CARPE DIEM

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Il rientro dalle vacanze è sempre un piccolo trauma, soprattutto se le ferie sono state particolarmente rilassanti, riflessive, allegre, appassionate. Ma prima di tutto trascorse in piacevole compagnia.

Mai come quest’anno tutto ciò non mi è mancato. Trascorse ormai da diversi anni a Raggiolo, un paesino in provincia di Arezzo, arroccato ai piedi del Pratomagno nel casentino toscano, le ferie di quest’anno già in partenza avevano un sapore particolare: lo scorso anno, di questi tempi, eravamo alle prese con un artrite settica contratta da Alessandro, il mio secondogenito, a seguito di un intervento al ginocchio che ci tenne sulle spine per tutta l’estate. Quindi, già solo il fatto di poter partire senza preoccupazioni – con i ragazzi rispettivamente impegnati a lavoro, come barman Alessandro; con lo studio, il lavoro e la ragazza Lorenzo, il primogenito – era il massimo che potessi desiderare.

Se a ciò associo la piacevole compagnia di mia moglie, alla quale s’è aggiunta dall’inizio della seconda settimana di vacanze quella di mia sorella con il marito, già solo per questo le ferie di quest’anno possono definirsi belle.

Tuttavia alcuni fatti di cronaca che hanno insanguinato questo mese di agosto – la morte del ventitreenne fiorentino in una discoteca di Lloret de Mar in Costa Brava, durante un litigio con tre giovani ceceni; l’attentato a Barcellona e quello in Finlandia a opera di terroristi islamici con un bilancio complessivo di oltre 20 morti e un centinaio di feriti – non possono lasciare nell’animo di un uomo e di un padre una ferita che, per quanto rimarginerà del tutto senza troppa fatica grazie al trascorrere del tempo, sarà sempre ravvivata dallo spiacevole ricordo della telefonata del 30 luglio con la quale un amico mi comunicava del malore che aveva colto in allenamento un runner puteolano di mia conoscenza. Un vero top runner, dal portamento atletico invidiabile conseguenza di uno stile di vita sano.

Se avessimo dovuto stilare una statistica tra i presunti soggetti a rischio, nessuno lo avrebbe inserito nemmeno all’ultimo posto. E invece…

Fin dall’inizio che stramazzò al suolo davanti a tutti fu chiaro che le sue condizioni erano critiche. Purtroppo oggi, in tarda mattinata, è giunta la notizia che non ce l’ha fatta, che il suo cuore s’è fermato per sempre.

È in questi momenti che ti rendi conto di quanto devi reputarti fortunato allorché la vita ti offre la possibilità di condividere scampoli di serenità e allegria con le persone a te più care. Così come quanto debba reputarti fortunato nell’avere dei figli che si industriano concretamente per costruirsi il proprio futuro.

In un istante la vita del giovane fiorentino aggredito in discoteca, delle vittime degli attentati in Spagna e in Finlandia, del povero runner si sono spente o modificate in maniera drammatica per sempre.

È in questi momenti che percepisci concretamente quanto labile sia il confine tra la vita e la morte. Ed è allora che, seppure con la consapevolezza che non deve trattarsi di un mero pretesto per sentirti autorizzato a fare i tuoi comodi in barba alle regole del saper vivere mancando di rispetto agli altri, realizzi che, forse, nella vita l’unica regola che davvero vale la pena rispettare per essere felici o poco meno è riflessa nel motto latino Carpe Diem, cogli l’attimo.

Tutto il resto sono chiacchiere che trovano il tempo che trovano.

 

CARPE DIEMultima modifica: 2017-08-21T16:43:40+02:00da kayfakayfa