22 giugno 2021

Accerchio i miei disgusti ma essi riescono ad evadere dal ghetto della mia anima.L’infima durata che mi è stata assegnata  spero si svolga ed esaurisca presto,nel frattempo la cosa migliore è non spiegarmi,non dare la chiave del mio essere.Mi sguarnisco di me e acquisto in coscienza ciò che perdo in esistenza. Sono trascinato nel fondo di una voragine  che si genera indefinitamente:vivere è inabissarsi.Scopro la chiave della felicità ogni volta che vengo ignorato,ogni giorno mi affaccio ad un tentativo di esistenza.Per dare un senso alla vita mi rassegno ad ogni fallimento.A che punto è il Nulla rispetto a me stesso? Sono qualcosa che si dissipa,sono un patito della dispersione,un curioso dell’incurabile.La notte è qualcosa di perfetto,impeccabile,mi lascio,così,colmare da questo buio.Sono soddisfatto solo del cadavere che mi trascino dentro.Ascoltare il vento mi dispensa dalla poesia, è poesia;ogni gioia va espiata quindi aspiro ad una infelicità senza intoppi. Vorrei essere il caso impossibile del non-nato.Le onde sono visitate da questa luna estiva,così la mia esistenza annega in questo verdazzurro vuoto.

17 giugno 2021

Mi passa accanto un mondo senza forma.Odo cadere il tempo e il soffio del mio pensiero.Sono l’assurdo e lo spegnimento, tutto,fuorché la vita.Osservo i particolari informi della esistenza quotidiana immerso in un nudo, astratto universo. In me rimbomba il silenzio spento della mia anima,lacrime morte ardono dentro il mio cuore.Ogni giorno rallenta la sensazione di essere vivo,ogni giorno mi attardo ad esistere.Ogni pensiero è un alito di tempo che spoglia le cose del loro aspetto terrifico.Mi scuoto di dosso le tenebre della notte e ascolto il grido clandestino della mia anima.Questo inizio estate mi fissa con occhi tristi,si sbriciolano le fondamenta adibite alla continuazione della mia esistenza:per essere in accordo con me stesso devo essere in disaccordo con la vita.Amare il mondo è averne pena, passo attraverso la tela incerta delle cose, ho sogni sconfinati che il destino raggiunge per me.

16 giugno 2021

I contenuti senza senso del mondo scorrono sull’orlo dell’abisso, il rapporto col Nulla è al di sopra dei contrari, è nell’Uno, nel silenzio.La morte è un gorgo senza fondo, uno sprofondare infinito, un abisso senza fondo. Il “senza-perché” è il terreno dell’Essere, lo strepitio dei contenuti è il non -essere. Rivolgo la mia anima a quella grandezza che distrugge tutti i contenuti: il Nulla; passo accanto alle cose senza dipendenza .Faccio di me il Vuoto nientificandomi, mi compio nel distacco più profondo per non essere catturato dalla rete della finitezza e del determinismo: la verità si dispiega luminosa quando contemplo il Nulla. Tutto è inserito nella ruota del caos universale , accetto quietamente il non-valore del mio valore,mi aggrappo all’assenza di ogni fondamento, oltrepasso il Nulla nientificandolo.

14 giugno 2021

Assumo in me l’Abisso ed il Nulla senza sbigottire. Tutti  i contenuti affermativi della vita mi negano, il mio approdo è radicalmente diverso da quello naturale dipendente dal tempo e dai suoi contenuti. Sono autenticamente vivo quando penso al suo contrario che trasforma il mio esserci in essere.I contenuti della vita fanno di me un prigioniero dell’esistenza.Cerco il vuoto , faccio dormire il mio disprezzo avvolto nel mantello della indifferenza.Tutto ciò che so è una impressione quindi tutto ciò che gli altri sanno di me è una loro impressione : sono me stesso solo per me stesso. Abisso, caos e indifferenza accompagnano la mia esistenza : sono un pozzo che fissa il cielo e su cui si specchia la luna. La vita necessaria non esiste , amo l’indifferenza delle stelle, nella vacuità del mondo rimbomba l’impossibile. Non chiedo niente alla vita se non un raggio di sole, un sorso di quiete. L’allineata quiete del disordine  fa sì che non mi angosci molto sapere che esisto: vivere è sprofondare al di là del niente.

11 giugno 2021

Mi indoro di un tramonto impossibile, precipito in un estatico disprezzo: sento il sublime nell’allontanamento dal mondo. La mia grandezza sta nel non essere niente,tutto mi è estraneo,ciò che mi umilia diviene la mia bandiera.Vedo strade colme di vita che non vogliono dire niente consegnate ad un indifferente destino. Non sono contemporaneo,sono il sopravvissuto di un’epoca precedente. La tristezza mi conforta,la gioia mi addolora.Tutto ciò che è azione ripugna alla mia sensibilità; mi è concesso scegliere solo cose che detesto quindi faccio ciò che posso per perdere ogni attaccamento alla vita.Poco a poco ho trovato in me il conforto di non trovare niente,la mia è una vita senza storia, è una storia senza vita. Imbevo i miei occhi nei colori del tramonto ma tutto è imperfetto: non c’è tramonto così bello da non poterlo essere di più. Il cuore se potesse pensare si fermerebbe, eppure si ostina a battere allora non resta che che diventare estraneo alla solennità del mondo,indifferente al divino e sprezzante dell’umano conservando,gelosamente, la dignità del tedio.

09 giugno 2021

In questo presente avvenire e passato si fanno sempre più vicini. Verso sulla mia esistenza oscurità e silenzio,imparo il disprezzo, sparendo benedico me stesso. Sono avvolto nell’intreccio del caso, la felicità mi stritola, vedo solo putredine in tutto ciò che è vivente. Per il maggior bene è necessario il male più grande. Con le parole danzo sulle cose, fuggo da me stesso e accuso la vita di gettare ponti illusori fra esseri separati per sempre. Un pensiero vertiginoso sorge dal profondo, sento parlare l’abisso : Sii felice di ciò che ti distrugge, l’anima non ha un mondo al di là di se stessa.

08 giugno 2021

Sono un granello di polvere integrato nella compagine cosmica. Lo srotolarsi del filo del pensiero mi fa concepire la vita come una successione di attimi in cui tutto è degenerazione di tutto. Confino la mia anima nel tempo dell’assenza. Spira una densa desolazione , ogni desiderio è inutile,non c’è che abbandonare il presente, abitare il tempo della inazione e dell’ozio, vivere ai margini dell’ingombrante quotidianità coi suoi doveri.

07 giugno 2021

Avvolto nel sudario del Nulla Assoluto,vivo una serie confusa di intervalli tra cose che non esistono.La mia vita è dedicata a ciò che non ho e a ciò che non desidero.Sono un freddo interludio di pietra tra due negazioni: il non-essere prima di nascere, il non-essere dopo la morte.Rigetto del mondo reale tutto ciò a cui gli altri cercano di aggrapparsi.Mi sono invaghito del Nulla nel quale mi rispecchio e al quale mi aggrappo. Nessun flusso vitale ossigena l’Essere,vivo il tempo come un naufragio che mi fa approdare nel glaciale fondo dell’abisso esistenziale: l’assoluto non-senso del vivere.Vivo mettendo in pratica il fallimento delle illusioni e delle speranze,fingendo che è possibile scoprire il significato dell’esistenza.Faccio il pieno di ogni negazione ,non colmo la solitudine,imparo ad adorare il male di vivere,ad amare il peso devastante del Nulla,esorto me stesso alla astensione  e alla abdicazione: esistere autenticamente è abdicare a vivere una vita nebulosa,indecifrabile,casuale,opaca e tremula per approdare alla indifferenza ,alla desistenza,fluttuando,da vinto,negli accadimenti quotidiani.Condannato alla pena d’esistere, sono smarrito di fronte al mondo;leggo il diario della mia anima  che racconta di una esistenza scandita e avvolta dalla normalità quotidiana del dire e del fare ma,dal fondo del pozzo cupo e spaventoso della mia anima ,vedo risplendere,impassibili,immote stelle lontane,ignare del mio esserci.

06 giugno 2021

Vivo di me stesso, corro dietro il vento, ho esaurito tutte le parole per esprimere il mondo senza riuscire a dirlo.Ogni sera il sole tramontando s’affretta a tornare là dove rinasce. Inesorabile come il fato tutto ha il suo tempo, un barlume di luce tenta d’illuminare anche il più opaco degli uomini. E’ rimasto poco destino nel mio sguardo tempestoso come il più agitato dei mari. Con sguardo profondo investigo la mia esistenza , non so volare quindi non mi rimane che imparare a cadere al più presto. L’anima più necessaria è quella capace di smarrirsi e precipitare nel caos,immersa nel divenire  essa raggiunge se stessa.

04 giugno 2021

Una polvere di idee già respirate mi invade la mente. In queste sere rosate, in quest’età opaca il crepuscolo è una iniziazione alla morte. Poso uno sguardo consapevole su me stesso, vivo una esistenza alla quale fanno da contrappeso astri remoti. Sono il prodotto caduco di circostanze casuali non presiedute da nessun dio.Mi ripugna accettare la mia esistenza, nella mia anima sono presenti piaghe segrete,essa non sa che smarrirsi e precipitare con gioia nel caso , immersa nel divenire saggiamente fugge a se stessa. Un formicolio di giorni invade la mia esistenza , sbadiglio di me stesso, non avanzerò più di un passo verso la meta. Oblio ogni nube di gioia , sono innamorato della mia stanchezza per il mondo: non voglio imbarcarmi verso un …forse!