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Creato da ossimora il 20/10/2004
Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"
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Appunti di lettura 2021
Post n°2214 pubblicato il 03 Giugno 2021 da ossimora

I.J.Singer
La famiglia Karnowski
Gli Adelphi
Un gran bel libro.
Ci ho messo del buon tempo ma mi sono goduta appieno la scrittura penetrante e fluida ; i vari percorsi , l'assoluta mancanza di espedienti retorici .
Da uno shetetl della Polonia alla moderna Berlino , fino alla già caotica e multietnica New York ; racconta le vicende di tre generazioni di uomini Karnowski, David , Georg e Jegor in un loro continuo dialogo introspettivo e nelle relazioni con le persone amate.
Ci sono tante cose ;la plurale identità ebraica nell'Europa del primo Novecento, i rapporti quasi mai semplici fra genitori e figli , il ruolo della donna ,l'antisemitismo europeo, l'intolleranza, l'emarginazione e l'esilio, la ricerca della felicità,il desiderio degli ebrei di essere come gli altri cittadini come ben simboleggia il dramma del giovane Jegor che figlio di una "ariana " e di un Karnowski rifiuta la parte ebraica di se stesso fino ad identificarsi coi carnefici.
I personaggi diversificati e descritti da Singer mostrano / vivono / percorrono i grandi conflitti e le diversità del mondo ebraico senza mai dare dei giudizi e con una sottile vena ironica.
L'ho trovato "avvolgente"; con poche parole delinea caratteri e fisionomia e ti fa penetrare in un viaggio sensoriale evocativo.
Singer osserva e ci fa incontrare la società ebraica dell'est degli anni 30 del novecento dal punto di vista storico e culturale ,in modo mai didascalico ma preziosamente naturale .
Singer J. morì in America e non potè mai sapere cosa sarebbe successo nella Germania nazista ,quindi il racconto delle prime emarginazioni, dei preconcetti, delle violenze fa capire meglio ed in maniera imprevista quanto radicato sia stato l'antisemitismo tedesco ed anche quanto volgare e primitivo era già da allora il concetto deleterio ed iniquo di "razza eletta" sia nelle sue espressioni esteriori che nell'essenza .Diventa più chiaro il perchè è potuto accadere tutto quello che sappiamo!
Molto bella la figura della "rossa" dottoressa e di suo padre ; protagonisti generosi , fedeli a se stessi ed al prossimo ; lei una donna con caratteristiche fortemente contemporanee che si afferma con energia nella professione , poi in politica ed infine come informatrice / agitatrice negli ambienti ebraici Newyorkesi dove portava la sua esperienza di emigrata .
...Il dottor Zerbe non era immune alle superstizioni , ai terrori nascosti le cui radici profonde risalivano all'educazione impartitagli dal padre ; pastore di una chiesa di un paesino di campagna.A quel periodo risaliva la paura segreta di quegli esseri dai capelli dagli occhi neri ,i figli d'Israele , che avevano conquistato alla loro religione tutti i popoli della terra , infiammato il mondo intero con le loro ardenti dottrine nate dal deserto .In ognuno di loro vedeva un erede dei patriarchi , un successore dei profeti ,un Ebreo errante dalla bisaccia gonfia di antiche astuzie , di oro e profezie , di magie rubate all'Egitto ,nonchè di un tesoro di esperienze raccolto nel corso di generazioni di vita errabonda . Nemmeno la regolare frequentazione di ebrei moderni che non avevano più nulla in comune coi loro antenati , che addirittura li rinnegavano e si sforzavano di essere germanici al cento per cento aveva dissipato quel fascino.
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Inviato da: jigendaisuke
il 24/08/2021 alle 13:39
Inviato da: jigendaisuke
il 13/08/2021 alle 11:47
Inviato da: ossimora
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il 28/07/2021 alle 20:53
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il 28/07/2021 alle 20:19