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Messaggi di Gennaio 2007

Post N° 356

Post n°356 pubblicato il 31 Gennaio 2007 da MARIONeDAMIEL
 


Marion Marion.... Doveva essere un post sul tuo capo.

Forse meglio così, ci saresti andata giù pesante.

E invece capita che ti affronto con il mio inutile coraggio di tigre che sa di essere in realtà un cerbiatto, e che il leone farà la sua parte egregiamente, come sempre.

E mi è sempre scocciato essere un cerbiatto, non me ne frega niente di essere un grazioso animale, il cerbiatto ha paura, vive sulla difensiva, è un pavido ancorchè veloce animale.

E come sempre, tu dici tutto e il contrario di tutto, non fai trasparire un'emozione mentre mi dici "stanotte non son riuscito a dormire...", rinvanghi cose che abbiamo già affrontato e risolto ma ogni volta che se ne parla sembrano diverse, cambia la prospettiva da cui le vediamo ora. Venticinque anni...

Forse cerchi di capire, non sai dove colpire nè se vorresti farlo. Forse sei confuso anche tu. 

Conosci bene il tuo cerbiatto, quando infine capitola e si mette a piangere, ti fa pena.

Rimane l'unica cosa sulla quale siamo inesorabilmente d'accordo, qualcosa che abbiamo fatto insieme e che ci tiene decisamente, ancora, qui.

Post difficilmente commentabile Marion, anzi fa proprio schifo.

Si. Forse meglio così.

                                             Come si cambia



 
 
 

Post N° 355

Post n°355 pubblicato il 30 Gennaio 2007 da MARIONeDAMIEL
 
Foto di MARIONeDAMIEL

DICEMBRE.

Mattinata tranquilla. Interviene a turbarla una serie di sms di mio marito.

                                      

                           A me mi piace la sua voce, oh, che devo fare...e sarà bellissimo...



 
 
 

Post N° 354

Post n°354 pubblicato il 28 Gennaio 2007 da MARIONeDAMIEL
 
Foto di MARIONeDAMIEL



Niente di meglio che fare colazione la domenica a ore nove con caffè, fette biscottate con la mia marmellata e calma, molta calma. L'ora piu' bella della giornata.

E finalmente si studia qualcosa che piace, pure a loro, la Divina bellissima Commedia.

"Sai cos'è una chimera mamma? un frullato di animali... e sai che i piu' cattivi sono i traditori di chi si fida.... Bruto e Giuda..."

Perchè tradire chi non si fida è meno grave, lo dice Dante. C'è una bella differenza. Posso testimoniare che fa molto, molto più male nel primo caso.

E poi che bello, le liberizzazioni. Qui nella nostra speciale regione abbiamo già liberalizzato parecchio; barbieri e parrucchieri già da qualche anno e non ho notato nessun sconvolgimento del comparto. Tutto è rimasto com'era. Solo che possono aprire molto più facilmente.

E poi le pompe di benzina. Ottimo. Ma ricordati di fare benzina prima della sciopero Marion... e poi la cosa piu' importante in assoluto di questi giorni: i costi di ricarica!!!! ma ci rendiamo conto?

Avanti tutta ragazzi. Che Mastella ce lo mangiamo domattina a colazione.

Precisazione per Red:
hai ragione tu; ho riguardato. Dante parla di frode contro chi non si fida (seduttori, adulatori, simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti - questi li ammira per la loro intelligenza - falsari, seminatori di discordie); questi non sono chiamati traditori, ma ingannatori.

Poi ci sono i traditori, più in basso (dei familiari, della patria, dell'ospite, dei benefattori). Questi stanno in un lago ghiacciato... li vedo bene lì.


 
 
 

Post N° 353

Post n°353 pubblicato il 27 Gennaio 2007 da MARIONeDAMIEL
 

"In questo stato di vuoto, di abbandono, di palese tradimento, ecco che i nostri stessi aguzzini assurgevano a un tratto al luogo di quella deità vacante, poichè avevano su di te un potere di vita e di morte, che non trascuravano mai di esercitare.

Se intimavano a uno di impiccarsi, questi eseguiva l'ordine con la vuota sollecitudine di un automa. E un giochetto molto in voga, quando erano in vena di scherzare, consisteva nello strappare di testo il berretto a un progioniero per scagliarlo verso il reticolato, oltre l'invalicabile tracciato di demarcazione, superato il quale le sentinelle avevano l'ordine di aprire il fuoco;

eppure, all'invito di andare a raccoglierlo, il prigioniero non esitava a oltrepassare quella linea, affrontando consapevolmente, nella sua assoluta obbedienza, la morte stessa.

Non c'era da stupirsi dunque, se con il tempo ti sentivi crescere dentro una sorta di ammirazione per come svolgevano dilingetemente il proprio lavoro, fino al punto che cominciavi a preoccuparti di non essergli troppo di peso, fino a sentir nascere in te una cattiva coscienza nei loro confronti.

Ciò di cui parlo, questo sovvertimento interiore che per un verso fu la cosa piu' terribile della nostra prigionia, venne in seguito rimosso e restò per lungo tempo inabissato in fondo al mio essere, come l'impalpabile impressione di non dover scordare qualcosa che, tuttavia, non ricordavo."

P. Maurensig - La variante di Luneburg


....(come cacchio si fa la U con l'umlaut???)


 
 
 

Post N° 352

Post n°352 pubblicato il 26 Gennaio 2007 da MARIONeDAMIEL
 
Foto di MARIONeDAMIEL


Che stamattina per riconciliarti col mondo ma soprattutto con te stessa, ti sei messa tutta bella in tiro Marion.

Maglietta attillata ma troppo leggera e troppo scollata.

E in quella sala faceva un freddo boia, e solo nel pomeriggio l'hai sentito. Quel tuo dolorino sulla scapola sinistra... che poi ti sale così armoniosamente sul collo accarezzandoti la nuca, e a volte si spinge fino alla tempia.

Ma dopo aver superato un compito in classe di inglese, uno di scienze (allora mamma, ci sono questi vasi "sanguinari"....), uno scontro all'arma bianca con le rane, il primo esame all'università della figlia della collega (in assoluto la cosa più allucinante)  e aver alzato la voce con il mio capo (cosa mai vista), oggi, avevi bisogno di sentirti bene.

E così tacchi e collana stravagante.

Ma che caro prezzo... domani rimettiti il tuo bel maglione pesante e la canotta della salute. Che non hai mica più vent'anni Marion. Davvero? davvero, davvero.

Notte Marion.

...ma dimmi come passi le notti...

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: MARIONeDAMIEL
Data di creazione: 09/08/2005
 

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SIBILLA ALERAMO

"Mi pareva strano, inconcepibile, che le persone colte dessero così poca importanza al problema sociale dell'amore. Non già che gli uomini non fossero preoccupati della donna; al contrario, questa pareva la preoccupazione principale o quasi. Poeti e romanzieri continuavano a rifare il duetto e il terzetto eterni, con complicazioni sentimentali e pervensioni sensuali. Nessuno però aveva saputo creare una grande figura di donna."

 

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