Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

Messaggi di Aprile 2019

Altro che sciocco, Ŕ intelligentemente terapeutico!

Post n°740 pubblicato il 30 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il riso abbonda nelle bocche degli stolti, dicevano i saggi  un tempo.
Nulla di più falso, dicono i saggi oggi.
Eppure leggevo una sorta di statistica secondo cui la gente ride poco. E ride male.

La risata è la panacea di ogni male. Un toccasana per tutto il corpo perché  ridendo si liberano gli ormoni delle felicità .
 
Tant'è che dal 1998 le si dedica addirittura una giornata mondiale: la prima domenica di maggio.
E che a breve studiosi di alta fama disquisiranno sulle motivazioni  che ci inducono all'ilarità.

Gli scienziati ci dicono che per essere felici non occorre cambiare vita, basta ridere 10 minuti al giorno.  Anche se subissati dai problemi.

Noi, non scienziati,  sperimentiamo sulla nostra pelle che una sana grassa risata ci fa bene: allenta lo stress, ricarica l'umore, distende le tensioni, allontana la depressione, rilassa i nervosismi.
Sul lavoro, con gli amici, in famiglia, fra le lenzuola ... insomma ridere non è sciocco, è intelligentemente terapeutico.

E per questo, oltre alla terapia del sorriso che, grazie a volontari e a esperti, porta un istante di allegria fra i malati in ospedale, è nato dall’intuizione di un medico indiano Madan Kataria lo  'yoga della risata'.
Praticamente  si tratta di imparare a ridere con tanto di corsi e lezioni che prevedono tecniche di meditazione e di respirazione.
Addirittura, con un po' di allenamento, la risata può diventare una pillola dolce  da assumere quando e dove si vuole 'imbrogliando' il  corpo che non sarebbe in grado di distinguere tra un riso indotto e uno genuino.
 

Sarà ...  ma volete mettere il piacere di ridere a crepapelle... quella sensazione incontenibile che sgorga dal cuore, ti scoppia dentro, non ha freni, irrompe sulle labbra  e fa luccicare sugli occhi.

































Vi ricordate l'ultima volta che avete riso di gusto, ma proprio di gusto?

… io?
stamattina, per una figuraccia che per decoro non vi racconto
e  in un contesto che di spassoso aveva ben poco
ma che ha sdrammatizzato il momento.

 

 
 
 

E l'idea m'ha preso

Post n°739 pubblicato il 29 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Qualche sera fa stavo guardando il trailer  di un film commedia  che a breve uscirà.
È la storia del nostro mondo,  quello che non vogliamo vedere, quello che è  ai margini.
E’ la storia del conflitto quotidiano con la diversità,  che anche quella non la vogliamo vedere. E’ la storia di un ex carcerato, di un migrante, di una ragazza di strada, di un disabile, di un anziano. E’ la storia di una Casa Famiglia.
 Racconta di persone “sbagliate” che nella loro vita imperfetta fanno cose grandi.

Un argomento attuale e spinoso reso –così parrebbe-  con estrema semplicità da  Kristian Gianfreda, al suo debutto come regista  , ma che  da più di vent’anni racconta la diversità attraverso i video.
Reciteranno bimbi disabili ed emarginati.
Il finale non lo so e non lo voglio sapere…

…però quello che mi ha intrigata di più è stato il titolo:


                                                
Solocosebelle



Perchè di quelle ne abbiamo bisogno.
Non so voi ma io di quelle brutte sono satura.


Perché non provare a condividere con voi le notizie belle o non brutte?

 

Che ne uscirà non lo so, ma l'idea m'ha preso...



Sono ben accetti suggerimenti, stimoli, pensieri

 
 
 

Sul filo della vita

Post n°738 pubblicato il 28 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

L'eccesso è una parte di me.
La monotonia è un male.
Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione.

    Freddie Mercury

Perché  la cosa più importante è vivere una vita favolosa, non importa quanto lunga, basta che sia favolosa.

E doveva essere favolosa l’esperienza di lanciarsi nel vuoto dal Becco dell'Aquila .
Per lui, jumper norvegese,  è stata invece fatale.

Sfidare la sorte e oltrepassare il limite praticando uno sport estremamente pericoloso è il grande sogno per chi ama il brivido  dell'adrenalina.
Ogni lancio, ogni salto, ogni atterraggio sai che può essere l'ultimo.
O può essere invece una vittoria sul destino.

Gli sport pericolosi piacciono: ci si addestra con fatica e impegno.

            Ci si mette alla prova.
                                               Ci si supera.
                                                                        Si raggiunge un traguardo personale.

Qualcuno si riprende pure. Ad imperitura memoria.


Mentre leggevo di alcuni incidenti avvenuti non solo nel Trentino durante i giorni di festa, come un flash mi è apparsa in mente nitida l'immagine di una coppia di giovani ragazzi su un aguzzo e altissimo sperone scivoloso di roccia che si selfavano.  

Infervorati dal rumore dell'acqua che scendeva impetuosa sotto di loro, incuranti dei moniti di noi montanari che amiamo la montagna ma non la non sfidiamo .
Sprezzanti  del pericolo.
O forse eccitati dal pericolo.


 



























E’ pratica diffusa quella di sperimentare e sperimentarsi  tra le vertigini del vuoto, il brivido della velocità folle, il mantenersi in equilibrio in cima a grattacieli o il testare i propri riflessi fermi sulle rotaie aspettando il treno in corsa.
Il tutto corredato da tanto di  foto  da condividere.

A che pro?
Per stupire gli amici?
Per ottenere followers?
Per dimostrare coraggio?
O per disprezzo della vita?



… e dire che ne abbiamo una sola…

                                             e che non è da eroe sprecarla così.


 

 
 
 

Sorpresi dalla sorprese

Post n°737 pubblicato il 18 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La sorpresa che gli italiani troveranno dentro l'uovo di Pasqua del governo sarà l'aumento dell'Iva. Questo significa: più tasse e meno consumi.

Parole , queste della Gelmini, che suonano come profezia di Cassandra, ma noi italiani ormai ci siamo abituati e non ci spostano.
Ed eccoci pronti a scartare l'uovo di Pasqua, incuranti di tutto ma con la sola voglia di abbuffarsi di dolcezza.
Anche se quest'anno, stando alle stime di Coldiretti, complice il lungo ponte pasquale, sarà in flessione il numero di uova che acquisteremo.  Ma i numeri sono tutt'altro che piccoli: 16 milioni di uova di cioccolato vendute.
Alcune sono già state sequestrate dai Nas  perchè non conformi.

Alle tradizionali uova prodotte su larga scala, si affiancano quelle glamour ideate e realizzate da maestri di pasticceria.
Cacao e ingredienti sapientemente rielaborati danno libero sfogo alla fantasia dello chef.
























La storia dell'uovo di Pasqua affonda le sue radici nella notte dei tempi.
Gli antichi Persiani si regalavano uova in primavera come simbolo di nuova vita.
Secoli più tardi,  nel Cattolicesimo l'uovo di Pasqua rappresentò la vita che cresce e palpita dentro un guscio solido.

L'usanza di regalarsi uova però si diffonde a partire dal Medioevo, in Germania. Qui la gente comune si donava uova bollite avvolte in foglie e fiori in modo che si colorassero naturalmente, mentre i nobili si omaggiavano l'un l'altro con uova di argento, platino o oro, decorandole.
Un tale Peter Carl Fabergé fu incaricato dallo zar Alessandro III di preparare per la zarina delle meravigliose uova decorate con tanto di dono all'interno.
Da qui la tradizione della sorpresa dentro quella scocca ovoidale di cioccolato.

E noi che amiamo le soprese ci sorprendiamo emozionati come bimbi nello scoprire cosa c'è dentro l'uovo e tante volte ci ritroviamo così:

























… ma ci consoliamo così:













































Ricordate la sorpresa più ridicola e inutile o più piacevolmente sorprendente che avete trovato dentro l'uovo?




 

&

Buoni giorni

 

... a presto :)

 
 
 

Patti chiari e amore felice?

Post n°735 pubblicato il 15 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Non era affatto contenta lei che suo figlio si sposasse e non perché la differenza di età della coppia fosse rilevante e neppure perché la futura nuora non le piacesse. Al contrario!
Non digeriva quel documento scritto in arial e firmato da entrambi.
Senza validità giuridica, ma che sapeva di precarietà: ne era convinta.

* All’antivigilia del matrimonio, quando i preparativi fervono, la casa è da sistemare, i mobili da scegliere, gli annunci da consegnare … il futuro da progettare non si può mettere nero su bianco che succederà  se un domani  decideranno di separarsi. Non si può stabilire a tavolino che il comò va  te e il divano spetta a me.  E' inconcepibile costruire una vita insieme a suon di clausole materiali.* Diceva con rabbia e con tristezza

* Sbagli a pensare così. -  controbattevano i più -  pensa che succederebbe se, e ne abbiamo prova, valesse il patto prima ti sposo e poi ti rovino ! Perché quando un rapporto finisce non c'è umanità, non c'è passato, si è uno contro l'altra armati. E ci si attacca
a tutto pur di vincere.*


























In Italia si fa di che parlare sui patti pre-matrimoniali ma siamo uno dei pochi Paesi occidentali in cui  la legge non li prevede. 

Da una ricerca compiuta su più di 500 coppie in procinto di convolare a nozze, il 64% si è detto favorevole a firmare un accordo che fissi reciproci diritti e obblighi prima di infilarsi l'anello al dito.
Il dato cresce fino al 75% nelle coppie al di sotto dei 30 anni.
Il Nord è molto più convinto del Sud; gli uomini sono più propensi delle donne.

Ha ragione lei a non essere felice che il figlio si sposi sottoscrivendo a priori un accordo di fine rapporto matrimoniale ?

O

meglio patti chiari fin da subito?

 

 
 
 

Quando le *colpe* dei padri ricadono sui figli

Post n°734 pubblicato il 11 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Che colpa ne ha una bimba delle elementari se la sua famiglia non è al passo con il pagamento dei buoni pasto?

Nessuna.

Eppure le è toccato mangiare alla mensa scolastica di una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker perché così è scritto da regolamento comunale per gli inadempienti.





























Chissà in quelle lacrime che la bambina diversificata dai compagni in un momento, quello della mensa , che dovrebbe essere ricreativo e integrativo,  versava quali sentimenti provava.

E chissà anche gli amichetti   che  mangiavano  un piatto di pasta col sugo se provavano imbarazzo.

Perché i  bambini non conoscono ancora le disuguaglianze.

Il fatto succede a Minerbe, nel veronese, in una scuola elementare.
Pare che  casi simili si siano verificati anche alla fine del 2018: allora qualche insegnante avrebbe rinunciato al proprio pasto donandolo agli alunni.


S
ull'episodio è intervenuta  la segreteria provinciale del Pd accusando l'amministrazione leghista.

Ieri Antonio Candreva, giocatore dell'Inter ha effettuato un versamento alla scuola elementare per pagare la rata annuale della mensa a tutti gli altri alunni che si trovano in difficoltà economica.

E il caso mediatico è lievitato.

Il sindaco, un tale Andrea Girardi,  ribatte :
* La famiglia in questione è stata più volte sollecitata, i nostri uffici hanno chiesto loro se intendevano presentare una domanda per avere una riduzione o l’esenzione […]  non è arrivata nessuna  risposta.  Non intendiamo ovviamente discriminare nessuno e i bambini non sono stati lasciati senza pasto[..] Non è la prima volta che succede, solo che questa volta il caso è stato montato. Il nostro Comune ha sempre aiutato tutti, non volevamo certamente arrivare ad una situazione del genere.*

Molti concordano con il provvedimento 'punitivo' per la bimba e simbolico durato solo un giorno. Quindi: se tu genitore non ti metti in regola con i documenti, le tue colpe ricadranno sui tuoi figli.

Altrettanti, in quel Veneto civile, ci vedono discriminazione, ignoranza, razzismo da quattro spicci e ipocrisia della più bieca perché non c'è esibizione di documento burocratico che regga l'atto vigliacco di umiliare una bimba.


Se non fosse magrebina,  ma italiana avrebbe avuto lo stesso trattamento?

... si chiedono...e io lo chiedo a voi.

 

 
 
 

Tutto in famiglia

Post n°733 pubblicato il 09 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ma i panni, puliti o sporchi, si lavano in pubblico. Anzi sotto i riflettori.
E le reazioni non tardano.
Perché la storia di Cecile 61enne che ha portato in grembo un ovulo donato dalla sorella del compagno del figlio e fecondato dal seme del figlio e che partorisce una  
bimba come dono d'amore per la coppia si presta a molteplici interpretazioni.
Anche etiche.
Ancora caldi del discusso quanto inutile Congresso della famiglie a Verona , molti difendono la scelta di una mamma vedendoci tutto l'amore verso il figlio, il compagno del figlio  e la loro felicità, tant'è che la definiscono una storia straordinaria, delicata  e molto molto umana,
Per altri è solo un atto abominevole, amorale, una prosecuzione innaturale della specie , una depravazione.

Specie oggi che  si fa  un  gran blaterare sulla mercificazione del corpo della donna.

Già, forti di un femminismo che non sa di femminismo, si mette in secondo piano il prodotto finale: il bimbo ignaro di tutto, ma che un giorno crescerà e capirà, forse comprenderà . Forse però anche no.































E'
il pensiero di Giorgia Meloni.

E il vostro?

In generale che ne pensate delle gravidanze surrogate?

 
 
 

Eppure sembrava bastasse solo una X

Post n°732 pubblicato il 07 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

messa là, dagli inglesi quel  23 giugno 2016, il giorno che avrebbe dovuto segnare una svolta nel Regno Unito.

























Sono passati quasi tre anni e quella X  che rappresentava  con quasi il 52% delle preferenze il volere del popolo inglese è restata là,  solo sulle schede.

Da allora ne abbiamo lette di notizie: una che si susseguiva all’altra e poi a un'altra   e infine a un'altra ancora.
E nessuna mai è risultata credibile.

Abbiamo assistito a dibattiti.
Abbiamo ascoltato illustri economisti.

Abbiamo visto Theresa May in difficoltà;  l’abbiamo vista a volte fiduciosa, a volte dubbiosa, a volte amareggiata.
Parrebbe disposta a chiedere, come ultima spiaggia,  aiuto al partito d’opposizione.
S' è ventilata la necesssità di indire  un altro referendum.

Insomma, un caos che ha poco del british aplomb.

Unica certezza pare sia la distribuzione di passaporti senza la scritta 'European Union' sulla copertina.
La BBC tranquillizza e rassicura tutti: i passaporti erano stati realizzati in vista dell'uscita del Paese dall'Ue il 29 marzo.

E intanto , fra  proposte, strategie e rinvii – l’ultimo sarebbe a oggi stabilito per il 30 giugno -  ci si avvicina alle Europee di maggio.

Con nulla di fatto.

Solo con tanta confusione in testa.

  ... non so voi, ma io, anche se vivo bene lo stesso ,  non mi ci raccapezzo più.



Magari voi avete le idee più chiare delle mie e vi siete fatti un ipotetico scenario di questo ennesimo teatrino.


 

 
 
 

Note d'Italia

Post n°731 pubblicato il 04 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

*Rischiamo di dimenticarlo, ora che il nuovo millennio viaggia veloce tra  suoni virtuali. Ma il Novecento, non è stato forse il secolo della canzone? *

A sostenere questo pensiero è Gino Castaldo, critico musicale e conduttore radiofonico.

Suo è  *Il Romanzo della canzone*  (2018)  che percorre gli anni italiani dal 1958 al 2000.
Allora Modugno con Nel blu faceva volare il sogno dell'italiano medio che sentiva profumo di miracolo economico.  
Passavano gli anni e con loro cambiavano certi valori.
Ci si identificava  nei testi impegnati e politicizzati.
Nel rinascimento degli anni '80 ci si ritrovava nella sensibilità del cantautore che fra pochi accordi e tanti versi  parlava di noi e delle nostre emozioni o nell'allegria di quelle strofe che  poco dicevano ma che tanto invitavano a cantarellare.

Anche le canzoni fanno Storia.
























Raccontano la realtà, le  gioie, i sentimenti, le aspirazioni e le contraddizioni dei nostri tempi.
Sono lo specchio della realtà e cantano quello che ci gira intorno, cioè l' Italia e i suoi tempi.

Non più forse melodica, non forse più orecchiabile.
Oggi rapper, più o meno apprezzati , gruppi e cantautori giovanissimi  raccontano,  si raccontano e ci raccontano la nostra realtà.

Repubblica.it ha stilato un elenco di  25 brani proponendo un sondaggio

 

Elenco a parte, secondo voi, c'è una canzone di oggi o di ieri che meglio ritrae l'Italia e l'italiano?

 

 
 
 

Ri_diamogli nuova vita!

Post n°730 pubblicato il 02 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nell'epoca in cui il riutilizzare, il trasformare, il riadattare è una sorta di imperativo civico, oltre che di hobby e creatività, anche  il jeans, l'indumento più famoso, più popolare, più versatile, viene riciclato.

Da tempo Levi Strauss & Co. creò il  modello 511 composto interamente da scarti di tele di cotone con risparmi notevoli.

Fino a oggi però non esisteva un modo per riciclare e rigenerare il tessuto denim donandogli nuova vita in forma diversa.
Ci ha pensato Rifò, un’azienda di Prato.
L' invenzione è di  due giovani imprenditori.
Dalla tela di cinque vecchi paia di jeans  nasce  un filato con cui,  tra trame e orditi  e tanti mesi di studio , si confeziona un maglioncino da mezza stagione.



































Color jeans perché mantiene la sua colorazione originale eliminando completamente l'uso di coloranti e prodotti chimici e abbattendo drasticamente il consumo di acqua e di energia.
Una grande idea per  una produzione non solo sostenibile e che offre opportunità di lavoro, ma anche tutta made in Italy.

La Rifò è solo uno degli esempi di aziende che nascono, crescono e sopravvivono grazie al riciclo.
Che parte da noi.
Con la nostra civile raccolta differenziata. E raggiunge le aziende che la rimettono con nuova forma sul mercato.
Plastica che diventa  anche panchine dei parchi; carta che diventa imballaggio; umido che si trasforma in fertilizzante.
E il ciclo ricomincia.

Anche a noi, senza ritorni economici o brevetti o marchi, ma solo divertendoci  nell’arte del fai-da-te e  dando libero sfogo alla fantasia,  capita di dare nuova vita a un oggetto comune che altrimenti finirebbe nelle discariche.


















Chissà se anche a voi l'idea di creare qualcosa di nuovo con qualcosa di vecchio entusiasma.

Vi viene in mente qualche oggetto  che avete fatto ri_nascere?

... e magari lasciarmi qualche semplice dritta?


 

 
 
 

 

 

 

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