Il vento.

 

Sono stati giorni di vento questi ultimi. E si è fatto sentire, violento, cattivo,come ormai ci ha abituati, noi che lo conoscevamo anche benevolo, amico giocoso di brezze tenere, giocherellone a volte, venticello chiacchierino, anche se non ha mai parlato, ed ora più che mai è diventato    colui che fa . Perchè su questa terra solo agli uomini è stato dato il dono della parola? Lui ha un’altra qualità: Profuma sempre, anche se  il vento è inodore,ma si impregna, basta respirarlo con tanta intensità per essere facilmente travolti da tutto quello che trasporta nel suo quotidiano andare . Ha il profumo dei gelsomini, delle zagare, la lieve fragranza delle rose e delle viole,sa di fieno e di tiglio, sa di borotalco quando ha appena sfiorato la carrozzina di un bimbo. Il profumo del mare, del salmastro si mischia alla resina dei pini sbattuti con violenza in una notte di burrasca, quando sfoga la sua rabbia di vagabondo , senza meta, senza casa.E quando trova riposo è un ristagno di miasmi di rifiuti, di fumi di ciminiere,tra la vita sudicia degli uomini, che non sanno più ascoltare la sua dolce voce quando canta tra le foglie, che lo salutano col dolce stormire, nella forza di un temporale, nel turbinio dei fiocchi di neve,quando rompe il silenzio ovattato di un paesaggio innevato. Il vento conosce il mondo, perchè ogni cosa animata e no risponde al suo passaggio, e chissà quante cose potrebbe raccontarci se solo avesse il dono della parola, unico testimone attendibile nello sfacelo del mondo, perchè ne è anche protagonista  Questa  forse è la dimostrazione che la parola ce l’ha, ma è un discorso che non possiamo o non vogliamo comprendere. A me piace molto di più abbandonarmi nel suo abbraccio, lasciare che liberi la mia mente, immaginarlo anche foriero di tenerezze giunte da chissà dove, che mi fanno felice.. a me piace quando riempie i miei silenzi e le mie solitudini, quando muove una porta e mi fa sobbalzare il cuore…

il vento

Punto…e a capo.

Mi domando se veramente tutto questo fragoroso e vertiginoso meccanismo della vita, che di giorno in giorno sempre più si complica e s’accelera, non abbia ridotto l’umanità in tale stato di follia, che presto proromperà frenetica a sconvolgere e a distruggere tutto. Sarebbe forse, in fin de’ conti, tanto di guadagnato. Non per altro, badiamo: per fare una volta tanto punto e daccapo.

 Luigi Pirandello
 Uno dei più veri pensieri di  Pirandello, mai timoroso nel raccontare la realtà in tutto il verismo che essa contiene, qui si trattiene del tutto dall’inserire anche solo un concetto, nei quali era maestro, di umorismo, inteso come sentimento, che  sempre ha una spiegazione.
punto e a capo

 

Un filo di baci, uno dopo l’altro…

 

Era una notte così bella, indimenticabile, sotto una trapunta di stelle, lontani da tutto e tutto, la primavera sbocciava in noi nel tepore della notte. E fu allora che la mia anima riuscì ad evadere la prigione del corpo per andare da te e fondersi con la tua..ed ora è lei che ti tiene in vita, ti nutre e ti riscalda, ti lega a me ancora; e il lungo filo che ci unisce non so da dove arrivi, ma mi piace arrotolarlo di bacio in bacio finchè mi porterà da te e sarò fuori da questo labirinto, là, dove tu mi sorridi, amore mio!

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Un albero ,lo guardo e penso che…

 

Se si osserva la natura con attenzione, da lei si apprende molto. Soffermarsi su un albero e analizzare la sua vita si può vedere una specie di santità. Ecco perchè i santi sono forse come gli alberi. Essi non chiamano nessuno, nè scacciano nessuno. Danno ospitalità a chiunque abbisogni di un riparo, che sia un uomo, una donna, un bambino, un animale. Se ti siedi sotto un albero, egli ti proteggerà dalle intemperie ,da un sole cocente come da una violenta pioggia ; inoltre ci regala fiori e frutti. Tuttavia, anche se un essere umano gioisce per tutto questo e un uccello si nutre di lui, all’albero tutto questo non interessa; il suo essere e ciò che fa sono là per chi va e ne beneficia.

sotto l'albero

L’arpa di cristallo…

Le sue dita scorrono veloci e delicate. Sorride, cogliendo la sorpresa e l’emozione di chi lo sta ascoltando. Ci è abituato perché non è un musicista qualsiasi: non suona tasti, corde o archi bensì… bicchieri. Robert Tiso, nato in Gran Bretagna nel 1968 e vissuto per anni in Italia, dopo aver a lungo viaggiato per lavoro è ritornato nel Belpaese agli inizi del 2000 stabilendosi nel Padovano. Con una passione cui non sa più sottrarsi: suonare il cristallofono, un antico strumento musicale formato da più bicchieri di cristallo con una cassa lignea di risonanza da lui stesso costruita. Sono pochi a saperlo fare con la sua maestria. Anche perché l’arte, serbata nel segreto, è stata tramandata da pochi a pochi nel corso dei secoli e Robert l’ha appresa studiando, provando, parlando con chi era disposto a raccontargli qualcosa. Oggi ne ha fatta la sua professione, proponendo a pubblici e privati la sua arte.

Ma cos’è il cristallofono? Quanti di noi da bambini o semplicemente nel lavare bicchieri dopo una cena con amici hanno sperimentato di quale suono splendido sia capace il cristallo: basta un dito umido fatto scorrere leggero in modo circolare sull’orlo del bicchiere per creare un tono sonoro etereo. Bicchieri di diverse misure e spessore producono poi suoni e toni differenti, regolabili aggiungendo per esempio dell’acqua, fino a ottenere le più svariate e famose melodie.

L’arte di suonare il vetro, già nota in Persia nell’XI sec. dove venivano suonati a percussione alcuni strumenti di vetro perfettamente accordati, giunse in Europa forse nel XV sec. con successivi perfezionamenti nel XVIII. Nel 1761, lo statista ed inventore americano Benjamin Franklin vide suonare in Inghilterra alcuni bicchieri d’acqua e decise di inventare l’armonica di vetro, strumento più complesso.

Oggi alcuni hanno ripreso a esplorare le possibilità musicali del vetro perché il suo suono fa bene alla salute. Ha un alto potere rilassante e attiva la fantasia: “Le musiche più adatte sono certo quelle del repertorio classico, come ‘Per Elisa’ di Beethoven, oppure Mozart, Tschiakowsky ma anche musiche moderne come la colonna sonora de ‘Il padrino’, la canzone ‘Yesterday’ o l’inno nazionale inglese. I suoni che ne derivano sono dolci, benefici come chi fa musicoterapia sa bene”.

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Al MAXXI di Roma la mostra di artisti ucraini, voluta dal ministro Franceschini per solidarietà col popolo ucraino-

 Al Corner MAXXI dal 10 al 20 marzo 2022 con un biglietto simbolico di 5 €. ,la mostra Ukraine: Short Stories. Contemporary artists from Ukraine,
Gli incassi saranno devoluti al fondo per l’emergenza umanitaria in Ucraina costituito da UNHCR, UNICEF e Croce Rossa testimonianza di vicinanza alla popolazione e alla comunità artistica del Paese colpite dall’aggressione di Putin.
I lavori sono fortemente legati agli eventi del 2014 con cui l’Ucraina è stata costretta a misurarsi, e ai profondi cambiamenti che questo Paese, delicato incrocio tra il Mar Baltico e il Mar Nero, ha attraversato negli ultimi anni.
La mostra presenta 140 opere realizzate da artiste e artisti giovani ed emergenti e autori affermati già presenti nei più importanti musei e gallerie internazionali
La collezione dà conto della complessità artistico-culturale ucraina, offrendone un interessante spaccato, rappresentativo e sintomatico, ancora attuale.
Il progetto dedicato agli artisti ucraini ha coinvolto molti artisti famosi. Alevtina Kakhidze ha tradotto la sua storia e gli eventi vissuti dalla famiglia in opere d’arte. Così, scopriamo la storia della madre, che vive nella città occupata di Ždanivka, nella regione di Donetsk, attraverso l’opera realizzata per Imago Mundi Collection. Alevtina parla al telefono cellulare con sua madre ogni giorno e scrive tutto ciò che lei le racconta: problemi quotidiani, donne che vendono al mercato di Ždanivka, vicini di casa che sono diventati separatisti, granate che hanno cancellato vite umane. L’artista crede che queste conversazioni le diano l’opportunità di vivere la guerra insieme alla madre e di rifletterla nel proprio lavoro.

 Il link sottostante permette di vedere alcuni lavori di questi artisti.

https://www.archiportale.com/news/2022/03/eventi/ukraine-short-stories_87550_32.html

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L’umanità ridotta ad un asterisco…

L’ egemonia globale della stupidità ha suscitato finalmente un cenno di rivolta anche da noi. Alcuni intellettuali, capitanati dal linguista Massimo Arcangeli e dal presidente emerito dell’Accademia della Crusca Francesco Sabatini si sono finalmente ribellati con un pubblico appello al massiccio tentativo di introdurre nelle scuole e nelle università, nei linguaggi istituzionali e nei mass media, l’asterisco, l’e capovolta, l’o barrata o per dirla in breve: lo schwa per tutelare lgbtq+. Non è il codice fiscale di un robot ermetico ma sono due sigle ritenute sacre, intoccabili, perché rivolte alla neutralizzazione del sessi e al libero transito dal maschile al femminile, e ritorno, per fermarsi in tutte le stazioni intermedie e periferiche; as you like, come tu desideri.

Secondo il nuovo Canone Demenziale si devono desessualizzare le parole, liberarle cioè dalla loro desinenza finale, renderle finalmente indeterminate, libere da ogni predominio sessista; nuove forme di castrazione o cintura di castità applicate al lessico e al mondo che descrivono, per estirparne i genitali e la “naturale” diversità. La missione ideale che anima la crociata dell’asterisco e dell’e capovolta è “rendere la lingua italiana più inclusiva e meno legata al predominio maschilista”. Ma a me sembra che una lingua del genere non sia inclusiva per nessuno, anzi escluda l’umanità reale e naturale. Sia nel versante maschile che in quello femminile, senza nulla aggiungere a orientamenti sessuali di terzo tipo.

La cosa più terribile è che l’avanguardia della demenza militante, il laboratorio di questo volantinaggio surreale, non è la sezione di qualche gruppo estremista e radicale, ma il luogo in cui la cultura, la libera intelligenza e la ricerca dovrebbero sentirsi a casa: nei concorsi universitari, nelle commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale, sono già stati adottati questi codici, che vengono provvisoriamente resi con 3 finale, tipo professor3, in attesa che la schwa venga inserita nelle testiere dei pc e degli smartphone, perché la tecnologia è tardiva e in fondo conservatrice e reazionaria, come il linguaggio, la storia e la natura. A leggerla così sembra già una vittoria della burocrazia sul linguaggio reale; ma se aggiungi quel tocco sovietico, cinese, proteso a generare un uomo nuovo, o meglio un’uoma nuov3 ed una nuova umanit*, allora capisci nei paraggi di quale manicomio stiamo passeggiando.

I firmatari del documento notano che questa ennesima follia del politicamente corretto non si potrebbe mai applicare alla lingua italiana in modo sistematico e rischia di danneggiare “chi soffre di dislessia e di altre patologie neuroatipiche”; io ho l’impressione che oltre a danneggiare chi soffre di queste patologie, l’uso militante di questa non lingua, peggio della neolingua orwelliana, generi queste patologie. Per i firmatari, tra cui il linguista Luca Serianni, il filosofo Massimo CacciariEdith BruckAlessandro Barbero ed altri, si tratta dell’imposizione di una minoranza “a un’intera comunità di parlanti e di scriventi”, “azzerando secoli di evoluzione linguistica e culturale”. Ma oltre che una violenza al linguaggio corrente e al suo cammino storico, l’asterisco e i suoi fratelli marziani, vogliono abolire la realtà, con le sue differenze naturali e genetiche, ma anche storiche, civili e culturali. Ulteriore follia cacofonica è la pretesa di cambiare i pronomi personali sostituendo il lui e lei con un l..i (con la e rovesciata), e sostituire direttrice, autrice, lettrice, con direttorae, autorae, lettorae (nota per l’editing: il dittongo ae sta per la e rovesciata). Insomma dopo la lunga conquista della versione femminile di quei nomi, adesso arriviamo alla versione liofilizzata, acrilica, extraterrestre del regno schwa. Arcangeli suggerisce ironicamente l’uso della u finale, in modo da rendere sardo l’universo, rifugiandosi nell’ultima locale asessuata… Ma i segni grafici, ha ragione Serianni, non hanno corrispettivo nel parlato; e il neutro, aggiunge Sabatini, non esiste in italiano, è artificiale. Tra le prime ad applicare la non lingua è Michela Murgia che ritiene lo schwa “un inciampo necessario all’occhio” per colpire il sistema sessista. “È una modalità per attivare anticorpi”; a me pare invece una modalità per attivare virus antiumani; la perdita del linguaggio, della sua chiarezza e della sua corrispondenza con la realtà, la natura e l’evidenza, mi pare il segno di un imbarbarimento anzi di un imbestiamento, con l’unica precisazione che gli animali riescono coi loro versi a farsi comprendere meglio del popolo degli asteroidi (o utilizzatori di asterischi). Siamo oltre il bigottismo progressista, in una specie di esperanto asettico che precede la definitiva incomunicabilità. L’asterisco è simbolo di infibulazione ideologica, nasconde il peccaminoso sesso, peggio dei più severi imam; è peggio di un burqa, perché non si limita a celare il volto di una persona; neutralizza il sesso, sterilizza i generi, cancella le persone reali, il mondo, la natura. Si tratta di “perbenismo superficiale e modaiolo”, che azzera secoli di storia, notano gli intellettuali insorti. Traduco in modo più diretto: è la pretesa del radical chic di applicare la cancel culture anche al modo di parlare presente e non solo agli eventi, ai personaggi e agli autori del passato.

Dell’umanità resterà solo un asterisco.

MV, Panorama (n.7)

 

Progetto-senza-titolo-1

Un tema svolto per la giornata dell’Olocausto.

OLOCAUSTO SIGNIFICATO

Il Giorno della Memoria è un evento che si celebra ogni anno il 27 gennaio per ricordare le vittime della Shoah. La giornata della Memoria si celebra anche nel nostro Paese dal 2000, quando abbiamo aderito alla proposta internazionale di istituire una giornata per ricordare gli orrori dell’Olocausto. Questa data non è stata scelta a caso. Lo spiega il 1° articolo della legge, che recita:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria“, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Liberazione dei prigionieri dai campi di concentramento