Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Tasse pazze

Post n°648 pubblicato il 21 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Mi ci gioco tutto che almeno una volta nella vostra vita avete protestato, vi siete lamentati o avete maledetto le tasse. Perché nessuno sente l’amor di patria quando si tratta di pagare le tasse. Vero che c’ho azzeccato?

Quello che lasciamo allo Stato , per decenza, non è scrivibile.

Bastassero le 200 che paghiamo sarebbe già tanto e invece no!

C’è la tassa sui gradini d’ingresso sulla via comunale e quella sull’ombra di tende  che invade il suolo pubblico. 

C’è la tassa sulla disoccupazione e quella per la partecipazione ai concorsi pubblici

C’è la tassa sul morto richiesta per il rilascio del certificato di constatazione di decesso e quella sulla dispersione delle ceneri.

C’è la tassa sulle invenzioni che si distingue in due imposizioni:  per la domanda di registrazione del brevetto e  per il mantenimento in vigore del brevetto.

C’è la tassa sui permessi della raccolta dei funghi.

C’è ancora un elenco lunghissimo, ma qui mi fermo perché  sulle  tasse pazze c’è anche chi sta messo peggio di noi.


Il 1 ° giugno 2018, l’Uganda ha introdotto - primo Paese al mondo -  una tassa sui social media: per usare siti e app come Whatsapp, Facebook e Twitter i cittadini dovranno pagare 200 scellini cioè 5 cent di euro al giorno.  
Mi sfugge però a  chi le versino... comunque  lo facessero in Italia risolleveremmo il debito pubblico!

Sei svedese e vuoi chiamare tuo figlio Ikea o Carlo Gustavo o Sibylla Louise non puoi farlo se non hai l’ok dell’agenzia fiscale perché mai sia usare nomi strani o dei reali : quindi,  tu, genitore, potresti   essere multato con 5.000 corone , circa 500 euro

Se un cittadino statunitense ricava un reddito illegale, fosse anche una “tangente”, la legge federale pretende che ci paghi le tasse, non solo, ma quell’entrata illecita sia denunciata come parte del proprio reddito . Della serie evado, ma pago.

Sei cittadino danese che produce latte e pensi che le nubi di gas che respiri provengono da autostrade trafficatissime o da camini di industrie sviluppatissime?
 Bene, sbagli di grosso perché studi recenti dell’UE  hanno infatti dimostrato che il metano rilasciato dalle mucche che digeriscono lentamente il foraggio, può incidere tra il 10% e il 18% sulla quantità di gas serra europei, perciò  pagherai  100 euro di tassa per ogni mucca che hai nella stalla.

Quale sia la più assurda non so sceglierlo, ma riconosco come grande verità che la forza dei governi è inversamente proporzionale al peso delle imposte; che le promesse di ieri sono le tasse di oggi.

 E soprattutto che bisogna prendere il denaro là, dove si trova: dai i poveri.
Hanno poco ma sono in tanti.


























Fra tutte le tasse che paghiamo ce n’è una o più di una che togliereste?

E qualcuna che invece aggiungereste?

 

 
 
 

Notte prima degli esami

Post n°647 pubblicato il 16 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

O meglio giorni prima dell’esame.
Sono quelli che sto vivendo.
Da mamma osservo le mie maturande alle prese con le tesine, con gli argomenti da studiare, da ripassare o da approfondire. Libri sparsi ovunque. 

Faccio un tuffo all’indietro di 30 anni: un’era geologica fa e rivedo me diciottenne.

Mi è rimasto un gran bel ricordo di quell’esame.
Una giusta dose di adrenalina, ma nessuna  camomilla.

Si studiava meno, sono pronta a giurarlo!
Il voto era in sessantesimi; non c’era la terza prova;  non c’erano neppure i crediti; non c’era internet, ma il Bignami era un prezioso alleato; c ’era solo un commissario interno che poco poteva di fronte ai 3 esterni sconosciuti.

Il giorno prima degli scritti  andai in piscina e non toccai libri, né vocabolari.
Agli orali fui  fra gli ultimi  : i professori erano sfatti  dall’afa e cotti di argomenti.
Qualcuno s’accendeva la sigaretta. Fu un’interrogazione indolore.
Quella sera di estate calda e cangiante,  noi della 5°A   ci stendemmo su un prato a guardar le stelle e con la chitarra e i bonghi  cantammo La vita è adesso  aspettando  che sorgesse l’alba.

Preludio di un nuovo inizio, ma anche degna conclusione di 5 anni importanti.


E intanto facevo scorrere lo sguardo sui loro visi  un po' stanchi  ma  sereni.
Consapevoli  che comunque è finito un percorso e che se ne aprirà un altro che si chiama futuro:  lì ci ripongono aspettative e speranze.























Amaramente, non  le invidio proprio , perché noi, allora, un sogno ce l’avevamo e riuscivamo a realizzarlo.



Vi va di raccontarmi della vostra maturità o di qualsiasi altro esame che ricordate con affetto o come incubo?



 
 
 

Se lo conosci (non) lo eviti

Post n°646 pubblicato il 13 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Parrebbe una tristissima realtà: anni di campagne di sensibilizzazione per poi trovarsi a leggere numeri sconfortanti.

Secondo uno studio dell'istituto superiore di sanità in Italia 130.000 cittadini sono sieropositivi.

Uno su cinque non sa di esserlo e la maggioranza dei nuovi casi deriva da rapporti non protetti.

6.000 sono già in fase avanzata.

Oggi rimbalza la notizia del 36enne di Ancona, sieropositivo da 11 anni, che avrebbe contagiato in malafede  non solo la compagna, ma - stando ai dati riportati- almeno due centinaia di donne con cui avrebbe avuto rapporti  occasionali e non protetti.

Un killer del sesso : non il primo  ma speriamo l’ultimo.

Posto che di fronte a  un atto criminale, perché è criminale,  la castrazione irreversibile non sarebbe neppure  pena sufficiente, mi chiedo e vi chiedo:

come è possibile che una donna, una ragazza,  anche se presa dal fuoco della passione,





















disincantata e informata , accetti di far sesso allegramente senza precauzioni di sorta con uno sconosciuto?


… in tutta questa tragica vicenda penso alla sua compagna
perché non credi , non puoi credere , che il tuo compagno che dice di amarti,
ti contagi di una malattia così severa che non perdona…

 

 
 
 

(C2H4)n

Post n°645 pubblicato il 09 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Una delle tante formule per definire l’immensa categoria della plastica.
Che è entrata prepotentemente  nell’uso quotidiano.
Anche nell’abuso perché  è una sostanza  assolutamente non biodegradabile che si trasforma, al limite, in pezzetti di plastica più piccoli.

Contaminanti, come il mercurio, entrano nella catena alimentare: cioè noi portiamo in tavola il cibo fresco, ma tossico.

Ogni anno ci troviamo a contare e ad allarmarci per i danni ecologici irreversibili  che abbiamo creato.

Ciò che galleggia è l’infinitesima parte di ciò che sta sul fondale, intossicandolo.

























Oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici entrano ogni anno negli oceani  e nei mari uccidendo centomila animali fra tartarughe e uccelli, pesci , balene e delfini.
Aveva fatto notizia il cetaceo  norvegese, spiaggiato,   nel cui  stomaco si trovavano 30 sacchetti di plastica e imballaggi lunghi fino a 2 metri e mezzo.

E che dire della Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica nel Pacifico con i suoi 100 milioni di tonnellate di rifiuti e dove non c'è un solo centimetro quadrato di superficie sul quale si possa camminare?
Pulirla, secondo gli esperti,  non risolverà il problema.

 

Ridurre la nostra dipendenza dalla plastica sarà una delle sfide ambientali che ci attende:  il motto per tutti è #BeatPlasticPollution , l'hashtag scelto per la Giornata per l'ambiente 2018 e le iniziative in programma sono parecchie e lodevoli.

Come sarebbe bello se bastasse una giornata a sensibilizzarci.
 La raccolta differenziata è civiltà e doverosa pratica.
Potremmo impegnarci a rifiutare cannucce, posate e piatti di plastica,a portarci da casa le buste di tela per la spesa.
Sappiamo tutti però  che il problema spiaggia pulita, mare pulito, oceano pulito è solo la punta di un iceberg.

Amaramente, pensare di ri_ pulire il mare non è sostenibile:  quando il danno è fatto,  non sempre si trova il rimedio.

Sinceri, sinceri…
... guardatevi intorno.
Quanti oggetti di plastica colorata chimicamente contate in un raggio che dista da voi  3 metri?
Quanto uso di plastica fate nel vostro quotidiano?

E intanto aspettiamo il 21 giugno :
zoologi, biologi, scienziati scatteranno un’  istantanea  sulla salute degli oceani

 

 
 
 

Me gusta mucho! :)

Post n°644 pubblicato il 07 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

E non perché Pedro Sanchez sia guapo tanto da meritare un numero imprecisato di elogi del web femminile e neppure perché, tempo fa, per evitare una crisi del partito ancora più profonda, ha saputo  farsi da parte dimettendosi da deputato senza clamori, quanto invece perché, detto fatto, in poche ore è riuscito a mettere in piedi un governo senza polemiche , senza ostentazioni, senza perdite di tempo. 
Neppure la Germania ce l’ha fatta, anzi! ci ha battuto in lungaggini di tempo,  non certo però in polemiche.

























Per di più  Sanchez ha presentato  un governo in rosa.
11 contro 6: le donne doppiano gli uomini ed occuperanno tutte posti chiave: dalla vicepresidenza, alle finanze, dall’economia alla sanità, dal lavoro alla giustizia.

Nell’anticamera di uno studio, ascoltavo due tipi non troppo vecchi  che parlavano circa così: *  Vedrai che sbalzi umorali, ciclici, lunari del genere femminile  e che beghe che solo una donna al potere e in carriera  sa creare*

Sessismo  e maschilismo d’altri tempi,  pregiudizi e  ignoranza o invece lungimiranza?

Spagna e politica a parte,  vi piacerebbe o trovereste difficoltoso  che il vostro capo fosse donna?

 

 
 
 

Signorsì, Signor Tenente!

Post n°643 pubblicato il 01 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Era il 2005 quando l’allora Ministro della Difesa,  Antonio Martino,  sospese il servizio di leva obbligatoria nato con la fondazione del Regno d’Italia, nel 1861.

Oggi la corrente leghista veneta vorrebbe reintrodurlo rendendolo obbligatorio per tutti i cittadini italiani tra i 18 e i 28 anni e per un periodo di otto mesi.
Però – e in questo caso, mi vien da dire: meno male!  :) - mancano i fondi  per i costi militari, per recuperare le caserme dismesse  e  per addestrare le reclute.

E sempre oggi parrebbe, stando all’indagine dell’Osservatorio sulle Professioni in divisa, che  un giovane su due fosse ancora pronto ad accedere alla carriera militare non tanto per il posto fisso che consente nel tempo di aggiungere stelline alla divisa, quanto perché si direbbe attratto dai valori che la professione esalta.

Comunque sia, erano tanti i ragazzi  che facevano carte false pur di essere esonerati dalla naja, allora.

Per molti  che partivano  tutti senza entusiasmo si è trattata di un’esperienza  che è 'rimasta  dentro' perché il passare del tempo addolcisce i ricordi, anche quelli inutili.

In quelle camerate , raccontano, con i *cubi* ben fatti sono nate amicizie e fra i soffioni delle docce  aperte si condivideva tutto.
Che la pasta fosse scotta o la bistecca una suola di scarpa non era un problema: la fame rendeva squisite quelle pietanze.
Si ripulivano pentoloni e cessi a turno e si camminava per enne ore con gli anfibi anche a 40°C all’ombra  e con le vesciche.
Si stava sull’altana zitti e muti  perché l’attacco nemico non doveva trovare impreparato il plotone   inventando qualsiasi escamotage  perchè  gli occhi  non si chiudessero dal sonno.
Allo squillare della tromba si scattava in piedi e dopo l’adunata  iniziava la giornata fatta di regole.
Nessun vizio, nessun capriccio.
Nessuna distinzione: veneti e sardi, pugliesi e abruzzesi, liguri e campani tutti vestiti uguali in fila a dire: Signorsì! Signor Tenente.
E a temere lo Stia punito!

 











































<<È urgente nel nostro paese reintrodurre la leva militare
per dare una formazione corretta ai giovani italiani.
I quali è da molti anni che
hanno completamente perso di vista i veri e sani valori della vita. […]

hanno perso totalmente il rispetto verso gli altri, non riconoscono più nessuna regola […], vivono come dei parassiti nella società.  […]
è consigliabile un po’ di naja per raddrizzargli la spina dorsale […]
per insegnare ai ragazzi che cosa significhi rispettare
le gerarchie, l’educazione,
 
il sacrificio, le regole, l’onore e come si rispetta il prossimo.

La leva obbligatoria non serve per creare guerriglieri, ma uomini con la U maiuscola.>>

 

 

 Siete d’accordo con questo pensiero tratto da un blog de Il corriere.it ?

 

 
 
 

Via etere appaga e l'ignoranza è servita

Post n°642 pubblicato il 30 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 


Mai come oggi pare che gli


































denotino  forza, carattere, capacità critica e padronanza verbale.
Se poi avviene dietro un monitor e si espande nell’etere ci si sente appagati quasi quanto  dopo un orgasmo goduto in fretta e furtivamente.
Non importa a chi sia destinato, importa solo irridere, attaccare, offendere una persona, chiunque essa sia,  e la sua dignità.
E’ più facile offendere che muovere critiche o obiezioni pacate da cui potrebbero nascere scontri ma anche confronti e talvolta, per quella strana parola che si chiama compromesso, anche un incontro.
E’ quello che avrebbe potuto avvenire a un' impiegata  di Forlì.
Era il 2012 quando su FB , forse presa dalla rabbia o forse dalla mania di condividere tutto, scrisse contro il suo datore di lavoro.
Il contenuto probabilmente di per sé non era così pesante: capita a tutti di non essere contenti di eventuali incarichi affidatici.
Lei però usò espressioni volgari e inequivocabili.
 
Lo sfogo  sulla piattaforma più cliccata fu visto dal legale dell'azienda, tra l’altro suo 'amico' nel web.
Così due giorni dopo alla furbissima dipendente arrivò una lettera di contestazione e a fine mese il licenziamento.
Il post  del reato fu cancellato. Allora lei decise di rivolgersi al tribunale del Lavoro.
A distanza di 6 anni, dopo che in primo grado e  in appello i suoi ricorsi furono respinti , la Cassazione, finalmente, ha stabilito senza più deroghe equo il licenziamento.

Pensate anche voi che se fosse stata meno scellerata, più educata, più civile, se non avesse usato insulti avrebbe ancora  il lavoro e non avrebbe dovuto accollarsi, oltre che lo stress,  pure le spese legali?

Tante volte l' ignoranza fa 'sti scherzi.

Spiace solo che fra  le maglie della rete  non tutti gli insultatori seriali vengano  riconosciuti e paghino per  le ingiurie insolenti e villane.


 

 
 
 

Loro ci stanno a guardare

Post n°641 pubblicato il 27 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

e intanto ridendo disegnano



















*No, non è accettabile che ci ridicolizzino così  diceva lei
- noi a casa loro mica ci mettiamo il naso.*

*Ma che dici? Siamo noi che ci auto ridicolizziamo e diamo loro lo spunto per deriderci così.*

Mentre la seraficità di Mattarella, tenuto in scacco da non uno ma due quasi leader e un premier  incaricato , viene messa a dura prova perché gli hanno dato in mano la patata bollente sul nodo Savona, ha ragione lei  a pensare che siano vignette  quasi oltraggiose nei confronti dell’Italia?
 

E se pensate come lui, che   ,   non ci sia oltraggio, quale copertina rappresenta secondo voi  di più i nostri giorni?

 

 
 
 

Dal Regno Animale alla realtà

Post n°640 pubblicato il 25 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 




Spesse volte la Natura e le sue leggi ci inducono a riflettere.

In questo video, in 30 '' il Regno Animale insegna:

 che la legge del più forte vale sempre?

 che il più debole soccombe per tutto e a tutti?

 che c'è più coraggio e intelligenza a mollare la presa per istinto di sopravvivenza o a   ostinarsi a trattenerla?

 
 
 

Aver 40 anni e...

Post n°639 pubblicato il 22 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

... nulla di fatto

E' questo grosso modo il bilancio della legge 194.
Era il 22 maggio 1978 quando si sanciva il diritto all’aborto non clandestino  ed era il 1981 quando,  con il fallimento del referendum abrogativo, la legge avrebbe dovuto trovare applicazione.














Invece è una legge e sarà una legge boicottata da sempre.
Solo l’Emilia Romagna e il Lazio pare incentivino e favoriscano la somministrazione della pillola RU486 al posto dell'intervento chirurgico.
In Italia il 70% dei medici è obiettore e in  reparti di ginecologia non entra il giovane medico che non obietta.
In alcune regioni si arriva addirittura al 100%.

E non perché la donna decida di non interrompere la gravidanza, ma perché va all’estero ad abortire, con il bene placet dell’intera società.

Se a questo aggiungiamo la progressiva chiusura dei consultori, allora vien da pensare che stare là scritta sulla carta per 40 anni ed avere un successo così equivalga a un fallimento senza eguali.

Eppure,  all'epoca una laureanda in ginecologia , scriveva:
"Ci fu subito chiaro che le donne avrebbero smesso di morire. Maestri ginecologi ci raccontavano delle donne che morivano di aborto clandestino, spesso praticato dalle famose mammane. Nascoste in casa con la febbre, arrivavano in ospedale già in setticemia perché avevano subito la perforazione dell'utero."

Dopo il cartellone rimosso con frasi choc «Aborto prima causa di femminicidio»,  ecco spuntare il camion vela corredato da un manifesto prolife  che passerà,  partendo dal Trentino,  per 100 città  con lo scopo di  suscitare clamore mediatico far presa sulle coscienze.


Davvero le donne sono padrone della loro vita e vivono in una società libera e laica?

… a me  sembra che si faccia di tutto per affermare il contrario…


Davvero si pensa che una donna interrompa una gravidanza per gioco e che sia una scelta a cuor leggero?
 

 
 
 

Da sirena a bomboniera, da Barbie a fatina

Post n°638 pubblicato il 20 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Poco importa : la caratteristica principale è che si tratta di un abito bianco, lungo, ricco, da sogno, diverso da tutti gli altri, in grado da far sembrare colei che lo indossa assolutamente speciale e diversa da quello che è tutti i giorni.

Oggi, all'indomani del matrimonio più atteso dell'anno,  assillati dalle immagini del  look di Meghan, come non pensare ai vestiti da sposa e a come si sono evoluti negli anni?

Per gli antichi greci  era una lunga tunica di puro lino bianco abbellita da un cordone annodato in vita.
Anche a Roma l'abito era  bianco e veniva corredato da un mantello. capelli erano raccolti in sei trecce trattenute da fiori di grano, mirto e rosmarino

La sposa del Medio Evo si vestiva di rosso con  velluti, broccati e damasco: tessuti che definivano quanto le famiglie fossero benestanti.

Poi, negli anni '20, con Coco Chanel, nacque la concezione di indossare l'abito per il giorno delle nozze, senza riutilizzarlo in altre occasioni.
Era rigorosamente bianco e con strascico. Sul capo si indossavano cuffie, turbanti arricchiti da piume e pietre preziose.

Però le guerre erano alle porte e anche le pomposità si smorzarono, così  la moda si fece meno ricca di sfarzi e decori, tanto che molte spose furono costrette a noleggiare il vestito.

Con il  boom economico degli anni '50  tornarono nuovamente in voga i decori, i tessuti pregiati e le creazioni sartoriali.
Una moda che durò negli anni e che metteva in evidenza le spalle, esaltando il décolleté e il punto vita stretto  accentuato da gonne ampie. Il velo era  accessorio  immancabile.

Gli anni ’80 furono anni di eccessi e anche la moda ne subì l’influenza: si esagerò con i volumi, con le maniche a sbuffo,  con i fiocchi troppo vistosi e  con i colori azzardati.
Una moda che durò giusto un decennio perché dagli anni ’90 il mercato propose un ritorno al vintage e ad una moda più contenuta.

E oggi i modelli disegnati e suggeriti sono infiniti.
Ci si spende una quantità di tempo imprecisata per scegliere l'abito, altrettanto impegno per scegliere l'acconciatura e il make up  e  ci si lascia una cifra a molti zeri , ma quel giorno non ha prezzo.

Per tutte è un sogno che si realizza.






















Per molte il vestito da sposa è fascinoso: anche lui fa parte della festa.

Per altre è un ingombrante adornarsi per sfilare in mezzo agli invitati perché così vuole la tradizione.

Che quello sia o dovrebbe essere un giorno unico e irripetibile, ci sta.

Ma  doverosamente bisogna sembrare perfette e artefatte come sirene, bomboniere o Barbie  per iniziare una nuova vita?

 

 
 
 

Disinformati e felici: una scelta di sopravvivenza?

Post n°637 pubblicato il 17 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

"Non immaginate quanto stia meglio da quando  mi sono imposta  di non  leggere i giornali , nè di seguire i TG. Solo tragedie e bugie. Cronaca nera e società allo sfacelo.
Meno angoscia, meno rabbia, meno tristezza."


























Così diceva oggi la mia collega.
E visto le notizie che ricoprono i quotidiani, è quasi impossibile darle torto.

Complice la perdita di credibilità verso la professione  e l'onestà intellettuale  del giornalista, ecco il risultato della ricerca condotta dal Reuters Institute di Oxford:

























Vi ci ritrovate in questo grafico ?

O invece pensate che l’essere informati  su ciò che avviene nel nostro tempo sia comunque scelta vincente anche se non sempre sinonimo di leggerezza?

E ancora, esistono argomenti che, leggendoli, vi risollevano il morale?

 

 
 
 

Loro si chiamano Nessuno

Post n°636 pubblicato il 14 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Eppure sono uomini, donne, giovani, sani, forti.
Ognuno di loro ha una storia alle spalle e  la voglia di vivere.
Sono la forza che traina il Paese.
Quotidianamente però  c’è qualcuno di loro  che muore svolgendo il proprio lavoro
 Il gravissimo incidente accaduto ieri alle Acciaierie Venete  dove 4 operai sono stati investiti da una colata  di acciaio incandescente  a 1600° è l’ultimo di una drammatica serie che dall’inizio dell’anno ha colpito il Veneto, ponendolo al primo posto  non solo per incidenti ma anche per morti sul lavoro:  29 incidenti mortali avvenuti dall’inizio di quest’anno.
Di loro, due lavoratori versano in condizioni gravissime  con ustioni  tutto il corpo;  il  terzo è rimasto ustionato sul 70%.

Non va tanto meglio in Emilia e neppure in Lombardia, mentre dal primo gennaio sono 255 i morti sui luoghi di lavoro in tutta l’Italia.

 Non è assolutamente accettabile che il lavoro da fonte di vita e – sarebbe auspicabile – anche  di realizzazione della persona si trasformi in causa di morte e/o  di invalidità.

Sono tragedie che spesso vengono commentate come una tragica fatalità, relegando loro trafiletti o prime pagine ma nulla di concreto  pur sapendo benissimo che sono il frutto di gravi lacune sul fronte della sicurezza aziendale, agricola, d’impresa perché loro, quelli che giacciono là sul campo di battaglia quotidiana si chiamano tutti Nessuno.























Leggendo di queste notizie mi sono imbattuta nel commento riportato da un lavoratore.
Dice così:

 

Ormai siamo carne da macello siamo tornati in dietro di 100 anni o più
dove si mandava a morire nelle miniere gli uomini e i loro figli,
ringraziamo chi stà sopra alla piramide in nome della globalizzazione
e visto che nei paesi asiatici la vita vale meno di quella di un cane
ci stanno costringendo ad adeguarci ad un sistema lavorativo di schiavitù senza diritti
e stipendi da fame basta vedere tutti i sacrifici e le lotte dei nostri genitori e nonni, bruciati nel nome del pil e della globalizzazione e dell'Europa,
non esistono più giorni di riposo nemmeno la festa dei lavoratori viene più rispettata ,
non esiste nemmeno più il nostro Dio si lavora di Domenica,
a Natale a Pascua di notte e di giorno
il tutto per un pugno di briciole senza scala mobile con stipendi fermi a 30 anni fà
con contratti da pagliacci del circo equestre
e tutto questo che ci viene fatto ingoiare con la forza contro la propria volontà.

 

Che rispondereste a questo lavoratore?

Ve la sentireste di dirgli: " Beato te che almeno uno straccio di lavoro ce l’hai e non sei un disoccupato?"


E ancora, i sindacati che parlano e declamano nelle piazze dove sono quando servono , cosa fanno, per chi tifano e chi tutelano?

 

 
 
 

Pastrocchio all'italiana?

Post n°635 pubblicato il 13 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Di baci ne ho visti dipinti tanti.

Famosi, colorati, emblematici, raccontati sui libri e custoditi nei musei attirando turisti e amanti di cultura.

A me, profana di arte, qualcuno ha evocato emozioni, altri mi hanno lasciata indifferente.

Su quel bacio colorato su un muro da un artista senza fama però mi soffermai .
Non tanto per la provocarietà o per l’ironia che conteneva. E neppure per le polemiche che suscitò.


























In quel bacio, all’indomani delle elezioni, ci lessi una sorta di premonizione.
Mi dissero che ero  fuori strada perchè mai e poi mai avrebbe potuto verificarsi una simile situazione fra due forze politiche così diverse.

Lo immortalai in un post://blog.libero.it/Edelweiss12/13646563.html

Oggi a distanza di mesi , troppi per una Nazione che vuole essere credibile,  dopo enne consultazioni e infiniti quanto improbabili scenari,  e all’indomani della riabilitazione politica-pubblica di Berlusconi  quasi a slegare Salvini da ogni vincolo, sventando così  la probabilità di nuove elezioni,   quel bacio è lì a testimoniare tutta la sua vericidità.

Che dite, pastrocchio all’italiana o contratto di stabile e seria governabilità?

 

 
 
 

Si chiama(va)no tutti Pietro

Post n°634 pubblicato il 19 Aprile 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

... ma non sono mai tornati indietro.
Sono quei libri e quegli oggetti che abbiamo prestato e che li abbiamo dati per dispersi.

Al punto che abbiamo considerato  sia meglio regalare  piuttosto che prestare:  costa più o meno lo stesso e non proviamo il rammarico delle cose perdute.

Una mia amica ha giurato a se stessa che mai e poi mai avrebbe prestato ancora qualcosa a chicchessia da quel giorno in cui il suo golfino prezioso prestato per un’occasione elegante è stato macchiato indelebilmente.
Quell’altra ha perso un’amicizia perché i soldi prestati non si chiamavano Pietro e non li ha più rivisti.
A lui la macchina è tornata indietro integra, ma bella sporca.

Totale mancanza di rispetto per un qualcosa che appartiene ad altri.

Io?
Ho prestato libri, vestiti e pentole... anche pc: qualcuno non s’è chiamato Pietro, altri invece sono ritornati sani e salvi.  E puntuali.

A me non piace chiedere in prestito: faccio mia la frase di Hemingway secondo cui

                         prima si chiede in prestito. Poi si chiede l'elemosina.

Ed è un po’ quello che mi sta succedendo da una decina di giorni a questa parte.


























Ho rotto il mio vecchio, vecchissimo, affezionatissimo  pc.
I tecnici di casa non trovano il guasto e il tecnico di professione promette e non mantiene.

Quindi per oggi  elemosino un pc…  

E’ una grossa concessione quella che mi fanno…
Il pc è strumento personale da non prestare o da prestare con parsimonia.
E con altrettanta parsimonia va chiesto.

 

Voi che rapporto avete con i vostri oggetti?

Siete ben disposti a prestarli o preferite di no?

 

 

 
 
 

L'oro del podio brillerà di nero lutto

Post n°633 pubblicato il 09 Aprile 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Quando apro il giornale, leggo sempre le pagine dedicate allo sport.
Vi si parla infatti delle imprese compiute da uomini e donne e delle loro vittorie.
Mentre la prima pagina parla, in genere, dei loro fallimenti.

Earl Warren

Fino a ieri di Michael Goolaerts non sapevo nè il nome e neppure l’esistenza, oggi rimbalza tristemente fra le pagine dei giornali.
A breve sarà solo un nome noto ai fans.
Eppure era un uomo. Un giovane uomo.
Uno sportivo.
Una promessa del ciclismo o un campione o un probabile

https://youtu.be/RJrne3B4dQY

 

Colpisce, guardando il video,  il numero di atleti in competizione l'un con l'altro passargli accanto pedalando, forse guardano il ciglio della strada, o forse no, ma proseguono fregandosene che uno di loro sia a terra, con le braccia aperte e gli occhi sbarrati.

Si potranno aprire tutte le indagini del caso, ma nella Parigi-Roubaix a perderci è il valore dello sport.

Il traguardo sarà tagliato dalla bieca indifferenza e sul podio l'oro della coppa brillerà di nero lutto.




 

 


























Che la sana competitività  faccia parte dello spirito dello sportivo, è cosa sana e giusta, ma fino a che prezzo vale una vittoria?


 
 
 

Come uno scacco matto in agguato

Post n°632 pubblicato il 05 Aprile 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il fatto: Tre sorelle padovane stavano viaggiando in auto verso l'ospedale di Vicenza, dove una quarta sorella era in fin di vita. A meno di un chilometro dall'ospedale vicentino, l'auto su cui viaggiavano ha avuto un tremendo schianto che ha visto coinvolti più autoveicoli. Una delle tre sorelle ha perso la vita. Un’altra  è molto grave ed è ora ricoverata in rianimazione. Alla terza è andata meglio: dopo essere stata estratta a fatica dalle lamiere contorte è ricoverata per ferite ma non in pericolo di vita.
In quello stesso ospedale e in quegli stessi minuti, la quarta sorella che stavano andando a trovare è morta, dopo una lunga degenza causata anche in questo caso dalle conseguenze di un incidente stradale.


Beffardo il destino.
Casualità della vita.

Tragica notizia di cronaca locale che induce a riflettere: come su  una scacchiera muoviamo le nostre pedine sapendo che lo scacco matto è sempre lì, in agguato e c'aspetta là dove meno ce l’aspettiamo?
























E siccome oggi mi sento particolarmente filosofica  ,   ci credete alle strane - positive o negative-  coincidenze del d
estino?

 
 
 

Come non ci fosse domani

Post n°631 pubblicato il 03 Aprile 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Gli brillavano gli occhi ieri mentre "pociava" nel pinzimonio ovi e sparasi, una delle tradizioni venete da rispettare a Pasquetta.
Già s'era gustato due porzioni di lasagnette con punte d’asparago di campo, ancor prima  un antipasto di quinoa, funghi, zafferano e verdurine. Non sazio, masticava con lussurioso piacere quel che era rimasto delle colombe, del cioccolato e delle portate esibite a Pasqua.
Piluccava lei: qualche boccone di colomba da confrontare con la fuassa, una focaccia tipica veneta e morbida, alcuni  involtini salati, delle costine di carne, due forchettate di lasagne. Il tutto intervallato da bocconi di  uova e asparagi.
Quell’altra non sapeva rinunciare ai tortini di quinoa a cui aveva sciolto sopra una quantità lodevole di formaggi fusi da farci la scarpetta con polenta e sugo d’arrosto.

*Mai sia gettare il cibo!*  Dicevano tra un deglutire e l’altro.
Nessun problema alimentare, il loro, ma solo la ferma convinzione che il cibo – e il buon vino- facciano buon sangue perciò non si curavano dello stomaco che reclamava spazio e neppure della cinta dei pantaloni che stringeva quasi volesse scoppiare.
Abbuffarsi, come non ci fosse domani,  vuol dire fare festa, sentenziavano.




























E considerando che gli italiani hanno speso complessivamente oltre 1,2 miliardi di euro per imbandire le tavole a Pasqua non è un'eresia il loro pensiero.

Perché il cibo è un piacere. Quasi un orgasmo dei sensi.
E a tavola, come a letto,  non s’ha mai da fare i conti … a nessuno.
Ognuno fa e mangia secondo le proprie voglie.

E mentre, esausti da tanto bendiddio, speravano in un amaro digestivo lei chiede:

*Ma voi mangiate per vivere o vivete per mangiare?*

... e io lo chiedo a voi…

 
 
 

Paese che vai, Pasqua che trovi

Post n°630 pubblicato il 30 Marzo 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 


Le tradizioni appartengono a tutti i popoli e mai come nelle feste canoniche vengono riscoperte e rivissute.

Loro festeggiano la Pasqua così:






E voi, attenti alle tradizioni o spartani e improvvisatori?

Comunque sia:


Potremmo diventare persone mature e molto sofisticate...
ma non potremmo mai rinunciare alle uova di cioccolata.

Immaginate lo stupore che proverete trovando un ciondolo di plastica scadente
al posto del solito portachiavi di gomma appiccicosa rigorosamente made in China.

 

Ahimè! Ahivoi!
E’ qui che si riscoprono i valori più alti:
colesterolo, transaminasi, glicemia.



 Buona Pasqua a tutti...

...anche a quelli che trovano sempre il pelo nell'uovo!

 

 
 
 

Habemus Ficum, Casellatam et...

Post n°629 pubblicato il 24 Marzo 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

...murales



 


















Che insieme a consensi o dissensi, applausi o critiche per le due nomine ai vertici dello Stato fa discutere.
Qualcuno vorrebbe all'istante  rimuovere il graffito.
 


Avvezzo a disegnare con baci la politica italiana, Salvatore Benintende in arte Tvboy, palermitano di nascita e milanese di adozione è l’autore del murales.
Nel frattempo il suo profilo Facebook è stato oscurato.

 

Che dite, 'sto artista con le sue matite è un premonitore di quel che avverrà?

  O

un semplice provocatore da stroncare e oscurare perché ridicolizza l’attuale bordellum  della politica italiana?

 

 
 
 
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