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tu sei fragile

Post n°434 pubblicato il 25 Maggio 2013 da ITALIANOinATTESA
 

 

ITALIANOinATTESA
ITALIANOinATTESA il 25/05/13 alle 15:45 via WEB
...il "tu sei fragile" ...sono io ...almeno anch'io!
caro Roberto, ...mi identifico in Lui ...l'uomo fragile è la mia "IDENTITA'" immerso nelle mie incertezze e nei miei dubbi, ma anche nella mia consapevolezza del voler esigere da me stesso qualcosa di più del "normale possibile" ...come il rincorrere l'orizzonte sapendo di non poterlo mai raggiungere e magari ricevere in dono di incontrare lungo questo percorso altre persone con trascorsi empaticamente allineati o diversamente compatibili, ma comunque atti a contribuire alle nostre realizzazioni mediante la personale autoeducazione ed il conseguente RISPETTO reciproco che trasforma le nostre debolezze in punti di forza determinanti per la sopravvivenza di una qualsiasi comunità. 
un saluto, M@.

 

...commento immesso nelle bozze per archiviarlo ...ed, invece, è schizzato su pubblica involontariamente; 
avrei voluto cancellarlo, ma poi mi sono frenato ...ci penserò domani ...diceva qualcuno! 

un saluto soprattutto ai destinatari del commento che se sono d'accordo lo lascio.
il post del giorno e di domani resta quello dedicato a DON GALLO.

 
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Don Andrea Gallo ...l'Angelicamene Anarchico

Post n°433 pubblicato il 25 Maggio 2013 da ITALIANOinATTESA
 

 

Don Andrea Gallo: "Preti contro ....nessuno è amore per tutti"

 

Ansa

 

Ricordo del 5 febbraio 2006


Caro Gesù Bambino,
aiutami a ottenere un’obiettiva radiografia della nostra classe politica. Mediamente è incolta, disinformata e intimorita, soprattutto sulla scelta della pace. È arrogante e debole nell’affrontare il problema dell’informazione, del lavoro, delle pensioni, dei giovani, del sociale. È specialista in tagli, convinta di rispondere a una cittadinanza e a un elettorato incapace di intendere e volere. Le leggi brutte, tu ce lo insegni, caro Gesù Bambino, si potranno abrogare, ma la decadenza della nostra classe politica no. Toglimi una curiosità: ogni tanto dai un’occhiata alle nuove leggi? Falsi in bilancio, condoni, immunità, rogatorie, la legge Bossi-Fini. Ciampi con la Gasparri ha avuto un sussulto.
E tu?
Caro Gesù Bambino, ti voglio confessare, questa notte, il principale e il più grave di tutti i nostri peccati. Quello di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden o, se vuoi, di Narciso nel mito greco: la superbia, la presunzione, l’amore per noi stessi, la competitività, il successo, la vittoria, la «creazione» del nemico per i nostri meccanismi aggressivi.
Caro Gesù Bambino, è vero che se noi «Occidente cristiano» bombardiamo una città, ammazziamo migliaia di persone innocenti, se spariamo missili sui mercati, ammazziamo migliaia di vecchi e bambini? Che se occupiamo un Paese con le armi, violando il diritto internazionale, distruggendone la vita civile, e se trattiamo gli altri a colpi di cannone seminiamo odio, rabbia, violenza infinita e non democrazia? Che se distruggiamo le case dei  parenti dei kamikaze, mettiamo al mondo altri kamikaze?
Caro Gesù Bambino, i poveri, i miserabili, sono sempre più esposti alla bufera. C’è una tenaglia che vuole stritolarci.
Siamo preoccupati, caro Gesù Bambino:
quanti saranno ancora gli «Stati canaglia»? E aggiungo: quanti saranno i nuovi dittatori, accettati perché in linea con la strategia dell’Impero? Ma tu non ci hai insegnato che bisogna mettere al primo posto la ricerca continua delle cause delle
ingiustizie?
Senza ambiguità.
È un’impresa ardua. È indispensabile
il tuo aiuto.

preghiera di Don Andrea Gallo nell'anno 2006

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

...Don Gallo ...Maestro di Vita per almeno 4 generazioni ...per ora ...e lo sarà per sempre per tante altre;

...Don Gallo ...Faro illuminante per ogni riflessione di carattere sociale che possa interessare il "nostro vivere comune" in questo "nostro" straziato paese ...e di tutto il mondo;

...Don Gallo che considerava il "linguaggio" usato dal potere e dai falsi media al suo servizio, la peggiore droga che poteva indurre a definire un ragazzo «inadatto agli studi» soltanto perchè figlio di povera gente;

...Don Gallo che  non riusciva a comprendere, al pari di tanti di noi, come dei "bombardamenti" di popolazioni inermi possano essere considerati «azione a difesa della libertà»;

...Don Andrea, "accusato" di essere comunista;

...Don Andrea Gallo, per me "anarchico cristiano" ...forse la forma più sublime di condizione spirituale che un'ANIMA di un essere UMANO possa dignitosamente gustare in questo passaggio terreno è stato un DONO regalatoci da chi ognuno di noi voglia considerare suo donatore; la forza dell'anarchia che mi piace considerare, a mio modo intendo, è anche questa...

...Don Gallo ...dono particolare per chi ha avuto la FORTUNA di viverci accanto

...Don Gallo ...mia speranza per i posti di PdR ...PdC ...P.C.C. ...cittadino del nostro parlamento ...e così via!


...Don Gallo ...ESSENZA anche in questo mondo del Web e come ...blogger di LIBERO ...desidero immaginarlo VIVO ...fra noi al fine di non rendere vane e vuote queste nostre parole che vanno ad infrangersi contro aguzzi scogli che aridamente impietriscono le nostre anime.

 
...grazie Andrea per esserci stato ...soprattutto accanto a noi tutti ...tutti nel senso letterale del termine ...perchè essere accanto agli emarginati ...significa non escludere nessuno.

Ad Andrea, Angelicamente Anarchico,  offro un mio umile e rispettoso pensiero da "blogger da marciapiede virtuale"; IinA_M@.


 
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Ed allora di che ti meravigli? Ricordo di G. Flcone

Post n°432 pubblicato il 23 Maggio 2013 da ITALIANOinATTESA
 

CAPACI 23 MAGGIO 1992 ORE 17.58
.
« La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » G. Falcone
cittadino di uno strano paese
.
.
La coscienza a posto: apologo sull’onestà nel Paese dei corrotti / di Italo Calvino

Dalla rivista diretta da Goffredo Fofi "Lo straniero", n. 72 del giugno 2006 (sito: www.lostraniero.net) riprendiamo il seguente indimenticabile articolo di Italo Calvino. Nella rivista il testo e’ accompagnato dalla seguente nota redazionale: "Questo testo e’ apparso per la prima volta su ’la Repubblica’ il 15 marzo 1980, ma appare negli appunti dell’archivio Calvino con il titolo ’La coscienza a posto’. E’ stato ripubblicato in Romanzi e racconti (Meridiani Mondadori, 1994, vol. 3, pp. 290-293) come ’La coscienza a posto (Apologo sull’onesta’ nel paese dei corrotti)’. Ringraziamo Ester Singer Calvino per averci permesso di riproporlo". domenica 25 giugno 2006, di Redazione Antenati - 3797 letture DA: http://www.girodivite.it/La-coscienza-a-posto-apologo-sull.html

C’era un paese che si reggeva sull’illecito.

Non che mancassero le leggi, ne’ che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti piu’ o meno dicevano di condividere.
Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perche’ quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si e’ piu’ capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente, cioe’ chiedendoli a chi li aveva in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori, in genere gia’ aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo di una sua autonomia. Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perche’ per la propria morale interna, cio’ che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito, anzi benemerito, in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalita’ formale, quindi, non escludeva una superiore legalita’ sostanziale. Vero e’ che in ogni transazione illecita a favore di entita’ collettive e’ usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che, per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se’ una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene, il privato che si trovava ad intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro di aver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cioe’ poteva, senza ipocrisia, convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita. Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale, alimentato dalle imposte su ogni attivita’ lecita e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Poiche’ in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta, ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse), la finanza pubblica serviva ad integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attivita’ che sempre in nome del bene comune si erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse, che in altre epoche e civilta’ poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza di atto di forza (cosi’ come in certe localita’ all’esazione da parte dello Stato si aggiungeva quella di organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori, pur provando anziche’ il sollievo del dovere compiuto, la sensazione sgradevole di una complicita’ passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attivita’ illecite, normalmente esentate da ogni imposta. 
Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva di applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino ad allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziche’ di soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse di un regolamento di conti di un centro di potere contro un altro centro di potere. Cosi’ che era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle guerre tra interessi illeciti oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e di interessi illeciti come tutti gli altri. Naturalmente, una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale, che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche si inserivano come un elemento di imprevedibilita’ nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita. In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che usavano quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge e con un ben dosato stillicidio d’ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini illustri e oscuri si proponevano come l’unica alternativa globale del sistema. Ma il loro effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile e ne confermavano la convinzione di essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla. Cosi’ tutte le forme di illecito, da quelle piu’ sornione a quelle piu’ feroci, si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilita’ e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto, dunque, dirsi unanimemente felici gli abitanti di quel paese se non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.Erano, costoro, onesti, non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, ne’ patriottici, ne’ sociali, ne’ religiosi, che non avevano piu’ corso); erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso, insomma non potevano farci niente se erano cosi’, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno al lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione di altra persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, gli onesti erano i soli a farsi sempre gli scrupoli, a chiedersi ogni momento che cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtu’ sono cose che riscuotono troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in mala fede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per se’ (o almeno quel potere che interessava agli altri), non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute piu’ nascoste; in una societa’ migliore non speravano perche’ sapevano che il peggio e’ sempre piu’ probabile.
Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che, cosi’ come in margine a tutte le societa’ durate millenni s’era perpetuata una controsocieta’ di malandrini, tagliaborse, ladruncoli e gabbamondo, una controsocieta’ che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare "la" societa’, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della societa’ dominante ed affermare il proprio modo di esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di se’ (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera, allegra e vitale, cosi’ la controsocieta’ degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversita’, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa di essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno piu’ dire, di qualcosa che non e’ stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’e’.
L’apologo di Calvino è stato diffuso da: La nonviolenza in cammino, numero 1337 del 25 giugno 2006
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PALERMO 23 MAGGIO 2013: 
Il benvenuto dei giovani
.
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Ed allora di che ti meravigli?
Non sai che in quello strano paese "le diversità" sono andate sempre più scomparendo e le categorie son finite per rassomogliarsi quasi tutte?
I loro corpi e le loro anime delle quali, però, non sappiamo manco esattamente di cosa si tratta, spesso operano insieme; a volte, invece, le anime se ne vanno da sole trasformandosi in fantasmi ed....all'insaputa dei ...poveri luridi corpi, compiono misfatti di cui vengono incolpati solo i "malcapitati" corpi.  E poi questi fantasmi non hanno neppure la necessità di riposarsi e possono operare per tutto il tempo in secondi di cui è composta la santa giornata e staccati dai corpi si divertono a loro insaputa a ...comprare case ...fare nomine nei CdA ...nei Consigli regionali ...e naturalmente i peggiori li vanno a deporre nei palazzi più belli e prestigiosi ove l'onore si fa multicolore. E quando serve un po' di disponibilità di liquidità non si tirano indietro dal fare qualche prelievuccio bancomat meglio se a carico dei soliti fessi. 
Poi, ovviamente, ci sono i fantasmi corrispondenti alle anime nere, quelle più intraprendenti  che non si contentano di fare cose da fessacchiotti ed allora si inventano di accendere un po' di fuoco quì  o la a seconda che serve un botto oppure solo fumo.
Ed allora di che ti meravigli?  
Se le leggi sono fatte solo per i corpi come pretendi di poter acchiappare queste anime "fantasmizzate" lasciate libere di agire perchè si sa, in fondo, i "fantasmi" , non esistono?
IinA_M@  
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VIDEO CON LA LETTURA DELLA LETTERA DELL'11/02/1983
(un po' di pazienza per la pubblicità)

 

 
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Art. 49 della Costituzione

Post n°430 pubblicato il 20 Maggio 2013 da ITALIANOinATTESA
 

  ANSA.IT  

Pd, o partiti con statuto o niente voto
Proposta per attuazione art. 49 della Costituzione

20 maggio, 14:37

Pd, o partiti con statuto o niente voto(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Tempi duri per i movimenti e per lo stesso Beppe Grillo: una proposta di legge firmata da Anna Finocchiaro e dal capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, prevede la piena attuazione all'art. 49 della Costituzione sui partiti, dando loro "personalita' giuridica". Una serie di 'obblighi' che confliggono ad esempio proprio con il tipo di organizzazione statutaria del Movimento 5 Stelle e che terrebbero fuori dalle elezioni i soggetti politici non in regola
La Costituzione della Repubblica Italiana
TITOLO IV
RAPPORTI POLITICI
Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura
l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati
seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. 
Art. 50.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Art. 51.
Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti
le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Art. 52.
La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
 
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