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Messaggi di Dicembre 2011

servi ben pagati

Post n°1859 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da ossimora
 

 

 

 

Adesso che in qualche modo la politica è più in sordina  ( o ciò che ne resta in tempo di crisi economica e di idee ) leggere ed ascoltare certe prefiche acclara ancor più dove stiamo e perchè così siam combinati.

C'era proprio da aspettarselo, tutti coloro che  non hanno mai mosso un dito in anni di buon governo e che  hanno lasciato silenti e conniventi che si  arrivasse a questo punto ,  oggi  in piena emergenza rilanciano ancora  e contestano "la manovra recessiva" di Monti.

Persino Bossi (!!!)  inveisce sbavando , mentre difende il suo piccolo che sembra aver appreso bene la lezione su escort e gadget vari .(Quello che il trota non sa è  cosa significhi essere un laureato , quasi trentenne , con qualche specializzazione che guadagna 500 euro per otto ore in uno studio che lo sfrutta.)

E' ben noto , la faccia da culo non è cosa che ci faccia difetto tanto che  se la faccia da culo fosse quotata in borsa oggi scaleremmo la classifica dei paesi più ricchi del pianeta.

Il pennivendolo  ,(uno dei molti) (oltre ad apostrofare la premier  tedesca in prima pagina con il gustoso epiteto di CULONA ...non importa se prontamente smentito dal pensionato che vanta senso dello   stato ...ehehehe  è tutta da ridere...) dalla sua ...guida ed arringa le sue pecorelle e fa ricadere la colpa sul medico.

Un lavoretto  pulito, facile facile , adatto ai non pensanti , non udenti, decerebrati portatori sani di luoghi comuni e pensieri afittici ,vuoti a perdere mentali. 

Ancora auguri....ce n'è bisogno, come sempre...più di sempre...

 
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auguri

Post n°1858 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da ossimora
 

Transito raramente nel mio blog e mi dispiace .

Come qualcuno  ha detto ,  questo luogo è in qualche modo "storico", datato .

Se lo ripercorro dall'inizio c'è la traccia più o meno sommersa dei miei stessi cambiamenti , delle evoluzioni (che poi a volte sono anche involuzioni ma sempre evolutive per l'ovvia ineluttabilità dello scorrere vitale scevro da insignificanti questioni di merito o di casualità)

Ci sono le indignazioni che quasi mai scemano verso l'indifferenza , qualche ricordo , pochi e molto , molto , datati che il ricordo di breve distanza mi appare insipiente  ed ancora  insito e parte attiva del presente .

Ci sono diverse note , noticine sulla poesia ed i poeti che amo e/o che ho incontrato- furtato per caso un attimo , note su alcuni  libri , lampi su certi  film.

Ogni tanto provo a mettermi giù armata di volontà fattiva , allora salvo qualcosa , qualcosa la stampo .

 A dire il vero sono sempre meno legata al cartaceo ed alle montagne di resti di cui sempre mi sono circondata , scatole e scatole di diari, cartoline , biglietti , moleskine gonfie di tutto, mail così preziose da meritare stampa ed archiviazione certo non metodica , per impossibilità caratteriale , comunque  abbastanza controllata emotivamente .

Mi capita spesso ormai di buttare, al grido di "basta con questo vecchiume", confesso non senza un brivido di rimpianto ( che per fortuna svanisce contemporaneamente al suo nascere ) mi rendo conto che sempre di più a d essere riciclate nel bidone del cartaceo sono le lettere , le parole d'altri , con le mie sono più accondiscendente .

Spero che il 20I2 mi riporti tempo e voglia di scrivere ...

per intanto AUGURI   di un anno consono ai desideri reconditi e non ,  di coloro che transitano .

XXX


 
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già

Post n°1857 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da ossimora
 

 
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marco d'eramo

Post n°1856 pubblicato il 17 Dicembre 2011 da ossimora
 


Non se ne può più del della sufficienza con cui i commentatori di tutte le sponde declinano i termini «populismo» e «populista».


Cominciamo col dire che nessuno definisce se stesso populista: è un epiteto che ti affibbiano i tuoi nemici politici

(un po' come nessuno si autodefinisce terrorista, ma è chiamato così solo dagli avversari o quando è stato sconfitto: algerini, vietnamiti e fondatori dello stato d'Israele non furono ricordati come terroristi perché le loro guerre le vinsero).

In secondo luogo, populista ha non solo lo stesso significato, ma anche lo stesso etimo di demagogico, termine che non a caso fu coniato nell'antichità dalle fazioni aristocratiche e senatoriali in spregio alla plebe.


In effetti i nostri opinionisti ostentano nel pronunciare la vituperata parola un ludibrio venato di degnazione, neanche fossero tutti elencati nell'almanacco di Gotha, marchesi di Carabas timorosi d'infettarsi a contatto con il volgo (da cui la parola volgare).

Però farebbero bene costoro a rileggersi quello straordinario libretto che il grande storico Jules Michelet scrisse due anni prima del maremoto rivoluzionario che avrebbe scosso l'Europa nel 1848, e che appunto s'intitolava Le peuple di cui intonava un romantico peana.

Ma nel 2011 un Michelet subirebbe ostracismo immediato. Oggi essere bollati come populisti significa dannarsi all'inferno politico. 
Il problema è che i cantori del capitale (come un tempo i giullari dell'aristocrazia) tendono a tacciare di populista qualunque aspirazione popolare. Vuoi la sanità per tutti? Sei proprio un populista (soprattutto negli Stati uniti).

Vuoi la tua pensione indicizzata sull'inflazione? Ma che razza di populista! Vuoi poter mandare i tuoi figli all'università senza svenarti? Lo sapevo che sotto sotto eri un populista!
Quando ti appiccicano quest'etichetta addosso non riesci più a staccartela, hai voglia a dire che tu stai esprimendo solo sacrosante aspirazioni popolari. E il marchio è tanto più efficace e indelebile che ci sono davvero dei populisti demagogici e strumentali, per cui tu non vieni semplicemente distorto, vieni appiattito su qualcosa che esiste davvero. È vero che la Lega è cinica e demagogica, ma non ha torto quando dice che il nuovo trattato europeo è scritto in tedesco. 
Il problema è sempre lo stesso. Non è perché Hitler mangiava che io devo morire d'inedia.
Più in generale, è una lunga storia quella dei populismi del XX secolo che - non a caso - sono fioriti quando le aspirazioni popolari sono state disattese, anzi represse. Non per errore i nazismi e i fascismi nascevano da socialismi deviati, dirottati su linguaggi nazionalisti.
Ma non sempre ha prevalso il «vade retro vulgus!».

Vi è stata un'epoca in cui il populismo era di sinistra, anche negli Stati uniti, prima che Ronald Reagan inaugurasse la grande stagione delpopulismo di destra.
Ecco cosa scriveva due mesi fa non un pericoloso estremista, ma l'ex ministro del lavoro di un presidente moderato come Bill Clinton, Robert Reich, in un articolo tradotto sul manifesto: «Nei primi decenni del XX secolo i democratici non ebbero difficoltà ad abbracciare ilpopulismo economico.

Accusavano le grandi concentrazioni industriali di soffocare l'economia e avvelenare la democrazia.

Nella campagna del 1912 Woodrow Wilson promise di guidare 'una crociata contro i poteri che ci hanno governato ... hanno limitato il nostro sviluppo... hanno determinato le nostre vite ... ci hanno infilato una camicia di forza a loro piacimento'.

La lotta per spaccare i trusts sarebbe stata, nelle parole di Wilson, niente meno che 'una seconda lotta di liberazione'. Wilson fu all'altezza delle sue parole: firmò il Clayton Antitrust Act (che non solo rafforzò le leggi antitrust ma esentò i sindacati dalla loro applicazione), varò la Federal Trade Commission per sradicare "pratiche e azioni scorrette nel commercio" e creò la prima tassa nazionale sui redditi. Anni dopo Franklin D.

Roosevelt attaccò il potere finanziario e delle corporations dando ai lavoratori il diritto di sindacalizzarsi, la settimana di 40 ore, il sussidio di disoccupazione e la Social Security (la mutua). Non solo, ma istituì un'alta aliquota di tassazione sui ricchi Non stupisce che Wall street e la grande impresa lo attaccassero.

Nella campagna del 1936 Roosevelt mise in guardia contro i 'monarchici dell'economia' che avevano ridotto l'intera società al proprio servizio: "Le ore che uomini e donne lavoravano, i salari che ricevevano, le condizioni del loro lavoro ... tutto era sfuggito al controllo del popolo ed era imposto da questa nuova dittatura industriale". In gioco, tuonava Roosevelt, era niente meno che "la sopravvivenza della democrazia". Disse al popolo americano che la finanza e la grande industria erano determinati a scalzarlo: "Mai prima d'ora in tutta la nostra storia, queste forze sono state così unite contro un candidato come oggi. Sono unanimi e concordi nell'odiarmi e io accolgo volentieri il loro odio"».
A ragione questo linguaggio sarebbe oggi definito «populista».

Ma quanto ci piacerebbe sentirlo di nuovo da un leader della (cosiddetta) sinistra! 

 
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smc ed imu

Post n°1855 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da ossimora
 



Nonostante le ,  pare più che reali ,  "lacrime e sangue" evocate da Monti e  da tutto lo staff di bocconiani al governo  , devo dire che (con i dovuti mal di pancia ) il fatto di aver riacquistato credibilità come nazione nel mondo ed avere uno staff di persone che lavorano e  nulla hanno a che vedere con l'avanspettacolo di bassa categoria e col gossip adiacente alla malavita  , ancora mi rilassano notevolmente ; non ne potevo più proprio di  boutade di quarta .

*A proposito ma il ragioniere bleso , il contabile  che sosteneva , mentre si faceva gli  affari suoi e del suo ufficio e riportava i capitali all'estero dei suoi amici ,che noi andavamo meglio di altri e che la crisi non c'era ...che fine ha fatto???

L'innalzamento dell'età pensionabile del resto non mi preoccupa più di tanto ; ho sempre considerato almeno scorretti i baby pensionati che  facevano magari il secondo lavoro , succhiando energia alle giovani generazioni che abbiamo ridotto in braghe di tela.

Glisso sulla mano leggerina per i grandi capitali e gli evasori che ancora hanno il loro bel poterone parlamentare e non 


e non glisso pure sull'IMU a smc (santa madre chiesa) che dai pulpiti dorati (racconterei un aneddoto di una persona chiamata a montare l'impianto luci /microfoni di un'uscita del papa ad Assisi che  ha visto il "cerimoniere "imbufalito , far rimontare all'ultimo minuto una moquette nuova di zecca e costosa  del palco papale ...perché non adatta ai colori della mise del pontefice...) predica per il ritorno a stili di vita più semplici e consoni al rigore e dall'altra col cavolo che  si è offerta di pagare l'imu ,non dico su chiese ,canoniche e anche luoghi di aggregazione tipo caritas ma sul restante sconfinato di immobili ed esercizi commerciali di cui sono possessori.

Così tanto per contribuire alla causa comune del paese che li contiene e passare una volta tanto dalle chiacchiere imbonitrici ad un'aiuto reale.

Dovevano proporsi da soli. 

 


 
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same old story

Post n°1854 pubblicato il 06 Dicembre 2011 da ossimora
 

 

 

Ho letto in questi giorni un intervista a Rodotà nella quale proponeva  di eliminare la cosidetta “obiezione di coscienza “ per i medici ginecologi .

 Concordo senza se e senza ma.

La legge 194 sull’interruzione volontaria (lo sottolinerei ampiamente ) della gravidanza  , sta diventando un percorso ad ostacoli per le donne che accedono alle strutture sanitarie , sempre più rari  i medici e le ostetriche non obiettori . Le donne che vogliono abortire sono spesso malviste , emarginate , guardate con pena o disprezzo o ricoverate accanto a chi sta lottando per portare a termine la sua gravidanza con prevedibile disagio e senso di spaesamento .Questo articolo è spaventoso.(Ci sono tantissimi racconti in proposito, chi finge di dormire sempre, chi si nasconde, roba da chiodi...altro che rispetto per la vita , chissà come mai chi ciancia di rispetto per la vita si riferisce sempre a quella ..che non c'è ancora ...salvo maltrattare e denigrare chi vivo lo è...)

 Questa legge di civiltà , subisce continui attacchi dal cosidetto “movimento per la vita “e via , via da invasati di ogni colore ma soprattutto color acqua santa ed oltre all'attacco sistematico ed ideologico si assommano incurie e malfedi attribuibili alla politica .

Credo che le istituzioni dovrebbero garantire ad ogni persona /donna , nel rispetto della legge il diritto democraticamente acquisito.

 Nessuno può permettersi di lanciare proclami etici sul corpo degli altri ed i ginecologi/ostetrici/ infermieri obiettori  dovrebbero almeno  essere una percentuale programmata dai reparti , in modo da garantire assistenza e competenza alle donne che accedono all’IVG .

Credo che le donne debbano ribellarsi ed alzare la voce , assieme e di  più di Rodotà e di Micromega …ancora, di nuovo.

 
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