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« LolliMetà di Giugno. »

chibo /un'analisi

Post n°2044 pubblicato il 02 Giugno 2015 da ossimora
 






 Al netto del solito diluvio di dichiarazioni, spesso vaneggianti, e di interpretazioni del tutto infondate di numeri che, in quanto tali, alla fine più di tanto non possono essere relativizzati e quindi sminuiti nel tentativo di piegarli alle diverse cause, alcune considerazioni paiono essere evidenti.
Destra senza centro: per quanto Toti si sia subito affannato a dichiarare che non si presterà ad una lettura della sua vittoria in termini di numero di voti portati alla coalizione dai singoli schieramenti che la compongono, è innegabile che in Liguria, come nelle altre sei regioni in cui si è votato, il risultato lo abbia fatto Salvini insieme alla Meloni, mentre Forza Italia è in preda ad un inarrestabile deflusso di voti. Dunque, sparisce il centro e si afferma la destra, una destra marcatamente antieuropeista, xenofoba, populista e nazionalista che ha fatto una campagna elettorale  urlata e becera, volta ad amplificare ed addirittura sollecitare il malpancismo generico e le paure sociali senza portare, sia chiaro, alcuna risposta concreta in termini di progetto politico. 
Il che paga sul momento, ma pone interrogativi sul medio e lungo periodo, soprattutto pensando alle prossime elezioni politiche dove, con la nuova legge elettorale, non ci saranno colazioni ma liste singole.
Dunque, il problema a destra è chiaro e di non facile soluzione, perchè stando così le cose, con Forza Italia in dissolvimento, la lista unica dovrebbe giocoforza prevedere Salvini candidato premier e tutti gli altri dietro a lui. Difficile però immaginare una tale dissoluzione del fu centrodestra in un'unica formazione di destra che non ha nulla di moderato e che invece, per avere almeno una chance di vittoria, dovrebbe avere la capacità di attrarre i milioni di voti persi da Forza Italia. Da questo punto di vista, politicamente parlando, la difficoltà più grande sta tutta a destra, e per quanto Salvini oggi faccia il gradasso, affermando di essere l'unica alternativa a Renzi, in realtà con i numeri che ha raccolto a livello nazionale deve prima vedersela con i Cinquestelle, che potrebbero anche andare al ballottaggio alle politiche, ma prima ancora deve riuscire a trovare una formula - ad oggi francamente inimmaginabile - per tenere insieme tutte le forze della sua parte.
La questione è spinosa: se annacqua il suo messaggio, per tentare di rendersi gradito all'elettorato moderato, Salvini rischia di perdere terreno a destra, ma se continua a spingere sul pedale del più becero populismo, resta fermo ai numeri di oggi ed oltre non va. Trovare la quadratura del cerchio è dunque il suo vero e gravoso compito, a dimostrazione che quando si spinge sugli estremi poi è difficile tornare indietro e recuperare credibilità su un terreno meno incline alle urla e più sensibile alle proposte argomentate.

Pd senza sinistra: di segno opposto, e quindi speculare, la situazione a sinistra, dove il Pd si conferma comunque il partito trainante, mentre la sinistra alla sua sinistra, dove si è presentata, ha raccolto numeri buoni solo a fare danni, non certo a vincere, con buona pace di Civati che vede praterie dove invece ci sono solo sentieri sempre più stretti per coltivare livori personali, rese dei conti interne e rendite di posizione sempre più esigue. Significativo in questo senso il 6,28% raccolto in Toscana dalla lista della "vera sinistra" che pure prometteva sfracelli a discapito del Pd.
Ma una lettura critica ed analitica di questo risultato va fatta, ed è tutta interna alle scelte del Pd, da cui ci si aspettava, con buona ragione,  candidature che marcassero  con evidenza il rinnovamento della classe dirigente sui territori invece della riproposizione di volti e nomi provenienti dalle precedenti legislature oppure, come nel caso della Moretti in Veneto, il frutto di un calcolo sbagliato fatto sull'esito del voto alle europee di un anno fa.
Ora, sarebbe ridicolo - anche se in queste ore è un luogo comune ampiamente abusato - negare l'evidenza dei numeri; in dodici mesi, in due tornate di elezioni regionali, il Pd si è aggiudicato dieci regioni su dodici, e giova ricordare che invece si partiva da una situazione di sei a testa, con buona pace della Ditta delle non vittorie, quindi la segreteria di Renzi, da questo punto di vista, può essere senza dubbio considerata vincente.
Ma è fuor di dubbio che il rinnovamento sui territori è ancora un progetto da costruire e da realizzare, mentre, per contro, giunge un messaggio forte e chiaro dagli elettori, ovvero che le rendite di posizione non pagano più, che le candidature nate per consuetudine, appartenenza e cooptazione hanno fatto il loro tempo e non sono più garanzia di successo, anzi, al contrario, suscitano insofferenza nel loro manifestare continuità con il passato e producono sconfitte che lasciano il segno. Il caso della Paita, in Liguria, ma anche la faticosissima riconferma della Marini, in Umbria, sono segnali nettissimi e non ignorabili della necessità di lavorare molto ed in profondità sulla costruzione di una nuova classe dirigente.

M5S: ha fatto una campagna elettorale lasciando a casa Grillo, segno che la batosta di un anno fa alle europee ha lasciato il segno e, forse, ha anche insegnato qualcosa in termini di mera condotta politica sul campo. Resta però un dato di fatto: gli argomenti usati dai grillini, a cominciare dal cavallo di battaglia del reddito di cittadinanza, dati in pasto agli elettori senza fornire alcun dato certo su eventuali coperture finanziarie di tali operazioni, hanno il fiato corto e le gambe ancora più corte, come insegnano le loro esperienze di governo locale, dove sono stati sconfessati proprio sui temi che li avevano fatti vincere, un caso per tutti la storia dell'inceneritore a Parma. Dunque, questa fase apparentemente più matura del movimento - che peraltro in Parlamento continua a dire di no a tutto, tenendo congelati da due anni i propri voti - dovrà dare tangibili riscontri di una accresciuta consapevolezza politica per nutrire ambizioni di governo, e giova ricordare a quelli che oggi cantano vittoria che, in tutta evidenza, non esiste una regione governata dal M5S, dunque la vittoria per ora è da rimandarsi ad un futuro che, forse, potrebbe persino vederli al ballottaggio, se a destra non si creasse una lista unitaria, ma difficilmente li premierebbe in termini di effettiva credibilità come forza di governo.
Astensionismo: le ultime tornate elettorali hanno evidenziato che anche in Italia, sia pure con molto ritardo rispetto alle altre democrazie occidentali, si è manifestata una grande mobilità dei flussi elettorali. Il voto identitario che ha caratterizzato la Prima Repubblica, la contrapposizione tribale della Seconda Repubblica, sono finiti lasciando cumuli di macerie sotto forma di disaffezione ai partiti e di patente mancanza di credibilità della politica agli occhi degli elettori. 

In questo quadro, due cose risultano palesemente ridicole: che i rappresentanti delle passate stagioni ancora in attività siano quelli che alzano i lamenti più alti sul dato astensionistico, invece di fare mea culpa e riconoscere le proprie gravissime responsabilità nell'aver creato questa frattura con gli elettori; che si ignori l'astensionismo quando fa comodo - tipo esaltare Podemos senza dire che in Spagna ha votato il 49% degli aventi diritto - e lo si agiti come spettro di una crisi della democrazia quando invece si tratta di coprire le proprie responsabilità nell'averlo creato. 

Anche da questi espedienti di piccolissimo cabotaggio passa il giudizio di una classe politica fallimentare da cui i cittadini, non votandola, prendono le distanze.

 
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Commenti al Post:
jigendaisuke
jigendaisuke il 02/06/15 alle 02:27 via WEB
Analisi che condivido totalmente. Per quanto, la Paita è stata eletta dalla maggior parte dei votanti alle primarie (io avevo scelto Cofferati). Poi non vedo nemmeno un successo di fratelli d'Italia (in confronto con quanto prendeva AN).
(Rispondi)
angiolhgt
angiolhgt il 03/06/15 alle 01:27 via WEB
non sono in grado di fare una analisi politica accurata come la tua ma ho l'impressione che la politica si stia calcizzando, stia diventando un affari di tifosi anzichè di cittadini. Il cives sta morendo come la classe operaia e tanti altri luoghi comuni sociali del 900; solo un numero esiguo di appassionati vi parteciperà con passione ed entusiasmo leggendo quelle gazzette dello sport che sono diventatati i giornali quando parlano di politica...ma parlano poi di politica o di liturgia politica? Chi va a votare nutre l'opinione che il voto dei cittadini conti malgrado l'esperienza di tutte le promesse tradite e referendum gabbati. Astenersi non è ignavia, è una scelta consapevole che può pesare più di un voto per governare. Fabio Massimo vuole logorare la corruzione e l'abuso....
(Rispondi)
ossimora
ossimora il 03/06/15 alle 06:20 via WEB
Già , non ci si appassiona e sospetto che infondo a chi governa alla fine vada bene sia la disaffezione che la disattenzione . Non direi che si ragioni per "tifoserie" , in quel caso ci sarebbe maggiore partecipazione . Semmai scontiamo attraverso l'astensionismo , il frutto del l'antipolitica , che dal libro " la casta" in poi ha prodotto un nuovo modus pensandi ampiamente banalizzato , scordando che comunque qualcuno deve pur governare la gestione degli asili nido e/ o della sanità regionale e sarebbe buona cosa almeno tentare di scegliere il meno peggio ...
(Rispondi)
 
angiolhgt
angiolhgt il 03/06/15 alle 15:48 via WEB
i tifosi come i credenti fondamentalisti non sono la maggioranza , ma ci sono; è invece quella massa amorfa facilmente illudibile e facilmente deludibile che si disaffeziona..e non vota Ma qualcuno spera e vota grillo( per lo meno lui non ha precedenti e i ragazzi sono acqua e sapone anche se non sarebbero penso in grado di governare (ma accontentiamoci del dog watching )
(Rispondi)
Utente non iscritto alla Community di Libero
antostancaalvolo il 04/06/15 alle 00:39 via WEB
Non mi interessa parlare du tifoserie e du astensioni ho gia 'espresso cio Che ne penso della situazione. Una sola nota di precisazione , Grillo non so presenta personalmente perche ha precedenti ( e molte a.biguita sulle sue entrate del blog) Quanto agli acqua sapone e velleita " e" bene farli governare...a Livorno Dove avevano jl sindaco hanno dimezzato i voti....
(Rispondi)
ziryabb
ziryabb il 04/06/15 alle 10:01 via WEB
Anto,non arrabbiarti. Il mio è solo provocamento non è provocaggio.
Toti, il meno peggio? De Luca il meno peggio ? Piuttosto un'analisi aritmetica. Un tabellone dei risultati delle partite. Pd 5 Destra 2.
Perché sminuire i risultati dei Grillini? Si può non condividere il Civatismo e il Cofferataggio ma non denigrarli. Pare che Verdini e Bondi abbiano trovato casa nel PD. Ma il PD non è Taxi. Si diceva.
(Rispondi)
 
ossimora
ossimora il 05/06/15 alle 20:50 via WEB
Ma figurati se mi arrabbio !!! Io non ho sminuito nessun risultato (mi sembra...) ho semplicemente tentato un'analisi ; certo è che laddove (come a Livorno ) avevano il sindaco hanno dimezzato i voti...vedi io credo che la politica , pur buona ed al netto da ruberie sia AMMINISTRAZIONE e francamente ai pentastellati che conosco io , che parlano di reddito di cittadinanza senza pensare alle coperture ( mera propaganda) ...di scie chimiche e lepidezze del genere non farei amministrare neanche la lettiera del mio gatto ( che peraltro è un bell'impegno...) Bondi semmai torna ...fu sindaco del pCi..(bleath!!!!) di Verdini spero proprio di no...quanto a Cofferati e Civati...voglio tacere , sai sono ancora affezionata all'idea delle Frattocchie...dove i dissidi si risolvevano non nei talk ma a tavolino...povero Cofferati è passato dai due milioni di persone in piazza ad un orticello livoroso, mi dispiace,...
(Rispondi)
Roberta_dgl8
Roberta_dgl8 il 05/06/15 alle 14:50 via WEB
Grazie, per questa analisi. Almeno ci capisco qualcosa. Così di getto mi verrebbe da dire "un vero troiaio". (scusa!). Però in effetti lo è. Secondo me, i "grillini" hanno perso il treno (e pure noi, forse) quando non si sono alleati (all'epoca) con Bersani, allora sarebbe stato possibile costruire qualcosa. (forse?) Io sono molto sfiduciata, della politica e dei tempi. Non riesco più a codificare quel che accade, non è una questione di velocità, ma una questione - come tu scrivi, di disaffezione (anche, che è poi alla fine, forse PROPRIO QUEL CHE VOGLIONO?). prenderci per sfinimento? Paghiamo per la malapolitica pregressa.. e per interessi che non devono essere toccati, da un canto, mentre dall'altro si vorrebbe continuare a favorire tutti , con i redditi di cittadinanza, con la colpa allo straniero, mentre invece non si mette mai mano davvero agli intoccabili. Ma non si capisce che se non SI TOCCANO QUEI REDDITI ALTISSIMI , dove lo pigliamo il reddito di cittadinanza... andando a togliere ad altri, in una lotta vorticosa tipo formicaio impazzito? ah, se fossimo davvero "alleati" come le formiche, uniti davvero verso un comune intento. Ma non è così. Forse ci vorranno altri 50 anni? sono ottimista, lo so. :-) Un abbraccio. Roberta
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Utente non iscritto alla Community di Libero
fajrmoltalvolo il 07/06/15 alle 22:21 via WEB
Se la politica fosse sono amministrazione, come dici tu, Anto... non ci sarebbe bisogno di partiti, elezioni, dibattiti, manifestazioni, maggioranza, minoranza.... cioè, tutte quelle "cose" che fanno parte di un processo democratico di partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla gestione della cosa pubblica. Basterebbe avere i funzionari amministrativi con i loro dirigenti e un capo-condomino a rotazione.
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Utente non iscritto alla Community di Libero
Antoalvolo il 08/06/15 alle 01:38 via WEB
E non sarebbe nemmeno male ...se lo facessero bene , ma anche dirigenti e capo condomini a rotazione devono essere selezionati...votati , scelti , al netto delle ideologie e secondo credibilità ...credo che evidenziando questo anche molta più gente si interesserebbe a leggi e decreti . Sopratutto dopo il virus dell' antipolitica come qualunquismo ,le ideologie sono davvero annacquate , sfilaccicate , tutti hanno persin paura di parlarne se ne hanno e non servono più a leggere la realtà ...minoranza , maggioranza mah !,,,
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Utente non iscritto alla Community di Libero
fajralvolissimo il 08/06/15 alle 07:48 via WEB
Hai fatto un minestrone. Funzionari e dirigenti sono necessari per tradurre in pratiche quotidiane gli indirizzi di rotta che la politica disegna sulla base di un confronto tra il più ampio numero di cittadini e cittadine e coloro che si propongono a rappresentarne le coordinate di lettura, interpretazione e visione. Questa èmla dinamica sana di uno Stato democratico. Ciò di cui parli tu, se va bene, è governo oligarchico se non dittatura conclamata. Notinmyname!
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Utente non iscritto alla Community di Libero
upa83@libero.it il 08/06/15 alle 10:27 via WEB
A parte che i minestroni mi piaccion di molto ...Nessun minestrone, è la fotografia di una situazione :zero ideologie, zero idealità, unica possibilità attuale , buona o discreta amministrazione .Lo so che è svilente ma è anche inutile (se non a livello personalissimo , intimo ed ideale ) dire "Non nel mio nome , ciò non mi rappresenta !" (ah come è bello l'italiano!) .
(Rispondi) (Vedi gli altri 2 commenti )
 
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fajrportatadalvento il 08/06/15 alle 10:30 via WEB
guarda che hai reso pubblico il tuo indirizzo email... mò sarai inondata da spam. :-P
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Utente non iscritto alla Community di Libero
antoalsupervolissimo il 08/06/15 alle 10:54 via WEB
dici? è stata una svista speriamo bene
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