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Messaggi di Gennaio 2012

Post tra parentesi

Post n°1063 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da MARIONeDAMIEL
 

(Titolo originario che comunque non c'entrava niente come al solito: Ma tu dai 13 milioni di euro da gestire a una persona sola?? Sei più coglione tu che disonesto lui, e se poi c'erano più persone a controllare andate a nascondervi proprio.....)
 

Riuscirò mai ad arrivare in ufficio PRIMA la mattina?

Se esamino bene la questione (che mi sembra di averla già esaminata..) al bagno caldo mattutino non posso assolutamente rinunciare. E' ottimo sia per mollare la schiena che come antidoto per il freddo quando si esce (che con questa bora mi prenderò un accidente) ma soprattutto , prima di uscire tra i  lupi figurativi o meno, nell'acqua calda posso pensare.

Non a cosa devo preparare per cena o che devo chiamare a scuola per giustificare il medio nè che devo comprare il pane e nemmeno a cosa devo fare in ufficio oggi. Posso lasciare che la mente pensi a cosa vuole lei, non è un fantasticare è di più, è facile, basta chiudere gli occhi e lasciarla andare  e lei va, va veramente in luoghi impensabili e strani e dove vuole.

Naturalmente ci vuole un po' di tempo....

Poi devo mettermi il collirio antibiotico nell'occhio destro (che ho scoperto che ho una stenosi al canale dove le lacrime scendono dall'occhio alla gola, mai saputo, io pensavo che le lacrime solo uscissero, dall'occhio, invece è un periodo che mentre mangio e quindi muovo i muscoli facciali mi scendono le lacrime... la prima oculista che ho consultato mi ha infilato una siringa nel canale oculare e mi ha spruzzato un liquido per sturare il canale, "fatto male?" mi ha detto, "no" detto io, "c'è qualcuno che dice che fa malissimo" fa lei, secondo me non mi ha fatto male perchè non ha beccato il canale..... il secondo oculista invece, stavolta in intra moenia quindi pagato novanta euri, mi ha infilato anche lui una siringa nel canale oculare e mi ha spruzzato un liquido però stavolta l'ho sentito scendere dalla gola, eureka. Per non sbagliare l'ha rifatto due volte e anche nel canale oculare superiore , mai saputo che ce ne fossero due.... "fatto male?" mi ha detto, "no" detto io, "c'è qualcuno che si butta per terra..." fa lui. Comunque ora antibiotico per dieci giorni).

Poi devo telefonare a mia mamma per sapere come sta (mi sento più tranquilla se la sento la mattina, poi lei mi racconda se ha dormito, dei suoi doloretti, io a volte per consolarla le racconto dei miei, ovviamente quelli fisici, le dico stai a letto che è freddo ma lei so che alle sette e mezza ha già fatto il caffè acceso il fuoco e spolverato il soggiorno, sai mai la polvere che possa aumentare......).

Poi visto che l'occhio si è asciugato devo mettermi un po' di rimmel e una righina di matita grigia (dicono che le donne quando invecchiano si conciano molto di più di ammennicoli vari tipo collane e cose vistose, forse per distrarre l'attenzione, anche propria, dai segni del tempo, a me non piacciono i gingilli, di solito, ma un velo di mascara è il minimo sindacale) .

Poi ci sarebbe da buttare l'immondizia (che a casa mia sono fermamente quanto inconsciamente convinti che l'immondizia si autodissolva, PAFF.... e non perchè io non dica loro di andare a buttarla che lo faccio pure, ma se non glielo dico non la vedono proprio) e infine anche se non l'ho pensato il pane è veramente da comprare che non c'è nessuno disponibile.

Quindi arrivo in ufficio alle otto e un quarto. Secondo me è un miracolo...

Caspita, senza parentesi sarebbero state quindici o sedici righe di post, mi tocca cambiare il titolo.

Notte, Marion....

                                      Eva

 
 
 

Le grandi aquile solitarie

Post n°1062 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da MARIONeDAMIEL
 

Quando ho sentito quell'uscita ho pensato, però, chissà chi è questo Michael Martone. Sarà uno che si è fatto da sè, finalmente uno giovane che è arrivato ad essere viceministro, chissà che cervello, che valore, come siamo fortunati.

La cosa che mi stonava nella sua frase "chi a 28 anni non si è ancora laureato è uno sfigato", naturalmente era il termine "sfigato". Che, non ho consultato il Devoto-Oli ma dovrebbe essere sinonimo di "sfortunato";  in caso, per intendere quello che lui voleva intendere, doveva usare un altro termine chessò, sfaccendato, cioè uno che non ha voglia di studiare e di impegnarsi, ce ne sono eh.

Ma sfigato è un termine che suona orribile specie nell'Italia delle differenze di oggi, con mezza popolazione del fango che si ribella e per fortuna nostra sbagliano perchè si ribellano in modo corporativo..... chiaramente non alludo ai poveri avvocati o farmacisti,  quelli stanno comunque sopra il fango.

Sfigato potrebbe essere un termine da Berlusconi, sinomino quindi anche di uno "non bello" , se è una donna poi è una colpa capitale, o di "non elegante", "non simpatico", non "giusto",   ecc.

Per una di quelle associazioni di idee che mi fanno amare il cervello, la frase mi riporta alla mente la "dottoressa". La dottoressa era (credo sia ancora) una bella e giovane dottoressa che lavorava nel reparto di terapia intensiva dove era ricoverato mio padre. Tacchetti alti e gonna corta sotto il camice, capello ondulato e trucco perfetto, niente personalità e tutta clichè , devo aver pensato quando l'ho vista. Ma il peggio è venuto dopo quando quasi seraficamente , freddamente e molto accademicamente , ci ha annunciato che mio padre aveva poco tempo da vivere, per passare poi all'esatta descrizione di come e quando le funzioni vitali si sarebbero progressivamente bloccate, per concludere con mio terrore che mio padre sentisse visto che eravamo fuori dalla stanza, che una volta intervenuto il blocco renale , era finita. Il tutto detto con una specie di compiacimento, o forse ero io che il momento era tragico e l'ho vissuta così.....

Per fortuna c'era una piccola cappella appena fuori dal reparto , e mia madre trovava consolazione ogni sera dei ventotto giorni che mio padre si ostinò a non morire così presto come aveva previsto la dottoressa , ad accendere un cero alla Madonna.

Naturalmente uno potrebbe dire , e perciò me lo dico anch'io, che se la giovane dottoressa avesse salvato mio padre io mi sarei gettata ai suoi piedi senza badare a ciò che diceva, ma siccome mio padre nessuno lo poteva salvare , nemmeno la Madonna dei ceri di mia madre , lei sbagliò. I toni , il modo , il distacco. Sbagliò tutto.  Io non l'ho mai perdonata , anche per il dolore che diede a mia madre e anche perchè io non ebbi il coraggio di dirle ma stai zitta brutta stronza , penso che tu abbia sbagliato anche mestiere,  potevi aprire una lavanderia a gettoni e guadagnavi altrettanto ma vuoi mettere , avere il potere di "disporre" della vita di un uomo è molto più appagante rispetto al solo far soldi....

 Non so proprio cosa c'entri.

Ma basta cercare un po' in rete per capire chi sia , questo Michael Martone , non esattamente uno che si è fatto da sè , che ha dovuto fare sacrifici per poter studiare , o che fosse predestinato diversamente . Come diceva mia nonna "più studiano meno sanno". E secondo me Martone non ha nemmeno mai letto London... che peccato, con quel cervello.

Notte Marion.



"D'altra parte il buon successo ottenuto lo incoraggiava. L'ascesa era stata più facile che non credesse; eppoi (egli dovette confessarlo senza falsa modestia), aveva conquistato il suo fine: si sentiva superiore a quella gente, tranne che al professor Caldwell. Ne sapeva più di loro, circa la vita e i libri, e si domandò ancora a che cosa servisse la loro istruzione. Ciò che ignorava, era il fatto di esser dotato d'una potenza cerebrale straordinaria, e che le persone di vero valore non s'incontrano nei salotti del genere di quelli dei Morse;
e non immaginava neppure che le persone d'eccezionale valore sono simili alle grandi aquile solitarie che volano molto in alto nell'azzurro, al disopra della terra e della superficiale meschinità
".  
                                    "Martin Eden", Jack London

 
 
 

Sogni

Post n°1061 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da MARIONeDAMIEL
 
Tag: Sogni

Tre sogni di gennaio

Sto dormendo ma devo svegliare i bambini che sono piccoli (sui cinque sei anni). A fatica mi sveglio. Ho anche una bambina.
V. viene a casa mia, proprio a quell'ora, di mattina. Io sono ancora a letto e mi vergogno perchè indosso il pigiama di mio padre, che è grigio ed è da uomo, non ha nulla di femminile. Cerco di coprirmi con la coperta perchè V. si affaccia alla mia camera.  I bambini sono bravi, fanno da soli. V. percorre il mio corridoio e va nel mio bagno , guarda la casa. Io faccio solo le codine alla bambina, per il resto si arrangiano.

Devo andare in vacanza. Parto. La stanza che ho affittato sta in un edificio, ci sono delle scale. Sembra una camera d'ospedale, piccola con un bagno ma esterno. Io però ho la chiave della stanza. C'è un piccolo cagnolino , di quelli minuscoli , che passa da fuori a dentro la mia stanza , come se invece del muro ci fosse uno di quei tramezzi divisori degli ospedali. Io ho paura dei cani, protesto con la proprietaria. La donna è straniera perchè a un certo punto, nella mia foga di farle capire che questo genere di paura è del tutto ancestrale e che non posso farci niente, le chiedo "ma lei mi capisce?". Dai tratti del viso capisco che è asiatica. Poi sono fuori, passeggio in una strada sconosciuta con S. e suo marito.

Sto guidando la macchina. I. guida un'altra macchina con suo marito seduto a fianco. Siamo sul litorale di Mergellina, a un certo punto incontriamo un gruppo di gente (attori?) in costume, un costume bianco, stanno sotto una bandiera italiana. Noi passiamo in mezzo non senza difficoltà. Continuiamo a correre. Ci troviamo a correre su una spiaggia e io dico a I. , come se potesse sentirmi, vedi che bello correre e lambire il mare? In effetti con la macchina lambisco la mareggiata. I. mi segue. Ma poi arriva un costone di roccia, ci giro attorno e il mare si fa profondo, io vado avanti pensando che andrò sotto. Un pesce molto grande, tipo un tonno gigante, se ne sta in piedi, dritto insomma, contro la parete rocciosa e per metà immerso nel mare. Ora la spiaggia è sparita e c'è solo la roccia e il mare. Io vado avanti e passo con la macchina sopra il pesce che guizza via.

 
 
 

Occupare , resistere , produrre.

Post n°1060 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da MARIONeDAMIEL
 

A volte (secondo post di fila che inizia con A-volte Marion....)  penso di calcolare quanto tempo passo io a piegare calzini.

Per le rane ho risolto con la quantità , se ne conteranno di media una quarantina e più circa in tre , e per fortuna che ciascuno ha le sue preferenze e sono di tipi diversi. Ma sono pur sempre da piegare.

A volte penso a cosa potrei fare nel tempo che passo a fare (due volte fare Marion...) le cose da donna che faccio (doppio avvitamento...) : cucinare , riassettare , pulire , per non parlare dello smaltimento rifiuti che è diventato un lavoro vero e proprio , che dopo notevoli prove per riuscire a dare una soluzione ai contenitori del riciclo (che a casa mia devono per forza essere grandi ) , ora ci siamo. Ad esempio ho due contenitori per la plastica , uno normale per la piccola plastica e uno condominiale per le bottiglie....  

Ho dato una letta al decreto Monti sulle liberalizzazioni. Sui taxi non c'è ancora nulla , ci sono degli articoli appositi ma non sono riportati naturalmente. Chissà come va a finire. C'è anche la modifica dell'articolo 18 , non si applica non solo per le aziende fino a 15 dipendenti ma fino a 50 dipendenti. Questa è una cosa inaccettabile messa lì solo per far contenta Confindustria, d'altra parte siamo nella fase un-colpo-al-cerchio-e-uno-alla-botte.

In generale , siccome ora sono fuori dall'era berlusconiana della mia stupidità , penso che in questo momento sia l'unica cosa da fare. Lasciare che il mercato si regoli da sé il più possibile perchè il lavoro ci serve disperatamente e ci serve che la finanza compri titoli delle nostre aziende , non possiamo sfuggire a questo sistema né trasferirci in massa a Honolulu. 

D'altronde , per restare nel mio campo , se un piano regolatore mi permette di costruire in quella zona un capannone di cemento di 10 mila mq con una determinata destinazione d'uso , che senso ha poi impedirne l'apertura per motivi di quote di mercato? Lo usassero e po bon. Sempre meglio che vedere i cimiteri di questi terribili edifici abbandonati , ricordo la fila di scheletri lungo la Romea ad esempio.... Questo dice anche l'Europa , niente requisiti basati su quote di mercato.

Il problema , che non è di oggi , è che un'Ikea qualunque che ha un bel capitale , senza programmazione può venire e distruggere tutti i piccoli mobilifici della zona , in caso. Però dà lavoro a non so quanta gente e prezzi concorrenziali a me.

Spariscono alcuni posti di lavoro e se ne creano altri , peccato che spariscono anche alcune specialità. Per non parlare del nostro modo di vivere. Passare la domenica in un centro commerciale è già stato studiato sociologicamente che è un'abitudine diffusa ormai.

Il problema è , basterà? Io sono molto preoccupata. Se qualcuno avesse un'idea migliore sarebbe ora di tirarla fuori.

Notte, Marion.

p.s. E' impressionante la telefonata tra la Capitaneria di Porto e il comandante della Costa. Lo spettacolo della codardia e vigliaccheria di un uomo è sempre triste e desolante , quasi quanto esaltante è un atto di coraggio. Mio marito mi ha detto che a tutto il personale viene fatto fare il corso per la gestione di un gruppo di persone e del panico. Ma la semplice domanda che si potrebbe fare a chi fa il corso a un pinco qualunque è: ma chi stabilisce che io, che dovrei gestire il panico, non venga sopraffatto dal panico a mia volta? 

                                              Pochi grammi di coraggio

 

 
 
 

"Buonanotte principi del Maine, re della nuova Inghilterra"

Post n°1059 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da MARIONeDAMIEL
 

A volte un vecchio film ti tiene caldo come una coperta di lana.

Mi ha fatto venire in mente quando raccontavo una storia alle rane prima di dormire , e poi al momento di spegnere la luce dicevano "mamma, ci fai la magia?" , la magia inventata da me , consisteva nel recitare: "MAGIA MAGIA tutti i brutti sogni li manderemo VIA!" facendo dei gran gesti per scacciare i brutti sogni che , non so come , non vennero mai. Non si svegliarono mai di notte.

Ieri ho risposto alla mail della mia amica I. Erano parecchi giorni che dovevo farlo, e volevo farlo. Ma non mi decidevo. Perchè dovevo raccontarle del viaggio a Napoli e dirle dei momenti di dejavù che ho provato a Mergellina , quelle foto dove siamo tutte e quattro sorridenti, abbiamo appena comprato i taralli e tu stai seduta li sulla panchina di pietra , poi tutte noi sul muretto col golfo dietro .

I. mi ha risposto. Ha una vita difficile e io penso sempre a lei, la vedo sempre sorridere e occuparsi degli altri , non si lamenta mai di ciò che le è capitato, affronta tutto con coraggio , ricordo un suo messaggio un giorno che le avevo scritto un sms: "sto mangiando un gelato in riva al fiume e ho dieci minuti tutti per me, cosa vuoi di più dalla vita?" 

E in risposta alla mia mail infatti mi ha detto che si è commossa, che quelli erano stati i tre giorni più felici degli ultimi anni. I tre giorni più felici degli ultimi anni.

E tu hai avuto momenti felici negli ultimi anni Marion? Si. Te li sei presi.

Domani devo fare gli gnocchi di zucca. La zucca viene dall'orto del mio collega, quello che ogni tanto viene a prendere una boccata di ossigeno nel mio ufficio e ci facciamo dieci minuti di feroce discussione politica, quello che quest'estate mi ha portato i fichi selvatici che ha trovato nei suoi giri in bici;  dice che sa che a me piace cucinare così me l'ha portata. Ma l'ho tagliata e saranno almeno dieci chili.... non posso dirgli che ne ho buttata mezza...

Buonanotte, principi del Maine, re della nuova Inghilterra.

Notte Marion.

  

 
 
 
 
 

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SIBILLA ALERAMO

"Mi pareva strano, inconcepibile, che le persone colte dessero così poca importanza al problema sociale dell'amore. Non già che gli uomini non fossero preoccupati della donna; al contrario, questa pareva la preoccupazione principale o quasi. Poeti e romanzieri continuavano a rifare il duetto e il terzetto eterni, con complicazioni sentimentali e pervensioni sensuali. Nessuno però aveva saputo creare una grande figura di donna."

 

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