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She’s a cold, dark night in the dead of winter

 

 

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Il Serpente Piumato

Post n°168 pubblicato il 14 Luglio 2008 da sweet.sensation
 







L'Anno del Ritorno


Iniziò, così, una vera e propria caccia all'oro, che, dapprima, ebbe come scenario la penisola dello Yucatan. Qui nel 1517 il conquistadores Hernandez sbarcò partendo dall'isola di Cuba con il chiaro intento di trovare oro in grandi quantità. Giunti sulle coste, gli spagnoli si imbatterono in una per nulla remissiva popolazone indigena, che a quanto essi stessi capirono si autodefinì Maya.

Gli spagnoli si imbatterono in sontuose costruzioni di pietra, che avevano la struttura di templi a terrazze (incredibilmente simili agli ziqqurat mesopotamici, ndr), nonchè in abili e ricercate manifatture di vario genere, che andavano dagli utensili di uso quotidiano alle pregiate frecce in punta di ossidiana. Tuttavia, contrariamente alle loro aspettative, essi rinvenirono pochi oggetti d'oro: questo metallo prezioso veniva, in realtà dal nord-ovest, dissero loro gli autoctoni, dal regno degli Aztechi.

Nel giro di poco meno di due anni, i Conquistadores allestirono una nuova missione , alla cui guida, stavolta vi era Hernan Cortes, il quale nel 1519, sempre partendo da Cuba, approdò sulle coste dell'odierno Messico. Con loro grande sorpresa, gli spagnoli furono accolti benevolmente dalla popolazione locale: furono donati loro pregiati oggetti in oro ed argento, tra cui, spiccavano splendidi calendari a forma di ruota.

Quei doni provenivano direttamente dal sovrano Azteco, Montezuma, il quale li inviava a Quezalcoatl, "il Serpente Piumato", la loro principale divinità che un giorno lontano, per colpa del dio della guerra, era stato costretto a lasciare quelle terre ed ad emigrare, con pochi fedelissimi, prima nello Yucatan e poi verso Oriente. Ma ogni 52 anni (nel cosiddetto Anno del Ritorno), Quezalcoatl tornava dal suo popolo.

Coincidenza volle che Cortes ed i suoi uomini giungessero in Messico proprio in uno degli anni del ritorno, cosicchè gli Aztechi associarono la loro venuta alla ciclica visita del loro dio. I regali dati dagli Aztechi non erano casuali, ma rispettavano antichissime tradizioni. I chicchi d'oro venivano offerti perchè l'oro era "dono degli dei"; il disco d'argento rappresentava il luogo ove Quezalcoatl dimorava (la Luna); gli abiti ed il copricapo venivano donati affinchè il dio si potesse vestire una volta giunto; il calendario in oro massiccio descriveva gli Anni del Ritorno.

Nonostante l'inestimabile valore artistico e religioso di quei manufatti, Cortes non si fece molti scrupoli nell'imbarcare gli oggetti sulla prima nave di ritorno in Spagna. A quel tempo (dicembre 1519) Carlo V nipote di Ferdinando ed attuale regnante si trovava in Belgio, cosicchè la nave dirottata immediatamente verso Bruxelles. Racconti dell'epoca narrano la meraviglia dell'artista Albrecht Durer innanzi a tali opere, stupore che non impedì agli spagnoli di fondere il meraviglioso calendario d'oro massiccio e le altre sculture minori per ottenere preziosi lingotti.

Tutto ciò per i conquistadores significava una cosa sola: le disponibilità di metallo prezioso degli Aztechi erano immense. Tuttavia, nonostante le strenue ricerche e l'avanzamento di Cortes verso la capitale, Tenochtitlan, la via dell'oro, ribattezzata El Dorado, non era ancora stata trovata.....


 
 
 
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