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Healing Hand

She’s a cold, dark night in the dead of winter

 

 

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Enuma Elish

Post n°163 pubblicato il 27 Giugno 2008 da sweet.sensation
 








L'Altra Genesi


Se le teorie esposte nell'Epica della Creazione per secoli sono sembrate astruse (salvo poi essere confermate dall'astrofisica moderna), ai tempi dell'Antico Testamento non fu così, anzi erano date per scontate.

Echi delle vicende narrate nell'Enuma Elish compaiono negli scritti del profeta Isaia: egli ricordava i giorni primordiali, quando la potenza del Signore colpì e divise in due il Superbo, fece roteare il mostro d'acqua, prosciugò le acque di Tehom-Raba.

Il salmista spesso appellava il Signore come Yahweh che letteralmente significa "mio re primordiale", specificando che:


Con la sua potenza ha disperso le acque;
il capo dei mostri acquatici distruggesti.


Con ciò dando un esplicito riferimento alle vicende che riguardarono la mesopotamica Tiamat.

Altri riferimenti altrettanto espliciti li ritroviamo in Giobbe, che ricordò come il Signore avesse colpito anche gli "aiutanti del Superbo", aggiungendo che:


Il baldacchino schiacciato estese nel luogo del Tehom
la Terra sospese nel vuoto...
I suoi poteri arrestarono le acque,
la sua energia aprì in due il Superbo;
il suo Vento distribuì il Bracciale Schiacciato;
la sua mano spense il drago guizzante.


I biblisti riconoscono oggi che l'espressione ebraica Tehom ("profondità dell'acqua") deriva da Tiamat, che Tehom-Raba vuol dire "grande Tiamat" ed infine che l'interpretazione biblica degli eventi primordiali deriva dall'epica cosmologica sumera.

Una tra le corrispondenze più significative tra la Genesi e l'epica sumera è testimoniata dal "bracciale martellato": in Genesi (1,8) viene chiamato shamain, ossia "Cielo", corrispondente al medesimo significato in accadico (rakkis). L'Enuma Elish non lascia adito a dubbi a riguardo, distinguendo questo concetto di cielo da quello più generale di "cielo spaziale".

Dopo che il Vento del Nord ebbe collocato la Terra nella posizione che tutti noi oggi conosciamo, Marduk (alias Nibiru), tramite spinte gravitazionali, conferì al pianeta sia il moto di rivoluzione attorno al Sole, sia quello assiale: in tal modo si originò l'alternanza delle stagioni e quella tra il giorno e la notte. Nella fonte biblica troviamo gli stessi riferimenti:


E Dio disse:
"Che vi sia Luce nel Cielo schiacciato,
per dividre il Giorno e la Notte;
e che siano segni celesti
per le Stagioni e per i Giorni degli Anni"


Gli studiosi moderni hanno pienamente confermato la rappresentazione che l'epica sumera dà della Terra prima che si formassero gli oceani e l'atmosfera. Nell'Enuma Elish, la lava eruttante sulla superficie della crosta veniva appellata come "lo sputo di Tiamat". Con il "farsi del freddo", "le acque delle nubi radunarono", e comparvero pioggia e nebbia. Anche qui è impressionante il parallelismo biblico:


E Dio disse:
"Che le acque sotto i Cieli si raccolgano insieme,
in un unico luogo, e che appaia la terraferma".
E così fu.


 
 
 
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