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Libri e coscienza

Post n°168 pubblicato il 06 Ottobre 2020 da la.cozza

E finalmente ci ho messo mano.
Era da giorni che cassette e scatoloni con i miei libri e appunti dell'università ingombravano il pavimento dello studio-stanza dei giochi senza che io riuscissi ad affrontare quella montagna di fogli e ricordi. Nel mio passato ci sono anni e anni di frequenza universitaria, ci ho provato e riprovato, ho superato moltissimo esami ma non sono mai riuscita a laurearmi.
Mi sono iscritta alla Sapienza a Roma negli anni di piombo. Volevo fare Architettura. Dopo un anno di tira e molla con mia madre che mi voleva professoressa di matematica e aveva posto il veto su architettura a Roma, a Valle Giulia in quegli anni le cose non erano proprio tranquille, e a Bologna o Venezia, troppo lontane, nell'inutile tentativo di farmi capitolare, mi sono iscritta a Ingegneria Civile Edile, indirizzo architettonico.
Ho fatto il biennio a Roma.
Vivevo, male, in un pensionato gestito dalle suore da cui fuggivo ogni volta che potevo per tornarmene a casa da mia madre e dal mio fidanzato.
Avrei dovuto capire già da allora che qualcosa non andava in questi rapporti.
Attaccamento morboso, dipendenza.
Erano gli anni dei celerini schierati agli ingressi e delle aule occupate dagli indiani metropolitani. Il secondo anno abbiamo fatto pochissime ore di lezione scontando agli esami colpe non nostre.
L'anno seguente mi sono trasferita a L'Aquila.
Anche qui dalle suore, al santuario di Roio.

Ho ricordi da incubo di quegli anni. Le lezioni, lo studio, i colleghi, andava tutto bene. Quello che non andava era tutto il resto, il piccolissimo paese, la stanza nel convento, il freddo, i lupi sulla piazza durante la notte, la solitudine.
Alla fine ho mollato, mi sono sposata e sono diventata mamma continuando a fare esami sempre più raramente fino a smettere del tutto ad un passo dal traguardo.
Dopo molti anni mi sono iscritta di nuovo alla Sapienza al corso di laurea triennale.
Ho frequentato altri corsi e superato altri esami per poi fermarmi di nuovo allo stesso punto della prima volta. Stavolta avevo da separarmi e iniziare a lavorare per contribuire al mantenimento mio e dei figli.
in tutto questo prendere e lasciare ho accumulato tantissimi libri e appunti. Pensavo fossero troppo vecchi per interessare a qualcuno ma mi dispiaceva buttarli in discarica: ci ho passato sopra tante ore!
Così ne ho fotografati alcuni e li ho messi in regalo in un paio di gruppi su un noto social.
E ora sono combattuta sul da farsi. Già perchè i miei vecchi libri interessanno eccome! Interessano anche più di una libreria universitaria che verrebbe a prenderseli tutti subito liberandomi la stanza ma l'idea che poi degli studenti universitari debbano pagare qualcosa che io ho regalato non mi piace per niente.

 
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