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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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Messaggi di Maggio 2014

blog florilegio 2

Post n°1980 pubblicato il 30 Maggio 2014 da ossimora
 

 

 

Museo del duomo Città di Castello 

 

Venerdì: BLOGFLORILEGIO numero due

 

Le settimane prima della chiusura della scuola ( per i bambini)  dense di eventi più o meno gradevoli , più o meno interessanti , in ogni caso ineluttabili .

La stanchezza di questo anno e di questa Prima , faticosa e rumorogenica , nella quale non abbiamo ancora messo a punto idee e strategie certe ...per farsi ascoltare , si fa sentire .

L'indispensabile è stato fatto , tutti 17 leggono e scrivono ( scrivono è una parolona ) , resta un'ultima settimana altrettanto densa e poi sarà solo burocrazia .

Il blog che propongo questa settimana è  di un non ben precisato signore che si fa chiamare "Forma mentis" , dalle scarsissime notizie su se stesso si immagina dovrebbe occuparsi di filosofia dall'altro blog che gestisce/va .

In questo parla di società , politica , attualità ,cosa che io non faccio quasi più,  lo fa in maniera a mio avviso lieve ma non superficiale , è molto tempo che passo a sbirciarlo , certe volte alcuni suoi brevi post erano e sono guizzi di intelligenza .

Prima forse era più brillante adesso i suoi lampi ironici sono rari ma è sempre un punto di vista che leggo volentieri , sopratutto in questi periodi nei quali è sempre meglio tenersi abbastanza a distanza da opinionisti beceri che si prendono tanto sul serio nel proporci il nulla .

Non ci sono immagini...

FORMAMENTIS

un lampo ...

 
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blog florilegio

Post n°1979 pubblicato il 23 Maggio 2014 da ossimora
 

 

 

Aderisco con piacere al gioco/ divertissement lanciato dal blog  "Abbandonare Tara" , di  "odio via col vento "alias Cecilia.

Io ancora ogni tanto passo su FB ma lo trovo non solo noioso e sovraesposto ma assolutamente ripetitivo , si ripropongono in molti casi notizie che erano già datate qualche anno fa e si rifriggono come novità , per non parlare di quando muore qualcuno ...improvvisamente l'home page si popola di post fotocopia sullo stesso stile , per Garcia Marquez è stato un vero delirio.

Insopportabile la politica e le agenzie più o meno vere , verificate , verificabili . Scoop , scoop...cercasi.

Il blog è davvero più divertente , più intimo , più particolare ; mi piacerà molto vedere quelli proposti dagli altri e sarà un nuovo stimolo a cercarne altri , io lo faccio ogni tanto , per il venerdì ricercherò i miei preferiti dispersi ... sperando che non siano chiusi...

Intanto un giro nel BLOG di una giovane  FOTOGRAFA / ARTISTA ;  tutto scorre piacevole , delicato mai melenso ,   immagini senza risparmiarsi  , qua e là per la vita ...sua e degli altri con scanzonata poesia ...

VIOLA

 
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afasia

Post n°1978 pubblicato il 21 Maggio 2014 da ossimora
 

 

 

Alberto Burri  Cellotex ed oro zecchino

 

«Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano,
ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l'olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno».

José Saramago, "Di questo mondo e degli altri".


 

 
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S / UNO

Post n°1977 pubblicato il 13 Maggio 2014 da ossimora
 



Parlando con un'amica lettrice  , di nuovi scrittori italiani , del festival CALIBRO e degli scrittori invitati ed ascoltati finora  , riflettevamo sul fatto che le donne sono poco presenti in campo letterario .

Niente di nuovo certo .

Mi sono  intanto , però, presa la briga di andare a spulciare il Premio Strega di quest'anno. 

Il primo gruppo di libri selezionati è stato piuttosto corposo, ben 27 testi, solo 6 quelli di donne ...e me li sono ordinati tutti ,( già dalla prima selezione i testi sono diventati 12 ( 4 sono rimaste le donne) .

Lisario o il piacere infinito delle donne di  Antonella Cilento

Il paese senza nome di Lucianna di Lello

Bella mia di Donatella di Pietrantonio

Publisher di Alice di Stefano

Oltre il vasto oceano di Beatrice Mauray

Ovunque proteggici di Elisa Ruotolo


Sono arrivati , seppur un pò lentini e ne ho già letto uno.

Il paese senza nome di Lucianna di Lello

La di Lello  ( quasi ottantenne ) è una filologa classica , si occupa di traduzioni manoscritte di testi greci (niente meno!).

Il suo romanzo (si fa un po' fatica a definirlo tale) narra della storia d'amore infelice fra Giuditta ( figlia di un console italiano in Argentina) ed un Dandy , Jeair , argentino , malvisto dal padre di lei che venuto a conoscenza della storia fra i due  riporta la figlia in Italia e la fa sposare ad un suo predestinato , per farla sfuggire  definitivamente al "parassita depravato".

Il testo è dissacratorio , giocato tutto su citazioni , allusioni , ritorni indietro e salti avanti , tecnica non finzione , mente non cuore.

Certamente non scorrevole e fluido , quasi disinteressato ai personaggi stessi .

Un esercizio di stile , un divertissement.

Leggendolo , occorre aggiustare continuamente il tiro ( nel senso che non ci si deve aspettare una trama fluida) , capita anche di godere di una scrittura ironica e a tratti divertita e divertente.

Assaggi:

...A gloria postuma del genio germanico fu così realizzata la più spettacolare costruzione del secolo dove, nel ricorso ad un archeologismo selvaggiamente eclettico ,le forme classiche di un bianco accecante si sposavano con la festosità policroma di quelle arcaiche , in tetraggini di gusto medioevaleggiante , sia pure allietate da dettagli egizi (sfingi alate e palmette), più altre fantasticherie di pura invenzione alemanna ...


...al tempo in cui stiamo parlando l'inno nazionale era diventato una specie di tormentone , imposto in alto loco al paese per potenziarne lo spirito patriottico e precisamente dall'allora presidente in carica, uomo di rare attitudini , grande oratore,eminente economista,giureconsulto di prim'ordine , al corrente di tutte le questioni politiche del suo tempo e dotato di un attivismo straordinario che gli permetteva di attuare i più ardui problemi , ma sempre con la salvaguardia dei propri interessi e di quelli della sua classe....


E non pochi uomini di genere poliedrico , politropo, polifago ed all'occasione politulamente polimorfo e polifronte , per non dire voltagabbana , ognuno dei quali polilogo, poligrafi e polireddito , con fama di storico illustre , di numismatico , linguista , romanziere , sociologo ma sempre pubblicista e uomo di legge oltre che generale e tecnico di artiglieria...grande paese l'Argentina...


...scrivere invece è raggrumare la vita in un' emozione, un' emozione che a suo tempo non è riuscita a fluire ,scrivo perchè non so più parlare e perchè ho bisogno di dirmi che ci sono , come in una gabbia di vetro muovo le labbra ,ma nessuno mi sente ,è come il messaggio in una bottiglia da un'isola deserta in mezzo al mare ,che nessuno raccoglierà, non un esseoesse , no, perchè è lì che voglio restare , in beata solitudine...

 

 
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entomologia

Post n°1976 pubblicato il 07 Maggio 2014 da ossimora
 

 

Jan van Kessel the Elder - Flowers and Insects - PubHist

 

Oggi a scuola , io  ,  i bambini e l'entomologo siamo usciti per il secondo incontro laboratoriale .( Il micro mondo degli insetti ) .

 

Una bella passeggiata rilassante , adatta ai bambini di sette anni ; le strumentazioni adatte , il tempo non proprio solatio ma tollerabile  e senza pioggia ...un grigetto senza infamia e senza lode che non esaltava certamente lo splendore delle  nostre colline a Maggio ma che ci ha lasciato tranquilli .Nel grande prato ci ha accolto persino uno splendido capriolo saltellante !

Sono entusiasta però ...io che detesto le zanzare ed aborro mosche e mosconi  mi sono accorta solo adesso  (sigh!) di quanto sia davvero stupefacente il mondo degli insetti , di quanti siano e delle diversità , i colori , le forme , gli habitat , le particolarità .

Con un solo scuotimento di fronde ne sono arrivati nell'ombrello  aperto una varietà di specie incredibile , minuscoli e adatti .

Alcuni hanno dei colori traslucenti verdi , violacei ,altri dei gialli luminescenti , delle geometrie minimali e perfette ,  impressionanti come  e' impressionante comprendere che ogni minimo esserino ha un suo specifico ruolo e delle peculiarità irripetibili .

Da oggi non guarderò mai più un prato con gli stessi occhi .  

 

 

 
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DIFENDIAMO LA 194

Post n°1975 pubblicato il 05 Maggio 2014 da ossimora
 

Presi appuntamento con la 'tale' che per 20.000 lire sfoderò tutta la sua perizia. Da uno sportello della 
credenza tirò fuori l'attrezzatura: ferro da calza, sonda, speculo. Non vidi altro perché non volevo vedere..... 'Non sentirai molto male, dato che sei appena al secondo mese diceva. Invece io ero quasi di quattro mesi, ma non glielo dissi per paura che si rifiutasse di intervenire. Cominciarono le doglie il mattino dopo alle sei, alle nove non potevo più alzarmi per andare in bagno a cambiarmi perché lasciavo la scia di sangue per terra e mia madre avrebbe potuto scoprire tutto. Dolore, sangue, feto, placenta, terrore.(Ferrara 1975) 

 

 

 


Era il 1978 quando anche in Italia veniva regolamentata la pratica dell'aborto, fino ad allora diffusa clandestinamente ad un livello tale da elevarsi a vera e propria piaga sociale. Perché oltre alla tragedia di una vita stroncata sul nascere c'è la sofferenza di migliaia di ragazze, costrette a stare nell'ombra e a subire l'indifferenza di tutti. Giovani donne lasciate sole, costrette a confidare solo su loro stesse, costrette a rivolgersi alle "mammane". Solo chi poteva andava all'estero, in cliniche specializzate. Per tutte le altre c'erano i ferri da calza, il prezzemolo, i "cucchiai d'oro", con il rischio di morire o la certezza che quella scelta le avrebbe accompagnate per tutta la vita. 


Il 18 maggio 1978 veniva approvata dopo un lungo e travagliato iter la legge per la "tutela sociale della maternità e sull'interruzione di gravidanza", esempio di maestria giuridica, delicato equilibrio tra il rispetto dell'autodeterminazione della donna, il diritto all'obiezione di coscienza, la tutela della salute della madre e del nascituro, argine a derive eugenetiche. Una legge equilibrata, forte e compresa dalla popolazione, capace nel 1981 di resistere agli attacchi di due referendum, che per motivazioni diverse ne proponevano l'abrogazione. 

Oggi a distanza di 30 anni, nonostante le polemiche sempre vive e giustificate, la legge 194 resta cardine delle lotte di civiltà condotte nel nostro paese. Sicuramente resta ancora molto da fare per promuovere condizioni migliori per le giovani madri e per i loro figli.

Ma sull'efficacia di questa legge valgono i numeri diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità, che parlano di una riduzione dal 1982 ad oggi del 47,1% degli aborti, percentuale che sale al 60% se riferita alle sole donne italiane. Niente male per una legge accusata da più parti di promuovere l'aborto libero. 


IERI A ROMA 

 

Migliaia di integralisti no-choice hanno sfilato a Roma per chiedere l'abolizione della legge 194.

Presenti alla marcia "per la vita" anche esponenti politici di estrema destra,(ma va!)  Fratelli d'Italia, Lega Nord, Forza Italia come Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Mario Borghezio. ( NO COMMENT)


 Ma anche il cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica. 


Il corteo è arrivato a piazza San Pietro, dove papa Francesco ha elogiato i partecipanti, incoraggiandoli ad "andare avanti".


 

 

 

 

Le immagini , i cartelli , i volti , le divise parlano da sole ,

dopo trenta anni siamo ancora qui.

Non aggiungo altro perchè non voglio diventare troppo feroce . 

 *Occorre essere feroce con sti qua ma non basta 

 
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Janes

 

Buon primo di Maggio !


 

Clara Janés 

Tra le mute radici
che sostentano il bosco,
arcangelo mio d'ombra,
nell'insistente quiete
sotterranea,
apriamo rose d'amore,
trasudiamo il vino
dell'uva unica,
dolce sole della genesi
perenne,
che le nostre labbra
invitano a godere
dal clamore
dell'umida erba
che ci protegge.


Clara Janés
Arcangelo d'ombra
a cura di Annelisa Addolorato
Crocetti Editore 2010

 

 

 
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