la terza età in certi casi è difficile: quasi la metà di loro teme di non poter sostenere le spese mediche di cui potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni ; una buona parte di loro ha paura di non farcela con la pensione e di cadere in povertà; parecchi di loro sono preoccupati di dover gravare economicamente sui figli anche per le quotidiane necessità.


Pensate che sia un quadro della nostra società veritiero?

E se sì, ammettendo di essere fra coloro che farebbero le valigie rimettendosi in gioco in realtà diverse,  fra lingue sconosciute , usi e costumi differenti che destinazione scegliereste?




                                                  <<<<<<<   >>>>>>>

E' vero: ci sono poco
e quelle poche volte che mi collego il servizio non va come dovrebbe.

Oggi per esempio non sono riuscita a rispondere ai vostri commenti
perchè non passano.

In mezz'ora che sono qui la connessione a Libero  è saltata più volte:
troppe per i miei gusti.

Inoltre l'antivirus mi segnala che la connessione non è sicura:
non che abbia segreti su questo pc, ma la cosa disturba.

Quindi:
conto di passare da Voi di quando in quando,
Libero permettendo,
e nel frattempo Vi auguro buonissimi giorni.


 
 
 

ai tempi di WhatsApp

Post n°595 pubblicato il 02 Luglio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Può essere legittimo e per giusta causa.

Mentre quello verbale non produce alcun effetto e non interrompe il rapporto di lavoro tra le parti.

Sto parlando del licenziamento.


          


La legge impone(va)  al datore di lavoro di comunicare il licenziamento per iscritto con tanto di carta e busta chiusa.

Ma ai tempi di WhatsApp, anche un messaggio assolve  agli oneri di forma che ogni interruzione di rapporto di lavoro deve rispettare.
Così è stato deciso nei giorni scorsi dal Tribunale del Lavoro di Catania quando il giudice ha rigettato il ricorso di una 30enne dipendente di un’agenzia di viaggi  che ha ricevuto un messaggio su WhatsApp in cui l’azienda metteva fine al rapporto di lavoro durato un anno e mezzo.

Non è la prima volta che accade: a Genova,  un barista esperto in aperitivi è stato licenziato con un sms del suo datore di lavoro che diceva così: 'Non faccio più aperitivi, buona fortuna'

Segno dei tempi!
In fondo, siamo nell’era in cui si sta insieme messaggiandosi, si festeggia messaggiandosi, ci si innamora messaggiandoci, si gioca all’amore sui tasti freddi guardando dentro un monitor, ci si lascia messaggiandoci ...

...
quindi perché no  licenziare con un messaggio?

Per gli esperti di legge infatti ci sarebbero gli elementi necessari: comunicazionescritta e volontà chiara.

Voi come la pensate?

Siete d’accordo con questa motivazione portata dal Tribunale?

Ampliando il contesto, pensate sia corretto interrompere un rapporto,qualsiasi rapporto,  con un sms?

 
 
 

anni cinquanta: quando il vintage è di dubbio gusto

Post n°592 pubblicato il 25 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ecco com'erano alcune pubblicità degli anni '50.


Soffialo sul suo volto e ti seguirà ovunque


I dottori fumano le Camel

Soffice come un bebè.
Perché l'innocenza è più sexy di quanto credi.


Gli uomini si chiedono:
"E' carina?" Allora non "è intelligente?"




Il cuoco fa tutto,
ma cucinare è compito della moglie
.



"Perchè la tua mamma non ti lava con il sapone Fairy?"


Useremo Chlorinol e saremo come i negri bianchi


Falle capire che è un mondo di uomini.


Sessismo, razzismo, invito al fumo e ammiccamento alla pedofolia.

Nessuna di queste pubblicità oggi certamente sarebbe ammessa.

Non sempre il com'eravamo e il quel che era è da salvare.


Quale fra queste pubblicità vintage, secondo voi, non avrebbe mai dovuto essere reclamizzata?

E quale fra gli spot dei giorni nostri bannereste senza esistazione?

 
 
 

due ruote: una storia lunghissima

Post n°591 pubblicato il 21 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Era il 1493 quando un tale Leonardo da Vinci stupiva per la genialità della sua creazione.




Passarono quasi 3 secoli e in Francia nasceva il velocipede che in breve si diffonderà in tutta Europa.
Si arriverà alla fine del 1800 perché colui che pedalava potesse da fermo mettere i piedi per terra.
Ai primi del '900 nasce il Tour de France e subito dopo il giro d’Italia.
A lei viene dedicato anche un film: Ladri di biciclette quasi a testimoniare che la bicicletta sia il mezzo di trasporto preferito nell’Italia del dopoguerra.
Pedala e pedala si arriva al 1970 quando in California nasce la BMX.
Chi allora adolescente non la ricorda? E chi, fra i ragazzini di allora, non s’è sbucciato ginocchia e gomiti facendo bici-cross?
Chi di noi non ricorda la mitica Graziella, prodotta fino alla fine degli anni ’80, magari con il cestino davanti?
Poteva mancare la bici per i terreni sterrati fra radici di alberi, sassi, terra e erba? Ovvio che no! Ed ecco che puntuale arriva la mountain bike.
E poi e poi , modifica su modifica, tecnica su tecnica, sul mercato si impongono le ultraleggere fatte di titanio, alluminio e acciaio.E per chi non ama lo sforzo muscolare? Nessun problema: c’è la bici elettrica.

La leggenda racconta che il primo viaggio in bici avvenne nel giugno del 1817 : si trattava di un modellino con due ruote allineate senza freni così che per fermarsi il guidatore doveva utilizzare i piedi.

Quindi oggi compie 2 secoli: 200 anni di pedalate, di salite, di discese.

E di orgoglio italiano perché, secondo studi di marketing, l'Italia sarebbe il secondo esportatore in Europa, preceduta dal Portogallo e seguita dall’Olanda.
Oggi, oltre che un salutare piacere, è considerata uno dei mezzi di trasporto più utilizzati nel mondo e in particolare in Europa del Nord, Olanda in primis.

Gli italiani che utilizzano sistematicamente la bici per il tragitto casa-lavoro sono solo 743.000 mila, con percentuali elevatissime a Bolzano, Pesaro, Ferrara, Treviso.
E crescono anche le piste ciclabili super affollate nei fine settimana o in agosto.

Va meno di moda al Sud.

Eppure fa bene al cuore, fa bene ai muscoli, fa bene all’umore.
In tre parole:  pedalare è salutare.

Non inquina perciò sta dalla parte dell’ecologia.





…peccato, non dilettarsi a pedalare per necessità o per hobby preferendo lasciare a riposo i quadricipiti ma anche questa è una scelta…


Chissà che ricordi avete, anche lontani, legati alla vostra bici.

 
 
 

essenza dell'estate

Post n°590 pubblicato il 13 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 



 Oggi il carretto non passa più e l'uomo con la casacca di tela bianca non grida più gelati!  perché  ci ha pensato Deliveroo, il servizio di consegna a domicilio, presente in 8 città italiane e molto attivo in quel di Milano.

In fatto di gusti  in generale prevale la tradizione con una netta preferenza alle creme.
Il pistacchio pare il più richiesto, ma ci sono differenze da città a città: a Milano vince il cioccolato, a Roma il caffè, a Firenze la stracciatella, a Piacenza l’amarena.

Tra i gusti nuovi si impongono mango e avocado.

Ma come funziona l’arte del gelato fuori confine?

In miete successo la tecnica dell’ice cream roll, cioè i rotolini di gelato al limone e basilico o albicocca e rosmarino.

In   impazza invece la moda dei taiyaki, dolcetti asiatici simili a pancake e ripieni di  cioccolato e pistacchio.


L’  è  in  controtendenza: cerca  gusti con basso contenuto di zucchero.

In   sono salutisti così ad andare per la maggiore sono i gusti al tè matcha, ai mix di cereali ricchi di acai  e alle versioni senza latte, perfette non solo per chi sta a dieta ma anche per chi osserva un regime vegano.

In    è il momento dei gelati alcolici che si ispirano ai cocktail, meglio se tropicali, come mojito e daiquiri.



 In quelle tantissime vaschette colorate c'è tutta la fantasia di chi del gelato c'ha fatto un'arte.
Perché fare un buon gelato è davvero un 'arte.


Fra questi  sapori così variegati da gustare ce n’è qualcuno che le vostre papille si rifiuterebbero di assaggiare perché troppo lontani dal dolce brivido freddo dell’essenza dell’estate  ?

 

 
 
 

* no, grazie, non datemi consigli *

Post n°589 pubblicato il 11 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 ... so sbagliare da me!


Perché siamo quasi tutti convinti di essere aperti ai consigli, ma in realtà siamo molto restii ad accettarli.

Eppure di tanto in tanto li chiediamo e per la serie che  si sa che la gente dà buoni consigli quando non può dare il cattivo esempio ci vengono elargiti a piene mani.

 Talvolta siamo noi  ad essere così bravi a dispensarli quasi ci sentissimo Gesù nel tempio e ci infervoriamo sposando una causa di cui sappiamo poco o nulla.
Però siamo obiettivi, assicuriamo, visto che emotivamente non siamo coinvolti.

Così succede che niente si regala tanto generosamente quanto un consiglio.




















Anzi, ci diciamo, sono perle costruttive..

Fanno crescere perché da un confronto si esce sempre arricchiti. E un confronto ci fa diventare critici verso noi stessi.


Invece no!

Parrebbe, secondo uno studio della Aston University britannica,  che la maggior parte delle persone,  pur chiedendo pareri e dritte,  non voglia ascoltarli  perché rimetterebbero in discussione l’idea che hanno di se stesse e anche – per qualcuno- la propria autostima.
Quindi, no, non cerchiamo consigli  ma  solo conferme.


Sarà di certo capitato anche a voi di dare qualche suggerimento  in tutta buona fede  e anche di chiederne…


… giusto per farmi gli affaracci vostri ... di solito, apprezzate un consiglio da parte di una persona di cui avete stima, lo incorniciate e lo appendete al muro come cimelio,   o invece vi viene quella strana tentazione di seguirlo?

 
 
 

traghettandoci di là...verso la deriva

Post n°588 pubblicato il 10 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Era da qualche giorno che non mi collegavo.

Oggi trovo tutto cambiato.

Pazienza, mi dico! In fondo i cambiamenti erano nell’aria.

La dicitura di qualche giorno fa che lasciava presagire a un traghettamento di massa verso WP diceva * Scopri come* e cliccandoci sopra venivi ricatapultato nella homepage fra post di gossip.

Bene, la bustina dei messaggi lampeggia ma non so a chi devo rispondere.
Però ho un sacco di notifiche.

Non riesco a passare da molti blog. Alcuni già da qualche giorno non si caricavano e me ne dispiaceva.

Ho fatto 3 tentativi prima che questa 'comunicazione di servizio' passasse: quindi ho difficoltà anche a stare in questa pagina.

Non riesco a inserire nessuna foto che correli un post.

Qualcuno di voi ha gli stessi 'problemi' miei? 


E,  magari, qualcuno di voi  più ferrato e presente di me, per favore,  sa darmi delle dritte, almeno per tentare di passare dai blog amici superstiti e inserire una foto in un ipotetico prossimo abbozzo di post?

Intanto vi ringrazio e conto di passare a leggervi…ci terrei davvero!






                                               Grazie di cuore, Nuvola_vola.

                                                Senza le tue dritte

                          non sarei riuscita a inserire alcuna immagine.

                                           

 

 
 
 

tutte le strade portano a Roma...

Post n°587 pubblicato il 04 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

... al numero 10 giallorosso

Fra lacrime e amore dopo 25 anni, tanti goal,   5 " libri " (???) i cui proventi sono stati destinati all’UNICEF di cui è ambasciatore e  una cifra percepita a  tripli zero,  immensa e da capogiro,  Roma omaggia Totti e lo fa così.

Un murales per Totti nei pressi di Porta Metronia, quartiere in cui è cresciuto.























Mica è finita qui, eh!
Un gruppo di tifosi ha apposto una targa nei giardinetti di piazza Santa Maria Liberatrice, uno dei luoghi simbolo del rione romano  più romanista che c'è, Il Testaccio, con la scritta " Piazza Francesco Totti VIII re di Roma" .
E lui, Er Pupone, soddisfatto si immortala sotto il cartello.


















Parrebbe  che la piazza in onore de Il Capitano  sia anche su Google Maps e sia definita 'luogo di culto'




 



















Ok! Sono donna e per me il calcio è vedere bei tipi con quadricipiti ben scolpiti che corrono dietro a un pallone, sudano, gioiscono, s’incazzano, qualche volta sputano per terra.

Guadagnano cifre esorbitanti, ma d’altronde si sa il calcio è sport nazionale.

Gli altri lavori, ben più utili, sono secondari… impopolari…
… vabbè, fa niente…

…anzi no!

Assolutamente nulla contro Totti - che peraltro mi sta pure simpatico-  ma fa pensare che se  il suo addio , i murales, la targa a titolare la piazzetta,  google maps sono i problemi italiani e romani, beh...siamo messi davvero alla carità.


 

 

 

 
 
 

affetto maldestro o preludio di violenza?

Post n°586 pubblicato il 01 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Può essere un bacio "rubato" considerato violenza sessuale, da denunciare e magari perseguibile ai fine di legge?

Era di questo che si parlava fra di noi.

Lei raccontava che una sua amica era piuttosto angosciata perché la figlia, 15enne, sarebbe stata "sbattuta" contro il muro di una via e baciata da un amico sulla guancia.
Sulla guancia perché, si dice, la ragazzina sarebbe stata speedy gonzales nel girare la testa facendo in modo di porgere appunto la guancia.
A casa ne ha parlato.  Con rabbia, con amarezza, con delusione perché si è sentita ‘violentata’
La famiglia ha appoggiato e rincarato il sentire della figlia.






































Tutti concordavamo che un bacio non si ruba, lo si dà e lo si dà quando da entrambe le parte si è consenzienti.

I pareri, però,  erano spaccati a metà.

Uno assolveva la bravata del ragazzino e ci si rivedeva adolescente alle prime armi.
L'
altra assolutamente non giustificava il fatto: il bacio rubato poteva essere il preludio a palpeggiamenti indiscreti o addirittura a violenza. Quindi un gesto da non lasciare passare e denunciare subito. Magari fosse perseguibile ai fine di legge!  perché potrebbe lasciare strascichi nella psiche della ragazzina.
Lui dava dimostrazione del più bieco maschilismo: irriportabile, ma ben immaginabile da voi che leggete.
Quella sosteneva che tutte noi, un tempo, abbiamo ricevuto almeno un bacio non voluto e tutte noi non abbiamo creato un caso, ma ci siamo difese.

Io? Qualche energica pedata data dove prendo prendo aveva fatto zoppicare chi azzardava a tradimento  ma ricordo anche le scuse  dei *colpevoli* che seguivano. Il tutto finiva lì   però  il messaggio che passava era forte e chiaro.
Ricordo di averne parlato con mamma e con papà. E ricordo pure che ci litigai perché loro volevano intervenire: ero grande, ribattevo , e sapevo badare a me stessa.
Sono diventata donna senza traumi.

Mi chiedo e vi chiedo,   pur ribadendo che  incantonare una su per un muro non si fa mai,  è corretto parlare di violenza sessuale per un bacio sul viso fra adolescenti?

O, invece, sarebbe corretto dare il giusto peso senza eccedere e trasformare una normale 15enne  in una perseguitata dal coetaneo  maniaco?

 

 
 
 

i * no * che aiutano a crescere

Post n°585 pubblicato il 28 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E lo può ben dire, a ragione, oggi Renzi.
Sì, perché con quella botta di  no  con cui la maggioranza di italiani l'aveva  mandato a casa, sperando, credendo, illudendosi che di lui si perdessero le tracce, politicamente parlando, fin da subito hanno dovuto ricredersi.

Il governo Gentiloni infatti è ed  è stato il governo Renzi.
Unica differenza: con Gentiloni Premier  è calato sostanzialmente il numero di presenzialismi più o meno spettacolari.


Grazie ai  no, comunque, oltre alle polemiche infruttuose, è uscito definitivamente dal  PD lo zoccolo duro di sinistra di cui oggi non ha più senso parlare perché l'ideologia abbracciata è fuori tempo ed è maturato un PD  moderato.

Immaginate Matteo Renzi mentre canta Bandiera Rossa con il pugno sinistro alzato? Sarebbe buffa cosa, non trovate?

Un nuovo PD che potrebbe – chissà se il condizionale è d’obbligo -  cercare larghe intese a 3_centossessantagradi  sulla legge elettorale.

Che ci piaccia o no, ora Renzi è segretario del PD.
Incontestabilmente votato.
Con un ampio margine di vittoria.
E come tutti i segretari di partito ha diritto a candidarsi alla Presidenza del Consiglio alle prossime elezioni che potrebbero avvenire a ottobre. Un ottobre non certo rosso perché  il PD ha perso il suo colore tradizionalmente concepito.

  Di qui la probabilità che Renzi venga eletto Presidente del Consiglio.
Qui lo dico e qui lo nego, a oggi , la scena politica non contempla candidati di altri partiti carismatici.





























Sta il fatto che  a dicembre è  uscito dalla porta di servizio e ora  sta entrando dalla Porta Principale perché saranno gli italiani, saremo noi italiani, eventualmente a votarlo.


Per correttezza, se si fosse votato il senso del referendum by passando la persona Renzi e guardando alle proposte effettive,  ora avremmo ridotto il numero parlamentari al Senato, avremmo una sola Camera e avremmo abolito il CNEL.

... a volte il guardare a 360° non perdendo di vista l'obiettivo e senza formalizzarsi su piccolezze fa la differenza…

 
 
 
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