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Appunti di lettura 2021

Post n°2201 pubblicato il 26 Febbraio 2021 da ossimora


Follia - Patrick McGrath - copertina

N:9
Patrick Mc Grath
Follia 
Gli Adelphi


Filo logico , a tratti illogico del romanzo è la FOLLIA ; quella dell'ospedale psichiatrico dove il romanzo prende il via ( il marito  della protagonista è un medico psichiatra ), quella sopita in ogni singola vita e scatenata casualmente da una mancanza e/ o da una passione estrema , totalizzante e sopratutto quella nascosta nella cosidetta "normalità"e scatenata dalle " dipendenze" interpersonali. 
La storia parte come elegante romanzo ben scritto ed ambientato nella vita della borghesia medica ( psichiatrica , di cui lo stesso scrittore nella sua famiglia è stato parte ) e lentamente si trasforma in una torbida storia di ossessione , violenza e degrado.
Si scava costantemente nella psicologia dei personaggi in campo .
In primis Stella , moglie insoddisfatta di Max , uomo privatamente piatto , freddo e razionale ; Peter , direttore dell'ospedale , amico della coppia e poi terapeuta della donna ed Edgard , un paziente  artista ed uxoricida a piede libero nell'ospedale che fa lavori di giardinaggio a casa del medico e con il quale Stella intreccia una relazione sconvolgente ; L"Amour fou" che scombussola il corpo e la mente e fa dimenticare ogni altra cosa .
Una passione che distrugge la famiglia di Max e Stella e porta alla rovina anche il  figlio piccolo, dimenticato , Charlie , di dieci anni .
Un libro forte , intenso , ben scritto. 
I temi sono vividi , ardenti .
Emozioni e tensioni ci sfiorano e risvegliano paure profonde inimmaginabili ed indicibili.
Stella viene raccontata attraverso gli occhi del marito Max , dell'amico Peter e dell'amante Edgar . 
Apparentemente una donna come tante , che avrebbe tutto per essere felice ma che va alla deriva , lasciandosi e seguendo le sue pulsioni :la scrittura è fluida e non si molla ...avvincente .
Trama , stile , passione.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2200 pubblicato il 19 Febbraio 2021 da ossimora


Autobiografia di Petra Delicado - Alicia Giménez Bartlett - copertina

N.8
Alicia Gimenez Bartlett
Autobiografia di Petra Delicado 
Sellerio editore 
Palermo

Ho letto nel tempo tutti i gialli investigativi della Bartlett .
E' stato il mio primo approccio alle storie poliziesche ; la scrittura della Bartlett e piacevolissima, accattivante e scorre via veloce ed infine perchè Petra Delicado ; questa ispettrice della omicidi di Barcellona è un personaggio interessante che lascia lo spazio a curiosità ed aperture .
Forse per questo la sua creatrice ad un certo punto ha sentito il desiderio di raccontarla attraverso una romanzata autobiografia .
Ho letto una stroncatura all'operazione da parte di un lettore nella quale le si rimprovera di essere supponente , di essersi permessa un' operazione che nè Sherlock Holmes nè Marlowe , nè Maigret , nè Montalbano hanno ricevuto dai rispettivi autori , ed allora? 
Non capisco perchè si debba immediatamente derubricare  ad operazione presuntuosa e commerciale l'idea della Bartlett , fra l'altro a mio parere piuttosto riuscita ...che ci sia un pò di maschilismo ?
Tutto sommato , pur con qualche luogo comune di troppo e qualche trasandatezza in alcune parti  , io l'ho letto con crescente divertimento .L'ispettrice appare nei suoi lati più privati , il rapporto coi genitori , la fine  della Spagna franchista e quella  immediatamente post franchista nella transizione verso la democrazia ; la scuola privata dalle suore e la sua repulsione per l'oppressivo senso del peccato che vigeva in quell'ambiente lugubre .
Poi la scuola pubblica , le proteste giovanili dell'epoca ,il suo entusiasmo di ragazza , la partecipazione al rinnovamento del suo paese .La laurea che si dirotta per questioni di cuore da quella in materie letterarie a giurisprudenza. I matrimoni ( ben tre , il primo borghese nel quale Petra recita un pò la condizione / parte di figlia , poi quello con un uomo più giovane nel quale si trova a ricoprire progressivamente il ruolo di madre , fino all'ultimo con Marcos con il quale sembra condividere  anche il presente) .
La scuola di polizia che la dirotta verso quella che sarà la sua professione ed i suoi valori , compreso lo "scetticismo "( che definirei per nulla solipsistico ) valori nei quali i valori del bene non sono mai disgiunti dalla pietà verso il dolore delle vittime e dalla lettura comprensiva verso le realtà , spesso pesantissime , dei carnefici.
 Una lettura rilassante che è ciò che cerco in sto periodo.



Ripeteva una sola parola"Palle, palle", senza esaltarsi , senza gridare, .Immagino di dover dire grazie all'influenza paterna se non sono una rancorosa nè una fatalista .Sono piuttosto una vera scettica , non ho paura di dire che non credo in niente e non sono disposta ad accettare nessuna affermazione che non sia confortata dai fatti.

Il cattolicesimo era un fenomeno che osservavo da fuori , e molto presto capii che non avrei mai acquisito una coscienza religiosa , perchè la condizione indispensabile era la fede .E siccome non si poteva sapere se Dio esisteva o no , assistevo a tutto quel dispiegamento di dogmi , riti, preghiere e favole mistiche con lo sguardo attento ma distaccato di una turista appassionata di antropologia. 

Saper ridere mi sembra una prova di intelligenza , di libertà , un atto di ribellione contro tutto ciò che è tenebroso ' uno spiraglio sull'ineffabile.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2199 pubblicato il 13 Febbraio 2021 da ossimora

Ho fatto la spia - Joyce Carol Oates - copertina
N.7
Joyce Carol Oates 
Ho fatto la spia 
La nave di Teseo

Una storia molto , molto americana, ; per tutta la narrazione ho avuto davanti agli occhi le atmosfere , i colori delle cittadine di provincia attorno a New York , proprio come nei tanti film di cui da sempre siamo avvolti e/o tempestati .
Violette Rue Kerrigan ha dodici anni e vive all'interno di una grande famiglia Americana di origine irlandese , la città è South Niagara .
E' la preferita del padre , la piccolina .
Il padre Jerome ,governa la casa ed i rapporti familiari con il pugno di ferro e l'inflessibilità di un ex militare , un reduce.
Una sera due dei fratelli di Violet , ubriachi , investono un ragazzo afro americano e quindi lo finiscono brutalmente colpendolo con una mazza da baseball.
Violet , sa quello che hanno fatto , assiste impotente al dolore ed al lutto della comunità ma tutti ( compreso il confessore)la invitano a tacere ma lei è sconvolta , non ce la fa e quasi involontariamente racconta tutto al preside della scuola ed alla polizia .
Qui lei diventa la reproba, il topo di fogna , quella che ha tradito la famiglia e viene cacciata di casa , ancora bambina. 
In un intreccio di razzismi più o meno latenti si rincorrono il biasimo e la riprovazione per la sua sincerità.
Prima va a vivere in una città vicina dalla zia materna poi al college. 
A scuola incontra un professore maniaco che la porta a casa , la seda coi farmaci e le fa violenza poi lo stesso zio eccitato da questa situazione la importuna. 
Se ne va a vivere da sola , studia e lavora per mantenersi e in una casa dove fa le pulizie incontra un uomo ricco e bello che la seduce rivelandosi poi uno stronzo nevrotico e stizzoso. 
Si allontana ancora  di diversi km sempre con uno stato d'animo di tristezza di sottofondo,  quasi come se tutte le cose che le capitano non fossero che un passaggio insignificante per ritornare alla sua famiglia d'origine.
 Infine riesce a tornare per la morte del padre , trova una madre malata e che a stento la riconosce , il fratello uscito di galera che sembra dapprima volerla perdonare ma  che poi cerca di ucciderla. Solo il pensiero verso il suo nuovo lavoro , un nuovo amico sembrano aprire un barlume di speranza all'orizzonte. 
Un duro spaccato della vita di provincia ; gli orrori qualsiasi della vita quotidiana raccontata in prima persona con uno stile rapido e leggibilissimo in un procedere che racconta in prima persona le ansie, le insicurezze , le ossessioni di una ragazza sola che "deve" essere punita da un clan e messa in un angolo .
Una lettura scorrevole ma a tratti irritante , spesso mentre leggevo avrei sperato che Violet reagisse , che cambiasse la sua vita ed uscisse da una malinconica rassegnazione. !


"La felicità non è affidabile. La malinconia sì"

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2198 pubblicato il 02 Febbraio 2021 da ossimora

Il popolo degli alberi - Francesco Pacifico,Hanya Yanagihara - ebook
N.6 
Hanya Yanagihara
Il popolo degli alberi 
Feltrinelli

Ci ho messo quasi un mese a leggere questo poderoso libro e debbo ammettere che la lunga parte dedicata alla vita sull'isola tropicale l'ho trovata , faticosa, eccessiva ;così come a tratti avevo trovato ipertrofico l'altro , celebratissimo libro della Yanagihara  "Una vita come tante" .
Come già successo al precedente anche il "popolo degli alberi"mi ha lasciata piena di sentimenti contrastanti ; da una parte ammirata dalla straordinaria capacità narrativa ed immaginifica, vulcanica , rutilante della scrittrice ; dall'altra colpita dall'orrore che sembra essere una cifra , una sua  scelta ; raccontare il non raccontabile .
"Il popolo degli alberi si ispira ad una storia vera , quella di un virologo (Daniel Carleton Gaydisck, che nel 1976 vinse un premio Nobel per aver identificato una malattia mortale in una tribù della Papua Nuova Guinea  e che venne  in seguito arrestato per pedofilia per aver abusato sessualmente dei bambini che aveva adottato).
Nel romanzo la figura speculare è Norton Perina che scopre "La sindrome di Selene", una malattia che ritarda l'invecchiamento ma conduce inevitabilmente alla degenerazione delle facoltà mentali . 
Scoperta sull'isola micronesiana di I' Vu , durante una spedizione di antropologi e dello stesso medico /ricercatore . 
La sindrome si contrae nutrendosi delle carni di una speciale tartaruga dell'isola e le persone che se ne nutrono possono vivere molto di più della norma. 
La scoperta naturalmente  nonostante il non da poco effetto collaterale ( la demenza ) ha un risalto enorme nella comunità scientifica, vale il nobel per la medicina a Norton ma anche la devastazione dell'isola pian piano in preda agli appetiti di case farmaceutiche , ricercatori più o meno preparati e di importatori selvaggi di usanze diverse da quelle dei nativi.
 Norton durante i suoi viaggi adotta 43 figli nell'isola , sottraendoli alla povertà assoluta e facendoli crescere e studiare negli Usa .
Solo a distanza di anni alcuni di loro e sopratutto Victor , forse il più "salvato " di tutti riveleranno di essere stai molestati negli anni.
Il libro è corposo , si ripercorre l'infanzia di Norton , gli studi , il college , il lavoro in laboratorio , le amicizie , le idoisincrasie , i periodi  nell' isola .
Solo nella parte finale si prende contatto con tutti i bambini di cui Norton si era preso cura e ci si trova inspiegabilmente , inaspettatamente di fronte alla storia di un pedofilo.
La Yanagihara lo racconta senza dare giudizi quasi semplicemente  a ricordare che nel coacervo dell'umanità ci sono anche loro ed il loro modo di amare .
Devo dire che in certe sfumature e commenti sui bambini dell'isola,oltre alla descrizione di  certe cerimonie rituali iniziatiche pian piano c'è stata un'alea di attenzione verso i bambini che è aleggiata in diversi momenti della storia 

Norton aveva sempre trattato il tempo come un mare , una distesa di moto senz a fine , uno specchio e questo sogno "tempo di mare "lo chiamava , era diventato un tormentone e un modo per parlare di argomenti che sperava un giorno di approfondire perchè al momento presente non poteva . Nel "tempo di mare" avrebbe coltivato felci tropicali .Nel tempo di mare avrebbe letto biografie , Avrebbe scritto la sua ."

"Il disinteresse è un modo delicato per eliminare ogni ansia potenziale "

"...Una aveva una sabbia fine che anche dopo averla tolta da camicie e pantaloni il giorno dopo mi ritrovavo a spolverarmi i vestiti e a scrollarmi i capelli , un altra era disseminata di pigne invisibili cadute dalla frangia di goffi ispide alberi dal legno duro che orlava il lungomare e ogni passo era un piccolo inevitabile dolore ,un altra aveva una sabbia del colore e la consistenza dello zucchero bagnato , a toccarla era grezza melmosa, appiccicosa...

C'erano talmente tante sfumature e toni di verde - serpente, afide , pera , smeraldo mare, erba , giada , spinacio, bile, pino , millepiedi , cetriolo , tè in infusione , tè crudo . quanto è inadeguato il nostro vocabolario quando si tratta  di colori .

E siccome non fosse vestito ,come d'altronde tutti gli altri ; il capo avanzava nella foresta e dal portamento sembrava coperto di gioielli e di mantelli, la schiena dritta come se dovesse sostenere metri e metri di velluto cremisi , il lungo spesso collo sembrava sostenere corde d'oro e metalli tempestati di diamanti 

"Eravamo in una prigione di alberi , ci avevano fatto da guardie e riconobbi tutto ciò da cui ci avevano tenuti lontani ; luce , aria , vento , aria , suono , spazio: le cose che ogni essere vivente desidera con tutto se stesso. "

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2197 pubblicato il 12 Gennaio 2021 da ossimora

Come un respiro

N.5
Ferzan Ozpetek
Come un respiro
Mondadori
Roma , quartiere Testaccio,a casa di Sergio e Giovanna è una normale domenica che si consuma fra pranzi della festa con altre due coppie di amici Giulio ed Elena ( medico internista ) ed Annamaria ( incinta perplessa) e Leonardo.
IL cicaleccio fra amici di lunga data , certi sotterranei incroci di storie e di sguardi lasciano intravedere colore , calore , amori ed intrecci , atmosfere dei film più noti di Ozpetek.
La storia è introdotta dalla prima lettere di Elsa  da Istanbul alla sorella Adele ; entrambe abitavano quella stessa casa nel cuore di Roma , cinquanta anni prima ed in quella casa si era consumata la passione di entrambe per Vittorio e la sua tragica fine  .
Da quella casa era partita la fuga di Elsa verso Istanbul  e quella di Adele verso una nuova vita ed una rimozione silente dell'accaduto.
Elsa torna a Roma per ritrovare la sorella e si presenta agli amici spaesati raccontando chi è e perchè ha suonato a quella casa. 
La sua vita si interrompe tragicamente  davanti ai loro occhi e la loro storia viene poi raccontata puntigliosamente da Adele che corre a cercare di ritrovare la sorella ...ma la perde definitivamente . 
In realtà c'è  nel romanzo tutta una serie epistolare di Elsa da Istanbul dove racconta la sua vita parallela fra amori , affari , incontri. Qualche gradevole scorcio di Istanbul e del suo fascino.
Gli amici sono appena abbozzati e fanno da ascoltatori /spettatori...
Un altro romanzo chewing gum che si consuma in un batter d'occhio.
Ci sono tutti i temi cari ad Ozpetek , il Bosforo, l'hammam , l'amicizia di gruppo, la convivialità , la passione la tragedia , il caso , manca la musica...
Un pò piatto, fin troppo semplice  e prevedibile la trama.

"Quello in cui ho scelto di vivere è un microcosmo che è allo stesso tempo un non luogo e tutti i luoghi del mondo , un crocevia di storie , destini casualità.Credo di essere diventata anche più paziente e tollerante .Contrattempi che un tempo non avrei sopportato ora mi scivolano addosso."

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2196 pubblicato il 11 Gennaio 2021 da ossimora

Oggi faccio azzurro Daria Bignardi Mondadori Scrittori italiani e stranieri

N. 4
Daria Bignardi
oggi faccio azzurro
Mondadori

Volevo un romanzo lieve e leggero ( non necessariamente in senso negativo) e questo "oggi faccio azzurro" di Daria Bignardi lo è .
Si legge con scorrevole piacevolezza in un pomeriggio o meno ( sopratutto se freddo e grigio) : Galla  ( o Gialla ) è una donna alle prese con un classico: l'abbandono del marito , suo compagno da 20 anni .Dopo tante cose vissute e condivise Doug la lascia  senza apparenti motivi se non il non amore e lei , pur ritenendosi donna forte e determinata  cade in uno stato di malinconia  profonda e cerca aiuto da una terapista professionista.
"Capire di non essere amati è uno shock .
Lei sta vivendo il momento peggiore , quello del senso di colpa , dopo qualche tempo si elabora il lutto  "dice la dottoressa. ( certo luogo abbastanza comune ma non disturba) 
Pian piano , Galla / Gialla si guarda attorno , comincia a riacchiappare il presente ; canta come volontaria nel coro del carcere di S. Vittore ,fa amicizia con Bianca e Nicola , altre persone in terapia incontrate nello studio della dottoressa , di cui si condivide in parte storia e linguaggio.
 Si allontana e si rarefà anche "La voce" , che si scopre essere quella di Gabriele Muntes ( scoperta in Baviera presso la casa russa ) amante di Vassily Kandinski ed  a sua volta da lui abbandonata che accompagna lo svolgersi della narrazione come un originale super -IO .
Una storia piacevole che si conclude nella speranza di una ripartenza a colori ...nel segno di Kandinskij.

"La VOCE gongola "Anche Vasilij adorava i proverbi e i modi di dire , come tutti i russi .E anche lui dopo quindici anni in Germania li sbagliava ancora .Il suo preferito era :"Gestern hot er blau gemocht ","ieri ho fatto azzurro "cosa vuol dire chiedo? "e' un modo di dire tedesco che viene dal medioevo , quando gli artigiani vedevano il cielo solo nel giorno in cui non lavoravano , A Vasilij interessava l'effetto psichico dei colori ...

Poi la Voce si fa seria " devo dirti ancora due cose " 
E comincia a scandire : " La prima è questa ; stai alla larga dalla nostalgia .La nostalgia è inutile reazionaria e passatista .Smettila di rimpiangere il passato, la nostalgia è fascista...L'altra invece è sul tuo soprannome di quando eri bambina :Gialla .Con Vasilij dicevamo che il giallo è un colore che ha un movimento centrifugo che si allarga dal centro verso l'esterno . E' un colore caldo , che diventa malato ed assente se si tenta di raffreddarlo.
Ecco tu sei fatta per espanderti a costo di soffrire , capito?
Au Wiedersehein bellezza"

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2195 pubblicato il 09 Gennaio 2021 da ossimora

La quasi luna eBook by Alice Sebold
N.3 
Alice Sebold 
La quasi luna 
edizioni e/o
Ho recuperato questo libro in una delle file dei "non letti " , mi sono accorta che l'avevo iniziato e poi abbandonato .
Sta volta un pò per la decisione di non lasciare  più alcun libro fino all'ultima pagina , un pò perche' sono tignosa .sono arrivata alla fine ..altrimenti l'avrei ...riabbandonato. 
L'ho trovato ostico, angosciante , avvilente , triste .
Ho desiderato spesso  che finisse. 
Si tratta di un romanzo psicologico , certamente claustrofobico. 
La storia inizia con una figlia adulta che accudisce l'anziana madre ormai demente e poi non riuscendo a pulirla ...la soffoca con un cuscino , uccidendola .
 Segue il racconto delle 24 ore che seguono l'omicidio ed il ripercorrere la vita familiare cercando di dare un "senso" al suo gesto.
Relazioni , amici ,tutto sembra coperto di grigiore e mancanza di vita. 
 Si capisce che la madre è stata una donna anaffettiva e despota in famiglia , pesantemente agorafobica ( per uscire dovevano coprirla con coperte ed asciugamani) che sembra aver distrutto tutti attorno a sè , la figlia , il marito suicida . 
Si scava nelle umane miserie , in un'analisi serrata ed impietosa senza momenti di luce. Lo archivio volentieri.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2194 pubblicato il 04 Gennaio 2021 da ossimora

Racconto d'autunno - Tommaso Landolfi - Libro - Adelphi - Gli Adelphi | IBS
N. 2
Tommaso Landolfi
Racconto d'autunno
Gli adelphi

Un breve racconto del 1946 .
Un uomo fugge per i monti , durante la resistenza , è infreddolito , affamato ed i boschi sono inospitali , piove.
Sulla sua strada una vecchia casa, quasi un maniero , austero . 
Ad una prima ricognizione la grande dimora sembra quasi abbandonata se non fosse per un filo di fumo e poi l'abbaiare di due cani. 
L'uomo ( di cui non si ha descrizione e nome )bussa ripetutamente al grosso portone senza ricevere risposta ; lui però insiste anche pesantemente fino ad essere accolto , in maniera scorbutica e poco accogliente dall'anziano abitante della magione. 
Dorme pesantemente , si rifocilla e poi inizia una esplorazione sistematica dell'ambiente , onirica ed immaginifica la descrizione che provoca una certa suspence ; un vero labirinto di stanze , camere , alcune appena abitate , altre vuote e polverose , salette, corridoi , scale soffitti , scantinati  con grotte che celano paura e curiosità .
Un crescere di ricerche e ritrovamenti fra l'esoterico e l'evocativo che lasciano  immaginare una presenza femminile celata ma vivida.
La struttura del racconto  e la scrittura di Landolfi si esprimono in un linguaggio ricercato a tratti demodè che produce un crescendo di aspettative , atmosfere inquietanti dove mancano sia le descrizioni dei protagonisti che i pensieri ed i desideri , tutto è affidato sopratutto alle sensazioni derivanti dall'ambiente e dalla sua caratterizazione che trasformano la quotidianità seppur particolari come l'esistenza della povera figlia Laura segregata da sempre ad una via di mezzo fra incubo e sogno. 


Era un ritratto a mezzo busto di giovane donna che fissava il riguardante,un olio alquanto annerito, ma non tanto che non si distinguessero i particolari.La donna era vestita secondo la moda degli ultimi anni del secolo  passato o dei primi di questo ,con tutto il collo chiuso in un'alta benda di pizzo, di pizzo era anche la veste,dalle maniche sboffate,sul petto ella recava un grande e complicato pendentif o breloque (come allora si diceva) di topazi bruciati, sorretto da nastri di seta marezzata ; sulle spalle un amoerro, ricadente in larghe e convolte pieghe .La massa dei capelli bruni era pettinata in conseguenza ,cioè in ampio carcine o cannuolo attorno alla fronte , in mezzo al quale spiccava un minuscolo diadema a forma di corona.Le di lei fattezze delicate e chiare , recavano l'impronta inequivocabile della nobiltà di sangue e di carattere ,e quel minimo di sdegnosità che l'accompagna sovente .Le guance appena arrotondate attorno alla bocca attribuivano ,inoltre a qual volto qualcosa di vagamente infantile....

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2193 pubblicato il 03 Gennaio 2021 da ossimora

Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone
N : 1
Maurizio de Giovanni 
FIORI
 per i bastardi di Pizzofalcone
Einaudi 
Primo libro del nuovo anno  ( decimo libro di De Giovanni, nella saga poliziesca dei bastardi )  , in queste giornate di chiusura e di pioggia battente ho ripreso De Giovanni dopo molto tempo.
 Una lettura leggera leggera che si consuma con piacere in un pomeriggio fra relax e pisolini. 
Forse un poliziesco soft non brillante ed avvincente come le storie del commissario Ricciardi ma certamente uno svuotamento piacevole dei pensieri. 
Un tratto lieve nelle descrizioni , un pò romanticheggiante nel narrare gli intrecci amorosi ma sempre evocativo e gradevole.
 La storia prende il via dall'assassinio di un non più giovane commerciante di fiori nel suo chiosco romantico .
Si snoda in una storia di soldi , passioni omosessuali celate una vita ed infine  dirompenti , strozzinaggio di quartiere.
Tutto il commissariato di Pizzofalcone , i cui protagonisti vengono associati a fiori lavora alacremente alla soluzione del caso con un misto di rivalità , empatia , dissidi e sottili comprensioni come una vera famiglia .
Rispetto agli altri "bastardi" l'ho trovato ancora un pò meno introspettivo , tirato un pò via , a tratti tendente un pò al luogo comune , comunque la scrittura di De Giovanni è sempre gradevole e  molto delicata ,l'ho letto volentieri.
Forse la cosa che mi è piaciuta di più è la questione dei "fiori " , del loro significato raccontato tramite la vittima e le sue storie che dal chiosco si irradia verso tutta la narrazione . Anzi proprio le storie . i miti , le favole sui "fiori" avrebbero a mio parere dovuto / potuto , vista la scelta di partenza , essere di più ed irradiare il racconto. .

 
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APPUNTI DI LETTURA 2020

Post n°2192 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da ossimora


Ragazza, donna, altro - Bernardine Evaristo - copertina
N. 53 
Bernardine Evaristo
Ragazza, donna , altro. 
Vincitore del Man Booker prize.
Big Sur 

Ci ho messo un tempo per me lunghissimo  per finire questo libro , più di un mese .
E' tornata la mia incapacità di concentrarmi già affrontata ad inizio lockdown . Eppure il libro mi è piaciuto , non in maniera esaltante e completamente " acchiappante" ma mi è piaciuto.
Mi sembra che l'intreccio di racconti , di molte donne , su vari spazi , tempi , luoghi sia un pò un clichè del momento e non mi piace completamente . 
"Ragazza, donna , Altro " segue / racconta le vite di 12 donne , tutte accumunate dall'essere afro/ britanniche e dall'essere donne con scelte personali e di genere assai differente.
 C'è la creativa , la lesbica libertina , la ragazza madre, la eterosessuaale che passa da un matrimonio all'altro , la donna in carriera , la giovanissima , la molto anziana , l'insegnante , la trans.
 Le loro voci si inseguono in una "polifonia" accentuata dall'uso della punteggiatura e dalla scansione dei paragrafi che crea un continuum di pensiero come passandosi un testimone simbolico l'una con l'altra . Assieme quindi al racconto della condizione della donna  , c'è anche la questione razziale e la ricerca di se stessi .
Una ricerca di identità spesso in situazioni se non ostili , diffidenti..
Gli uomini ci sono ; mariti , padri , figli, omosessuali, etero, trans , per bene o violenti avventurieri o intellettuali , visti però sempre dagli occhi delle donne.
La storia di Penelope /Barbara , molto inglese che scopre in età avanzata ,in seguito all'analisi del DNA di essere per il 13% africana e ritrova sua madre ormai molto anziana , chiude il cerchio con un colpo di teatro nel racconto di identità flessibili , spesso invisibili agli occhi di una Gran Bretagna eterogenea e sconosciuta .

 
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APPUNTI DI LETTURA 2020

Post n°2191 pubblicato il 21 Novembre 2020 da ossimora

piumino 50 in vendita - Libri e riviste | eBay 

N.52 

Roberto Piumini

Recenti decadenze 

Barney Edizioni

Mi ha incuriosita il Piumini narratore per adulti dopo averlo incontrato ed "usato" nella letteratura per bambini come poeta , creatore di filastrocche e storie nei libri di testo.

L'ho conosciuto , anche personalmente in una sorta di spettacolo di musica e parole.

Il libro "recenti decadenze " , non è un romanzo ; si tratta di tre racconti . brevi , 130 pagine in tutto.

Il primo racconto  ( 1955 "L'amatore") si svolge nell'ambiente dei librai di strada a Parigi , un amore giocato fra promesse , coincidenze e malintesi .

Il secondo a Venezia ( 1974 "Venezia"), una relazione potente ed effimera improvvisamente nata sotto un ombrello , casuale , giocato fra gruppi di amici , calli , canali e palazzi e charme.

L'ultimo racconto avviene a Vienna  (1893 "Gli sguardi") dove un talentuoso pittore ritrae l'affascinante moglie di un ricco commerciante indagandone i pensieri ed i segreti. 

In generale non amo molto i racconti anche se in questo periodo in cui fatico molto a concentrarmi il fatto di svolazzare e cambiare velocemente , cose , persone , scenari aumenta la  mia esangue capacità di lettura.

 
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APPUNTI DI LETTURA 2020

Post n°2190 pubblicato il 12 Novembre 2020 da ossimora

Sedici parole - Nava Ebrahimi - Libro - Keller - Vie | IBS
N.51
Nava Ebrahimi
Sedici parole
Taz
Di nuovo con grande fatica da segregazione sono riuscita a finire questo romanzo d'esordio della scrittrice tedesca/ iraniana Nava Ebrahimi.
Mona , dopo la morte della nonna decide di ritornare in Iran( ...voglia di vedere Teheran e Bam...) per un ultimo , definitivo saluto a quella strana donna testarda e dalla battuta sempre pronta , spesso inappropriata.
Trova un paese a lei ormai molto lontano , da lasciare in fretta.
Poi l'incontro con Ramin , un vecchio amore ed il viaggio verso le zone di Bam devastate e ricostruite in parte dopo il devastante terremoto cambiano i programmi.
La visita a Bam , la riporta alle sue origini e la storia della sua famiglia della quale è stata spesso tenuta all'oscuro .Attraverso sedici parole , una per ogni capitolo del romanzo ( scritte in arabo e non tradotte , alcune ben comprensibili altre da comprendere ad intuito dalla narrazione ).
Nava Ibrahimi intraprende un viaggio in un paese di silenzi ed enigmi, raccontando  un mondo di donne forti , misericordiose e crudeli , di fughe ed amori nascosti, di molto silenzio. 

Pag86: Quando le giovani donne iraniane parlano della libertà , i loro occhi brillano come se parlassero di un oggetto  di gran lusso che non possono permettersi...

Pag148: Dalla sua valigia usciva sempre lo stesso profumo che usciva dalle valige di tutti gli iraniani .La cosa mi affascinava . Perchè tutti gli iraniani odoravano alla stesso modo?L'odore spariva dopo due o tre settimane , non prima di aver riempito tutto l'appartamento .E'difficile descriverlo , ma conteneva note di tappeto , fieno greco e pistacchi .Io arieggiavo la mia stanza più volte al giorno e mi chiedevo di cosa odorassero i tedeschi quando aprivano le loro valige in Iran.

Pag. 173: Però c'è un detto " Non cercare la persona con cui riesci a vivere . Cerca quella senza la quale non puoi vivere neanche un secondo....(quanti danni questo romanticismo )

P250 : Baba Ad dad 
"papà ha dato l'acqua " la frase con cui tutti i bambini della prima classe imparano a scrivere in Iran.

Pag 293..."se avesse fatto irruzione la Polizia morale "!

Pag 303: (centro storico di Colonia )
Mentre ero al telefono stavo alla finestra e contemplavo le torri , imponenti del duomo .Mi davano l'angoscia tutte quelle punte , quei denti e quelle facce scure. Quando di giorno ci passavamo davanti e il vento ci spazzava via , le gargolle mi fissavano in modo che mi faceva venire voglia di prenderti in braccio e scappare di corsa. ogni notte sognavo che il vento mi sbalzava in aria e venivo infilzata da quelle guglie. 

 
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Post n°2189 pubblicato il 24 Ottobre 2020 da ossimora

Una brava ragazza

N.50
Joyce Carol Oates 
Una brava ragazza 
La nave di Teseo

Un romanzo che si legge al volo .
Un thriller psicologico che va a scompaginare le idee che man mano ci aspettiamo e che  per questo mantiene una tensione alta.
 Ambientato in New Jersey a Bayead Harbor . 
Un centro pieno di grandi ville affacciate sull'oceano . 
Kathie , la protagonista quindicenne è una minorenne proletaria che vive lontano dal mare , in una famiglia devastata e durante le vacanze estive dal liceo   fa la baby sitter ( bambinaia come dice lei)  presso una famiglia benestante : gli Engelhardt , dotati di villona , barca .... 
Assiste due fratellini piccoli, uno ancora in fasce e la bimba di tre anni.
Passeggiando per i viali della cittadina avviene l'incontro con Marcus , un anziano , affascinante signore ricco e gentilissimo che le offre squisitezze e lussi che mai lei avrebbe anche solo immaginato .
Marcus la invita a posare per lui ( scrittore e pittore) nella sua storica, lussuosa  dimora e la copre di attenzioni cercando di portarla ad aiutarlo a  risolvere il suo problema con la malattia che lo assilla ...vuole liberarsi  della sua stessa vita attraverso/ assiema  alla bellezza ed  alla gioventù.
Risalta l'incomunicabilità assoluta fra i due non tanto per la diversità di età quanto per il retroterra culturale .
Kathy si muove circospetta , abituata ad interpretare la vita con la durezza di chi vive situazioni pesanti con nulla di poetico ; sembra che dalla sua parte ci sia solo il dono della gioventù attratta solo dalla diversità di una vita di agi mentre Marcus , intellettuale , ricco di tutto , comunica con lei con codici che lei non può interpretare .
Il finale , alla fine di una piacevole tensione narrativa mi ha fatto l'effetto dei film che si concludono "troncando " una  storia che avrei  voluto vedere ancora raccontare . 

 
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Post n°2188 pubblicato il 22 Ottobre 2020 da ossimora


Exit by Alicia Giménez Bartlett
N.49
Alicia Jimenez Bartlett
Exit
Sellerio ed. Palermo

L'ho acquistato pensando che fosse tornata l'ispettrice "Pedra Delicado con il suo vice Garzon e le loro inchieste barcellonesi che da un pò non leggevo e che mi sono gustata assai in passato.
Invece "Exit" , non è una novità ma uno dei primi romanzi della Bartlett ...dell' 83! Quasi un divertissement .
Ambientato in una grande villa di campagna , elegante ed arredata in maniera curata e sofisticata, in questo luogo due medici ed una infermiera , psicologa e tuttofare accolgono ogni stagione persone che vogliono congedarsi dalla ...vita .
Il racconto si focalizza sul gruppo di personaggi "estivi" , una ricca vedova , un finanziere , due giovani donne, un poeta scoglionato , un ferroviere .
Tutti pagano profumatamente per ottenere un uscita di scena quanto più teatrale ed originale .. la stanchezza e la noia per la vita li porta ad immaginare scenari immaginifici. 
Quindi ecco chi vuol farlo come un antico romano , chi come Emma Bovary , chi accompagnato in una piramide da un corteo di egizi vestiti di tutto punto .
Ognuno decide il momento nel quale vuole "uscire" ed intanto la vita scorre come in un albergo di lusso dove si intrecciano relazioni , feste e chiacchiere, riflessioni sulla vita .
Una riflessione sulla vita , su quanto possa diventare insensata per qualcuno , l'ho letto come uno scorrevole racconto senza troppa introspezione .
A tratti l'ho trovato persino divertente in altre parti un pò noioso.

"Ah le responsabilità!" Intervenne Pamela: "Sono il più perfetto degli inganni : ce le inventiamo da soli per poi convincere gli altri che simo costretti a portarne il peso".

"No , infrangere i bicchieri a terra dopo aver brindato è una bellissima usanza , che simboleggia il desiderio di approfittare fino infondo della felicità che ci è data , accettando al tempo stesso l'ineluttabilità del destino."

"Strano , avevo sempre pensato che la maturità fosse una pessima cosa per gli uomini intelligenti , che li rendesse rigidi . Ho sempre associato l'equilibrio con la durezza d'animo . Perchè un uomo mi affascinasse , doveva essere sempre un pò squilibrato , come il dottor Eugenius , per darle un'idea!"

 
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Post n°2187 pubblicato il 11 Ottobre 2020 da ossimora

La casa dei Gunner - Rebecca Kauffman - copertina
N.48 
Rebecca Kauffman
La casa dei Gunner
Big Sur

Dopo la fatica mista ad intolleranza , mista a rabbia che ho fatto per leggere il libro di Ballard mi ci voleva un libro così che è scivolato via come l'olio , una storia relativamente semplice , scritta in maniera scorrevole e lineare (forse anche un pochino troppo...). 
Percepisco l'influsso /stile delle scuole di scrittura creativa  presso le quali la Kauffmann ha studiato,  ma la storia è garbata , ben costruita, scritta in maniera onesta . 
Non velleitaria.
E' la storia di un'amicizia o meglio di un gruppo di amici che fin dalla tenera età si ritrovano in una sorta di club segreto ,presso una casa abbandonata , un pò tetra , la casa dei Gunner , appunto , che contiene ed accoglie  i loro incontri infantili , poi quelli di adolescenti .
 IL protagonista che diventa via via primario e voce narrante è Mikey Callahan , poi ci sono Sally, Linn, Alice ,Sam e Jimmy .
Ad un certo punto della loro prima giovinezza  trascorsa assieme , Sally si allontana da tutti , diventa un ombra e parallelamente al suo allontanamento il gruppo sembra disgregarsi seguendo ognuno lo svolgersi della propria vita.
Quando , ormai adulti , con lavori , luoghi di vita, storie proprie si ritrovano è proprio in occasione del suicidio della stessa Sally ; ed è ricordandola e celebrandola di nuovo assieme che  i ricordi e le narrazioni si intrecciano ed ognuno di loro crede di rintracciare in qualche comportamento dell'epoca il motivo della morte di Sally. Questo strappo/dolore e questo nuovo inizio ricompattano il gruppo amicale proprio mentre Mickey sta perdendo la vista per una  malattia degenerativa .
Allo stesso tempo Jimmy mette al corrente Mickey di una verità sconvolgente sulla sua origine , sulla madre , sul padre e la sorella ed è proprio venendo a conoscenza del fatto che John non è il suo vero padre paradossalmente impara  a"guardarlo" ed ascoltare e comprende ciò che ha fatto per lui. 
Nell'intreccio delle storie , nello svelarsi dei personaggi pian piano nonostante certe tragicità infondo c'è un finale di serenità.
Mi ci voleva 

Mickey sapeva di avere questa abitudine spesso inconscia : ripetere le cose he considerava vere .Gli dava sicurezza , la sensazione di vare le gambe più salde.Una piccola , piacevole scossa. 

Jimmy spiegò: "il paradosso è che siccome la gente vuole fare quello che vuole il gruppo può capitare che agisca in senso contrario ai suoi desideri individuali .Ma se ogni singola persona si comporta così , nessuno ottiene ciò che vuole."

 
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Post n°2186 pubblicato il 06 Ottobre 2020 da ossimora

Sogno S.p.A. eBook: Ballard, J.C., Briasco, Luca: Amazon.it: Kindle Store

N. 47
J.G Ballard
Sogno S.p.a.
Feltrinelli 
A dire il vero sono venuta meno alla mia ormai storica decisione di portare a termine tutti i libri che decido di leggere ed era moltissimo che lo facevo...con rigore .Questo Ballard invece  non sono riuscita a portarlo all'ultima pagina .
Non ce l'ho fatta , faticavo troppo e sopratutto non mi divertivo per niente ...anzi. 
Forse dovrei leggere altro di questo autore molto amato/celebrato . 
In realtà questa opera onirica , ricca di incubi e suggestioni , pittoricamente evanescente ...non fa proprio per me . Un pò mi dispiace , vorrei poter godere di opere surreali in letteratura come godo di quelle grafico pittoriche .
E' la storia di Blake , un giovane che ha mollato carriera universitaria , vocazione ecclesiastica e carriera di scrittore di erotismo , è ossessionato dall'idea di volare , riesce  a farsi assumere all'aeroporto di Londra dove ruba un aereo super leggero , con il quale precipita durante il suo viaggio nel Tamigi , a Schepperton. 
Non è chiaro se sopravvive allo schianto , se diventa una sorta di messia soprannaturale o se anneghi veramente e muoia e quindi i racconti non siano che un intreccio frutto di sogno ed immaginazione. Non si  svelerà mai questa cosa. 
Blake però cerca i andarsene da Shepperton ( da se stesso , dai suoi sogni/incubi?)ma non riesce . 
Per i cittadini di Shepperton  , Blake compie varie meraviglie , energia fantastica  anche erotica , trasportandoli / si in un mondo di apocalittiche visioni e di perversioni. 
Il personaggio  si chiama Blake , probabilmente non a caso inquanto lo stesso Ballard in questo libro si ispira alle descrizioni psicogeografiche di William Blake...

 
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Post n°2185 pubblicato il 27 Settembre 2020 da ossimora

L'Istante Largo Libro di Sara Fruner Indagine Storia Legami Idendità Amore
N. 46
Sara Fruner
L'istante largo
Bollati Boringhieri

Una storia fantastica ed immaginifica , una scrittura nervosa e ricca , a tratti poetica a volte ipertrofica .
Il protagonista è Macondo ( il nome è un evidente richiamo al romanzo di G.G Marquez e Marquez ed alcune atmosfere compaiono anche nelle ambientazione di certi personaggi e storie di cui è pieno il romanzo) un adolescente geniale che vive con la nonna Rosio , resa muta da un carcinoma esofageo e per questo i due comunicano esclusivamente con gli sguardi , gli abbracci , le parole di lui ed i bigliettini di lei .
Mac ha un affinità elettiva con una amica /compagna di scuola Beatrice ( Bea) , come lui molto brillante ed incasinata nei rapporti familiari.
Mac pian piano cerca di scoprire notizie sulla sua origine, sulla madre , figlia di Rosio e scopre di avere avuto tre madri ; tre amiche che lo hanno allevato quando è nato e poi per tre anni fino alla loro scomparsa. 
La nonna , artista , che prepara mostre e dipinge in una casa laboratorio lo alleva e lo sostiene si circonda di personaggi e collaboratori originali e stravaganti , come del resto sia lei che la figlia perduta appaiono. 
Tutto il romanzo è un rutilante turbinio di persone , incontri , cose , fantasia , racconti lontani e reincontri vicini , presenze /assenze  ; su tutto l'idea di  una famiglia che si può costruire anche su schemi non consueti .(tre madri un , padre appena abbozzato)
Ci sono dentro molte cose , tanto , tanto , in citazioni , richiami alla musica, all'arte , alla letteratura . 
Troppo.

 
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Post n°2184 pubblicato il 23 Settembre 2020 da ossimora

Roderick Duddle – L' angolo del dornetti


N.45

Roderick Duddle
Michele Mari
Einaudi

Avevo iniziato tempo fa questo libro in e book  e poi abbandonato ; ho riprovato e scoperto  quindi che riesco anche a leggere qualcosa in e book ...
L'ho anche letto velocissimamente questa volta , forse proprio per vincere il comunque vivo "fastidio" per la lettura non cartacea .
Un Michele Mari particolare e divertente .
La cosa che traspare di più è proprio l'ironia ed il divertimento dell'autore che more solito se ne infischia bellamente delle mode letterarie e segue sempre e soltanto se stesso ( forse per questo molti lo additano come un uomo dall'io ipertrofico ed autoreferenziale ...esattamente ciò che deve essere un grande scrittore...direi) 
Quando l'ho incontrato io ero avvolta ed imbarazzata da quella sua schiva timidezza e più che iperegocentrico l'ho sempre visto come uno scrittore autonomo e nei limiti della professione di proff univerisario ...libero e certamente originale , oltre che capace di una scrittura raffinata e preziosa .
Torno a Roderick Duddle ...un bastardello di circa 12 anni , figlio di una prostituta ed inconsapevole erede di una fortuna ; in possesso di un medaglione che ne testimonia l'identità e che diverrà conteso da una serie di loschi figuri , al centro di una fitta trama di intrighi e di un groviglio di personaggi.
Il Probo, suor Ellison , Jones e la sua laida locanda , legulegli e tanti altri personaggi  tutti figli dell'amore di Mari per il romanzo d'avventura del 7/800 .
Un affresco tutto giocato sul riuso dei topoi letterari che hanno fatto grande Dickens , Stevenson , Felding ed altri, amati , conosciuti profondamente , rimescolati in un rutilante groviglio di avvenimenti , colpi di scena e rimandi letterari...
anche se infondo "Roderick Duddle ...è Michele Mari. 

 
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Post n°2183 pubblicato il 21 Settembre 2020 da ossimora

L'ottava vita (per Brilka)
N. 44
L'otta vita  (per Brilka)
di Nino Haratischiwili
Marsilio romanzi 

L'ottava vita (per Brilka) è un romanzo
monumentale, ben 1129 pagine...ci ho messo abbastanza per leggerlo anche se mi attraeva quando ne ero lontana .
E' un'epopea, una storia che ripercorre un secolo intero di storia, narrato attraverso gli occhi dei componenti della famiglia Jashi.
 La famiglia Jashi è una famiglia della Georgia la cui fortuna arriva direttamente dalla ricetta della speciale cioccolata calda che il loro antenato gli ha tramandato. 
Da quella ricetta arriva la fortuna della famiglia, la sua posizione prestigiosa, la ricchezza e tutti i privilegi che hanno avuto.
La storia inizia con Stasia Jashi, che negli ultimi anni di vita degli zar di Russia vuole a tutti i costi diventare una famosa ballerina. 
Sulla sua strada però si mette il Tenente bianco-rosso che stravolge tutti i suoi piani portandola ad un matrimonio affrettato che avviene pochi giorni prima dello scoppio della guerra. 
Il Tenente parte, lascia la moglie pochi giorni dopo averla sposata, e Stasia rimane sola, prigioniera di una vita che immediatamente le appare troppo distante da quello che desiderava realmente. 
Quando la Rivoluzione d'Ottobre scoppia, gli Jashi capiscono che nulla sarà come prima e Stasia si troverà a combattere per la sua stessa vita e per il destino della sua famiglia.
 Contemporaneamente il racconto si apre con Niza e Brilka, rispettivamente nipote e bisnipote di Stasia, che ai giorni nostri si trovano insieme alla ricerca delle canzoni perdute di Kitty, un'altra antenata diventata una famosa cantante in Inghilterra ma che si dice sia fuggita dalla patria etichettata come traditrice.
La voce narrante è Niza che riprende le fila delle storie di famiglia, le intreccia, le completa e le consegna a Brilka, a cui spetterà scrivere l'atto finale....in un capitolo lasciato vuoto...
La scrittura fluida , mai noiosa  , un assedio calmo ma ostinato di parole dalle quali è difficile staccarsi ,  scorre in una spirale di storie, di intrecci, di passione e di dolore  e  rapisce pur portandoci in mondi lontanissimi 
L'ottava vita è l'epopea della famiglia Jashi, storia che si svolge avendo come sfondo la Georgia, l'antica e misteriosa Colchide, la terra della terribile Medea. 
In questo caso la Georgia, protagonista quanto gli stessi personaggi del racconto, ci viene narrata durante le sue rivoluzioni, le rivolte, le ribellioni attraverso cui gli stessi Jashi passano e che plasmeranno il loro futuro e le loro scelte.
Il racconto è diviso in altrettanti piccoli libri, ognuno dedicato ad un personaggio del racconto.
 A narrare tutto però c'è sempre Niza, una donna dei nostri giorni e questa scelta rende il romanzo davvero molto particolare. Perché se è vero che gli eventi narrati, le storie e gli stessi personaggi arrivano direttamente dagli anni precedenti al 900, è altrettanto vero che la voce narrante è moderna, attuale e questo ha reso il racconto molto più scorrevole, vicino a noi in qualche modo. 
Lo stile dell'autrice è davvero sorprendente, le sue parole sembrano pennellate che creano un enorme e meraviglioso quadro, un mosaico di storie, una cacofonia di voci che non fanno altro che intrecciarsi sullo sfondo della storia.
Nonostante la mole consistente del libro non vi sembrerà di aver letto così tante pagine; il racconto non è mai pesante nè noioso, non è mai troppo quello che ci viene raccontato. 
I particolari, le descrizioni, i tanti personaggi, sono tutti necessari a raccontare una storia che senza tutti quei dettagli non sarebbe l'epopea che è. Il secolo rosso viene descritto in tutta la sua brutalità, in tutta la crudeltà che lo caratterizzò, e gli Jashi diventano insieme spettatori e vittime di quegli ingranaggi. La dittatura, la perdita della libertà, la voglia di riconquistarla, sono punti cardine del romanzo. La storia percorre gli anni in cui al potere c'erano Stalin, Lenin e tutti coloro che hanno attraversato  la storia del comunismo russo.
 Spesso l'autrice non li menziona per nome, si limita a descriverli, ma queste descrizioni sono talmente vivide che non potrete fare a meno di riconoscerli immediatamente.
Uno dei punti forti del romanzo sono sicuramente i personaggi, caratterizzati in modo talmente vivido che alla fine vi sembrerà di conoscerli, di far parte voi stessi della famiglia.
 Le donne protagoniste del racconto in particolar modo sono eccezionali, lottano, amano, odiano e vivono attraversando anni difficili ma non rinunciano mai a loro stesse, alla loro identità. Le Jashi sopportano anni di terrore, di violenze e di soprusi, ma sopravvivono e si rialzano sempre. 
Le loro storie costituiranno l'eredità di Brilka, la piccola Brilka che non sa bene chi è e cosa vuole diventare e che attraverso le storie delle sue antenate potrà ritrovare sè stessa.
 storia, personaggi indimenticabili, amore, legami familiari che sopravvivono agli anni e alla distanza, passione, dolore, drammi familiari e la leggenda di una speciale cioccolata calda che si dice sia maledetta. 
L'ottava vita è un romanzo ricco da ogni punto di vista , scritto da una Nino Harashivili che inizialmente credevo un uomo ed invece è una giovane donna di 27 anni georgiana , residente in Germania 

 
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Post n°2182 pubblicato il 02 Settembre 2020 da ossimora


La lunga vita di Marianna Ucrìa - Dacia Maraini - copertina
43
Dacia Maraini 
La lunga vita di Marianna Ucria 
Rizzoli vintage 

Da tempo avevo in mente di leggermi questo libro , poi ho incontrato una nuova edizione e le parole di Rossana Rossanda in copertina "La scrittura si fa forte e ruvida e racconta una educazione di sè e uno sguardo sul mondo in uno stato di eccezionale ed insormontabile solitudine.Non c'è indugio,non c'è tenerezza, non c'è compianto nè rimpianto!...mi hanno definitivamente convinto a prenderlo.
Romanzo scritto da una donna che narra la vita di una donna .La scrittura/donna si sente molto bene. Prima metà del 700 .
Le famiglie nobili conducono le loro confortevoli esistenze tra la ricca città di Palermo ,in cui si eseguono roghi di eretici ad opera dell' inquisizione ed i possedimenti terrieri  di Bagheria. 
La piccola Marianna ,figlia del duca Signoretto Ucria di Fontanasalva ha solo 7 anni quando il padre la conduce di fronte al patibolo per assistere all'impiccagione di un ragazzo.
 La bimba è sordomuta e la speranza del genitore è che il trauma la scuota al punto di costringerla a parlare . Non accade . La fanciulla dalla "gola di pietra", "la mutola" vive quindi  nel silenzio della sua condizione   un matrimonio combinato a 13 anni , deve obbedire a ciò che il padre ha in serbo per lei e vivrà  la sua vita fra figli ,un marito di 46 anni , la casa, e per fortuna ...i libri. Marianna è vittima di un sistema ,di regole , splendore e contrasti , in  continua lotta per l'affermazione di se stessa .Affermazione che avviene nel tempo attraverso la lettura, la conoscenza , qualche amico ed infine un viaggio in solitaria , velato a tratti di nostalgia per la sua splendida terra e profondamente individuale. 
Mi è piaciuto, una scrittura molto femminile , ricca di particolari e di riflessioni , una conoscenza gradevolissima di tradizioni , oggetti modi di vivere del settecento siciliano. 

"Era conosciuta per la sua malvagità , la zia Manina e tutti cercavano di farsela amica per il terrore che sparlasse dietro le spalle.Ma tanto che lei non si lasciava incantare dalle adulazioni: quando  vedeva una persona buffa la metteva in berlina .non era il pettegolezzo in sè che l'attirava ma gli eccessi a cui portavano i vari caratteri dell'avaro, del vanitoso, del debole , dello sbadato.A volte le sue battute erano così azzeccate che finivano per diventare proverbiali"

"Se n'era andata senza disturbare come aveva fatto in tutta la sua breve vita ...Il mondo poteva infondo apparirle come un bello spettacolo purchè non le chiedesse di partecipare"

"Stava sognando di volare , aveva gli occhi e il naso pieni di vento , le zampe del cavallo zompavano fra le nuvole e lei si rendeva conto di stare a cavalcioni sul baio Miguelito davanti a suo padre che teneva le redini e invitava la bestia al galoppo fra quei massi di bambagia.Sotto in mezzo alla valle si vedeva villa Ucria in tutta la sua bellezza, il corpo elegante color ambra , i due bracci ad arco tempestati di finestre , le statue come ballerine intente a saltare in bilico sul cornicione del tetto"

"Sarà perchè le manca la parola e ogni pensiero diventa scritto e gli scritti si sa , hanno la pesantezza e la levigata goffaggine delle cose imbalsamate"

"Cosa rimarrà dopo di noi? Dicono occhi sofferenti del duca Pietro .solo alcune vestigia diroccate , qualche brandello di villa abitata da chimere dall'occhio lungo e sognante , qualche pezzullo di giardino in cui suonatori di pietra diffondono musiche di pietra fra scheletri di limoni e ulivi"

"Uscire da un libro è come uscire dal meglio di sè .Passare dagli archi soffici ed oziosi della mente alle goffaggini di di un corpo accattone sempre in cerca di qualcosa è comunque  una resa"

"Non volevo che l'antica geometria degli affetti e delle abitudini andasse stravolta , ma nello stesso tempo ero curiosa di ogni idea di nuovo , di ogni emozione inaspettata, tollerante verso le proprie contraddizioni e impaziente verso quelle degli altri."

"I sogni sono in qualche modo più corposi della realtà quando diventano una seconda vita a cui ci si abbandona con strategica intelligenza ".


 
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