La Serie A da due a dieci-Trentaquattresima giornata

I nostri voti alla trentaquattresima giornata di campionato.

Iniziamo con Torino-Spezia. Vittoria ultra meritata dai granata (8), che dominano il match, ben più di quanto lasci pensare il risultato. Lo Spezia (5) è stato ridotto al ruolo di sparring-partner. 8 al “Man of the Match” Lukic.

7 all’Atalanta, che ritrova la vittoria contro il Venezia (5). Dopo un buon inizio, i lagunari si sono ridotti pure loro, come lo Spezia, a fare lo sparring-partner.

L’Inter (9) domina contro una Roma che, dopo un inizio discreto, è stata travolta dai nerazzurri (5 ai giallorossi). Menzione per l’azione del primo goal nerazzurro (10), da far vedere in tutte le scuole calcio e menzione per il goal di Brozovic (9).

Il Verona e la Sampdoria (6 a tutte e due), si dividono la posta in palio. I veneti hanno creato di più, ma i liguri hanno saputo fronteggiarli abbastanza bene.

Vittoria importantissima della Salernitana (8), che può quindi tornare a sperare nella salvezza. La Fiorentina (5) perde meritatamente, lasciando per lunghi tratti l’iniziativa ai campani. Igor (4) compie un errore imperdonabile sul secondo goa. La scena della scarpa di Nicola è uno spettacolo (9).

Bella gara tra Bologna e Udinese (7 a tutte e due), favorita dal fatto che le due compagini ormai possono considerarsi tranquille. Belle le azioni del goal dell’1-0 e del goal dell’1-1 (8 ad entrambe).

Il Napoli (5) getta via un’altra occasione e a questo punto rischia pure il terzo posto. Gli azzurri perdono, non riuscendo a gestire il vantaggio di due goal. Bravo l’Empoli a crederci e a raccogliere una vittoria che, per quanto si è visto, è parsa meritata (8 ai toscani). 2 a Meret per l’errore clamoroso sul goal del 2-2, 9 al “Man of the match” Pinamonti.

Il Cagliari (6) perde immeritatamente a Genoa, dopo aver dominato il secondo tempo. Il Genoa (6) coglie tre punti insperati, che consentono ai liguri di continuare a sperare nella salvezza.

Vittoria strameritata del Milan (9), che dopo lo svantaggio iniziale si riprende e porta a casa tre punti d’oro, contro una Lazio (5) che per lungo tempo ha subito i rossoneri. Menzione per Pioli (9), che comunque vada anche quest’anno ha fatto un lavoro fantastico (e ieri sera ne abbiamo avuto un’altra conferma, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno).

Infine la Juventus (6) vince a Reggio Emilia contro un buon Sassuolo (7). I bianconeri hanno acciuffato nel finale una vittoria “pesante”, che ipoteca la qualificazione Champions, ma i problemi rimangono, dal momento che il loro migliore in campo per noi è stato Szczesny (7), un’altra volta decisivo alla faccia di quelli che ad inizio stagione volevano trucidarlo (e qui, va detto: bravo Allegri che ha continuato a dargli fiducia). Bella l’azione del goal del Sassuolo (9).

La Serie A da cinque a dieci-Trentaduesima giornata

I nostri voti alla trentaduesima giornata.

Iniziamo da Empoli-Spezia. Match equilibrato, con i liguri che forse hanno creato qualcosa in più, ma che ha dimostrato quanto sia l’una sia l’altra siano due compagini che in Serie A non ci stanno per caso: 7 a tutte e due.

L’Inter (8) dimostra quanto la vittoria contro la Juve sia stata importante dal punto di vista psicologico. Infatti i nerazzurri ci sono sembrati “sbloccati”, ritornando a costruire gioco e azioni, contro un Verona non trascendentale, ma che non ha rinunciato a giocare (6 ai veneti). Menzione per Perisic e Barella, bello il modo in cui hanno costruito e finalizzato il primo goal (8).

La Juventus (7) vince a Cagliari e consolida il quarto posto. Con l’Inter indubbiamente i bianconeri hanno fatto una prestazione più bella, ma è pur vero che ieri, dopo il goal il Cagliari non ha più creato pericoli e la partita l’ha fatta la Juve (che ha meritato la vittoria). Il Cagliari (6) dicevamo, dopo l’1-0 non stato più offensivo, anche se comunque perdere contro la Juve per i sardi ci sta. Menzione per Joao Pedro (8, bel goal) e il migliore dei bianconeri, ovvero il solito Cuadrado (8).

La Lazio (9) domina a Genoa. I romani rispolverano il “Sarrismo”, con una prestazione in linea con i concetti calcistici del suo allenatore. Il Genoa (5) non inizia male, ma i biancazzurri sovrastano i liguri. Menzione per Ciro Immobile e la sua tripletta (9).

Vince e convince il Sassuolo (8), ormai non più una sorpresa per come gioca. L’Atalanta (5) non è più la macchina sforna-gioco delle ultime stagioni, o meglio: lo è ancora, ma solo in Europa. 9 a Traoré e 9 all’azione del primo goal emiliano: da antologia.

Il Napoli (5) perde un’altra grossa occasione per portarsi in testa alla classifica, perdendo (meritatamente) contro una Fiorentina ottima (9 ai viola), che dimostra di saper tenere testa a chi è sulla carta più forte di lei. Italiano (10) è stato l’artefice del successo della sua squadra, azzeccando i cambi al momento giusto. 9 all’azione del primo goal viola, 9 al goal di Osimhen, anche se inutile.

Tre punti d’oro per l’Udinese (7) a Venezia. I friulani sfiorano il goal del 2-0, subiscono il pari, rischiano di perdere e poi vincono, contro un Venezia (5) che dimostra comunque dei problemi. 10 a Becao. Salva la sua squadra dal goal del 2-1, poi va in avanti e segna. Se questo non è essere decisivo noi siamo i Rolling Stones…

La Roma (7) fatica ma vince. La Salernitana (6) sbaglia il goal del 2-0 con Kastanos (5) poteva e doveva fare di più), ma alla fine i giallorossi la spuntano dopo aver cercato di ribaltare il match. 9 a Radovanovic e a Carles Perez per i goal.

Bella partita fra Torino (7) e Milan (6), con i granata che forse hanno creato di più e con i rossoneri che per la seconda volta consecutiva non riescono a segnare e ad essere incisivi come dovrebbero.

Il Bologna (8) vince meritatamente, contro una Sampdoria che, a parte l’occasione di Caputo, ha creato poco (5 ai liguri). Menzione per Arnautovic (9), “Man of the Match”.

La Serie A da quattro a dieci-Ventottesima giornata

Ecco i nostri voti alla ventottesima giornata.

Cominciamo con l’Inter (9) che strapazza la Salernitana (4), che dopo un buon inizio passa da sfidante a semplice sparring-partner. Menzione per Lautaro Martinez e la sua tripletta (9), l’assist-man Barella (8) e Verdi che si divora un goal (puoi anche non segnare, ma la porta la devi centrare in una situazione del genere: 4).

Vittoria meritata dell’Udinese (7) ai danni di una Sampdoria poco convincente (5 ai blucerchiati), il cui goal è più demerito di un’ingenuità (da 5) di Becao che merito della squadra.

Vittoria meritata anche della Roma (8) su un’Atalanta che, al di là delle assenze, ci è parsa lontana dall’essere la squadra ammirata nelle ultime stagioni (5 ai bergamaschi).

Lazio-show a Cagliari! I biancazzurri (9) dominano il match, sfornando ottimo calcio. Da manuale il contropiede del 2-0 (10), bellissimo anche il goal di Felipe Anderson (9). Il Cagliari ha praticamente fatto la figura di un pugile suonato che non ce la fa reagire di fronte alla potenza dell’avversario (4 ai sardi).

Bella gara fra Genoa ed Empoli. I liguri (7) meritavano forse l’intera posta, avendo creato di più dei toscani (6), che comunque non hanno certo rinunciato a giocare.

Lo stesso discorso fatto sopra vale per Bologna-Torino, che hanno dato vita ad uno 0-0 tutt’altro che noioso. Forse i granata hanno creato più occasioni (meritando un 7), ma anche i felsinei (6) hanno cercato la via del goal, non trovandola (6 ai bolognesi).

Bel pareggio anche tra Fiorentina e Verona (7 a tutte e due), coi viola che forse meritavano qualcosa in più, ma coi veneti che hanno comunque creato calcio. Bello il goal di Piatek (9).

Festival dei rigori a Venezia, tra Venezia (5) e Sassuolo (8). Rigori che c’erano tutti, da segnalare l’ingenuità di Romero sul rigore del 3-0 (5 al portiere).

Vittoria preziosa della Juventus (6), che dopo un buon primo tempo, denota i soliti limiti atletici già evidenziati da noi in altri post. Buona la prova dello Spezia (7), cui è mancato solo il goal (che nel secondo tempo sarebbe stato meritato). Menzione per il migliore in campo: Szczesny (8), che ha salvato il risultato per la Juve più della tattica di Allegri e del “Cortomuso”.

Concludiamo col match più atteso. Vittoria meritata del Milan (8). I rossoneri giocano una partita tatticamente inappuntabile, limitando l’attacco partenopeo e in particolare Osimhen (5). Il Napoli (5) fallisce l’appuntamento importante, dimostrando limiti che la classifica sembrava nascondere. Menzione per Giroud (9), ancora una volta decisivo in uno scontro diretto. Ad oggi non ha segnato moltissimo, ma i suoi goal sono stati pesanti come macigni.

Inoltre

Non diamo un voto, ma un premio a Marusic perché l’espulsione che rimedia in Cagliari-Lazio è roba da film di Stanlio e Olio. Pure un bambino dell’asilo ha capito che si è fatto ammonire apposta per esserci al derby tra due domeniche. Premio “Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone”.

La Serie A da tre a dieci-Ventisettesima giornata

I nostri voti alla ventisettesima giornata.

La prima partita è stata Milan-Udinese. Rossoneri sottotono (5), contro un’Udinese coriacea (7), che ha meritato il pareggio. Leao (7) migliore del Milan, anche se il suo goal è tanto dubbio quanto quello del pareggio friulano.

L’Inter gioca una buona partita (7), ma non riesce a fare goal. Tuttavia a noi i nerazzurri non sono spiaciuti, come non c’è spiaciuto il Genoa (7).

Pari tra Salernitana e Bologna, che disputano una buona e avvincente gara (7 a tutte e due le compagini).

La Juventus (6) vince ad Empoli. Il gioco dei bianconeri non entusiasma (non è una novità), come preoccupa il fatto che sul 3-1 non abbiano messo la partita in cassaforte (anzi, se Bonucci non salva sulla linea quel colpo di testa, non si sa come sarebbe finita…), ma i punti sono stati portati a casa. L’Empoli ha giocato una buona partita (7 ai toscani, che forse meritavano di più), ma si sono dovuti arrendere davanti ad un Vlahovic mostruoso (10). Due goal, più uno propiziato da una sua giocata (guardiamo chi e come ha fatto partire l’azione del goal di Kean).

Bellissimo match fra Sassuolo (8) e Fiorentina (7, giacché il primo tempo i viola hanno subito gli emiliani). Due squadre che giocano a calcio, con due allenatori giovani e bravi. Menzione per Traoré e il suo goal (da 10), una magia degna di quella di Mbappé in Psg-Real di Champions.

Colpo grosso del Cagliari (8) a Torino, con Mazzarri che assapora la vendetta dell’ex. I sardi vincono (meritando) contro un Toro che, al netto delle parate di Cragno (9), ci è parso sottotono (5).

Bella e convincente prova del Verona (8), contro un Venezia (5) apparso remissivo.  Menzione per il “Man of the Match” Simeone (9), la cui tripletta è comunque frutto del gioco corale veronese.

La Roma ottiene in Zona-Cesarini una meritata vittoria. I giallorossi (8) dominano, specialmente dopo l’uscita di Amian, autore di un’ingenuità clamorosa (da 3). Possono raccontarci ciò che vogliono, ma quello è fallo tattico e dunque passibile di ammonizione. Se uno è già ammonito l’espulsione non fa dunque una grinza. 8 all’arbitro Fabbri, checché ne dica Tiago Motta (su di lui ci soffermeremo dopo). Lo Spezia (6) ha cercato di resistere fin che ha potuto, grazie ad un po’ di fortuna e ad un ottimo Provedel (9).

Se una romana ha vinto in Zona-Cesarini, l’altra invece ha perso. La Lazio perde contro il Napoli, ma forse senza meritarlo, per la prova offerta. 7 ai biancazzurri, che hanno semplicemente il torto di non concretizzare quanto creato. 7 anche ad un Napoli coriaceo, che ora si trova in testa alla classifica. 9 ad Insigne, Pedro e Fabian Ruiz per i goal.

Concludiamo con l’Atalanta (9), che è tornata l’Atalanta che abbiamo ammirato nelle ultime stagioni, riducendo la Sampdoria (5) al semplice ruolo di sparring-partner. 9 a Miranchuck per il goal.

Inoltre

Tre come il suo storico numero di maglia a Paolo Maldini. Non ci sono piaciute le sue dichiarazioni nel dopo Milan-Udinese. Anche il goal di Leao era dubbio (si vede una spinta sull’avversario), dunque come ha accettato quello deve accettare il goal dell’Udinese, punto e basta.

Tre pure a Thiago Motta. L’espulsione è un’ingenuità del suo giocatore, non certo dell’arbitro, se la prendesse col primo quindi. Poi, onestamente:  contestare il rigore fischiato alla Roma è cabaret.

La Serie A da zero a dieci-Venticinquesima giornata

 

I nostri voti alla venticinquesima giornata di Serie A.

Iniziamo da Lazio-Bologna. Gara praticamente a senso unico, dominata dalla Lazio (8) che alterna figure di merda come quella di San Siro in Coppa Italia a partite convincenti come quella di ieri. Male il Bologna (5) che si è limitato a fare lo sparring-partner. 8 al “Man of the match” Zaccagni, 2 a Soumaoro per il fallo commesso sul rigore, che ingenuità!

Napoli-Inter era la partita più attesa della giornata. Noi diamo 7 a tutte e due le squadre, per aver dato vita ad un match avvincente. Pareggio tutto sommato giusto. Primo tempo dominato dal Napoli, mentre nel secondo è venuta fuori l’Inter. Le due compagini hanno comunque dimostrato di poter competere per il tricolore fino alla fine. Bene Osimhen (7), autentica spina nel fianco nella difesa nerazzurra e Dzeko (7 pure a lui) perché riceve pochi palloni, ma è bravissimo a farsi trovare pronto all’appuntamento con il goal quando gli arriva un pallone in area.

Colpo grosso del Venezia (7) a Torino. Tre punti conquistati con tenacia, specie dopo un inizio non certo confortante. 5 ai granata che probabilmente, dopo il goal dell’1-0, hanno pensato di aver già archiviato la pratica. 9 all’arbitro Giua e ai suoi collaboratori per aver usato il VAR opportunamente e correttamente, sia sul goal annullato a Belotti che sull’espulsione di Okereke.

Milan primo in classifica grazie ad una convincente prova contro la Sampdoria. 8 ai rossoneri e 8 a Leao per il goal, figlio di un’accelerazione spaventosa da parte sua. 5 ai blucerchiati, poco consistenti. Citazione anche per il migliore in campo della Samp: il portiere Falcone (9).

Pareggio (tutto sommato giusto) tra Empoli e Cagliari, squadre autrici di una buona partita. 7 a tutte e due le compagini. Gran goal di Pinamonti, da “puntero” (9).

Pareggio tra Genoa e Salernitana, che conquistano un punto che forse scontenta tutte e due le squadre, ma che ci pare giusto per quello che si è visto (in realtà non molto…). 5 a tutte e due perché potevano fare di più. Discutibile l’azione in cui il Genoa ha chiesto un rigore per fallo su Destro (la trattenuta c’era e si vedeva), indiscutibile che sul proseguimento dell’azione Destro si è mangiato un goal da far impallidire Egidio Calloni.

Chi vede il risultato di Verona-Udinese pensa che i gialloblù abbiano stradominato. Invece non è così. Il bello (o il brutto, a seconda da che lato la si vede) del calcio è pure questo. Il Verona fa quattro tiri in porta e fa quattro goal. I friulani colpiscono traverse, creano occasioni ma non concretizzano. Noi diamo 9 ai veronesi, ma 6 all’Udinese poiché vittima di un passivo troppo pesante. Menzione per Caprari (8), che continua a segnare e a convincere.

Pareggio tra Sassuolo e Roma, con gli emiliani (7) che possono recriminare perché oggettivamente meritavano di più. 5 alla Roma perché non ci ha convinto e il pareggio raggiunto ci è sembrato immeritato. Mourinho (5) ad oggi non ci sembra abbia fatto molto meglio del suo predecessore, il tanto vituperato Fonseca. Menzione per Traoré (8), migliore in campo e spina nel fianco della difesa giallorossa. 2 invece a Rui Patricio per il pasticcio sul goal dell’1-1.

C’era molta attesa per il match da “zona Champions” fra Atalanta e Juventus. E’ stato tutto sommato un bell’incontro, con diverse occasioni da una parte e dall’altra. Alla fine il pareggio è stato giusto. Noi diamo 7 a tutte e due le squadre, anche se forse i bergamaschi rispetto ai torinesi avevano l’attenuante di avere più assenze. 10 a Malinovski per il super goal, 8 a De ligt per i due monumentali salvataggi nel primo tempo, senza i quali oggi forse racconteremmo un’altra partita e un’altra storia. 4 a Muriel perché se non  fosse per le strisce nerazzurre invece di quelle rossonere, per un attimo ci è sembrato di rivedere il Milan 1983/84 con Blisset in azione, quando si è divorato il goal a porta vuota.

Bella la gara disputata dalla Fiorentina, che sembra aver assorbito il colpo della cessione di Vlahovic. I viola (8) raggiungono una meritata vittoria contro un avversaria che non è stata certo a guardare (6 allo Spezia). 8 ad Amrabat per il destro chirurgico col quale si è fatto perdonare la tavanata sul pareggio spezino, 7 ad Agudelo per averci creduto, 7 a Piatek (bentornato!) perché al di là del rigore sbagliato (chi non ne ha mai sbagliati?) ci è sembrato subito entrato nei meccanismi di Italiano.

Inoltre

Due a Umberto Marino. Il suo show nel post-partita di Atalanta-Juve non ci è piaciuto per niente. Anche perché Szczesny da regolamento poteva meritare un’ammonizione (come hanno detto tanti commentatori che il regolamento lo sanno), mentre era più da rosso l’intervento su De Sciglio da parte di Hateboer e poi francamente, ci sta già stufando Gasperini con le sue polemiche, se ci si mettono anche i suoi superiori è la fine.

Zero a Maurizio Sarri.  Il campo da calcio non è una giungla, un bambino di cinque anni quando si soffia il naso sa che deve prendere un fazzoletto, lui di anni ne ha sessantatre, poteva evitare di regalarci (sapendo che ovunque c’è una telecamera) il suo muco in diretta tv. Sporcaccione!

 

 

 

La Serie A da zero a dieci-Ventiquattresima giornata

I nostri voti alla ventiquattresima giornata di ritorno.

Iniziamo da Roma-Genoa. Roma (6) che non riesce a trovare la vittoria, seppur abbia creato diverse occasioni, contro un Genoa (6) che non è apparso affatto remissivo (a parte forse negli ultimi minuti, quando i rossoblù si sono trovati in dieci). Zero senza se e senza ma a Zaniolo (capiamo la delusione per il goal annullato, tra l’altro goal di pregevole fattura, ma se urli “Che cazzo fischi” in faccia all’arbitro dopo non lamentarti per l’espulsione). Zero anche a Mourinho per la polemica sull’espulsione di Zaniolo. Ha vinto tanto nella sua carriera, accetti anche di perdere (o di pareggiare). Se ti comporti come Zaniolo con Abisso, l’espulsione non fa una grinza, tirare dunque fuori polemiche sul potere ci pare veramente ridicolo. 9 ad Abisso e ai suoi collaboratori, perché il goal, l’abbiamo visto, era da annullare (come giusta era l’espulsione di Ostigard).

C’era naturalmente molta attesa per il derby di Milano. L’Inter ha disputato un gran primo tempo. Nel secondo tempo un errore a centrocampo e una grande giocata del centravanti avversario l’hanno condannata ad una sconfitta forse ingiusta. Noi comunque diamo 7 ai nerazzurri, come diamo 7 ai rossoneri, bravi a reagire nella seconda frazione di gioco. Sugli scudi Maignan (9), bravo nel primo tempo a limitare i danni e 10 a Giroud perché quando ad un centravanti arrivano due palloni in 90 minuti e li tramuta in goal (tra l’altro il secondo stupendo, da bomber di razza, Handanovic a nostro avviso ha fatto ciò che poteva, assurdo crocifiggerlo). 2 a Theo Hernandez per il brutto fallo nel finale.

Vola la Lazio a Firenze. I biancazzurri (9) dominano il match. 5 ai viola perché al di là dell’occasione avuta da Cabral, potevano fare qualcosa di più. 3 a Torreira per l’espulsione ingenua.

Colpo grosso del Cagliari (8) a Bergamo. Tre punti d’oro per i sardi, che dimostrano di poter lottare per rimanere in Serie A. 5 all’Atalanta perché non ci è sembrata ai suoi livelli. 2 a Gasperini perché il suo piantar grane ci sta stufando. Tra l’altro, alla fine ha avuto un discutibile maxi-recupero a suo favore, cosa rompe sempre! Menzione per il “Man of the Match” Gaston Pereiro (9).

Non sappiamo se sia il ritorno di Giampaolo, se sia un Sassuolo in giornata decisamente no, ma abbiamo visto una grande Sampdoria (10). Quattro goal e ottimo calcio. Subito determinante Sensi (7), bello il primo goal di Caputo (8), mentre Candreva (2) se non fa il burino non è contento (era necessario il cucchiaio a quel punto della partita? Vinci già 3-0…). Sassuolo (4) decisamente fuori partita.

Zero a zero tra Bologna ed Empoli, che comunque non hanno dato ad un match soporifero. 7 a tutte e due le compagini, mentre diamo 9 ad Arnautovic per il gesto tecnico effettuato. Se invece di colpire la traversa avesse fatto goal, lo stadio sarebbe crollato.

Bene il Napoli (7) a Venezia, coi padroni di casa che non escono certo ridimensionati (6). Bene Oshimen (7), bentornato!

Vittoria nel finale per l’Udinese (6), contro un Torino (6) che non ha demeritato. A decidere è stata una punizione di Molina (8), su cui ha però pesanti responsabilità Milinkovic-Savic, che non pago ha trovato il sistema di regalare poco dopo un rigore agli avversari. 2 al portiere granata.

La campagna acquisti della Juventus (7 per la prestazione ai bianconeri) ha subito fatto la differenza. Due goal dei due nuovi acquisti, inoltre il tridente bianconero ha decisamente funzionato, con un Morata (8) sugli scudi per aver saputo “cantare e portare la croce”. Vlahovic (7) ha subito fatto vedere che anche a Torino ha intenzione di continuare a gonfiare reti.  Il Verona ha pagato qualche assenza, ma non ha rinunciato a giocare e a cercare di creare grattacapi ai bianconeri, perciò diamo 6 ai veneti.

Scoppiettante primo tempo  a Salerno tra Salernitana e Spezia, che nella ripresa calano. 6 a tutte e due le squadre, 10 a Verdi perché due perle come le sue due punizioni, nella medesima partita, sono da 10 e basta.

La Serie A da due a dieci-Ventitreesima giornata

I nostri voti alla ventitreesima giornata.

Iniziamo col match di venerdì sera. Vittoria meritata dei veronesi (8), che continuano ad essere convincenti. Il Bologna (5) ha segnato subito, ma poi i gialloblù hanno preso il sopravvento. 10 a Caprari per il super-goal, 9 ad Orsolini, autore pure lui di una bella prodezza.

Pareggio tra Genoa e Udinese, con i liguri che ci sono sembrati più tonici. I friulani ottengono un punto con una prestazione da 6. 7 al Genoa invece, a cui è mancato solo il goal per ottenere una vittoria che sarebbe stata tutto sommato meritata. Blessin non ha iniziato male.

Vittoria in extremis dell’Inter contro un buon Venezia (7). L’Inter non brilla, la sua è stata una prestazione da massima resa col minimo sforzo (e perciò diamo 6 ai nerazzurri). Dzeko (8) decisivo col suo stacco.

Ci aspettavamo di più da Lazio e Atalanta (6 ad entrambe). I nerazzurri avevano l’attenuante delle assenze, ma comunque il loro è stato uno 0-0 senza tanti squilli (escluso il palo di Zaccagni), anche se forse, in confronto a Milan-Juventus, è stata una partitona.

Pareggio fra Cagliari e Fiorentina, con i sardi (7) che hanno da recriminare perché sinceramente meritavano di vincere. A loro è mancato il colpo del KO, ma se giocano così la salvezza non è utopia. 5 ad una Fiorentina che pareggia, ma al di là del rigore sbagliato da Biraghi, è stata inferiore all’avversario.

Il Napoli (8) dilaga contro una Salernitana cui diamo 6 perché decimata com’era, ha già fatto tanto a tener testa agli azzurri per tutto il primo tempo. Menzione per Juan Jesus (8) perché sta sostituendo Koulibaly come meglio non si potrebbe.

Bella vittoria dello Spezia (7), che in due giornate raccoglie sei punti d’oro contro Milan e Sampdoria senza rinunciare a giocare a calcio. Bella l’azione del goal di Verde (8), mentre per la Sampdoria (5) al di là del palo di Caputo, c’è ancora molto da lavorare. In bocca al lupo a Giampaolo (e in bocca al lupo anche a D’Aversa).

Il Torino (8) gioca un buon match, non vince solo per la sfortuna (tre pali in una partita sono roba da guinness), ma Juric dimostra di aver dato un’identità a questa squadra. Il Sassuolo (6) ha il merito di crederci fino in fondo, anche se, come ammesso dal suo stesso allenatore, trattasi di punto immeritato.

Roma-show ad Empoli. 10 ai giallorossi per il grande calcio mostrato nel primo tempo, contro un avversario che ha dimostrato di saper fronteggiare egregiamente le squadre più forti di lui sulla carta. All’Empoli diamo 5 perché dopo tutto sta facendo bene, una partita si può anche sbagliare. Menzione per Sergio Oliveira (8), che ha dimostrato di poter essere una pedina importante nello scacchiere di Mourinho.

Milan e Juventus hanno avuto paura di perdere e non hanno vinto. 6 ai rossoneri che un po’ di più ci hanno provato, 5 ai bianconeri perché in 90 minuti potevano almeno tentare di scaldare le mani a Maignan. Dal punto di vista dello spettacolo, partita inguardabile, da Milan e Juve ci si attende qualcosa in più, è lecito.

Inoltre

10 ad Alessio  Dionisi per aver ammesso che il Toro meritava di vincere, senza tanti fronzoli. Bravo!

2 a Massimiliano Allegri per non avere ammesso che Milan-Juve è stata una partita inguardabile. Quando racconta che la Juve gli è piaciuta e afferma che “Il bicchiere è tutto pieno”, racconta balle alle quali non crede neppure lui.

La Serie A da uno a dieci-Ventiduesima giornata

I nostri voti alla ventiduesima giornata di campionato.

Cominciamo con Sampdoria-Torino. I granata (9) vincono e convincono, giocando bel calcio e meritando il successo. Bravi tutti, ma noi vogliamo dare una menzione a Juric (9), che sta forgiando una squadra compatta, gagliarda e che non rinuncia a giocare a calcio. L’artefice delle ultime due vittorie del Toro per noi è lui. Sampdoria in discesa (5), dopo il goal ci è sembrata adagiarsi. Alla fine poteva cogliere il pareggio, ma onestamente, analizzando soprattutto le occasioni, sarebbe stato troppo. Il fatto che tra i blucerchiati meriti una menzione il portiere (Falcone:8), è indicativo. Perdi e il giocatore che ha fatto più bella figura è il portiere, vuol dire che qualcosa non va.

Passeggia la Lazio (8) a Salerno, contro una Salernitana (5) remissiva (anche troppo). Menzione per la doppietta di Immobile (8), ma soprattutto per l’assist di tacco di Milinkovic-Savic sul primo goal, alta scuola (10).

Sulla Juve ormai ci ripetiamo: vince ma non brilla (6). Tre punti li fa (e certamente questo conta), ma i bianconeri sono ancora apparsi lenti. 8 a De Sciglio, autore al suo ingresso di tre cross uno più bello dell’altro, alla faccia dei suoi contestatori e 7 a Weston McKennie, oseremmo dire la punta più insidiosa della Juve in questo momento grazie ai suoi inserimenti. L’Udinese (6, bisogna anche considerare le diverse assenze) non ha fatto molto, ma ha cercato come poteva di impensierire la Juventus.

Girandola di emozioni a Reggio Emilia, dove il Verona (8) passa vincendo e convincendo. Il Sassuolo (5, è vero che non si da per vinto, ma quando prendi quattro goal in casa qualcosa funziona). Menzione per Barak (9), “Man of the match”.

Bella partita tra Venezia ed Empoli (7 a tutte e due), che prendono un punto a testa (risultato giusto). Menzione per Nani (7) che appena arrivato offre subito un assist-goal per Okereke.

Vince ma non convince la Roma (6), vincitrice grazie ad un rigore (giusto, per carità) generato da un’ingenuità avversaria e da un provvidenziale Rui Patricio (9), autore di una gran parata su Joao Pedro.

Girandola di emozioni pure a Bergamo, dove tra goal divorati, parate ottime (9 sia per Musso che per Handanovic) e giocate di ottima fattura (per esempio il tacco di Barella, da 9, per Darmian), si è visto due squadre che giocano a calcio (8 a tutte e due).

La notiziona della giornata è senza dubbio il tonfo casalingo del Milan, a cui però diamo 6. La sua partita l’ha giocata, senza l’incredibile topica dell’arbitro Serra (1, ma come si fa?) e un super-Provedel (9), si farebbero altri discorsi. 8 allo Spezia per averci creduto fino alla fine.

8 al Napoli che a Bologna vince, grazie soprattutto ad un Lozano decisivo (8). 6 al Bologna perché dopo tutto, la sua partita l’ha fatta.

9 alla Fiorentina che stravince e convince.  Il Genoa (2) si commenta nel risultato finale: 6-0. 10 a Biraghi perché due goal su punizione nella medesima partita sono qualcosa di incredibile.

Inoltre

5 a Dybala per l’esultanza e soprattutto per la giustificazione patetica (“Cercavo un amico in tribuna”).

2 a Vlahovic per il tentato cucchiaio a Sirigu. Sei forte, ma non è questa la maniera per dimostrarlo, cercando (non riuscendoci) di prendere in giro il portiere avversario.

Luis Silvio Danuello: a suo modo, anche lui mito degli anni ’80.

luis

Come sapete, il nostro blog ama ogni tanto tornare nel passato.

Oggi torniamo indietro di più di quarant’anni, esattamente al 1980, anno in cui le società calcistiche poterono tornare ad acquistare calciatori non italiani, raccontando la storia di quello che è diventato suo malgrado un simbolo dei “bidoni” (ovvero calciatori stranieri che si dimostrarono non all’altezza del nostro campionato) giunti in Italia dall’estero,  sia per gli aspetti legati sia alla trattativa che lo portò in Italia, sia per il rendimento di certo non memorabile.

Nel 1980 la Federcalcio, dopo più di un decennio, aprì di nuovo le frontiere, permettendo così alle società di calcio di tesserare nuovamente un calciatore straniero tra le proprie fila. Finiva così quello che fu un periodo di vera e propria autarchia calcistica, avuto inizio nel periodo post-Mondiali 1966, che videro la Nazionale soccombere davanti alla Corea e al carneade Pak-Doo-Ik, autore del goal che sancì una delle sconfitte più brutte della storia della Nazionale.

Immediatamente ci fu la rincorsa a cercare di avere un calciatore straniero in squadra, per rinforzarla ma anche per appagare le fantasie dei tifosi.

Il 10 agosto del 1980 in questo senso fu un giorno memorabile. Proprio in quella data a Fiumicino atterrava un aereo con a bordo Paulo Roberto Falcao, il talento brasiliano che avrebbe scritto la storia della Roma (ma diremmo del calcio) con la sua eleganza, la sua classe e la sua visione di gioco.

Sullo stesso aereo però c’era un altro passeggero, anche lui calciatore, anche lui brasiliano, ma indubbiamente meno talentuoso. Sarebbe entrato, a modo suo, anche lui nella storia del calcio, ma non per la sua eleganza, la sua classe e la sua visione di gioco. Il suo nome era Luis Silvio Danuello e quando si pensa ai “bidoni”,  lui rappresenta, per tutti noi che abbiamo vissuto il calcio degli anni ’80 il non plus ultra.

Come abbiamo scritto, la possibilità di tesserare uno straniero in squadra, scatenò le fantasie di molti tifosi e le ambizioni di molti dirigenti, che si diedero da fare per portare in squadra un calciatore non italiano che fosse in grado di rinforzare i propri club.

In quell’estate, oltre al “Divino” (come fu soprannominato dai romanisti) Falcao, arrivarono anche Brady alla Juventus, Krol al Napoli, Prohaska all’Inter (calciatori indiscutibilmente di talento), giunti ad aumentare il tasso tecnico dei club che li avevano tesserati.

Anche i club più piccoli, al fine di portare lo straniero nel campionato italiano, non stettero a guardare. Tra questi vi fu la Pistoiese, neopromossa in Serie A (per la prima e unica volta della sua storia), che mandò il proprio allenatore in seconda Beppe Malavasi in Brasile, per cercare di scovare un talento in grado di rinforzare la squadra, proprio come qualche anno dopo, ne “L’Allenatore nel pallone”, avrebbero fatto Oronzo Canà e Andrea Bergonzoni (interpretati da Lino  Banfi e Andrea Roncato) quando si recano in Brasile per acquistare Aristoteles.

Quella della Pistoiese e di Luis Silvio però è una storia vera, non un film.

Malavasi in Brasile assistette ad una partita del Ponte Preta e rimase incantato da un attaccante di nome Luis Silvio Danuello, che in quel match mostrò doti tecniche che convinsero l’allenatore a portarlo in Italia. Si disse che furono pagati centosettanta milioni dal club toscano per quello che a tutti gli effetti pareva un talento.

Peccato che in Italia Danuello giocò appena sei partite e non confermò ciò che fece vedere in quella partita con la maglia del Ponte Preta. C’è chi disse che in realtà quella partita fu organizzata ad “hoc” e che fu tutta una messa in scena al fine di rifilare il “pacco” alla Pistoiese, ma ciò non ha mai trovato conferme e soprattutto fu sempre smentito con forza da Danuello in persona.

E’ stato confermato dall’interessato invece, riguardo al suo ruolo in campo, che dichiarò ai dirigenti pistoiesi: “Jo soy ponta”. Questi ultimi pensarono che andasse impiegato da punta, ignari che ponta in portoghese significa ala destra.

Fu forse a causa di questo malinteso linguistico che Luis Silvio non brillò sui campi di calcio nostrani, ma entrò (anche per questo bizzarro equivoco) a suo modo nella storia.

Tornato in Brasile, su di lui si scatenarono leggende incontrollabili: chi diceva che avesse aperto un ristorante, chi diceva che gestisse un chiosco nello stadio di Pistoia, chi addirittura diceva che avesse intrapreso una carriera di attore di film porno.

Anni fa si scoprì che se n’era tornato in Brasile, dove giocò ancora un paio d’anni, per poi appendere le scarpe al chiodo e dedicarsi all’attività di rivendita di ricambi per macchine industriali.

La rincorsa allo straniero da parte delle società di calcio non si fermò lì, non si fermo lì neppure l’arrivo di autentici bidoni (se è per questo ne continuano arrivare  a tutt’oggi), ma la vicenda di Luis Silvio è e rimane una pietra miliare per quanto concerne i bidoni del calcio italiano.

 

La Serie A da zero a dieci-Quindicesima giornata

I nostri voti alla quindicesima giornata di campionato.

Dominio dell’Atalanta (9), contro un Venezia (5) che più di un avversario sembra uno sparring-partner. Pasalic segna una tripletta, dunque 10!

Calcio-spettacolo anche a Firenze, contro una Fiorentina che dopo aver incassato il goal diventa padrona della partita. Soffre un po’ nel finale, ma i giochi erano fatti ormai. 9 ai viola e nove all’azione del goal di Callejon, un marchio di fabbrica del Napoli di Sarri, quando Callejon ci giocava. Sampdoria (6) che cede all’impeto viola, ma non sfigura.

Al Verona diamo 8, per la prestazione. Ai veneti è mancato solo il goal ed è pure mancato quello che di solito li fa: Simeone (5), che sbaglia due goal che di solito non sbaglia, evidentemente non era giornata. Il Cagliari esce con un punto, occorre però dire immeritato perché non ha tirato in porta (dunque gli diamo 5).

Respira la Juve (6), che a Salerno vince, ma non entusiasma. E’ pur vero che per i bianconeri era fondamentale vincere e hanno vinto. 6 anche alla Salernitana, che si è difesa come ha potuto. Dybala sbaglia un rigore, ininfluente, ha però il merito di sbloccare il match con una bella giocata (decisamente più importante degli schemi di Allegri, su cui ci soffermeremo dopo, per l’andamento del match). Ranieri (5) ha sulla coscienza un goal sbagliato alla Calloni, che avrebbe forse cambiato il corso della partita.

L’Inter vince contro lo Spezia, dimostrando ancora solidità (e merita 7). Lo Spezia si difende come può e cerca di rendersi pericoloso, riuscendoci con Kovalenko (9 ad Handanovic per la paratona e per una parata successiva, alla faccia di chi lo vorrebbe pensionato!), dunque diamo 6 ai liguri.

9 al goal di Gagliardini, non tanto per la rete, ma per l’azione che l’ha generata, da manuale.

Un Bologna tenace e ben messo in campo vince contro la Roma. 8 ai felsinei, 7 alla Roma perché le occasioni le ha create e forse non meritava la sconfitta. 8 a Svandberg per il goal (un colpo da biliardo) e 9 al decisivo Skorupski.

Il Napoli fa 70 minuti da 8, poi vanifica tutto con venti minuti da quattro, media 6. Bravo il Sassuolo (7) a giocarsi la partita e a non perdersi d’animo. 9 a Scamacca per il suo goal.

Il Milan vince sul Genoa dominando (e meritando 9). I liguri (5) ha creato qualcosa, ma come nel caso del Venezia contro l’Atalanta, più che un avversario è sembrato uno sparring-partner. 9 ad Ibra per la punizione e 9 a Messias per la doppietta. 9 a Maignan per essersi trovato pronto con delle parate provvidenziali.

Il Toro fa un gran primo tempo contro l’Empoli, ma poi si perde (e prende 5) e alla fine non porta a casa la vittoria, giustamente diremmo, in quanto l’Empoli (6) il pareggio l’ha meritato. Menzione per i goal di Pjaca e La Mantia (8), mentre assolviamo Singo per l’espulsione, non poteva fare altrimenti.

Girandola di emozioni all’Olimpico, con Lazio e Udinese che solo per la partita regalata meriterebbero 9, ma in realtà la Lazio ha dimostrato di avere problemi e prende 5 (altri 4 goal presi, difesa che balla e incapacità di gestire il match, dov’è finito il Sarri di Empoli e Napoli che segnava, ma fare goal alle sue squadre era difficile?). 6 all’Udinese perché alla fine è vero che si fa rimontare, ma non demorde e raggiunge un pareggio meritato. Menzione per il goal di Milinkovic-Savic (9).

Inoltre

Due a Massimiliano Allegri. L’ingresso di Soulè al ’93, prima che Dybala calci il rigore e l’arbitro fischi la fine, è da “Oggi le comiche”. E fallo entrare 5 minuti prima sto ragazzo! Fagli fare un esordio come si deve! L’avessero fatta Sarri o Pirlo una sostituzione del genere, sai quante critiche!

Zero ai calciatori di Lazio e Udinese per la gazzarra finale. Il campo da calcio non è un saloon del Far West.