Messaggi di Dicembre 2020

La ricerca delle mie radici

Post n°179 pubblicato il 10 Dicembre 2020 da la.cozza

Mi sono fissata.E quando mi fisso sono dolori perchè finchè non trovo quello che cerco non riesco a pensare ad altro.
Così in un Avvento attraversato dal Grinch, tra fantasiosi preparativi per un Natale che non ci sarà ma noi lo festeggeremo lo stesso, io spulcio le liste degli emigrati italiani e rovisto tra fotografie e vecchie carte.
Ho tanti, troppi buchi nel passato e una necessità assoluta di colmare i vuoti dei racconti di genitori e nonni.
Una telefonata dell'anziana sorella di mia madre mi ha aperto un mondo, non le avevo mai chiesto niente chissà perché, in una manciata di minuti ha messo un po' d'ordine nel mio mosaico di ricordi mescolati o mancanti. Salta così fuori il ritratto di nonno violinista a Philadelphia, di uno zio dongiovanni al Lido di Venezia e un altro ucciso giovanissimo dai tedeschi mentre in bicicletta faceva le consegne della farina. Zia è un'autentica miniera di informazioni. Ci lasciamo con la promesssa di vederci prestissimo per altri racconti. Della famiglia di mamma sono rimasti in vita soltanto lei che ha quasi novantasei anni e un cugino che di anni ne ha dieci di meno mentre della famiglia di papà le possibili fonti sono la mia zia del cuore anche lei con novantasei primavere sulle spalle e la moglie di suo fratello.
Per quel che so ho antenati interessanti, cantanti lirici, l'amministratore di un principe, il segretario di un ministro, una dama di compagnia alla corte di Bonaparte, perfino un santo. 
Baratterò dolcetti in cambio di ricordi.

 
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Maria e Giovanni Battista

Post n°178 pubblicato il 03 Dicembre 2020 da la.cozza

Domani è il tuo compleanno mamma. Sono sicura che lo festeggerai, lì dove sei, con papà, i nonni e i tuoi fratelli.
Domani faccio i biscotti.
Quelli che facevi tu a Natale, quelli di nonna Maria che ha unito usanze di due zone diverse della stessa pur piccola provincia.


Mia nonna Maria era di Castel di Tora, un piccolo paese affacciato sul Lago del Turano.
Era la figlia della maestra in tempi in cui il maestro, il maresciallo e il parroco erano le autentiche autorità del luogo. Era un donnone alto e grosso al contrario del fratello alto e magrissimo. Era bella, Maria, di quella bellezza semplice e pulita che profuma di buono e fa pensare al bucato steso al sole, alla minestra sul fuoco e ai bambini riuniti intorno al camino. Era anche istruita, aveva studiato anche lei per diventare maestra. Ma maestra non lo fu mai.

Sposò il suo Giovanni Battista e diventò moglie e madre.
So molto poco della loro storia, lei e mia madre erano di poche parole e non amavano raccontare.
Nonno era di Poggio Moiano, paese della Sabina noto per l'infiorata e le fettuccine che però lì si chiamano maccaruni e sono leggerissime.
Era emigrato in America a quindici anni e una volta tornato aveva avviato una piccola impresa familiare. Nonno era molto intelligente. Nonno era nano.
Sposò quel donnone alto un metro e ottanta ed ebbero quattro figli, tutti normalmente alti e tutti assillati dall'idea di sposare persone alte.
Tornando ai biscotti, nella cucina di nonna Maria le tradizioni della valle del Turano  si unirono a quelle sabine e così a tutti i prodotti da forno salati e dolci a base di farina di mais e anice si aggiunsero terzetti, nociata, amaretti e tozzetti, dolci a base di frutta secca.
Non è stato facile estorcere a nonna la ricetta dei suoi inimitabili amaretti, non l'aveva detta neanche a mamma che dopo aver tentato invano di farli ci aveva rinunciato. Io riuscii ad averla perchè mi misi a farli davanti a lei sapendo benissimo che stavo sbagliando e lei non resistette alla tentazione di fare per una volta la maestra e mi corresse tutti gli errori. 

 
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Usciamo?

Post n°177 pubblicato il 01 Dicembre 2020 da la.cozza

"Andiamo a fare quattro passi?"
La domanda di Scuttle mi coglie assolutamente impreparata. E' tanto che non esco di casa. Giusto qualche rapida scorribanda al supermercato per la spesa, un paio di volte in un centro commerciale e una interminabile fila al drive in per il tampone.
Ma sempre in macchina. Chiusa dentro anche lì, la macchina è come un'appendice della casa.
A piedi pochissime volte solo per assoluta necessità: le Poste, una visita dal dentista, la riparazione della lavatrice.  
Non mi ricordo nemmeno più quale è la procedura per uscire.
Prendo alla rinfusa scarpe, borsa, cellulari e mascherina. Torno indietro per indossare la giacca. Scuttle ride divertito.
La programmazione delle azioni da compiere in successione non è mai stata il mio forte.
"Non mi ricordo più come si fa per uscire!" esclamo stupita io stessa per le parole che sto dicendo. 
Quello che non dico è che ho paura di uscire, di incontrare gente, di toccare qualsiasi cosa.
Usciamo e incontriamo capannelli di persone, gente senza la mascherina o con mascherine fai-da-te di colli di maglioni e sciarpe, ragazzini  chedicovidnoncenè.
Usciamo e tocco di tutto, dalla maniglia della porta del negozio al bancone del negozio alla merce esposta sugli scaffali del supermercato.
Da qualche giorno abbiamo iniziato ad acquistare qualche regalo per figli e nipoti.
Per lo più cose necessarie di cui le precarie situazioni finanziarie e le assurde vicende lavorative dei loro nuclei familiari non consentono l'acquisto.
Oppure piccoli piaceri a cui rinunciano perchè non indispensabili. 
Compriamo del caffè e una scatola di latta per le cialde per Sally e Franklin.
Non so quando riusciremo a darglieli i regali di Natale quest'anno.
Mi chiedo che Natale sarà, con i figli costretti a fare i turni per  venire da noi.
Usciamo, l'aria è fredda, sta facendo buio, la mia città mi sembra più buia e spenta del solito e nemmeno le luminarie natalizie in allestimento o già accese scaldano il mio cuore.

 
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I figli
Charlie(1985)
Lucy(1986)
Linus(1988)
Sally
(1990)
Rerun(1995)
Cucciolo(1996)

I nipoti
da Lucy e il.genero
Principino(2005) Cicciobello(2008) Pupetta(2017)  
da Linus e Marcie
Lunapiena
(2011)
da Charlie e Frida
SueStorm
(2012)
da Charlie e Piperita Patty
Azzurro(2016)

 

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