Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

Nostalgia canaglia

Post n°800 pubblicato il 21 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

L'aveva impostata come sfondo del desktop.

*Già mi manca- diceva- mi ha accompagnato per 11 anni. C 'ho macinato Km. e Km. di strada e di vita. C'ho fatto le prime ferie con i bimbi piccoli, con i passeggini e le bici. E ora non è più mia. L'ho venduta troppo in fretta su Subito.it.*



































Così diceva stamattina il mio collega.
A nulla serviva ricordargli che a breve avrà l'auto nuova.
Quella che da tempo sognava.

*Ti capisco, diceva lei. Quando vendemmo il camper fu una scelta sofferta. Se ne andava il ricordo di libertà. Ma costava troppo mantenerlo.*

*Beh, a me invece manca la moto. L'ho svenduta perché a tenerla in garage ferma e ricoperta dal nylon  mi rattristava: ma o lei o mia moglie.*

*Invece per me quella collana di perle che ho perso non so dove me la sogno anche di notte.*

*A me scoccia aver dovuto buttato il loden: frusto ma di buona fattura. Poi però un giorno s'è strappato irrimediabilmente.*

E per te, Elena?  - chiedevano

Una carrellata di oggetti mi si sono schierati davanti.
Nessuno di loro mi manca particolarmente.
Ognuno ha fatto il suo ciclo. Ognuno mi ha accompagnato in periodi della mia vita
… ma come è giusto che sia c’è sempre un inizio e una fine, per tutto… o quasi…
e non credo sia disaffezione ma vita che va.

E per voi c'è un oggetto che più di altri vi è restato dentro, che vi manca e se ci pensate vi prende quella nostalgia canaglia?

 

 

Scrivevo:

c’è sempre un inizio e una fine per tutto, o quasi…

Probabilmente è arrivato il momento di mettere un punto fermo a questo spazio.
Fino a quando non lo so.

Tranquillizzo chi eventualmente si preoccupa: sto bene.

Da qualche giorno sto notando connessioni non sicure
in Libero.
La cosa a me non piace.


Vi ringrazio indistintamente per la compagnia che mi avete fatto, per gli stimoli che mi avete lasciato, per la correttezza che avete usato

e... chissà mai che,  in un tempo imprecisato,  mi ritorni la voglia
di riprendere in mano questa pagina.

Grazie a tutti!

 

 
 
 

Proposta da avanspettacolo?

Post n°799 pubblicato il 18 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

O se preferite: oggi, domani, dopodomani :  le comiche.

Perché se non ci fosse da piangere si potrebbe anche ridere vista la lunga lista di manovre vessatorie che si abbattono sugli italiani.
Superfluo soffermarsi sulle polemiche: quello di cui si discute oggi, domani sarà smentito o forse no!
Di certo, sfido chiunque di voi a sentirsi sereno in questo contesto politico.

In questo bagarre arriva Grillo con :

"E se togliessimo il diritto di voto agli anziani?"

Fino all'altro ieri si era dibattito sulla possibilità di abbassare l'età di voto a 16 anni.
Oggi si propone di toglierlo alla popolazione anziana.

*Nessuna discriminazione - dice Grillo- Raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani.*

Che l'Italia sia un paese anziano e le poche nascite testimonierebbero nessuna inversione di rotta è un dato.

Lui,  provocatore da sempre,  non dà definizione di anziano.
 
Attinge però da parametri Istat: nel nostro paese le persone che hanno tra i 65 e i 69 anni sono la classe più numerosa e, stando ai dati Istat, nel 2015, dopo i 65 anni 1 persona su 5 non si interessa di politica e questa percentuale sale a circa 1 persona su 3 oltre i 75 anni.

























*Da ricovero» Poi cosa facciamo? Sterminiamoli, cancelliamoli!* ribatte  schifato Salvini

*Gravissimo, poi lo togliamo a disabili, donne e ogni altra fascia debole?*. Replica  Calderoli

Per Giorgia Meloni invece  *Non è tollerabile liquidare la sua proposta di togliere il diritto di voto agli anziani come il delirio di un folle o la battuta di un comico. Siamo davanti ad una posizione politica e come tale deve essere considerata.*

Rincara il comico genovese: * Le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c’è ingiustizia.*

Qualcuno tace : chissà se per intelligenza o perché in troppe faccende indaffarato o semplicemente per calcolata convenienza.

Intanto da Bruxelles Conte ironicamente fa sapere: *Facciamo un sondaggio*

 

E io lo propongo a voi: geniale e conveniente  la proposta  di Grillo o siamo dentro l'avanspettacolo di un cabaret di infima comicità?

 
 
 

Vietatissime le bionde...ovunque ;)

Post n°798 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Più di 12.000.000 italiani fumano.

Che sia per vizio o per piacere, si accendono la bionda effimera  abitudinaria compagnia in barba agli allarmi sui rischi, ai costi quotidiani che a fine mese  sono andati , appunto, in fumo,  ai costi sanitari in caso di malattia.

Preoccupano i giovani: tra i 14 e i 17 anni pare, uno su dieci fumerebbe abitualmente.

Sui pacchetti di sigarette  ci hanno lavorato su giocando con immagini e didascalie  sul come spaventare di più





  



























ma non si scriverà mai:

                             *Lo Stato ha bisogno dei soldi dei fumatori.*


Anche il fumo passivo fa malissimo: quel che sprigiona una sigaretta con tutti i veleni tossici  che contiene – e sono tanti, eh!-  resterebbe, dicono, sospeso nell'aria per circa cinque ore.
Quindi, a tutela della salute del cittadino,  il Comitato Nazionale di Bioetica ha emesso una *mozione contro il tabagismo*  proibendo il fumo anche in  luoghi aperti come parchi e spiagge, giardini pubblici, stadi, campi sportivi, ristoranti all’aperto.

Trovate sensata l'estensione del divieto?


O invece è un controsenso voler vietare il fumo di una sigaretta in un parco, in spiaggia, in un luogo aperto  ma tollerare gli scarichi di rifiuti fuori norma che probabilmente emettono veleni in quantità superiore?

 

 
 
 

Buondì?...Anche no!

Post n°797 pubblicato il 12 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Almeno per quei napoletani  che c'hanno visto tutti i presupposti per risentirsi.

 

 

Non è la prima volta che gli spot del Buondì Motta finiscono a far parlare di sé, come in questo spot

 

 

Stavolta, il fine era di ridicolizzare l'intelligenza artificiale, ma a sentirsi offesi sono stati, invece, i napoletani tant'è che il Movimento Neoborbonico sulla pagina Facebook scrive:

*Ironia o meno una "deficienza artificiale" suggerisce una "musica Napoli" con la solita canzone neomelodica, come se Napoli fosse -solo- musica neomelodica.*

 


Si dividono le opinioni: c'è chi trova la pubblicità geniale, chi la ritiene orribile e offensiva e chi esorta ad abbassare i toni perché nell'era del prendersi sempre troppo sul serio si sta diventando permalosi oltre misura.


Voi, a proposito dello spot, che idea avete?

 

 
 
 

Condividiamoci!

Post n°796 pubblicato il 07 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Un dolore condiviso è un dolore dimezzato.
Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata.
(Proverbio)

 

Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia, non c’è niente di più semplice.
Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte.
Tutti i giorni fra l’una e l’altra sono miei.
(Fernando Pessoa)

 

Che ci sia la voglia di condividere la nostra vita con tutti è una realtà.
Non è importante essere personaggi pubblici o sconosciute anime, quel che conta è condividere.

E dunque eccoci pronti a selfarci con le scarpe nuove, a mettere in rete lo scatto oltre Oceano di quelle vacanze memorabili o la torta appena sfornata con tanto di ricetta.

Si fa sapere al mondo intero dei propri drammi d’amore, delle buggerate prese, delle storie finite, della gravidanza che va o che non va.


Scelte e come tali indiscutibili e personalissime.

E' questione di carattere, di modo di essere o, forse, di riservatezza.
Certamente di moda.


Si dice che lo scrivere di sé sia un modo terapeutico per aiutare se stessi  ad esternare un grande dolore o una grande gioia ricevendo attestazioni di infinita solidarietà.
 

Si dice che abbia una sorta di funzione sociale: rincuora chi versa nelle stesse condizioni, ammesso che davvero le condizioni siano le stesse.

Si dice che a raccontarsi si stia meglio.



































Ma è bene condividere e postare sui social l'intera nostra vita?



Anche una malattia, le cure, i farmaci, i percorsi medici e gli stati d'animo che di solito dimostrano una forza infinita e una propositività altrettanto encomiabile?




Che ne pensate?

 

 

 
 
 

Di lusinghe, promesse e... bugie?

Post n°795 pubblicato il 01 Ottobre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 




Perché se lui è il gatto quell’altro è la volpe.
O viceversa.


Infatti,  perché tassare le merendine quando circola la proposta di legge lanciata dall'ex premier Enrico Letta, fatta sua da Di Maio e applaudita da Zingaretti  che consentirebbe il voto ai sedicenni,  quelli, appunto, che a ricreazione potrebbero consumarle?

Gli stessi sedicenni a cui non sarà garantito un lavoro.
Gli stessi sedicenni troppo spesso ritenuti debosciati, irresponsabili, smanettatori di web e malati di social  che  però hanno manifestato sull'ambiente e che ora fanno tanto comodo per aumentare il bacino di potenziali elettori.

Può l’Italia non stare al passo con alcuni  Paesi  come Scozia, Austria e alcuni Laender tedeschi in cui il voto ai sedicenni è già previsto?

Non so a voi.  A me  tutte 'ste buone notizie danno i capogiri.
Eravamo ormai alla carità ieri  e oggi abbiamo trovato la via d'uscita quasi indolore, grazie a loro.

Che dite, c’è da fidarsi di queste lusinghiere promesse ?

O invece  è il caso di dire:



















Ma soprattutto concordate sull'utilità della proposta di portare a 16 anni l'età di voto?


 

 
 
 

Una passione senza confine

Post n°794 pubblicato il 30 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

...il caffè.

Secondo solo all'acqua per popolarità e al petrolio per volume d'affari se ne consumano  un miliardo_e_ seicento tazze al giorno.

Il 95% degli Italiani lo beve ogni giorno, anzi, più volte al giorno.


  Che sia in chicchi da macinare, in cialde, in polvere 'più lo mandi giù, più ti tira su...'

... mai pubblicità fu più veritiera.  Vero?


Pur vantando con orgoglio l'invenzione dell' *espresso *,  termine ormai noto in qualsiasi vocabolario a qualsiasi latitudine, la passione per il caffè non è solo italiana.
 
Un rito, quello del caffè,  influenzato da clima, culture e abitudini.

 

 



Poco importa se gli studiosi ci dicono che i suoi effetti benefici si hanno a metà mattina:
 il gorgoglio della caffettiera insieme  al profumo caldo e al sapore deciso la mattina diventano un la intonato che attacca il nuovo giorno. 

Per i più è aroma coniugato al piacere.

Eppure, nonostante la crescita dei consumi, la filiera produttiva sta attraversando una delle crisi più pesanti che  minaccia la continuità produttiva soprattutto di aziende agricole a conduzione familiare.

Così




si racconta e si celebra la Giornata Mondiale del Caffè  che sarà il primo ottobre .

 

 

 

e mentre i fotogrammi scorrono mettetevi comodi, oggi  il caffè lo offro io…


... come lo gradite?

 
 
 

Andiamoci piano a dar carta bianca agli Architetti ;)

Post n°793 pubblicato il 29 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Leggo, come del resto avrete letto anche voi: 
"Morto Chirac, [...] Tour Eiffel spenta […]in segno di lutto."

Dalla Torre Eiffel pensare a Notre Dame, altro simbolo di Parigi, è venuto spontaneo.

Ad aprile queste erano le immagini della cattedrale.

 

Nei giorni che seguirono partì una straordinaria catena di solidarietà.
I miliardari giocarono al rialzo: chi prometteva 850 milioni, chi 100 e chi batteva al raddoppio.
Ad oggi, sono stati raccolti solo 80 milioni di euro e nessuno di loro ha mantenuto gli impegni presi.
A sborsare, invece, sarebbero stati privati cittadini.


Nei mesi successivi nel cantiere di Notre Dame le associazioni chiedevano maggiore sicurezza per via dell'inquinamento da piombo legato alla fusione degli infissi durante l'incendio.

Per effettuare le analisi e la decontaminazione del sito i lavori sono stati sospesi.

Per onor di cronaca sono ripresi il 19 agosto.

Quanto abbiano disquisito o polemizzato i francesi non ci è dato di saperlo.
Sta il fatto che la notizia in Italia è passata in sordina.

              Non vogliamo assolutamente confondere rapidità con precipitazione.
                                                              
[…].
            Probabilmente i lavori non saranno tutti completati tra cinque anni precisi.

Sono le parole del ministro francese della cultura.


Nel frattempo fior fiore di architetti e progettisti si sono  sbizzarriti dando vita nuova alla cattedrale  così:


 

Vi piacciono? Ne salvereste almeno uno?

O  è il caso di dire andiamoci piano a dare carta bianca agli Architetti?


 
 
 

Diritto alla vita, diritto alla morte

Post n°792 pubblicato il 26 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La Consulta apre al suicidio assistito.

La Corte Costituzionale ha ritenuto non punibile ai sensi dell'articolo 580 del codice penale "chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, […], di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli".




























Marco Cappato commenta così

E mentre Beppino Englaro, il padre di Eluana, si  augura che adesso si legiferi secondo le indicazioni,  il Parlamento si spacca: c'è chi chiede di fare la legge presto e bene, chi auspica uno sforzo civile di ascoltarsi l'un l'altro, senza scontri ideologici e chi  mai approverà il suicidio per legge.

L'associazione medici cattolici italiani fa sapere che almeno 4mila medici sono pronti a fare obiezione di coscienza nel caso in cui il Parlamento dicesse "SI'" al suicidio medicalmente assistito.
Del resto anche la legge 194, quella votata dai cittadini sull’aborto, non trova impiego per, appunto, il numero considerevole - se non totale -  di medici obiettori.



I vescovi esprimono il loro sconcerto. Temono il crearsi di presupposti di una cultura di morte perché dal suicidio assistito all'eutanasia il passo sarebbe breve.

Tempestiva arriva una lettera al Papa. A scriverla è un 63enne malato di SLA da quando ne aveva 14.

 

Scrivo a Papa Francesco delle conseguenze della sofferenza
perché la conosco molto da vicino.
Eutanasia o suicidio assistito non sono soluzioni di comodo o sbrigative.
Te lo assicuro.
Il diritto di vita o di morte lo ha solo Dio?
Ma Dio oltre il sopportabile non lo può permettere.
La vita è sacra?
Ma che sacralità c’è in questa sofferenza sempre non voluta e cercata?
Nulla di sbrigativo e di comodo, ma solo il momento di scegliere,
l’unica scelta.
Quando il dolore fisico ti fa urlare ma non puoi perché non hai voce
e il dolore resta facendoti impazzire.
Caro Papa Francesco allora comprendi che c’è un’unica via d’uscita,
andartene.
 


Lo so, è un argomento molto delicato in cui  etica e moralità cozzano contro scienza e libertà individuale.

Pensate che il suicidio assistito sia un traguardo di civiltà e amore verso il malato che nulla può più o un gesto inumano che recide una vita o quel che resta di essa?


 

 
 
 

Aspettando venerdì

Il 27 settembre si chiuderà la #ClimateActionWeek.




































Molti studenti scenderanno nelle piazze perché partecipare alla protesta globale per la salvaguardia del clima  #FridaysForFuture  è oltre che un diritto,  anche un dovere.
Tant'è che potrebbero essere esentati dal portare la giustificazione a scuola.


Il neo ministro Fioramonti non ci sta, però passa la patata ai presidi  di ogni istituto.


Che dite, che sia un'assenza dovuta visto l'argomento scottante  e quindi da non giustificare?

 O invece potrebbe scadere nella solita assenza  un po' ludica e a mo' di bigiata?



 
 
 

Per un bambino mai cresciuto

Avevi due anni. Eri in macchina con papà. Faceva caldo quel giorno a Catania. Tanto caldo. Troppo caldo.

Sei restato chiuso sotto il sole cocente per ore e ore, inerte, legato ad un seggiolino che diventava minuto dopo minuto scottante di dolore e di paura perché tu, bambino, non sai districarti in quell'abitacolo noto che diventava trappola  e nemmeno il tuo pianto,  un grido di aiuto, l'unico strumento che avevi, ti salvava.
Mentre le temperature all'interno salivano e si facevano torride i battiti del tuo cuore scendevano fino a fermarsi.

Eppure tu ti fidavi di papà o di mamma.

E non te ne frega niente se psicologi illustri affermano che mamma e papà ti volevano tanto bene e che se ti hanno dimenticato era solo per stress o per una cosa che chiamano " amnesia dissociativa".

Né tantomeno  ti interessa che i tuoi genitori ora, dopo che sei morto non senza patire, hanno bisogno che familiari e amici si stringano intorno al loro dispiacere senza peraltro giudicare.

La tua triste fine però ha fatto tornare in mente che là nel dimenticatoio di qualche ufficio ricolmo di scartoffie  impolverate ci sarebbe un progetto di legge vecchio di anni che resta solo una bozza perché la Commissione europea decreta che non è fenomeno allarmante se in 20 anni 9 bambini sono morti come te.

Ora tutti ne parlano.
Ci dicono che esistono i seggiolini con i sistemi di allarme, che c'è una App, o un campanello o una luce
pronti ad attivarsi quando mamma o papà spengono il motore.

Ben vengano le leggi, ben vengano i gadget elettronici pur di evitare queste tragedie…

































… ma che genitori sono quelli che per non dimenticarsi del figlio in auto hanno bisogno di orpelli tecnologici?



Hanno scusanti, secondo voi?



 

 
 
 

La città perfetta dove vivere

Post n°789 pubblicato il 08 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' Vienna.
 Per il secondo anno consecutivo.
Lo afferma l'analisi di The Economist sulla base di alcune caratteristiche : stile di vita, criminalità, rete di trasporti,  istruzione e  sanità, stabilità economica e politica.

Per la prima volta si tiene conto degli effetti del cambiamento climatico che incidono sulla qualità di vita.
Parrebbe che durante questa torrida estate la metro di Vienna abbia fornito gratuitamente deodoranti per i passeggeri.


 
Seguono  Melbourne, Sydney,Osaka e Vancouver.

Parigi si piazza fra le prime 30.

Londra e New York, alle prese con il costante rischio consistente di criminalità e terrorismo e di infrastrutture sovraccariche, si piazzano a metà strada.

Nessuna città italiana compare nella lista.
Ma nessuna finisce nella lista nera.




































Se doveste scegliere una città italiana o straniera per andarci a vivere, 
dove puntereste gli occhi e quali caratteristiche ricerchereste?

E quali luoghi invece scartereste senza esitazione alcuna?

 

 
 
 

Per par condicio

Post n°788 pubblicato il 06 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La sua arte mi aveva divertita allora

Mi diverte oggi.
E non solo per par condicio.

Applaudo alla sua creatività, alla sua ironia, alla sua garbata provocazione sugli amori estivi, alla sua capacità di riassumere in un'immagine la realtà.

 




Chissà se Raffaello e Botticelli sorriderebbero fieri di essere con le loro opere d'arte  *muse ispiratrici*  per rappresentare questi nostri giorni di fine estate...

 

 
 
 

Notizie inutili

Post n°787 pubblicato il 04 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Che siano cartacee o online, le testate di quotidiani nazionali ci rendono conto non solo di Conte, Zingaretti, Di Maio, della presa per i fondelli  sulla veridicità della piattaforma  Rousseau, del toto ministri e dei programmi ambiziosi cui ci addosseranno.



 





























Nono
stante il grassetto dei titoli e le immagini accattivanti, la mia unica e sola considerazione è



Rientrano per me  fra le tante notizie inutili. Da non leggere, da non ricordare, da dimenticare.
Da saltare a pie' pari.



E voi quali notizie ritenete inutili, indegne di una testata nazionale, sul cui titolo far scorrere il mouse badando di non cliccarci su?

 

 

 

Ah, dimenticavo!
Giusto per farlo sapere al Mondo di Libero,
anch'io  stamattina sono rimasta bloccata in ascensore.
50 minuti.
Sono arrivata in ritardo e ho ringraziato il tecnico della ditta che manovra su manovra
 
mi ha tirato fuori…

… ma non sono il Papa e il mio appuntamento non era l'Angelus…

 

 

 
 
 

Meritocrazia? No roulette russa!

Post n°786 pubblicato il 02 Settembre 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Domani 68.000 aspiranti medici tenteranno il test per accedere alla facoltà di Medicina e Odontoiatria.

Solo un candidato su 6 riuscirà a entrare.

I tre quarti dei partecipanti si iscrive per passione: la professione del medico ancor prima di lavoro e guadagno è missione.
E’ impegno e sacrificio perchè 7 anni - e che bastino!- , a cui si aggiunge l’eventuale specializzazione, sono lunghi da far passare e l’incertezza del trovare impiego incombe anche sui futuri dottori nonostante la carenza che si registra negli ospedali e l'aumento di posti che si rileva.
E' anche un costo : solo accedere al test  pare si aggiri sui 500 euro a candidato.































Ogni anno, da circa 20 anni, incombe l’incognita del  quiz  che prevede 60 domande in 100 minuti articolate fra cultura generale, logica, matematica, fisica, chimica.

Con tanto di punteggio a domanda.

E se non totalizzi quel minimo punteggio non entri.

Eppure, sicuramente fra quelle migliaia di esclusi potrebbe esserci un ottimo medico scartato solo perché o preso dall'ansia o per un'amnesia o perché  quel rompicapo non l'ha risolto,  ma potrebbe risolvere brillantemente una diagnosi.


Secondo voi è corretta l'istituzione del numero  così_chiuso a medicina o invece la facoltà con  i suoi banchi di prova screma da sé consegnandoci camici bianchi immacolati, professionali e umani?

 

 
 
 

Rincorrendo un sogno di libertà

Post n°785 pubblicato il 31 Agosto 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Dignitosissima nell'aspetto e nel porsi mi raccontava la sua storia.

*Mi sono laureata nel mio Paese in letteratura italiana. La mia laurea non è riconosciuta però qui.
Ho conosciuto in chat Enrico. Ci siamo visti 4 volte a metà strada in territorio neutro.
Di lui mi colpirono le attenzioni che da noi non esistono in una coppia.
Mi innamorai e decisi di iscrivermi a un master di italiano in Italia: era un modo per consolidare la lingua ma anche per stare con lui.
 La trafila per accedere è stata lunga e costosa; le certificazioni sono d'obbligo come pure i permessi di soggiorno.
Non avendo reddito, lui mi propose di sposarci e così successe un anno fa.
Lui lavora, mi mantiene, io studio, faccio la moglie e curo la casa.
Spesse volte però mi prende  una tristezza dentro che sconfina in angoscia: mi mancano le mie radici e la mia famiglia.
Tra me e Enrico fila tutto bene ma se le cose dovessero cambiare?
Lui potrebbe sostenere di avermi mantenuta e di avermi dato l'opportunità di rincorrere il mio sogno di libertà. Potrebbe dire che il mio sentimento nei suoi confronti era d'interesse.
E la mia parola di straniera varrebbe nulla.
*

Fa riflettere un rapporto d'amore che nasce e cresce non in parità.
Resta sempre quel sapore dolce e amaro per cui non si è mai sullo stesso piano: tu hai fatto un favore a me quindi io ti sarò riconoscente comunque vada.

























Sono tante le donne dell'Est che con pazienza trovano sistemazione qui e alcune per necessità, altre per opportunismo si adattano.
All'onestà di Alina, però, credo.

Ma se non fossero intrappolate dentro leggi e burocrazie che non lasciano scampo alla realizzazione personale cercherebbero ugualmente un anello al dito pur di uscire da una realtà, la loro, spesso misera e miserabile ?



 

 
 
 

Cantando con le lacrime agli occhi ;)

Post n°784 pubblicato il 29 Agosto 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 




E  di risposta rilancio:

 

 

Governare, governare , governare questo è  il vostro  vivere.

Fingere, fingere, fingere, vi ha preso anche la dignità.

 

 

 

... riuscirete mai a farmi smettere di canticchiare 'sti ritornelli?

 

 
 
 

OK! Il prezzo è giusto! Anzi, un affare!

Post n°783 pubblicato il 26 Agosto 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

E vissero tutti felici e … gabbati!

0,99 euro! 9,99! 19.99! e così via.

I prezzi che terminano con il 9 attirano e lusingano.

Un oggetto che espone il cartellino di 49.99 euro non costa 50.00 euro, ma 49.00.
Pare infatti che si arrotondi per difetto: i 99 centesimi come per incanto scompaiono dalla vista e dal portafogli.
Sembrerà incredibile ma anche un centesimo fa la differenza nella mente del consumatore che si convince dell'affare o del giusto prezzo.


Così come la qualità di un prodotto è per il consumatore direttamente proporzionale  al suo prezzo secondo il sempreverde adagio per cui chi più spende meno spende.

Sappiamo che il nostro prodotto deve avere un prezzo relativamente alto, che faccia capire che si tratta di un "prodotto premium", affermano gli studiosi di marketing.

Perché  alcuni di noi  preferiscano le marche premium è intuibile: coccarde e bandiere, loghi propri, dichiarazioni di qualità , giochi di parole o espressioni del linguaggio comune
fanno del prodotto il prodotto da scegliere, quello che fa per noi, che ci soddisfa.

Al contrario puntando su prezzi bassi e prodotti a marca bianca, le tecniche pubblicitarie danno rilievo e mettono in risalto gli aspetti internazionali del prodotto.

E che dire del 3X2?
Ahhh, lì capita di fare man bassa! Scaffali svuotati e carrelli strapieni. Una scorta che potrebbe tornare utile in caso di carestia!





























E voi nell'immenso mondo di tecniche e strategie di marketing come vi districate?

Puntate l'occhio sulle cifre che finiscono con il 9?

Pensate che prezzo e qualità vadano a braccetto?

 

 
 
 

Per un boccone " avvelenato"

Post n°782 pubblicato il 22 Agosto 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

L'ultimo in ordine di tempo succede a Treviso:  una 12enne allergica al latte ha uno shock anafilattico in pizzeria e muore nonostante l'adrenalina prontamente somministrata. La ragazzina conviveva da tempo con lʼallergia ed era stata sempre attenta a ciò che mangiava.

Prima di lei un 15enne ha una reazione allergica fatale perché mangia un panino al sesamo in aereo.

E ancora prima la cronaca ci ha riportato parecchi casi di morti per un boccone 'avvelenato'.




















Di solito un allergico sa quali alimenti bandire ed è attento. Nel dubbio evita.

Era il 13 Dicembre 2014 quando si rendeva  obbligatorio a ristoranti, pizzerie, gastronomie, gelaterie e pasticcerie  scrivere sul menù  la possibile presenza di allergeni nelle pietanze offerte.
A febbraio del 2018 la Gazzetta Ufficiale pubblicava il decreto con le disposizioni, le applicazioni e le sanzioni relative (da 3mila a 24mila euro)  alla mancanza di etichettatura sugli allergeni.

Vi risulta che sia così?
A me no, o meglio, nella stragrandissima maggioranza dei menù, non ho trovato alcuna dicitura.

Vergognoso, certo!
Ma non è su questa gravissima inadempienza che mi focalizzo.


Il proliferare di allergie alimentari a volte fatali e di intolleranze sono sintomo che ci siamo indeboliti come razza?

O invece

alla base di risposte esagerate del sistema immunitario che ci sia un'accanita manipolazione dei cibi che spiegherebbe l'aumento esponenziale di allergici anche in tarda età?


 

 
 
 

All'improvviso... ricchi e infelici?

Post n°781 pubblicato il 19 Agosto 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

A Lodi sono stati vinti  duecentonovemilioni_centosessantamila_quattrocentoquarantuno euro: la cifra più difficile da scrivere e il jackpot è il più alto nella storia non solo del Superenalotto, ma anche di tutte le lotterie mondiali.

Non sempre chi viene baciato dalla fortuna vivrà una vita migliore.

 

Il denaro non dà la felicità;
ma ti permette di sceglierti l'infelicità che più ti piace.

P. J. Vaillard

 

Il denaro che si possiede è strumento di libertà;
quello che si insegue è strumento di schiavitù.

J.J. Rousseau

 

 

 


Secondo i dati  della Società italiana di psicologia per più di un neomilionario su tre la qualità della vita peggiorerà.

Rischierebbe la "depress
ione post -vincita" o "sindrome da ricchezza improvvisa". 
























Ritrovandosi improvvisamente sommersi da banconote piovute dal cielo scatterebbe l’impulso poter fare  e comprare tutto ciò che si vuole con la conseguenza di  andare in crisi  perché  "il nostro cervello,  non programmato per una stimolazione di tale intensità, andrebbe in autodistruzione".

Inoltre  per uno strano meccanismo si sarebbe portati a compiere azzardi e gesti platealmente generosi  elargendo a destra e a manca e delapidando così il gruzzolo
Parrebbe infatti che l'87% dei vincitori di alte cifre dopo due anni torni povero.

Siete d'accordo con queste teorie ?

E ancora, se foste voi il vincitore del jackpot come vi sentireste?

Ma soprattutto che combinereste con così tante banconote?

 

 

 

 

 
 
 
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