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“RAGGIOLO – IL PAESE DEI CORSI – UN BORGO DI PIETRA E DI SILENZIO”: guida alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia

Mercoledì 5 agosto a Raggiolo/AR, nel suggestivo scenario del Sepolcreto, alla presenza di un folto pubblico si è presentato il volume RAGGIOLO – IL PAESE DEI CORSI – UN BORGO DI PIETRA E DI SILENZIO scritto a quattro mani da Paolo Schiatti Presidente della Brigata di Raggiolo e da Andrea Rossi Coordinatore dell’Ecomuseo del Casentino. Oltre agli autori, sono intervenuti il Sindaco di Raggiolo Emanuele Ceccherini e il vicesindaco Andrea Giovannuzzi; l’Assessore alla Cultura Unione dei Comuni del Casentino Eleonora Ducci; moderatrice Elisabetta Giudrinetti Presidente dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia in Toscana”; letture di Samuele Boncompagni.  

Non a caso ci si merita l’ingresso nell’élite dei BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA – la mia raccolta di racconti e di pensieri dedicata al paese si intitola eloquentemente “RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PARADISO IN TERRA” – potendo mostrare con orgoglio tale fregio all’ingresso del paese e su ogni locandina e brochure che ne parli. Perché ciò avvenga, occorre però un paziente e certosino lavoro di squadra, in sinergia con le autorità, finalizzato alla riscoperta, alla tutela e alla promozione della storia e delle tradizioni locali. Unitamente alla realizzazione di strumenti informativi che illustrino e supportino adeguatamente il lavoro svolto al fine di erudire i turisti e il pubblico senza mai annoiare. […]

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GIUSEPPE PETRARCA E LA SUA “NOTTE NERA”

Di seguito l’intervista pubblicata su QuiCampiflegrei.it

Giovedì 9 luglio a Pozzuoli, nello splendido scenario di Terrazza Lopez con vista sul Tempio di Sarapide, si è presentato il romanzo NOTTE NERA di Giuseppe Petrarca, edito da HOMO SCRIVENS. Dopo l’intervento introduttivo del dottor Carmelo Cicala, proprietario dell’Hotel Neronensis, di cui la “terrazza” è parte integrante, che ha illustrato agli ospiti in sala i progetti in cantiere per il futuro, la serata è stata ufficialmente aperta dal giornalista Ciro Biondi il quale, dopo aver presentato i relatori, ha passato la parola allo scrittore Pino Imperatore presente in qualità di relatore. Sono intervenute: Anna Copertino, Enza D’Esculapio, Ginella Palmieri; letture di Liliana Palermo. A fine serata, durante l’elegante convivio offerto dalla padrona di casa Pasqualina Petrarca, ne abbiamo approfittato per porre alcune domande all’autore.

Giuseppe, Notte Nera è il tuo quarto poliziesco. Ai tuoi romanzi incominci a lavorare solo dopo che hai la trama ben strutturata in mente o le storie si sviluppano man mano che le scrivi?

Io ripeto sempre quel che diceva Giorgio Manganelli: l’autore scrive sotto dettatura. A volte lo scrittore scrive al di fuori di se stesso, della propria esistenza, della propria esperienza personale, in mondi sconosciuti. Ecco perché poi i personaggi prendono strade diverse. Siamo noi che in qualche modo creiamo delle storie che poi nel tragitto narrativo cambiano completamente. Io credo che tutto quello che si scrive all’inizio, anche per quanto concerne le storyboard, ossia le tavole su cui strutturare la storia, non vengono poi seguite pedissequamente. Man mano che vai avanti nella scrittura c’è uno stravolgimento, un itinere continuo ed è questa la cosa più straordinaria che fa della scrittura un’avventura affascinante.

Si dice che scrivere un giallo equivale a impostare e poi risolvere un problema matematico: devi avere tutti i dati per poi riuscire ad arrivare al risultato finale. Quando apponi la parola fine alla storia, vieni mai colto dal dubbio che manchi qualche elemento per renderla credibile come avresti voluto che fosse?

Poiché i miei sono dei gialli atipici in quanto, seppure in maniera maldestra, utilizzo l’architrave del noir – colpi di scena, suspense – perché mi piace accattivare il lettore con le mie storie, in realtà affronto tematiche di fondo etico/sociale che riguardano un po’ tutti noi, per cui, alla fine la soluzione del caso è relativa rispetto ai dubbi che posso aver infuso nel lettore riguardo i mali della società, essendo la storia il pretesto attraverso cui ho modo di affrontare i veri temi che mi interessano. […]

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ANNUNZIATA ZINARDI, “LA RAGAZZA CHE RIPRESE A VOLARE”

Uno dei vantaggi dell’essere obbligati a restare chiusi in casa è quello di avere la possibilità di immergersi nella lettura di un testo a cui da tempo ci si voleva dedicare, scoprendo che si tratta di una storia narrata con garbo e delicatezza, senza mai cedere nella retorica malgrado affronti un tema difficile e attuale qual è il bullismo. Sto parlando di LA RAGAZZA CHE RIPRESE A VOLARE di Annunziata Zinardi, edito da YOUCANPRINT.

Pur partendo in sordina, man mano che si avanti nella lettura, la storia si districa in un crescendo narrativo, coinvolgendo il lettore in una ridda di emozioni riguardanti le vicende delle protagoniste, Tamara e Marica, due adolescenti molto diverse tra di loro: la prima conduce la vita standardizzata di molti suoi coetanei, ponendosi in conflitto con la società e il proprio mondo, dando vita a perenni scontri con i genitori pur di sentirsi accettata dal branco; la seconda, benché dalla nascita sia costretta a vivere su una sedia a rotelle, attraverso la poesia riesce a dare un senso alla propria esistenza, accettando serenamente quello che agli occhi degli altri, innanzitutto di sua madre, appare come un destino crudele. […]

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VICTOR HUGO, L’INVESTIGATORE DELL’ANIMA UMANA

Dopo aver letto Notre Dame di Paris, scrissi un post dal titolo VICTOR HUGO, SCRITTORE E INIZIATO in cui esponevo le mie convinzioni riguardo la supposta natura iniziatica dell’opera; riconoscendo al grande scrittore francese lo status di iniziato. Cosa che, ho poi scoperto leggendo alcuni scritti sulla sua figura, più di un biografo presuppone.

Tuttavia, essendo l’opera di Hugo sterminata la cui pubblicazione di opere inedite s’è protratta per anni dopo la sua morte, mi sentii obbligato a approfondire il personaggio per valutarne meglio la personalità al fine di trovare ulteriori conferme alla mia deduzione. Di conseguenza decisi di leggere il suo capolavoro, I MISERABILI certo che, se davvero la mia supposizione fosse giusta, tra le righe del romanzo avrei trovato ulteriori conferme. Armato di pazienza e, per quanto fosse possibile, con occhio vigile, mi apprestai alla sua lettura.

Fin dalle prime pagine la natura iniziatica dell’opera mi si palesò in tutta la sua sontuosa maestosità. I ripetuti riferimenti ai conflitti interiori che colgono l’uomo quando, dopo aver commesso un crimine, trovandosi al cospetto di chi pur avendo ricevuto dal suo operato un danno, anziché punirlo denunciandolo alle autorità competenti, lo assolve confidando in un suo rinsavimento esistenziale – come fa il vescovo di Dygne nei confronti di Jean Valjean protagonista indiscusso dell’opera dando vita a un meccanismo di conversione spirituale, tema dominante dell’opera fino all’ultimo rigo – mi sembrò introducessero quello che s’è poi rivelato essere l’argomento cardine dell’opera:una profonda discussione sulla natura dell’anima umana.

Se in Delitto e Castigo di Dostoevskij il protagonista, dopo aver commesso il delitto, vive un eterno conflitto interiore che non gli darà tregua fino all’epilogo della storia, costringendolo a guardarsi sempre alle spalle e a nascondersi da tutto e da tutti temendo che gli altri siano a conoscenza del crimine che commesso e lo tengano sotto osservazione per coglierlo in flagrante quanto meno se l’aspetta, mettendo in tal modo in risalto come il crimine contenga in sé il castigo rappresentato dagli scrupoli e dalle paure che assalgono chi lo ha commesso inducendolo a vivere in un eterno stato di oppressione e di paura, la morale de I Miserabili secondo me è: essendo l’anima umana una goccia di quel grande oceano di bene che è Dio, dovendo per forza di cose la goccia contenere in sé le caratteristiche del mare da cui deriva, conterrà a sua volta in sé il bene ma offuscato dalla pesantezza materiale. Pertanto, se messa nella giusta condizione di sgravarsi dai legami materiali mediante la riflessione e la preghiera, l’anima non potrà a sua volta che tendere al bene. [… ]

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CLEMENTINA GILY: IL RINASCIMENTO DI GIORDANO BRUNO

Tra i tanti volumi editi sulla figura di Giordano Bruno voglio segnalarvi IL RINASCIMENTO DI GIORDANO BRUNO (IL MIELE E LE ARAGOSTE) della professoressa Clementina Gliy, edito da STAMPERIA DEL VALENTINO per la collana di studi tradizionali I POLIFEMI.

Nonostante si tratti di un volumetto di poco più di settanta pagine – il primo di una serie su Bruno di cui l’autrice è già impegnata nella stesura del secondo – l’opera è densa di informazioni biografiche, storiche e filosofiche sulla figura del nolano e sullo scenario europeo dell’epoca in cui visse e si mosse. In particolare lo studio della Gily, tra i maggiori esperti di Bruno nonché per anni docente di estetica della comunicazione alla Federico II di Napoli, si sofferma sul periodo in cui il filosofo soggiornò in Inghilterra alla corte di Elisabetta I e sulla coincidenza temporale tra la sua presenza a corte e la comparsa anni dopo  del genio teatrale di Shakespeare.

Il lavoro è diviso in due sezioni: IL RINASCIMENTO DI GIORDANO BRUNO e GIORDANO BRUNO, MARLOWE E SHAKESPEARE.

Nella prima parte l’autrice analizza l’impronta della filosofia di Bruno, spiegando che: come facevano Bacone e Locke, Bruno cerca la verità dell’uomo, quella che è insieme luce e oscurità; la nuova èra cerca di capirne l’intreccionon abolire l’oscuro, la materia, il male… che sono necessaria ombra onnipresente nel mondo dell’uomo; quella che in pittura mostra solidità dei corpi, protendendoli oltre la tela e figura tre dimensioni in due. In quest’ottica la Gily afferma: filosofia e scienza hanno oggi più bisogno di ieri di intersecare i campi, visto che dopo il Rinascimento il pensiero moderno scavò una mossa tra gli emisferi. […]

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DA APICIO A … SCAPECE – LA STORIA DELL’UOMO ATTRAVERSO IL CIBO

Serata di letteratura e cultura culinaria sabato 22 febbraio da LUX IN FABULA. Nella sede dell’associazione presieduta da Claudio Correale, per la rassegna QUATTRO CHIACCHIERE CON L’AUTORE, l’archeologa Anna Abbate ha presentato il suo libro DA APICIO A APICIO A … SCAPECE –LA STORIA DELL’UOMO ATTRAVERSO IL CIBO edito da Valtrend.

Mediante l’utilizzo di un linguaggio semplice e lineare, senza mai sfociare nell’accademismo, affinché tutti potessero seguirla, supportata da una serie di slide, l’autrice ha spiegato ai presenti in sala come l’evoluzione umana sia stata influenzata anche dal cambiamento delle abitudini alimentari. In primis dal passaggio dal mangiare la carne cruda a quella cotta sul fuoco. Ciò modificò la struttura mascellare dell’uomo il quale, non dovendo più strappare la carne con i canini bensì masticarla con i molari, ne variò l’aspetto del viso passando dal mento prominente a quello che conosciamo oggi. […]

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ANNAMARIA VARRIALE DA LUX IN FABULA

Quando a fine settembre proposi ad Annamaria Varriale se volesse partecipare alla seconda edizione di QUATTRO CHIACCHIERE CON L’AUTORE con il suo romanzo ERAVAMO TANTO RICCHI, mai avrei immaginato che mi avrebbe chiesto di affiancarla in qualità di relatore. Nelle precedenti presentazioni, a parlare del libro s’erano alternati nomi illustri e titolati quali Nicola De Blasi, Nicola Magliulo, Costanzo Ioni, tanto per citarne alcuni. Per cui rimasi un tantino interdetto ma anche lusingato. Il motivo della richiesta era dovuto alla recensione che poco prima dell’estate avevo fatto al libro e che ad Annamaria e a tante altre persone a lei vicine era molto piaciuta.

Al di là della stima che nutro nei confronti dell’autrice e dell’amicizia che ci lega, è stato per me un onore poter parlare di un libro che personalmente reputo un piccolo gioiello letterario. Sia per la maniera naturale con cui Annamaria, con il pretesto di narrare l’epopea della sua famiglia dal dopoguerra della Prima Guerra Mondiale fino al sessant’otto, racconta i cambiamenti avvenuti nella società italiana in cinquant’anni, sia per il linguaggio semplice e fluido che, se si ascoltasse la lettura del libro a occhi chiusi, si avrebbe l’impressione di udire chi, approfittando di trovarsi tra amici, sta parlando di se stesso con pudore e lealtà a briglia sciolta. […]

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ANNAMARIA LIBRO

LA SCRITTRICE/POETESSA ANNAMARIA VARRIALE SI RACCONTA

Mercoledì 22 gennaio alle ore 17,30 presso la Biblioteca Comunale di Bacoli, a Villa Cerillo, si presenterà il volume di poesie L’INCERTO VOLO DELL’ANIMA di Annamaria Varriale, edito da HOMO SCRIVENS. Relatori: Nicola Magliulo e Costanzo Ioni. Modererà Aldo Putignano.  Musiche di Elda Salemme.

Interverrà il Sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione.

Per l’occasione abbiamo intervistato l’autrice.

Annamaria Varriale si sente più una poetessa prestata alla narrativa o viceversa?

In verità non saprei rispondere, per me hanno importanza e valenza uguale. Scrivo e, a seconda del momento e del bisogno che ho di comunicare i miei stati d’animo e sentimenti, alterno l’una e l’altra.

Il primo amore è la narrativa o la poesia?

Probabilmente la poesia visto che fin da che ero bambina mi divertivo a scrivere poesiole.

Da dove nasce la voglia di pubblicare una raccolta di poesie dopo un romanzo che ha riscosso e sta riscuotendo tanti consensi sia di pubblico che di critica? (ERAVAMO TANTO RICCHI ha avuto una bella recensione dal regista Pupi Avati) […]

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Il racconto che segue appartiene alla raccolta di racconti L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI – 10 racconti dell’anima, da me pubblicata con Amazon.

Faceva freddo quella sera.

Il respiro condensato nell’aria rendeva i passanti personaggi da fumetto.

Insinuandosi attraverso il sottile velo di nebbia che ammantava il borgo, il respiro del mare si diffondeva per le vie, accompagnando a braccetto le ombre infreddolite disegnate sull’asfalto dall’opaca luce dei lampioni.

All’incrocio tra il corso principale e la traversa che conduceva al porto, attraverso i vetri opachi di umidità, i neon rischiaravano il pub pullulante di avventori ai tavoli e al bancone che conversavano tra loro sorseggiando birra.

Ogniqualvolta la porta del locale si apriva, il freddo intenso serpeggiava all’interno costringendo qualcuno a urlare un drastico “La porta!”

“Che ore sono?” chiese l’uomo seduto sull’alto sgabello accostato al bancone, sorseggiando vin brulè.

“Le nove passate” rispose il barista, fissando le lancette dell’orologio sulla porta d’ingresso.

“Questa sera Mozart si fa attendere.”

“Mozart non ha alcuna concezione del tempo, a parte quello musicale. Scommetto che tra poco sarà qui.” All’improvviso l’enorme ombra si stagliò dietro alla porta.

“Eccolo” fece raggiante il barista.

L’ingresso si aprì. Un insolito calore scaldò il locale mentre Mozart avanzava tra i tavolini. La corporatura robusta e il viso rasato di fresco lo facevano apparire a un gigante buono. […]

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L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI -10 RACCONTI DELL’ANIMA

racconti dell'anima copertina

L’uomo che realizzava i sogni è una raccolta di dieci racconti tenuti insieme da un comune filo conduttore, la ricerca dell’anima e dunque della Verità. Il cammino di lettura ha inizio con Il filo di Arianna dove il protagonista impugna un filo di luce per seguire un’affascinante donna nei meandri della conoscenza, e si conclude con L’aquilone il cui filo sfugge a chi lo mantiene permettendo al giocattolo di librarsi nel cielo. Nel mezzo del percorso un’alternanza di storie tra mito, poesia e realtà, perché la storia dell’uomo è un infinito intreccio di piani dove il sogno e la realtà si confondono, rendendo spesso impossibile la distinzione tra l’uno e l’altra. In quest’intrico speculare di storie e personaggi, non potevano mancare Gesù e Maria Maddalena protagonisti di Resurrezione, un racconto che ripropone il tema dell’eventuale legame d’amore tra il Cristo e la Maddalena da cui sarebbe nata una stirpe divina.

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