Creato da sweet.sensation il 15/12/2006

Healing Hand

She’s a cold, dark night in the dead of winter

 

 

« L'Epopea di GilgameshL'Epopea di Gilgamesh »

Post N° 150

Post n°150 pubblicato il 27 Maggio 2008 da sweet.sensation





 

Il Recinto degli Dei



Dove devo andare ora?


Chiese Gilgamesh al barcaiolo.


Prosegui finchè non troverai

una strada dritta che ti conduce al Grande Mare.


Giunto al termine della strada egli avrebbe trovato due colonne di pietra
e di lì a poco, la citta sacra agli Ittiti: Itla.

Ma per attraversare la regione proibita, ove si trovava il monte Mashu,
era necessario il permesso degli dei.

Una volta giunto ad Itla, Gilgamesh mangiò e bevve, si lavò e si cambiò le vesti.
Compì dei sacrifici per Ullu-Yah, dio delgi Ittiti. Ma questi venuto a sapere che il suo scopo
era innalzarsi con uno shem verso i cieli, si oppose al suo passaggio.

Così Gilgamesh cercò l'intercessione di Shamash e pregò gli altri dei:


Consentitemi di prendere la strada che porta da Utnapishtim!



Dopo una consultazione, gli dei acconsentirono e dopo sei giorni di viaggio.
Gilgamesh giunse alla montagna sacra. Tuttavia l'accesso era sorvegliato da terribili uomini-razzo:


Uomini razzo sorvegliano la porta.

Emanano un terrore spaventoso, il loro aguardo è morte.
Il loro faro terrificante spazza le montagne.
Essi guardano Shamash mentre sale e scende.


Quando Gilgamesh vide quella luce accecante, si coperse il volto ed avanzò fino agli
uomini razzo. Essi si stupirono che i raggi non sortivano alcun effetto su di lui
e si resero conto che colui che stava arrivando aveva nel suo corpo carne divina.
I guardiani gli diedero il permesso di avvcinarsi e Gilgamesh gli narrò la storia delle
sue origini in parte divine, nonchè il motivo per cui era giunto fin lì.


Per parlare con Utnapishtim, mio antenato,
colui che si è unito alla congrega degli dei.
Della vita e della morte voglio chiedergli.


Nessun mortale ha mai ottenuto questo


Dissero le guardie a Gilgamesh, le quali, tuttavia, riconoscendo il suo status semidivino, gli concessero l'accesso


Il passaggio che conduceva alla montagna durò per dodici ore doppie: l'oscurità era fitta, non vi era luce. Finalmente, all'ultima ora doppia, si fece giorno, tornò la luce.

Uscendo dal passaggio sotterraneao, Gilgamesh si trovò ad ammirare uno spettacolo incredibile: vi era un recinto che sembrava fatto apposta per gli dei, al cui interno stava un giardino di pietre preziose. I cespugli spinosi brillavano di gemme, le foglie delle piante erano fate di lapislazzuli.

Affascinato, Giglamesh continuò a vagare nel giardino: aveva trovato qualcosa di incredibilmente simile all'Eden.

Ignaro di tutto, il re era sorvegliato da lontano da Utnapishtim, il quale si interrogava su chi fosse.


Chi è quell'uomo e come ci è arrivato fin qui?
Costui che arriva non è uno dei miei uomini...

 

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Il_giustiziere01daclisdragon642gianfrancociabocchiclara.amandolipantaleoefrancamario.dandreacerasella57beby69fading_of_the_dayservitorematuroplastiramatemplare1953tedoforo3cristiana.bach
 
 

FACEBOOK

 
 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Ottobre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31