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Scelte insceglibili

Post n°748 pubblicato il 21 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nessuno vorrebbe mai trovarsi di fronte a scelte simili.
E nessuno si meriterebbe di affrontare un percorso simile.

La vita però dà tanto ma allo stesso tempo può togliere tanto o forse tutto.
Così ci si ritrova vegetali su un letto freddo di un asettico ospedale.
Tenuti in vita solo da macchine, monitorati da elettrodi, alimentati da sondini.
Smagriti oltre la soglia dell'umano.

Eppure ancor vivi.

Il dolore che un familiare prova immagino sia immenso, muto, straziante.

La speranza fa da conforto. Ma nessuna diagnosi pare volgere al positivo.

Se ne parla oggi in Francia, se ne è parlato anche da noi.
Ci si confronta e ci si divide.























E’ giusto tenere accesa la spina?

E’ dignità per il malato l'accanimento terapeutico?

O è recidere una vita umana staccare gli elettrodi dal povero corpo?

 

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Commenti al Post:
chiedididario66
chiedididario66 il 21/05/19 alle 18:23 via WEB
Dio ti ha dato la vita e Dio te la toglie. Mia mamma è malata, ma la voglio vedere accanto a me, anche se tutte e due soffriamo in modi diversi. No io non staccherei la spina. Fino quando non subentra la morte celebrale,sarei sempre accanto al capezzale.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 21/05/19 alle 18:26 via WEB
Grazie, Dario, per quello che hai scritto. Sì un figlio di fronte alla mamma che sta male soffre tantissimo.
Sai, io davvero non so che farei... e spero di non dover mai essere costretta a saperlo. Un augurio immenso alla tua mamma, a te un sorriso :)
 
woodenship
woodenship il 21/05/19 alle 18:49 via WEB
In tutto questo bailamme ideologico messo in piedi da settori altamente ideologicizzati e integralisti religiosi, ci si dimentica che, quel"vivi",è usato in modo a dir poco eufemistico e a sproposito:non ci fosse la macchina a tenere in vita,di certo non si sarebbe più vivi.Allora,che senso ha tenere per decenni una persona attaccata a dei macchinari?Trovo la cosa d'un sadismo e di una spietatezza degna del piu feroce degli animali. Ovvero di quello che usa la"pietà"per torturare all'infinito un povero corpo che invece necessiterebbe d'essere lasciato al proprio iter naturale.Vorrei tanto che si comprendesse che,un corpo che è mantenuto artificialmente in vita,invecchia molto più precocemente e i suoi organi,come il cervello,si atrofizzano ad un livello tale che riducono la propria massa,rendendosi per sempre inadatti a sostenere le funzioni normali.Una polemica che fu suscitata ai tempi della Eluana Englaro,era che questa,nonostante gli anni di coma,fosse ancora una persona normale.Ma non era vero.Era una impietosa bugia. La ragazza aveva la massa cerebrale così ridotta che,fosse anche ritornata per un istante alla lucidità propria, sarebbe stata ugualmente simile ad un vegetale per poi morire all'istante. Dunque credo che non si tratti di recidere una vita umana,bensì di lasciare che la natura faccia il suo corso.Non si può scambiare l'accanimento terapeutico a volere divino,oppure malinteso senso umanitario,come anche non si può dire che sia vivo un individuo che,per sopravvivere,è intubato in coma irreversibile da diversi anni.......Un bacio scintillante di stelle........W....
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:18 via WEB
Ciao!...W...
ne parlavamo l’altra sera fra noi in famiglia e il tuo pensiero combacia alla perfezione con quello delle mie figlie, di una in particolare. E razionalmente è inattaccabile. Scientificamente poi avviene esattamente quello che riporti: dai gravissimi danni cerebrali non si guarisce, mai. Per questo usavo il termine ‘corpo’. Quindi io penso che non sarebbe un recidere una vita, ma un estremo atto di amore che allevia le sofferenze di un corpo martoriato dalle sofferenze, dai sondini, dagli elettrodi e ridà nella morte la dignità che ogni essere umano si merita. Per contro, però, comprendo la disperazione dei familiari. Ed è facile essere logicissimi quando emozionalmente non si è coinvolti.
Un sorriso e buona serata :)
 
   
woodenship
woodenship il 24/05/19 alle 03:05 via WEB
No amica mia. non si tratta soltanto di essere più o meno coinvolti emotivamente, affettivamente e sentimentalmente. Bensì di egoismo trattasi,di malinteso istinto di possesso. Chè, se si amasse sul serio la persona, se davvero la si tenesse a cuore, per nessuna ragione al mondo vorremmo tenerla legata e torturata,immobilizzata ad un letto,in condizioni tanto disumane,quanto degradanti.No,amica carissima,non credo che lo vorremmo... Mi viene in mente un racconto di E.A. Poe(non ricordo il titolo). Narrava del tentativo di mantenere una persona in vita attraverso l'ipnosi. Alla fine dell'esperimento,si sprigionava tutta lamostruosità nell'invocazione del morto vivente di essere lasciato morire,di non trattenerlo ulteriormente,perchè la cosa gli originava un dolore infernale. Ecco, nessuno,ancora adesso,può avere certezza di come realmente stiano le cose.Ma è certo che ogni cosa deve fare il proprio corso.
 
     
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 24/05/19 alle 16:15 via WEB
Sì,...W..., penso anche io, razionalmente, che sia un gesto di estremo amore lasciare andare quel corpo che soffre troppo. Però è un mio sentire e allo stesso tempo comprendo anche i familiari che non se la sentono di far staccare quella maledetta spina impedendo che, con ben dici, ogni cosa faccia il suo corso. Un sorriso, buon pomeriggio! :)
 
monellaccio19
monellaccio19 il 21/05/19 alle 19:05 via WEB
Scottante ed...elettrizzante argomento! Non si dovrebbe mai staccare la spina, da buoni cristiani non abbiamo questo potere:la vita solo UNO la consegna e solo UNO la riprende. Resta tuttavia la sofferenza che si potrebbe protrarre anni e anni: un vegetale lì nel letto, fermo e immobile che non da segni di vita, ma è lì...vivo!!!!! L'altro giorno ho letto di un ragazzo che improvvisamente si è svegliato dal suo letargo non molto lungo ed è tornato a nuova vita. Come si fa ad avere coraggio e mantenere all'infinito (?) una situazione sospesa e passiva? E di contro come si fa a decidere freddamente di portar via l'ultimo respiro e staccare la...vita? Io penso che in piena coscienza ognuno possa decidere e prendersi una sua personale responsabilità. Io ho provato una esperienza simile con l'ultimo cane posseduto: dopo dodici anni era paralizzato e non si muoveva più. In tre decidemmo di "staccare la spina" tranne mia figlia ancora giovanissima. Ebbene dopo vari tentativi per convincerla, procedemmo e lo seppellimmo in un luogo sicuro. Lei non ci rivolse la parola per alcuni mesi. Ci volle pazienza per ricomporre la famiglia, ma dopo aver smaltito dolore e sofferenza, si convinse che avevamo fatto il necessario.....ma era solo un cane!!!!! Buona sera Elena.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:21 via WEB
Sono convinta che la questione etica si estenda anche ai non credenti: la vita è il bene più prezioso che ci è dato e va salvaguardato ad ogni costo. Purchè però il prezzo che il malato deve pagare non superi la soglia dell'egoismo. Perché , come ben dici, Carlo, ci va coraggio -o forse solo paura- a mantenere quelle macchine accese ad oltranza dimenticando le sofferenze di quel corpo martoriato che era un uomo o una donna. Non lo so come si faccia e spero di non doverlo mai sapere, ma penso che ci vada tanto amore nel decidere di staccare quella maledetta spina e ridare la dignità a chi ormai la malattia glel'ha tolta.
ps: Un po' comprendo tua figlia. Quando fummo costretti a fare l'iniezione al nostro labrador che inizò la sua vita con la nostra convivenza e che fu il compagno di giochi di nostre figlie da cui si lasciava fare di tutto discutemmo parecchio sul da farsi e piansi giorni e giorni, ma gli volevo troppo bene per vederlo soffrire troppo.
Passa una bella serata, un sorriso :)
 
hrc.rossano
hrc.rossano il 21/05/19 alle 20:15 via WEB
Ele hai affrontato un argomento molto difficile ed e' complicato rispondere...Da un punto di vista religioso direi che non abbiamo il diritto di spegnere una vita,ma resta la fatidica domanda: che vita e'? Possiamo considerare vivo un essere solo perche' certi parametri vitali sono attivi? Direi che se esistesse almeno una speranza che ritorni cosciente (in presenza di coma di durata non esagerata),allora propenderei per continuare a mantenerlo in vita ma in caso contrario no...Pero' io sto pensando anche a chi dovesse eseguire materialmente questa interruzione,sinceramente non lo invidierei...Buona serata :)
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:26 via WEB
Ross., sì hai ragione. Il guaio è che di solito vado di getto nello scegliere l'argomento perché quel giorno va così e perchè quella notizia mi ha colpita. Rimedierò ;)
Già, che vita è? Ma soprattutto si può chiamare vivere quei giorni , quei mesi, quegli anni spesi su un sudato letto di un gelido ospedale fra sondini, elettrodi, medicamenti senza alcuna speranza di ripresa funzionale?
Esistono tantissime variabili: dal giuramento di Ippocrate, all'etica professionale, fino alla moralità individuale del medico stesso. Dall'altra parte però c’è la dignità del malato e forse accompagnarlo verso la morte *buona* privandolo del dolore è di per sé già una cura contro un accanimento terapeutico inutile.
Seratissima :))
 
diogene51
diogene51 il 21/05/19 alle 22:50 via WEB
Penso che su questo argomento molti non sappiano di cosa si sta parlando. Io credo che i medici possono stabilire quando le condizioni di un cervello potrebbero produrre una uscita dal coma, anche se potrebbe poi non avvenire e invece quando queste possibilità sono escluse. Io credo che la dignità della persona richieda che si "stacchi la spina". Semmai è difficile stabilire coa significhi staccare la spina. Se uno respira solo con mezzi artificiali basta interrompere la ventilazione assistita. Diverso è il caso di una persona che rifiuta di mangiare, anche aiutata. Talvolta si passa ad una alimentazione col sondino nasogastrico o direttamente in vena. In questi casi si deve lasciar morire il malato di fame e di sete? Si deve interrompere l'alimentazione ma non l'idratazione? Su questo sono ignorante, ma penso che ci siano protocolli condivisi, non so. BUona serata, Elena!
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:28 via WEB
Ciao Renato :)
Partiamo dal termine: "eutanasia" che significa letteralmente "buona morte" , cioè alleviare le sofferenze del malato terminale e accompagnarlo serenamente verso la morte. Pensa che Bacon nel 1600 invitava i medici a non abbandonare i malati inguaribili e ad aiutarli a soffrire il meno possibile, poi due secoli più tardi il concetto virò e divenne quello che conosciamo noi e che riguarda malati terminali in stato vegetativo senza alcuna funzione vitale autonoma.
I medici da sempre sono contrari all' eutanasia e al suicidio assistito probabilmente per una questione deontologica più che per altro.
Buonissima serata a te :)
 
dolcesettembre.1
dolcesettembre.1 il 22/05/19 alle 09:08 via WEB
Argomento molto delicato questo.Non vorrei mai trovarmi di fronte ad una scelta simile,non saprei cosa fare.Serena giornata,un abbraccio. :-) Dolce
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:30 via WEB
Sì, Dolce, è un argomento delicato e nessuno mai dovrebbe trovarsi di fronte a scelte così insceglibili. Per questo penso che qualsiasi sia la scelta dei familiari vada compresa... Un sorriso, ciao :)
 
lunetta_08
lunetta_08 il 22/05/19 alle 09:54 via WEB
È un argomento difficilissimo da affrontare, perché ognuna delle due scelte può essere tanto giusta quanto sbagliata e, per saperlo, si potrà solo valutare a posteriori. Credo che ogni persona debba scegliere prima quali trattamenti accetterebbe se si trovasse in condizioni vegetative, perché è troppo gravoso prendersi una simile responsabilità per terze persone. Buona giornata, cara.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 22/05/19 alle 17:34 via WEB
Ecco perché sarebbe importantissimo fosse applicata la legge del testamento biologico. Leggevo che circa i 3/4 degli italiani sono favorevoli.
Abbiamo casi eclatanti e amaramente ci tocca dire che anche accompagnando con il cuore pesante fuori confine dove l'eutanasia è pratica legale il malato che sceglie la morte allo stato vegetale, ti ritrovi con accuse e rinvii a giudizio: non servono i nomi di questo tristissimo fatto, vero?
Buona serata, un sorriso :)
 
eric.trigance
eric.trigance il 23/05/19 alle 09:08 via WEB
Abbiamo questo problema oggi in Francia con il caso Lambert che divide l'opinione. Non è facile. Bella giornata a te Elena.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 23/05/19 alle 18:18 via WEB
Certo che non è facile. E' una scelta difficilissima.
In qualche modo pensavo anche al caso di Lambert. Un sorriso :)
 
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