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Tre giorni lunghi un mese

Post n°148 pubblicato il 25 Agosto 2018 da la.cozza

Foligno è gialla.
Non ci ero mai stata anche se ci ero passata vicino moltissime volte così al termine della nostra riunione in un anonimo centro commerciale uguale a tutti gli altri ho chiesto a Scuttle di farci un giretto in un improponibile primissimo pomeriggio di luglio.
Come sempre Scuttle trasfoma in realtà i miei desideri ed eccoci naso all'insù a gironzolare tra piazze e vicoli medievali.
" E' solo per respirarne l'aria, per riempirmi gli occhi e avere finalmente una immagine da associare a quello che finora per me è stato solo un suono vuoto di significato, così vuoto da confonderlo sempre con un altro suono vuoto che spero presto di associare ad altre immagini per poterlo conservare nel cuore e nella mente: Spoleto."
Cerco di spiegare a Scuttle come funziona la mia memoria.
Architetture diverse convivono armonicamente fianco a fianco, sono espressioni di un unico genius loci in tempi storici diversi. Amo le case, le strade, le città. Se ho rimpianti ne ho solo due: non poter viaggiare come vorrei e non aver continuato i miei studi.
Città di Castello è verde.
Ci accoglie con la frescura dei suoi viali alberati. Umbria, cuore verde dell'Italia. Cuore scosso, spezzato ma qui non ci sono macerie e anche il terremoto sempre presente in me da due anni, per tre giorni diventa lontano, sbiadisce nei miei pensieri.
Il nostro alloggio è in un ex-convento ristrutturato, rispettandone lo stile, proprio a ridosso del centro storico. La gentilezza e la disponibilità della proprietaria  ci hanno subito favorevolmente colpito. La città dove viviamo, benchè abbia tutte le intenzioni e le potenzialità per diventare una meta turistica, ha nell'indole dei suoi abitanti l'ostacolo più grande.
Abbiamo camminato in lungo e largo per ore senza stancarci di ammirare le tante bellezze di questa città molto meno conosciuta di Spello o Gubbio ma altrettanto bella e ben tenuta.
Viareggio è bianca.
Abbiamo impiegato molto più tempo del previsto per arrivarci. Non amo le autostrade e così Scuttle mi ha accontentato impostando il navigatore in modalità "evita le autostrade".
Siamo arrivati praticamente ad ora di pranzo.
Tra ricordi di vecchie storie di famiglia, una mia prozia ha vissuto per anni a Viareggio da bambina e l'album di fotografie di mio papà bambino ha molte pagine di foto scattate a Viareggio, storie più recenti di tensioni e incomprensioni quando i fantasmi creati da problemi di salute si materializzano in esasperazione e litigi, storie di donne e di nudo negli scatti di Adolfo Favilla in mostra alla Torre Matilde, storie di Carnevali sognati e realizzati alla Cittadella e fotografati al Mercato fisso, storie di mare e di rotonde e dancing e canzoni della nostra gioventù la sera è arrivata troppo presto e con essa il viaggio fino a Lucca dove avevamo prenotato per la notte.

                   

Lucca è marrone. E' un gioiello, un topazio.
Sono totalmente affascinata dalle sue mura basse così diverse dalle alte mura di pietra grigia della mia città e dall' idea di poterle percorrere.

E' quello che resta dopo il concerto di Roger Waters.
E' un gelato fai-da-te mangiato tra altalene e panchine.
E' la voglia di tornarci per visitarla con calma e al contrario  la fuga precipitosa il mattino dopo, divorati dalle zanzare e innervositi dalla scortesia della proprietaria del B&B dove abbiamo dormito.

Pescarolo è blu.
Il blu della calma, della serenità di un pomeriggio passato attorno ad un tavolo a raccontarsi e raccontarci. Come ci fossimo lasciati un giorno prima invece che tre anni fa.
E' il blu del cielo d'estate di una mattinata a Cremona, seduta a chiacchierare con la mia amica sui gradini del Duomo mentre Scuttle sale in cima al Torrazzo insieme alla nostra nipotina acquisita. Non puoi andare a Cremona e non entrare nel Duomo a riempirti l'anima della sua bellezza e salutare Sant'Omobono.

Quando rientro a casa mi sembra di essere stata via un mese e non soltanto poco più di tre giorni.

 
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