CHI COME ME…

quelli come come METRONAPOLI

Chi come me è abituato a svegliarsi prima dell’alba per andare a correre e a scendere di casa poco dopo le sette per recarsi in auto a lavoro, fino a quando non sarà costretto a dover andare in ufficio con i mezzi pubblici, difficilmente si renderà conto di quante persone verso le sei del mattino già affollano le fermate di autobus e treni per iniziare la propria giornata.

Chi come me è abituato a rientrare a casa poco dopo le sei del mattino da una seduta di allenamento per infilarsi sotto la doccia, difficilmente immaginerà che in quel preciso istante in cui l’acqua scorre sul proprio corpo per cancellare via i segni della corsa, centinaia di persone si accalcano alle porte di un treno o di un autobus: uomini, donne, ragazzi di ogni età e nazionalità nello stesso momento in cui esco dalla doccia e indosso l’accappatoio, soddisfatto per aver iniziato la giornata facendo una tra le cose che più mi piacciono, già sono in strada per dare un senso al proprio esistere; per porre le basi del proprio futuro in una società dove il futuro, soprattutto per i giovani, è praticamente un miraggio.

Chi come me, pur potendo starsene a letto fino alle sei del mattino, si alza a notte fonda per andare a correre, solo quando sarà costretto a dover scendere a sua volta con le tenebre per recarsi a lavoro avrà modo di apprezzare l’umanità.

Le auto incolonnate dalle sette del mattino sulla tangenziale, cui egli si accoda con la propria da più di trent’anni per andare in ufficio, testimoniano l’esistenza di un’umanità inconsapevolmente privilegiata essendole concesso il lusso di spostarsi di casa con un certo agio. Viceversa la fila di gente sulla fermata della metro alle sei del mattino certifica che a molti non è concesso nemmeno il privilegio di alzarsi con comodo dal letto, fare colazione con i propri cari o guardare il TG mentre sorbiscono il caffè.

È a costoro che dovrebbe rivolgere con la mente un rispettoso buongiorno chiunque come me è abituato a scendere di casa all’alba per andare a correre, passeggiare o fare sport. Un’umanità costretta a fare enormi sacrifici per dare un senso al proprio esistere, senza escludere che alla fine in molti subiscano l’umiliazione di uno stipendio da fame.

Un conto è sentire parlare del suo esistere per interposta persona, altro è incrociarla, quest’umanità, per strada, imbacuccata nei cappotti e nei giacconi per proteggersi dal freddo umido e pungente del primo mattino, come mi è successo questa mattina quando sono sceso di casa presto per andare anch’io a lavoro con i mezzi pubblici.

A tutte queste donne, a questi uomini, a questi studenti, a questi extracomunitari andrà da oggi il mio rispettoso pensiero ogni volta che la mattina scenderò di casa con il buio per fare jogging .

Chissà, forse è per questo che la vita è fatta di alti e bassi. Diversamente non avremmo la possibilità di apprezzare ciò che abbiamo, fosse solo la possibilità di alzarci presto per andare a correre con gli amici mentre la stragrande maggioranza delle persone a quell’ora si sta già preparando per avviarsi alla fermata di un tram per andare a lavoro.

È proprio vero, ci si accorge di quanto si è fortunati solo quando non si è più nella condizione di esserlo.

CHI COME ME…ultima modifica: 2018-12-13T11:01:22+01:00da kayfakayfa
  1. Per chi come me ora è a casa ma continua a svegliarsi secondo i trascorsi ritmi del lavoro, la consapevolezza del privilegio c è sempre stata. Tuttavia avevo sperato che le cose potessero cambiare e che i privilegi potessero attenuarsi almeno in quegli aspetti fondamentali della vita umana. Se ci fossero più pullman, più mezzi pubblici in genere, se la gente venisse rispettata nei bisogni essenziali come il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, al lavoro, potremmo anche passare sopra su alcuni privilegi. Ma la tristezza è grande quando le persone sono trattate come massa informe e la qualità della loro vita non interessa alle istituzioni. Allora il privilegio diventa quasi una offesa ricordando che tutti siamo persone e andiamo curate. Ma il discorso ora diventa troppo lungo…

    • Hai perfettamente ragione, sono riusciti a convincerci che molti diritti in realtà sarebbero dei privilegi. La cosa triste è che in tanti hanno abboccato e continuano ad abboccare.
      Buona giornata.

  2. una volta si diceva ..addà veni’ baffone ..(un detto per augurarsi di migliorare ) ..adesso dal barbiere .si sente dire ….mo’ vene’ o zelluso ! .La vita è un ping pong …..aspettiamo che prima o poi ..la pallina .si ferma nella retina ,,e poi .il nulla !

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