Proibire e schedare, a cinesi e italiani piace così

Stretta sui videogiochi in Cina. I minori non potranno giocare più di tre ore a settimana - Il Sole 24 ORE

Poiché il governo cinese ha a cuore la buona riuscita delle nuove generazioni, ha pensato bene di concedere l’accesso agli under 18 alle piattaforme di gioco per tre ore a settimana, dal venerdì alla domenica; e dal momento che i danni alla psiche non arrivano solo dagli aspetti ludici della vita, ha deciso di schedare gli studenti LGBT dell’Università di Shangai. Il governo italiano, invece, lungi dall’essere dittatoriale, si affida a una sorta di democrazia poliedrica: no al vaccino obbligatorio e sì al green pass, col risultato che i cinesi discriminano coloro che si riconoscono nell’acronimo LGBT, mentre il nostro governo i non vaccinati. Personalmente gli scambi dialettici più proficui li sto avendo con un gruppetto di no-vax, sarà perché in loro intravedo una mentalità meno ovina della maggioranza a cui appartengo.

Proibire e schedare, a cinesi e italiani piace cosìultima modifica: 2021-09-14T09:44:58+02:00da VIOLA_DIMARZO
  1. Sulla schedatura sicuramente è qualcosa di poco edificante per un paese come la Cina che rimane essere la più grande democrazia del pianeta. Voglio augurarmi che schedatura per schedatura, la loro non sia indirizzata ad una discriminazione dei diritti come le schedature tipo “no-vax” laddove ormai con no-vax si identificano in modo generico e di comodo tutti coloro che, anche se vaccinati, si dichiarano contrari a schedature come il Greenpass e dove l’obbligo alla vaccinazione naviga in modo underground con un numero di richiami che da un lato dimostra quanto siano approssimativi i vaccini che miliardi d’individui stanno testando in modo gratuito ed a rischio proprio senza che ce ne sia uno che abbia un’efficacia di nemmeno sei mesi mentre, da un altro lato, la spinta verso l’obbligatorietà mi sembra molto più indirizzata a dare la garanzia ai produttori che il business continuerà anche nel futuro immediato. Il che significa, almeno, altri 10 miliardi di dosi garantite da qui ad un anno. Non male.
    Sulla limitazione ai minori all’utilizzo di piattaforme di giochi sono totalmente d’accordo per due motivi. Primo perché non c’è la possibilità/volontà da parte delle istituzioni di controllare le fonti e l’idoneità dei giochi immessi sul web; secondo perché è evidente che i genitori hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di gestire un tale problema educativo.
    Una limitazione del genere mi piacerebbe venisse introdotta anche per gli over 18 nel paese con la maggior diffusione di microcasinò al mondo. Quel paese dove oltre alle sale gioco non c’è edicola, tabaccheria, bar dove il gioco d’azzardo non sia diventato uno degli introiti maggiori del proprio PIL. Un paese nel quale la ludopatia si cura presso i SERT assieme a tutte le altre dipendenze.

  2. ” laddove ormai con no-vax si identificano in modo generico e di comodo tutti coloro che, anche se vaccinati, si dichiarano contrari a schedature come il Greenpass”; è proprio questo che è successo con la mia conoscente no-vax qualche giorno fa. Le ho detto: io ormai mi sono fatta fregare, ma non firmerei mai un referendum a favore dell’obbligo vaccinale o del green pass; e poi ho aggiunto: non dire a nessuno che non ti sei vaccinata (ha un’attività commerciale) altrimenti…e lei prontamente: ma non ci penso neppure, e poi mi ha portato l’esempio di una cliente-amica che qualche minuto prima era a fumare fuori dal negozio in sua compagnia, e una volta entrate, appena ha saputo che l’esercente-amica non aveva fatto il vaccino, ha messo su la mascherina e l’ha tenuta finché non è uscita dal negozio.

  3. Nel migliore dei mondi possibili, i giochi online non dovrebbero proprio esistere; i bambini dovrebbero giocare sotto casa, al parco, in una qualche area condominiale insieme ai coetanei. A cosa servono i videogiochi se non ad ingabbiare ulteriormente i cervelli? Che strano, ora che ci penso, mi ricordo di un mondo del genere…ma forse l’ho solo sognato.

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