Perchè amo tanto “Oceano mare” di Alessandro Baricco.

 

Leggiamo perchè ci piace, perchè impariamo a conoscere il pensiero sempre diverso , che ci contraddistingue, perchè impariamo cose sconosciute, mondi diversi, società diverse, leggiamo perchè la vita è fatta da mille emozioni e non tutti hanno il dono di saperle raccontare e trasmettere come certi scrittori. Leggiamo e sovente ci innamoriamo di un libro, perchè in esso ci ritroviamo, pare la nostra storia, raccontata come non saremmo riusciti a fare mai. Mi innamoro spesso di un libro, ma come lo sono di “Oceano mare” di Alessandro Baricco non mi è mai successo. Credo di conoscerlo a memoria, nelle sue pagine c’è la sintesi della mia vita, l’unica che conti,e per poterla rivivere, non so che cosa potrei fare.

 

 

Quadro su Tela Mare Oceano Big Wave-Water-Onda Oceano Mare e Palme -  PIXERS.IT

“…Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la “sua” donna.”

“Due pezzi di un puzzle. Fatti l’uno per l’altra. Da qualche parte del cielo un vecchio Signore, in quell’istante, li aveva finalmente ritrovati.”

“Non c’è intelligenza e non c’è coraggio che possa cambiare un destino…

“Tutto il resto era ancora nulla.
Inventarlo – questo sarebbe stato meraviglioso. “

“Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta… ”

“Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia […] tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un’intera notte passata a restituirsi la vita, l’un l’altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l’altra – ogni palmo di pelle è un viaggio, di scoperta, di ritorno – nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo – nel grembo di quella notte stravolta […] oceano mare, colosso che gronda, stravolto – sospiri, sospiri nella gola di Elisewin – […] sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute – chi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di un uomo si possa vedere così lontano – accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloci e fuggire – fuggire da tutto – vedere lontano – venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è meraviglioso – questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perchè nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani, più di chiunque altro e adesso – grida la voce di Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima, e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla fine, finalmente, finite – forse il mondo è una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano – e nemmeno è amore, questo è stupefacente, ma è mani e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore – tristezza, forse – perfino tristezza – desiderio – quando lo racconteranno non diranno la parola amore – mille parole diranno, taceranno amore – tace tutto, intorno, quando d’improvviso Elisewin sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell’uomo dentro, gli afferra le mani e pensa: morirò. Sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell’uomo dentro, gli afferra le mani e, vedi, non morirà.”

“Uno si costruisce grandi storie, questo il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.”

“Il futuro è un’idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo[…] Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull’altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell’istante, e basta.

Perchè amo tanto “Oceano mare” di Alessandro Baricco.ultima modifica: 2022-03-18T17:08:16+01:00da g1b9

Un pensiero riguardo “Perchè amo tanto “Oceano mare” di Alessandro Baricco.”

  1. Leggiamo perché siamo capaci di impiegare immaginazione e fantasia. Da ragazzino leggevo molto i fumetti, le così dette “striscie” allora molto in voga. Capitan Miki, Il grande Blek , Akim e altri ancora. Li divoravo senza spendere soldi perché ero amico con un mio coetaneo, il cui padre gestiva un’edicola. Ebbene, passavo ore il pomeriggio a sognare avventure di tutti i generi, vestendo i panni di questi eroi, ambientati però negli anni cinquanta, ovvero, attuali e contemporanei. Comprendi bene come abbia lavorato di fantasia, buttato sul letto nella mia camera e inventandomi tante di quelle storie da poter scrivere libri su libri. Da quelle letture poi, sono passato a tutti i libri per ragazzi che “obbligatoriamente” mi regalavano per compleanni e e onomastici. Quindi tutta la trafila dei testi che nel tempo andavano ed erano indicati per la loro funzione propedeutica. Man mano, allargavo sempre più gli orizzonti fino a farmi passare tra le mani tutti i libri e di tutti i generi. Poi sono passato ai “Gialli Mondadori ” (impazzivo per i grandi autori americani famosissimi e ancora oggi conservo perle introvabili) e infine la collana dei “Segretissimo” sempre Mondadori e solo spionaggio. Appena sposato, grazie a mia cognata funzionaria della SIAE, abbiamo comprato a prezzi ottimi, tutti libri seri possibili e immaginabili: dalla storia della letteratura italiana, alla storia della letteratura mondiale, Dizionari e enciclopedie e molto altro ancora. Mi fermo qui, altrimenti non mi basta lo spazio. Concludo e sostengo che la lettura mi ha aiutato molto per tante ragioni e soprattutto, per la capacità che avevo di inserirmi e collegarmi con i personaggi qualunque essi fossero. Oggi devo essere molto obbligato proprio a questa mia passione giovanile durata nel tempo per decenni e decenni, confrontandomi con tutto ciò che mi passava per le mani. Infine, se mai capiterà, ti racconterò come e perché io sia grato alla lettura che purtroppo oggi mi è preclusa. Ma lo farò in privato. Scusa il tempo che ti ho rubato, buona serata mia cara.

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