Biomedicina – Medicina di Precisione by Xagena

Tumori ematologici: Le Terapie CAR-T autorizzate nell’Unione Europea

Terapia CAR-T

Le terapie geniche CAR-T

Le CAR-T ( acronimo dall’inglese Chimeric Antigen Receptor T cell therapies ovvero Terapie a

base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico per antigene ) sono nuove terapie

personalizzate contro i tumori che agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente

per renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali ( immunoterapie ).

Le CAR-T rientrano tra le cosiddette terapie avanzate, frutto dei progressi scientifici nel campo

della biotecnologia cellulare e molecolare. Sono, più nello specifico, terapie geniche, poichè

agiscono attraverso l’inserzione di materiale genetico all’interno delle cellule dell’organismo

umano.

Le CAR-T utilizzano specifiche cellule immunitarie ( i linfociti T ), che vengono estratte da un

campione di sangue del paziente, modificate geneticamente e coltivate in laboratorio

( ingegnerizzate ) per essere poi re-infuse nel paziente per attivare la risposta del sistema

immunitario contro la malattia.

Si distinguono, quindi, da altre terapie immunitarie note come inibitori dei checkpoint immunologici ( ad esempio gli anticorpi monoclonali ), che mirano a togliere il freno alla risposta immunitaria, orientandola contro il cancro.

La tecnologia CAR-T, altamente innovativa, è stata inizialmente sviluppata dall’Università della

Pennsylvania.

Il primo trattamento è stato somministrato nel 2012 negli Stati Uniti a una bambina di 7 anni che non rispondeva alle terapie classiche.

Si è finora rivelata efficace per alcuni tumori ematologici, anche se in tutto il mondo sono in corso

sperimentazioni per altre indicazioni terapeutiche.

Le fasi della procedura

La produzione e la somministrazione di una terapia CAR-T richiedono una procedura complessa,

che coinvolge specifiche figure professionali ed è articolata in più fasi:

1. Prelievo: i linfociti T vengono prelevati dal sangue del paziente in un centro trasfusionale

autorizzato, mediante un processo che consente di isolarli dal sangue periferico ( leucaferesi ), rimettendo in circolo i restanti elementi ematici. I linfociti T vengono successivamente congelati e inviati alla struttura che si occuperà dell’ingegnerizzazione genetica.

2. Ingegnerizzazione genetica: i linfociti T del paziente vengono geneticamente modificati, in

strutture altamente qualificate per la produzione di terapie avanzate. Utilizzando un virus

inattivato ( vettore virale ), viene aggiunto al DNA dei linfociti un gene ricombinante che

permette di esprimere sulla superficie dei linfociti T una proteina, nota come Recettore

dell’Antigene Chimerico ( CAR ). Grazie a questo recettore, i linfociti T modificati ( CAR-T

cells ) sono in grado di riconoscere un antigene specifico presente sulla superficie delle

cellule tumorali e legarsi ad esse. Le cellule CAR-T vengono moltiplicate in laboratorio,

congelate e successivamente inviate al Centro che dovrà somministrare il trattamento.

3. Chemioterapia pre-trattamento ( linfodepletiva ): prima dell’infusione, il paziente è

sottoposto a una chemioterapia di preparazione per permettere ai linfociti T modificati di

espandersi e attivarsi nell’organismo. La chemioterapia può essere somministrata anche in

regime di day hospital.

4. Infusione: dopo la chemioterapia, le cellule CAR-T vengono infuse nel paziente, con un

procedimento simile a una trasfusione di sangue. L’infusione avviene in Centri ad alta

specializzazione per il trattamento delle leucemie e dei linfomi, con disponibilità di accesso

alla terapia intensiva.

5. Monitoraggio: dopo l’infusione, il paziente resta in ricovero per alcuni giorni e viene

costantemente monitorato per reazioni avverse al trattamento. Nelle quattro settimane

successive alla dimissione, il paziente deve comunque rimanere nei pressi di una struttura

clinica qualificata per essere sottoposto a regolari controlli.

Le CAR-T autorizzate

 

Le terapie CAR-T approvate nell’Unione Europea sono:

Abecma ( Idecabtagene vicleucel ) – BMS

Abecma è indicato per il trattamento di pazienti adulti con:

• mieloma multiplo recidivante e refrattario che hanno ricevuto almeno 3 precedenti terapie, inclusi un agente immunomodulatore, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e che hanno dimostrato progressione della malattia all’ultima terapia

Breyanzi ( Lisocabtagene maraleucel ) – BMS

Breyanzi è indicato per il trattamento di pazienti adulti con

• linfoma diffuso a grandi cellule B ( DLBCL ) refrattario o recidivante, dopo due o più linee di terapia sistemica;

• linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B ( PMBCL ) refrattario o recidivante, dopo due o più linee di terapia sistemica;

• linfoma follicolare di grado 3B ( FL3B ) refrattario o recidivante dopo tre o più linee di terapia sistemica

Carvykti ( Ciltacabtagene autoleucel ) – Janssen

Carvykti è indicato per il trattamento di pazienti adulti con:

• mieloma multiplo recidivante e refrattario che hanno ricevuto almeno 3 precedenti terapie, inclusi un agente immunomodulante, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e nei quali si è verificata progressione della malattia durante l’ultima terapia

Kymriah ( Tisagenlecleucel ) – Novartis

Kymriah è un medicinale per il trattamento dei seguenti tipi di tumori ematologici:

• leucemia linfoblastica acuta ( ALL ) a cellule B in bambini e giovani adulti fino a 25 anni di età in cui il cancro non ha risposto a precedente trattamento, si è ripresentato due o più volte o ha recidivato dopo un trapianto di cellule staminali;

• linfoma diffuso a grandi cellule B ( DLBCL ) e linfoma follicolare ( FL ) in adulti in cui il cancro ha recidivato o non ha risposto a due o più trattamenti precedenti.

Tecartus ( Brexucabtagene autoleucel ) – Kite / Gilead

Tecartus è indicato per il trattamento di pazienti adulti con:

• linfoma a cellule mantellari ( MCL ) recidivante o refrattario dopo 2 o più linee di terapia sistemica che includano un inibitore della tirosin chinasi di Bruton ( BTK )

• leucemia linfoblastica acuta ( LLA ) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria ( pazienti di età pari o superiore a 26 anni )

Yescarta ( Axicabtagene ciloleucel ) – Kite / Gilead

Yescarta è un medicinale per il trattamento di tre tipi di tumori ematologici negli adulti:

• linfoma diffuso a grandi cellule B ( DLBCL ) refrattario o recidivante, dopo due o più linee di terapia sistemica;

• linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B ( PMBCL ) refrattario o recidivante, dopo due o più linee di terapia sistemica;

• linfoma follicolare ( LF ) refrattario o recidivante dopo tre o più linee di terapia sistemica

FONTE: AIFA

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Forum Ematologico – 2022 ASCO Annual Meeting – Mieloma multiplo recidivante / refrattario: Belamaf

ASCO

Mieloma multiplo recidivante / refrattario

I pazienti in trattamento con diagnosi di mieloma multiplo recidivante o recidivante / refrattario ( RRMM ), quelli che hanno avuto una recidiva o che sono refrattari ad almeno 1 linea di terapia approvata, richiedono un’attenta valutazione dei risultati dei trattamenti precedenti, inclusa la comprensione del trattamento associato A tossicità e una corretta valutazione dei fattori prognostici.

La maggior parte dei pazienti con mieloma multiplo recidivante / refrattario ha ricevuto un precedente trattamento con combinazioni di farmaci. Pertanto, il complesso compito del medico curante è selezionare il momento migliore per iniziare una nuova terapia, che generalmente si basa su una serie di fattori, tra cui il trattamento precedente e la precedente reattività, nonché gli eventi avversi, le condizioni del paziente e le aspettative di efficacia e di tollerabilità della nuova terapia.

Il mieloma multiplo è generalmente considerato trattabile, ma non curabile.

Studi clinici DREAMM

Aggiornamenti dal programma di studi clinici DREAMM ( DRiving Excellence in Approaches to Multiple Myeloma ) per valutare Belantamab mafodotin ( Belamaf; Blenrep ), un anticorpo diretto contro l’antigene di maturazione delle cellule B ( BCMA ) e coniugato con un inibitore dei microtubuli utilizzato in combinazione con entrambi gli standard di cura e agenti sperimentali in precedenti linee di terapia, sono stati presentati durante il meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology ( ASCO ).

Belamaf

Belantamab mafodotin è un coniugato anticorpo-farmaco ( ADC ) con 3 componenti, tra cui un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato afucosilato legato in modo covalente alla monometil auristatina F ( MMAF ), un potente inibitore della polimerizzazione dei microtubuli, tramite un legante maleimidocaproil resistente alla proteasi.

DREAMM-4

L’associazione Belamaf e Pembrolizumab ha dimostrato un tasso di risposta globale favorevole rispetto a Belamaf in monoterapia nel mieloma multiplo recidivante / refrattario pesantemente pretrattato. Non sono stati identificati nuovi eventi TRAE; la frequenza e la gravità degli eventi avversi sono risultate simili a quelle di Belamaf in monoterapia.

 

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Secondo una ricerca, i pazienti con leucemia acuta o sindrome …

 

 

Forum Ematologico: Polivy in combinazione nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B non precedentemente trattato

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Polivy ha ricevuto l’approvazione della Commissione Europea per la terapia di combinazione nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B non precedentemente trattato

Dopo un’attesa di 20 anni per un miglioramento clinicamente significativo per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B ( DLBCL ) non-trattato, la Commissione europea ( CE ) ha concesso l’approvazione di Polivy ( Polatuzumab vedotin ) in combinazione con Rituximab.

Il trattamento comprende anche Ciclofosfamide, Doxorubicina e Prednisone ( R-CHP ).

Ogni anno in Europa a circa 40.000 persone viene diagnosticato il linfoma DLBCL, una forma molto aggressiva di tumore ematologico. Mentre molti pazienti inizialmente rispondono al trattamento, quattro su dieci non vengono curati con lo standard di cura esistente.

L’approvazione si è basata sui risultati di POLARIX, uno studio di fase 3 che ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione rispetto alle cure standard fornite.

Lo studio ha coinvolto pazienti con linfoma DLBCL precedentemente non-trattato e tutti i pazienti sono stati seguiti per almeno 2 anni.

I risultati hanno dimostrato che, dopo la terapia, si è verificata una riduzione del 27% del rischio di peggioramento della malattia o morte.

Lo studio continua ad essere condotto in collaborazione con The Lymphoma Study Association e The Lymphoma Academic Research Organisation.

Aggiornamento su: LinfomaPolatuzumab vedotin by Xagena

 

ENGLISH VERSION

Polivy combination approved by European Commission for patients with previously untreated diffuse large B-cell lymphoma

First new treatment option in more than 20 years to show a clinically meaningful improvement in progression-free survival is approved for people with previously untreated diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL)

Approval is based on pivotal data from the phase III POLARIX study, where Polivy plus R-CHP significantly improved progression-free survival with comparable safety versus the standard of care, R-CHOP

First-line treatment with Polivy plus R-CHP has the potential to reduce the burden on patients and healthcare systems, associated with disease progression

 

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Aggiornamento in Ematologia: Linfoma a grandi cellule B

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Linfoma a grandi cellule B: monitoraggio del DNA tumorale circolante migliora il rilevamento precoce delle recidive dopo l’infusione di Axi-cel 

Sebbene la maggior parte dei pazienti con linfoma a grandi cellule B recidivante o refrattario risponda ad Axicabtagene ciloleucel ( Axi-cel; Yescarta ), solo una minoranza di pazienti ha remissioni durature.
Uno studio prospettico multicentrico ha esplorato il valore prognostico del DNA tumorale circolante ( ctDNA ) prima e dopo lo standard di cura Axi-cel per prevedere gli esiti dei pazienti.

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Mieloma multiplo: Blenrep, un anticorpo monoclonale coniugato

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Mieloma multiplo: Belantamab mafodotin nei pazienti con malattia avanzata e non più responder ad altre terapie

Belantamab mafodotin ( Blenrep ) è un anticorpo monoclonale coniugato, composto da due molecole: un anticorpo monoclonale umanizzato ( Belantamab ) e un chemioterapico ( Mafodotin ). L’anticorpo è in grado di legarsi a un recettore espresso sulla superficie delle plasmacellule mielomatose, chiamato BCMA ( antigene di maturazione dei linfociti B ). Una volta legatosi alla superficie cellulare, Belantamab penetra nelle cellule e vi deposita il chemioterapico citotossico, che ne blocca i processi vitali e ne provoca la morte riducendo al minimo i danni ai tessuti sani.A trarre maggior beneficio da questa nuova terapia contro il mieloma multiplo sarà in primo luogo una categoria di pazienti: coloro che sono stati sottoposti ad almeno quattro precedenti terapie in cui la malattia non risponde al trattamento a base di almeno un inibitore del proteasoma, un agente immunomodulatore e un anticorpo monoclonale anti-CD38, con ricadute o refrattarietà, per i quali non esistono altre soluzioni terapeutiche e quindi destinati alla palliazione.

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Il linfoma plasmoblastico, inizialmente descritto nel 1997 …

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Trapianto autologo come terapia di consolidamento per il linfoma …

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I pazienti fragili con mieloma multiplo di nuova diagnosi …

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Valproato e Acido Retinoico in combinazione con Decitabina …

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L’aggiunta di Venetoclax ( Venclyxto ) all’Azacitidina …

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Rischio emorragico quando agli anticoagulanti senza specifiche indicazioni vengono aggiunti all’Acido Acetilsalicilico

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Aspirina associata alla terapia anticoagulante orale diretta senza una chiara indicazione & Rischio di sanguinamento

Non è chiaro quanti pazienti trattati con un anticoagulante orale diretto ( DOAC ) utilizzino in concomitanza Acido Acetilsalicilico ( ASA; Aspirina ) e come questo influenzi gli esiti clinici.
Sono stati valutati la frequenza e gli esiti della prescrizione di terapia concomitante con Aspirina e anticoagulanti orali diretti per i pazienti con fibrillazione atriale o malattia tromboembolica venosa.
Uno studio di coorte basato su Registro è stato condotto presso 4 cliniche nel Michigan ( USA ) dal 2015 al 2019.
I partecipanti eleggibili erano adulti sottoposti a trattamento con un anticoagulante orale diretto per fibrillazione atriale o tromboembolismo venoso, senza un recente infarto miocardico o storia di sostituzione della valvola cardiaca, con almeno 3 mesi di follow-up.
I pazienti erano stati esposti all’uso di Aspirina in concomitanza con la terapia con anticoagulanti orali diretti.
Gli esiti principali erano tassi di sanguinamento ( qualsiasi, non-maggiore, maggiore ), tassi di trombosi ( ictus, tromboembolismo venoso, infarto miocardico ), visite al Pronto soccorso, ricoveri e morte. ……..

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La gammopatia monoclonale di significato indeterminato …

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Sicurezza e attività clinica di una terapia di combinazione con 2 …

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Mieloma multiplo: trattamento con Isatuximab associato a Carfilzomib e Desametasone

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Analisi dei sottogruppi IKEMA nei pazienti con mieloma multiplo recidivato con citogenetica ad alto rischio: Isatuximab associato a Carfilzomib e Desametasone

Un’analisi ad interim dello studio di fase 3 IKEMA ha dimostrato che l’associazione Isatuximab [ Sarclisa ] – Carfilzomib [ Kyprolis ] – Desametasone ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) rispetto a Carfilzomib – Desametasone nei pazienti con mieloma multiplo recidivante ( hazard ratio, HR 0.531; IC 99%, 0.318–0.889 ; P = 0.0007 ), con un profilo di sicurezza gestibile.

Questa analisi per sottogruppi di IKEMA ha esaminato l’efficacia e la sicurezza nei pazienti con citogenetica ad alto rischio [ t(4;14), del(17p) e t(14;16) e/o guadagno (1q21) ].

I pazienti con 1-3 linee di precedente terapia sono stati randomizzati in un rapporto 3:2 a ricevere Isatuximab – Carfilzomib – Desametasone ( n = 179 ) oppure Carfilzomib – Desametasone ( n = 123 ).

La citogenetica ad alto rischio è stata valutata mediante analisi di laboratorio centrale e definita come uno o più dei seguenti: del(17p): cutoff del 50%; t(4;14) o t(14;16): cutoff del 30%.
La valutazione del guadagno (1q21) è stata prespecificata come 3 o più copie: cutoff del 30%.

L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione. Gli endpoint secondari erano il tasso di risposta globale ( ORR ), il tasso di negatività della malattia minima residua ( MRD ) e la sicurezza.

Tra i pazienti randomizzati, il 23.5% del gruppo trattato con Isatuximab – Carfilzomib – Desametasone e il 25.2% di quelli che hanno ricevuto Carfilzomib – Desametasone presentavano una o più anomalie citogenetiche ad alto rischio; il 26.3% di Isatuximab – Carfilzomib – Desametasone e il 25.2% di Carfilzomib – Desametasone hanno mostrato un guadagno (1q21) isolato…..

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Linfoma a cellule B recidivante o refrattario: tassi di risposta …

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Associazione di Obinutuzumab, Ibrutinib e Venetoclax nella leucemia linfatica cronica naive-al-trattamento e recidivante o refrattaria

Lo sviluppo di agenti mirati altamente efficaci per la leucemia linfatica cronica offre il potenziale per combinazioni di durata fissa che raggiungono remissioni profonde senza chemioterapia citotossi …


 

Acalabrutinib versus Idelalisib più Rituximab o Bendamustina più Rituximab nella leucemia linfocitica cronica recidivante o refrattaria: studio ASCEND

Acalabrutinib ( Calquence ), un potente inibitore della tirosin-chinasi di Bruton ( BTK ), altamente selettivo, è stato valutato nello studio di fase III globale, multicentrico, randomizzato, in ape …


 

Primi risultati promettenti per l’inibizione combinata di HDAC e di mTOR nel linfoma di Hodgkin recidivante / refrattario

Alti tassi di risposta sono stati osservati per i pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante / refrattario trattati con la combinazione di Vorinostat ( Zolinza ) e un inibitore di mTOR. Sebbene la m …


 

Tafasitamab più Lenalidomide nel linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario: studio L-MIND

I pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario che non sono idonei per il trapianto autologo di cellule staminali presentano esiti sfavorevoli e poche opzioni di trattamen …


 

Sicurezza e attività di Selinexor nei pazienti con sindromi mielodisplastiche o leucemia mieloide acuta oligoblastica refrattaria agli agenti ipometilanti

La sopravvivenza globale ( OS ) mediana dei pazienti con sindromi mielodisplastiche ad alto rischio refrattarie agli agenti ipometilanti è inferiore a 6 mesi. Attualmente non esiste una terapia stan …


 

Leucemia linfatica cronica: la tripla terapia a base di Obinutuzumab, Ibrutinib e Venetoclax, risulta promettente in una sperimentazione di fase 2

I risultati di uno studio di fase 2, che ha valutato tre farmaci mirati orali, hanno mostrato il raggiungimento di remissioni profonde nella leucemia linfatica cronica ( LLC ) dopo trattamento di dura …


 

Fedratinib nei pazienti con mielofibrosi precedentemente trattati con Ruxolitinib: analisi aggiornata dello studio JAKARTA2

Fedratinib ( Inrebic ) è un inibitore selettivo della Janus chinasi 2 ( JAK2 ) orale. Lo studio di fase II JAKARTA2 ha valutato Fedratinib nei pazienti con mielofibrosi a rischio intermedio o alto c …


 

Rituximab per il linfoma non-Hodgkin a cellule B mature ad alto rischio e nei bambini

Rituximab ( MabThera ) aggiunto alla chemioterapia prolunga la sopravvivenza tra gli adulti con tumore a cellule B. I dati sulla sua efficacia e sicurezza nei bambini con linfoma non-Hodgkin a cellu …


 

Il regime a base di Selinexor una volta a settimana prolunga la sopravvivenza libera da progressione nel mieloma multiplo pretrattato

Selinexor, Bortezomib e Desametasone, una volta a settimana, hanno migliorato gli esiti rispetto a Bortezomib e Desametasone, due volte a settimana, nel mieloma multiplo pretrattato. I risultati dell …


 

Benefici di Ruxolitinib nel trattamento della policitemia vera nei pazienti intolleranti / resistenti all’Idrossiurea

Un’analisi provvisoria di 52 settimane ha confermato i risultati precedenti evidenziando i benefici di Ruxolitinib ( Jakavi ) nei pazienti con policitemia vera che sono resistenti o intolleranti all’I …


 

Alisertib più chemioterapia di induzione nei pazienti precedentemente non-trattati con leucemia mieloide acuta ad alto rischio

L’aumento dell’espressione dell’Aurora A chinasi ( AAK ) si verifica nella leucemia mieloide acuta; l’inibizione di AAK è un promettente bersaglio terapeutico in questa malattia. È stata valutata l’ …


 

Monoterapia con Acalabrutinib nei pazienti con macroglobulinemia di Waldenström

La chemioimmunoterapia è in genere lo standard di cura per i pazienti con macroglobulinemia di Waldenström; tuttavia, gli effetti tossici infettivi ed ematologici sono problematici. Acalabrutinib ( …


 

Mieloma multiplo di nuova diagnosi: trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe rispetto a Bortezomib – Melfalan – Prednisone, con o senza terapia di consolidamento con Bortezomib – Lenalidomide – Desametasone e mantenimento con Lenalidom

L’emergere di nuovi agenti altamente attivi ha portato alcuni a mettere in discussione il ruolo del trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche ( HSCT ) e della successiva terapia di consol …


 

Sopravvivenza globale con Daratumumab, Bortezomib, Melfalan e Prednisone nel mieloma multiplo di nuova diagnosi: studio ALCYONE

Il trattamento standard di cura per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi comprende terapie di combinazione per pazienti che non sono ammissibili al trapianto autologo di cellule staminali …


 

Efficacia di Ruxolitinib nei pazienti con leucemia neutrofila cronica e leucemia mieloide cronica atipica

CSF3R-T618I ( recettore del fattore stimolante le colonie 3 – T618I ) è una mutazione attivante ricorrente nella leucemia neutrofila cronica ( CNL ) e, in misura minore, nella leucemia mieloide cronic …

Novità nel Trattamento del Linfoma a grandi cellule B: Terapia CAR-T Breyanzi

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FDA: BREYANZI ( LISOCABTAGENE MARALEUCEL ), UNA NUOVA TERAPIA CON CELLULE CAR-T PER ADULTI CON LINFOMA A GRANDI CELLULE B RECIDIVANTE O REFRATTARIO

Breyanzi ha dimostrato un tasso di risposta globale del 73% e un tasso di risposta completa ( CR ) del 54% nel più grande studio registrativo nello studio TRANSCEND NHL 001

Breyanzi ha inoltre dimostrato risposte sostenute in pazienti che hanno raggiunto una risposta completa con durata mediana della risposta non-raggiunta

La sindrome da rilascio di citochine di grado 3 o superiore e la tossicità neurologica di grado 3 o superiore dopo il trattamento con Breyanzi si sono verificate rispettivamente nel 4% e nel 12% dei pazienti. ( Fonte: BMS – Link https://lnkd.in/dUdW58i

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Focus su Leucemia e Mieloma. … Roche Ematologia. Janssen …

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Sindrome mielodisplastica

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Fludarabina

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Guadecitabina

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Blincyto

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Leucemia linfoblastica acuta

Risultati ricerca per “Leucemia linfoblastica acuta”. Regime iper …

Tosedostat

Tosedostat nei pazienti anziani con leucemia mieloide acuta …

 

Novità nel Trattamento del Mieloma multiplo recidivato – refrattario

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EMATOLOGIA: NOVITA’ DA EMA NEL MIELOMA Ematologia.it & Ematologia.net

Il CHMP dell’EMA ha adottato un parere positivo, raccomandando la concessione di un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il medicinale NEXPOVIO ( Selinexor ) destinato al trattamento del mieloma multiplo recidivante e refrattario.

XAGENA NEWS: Link https://lnkd.in/g6fAiTv

XAGENA 20 ANNI IN EMATOLOGIA – LE NOTIZIE CHE FANNO OPINIONE


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