Probabilmente in pochi sapranno che su Archeo, la prestigiosa rivista italiana di archeologia, nel numero di aprile attualmente in edicola compare un articolo di Anna Russolillo, Salvatore Borrelli, Franco Foresta Martin e Roberto Della Rocca dall’eloquente titolo CRISTO SI È FERMATO A PUTEOLI.

“CRISTO SI È FERMATO A PUTEOLI” ma pochi lo sanno

Probabilmente in pochi sapranno che su Archeo, la prestigiosa rivista italiana di archeologia, nel numero di aprile attualmente in edicola compare un articolo di Anna Russolillo, Salvatore Borrelli, Franco Foresta Martin e Roberto Della Rocca dall’eloquente titolo CRISTO SI È FERMATO A PUTEOLI.

Nello specifico si parla della necropoli paleocristiana di San Vito e di un’antica masseria posta di fronte alla chiesa di San Vito, “oggi trasformata in struttura ricettiva – che da 2006 al 2009, fu oggetto di lavori di restauro durante i quali venne alla luce una necropoli paleocristiana, definita <<di notevole interesse>> dall’allora Direttore Regionale del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Stefano De Caro, e che, a giudizio di Fabrizio Bisconti, Soprintendente delle Catacombe d’Italia presso la pontificia Commissione di Archeologia Sacra, rappresenta <<una delle scoperte più importanti per quanto concerne i monumenti tardo-antichi di Pozzuoli>>”.   […]

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Sabato 12 marzo all’Art Garage di Pozzuoli (Parco Bognar, 21 –Pozzuoli/Na, nei pressi della stazione della metropolitana di Pozzuoli Solfatara), per la rassegna fotografica Foto ArtinGarage curata da Gianni Biccari, si è inaugurata la mostra fotografica di Alma Carrano “… e questa è un’altra storia”. La mostra, che si protrarrà fino al 24 marzo, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21; il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Domenica chiusa. Per l’occasione abbiamo intervistato Alma Carrano

… e questa è un’altra storia: all’ArtGrag

Sabato 12 marzo all’Art Garage di Pozzuoli (Parco Bognar, 21 –Pozzuoli/Na, nei pressi della stazione della metropolitana di Pozzuoli Solfatara), per la rassegna fotografica Foto ArtinGarage curata da Gianni Biccari, si è inaugurata la mostra fotografica di Alma Carrano “… e questa è un’altra storia”. La mostra, che si protrarrà fino al 24 marzo, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21; il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Domenica chiusa. Per l’occasione abbiamo intervistato Alma Carrano  

Come nasce Alma Carrano fotografo?

Tardi. Da ragazza iniziai a fare riprese cinematografiche grazie a una cinepresa corredata di tutta l’attrezzatura che papà acquistò da un amico ottico per aiutarlo in un momento di difficoltà. Alla fotografia mi sono avvicinata quando mi sono sposata grazie a una macchinetta analogica che mi fu regalata per l’occasione. Da lì iniziai a fotografare durante i viaggi che facevo. Ma il punto di svolta è stato il corso fotografico che ho fatto con Augusto De Luca al quale devo tutto il mio entusiasmo fotografico.

Alma tu vivi di fotografia?

No, ero un insegnante di materie scientifiche, la fotografia è un hobby.

Quando hai iniziato ufficialmente la tua attività fotografica?

Abbastanza recentemente seguendo un’amica fotografa, Francesca Sciarra, partecipando ai laboratori FIAF e frequentando la Flegrea Foto grazie alla quale, attraverso Tiziana Mastropasqua, ebbi modo di partecipare a un workshop dove dovevamo ritrarre una ballerina che danzava.

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Al suo esordio con la narrativa il poeta Angela Schiavone ci regala un delicato romanzo – IL FILO VERDE (Homo Scrivens) – dalle venature poetiche, in cui racconta il trasferimento dal nord al sud di sua zia Marianna e della sua famiglia alla fine del diciannovesimo secolo. Un romanzo denso di emozioni dove realtà e fantasia si intrecciano in un sussurrato ricamo di amarezze e misteri come se l’autrice, mentre racconta, chiedesse scusa ai protagonisti per il proprio ardire di parlare di loro.

IL FILO VERDE, l’esordio narrativo di Angela Schiavone

Al suo esordio con la narrativa il poeta Angela Schiavone ci regala un delicato romanzo – IL FILO VERDE (Homo Scrivens) – dalle venature poetiche, in cui racconta il trasferimento dal nord al sud di sua zia Marianna e della sua famiglia alla fine del diciannovesimo secolo. Un romanzo denso di emozioni dove realtà e fantasia si intrecciano in un sussurrato ricamo di amarezze e misteri come se l’autrice, mentre racconta, chiedesse scusa ai protagonisti per il proprio ardire di parlare di loro.

La trama ben strutturata, cui si associano dialoghi convincenti, consente al lettore di seguire la vicenda come se assistesse a un film. Spesso chiedendosi dove finisce la realtà e inizia la fantasia.

La descrizione dettagliata della città del sud sede del trasferimento lascia ben pochi dubbi che si tratti di Pozzuoli, città di origine dell’autrice. Eppure mai viene esplicitamente nominata, facendo sorgere nel lettore la domanda, “perché?”. […]

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Sabato 16 ottobre a Pozzuoli, nella sala consiliare di Palazzo Migliaresi, si è svolta la serata finale della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale PUBLIO VIRGILIO MARONE.

PREMIO LETTERARIO “PUBLIO VIRGILIO MARONE”, UN SUCCESSO NAZIONALE CHE FA BEN SPERARE PER IL FUTURO

Sabato 16 ottobre a Pozzuoli, nella sala consiliare di Palazzo Migliaresi, si è svolta la serata finale della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale PUBLIO VIRGILIO MARONE.

Organizzato dall’Associazione Dialogos Comunicazioni e da NEWMEDIA EDIZIONI, patrocinato dai Comuni di Pozzuoli e Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei – con la collaborazione delle associazioni culturali flegree KimeLux In FabulaLiberaArteMideAccademia RealeVillaggio Letterario – il premio è finalizzato a far conoscere la produzione virgiliana e i luoghi che l’hanno caratterizzata. Nonché a valorizzare le tante realtà culturali dislocate sui Campi Flegrei e sul territorio nazionale attraverso la figura del sommo poeta latino. Istituendo un rapporto sinergico e gratuito con le scuole medie e superiori in modo da offrire agli studenti la possibilità di impegnarsi artisticamente in maniera costruttiva ispirandosi a un artista immortale di cui il 16 ottobre scorso si è celebrata la nascita. […]

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Dopo la chiusura forzata per oltre un anno causa Covid, ad aprile i cinema e i teatri hanno nuovamente riaperto dimezzando la capienza e rispettando le norme di sicurezza sanitaria. Inoltre dal 6 agosto, per accedervi, è necessario il green pass.

È MISTERO SULLA SORTE DEL CINEMA SOFIA

Dopo la chiusura forzata per oltre un anno causa Covid, ad aprile i cinema e i teatri hanno nuovamente riaperto dimezzando la capienza e rispettando le norme di sicurezza sanitaria. Inoltre dal 6 agosto, per accedervi, è necessario il green pass.

Da lunedì 11 ottobre la loro capienza tornerà a essere del 100%, mentre quella degli stadi passerà al 75%. Riapriranno anche le discoteche al 50%. Un passo notevole verso la tanto agognata “normalità”, seppure dovremmo continuare ad attenerci scupolosamente alle norme di sicurezza.

In contrapposizione con quanto avverrà da domani in tutta Italia, a Pozzuoli, quinta città della Campania per numero di abitanti, il cinema Sofia, l’unico della città e dell’intera area Flegrea tra Bacoli e Pozzuoli, se si esclude il Drive In, continuerà a restare chiuso. […]

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Fino a quando nel 62 d. C. non fu completato il porto di Ostia, quello di Pozzuoli fu l’approdo obbligato delle navi provenienti dalle province romane di Africa e d’oriente cariche di viaggiatori e merci dirette a Roma. Fu questo il motivo per cui San Paolo, l’apostolo illuminato sulla Via di Damasco, sbarcò a Pozzuoli da dove intraprese la sua opera apostolica in occidente.

Altra figura importante che più di una volta sarebbe sbarcata a Pozzuoli – nell’ultimo caso per scampare alla morte – fu il filosofo/mago Apollonio di Tiana, come racconta Filostrato nella sua VITA DI APOLLONIO DI TIANA.

Anche Apollonio di Tiana passò per Pozzuoli

Fino a quando nel 62 d. C. non fu completato il porto di Ostia, quello di Pozzuoli fu l’approdo obbligato delle navi provenienti dalle province romane di Africa e d’oriente cariche di viaggiatori e merci dirette a Roma. Fu questo il motivo per cui San Paolo, l’apostolo illuminato sulla Via di Damasco, sbarcò a Pozzuoli da dove intraprese la sua opera apostolica in occidente.

Altra figura importante che più di una volta sarebbe sbarcata a Pozzuoli – nell’ultimo caso per scampare alla morte – fu il filosofo/mago Apollonio di Tiana, come racconta Filostrato nella sua VITA DI APOLLONIO DI TIANA.

Ma chi fu Apollonio di Tiana?

Coevo di Gesù, di lui si racconta che, oltre a essere un filosofo seguace della dottrina pitagorica – praticava un’alimentazione vegetariana, non indossava abiti confezionati con pelli animali, esecrava i sacrifici animali, praticava il silenzio, dominava i sensi sublimandoli, praticava il celibato – come Cristo, sarebbe stato in grado di compiere miracoli guarendo gli infermi e, addirittura, resuscitando i morti.

Al pari dei Vangeli che furono scritti molto tempo dopo la scomparsa di Gesù – quello di Marco, redatto in greco, ritenuto il più antico dei canonici, risalirebbe tra il 65 e il 70 d. C. – anche l’opera di Filostrato sulla vita di Apollonio di Tiana fu scritta molti anni dopo la sparizione del filosofo. Precisamente tra il II e il III secolo d. C. su commissione di Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo e devota di Apollonio, donna di profonda sensibilità e cultura tanto da potersi ritenere a giusta ragione una femminista dell’epoca. […]

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Puteolano doc, con ben ventinove maratone all’attivo nel palmares – lo scorso anno sarebbero diventate trenta se, causa covid, non avessero annullato quella di New York a cui spera di partecipare quest’anno – Ciro Marotta quest’estate ha percorso il tratto italiano della Via Francisca del Lucomagno che da Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese, dopo nove tappe, arriva a Pavia. I suoi compagni di viaggio sono stati: Neven Adzaip, guida del Spiritual Tour, il tour operator specializzato in questo settore; Concetta Maddaluno, Marco Rocchi, Deborah Paris, Gianluca Persichetti, Vincenzo Foti, Domenica Fusi, Daria Lamera. Al gruppo per i primi tre giorni si è unita Ilaria Notari inviata di Varese News che lo ha intervistato

“Zio Ciro”, un pellegrino puteolano sulla Via Francisca

Puteolano doc, con ben ventinove maratone all’attivo nel palmares – lo scorso anno sarebbero diventate trenta se, causa covid, non avessero annullato quella di New York a cui spera di partecipare quest’anno – Ciro Marotta quest’estate ha percorso il tratto italiano della Via Francisca del Lucomagno che da Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese, dopo nove tappe, arriva a Pavia. I suoi compagni di viaggio sono stati: Neven Adzaip, guida del Spiritual Tour, il tour operator specializzato in questo settore; Concetta Maddaluno, Marco Rocchi, Deborah Paris, Gianluca Persichetti, Vincenzo Foti, Domenica Fusi, Daria Lamera. Al gruppo per i primi tre giorni si è unita Ilaria Notari inviata di Varese News che lo ha intervistato (video dell’intervista).

Per farmi raccontare la sua esperienza, ci diamo appuntamento al ristorante l’Akademia sul Lago di Lucrino. […]

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Quando, poco più di un mese fa,   si incendiarono le gradinate in legno dell’anfiteatro Flavio, in tanti non ce ne stupimmo: nel corso degli anni ripetute erano state le denunce per lo stato di abbandono e degrado in cui versavano, e in alcuni casi ancora versano, molti siti archeologici di Pozzuoli.

Rinascimento puteolano: la necropoli del Ponte Copin torna a rivedere le stelle.

Quando, poco più di un mese fa,   si incendiarono le gradinate in legno dell’anfiteatro Flavio, in tanti non ce ne stupimmo: nel corso degli anni ripetute erano state le denunce per lo stato di abbandono e degrado in cui versavano, e in alcuni casi ancora versano, molti siti archeologici di Pozzuoli.

Tra questi spiccava la necropoli romana del Ponte Copin, meglio noto come “ponte azzurro”. Aperta al pubblico più di vent’anni fa, non si è mai capito perché fosse stata repentinamente chiusa e abbandonata a se stessa tanto da consentire alla vegetazione di inghiottirla fino a nasconderla nemmeno fossimo nella foresta amazzonica.

Chiunque chiedesse chiarimenti ai rappresentanti delle istituzioni locali del perché un sito di tale bellezza e dimensioni, che in qualunque altro posto sarebbe stato tutelato, valorizzato e sfruttato per incrementare il turismo e arricchire la comunità, doveva subire una simile umiliazione, si sentiva rispondere: “la gestione del patrimonio archeologico non compete al Comune ma alla soprintendenza!”

Seppure quella spiegazione lasciasse più di un dubbio – a seguito dell’incendio dell’anfiteatro, facendo delle ricerche in rete, si è scoperto che esistono delle leggi che consentono agli enti locali di intervenire direttamente nella tutela e gestione dei beni culturali situati sul proprio territorio -, si confidava che, prima o poi, quell’immenso patrimonio, trovasse la propria valorizzazione. […]

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Tra i tanti eventi culturali che caratterizzano questa calda estate puteolana – calda non solo in termini climatici ma anche di incendi visto quanto è successo più di una settimane fa nell’Anfiteatro Flavio dove sono andate in fiamme le gradinate in legno, costringendo l’autorità giudiziaria a porre l’aria sotto sequestro -, sabato 24 luglio, sul prolungamento del lungomare Sandro Pertini che si inoltra verso il Rione Terra ribattezzato Aret ‘E Blocc, il pittore Antonio Isabettini ha tenuto una conferenza sulla storia di Pozzuoli.

Aret’ ‘e blocche Isabettini racconta Pozzuoli

Tra i tanti eventi culturali che caratterizzano questa calda estate puteolana – calda non solo in termini climatici ma anche di incendi visto quanto è successo più di una settimane fa nell’Anfiteatro Flavio dove sono andate in fiamme le gradinate in legno, costringendo l’autorità giudiziaria a porre l’aria sotto sequestro -, sabato 24 luglio, sul prolungamento del lungomare Sandro Pertini che si inoltra verso il Rione Terra ribattezzato Aret ‘E Blocc, Antonio Isabettini ha tenuto una chiacchierata pubblica sulla storia di Pozzuoli.

Membro della commissione toponomastica del Comune e appassionato di storia patria, da anni Isabettini si batte affinché la memoria storica di Pozzuoli non cada nel dimenticatoio. In particolare il suo impegno è sensibilizzare l’attenzione della cittadinanza sul Rione Terra e sul suo futuro. Nonché sui tanti siti archeologici sparsi sul territorio, abbandonati nel degrado più assoluto. […]

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Si dice che la poesia sia poco seguita, eppure chiunque ieri sera fosse passato per la Darsena di Pozzuoli si sarebbe imbattuto in una folla di gente radunata nei pressi de Il Gozzetto per assistere alla presentazione del libro di poesie SASSI SULLA RIVA di Vincenza Di Francia, infermiera pediatrica con la passione per la poesia.

“SASSI SULLA RIVA”, LA POESIA DI VINCENZA DI FRANCIA INCANTA LA DARSENA DI POZZUOLI

Si dice che la poesia sia poco seguita, eppure chiunque ieri sera fosse passato per la Darsena di Pozzuoli si sarebbe imbattuto in una folla di gente radunata nei pressi de Il Gozzetto per assistere alla presentazione del libro di poesie SASSI SULLA RIVA di Vincenza Di Francia, infermiera pediatrica con la passione per la poesia.

La serata, che rientrava nella manifestazione POZZUOLI CITTÀ CHE LEGGE, organizzata da Angela Giustino con il patrocinio del Comune di Pozzuoli, il cui fine è dare spazio alla lettura ad alta voce, si è avvalsa della presenza in qualità di relatrice della poeta/scrittrice Angela Schiavone la quale, sia nel suo intervento introduttivo che nei successivi, oltre a mettere in risalto la forza espressiva delle poesie della Di Francia che traggono spunto dall’attualità – una parla dei bambini vittime della guerra in Siria, un’altra racconta la disperata ricerca della propria identità di genere rispetto alla propria natura biologica -, ha evidenziato che l’emotività dei versi non perde né forza né pathos quando dall’italiano la poetessa passa a scrivere in napoletano. In quest’ultimo caso particolarmente toccante la lettura affidata ad Angela Cicala di “Fiorella” dove si dà voce all’io di un ragazzo che si sente donna nell’anima il quale, per sopravvivere alle ipocrisie e alle cattiverie della società, è costretto a prostituirsi con il nome di Fiorella perché nella gelide carezze dei clienti trova il calore dell’amore a lui per sempre negato. […]

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