FUSIONE CANTINE MEDITERRANEE – PODERE DON GIOVANNI, BRAND D’INTESA Più CHE D’IMPRESA

marchio podere cantine

Se comunemente intraprendenza, coraggio, follia, cinismo, una buona dose di fortuna, (nella vita quella non manca mai), sono qualità imprescindibili per fare impresa, in alcuni casi, seppure sempre più rari, la fiducia e il rispetto reciproco tra gli uomini, sono alla base per dare vita a una realtà imprenditoriale finalizzata alla fusione di due distinti marchi entrambi sinonimo di qualità, come è il caso delle cantine “Podere don Giovanni” e “Cantine Mediterranee”, rispettivamente di proprietà di Giovanni Severino e Vincenzo Napolitano.

La presentazione alla stampa di questa partnership è avvenuta domenica 30 settembre nei locali di Podere don Giovanni, a Borgo di Sipicciano, frazione di Galluccio in provincia di Caserta, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, nell’incantevole scenario del parco regionale di “Roccamonfina – Foce del Garigliano”, ai confini con il basso Lazio.

Alla presenza di Luigi Farina, direttore di Spaghetti Italiani, organizzatore dell’evento; del sindaco di Galluccio, Francesco Lepore, e di Salvatore Martino, agronomo del podere, la storia di questo matrimonio di impresa è narrata dal giovane, in senso anagrafico, viticoltore Vincenzo Napolitano il quale, senza remore, racconta l’emozione che provò quando ricevette la telefonata con  cui Giovanni Severino accettava la sua proposta di mettersi in società, dando prova di fiducia in un’epoca in cui, in nome degli affari, le persone tendeno sempre di più a scannarsi.

presentazione sindaco

A conferma del rispetto dovuto al socio più “anziano”, Vincenzo sciorina i numeri che fanno di Podere don Giovanni una realtà imprenditoriale di tutto rispetto: l’azienda si estende su un territorio di 10 ettari dove sorgono oliveti e vigneti da cui si ricava aglianico e falanghina. Per la precisione su ogni ettaro sono piantate ben 5200 piante. Inizialmente l’azienda Severino produceva solo olio biologico; dal 2008 s’è dedicata alla produzione di vini. Cantine Mediterranee, forte della sua presenza sul mercato dal 1946, produce una vasta varietà di vini  e grappe, nonché lo “Spuma 66”, bianco e rosato, che si accompagna alla pizza e a piatti sfiziosi. Ubicata sul territorio vesuviano, Cantine Mediterranee produce anche il lacrima cristi.

filari

I due marchi producono complessivamente circa ottocentomila bottiglie all’anno.

L’obiettivo della fusione, come Vincenzo continua  a spiegare, è quello di fare rete, veicolo indispensabile, al giorno d’oggi, alle piccole imprese per farsi conoscere e resistere sul mercato. Le ambizioni della partnership mira a conquistare sempre di più il mercato estero – Cantine Mediterranee è già presente in Cina, in India, in vari Paesi europei e negli USA – con l’intento di rendere più agevole e meno dispendiosi i costi agli acquirenti, in quanto questo tipo di marketing consente agli imprenditori di interloquire con un’unica realtà commerciale in grado di offrire loro più prodotti, evitando di essere costretti a dover comprare da più fornitori  con l’onere di dover acquistare anche ciò che non serve perché spesso l’acquisto di un prodotto è vincolato a quello di un altro, riducendo considerevolmente i costi.

Al termine della presentazione della fusione commerciale tra le due aziende, di cui al momento resta segreto il nome del nuovo brand, c’è stata una breve visita alle cantine di Podere don Giovanni, che sarà sede della nuova azienda, e una passeggiata tra l’immensa distesa di filari di viti da cui si ricava l’aglianico. Quindi è seguito un buffet allestito dallo chef stellato Antonio Arfé.

arfé

A questo punto non ci resta che attendere la nascita del nuovo marchio e apprezzarne i prodotti.

Se davvero  “il buongiorno si vede dal mattino”, c’è da scommettere che, a breve, un nuovo nettare degli dei allieterà i nostri palati!

FUSIONE CANTINE MEDITERRANEE – PODERE DON GIOVANNI, BRAND D’INTESA Più CHE D’IMPRESAultima modifica: 2018-10-01T06:17:21+02:00da kayfakayfa

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