Creato da sweet.sensation il 15/12/2006

Healing Hand

She’s a cold, dark night in the dead of winter

 

 

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I Giganti di Baalbek(La Furia del Diluvio)

Post n°80 pubblicato il 24 Luglio 2007 da sweet.sensation
 





La Luna scomparve
L'aspetto del tempo cambiò;
le piogge ruggivano dentro le nuvole...
I venti si fecero selvaggi....
...arrivò il Diluvio.
La sua forza si abbattè sulle genti,
come l'infuriare della battaglia,
nessuno poteva vedere il suo simile,
la distruzione rendeva tutto irriconoscibile..



L'ira del Diluvio si abbattè con tutta la sua imponenza sulla Terra.

Lo scivolamento della calotta Antartica aveva causato maremoti di forza inimmaginabile, il cui impeto aveva ricoperto d'acqua le terre emerse. Nell'alto gli Annunaki, impotenti spettatori del disastro naturale, si interrogavano sulla sorte degli uomini e sul destino della Terra.

Tutto ciò che avevano costruito era andato distrutto. Il seme della civiltà che avevano instillato, in quelle che nella notte dei tempi erano solo paludi, era stato travolto dalle acque.

Il centro di controllo, lo spazioporto dell'E.DIN e tutte le florenti città della Mesopotamia non esistevano più.


La dea Madre guardava e piangeva...
le sue labbra erano arse dalla febbre...
"Le mie creature sono diventate come mosche
hanno riempito i fiumi come libellule,
la loro paternità è stata portata via dal mare in tempesta "


Poteva davvero salvare la propria vita, mentre la civiltà che essa stessa aveva contribuito a creare stava per essere sterminata?

Ma gli ordini che erano stati impartiti dall'alto agli Annunaki erano stati categorici: abbandonare la Terra e "salire al Cielo".

In quel periodo il dodicesimo Pianeta era nella sua fase orbitale, nella posizione più vicina alla Terra, e ciò aveva reso la loro salvezza meno problematica.

Tutti erano consapevoli del fatto che il genere umano sarebbe stato spazzato via dall'impeto di un evento tanto ineluttabile quanto terrificante. Ma solo uno di loro sapeva che, da qualche parte sommerso dall'impeto della tempesta, era riuscito a sopravvivere il seme della civiltà che stava a loro così a cuore....

Ma in cosa consistette questa catastrofe?

Secondo le fonti mesopotamiche il Diluvio fu preceduto da un periodo di grandi epidemie, che durò 7 passaggi o shar (ossia circa 25.200 anni). Fenomeni del genere indicano il verificarsi di straordinari sconvolgimenti climatici che scaturirono al terminee dell'ultima era glaciale.

Tali scritti sono stati confermati anche dalla scienza moderna: oggi gli studiosi sono in grado di affermare che l'ultima era glaciale iniziò 75.000 anni fa. Circa 40.000 anni si verificò un breve riscaldamento, che scaturì, 38.000 anni fa in un nuovo periodo freddo. Fino ad arrivare a 13.000 ani fa, quando l'era glaciale si interruppe bruscamente, lasciando alla Terra quella "mitezza" climatica ancor oggi presente.



bassorilievo raffigurante il re sumero Gilgamesh



Le fonti mesopotamiche precisano anche la durata della catastrofe. Dall'Epopea di Gilgamesh, emerge una descrizione molto accurata dell'evento, dalla quale si possono individuare dati estremamente interessanti:


Con il chiarore dell'alba una nuvola nera salì dall'orizzonte
dentro di essa tuuonava il dio delle Tempeste
Tutto ciò che prima era luminoso
si mutò in tenebra...
per tutto un giorno soffiò la tempesta del Sud...
Per sei giorni e sei notti soffiò il vento
mentre la tempesta del Sud spazzava la Terra.
Quando arrivò il settimo giorno
il Diluvio si acquietò.


I riferimenti alla tempesta del sud, indicano che la furia della catastrofe proveniva dall'emisfero australe. Dall'Epopea di Gilgamesh si evince anche che, prima di giungere in Mesopotamia, il maremoto "sommerse colline e pianure". Ciò risulta consistente rispetto alla geografia di quei luoghi, visto che prima di giungere nella piana in cui scorrevano il Tigri e l'Eufrate, le acque avebbero dovuto inondare prima gli altipiani dell'Arabia.

Fortunatamente, ad un tratto, l'ira della tempesta si calmò. Ma nulla fu più come prima.
Ove sorgevano meravigliose città, ora vi era fango. L'E.DIN, culla della civiltà sumera, non esisteva più.

Per gli Annunaki era giunto il momento di rimboccarsi le maniche ed iniziare daccapo.

Ma ciò che premeva nell'immediato era l'individuazione di un "corridoio di volo", di riferimenti geografici che fornissero chiaramente le coordinate degli atterraggi sulla Terra. Era necessario triangolare la rotta con riferimenti naturali o artificiali, e soprattutto trovare una piattaforma per gli shem.

Baalbek faceva proprio al caso loro....

 
 
 
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