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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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Messaggi di Marzo 2006

Post N° 430

Post n°430 pubblicato il 31 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Utility
Foto di ossimora

Per Chà

Da pochissimo viene teorizzata la sinergia tra economia ed etica.

Ciò si deve all'economista, premio Nobel, Amartya Sen che sostiene che al valore della ricchezza, la quale rimane sempre un elemento base del mercato, debba essere aggiunta anche la felicità, che è un concetto diverso dal benessere.

Una persona è più ricca di un'altra quando è più felice ed ha ottenuto una migliore qualità della vita. La qualità della vita diviene quindi una variabile algebrica nei calcoli economici.

Il mercato è vero mercato quando non produce solo ricchezza ma soddisfa anche attese e valori etici.
Il risparmiatore diviene così controllore delle conseguenze non economiche degli atti e delle azioni economiche.

In Italia il dibattito circa la dimensione etica della finanza sta muovendo i primi passi, anche grazie alle novità normative introdotte con la legislazione sulle Fondazioni bancarie.

L’investimento etico consiste nella selezione e nella gestione degli investimenti (azioni, obbligazioni, prestiti) condizionata da criteri etici e di natura sociale, concetto racchiuso nell'espressione socially responsabile investment usata negli Stati Uniti, o ethical investment, espressione usata in Gran Bretagna.

L'investitore etico è invece colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma vuole conoscere le ragioni di fondo che realizzano questa redditività, le caratteristiche dei beni prodotti, la localizzazione dell'azienda e verificare come vengano condotti gli affari.

Qualche link utile:

 MICROFINANZA

ETICARE

FINANZA ETICA

 MANAGERZEN



 
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Post N° 429

Post n°429 pubblicato il 31 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

                                                    

      Barza...emh


Sotto la villa di Berlusconi, c'è una gran confusione di gente.
Arriva il maresciallo dei carabinieri e chiede a uno dei suoi:
"Appuntato ma che succede?
"Una cosa grave marescia'. Hanno sequestrato Berlusconi,
e se entro due ore non paghiamo 5 milioni di euro,
hanno detto che daranno fuoco al presidente!!!"
Maresciallo:e voi che state facendo?
Appuntato: abbiamo organizzato una colletta!
Maresc.: e fino ad ora quanto avete raccolto?
Appuntato: 5 o 6 accendini e 500 litri di benzina!!

 
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Post N° 428

Post n°428 pubblicato il 31 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

Si l’on brûlait tous ceux
qui font comme eux

dans bien peu de temps hélas

plusieurs seigneurs de France

grands prélats d’importance

souffriraient le trépas. 

Ad un suo comizio, la candidata di Rifondazione, Vladimir Luxuria è stata accolta con striscioni volgar/anacronistici  e lancio di finocchi.

Un  finocchio crudo,lanciato e beccato in testa fa male .
Non  fa bene nemmeno l'insulto "finocchio", che ha origine storica: quando gli omosessuali venivano bruciati al rogo.

Secondo una scuola etimologica il termine "finocchio" proviene proprio da tali roghi: per coprire l'odore nauseabondo della carne bruciata si usava legno di ferula, quello spugnoso prodotto dalle piante di finocchio selvatico oppure aggiungendo alla paglia fasci di finocchio

 Dal tipico odore tutta la popolazione poteva sapere quale tipo di colpa veniva punita.


L’olfatto degli inquisitori era salvo e la coscienza delle anime belle rassicurata .

 


 
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Post N° 427

Post n°427 pubblicato il 30 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Lunario
Foto di ossimora

Mi tolsero dal torpore

del sonno bambino,

un vetro scuro

(opacità di candela)

sottraeva

agli occhi

il chiarore del sole

che vi si sovrapponeva

per farmene scorgere

i contorni:

nitidissimi e anomali.

In un orto muschioso

dalle mura antiche

agghindate

di parietarie vetrose

A.

 Ho appena letto il post di Sandali…ed ho sorriso,accidenti ,ottima prontezza di riflessi ,il dischetto floppy quasi pezzo di archeologia...io a scuola sono arrivata di corsa ed ho smobilitato almeno tre classi ….sul giardino …eclissi…si parziali,meglio a Malta di certo...  ma vale la pena lo stesso;il sole va e viene ed appena esce è tutto un gridarmi attorno..”vogliamo vedere anche noi…”,niente floppy ma c’è un bel caricatore pieno pieno di vecchie diapositive ,due per uno e tutti con gli occhi al cielo a gridare e saltare...

…sappiamo  che alla fine delle eclissi molti popoli festeggiano,suonano i tamburi,esprimono saluti al sole ,danzano…non serve tornare subito dentro!


 
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Post N° 426

Post n°426 pubblicato il 28 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

Tuavi, un saggio capo indiano delle isole Samoa, compì un viaggio in Europa agli inizi del secolo, venendo a contatto con gli usi e costumi del "Papalagi",nome con il quale definì l'uomo bianco.

Ne trasse delle impressioni folgoranti che gli servirono per mettere in guardia il suo popolo dal fascino perverso dell'occidente.

Erich Scheurmann, un artista tedesco amico di Herman Hesse fuggito nei mari del Sud per evitare la prima guerra mondiale, raccolse questo tesoro di saggezza e lo pubblicò.

"Papalagi" è un trattato etnologico sulla tribù dei bianchi, esilarante e atroce...da leggere...

.... noi papalagi...

"Il Papalagi ama il metallo rotondo e la carta pesante, ama introdurre nella sua pancia molto liquido ricavato dalla frutta uccisa, e carne di maiale, bue e altri orribili animali, ma più di tutti ama quel che non si lascia afferrare e che tuttavia esiste: il tempo. Fa tanta scena e discorsi ridicoli, e anche se non potrà mai essere più di quanto non ce ne sia tra l'alba e il tramonto, per lui non è mai abbastanza. Il Papalagi, è sempre scontento del tempo che ha a disposizione, e accusa il Grande Spirito di non avergliene dato di più. Bestemmia contro Dio e la sua grande saggezza dividendo e ridividendo ogni nuovo giorno secondo un piano preciso. Lo spezza proprio come si farebbe con una noce di cocco servendosi di un coltello da boscaglia. Tutte le parti hanno un nome preciso: secondi, minuti, ore. Il secondo è più piccolo del minuto, che è più piccolo dell'ora; tutti insieme fanno un'ora, e sono necessari sessanta minuti, e ancora più secondi, per arrivare un'ora.Questa è una cosa che ho assimilato male, che non ho mai capito bene, perché mi fa star male pensare più del necessario a cose così infantili. Il Papalagi fa di questo un gran sapere.
Gli uomini, le donne e i bambini stessi, che ancora non si reggono sulle loro gambe, portano nei loro panni una piccola e piatta macchina rotonda, che pende sul collo legata a spesse catene di metallo, oppure è allacciata al polso con strisce di pelle, dalla quale sanno leggere il tempo. Questa lettura non è facile. Si fanno esercitare i bambini, tenendo la macchinetta vicino all'orecchio per fargli divertire. Queste macchine che si possono portare facilmente su due dita tese, assomigliano al loro interno alle macchine che sono dentro la pancia delle grandi navi, che tutti voi conoscete. Ci sono però anche grandi e pesanti macchine del tempo che stanno ritte all'interno delle capanne o che pendono dall'estremità più alta delle case, perché possano essere viste da lontano. Quindi dopo che è passata una parte di tempo, due piccole dita che sono all'esterno lo segnalano, e contemporaneamente la macchina manda un urlo, e uno spirito colpisce il ferro che è nel suo cuore Proprio così quando, quando in una città europea una parte del tempo è trascorsa c'é un fragore violento.
Quando risuona questo rumore del tempo il Papalagi si lamenta: "E' duro pensare che è passata un'altra ora". Fa poi una faccia triste, come chi debba sopportare una grande pena, anche se arriva subito un'altra ora tutta fresca. Dobbiamo liberare il povero, il confuso Papalagi dalla follia, dobbiamo distruggergli la sua piccola macchina del tempo rotonda e annunciargli che dall'alba al tramonto c'è molto più tempo di quanto un uomo possa avere bisogno."


 
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Post N° 425

Post n°425 pubblicato il 27 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

IL CAIMANO ha detto:

(...ma il caimano..si mangia i piccoli???)

“Noi vogliamo una Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale. Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Vogliamo aprire agli stranieri che fuggono da paesi dove rischiano la vita o la loro libertà, non vogliamo accogliere tutti coloro che vengono qui per apportare danno e pericolo ai cittadini italiani». Silvio Berlusconi parla a
Radio Anch'io e riprendendo le posizioni di Pera e del suo manifesto teocon sulla supremazia dell’Occidente, svela tutte le sue aspettative razzistiche aggiungendo: «noi vogliamo che questi stranieri si adeguino alle nostre leggi e al nostro modo di vivere».

Niente differenze, dunque. Niente velo, niente kippah, niente cucina etnica, nessuna cultura e tradizione diversa dalla nostra. Il concetto, fatto salvo per l’aspetto strettamente legale, è chiaro: «non vogliamo un’Italia pluriculturale, questi stranieri si devono adeguare al nostro modo di vivere». “

Ma non sa il caimano che gli stranieri si adeguano già moltissimo???(la sensazione è sempre la stessa... lui sa soltanto ciò che gli interessa "privatamente",sia in termini personali che di "captatio benevolentiae "..dei suoi razzistissimi sodali...)

Un piccolo esempio…(…molti altri se ne possono fare …)

NEL TREVIGIANO SONO 600 le attività  gestite da cittadini nordafricani. Prima erano “vù cumprà”,ora commercianti ed informatici.

Non è questo un dato spacciato dal KGB (notoriamente potentissimo in Italia …con televisioni e accesso impari all’opinione pubblica…)ma un dato emerso da un convegno delle camere di commercio del Veneto.

Segnale anche di un interesse crescente verso i paesi arabi dal punto di vista del commercio.(un mercato di 230 milioni di abitanti).

E’ proprio in casa sua che il nord est ha scoperto di avere un imprenditoria straniera vivace e attiva ,capace anche di inserirsi con decisione e convinzione ,in settori difficili.

Stranieri in Italia


 
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Bugiardoni & C. N.1

Post n°424 pubblicato il 25 Marzo 2006 da ossimora
 
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La verità sui numeri delle assunzioni

Il Ministro Moratti si è vantato ancora una volta dei suoi (presunti) meriti sulle immissioni in ruolo (da ultimo sulla newsletter del Ministero). Abbiamo già dimostrato in un documentato dossier che si tratta di cifre assolutamente fantasiose.Il Ministro afferma di aver ridotto il precariato di oltre il 60%, ma i dati reali dicono altro:

i docenti supplenti nel 2001/02 erano 96.000 quest’anno sono 130.000, gli ATA supplenti nel 2001/02 erano 61.000 oggi sono 80.000.

E per il prossimo anno le assunzioni previste (20.000 docenti e 3.500 ATA) non coprono neanche i pensionamenti (dai primi dati: 30.000 docenti e 8.000 ATA) portando il numero di supplenti il prossimo anno alla cifra record di 220.000 ( 50.000 in più del 2001/02).

Con questi dati anziché vantarsi bisognerebbe chiedere scusa a decine di migliaia di precari che lavorano da anni e che solo per il disinteresse del governo non sono stati immessi in ruolo.


 
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Post N° 423

Post n°423 pubblicato il 25 Marzo 2006 da ossimora
 
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Le persone arroganti,pesanti,monocordi,ironiche mai (se ci provano poi è ancora peggio...),supponenti,che si avvoltolano su poche stereotipate idee e ne fanno una questione vitale, autoincensandosi e sentendosi perennemente nel giusto sono patetiche e oltremodo noiose,indi da lasciar perdere.

Ammorbano.

Ringrazio il fato o chi per lui di essere  totalmente  e anche pericolosamente dubitosa e flessibile ,incostante e destrutturata,fluttuante ed in permanente ricerca.

Poi ,peggio del peggio chi difende i suoi egoistici ,minimali interessi ammantandosi di qualsiasi bieca ideologia permetta loro di farlo...sprecano fior di menzogne ,dimenticano dati reali e inconfutabili ,mescolano un po’ di storia passata nel frullino della superficialità e della malafede ,un pizzico di astio acrimonioso ,tanti luoghi comuni e voilà…il piatto ben ripetitivo è servito.

La categoria in questione in genere è zerbino coi potenti e tracotante con coloro che non capiscono .

Servono bene come aggiustamento e verifica semmai..per mettersi a punto...e  continuare a riconoscersi.

Che  ignominia e che noia mortale.


 
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Post N° 422

Post n°422 pubblicato il 25 Marzo 2006 da ossimora
Foto di ossimora

Sabato mattina,mi regalo silenzio assoluto e provo a riprendere contatto con la scrittura al monitor dopo una settimana densa di impegni ,poco raccontata ,anche nel "mio"cartaceo,cosa anomala per me.

Le parole si strozzano in una sottile rabbia sotterranea di plumbea impotenza ,una certa anomia che distacca e disconnette .

Solo la passione e l’interesse forte trovano subito il tono giusto.

 Il distacco è indifferenza al linguaggio,insensibilità alle parole stesse e il timore è che perdendo il contatto con le parole si possa perderlo con gli esseri.

 L’accidia apre il fine settimana ,accidia accidiosa ,voglia di non fare nulla ,di ciondolare senza percorsi e  senza  tracce .

Ho faticato durante la settimana per  non vivere in conflitto,con me stessa soprattutto ,incapace di sopportare le loquele sparse per le giornate .

Il “pensiero catodico” azzera  lo slancio, attraversa impenitente/omologante capannelli e incontri fortuiti,non è  indifferenza ,assolutamente ;un po’ di nausea ,quel rumoreggiare interiore che non vuole (o non sa) approdare proprio a nulla .

Aspetto.


 
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Post N° 421

Post n°421 pubblicato il 23 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

Sprofondo

nell’opalescente

scudo di cui ti proteggi.

Vorrei svelare ,masticare,

 sfibrare,sciabordare,

sguardi,

istanti di cristallo

comprensioni tacite

silenzi gravi –( estenuanti)

sorrisi celati

(morsi di desiderio corrodono la carne)

La primavera ossessiva

 dei verdi teneri e delle piogge violente

armonizza

la voglia di risveglio

squassando la stasi.

A.


 
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Post N° 420

Post n°420 pubblicato il 23 Marzo 2006 da ossimora
Foto di ossimora


Il genere umano

 dispone di una sola

arma veramente efficace:

la risata

Mark Twain


 
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Post N° 419

Post n°419 pubblicato il 22 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Utility
Foto di ossimora

Il capogruppo diessino a Montecitorio, commentando la rabbia di Berlusconi contro un manifestante a Genova, ha detto: «D'altro canto Mangano era lo stalliere mafioso del Presidente del Consiglio... c'era un giro di mafia vicino a lui... e il ragazzo ha quindi toccato i nervi scoperti di Berlusconi

….E TE CREDO!!!!!!!!!!!

Ecco il giro di mafia che gravita intorno a Berlusconi:

Marcello Dell’Utri
. Amico di una vita del premier ed elogiato dallo stesso in numerose occasioni pubbliche, alla sua collezione di condanne (tentata estorsione, frode fiscale e false fatture), l’11 dicembre 2004 aggiunge quella a 9 anni di reclusione, 2 di libertà vigilata, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, al risarcimento dei danni alle parti civili (Comune e Provincia di Palermo) per concorso esterno in associazione mafiosa. Nella sentenza si legge: “la pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici”. Non servirebbe aggiungere altro, ma qualche sua dichiarazione vale davvero la pena.  Il 1° ottobre ’97 afferma: “garantisco che la mafia non esiste… è uno stato d’animo”. L’11 marzo ’99 risponde a Santoro che gli chiede se la mafia esiste o meno citando un boss mafioso: “Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l’antimafia, esisterà anche la mafia…” La stessa sera incorrerà in un lapsus freudiano: “mi processano perché sono mafioso… ehm.. volevo dire siciliano”.

Vittorio Mangano. Due pentiti, il famoso Tommaso Buscetta e Totò Contorno, durante il maxiprocesso, lo indicano come uomo d'onore, appartenente alla famiglia di Pippo Calò e capo della famiglia di Porta Nuova. Nel 1987, nel maxiprocesso di Falcone e Borsellino, viene condannato a 13 anni per associazione mafiosa e traffico di droga. Tra il ’74 e il ’76 è stalliere (senza cavalli) nella villa di Arcore portato da Dell’Utri nonostante una diffida del 1967 lo definisca “persona pericolosa” e abbia già tre arresti alle spalle. Il 19 maggio del 1992 Borsellino dice di lui: “uno di quei personaggi che ecco… erano i ponti le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel nord Italia”. Comunque tutto questo non comporta una benché minima autocritica in Dell’Utri che lo ha presentato a Berlusconi e lo ha introdotto a villa San Martino, anzi: “non vedo niente di strano nel fatto che io abbia frequentato  in questa maniera il signor Mangano, e lo frequenterei ancora adesso" (1° luglio 1996). Intanto il 14 luglio 2000 viene condannato all’ergastolo per duplice omicidio: è l’esecutore materiale degli omicidi di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano. Sconta solo 9 giorni della sua seconda condanna perchè malato di cancro muore il 23 luglio 2000.

Totò Cuffaro. Gran devoto della Madonna e fervente credente, assicura che ogni mattina la prima preghiera va per Berlusconi che lo difende da sempre (o almeno da quando è sotto processo per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra). Il 20 aprile 2003 il procuratore Grasso di fronte alla Commissione Antimafia dirà di avere una “base probatoria fortissima per ritenere che Cuffaro sia una talpa”. Dagli interrogatori di Totò ed altri emerge con certezza che: 1) Cuffaro conosce Ciuro e Riolo, due marescialli arrestati con l’accusa di concorso esterno e rivelazione di segreto d’ufficio, 2) è amico di Aiello, già arrestato per associazione mafiosa, 3) è amico intimo di Borzacchelli e di Mimmo Miceli, due Udc fedelissimi di Cuffaro arrestati entrambi per associazione mafiosa,  4) conosce Aragona (un medico condannato e arrestato per mafia) e Guttadauro (due volte arrestato per mafia e boss di Brancaccio).
Oltre a queste opinabili conoscenze e amicizie, gli inquirenti stabiliscono che: 5) Totò, attraverso Miceli e Aragona, ha informato il boss di Brancaccio Guttadauro che aveva le microspie in casa 6) su richiesta dello stesso Guttadauro Cuffaro ha candidato Mimmo Miceli, uomo di fiducia del boss 7) Totò ha avvisato l’imprenditore Aiello di essere intercettato e sotto indagine.

 Gaetano Cinà. Imparentato con Stefano Bontade, nello stesso processo di Dell’Utri (che conosce da decenni) viene condannato a 7 anni per associazione mafiosa. E’ così intimo del senatore di Forza Italia che il 20 dicembre 1986 al telefono si consulta con lui per un’enorme cassata (“è grossa, è dieci chili…”) da mandare a Berlusconi, e una più modesta a Confalonieri. Quando il 28 novembre dell’86 viene messa una piccola bomba davanti ad una cancellata di una proprietà di Berlusconi, è “Tanino” a dire a Dell’Utri che poi dirà a Berlusconi (senza specificare chi fosse questo Tanino, segno che Silvio sapeva di chi si trattava) che non è stato Mangano perché in quel momento era detenuto. Comunque i giudici l’hanno individuato come il tramite tra Cosa Nostra e Fininvest. E’ morto il 28 febbraio scorso.

 Il giro di mafia intorno a Berlusconi c’è ancora?

 I candidati del suo partito li ha scelti uno ad uno Dell’Utri ...

ed infatti nelle liste siciliane ci sono Giuseppe Firrarello, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa (e poi anche per turbativa d’asta e corruzione) e Gaspare Giudice, imputato dal Tribunale di Palermo anche lui per concorso esterno. Magari il giro non ci sarà più, ma il cavaliere ha sempre mostrato nel migliore dei casi ignoranza e sottovalutazione dell’argomento.

La mafia per lui è lontana: “c’è chi parla anche di mafia, ma per noi del nord la mafia è un fenomeno lontano, senza contare che il 90% dei mafiosi sono in carcere (dato falso, ndr) e quindi la mafia è sotto controllo”.


 
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Post N° 418

Post n°418 pubblicato il 21 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: cinema
Foto di ossimora

Cineforumino… coi ragazzi…

.....già come se non bastasse la pioggia di immagini che gli scaraventiamo addosso ogni giorno ,ne vedono più i bambini di oggi in un giorno che un individuo di appena un  secolo fa  in tutta la sua vita...

 ma è inutile ululare alla luna ,è così ,quindi credo  non sia  male tentare almeno di proporre dei “prodotti visivi”  decenti.

Kirikù e la strega Karabà (regia e sceneggiatura di Michel Ocelot :Musica di Youssu N’Dour)

 è un film d’animazione di buona qualità.

Colori splendidi,natura interpretata  in maniera elegante , piacevolissima ,una fiaba elaborata per prestarsi a numerose letture .

Il regista è occidentale ma ha vissuto a lungo in Africa e la sua è una riflessione sull’immenso continente .

Si è ispirato ad una racconto popolare africano

Il ruolo della donna ,degli anziani nella cultura africana ,il valore inestimabile dell’acqua e… largo spazio al

significato che hanno la musica, il canto, la danza e la festa in quei posti...

 Si canta e si danza in ogni situazione, persino nelle più drammatiche,con ritmi lenti,suadenti lontani da molti dei cartoni “nostrani”,spesso caotici , compulsivi....

Mi è piaciuto. Spero anche ai ragazzi.


 
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Post N° 417

Post n°417 pubblicato il 21 Marzo 2006 da ossimora
Foto di ossimora


CONTRO TUTTE LE MAFIE

  Una grande manifestazione ,oceanica.

Piena di tensione...civile .


 
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Post N° 416

Post n°416 pubblicato il 21 Marzo 2006 da ossimora
 
Foto di ossimora

Governo bocciato sull'ambiente: Ciampi non firma la legge di Matteoli



Governo bocciato sull’ambiente. Il presidente della Repubblica Ciampi non ha firmato il decreto sulla Legge Delega in materia ambientale ossia il cosiddetto "Codice dell'Ambiente" che riorganizza le procedure per la valutazione ambientale strategica(Vas), per la valutazione di impatto ambientale(Via) e per l'autorizzazione ambientale integrata(Ippc). E inoltre detta norme sulla difesa del suolo, la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti e bonifiche, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera, nonchè sul danno ambientale.

Ancora non sono state rese note le motivazioni con cui il capo dello Stato ha respinto al mittente il cosiddetto Codice per l'ambiente voluto dal ministro Altero Matteoli. Quello che è certo è che la firma sulla legge, che doveva arrivare entro domenica, non c'è. A comunicare la “bocciatura” delle Legge delega è stata una nota dal Wwf. A quanto si apprende, Ciampi avrebbe scritto al governo una lettera per fare alcune osservazioni di metodo e chiedere chiarimenti. Secondo alcune indiscrezioni in particolare il presidente della Repubblica avrebbe sollevato una questione di metodo relativa al parere negativo sul testo espresso dalla Conferenza Stato-Regioni e sulla eventualità di un parere del Consiglio di Stato.

Commenti positivi sulla “bocciatura” da tutte le associazioni ambientaliste che avevano dichiarato battaglia contro il testo unico lanciando un appello proprio al presidente perchè non firmasse la Legge. Il Wwf sottolinea «come il provvedimento abbia bisogno di specifici approfondimenti e di una radicale revisione». Mentre per Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, la bocciatura di Ciampi «è il funerale della Delega ambientale»: «Il Presidente della Repubblica -commenta ancora Ferrante- ha ascoltato gli accorati appelli di cittadini, associazioni ambientaliste e enti locali. Il timore di una debacle ambientale, qualora il testo unico fosse entrato in vigore, è arrivato al Quirinale ed è stato fortunatamente accolto ». Sulla stessa linea anche la Coldiretti secondo cui il testo di legge è «confuso, contraddittorio e in palese contrasto con le fonti comunitarie» e «non ha giustamente convinto il Capo dello Stato».

Soddisfazione per il no di Ciampi anche dal centrosinistra. «Ciampi ha fatto benissimo a rinviare alle Camere il decreto delegato sull'ambiente, decisamente inquinante, anche i rapporti tra le istituzioni dello Stato» ha commentato Fabio Mussi, vicepresidente della Camera dei deputati, che promette: «Nella prossima bisognerà rimetterci le mani, profondamente e con tutt'altra filosofia».


 
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Post N° 415

Post n°415 pubblicato il 21 Marzo 2006 da ossimora
Foto di ossimora


“Finchè avremo una casta di oziosi,

 mantenuti dal nostro lavoro col pretesto che essi sono necessari,

essi saranno un continuo focolaio di pestilenza

 per la vita pubblica."

 (M.I.Bakunin) 


 

 
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Post N° 414

Post n°414 pubblicato il 20 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Letture
Foto di ossimora

il caimano

ROMA - Alla domanda - Nanni Moretti c'è o non c'è dentro al suo nuovo film Il caimano? - non c'è risposta ufficiale. Va ricordato che unico documento esistente è l'intervista data da Moretti all'Espresso il 18 agosto scorso, preceduto da la Repubblica del 20 ottobre 2004 che ufficiosamente, ma mai smentita, dette la prima notizia: Il caimano è Silvio Berlusconi e il titolo proviene da un articolo uscito sempre su Repubblica l'11 aprile 2004 in cui Franco Cordero coniò la definizione. Di ufficiale dunque c'è solo che Nanni non è il protagonista del film e che Silvio Orlando lo è "al suo posto". Ma siamo pronti a scommettere, quello che vi pare, che Moretti al suo affezionato pubblico riserverà una sorpresa.

Da ieri pomeriggio in tutti i cinema d'Italia circolano gli 82 secondi del trailer. Sfilano in galleria i primi piani di tutti gli attori (non Moretti) con sotto un brano "rai" intitolato Ya Rayah cantato da Khaled, Rachid Taha e Faudel, lo stesso che fece la chiusura alla manifestazione dei Girotondi in piazza San Giovanni a Roma il 14 settembre 2002 e dello stesso genere che accompagnava Moretti dondolante in Vespa in Caro diario. Sfilano Silvio Orlando e Margherita Buy che, alla guida, si sorridono in campo-controcampo da un'automobile all'altra, Jasmine Trinca, Michele Placido, Carlo Mazzacurati in divisa da cameriere, Giuliano Montaldo, Tony Bertorelli, Jerzy Stuhr, Valerio Mastandrea in divisa da finanziere, Cecilia Dazzi, Anna Bonaiuto in toga (giudice?), Dario Cantarelli, Luisa De Santis, Elio De Capitani che esulta e si sbraccia (attenzione: a chi somiglia un po'? È il quarto ad apparire e su di lui compare per la prima volta il titolo, Il caimano. È un segnale). Scritta finale: "Un film di Nanni Moretti - Il caimano - dal 24 marzo al cinema". Stop.


Silvio Orlando è al telefono da Trento, in tournée con la commedia di Eduardo Questi fantasmi. Eroico nel pronunciarsi, è il primo, dopo che i colleghi Placido e Trinca, intervistati, hanno opposto una secca autocensura. Con fine acrobazia (elusiva rispetto alla trama e ai personaggi) fa l'elenco delle cose per lui piacevoli dell'esperienza, delle cose per lui importanti del film. Uno: "Il mio provino. Nanni mi ha fatto leggere il copione davanti a una telecamera: non so perché, che esperimento fosse, né cosa ne abbia fatto delle mie reazioni".

Due: "L'impressione positiva che sia riuscito a sfuggire al tono indignato che forse ci si potrebbe immaginare vista l'aria che tira e conoscendo l'impegno politico di Nanni. Il cipiglio non c'è". Tre: "È un film complicato, con tanti strati e livelli, ma è molto comico e io per primo mi sono fatto un sacco di risate leggendo la sceneggiatura. Mi ha riempito di gioia, erano anni che aspettavo una commedia, diciamo pure una farsa, che avesse come questa anche uno spessore drammatico".

Quattro: "L'elemento politico ovviamente c'è e nella prima fase probabilmente prevarrà, ma non è solo uno strumento per rilanciare il dibattito". Cinque: "Importantissimo è l'elemento privato nei personaggi, ed è il più bello, tocca corde vere. Al di là della "denuncia": del resto cose nuove da dire su Berlusconi non ce ne sono, già detto tutto. A meno di novità nel prossimo mese".

Sei: "È anche un film sul cinema, sulla sua meravigliosa ossessione e necessità. Un messaggio lanciato attraverso il cinema acquista forza immensamente superiore a quella di un saggio o di un articolo. Lo dice la mia esperienza precedente con Nanni, Il portaborse: diceva cose che erano già sulla bocca di tutti ma aveva un altro impatto vederle vivere da veri esseri umani. Forse è una parola grossa ma la dico: la poesia vince su tutto".

Sette, sulle indiscrezioni uscite (grazie a una talpa in zona Palazzo di Giustizia, dove sono state girate alcune scene, su La Stampa del 3 febbraio: Jasmine Trinca è una regista che fa un film su Berlusconi ma non riesce a trovare l'attore che voglia interpretarlo): "Brandelli. Svelata solo una parte, resta ancora molto da scoprire". Omaggio finale, se non si fosse capito che il film, per tutti coloro che lo hanno fatto, vola molto più alto delle contingenze politico elettorali, e che non solo vuole ma riesce a restituire alla politica emozione e umanità: "Nel cinema italiano del 2006 resterà la testimonianza di un intellettuale, Moretti, che prende posizione in piena libertà, in modo generoso e pieno".

Ma non risparmia all'amico regista e alla soffocante tutela cui i mesi di lavoro con lui lo hanno sottoposto un "meno male che adesso ho il teatro, altrimenti l'ansia mi avrebbe ammazzato".

24 marzo, oltre trecento copie, musica di Franco Piersanti che non firmava film di Moretti dai tempi di Bianca (dopo, con La messa è finita, gli è subentrato Piovani), già venduto a oltre dieci mercati esteri a scatola chiusa, senza mostrarlo, scritto da Moretti con Heidrun Schleef, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli, nessun finanziamento televisivo Rai e tantomeno Mediaset.


 
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Post N° 413

Post n°413 pubblicato il 19 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Utility
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PATTI CIVILI DI

 SOLIDARIETA'. (PACS)

Ecco cosa stabiliscono:

due persone che vivono insieme possono - se lo vogliono - avere accesso ai seguenti diritti/doveri:
- regolazione del regime patrimoniale e degli acquisti fatti in comune;
- diritti e doveri di mutua assistenza morale e materiale;
- riconoscimento dello status di eredi legittimi;
- diritto di soggiorno al partner straniero;
- pensione di reversibilità dopo una convivenza di almeno tre anni;
- estensione al partner dell'assistenza sanitaria;
- diritto di visita in ospedale;
- diritto di visita in carcere;
- diritto di successione nel contratto di affitto;
- facoltà di prendere decisioni in caso di malattia del partner.
La cosa paradossale è che la questione dei PACS per le coppie omosessuali o quelle eterosessuali che creano famiglie di fatto,e che è in parlamento dall'anno scorso,
è stato invece riconosciuto per i parlamentari di questa legislatura.

Avete capito bene: i parlamentari italiani - anche quelli più ligi verso i diktat del Cardinal Ruini – possono far beneficiare i loro conviventi dell’assistenza sanitaria integrativa.(…soliti sepolcri imbiancati !!!) almeno per quanto riguarda l’attuale maggioranza.
Sono sufficienti una dichiarazione del parlamentare e tre anni di convivenza. Requisito, quest’ultimo, che non viene però richiesto se sono nati dei figli.
Questo riconoscimento – peraltro giustissimo, e ammesso anche dalle regole sull’assistenza sanitaria di altre categorie come ad esempio i giornalisti – fa a pugni con la contrarietà espressa della maggioranza degli stessi parlamentari a riconoscere analoghi diritti ai cittadini qualunque.

Noi dobbiamo aspettare ...aspettare i diritti negati;anche chi come me convive da un bel tot di anni ha l’alea di non sapere addirittura chi potrebbe prendere decisioni in caso di malattia (…ovvi un po’ di gesti apotropaici…) o come e se fruire della nostre pensioni di reversibilità.IO voglio sentirmi in Europa…proprio come parlamentari e giornalisti…o no???


 
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Post N° 412

Post n°412 pubblicato il 19 Marzo 2006 da ossimora
 
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Oggi ,in un sottobosco umido ho trovato i bucaneve ,fiori di essenza immaginifica,apparentemente fragili,solo un sottile filo lega l’infiorescenza al gambo rendendoli ineffabili e preziosi,non ne ho colti che cinque o sei,bastano. 

 Ho girato poco ,questa primavera è tardiva,fangosa ,ancora inospitale  ma comincia a farsi sentire…il silenzio evoca...

favola…

Un asino si mise addosso la pelle di un leone e andava attorno seminando il terrore fra tutte le bestie. Vide una volpe e volle provarsi a far paura anche a lei. Ma quella, che per caso aveva già sentito la sua voce un’altra volta, gli disse:  “Sta’ pur sicuro che, se non ti avessi mai sen­tito ragliare, avresti fatto paura anche a me”.

Così ci sono degli ignoranti che, grazie alle loro false apparenze, sembrerebbero persone importanti, se la smania di parlare non li tradisse. 

Esopo  (VII o VI sec. a. C.)


 
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Post N° 410

Post n°410 pubblicato il 18 Marzo 2006 da ossimora
 
Tag: Di me
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Stasera rileggevo una fiaba che ho scritto per i bambini, prima abbastanza distrattamente ,poi ho cominciato a riflettere su  quello che avevo scritto .

Era un esercizio,il costruire una fiaba partendo da uno schema di base ,tramite dei semplicissimi passaggi e delle regole standard,non l’avevo scritta che come esercizio descrittivo,semplificato,scarno,esemplificativo.

Sono  tornata sui miei passi e mi sono accorta che avevo scritto un sacco di cose autobiografiche .

Sono  riemerse percezioni e sentimenti ( ma soprattutto desideri!!!)che ho imparato da poco a ri-riconoscere.

Non male.


 
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