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Messaggi di Novembre 2008

Ferrara

Post n°676 pubblicato il 29 Novembre 2008 da MARIONeDAMIEL
 
Foto di MARIONeDAMIEL

Oh, ma Ferrara. 

Sarà che siamo arrivate  che era già buio e il navigatore non aveva tenuto conto di un divieto d’accesso e siamo finite nel centro storico 

Sarà che scegliere l’ostello al posto del solito albergo è stata una scelta azzeccata, la cameretta piccola essenziale ma molto accogliente il letto con la testata in ferro battuto che ci andavo coi piedi fuori, un caldo pazzesco e il riscaldamento che non si spegneva e ho dormito solo col lenzuolo, tutto pulitissimo e col crocefisso sulla porta…

sarà che arrivare a piedi allo slargo del duomo puntando a occhio il centro, uno sguardo dentro alle finestrelle delle case, le vecchie librerie, i vecchi portoni….  Poca gente infreddolita, i negozi DENTRO un lato del duomo.. il castello col suo fossato e il suo ponte levatoio e la sua acqua del Po  e le sue bandiere…  

sarà che tutti in bici intabarrati con berretti e cappelli,  i vigili in smart e poche macchine e molti ragazzi e quel locale “venite vi porto io che l’ho visto prima che vi offro l’aperitivo” e quel martini a scaldare piedi gelati e tutta quella roba da happy hour ma la piadina e la parlata e la gente…

sarà che torni, giri l’angolo e ti ritrovi nel medioevo,  e stradine deserte, poca gente anche nei locali e la chiusura settimanale dei negozi di giovedì (da noi non esiste che il giovedì chiudono, in un certo senso meglio così) e due innamorati che si salutano lei se ne va in bici e lui attraversa al semaforo e tu guardi, Marion…

sarà che anche le bancarelle si trovano ordinate su una pedana in cui si riesce a camminare e la salama da sugo e i formaggi e le cose di natale e niente ressa e “a che ora chiudete?” “chiudiamo alle otto”..

sarà quel silenzio strano, eppure il traffico c’è, l’abbiamo visto arrivando… sarà palazzo Bonacossi, e quegli incontri cordiali o sarà la cena fuori Ferrara col menù tipico ferrarese che chi ce la fa… tortelli di zucca al ragù e quella specie di tortino dolce leggermente tartufato..

sarà che siamo tutti motivati, interessati, entusiasti ed è bello condividere… e mi rendo conto che i colleghi sono di Bologna, Ravenna, Modena, del Piemonte, Umbria, Veneto e io di sicuro sono la più “piccola” ma M. mi dice “siediti vicino a me” e poi dice che io proprio io l’ho aiutata a correggere la modulistica e ci conosciamo per nome finalmente e non solo per nick….

sarà che sms delle 22.21 “ciao mamma, senza di te è durissima…” e la piacevolissima serata si scioglie nella notte in due lacrime, a ricordarmi ciò che sono e il prezzo pagato, e ciò che non avrò mai perché ho giocato e perso, ma in fondo quello che ho perso non  valeva poi granchè….

Non so cosa sia stato, ma oh… Ferrara che cos’è…..

 

                                                 Io ho avuto solo Te.



 
 
 

Odio Houston

Post n°675 pubblicato il 26 Novembre 2008 da MARIONeDAMIEL
 

Post  lungo, c’aggià fa.

 Lei ha un tempismo perfetto. Io non so mentire. Perciò chiama proprio quando sto uscendo per spese con sorella e nipotina. Chiaro che le dico “vuoi venire anche tu?”

 No dico, stavolta non mi sono comprata NIENTE, perciò i suoi “ma proprio un cappotto ti dovevi comprare? Non è meglio un giubbotto? Ma perché grigio?” se li è beccati mia sorella.. io ho fatto la mediatrice “mamma, ma guarda come le sta bene….”, in fondo un ruolo che mi si addice, si…

 Io di solito son gentile con tutti , ma ce l’ho leggermente con quelli dell’esercito. I pezzi grossi, ovvio. Sono di un antipatico…. Dico io, si può far passare 5 mesi per mandarmi una mail che mi dice che il formato del file che gli avevo inviato non gli va bene??

Apposta gli rimando il file in .txt, specificando bene che io avevo già risposto in giugno.. allora il colonnello mi onora di una sua telefonata e mi dice “ma non ha visto come lo volevamo il file? E' da giugno che aspettiamo....”

 Dico guardi, 1) questo è quello che produce il mio programma e se lo vuole in excel se lo converte lei, 2) non sono avvezza a lasciare la cose ferme 5 mesi…. Si profonde in scuse, “ma io mica volevo dire…ma io quel txt lì non lo conosco….” .. in fondo loro dovrebbero difenderci in caso di attacco sui confini Marion, che ci fanno con excel…. Tra l’altro a quelli della marina il file andava bene, oppure protesteranno tra altri sei mesi…

 Acconsento a convertirgli il file nel suo stramaledetto tracciato record, e mentre lui avrà pensato di sicuro “questa è una belva”, io lo maledivo insieme a tutto l’esercito e mettiamoci pure la marina che coi marinai non si sbaglia mai và…

 In fondo basta chiederle gentilmente le cose. Tipo il collega di sabato mattina :
“Dimmi che mi vuoi un pochino di bene”
“Ma solo un pochino eh.. che vuoi?”
“Ma io ti voglio bene!”
“Seh vabbè, dammi il numero che ti richiamo dopo”
“Ti do il mio cellulare?”……

 In fondo bisogna essere fiduciosi, ottimisti. Lo dice anche il nostro, sigh, presidente del consiglio. E' tutta questione di atmosfera ragazzi, eh….

 A volte mi chiedo come faccia a dire certe cose, o in alternativa, a non rendersi conto di ciò che dice… il tetto della scuola crollata è una fatalità.. però tragica eh… le famiglie che non ce la fanno sono “famiglie meno fortunate”…. Certamente il metro di confronto è sempre sé stesso:

non sa cosa sia il concetto di responsabilità, e indubbiamente fa parte di una famiglia fortunata.. pentitevi gente…

E ora, Ferrara, a noi due.

                                        …. mi scaldi, corpo e anima…



 

 
 
 

Ragazze dell'est

Post n°674 pubblicato il 22 Novembre 2008 da MARIONeDAMIEL
Foto di MARIONeDAMIEL


Basterebbe scoprirlo.

E' stata peggio la scorsa settimana, o questa? Che se sciopero io non se ne accorge nessuno, se scioperano i treni, mi devo fare 100 km per recuperare il grande in quel di Trieste, città insopportabile...

I colloqui professori del giorno dopo in compenso sono andati benissimo. Dieci professori  delle due rane che sono in diverse classi perchè sennò è troppo facile, in tre ore sane.... a muso duro mentre vedo parecchi genitori a coppie, e con la mia arma migliore, la pazienza, che da dieci a zero anche a quelli accoppiati..

Tra un colloquio e l'altro qualche sms ora al piccolo, ora al medio per non fare disparità, del tipo "ti spezzo le gambe", oppure "ora che torno facciamo i conti", oppure anche "non esci più di casa"....

Ma quella sera. Oh, quella sera. Se gli avessi chiesto di pulire casa da cima a fondo, l'avrebbero fatto senza profferir verbo.. che soddisfazione..

Per fortuna questa settimana c'è stato anche il mio primo massaggio integrale, ed intregralmente rilassante!

Dice "signora, lei porta i tacchi alti?"
"I tacchi alti io? No.. si e no tre o quattro centimetri....perchè?"
"Perchè ha i piedi di chi porta i tacchi alti...."
e poi via dai piedi alle caviglie su per i polpacci e le cosce e il ventre e poi si-giri, la schiena le spalle e di nuovo giù... ma perchè cavolo non l'ho mai fatto prima.... una cosa così ti può risolvere anche una giornata di merda... grazie Sogno...

Nella risalita di fine settimana ci sta anche la cenetta per pochi colleghi ed ex colleghi, riesci perfino a cantare in macchina  Marion, passando sparata davanti alla casa della collega che dovevi fermarti a prendere, e rendendoti conto di un tanto solo in mezzo al successivo incrocio, con relativa pericolosissima inversione al centro dello stesso, tanto ho-deciso-che-ce-la-faccio-quella-macchina-è-lontana....

La cena ottima, le risate spensierate, un carinissimo pensiero dei maschietti per noi femminucce (siete-le-migliori-di-tutta-la-baracca) e una sorpresa al palato dell'ottimo liquore maraschino alla ciliegia (è-quasi-introvabile, ci dice il titolare al bicchiere della staffa), mi han infine quasi convinto.

Che tristezza, solitudine e senso di abbandono non siano che ridicoli mostri prodotti da qualche punto del mio corpo, paradossali agonie di un'anima semplicemente incerta... tu sai che non esistono Marion...  

Basterebbe scoprire da quale parte del corpo provengono quelle mie folli immaginazioni.. fin da bambina ho sempre immaginato molto.. basterebbe saperlo.. avere la prova..

Ah Marion, ma tu lo sai... notte Marion...

                                                        Ragazze dell'Est


 

 
 
 

Dopo di te, nessuna.

Post n°673 pubblicato il 19 Novembre 2008 da MARIONeDAMIEL
 
Foto di MARIONeDAMIEL


Settembre, 2008

Che appena entro mi rendo conto che ho sbagliato.

Che ci fanno tutte queste babbion.. ehm.. volevo dire, donne di mezza età, nel MIO corso di ginnastica?

Ci sono solo io dell'anno scorso.. ma che è successo?

Vabbè che sapevo che non si sarebbe più fatto aerobica ma ginnastica dolce con una fisioterapista, vabbè che la mia prigrizia ha esultato anzichenò, ma qui si esagera...  io ho bisogno di sgranchirmi i muscoli.. tirare i tendini.. fare fatica...

Cominciamo a camminare intorno alla palestra.. dopo cinque minuti "correte". E corriamo. Dopo altri dieci minuti che mi sembrano due ore queste non mollano e te non ce la fai più Marion... mica vorrai cedere ora.. sei la più giovane!

Eppoi, orrore!

Che ci fa qui quel pezzo di marcantonio unico maschio che c'era anche l'anno scorso? Ha sbagliato corso come me?

Insomma si mette a correre pure lui. Io decido che non posso morire per una str... per una fisioterapista che pensa di sapere cosa mi fa bene e mi metto al passo. Subito altre vecchiette imitano il mio esempio.. non è che sia molto consolante Marion...

Segue la parte del tappetino. Questa mi piace, addominali, stiramenti, penso io. Macchè. Respirazione, rilassamento.

Dice, sgombrate la mente e concentratevi sul respiro, sentitelo, sentite il vostro corpo e altre putt... ehm.. e altre cose del genere... no dico, sgombrare la mente, A ME? che se non mi preoccupo per qualcosa sto male?

Comunque ci provo. Finisce. A casa riesco a salire le scale con le gambe e non sui gomiti come mi successe la prima lezione l'anno scorso.

Tutto sommato, mi piace.

Notte Marion.

                                                   "..dopo di te, nessuna."



 
 
 

Quanno 'chiove

Post n°672 pubblicato il 14 Novembre 2008 da MARIONeDAMIEL
 

Ottobre, 2008


Una donna, una storia.

Ho iniziato così la mail. Dovevo ringraziarla. Mi ha mandato un biglietto scritto a mano, poche righe per darmi coraggio, da donna a donna.

"Vuoi che usciamo a cena, ne parliamo?", mi disse giorni fa quando mi telefonò per lavoro, e poi come stai, e poi è un periodo così... e poi mi si era incrinata la voce.... "no, è meglio che parliamo solo di lavoro per ora...".. mi riesce ancora difficile parlarne a chi non sa.

Così quelle righe scritte da lei, la donna che ammiro, il mio mito, il mio mentore, il mio esempio, mi avevano fatto piacere. Molto.

E mi scopro ad amare e ammirare molte donne... gli uomini no, generalmente li amo e basta. Ma le donne..

All'sms della mia amica delle undici non ho potuto rispondere, lo faccio alle due e mezza, quando arrivo a casa; non risponde lei; il suo sms arriva verso le tre e mezza "riunione a scuola, a dopo", e già la vedo soffocata, uscire dall'ufficio raccattare i figli e via. Qualche sms per parlare di noi e poi "ti devo lasciare che qui si è perso un ciuccio! è una tragedia! A domani!"

E sorrido mentre ripenso alla giornata di ieri, che quando posi la testa sul cuscino e ti dici "finalmente......" e sei contenta di essere lì, e di essere passata da tua mamma e aver fissato quella visita, di aver fatto la spesa al volo surgelati compresi, di essere andata fino a Gorizia ad ascoltare un preside fascista e di esserti fatta eleggere in una delle due classi delle rane come rappresentante, perchè devi stargli sotto, ai lazzaroni, e anche questo è un modo, di essere tornata alle sette e mezza e i surgelati che erano rimasti in macchina non si sono fanculizzati, di aver preparato la cena, sentito le novità (un sette, un otto, un sei, un vaso rotto in soggiorno e un cellulare perso!) , di aver raccontato loro tutto, uno squarcio improvviso il sorriso che fa il medio, le coccole del piccolo che dopo cena si siede ancora sul mio braccio e mi stringe e ci coccoliamo con le guance, nonostante abbia la cresta in testa e la maglietta dei metallica, il "mà, domani mi aiuti a studiare" del grande, che mi sembra non cresca mai ma per certi versi è già così adulto..

E lì, con la testa sul cuscino penso alle donne.. a tutte le donne che conosco e che amo.... con quella fitta sempre in mezzo al cuore, la determinazione nelle vene, e la meraviglia di riscoprirsi sempre...

Una donna una storia. Questa, è la mia. 

                                                       
                                                         Quanno chiove




 

 
 
 
 
 

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SIBILLA ALERAMO

"Mi pareva strano, inconcepibile, che le persone colte dessero così poca importanza al problema sociale dell'amore. Non già che gli uomini non fossero preoccupati della donna; al contrario, questa pareva la preoccupazione principale o quasi. Poeti e romanzieri continuavano a rifare il duetto e il terzetto eterni, con complicazioni sentimentali e pervensioni sensuali. Nessuno però aveva saputo creare una grande figura di donna."

 

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