Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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* ma nessuna ha preso la decisione a cuor leggero*

Post n°480 pubblicato il 17 Gennaio 2016 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

* Non posso certo dire che è esattamente ciò che avevo in mente quando compilai la domanda d’ammissione all’Università.
Probabilmente non è quello che si aspettavano i miei genitori:
non è poi così bello ritrovarsi a una cena e dire che la propria figlia è un medico abortista.
   Ad ogni modo sono qui. Ho scelto di non fare obiezione di coscienza. 
Non è stato semplice a livello emotivo.
[...]
Ho incontrato professioniste quarantenni così come adolescenti.
La maggior parte di loro aveva utilizzato contraccettivi, ma qualcosa era andata storta. Ho ascoltato  storie difficili, alcune strazianti, altre meno complicate,
ma nessuna ha preso questa decisione a cuor leggero.
[...]
Molte delle donne sono già mamme. Alcune devote e religiose.
 Ad altre è stato consigliato di interrompere la gravidanza per ragioni mediche.
Una donna ha cambiato idea all’ultimo minuto.
Ad un’altra ho asciugato le lacrime mentre l'anestesista faceva il conto alla rovescia.
[...]
Tutto questo per me non è ancora quotidianità. Mi chiedo se mai riuscirò a abituarmi. *

 

E’ parte di una lettera anonima pubblicata mesi fa su HuffigtonPost e scritta da un medico  abortista.

Che sia donna è irrilevante, forse.

O  forse, invece,  significativo.


Sta il fatto che la legge 194 a distanza di anni non è applicata.
La media in Italia, oggi, fra medici e infermieri che hanno obiettato è del 70%.
In Basilicata siamo al 90%, in Valle d’Aosta al 13%.
In poche regioni si arriva al 50%.
 Ad Ascoli Piceno c’è l’obiezione di struttura:  il 100% dei medici rifiuta di applicare la legge.
I medici che obiettano sono anziani;  quelli giovani, se non obiettano, hanno carriera difficile.



















Quasi sottendesse ad una legge di mercato per cui se cala l’offerta aumenta la domanda ,  gli  aborti clandestini e quelli fai da te con pillole acquistabili via internet , pericolosissimi,  pare siano circa 15.000 l’anno.

E in Europa come stanno le cose?
In Francia tutti gli ospedali pubblici hanno l’obbligo di rendere disponibili i servizi di interruzione  volontaria della gravidanza.
A Londra obietta solo il 10% dei medici e tutti gli operatori che decidono di lavorare nelle strutture di pianificazione familiare non possono dichiararsi obiettori.
 In Svezia non esiste il diritto all’obiezione di coscienza.

Libertà di scelta non significa necessariamente essere contrari alla vita.

Ne parleranno stasera a Presadiretta, ma sono convinta che ognuno di noi  abbia già un’idea:

privilegiare la consapevole libertà della donna  nella sua difficile scelta

o

incentivare la scelta etica degli obiettori  facendo finta che 194 sia solo un numero e non una legge?




 

 

 
 
 
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