Gattuso e gli allenatori vittime di un calcio schizofrenico

10 Aprile 2018. La Roma approda in Semifinale Champions. Un traguardo prestigioso. Era dal 1984, da quando giocò la semfinale col Dundee United in cui rimontò due goal, che non lo raggiungeva e la Roma del 2018, pur forte, non aveva Di Bartolomei, Bruno Conti, Falcao e Cerezo….

Purtroppo, nel 2018 in Semifinale, come nel 1984 in Finale, si trova di fronte un ostacolo di nome Liverpool che gli spezza i sogni di gloria, ma il risultato è più che lusinghiero.

Uno degli artefici della Roma semifinalista del 2018 è senza dubbio l’allenatore Eusebio Di Francesco.

Peccato che solo qualche mese dopo, il 7 Marzo del 2019, nessuno se ne ricordi più e Di Francesco venga esonerato senza tante discussioni.

L’anno scorso il Cagliari, nel girone d’andata,  è a ridosso della zona Champions. Per i sardi, come ormai si dice nel gergo comune,  è tanta roba. Il merito è senza dubbio anche dell’allenatore Rolando Maran. Due mesi dopo o poco più  Maran è già esonerato. Possibile che nel giro di due mesi abbia disimparato ad allenare?

Non scordiamoci inoltre di  un Sarri bistrattato dopo aver vinto uno scudetto con un organico senza dubbio forte, ma che le falle dimostrate con lui, le ha dimostrate in diverse partite del campionato quest’anno (e comunque la sua Juve in questo momento del campionato aveva più punti ed era prima in classifica) .

Ora si discute Gennaro Gattuso. A giugno 2020 aveva vinto una Coppa Italia, il Napoli era di nuovo una squadra a cui lui aveva restituito un minimo di compattezza. Impresa non semplice dal momento che nel compito non c’era riuscito Carlo Ancelotti, non certo l’ultimo degli imbecilli. Siamo a febbraio 2021 e non passa giorno che lo si dia già per partente.

Storie diverse, un unico elemento comune: la schizofrenia di questo calcio, in cui un giorno l’allenatore è un fenomeno, il giorno dopo incapace, due giorni dopo  di nuovo fenomeno, tre giorni dopo di nuovo incapace. Possibile?

Per carità, in Italia una situazione stile –Ferguson sappiamo che è difficile da proporre, ma qui si esagera dal lato opposto.

Possibile che un allenatore appena qualcosa va storto debba vedersi messa in dubbio la sua professionalità, mente invece ci sono giocatori che si rifiutano di allenarsi (pur essendo strapagati per farlo), regalano scene da bulli di periferia, bestemmiano, simulano, ne fanno di tutti i colori e vengono giustificati?

Quand’è che vedremo una società fare come fece il Bayern Monaco, quando senza esitazione si schierò dalla parte di Trapattoni e mise fuori squadra il celebre Strunz e gli altri due o tre lavativi che facevano girare le scatole al mitico Giovanni?

Gli allenatori sono importanti (quando fa comodo)

Venerdì 8 agosto la Juve esce dalla Champions. Il giorno dopo Sarri viene esonerato. Tutti a dire che col Lione bisognava passare, che i francesi al turno successivo sarebbero stati spazzati via da Guardiola e dal City.

Passa una settimana e ad essere spazzati via sono stati Guardiola e il City.

Dunque Sarri non è più il mostro cui erano stati additati tutti i mali bianconeri o “Don Pep” non è più il maestro di calcio che tutti incensavano? Oppure ancora, a Roma hanno avuto per due anni un genio (Rudi Garcia, allenatore del Lione) e non se ne sono accorti?

Questa Champions ha visto naufragare i sogni e le ambizioni di coloro che fino a qualche anno fa erano considerati indiscussi “profeti”. Guardiola uscito col Lione, Mourinho uscito con le ossa rotte dai confronti col Lipsia, il Barcellona, da tutti additato come modello da seguire per anni e favorito in Champions, umiliato dal Bayern, Zidane (tornato col proposito di riportare il Real Madrid a lottare per la Champions) uscito agli ottavi.

Anche Messi e CR7 non se la sono passata meglio. La “Pulce” com’è uscita l’abbiamo visto tutti e Ronaldo era arrivato a Torino con altre ambizioni, che non erano uscire ai quarti e agli ottavi in due anni (e con Ajax e Lione).

Nel frattempo in semifinale ci vanno Flick, Rudi Garcia, Nagelsmann e Tuchel (che qualcuno dava già per partente, ipotizzando l’approdo di Max Allegri sotto la Tour Eiffel).

Gli allenatori di colpo non contano più?

Credo che la risposta sia molto semplice. L’allenatore è importante se la squadra lo segue (Allegri l’anno scorso, Sarri quest’anno non ci pare siano stati seguiti alla Juve per quanto concerne la Champions), altrimenti da solo non può fare nulla. Non crediamo che Setien prima della partita non abbia cercato di “catechizzare”  i suoi, o che Guardiola abbia imposto di prendersi contropiedi così grossolani.

Inoltre, a volte è il caso a decidere, più che la bravura di un allenatore.

Il Lione è in semifinale, ma se il colpo di testa di Bonucci entrava e soprattutto, se Sterling non sbagliava in maniera così incredibile un goal che avrebbe fatto pure un bambino dei pulcini, oggi si parlerebbe ancora di “Miracolo Lione”? Rudi Garcia farebbe ancora conferenze stampa gongolante? Guardiola sarebbe ancora sotto accusa per le sue scelte di formazione? Soprattutto: se arrivava ai quarti, Sarri sarebbe stato esonerato?

Questo per dire che a volte, un allenatore, per bravo che sia, è legato ai risultati (indipendentemente dagli episodi che magari li hanno generati) e al rapporto con calciatori e società.

Ma davvero credete, con tutto il rispetto per Gattuso, che Ancelotti, con quello che ha vinto in giro per il mondo, sia meno bravo di Ringhio ad allenare, come i risultati del Napoli farebbero credere?

Alla fine, tu puoi essere anche un mago della panchina, puoi azzeccare tutte le sostituzioni, ma se il tuo fuoriclasse sbaglia un goal ad un metro dalla porta, se i tuoi giocatori hanno altro per la testa e la tua società, invece di intervenire lascia fare (caso-Setien, ma forse anche un po’ caso-Sarri) perché preferisce scaricare tutta la colpa addosso a te piuttosto che ad un gruppo di calciatori, sarai sempre sotto accusa.

Quando vedremo di nuovo un allenatore andare in conferenza stampa e fare una sfuriata come fece Trapattoni a Monaco, senza che venga esonerato, anzi coi giocatori da lui accusati messi fuori squadra dalla dirigenza?

La svolta bianconera in mezza giornata. Considerazioni.

pirlo

Che incredibile giornata! In poche ore la Juventus manda via Sarri ed ingaggia Pirlo, il “Maestro” del centrocampo, che ora dovrà dimostrare di essere un buon maestro pure dalla panchina. Lo sappiamo tutti che non è la stessa cosa, fior di campioni (in primis Maradona, Platini e Falcao)  ci hanno provato e hanno capito che tra giocare ed allenare cambia tutto.

Cosa ne pensiamo noi?

Che Sarri non avesse mai legato profondamente con l’ambiente Juve lo avevano capito pure le pietre.

Che la sua situazione non fosse rose e fiori per l’allenatore toscano lo si è capito quando Agnelli ha ringraziato per lo scudetto pure il suo gatto, ma non lui. La gara col Lione ha accelerato le decisioni? Può darsi di sì, ma anche di no.

Una cosa è certa, Sarri ha pagato soprattutto colpe non sue. Ammesso che, come abbiamo scritto, il feeling con l’ambiente Juve non sia mai nato, a Torino ci è venuto facendo un golpe oppure qualcuno l’ha chiamato?

La risposta è prevedibile, allora lì capiamo che non è tutta colpa sua, bensì di chi lo ha scelto.

Innanzitutto non si sceglie un allenatore come Sarri, che è risaputo per fare un tipo di gioco differente a quello in cui la squadra è stata abituata fino al giorno prima, senza dargli la possibilità di programmare il cambiamento. Se tu prendi Sarri, è perché è palese che vuoi modificare sistema di gioco e allora gli dai gli strumenti e i giocatori per cambiare, non che a fine settembre non sai ancora se Dybala e Cuadrado (non due qualunque) resteranno. Gli fai una campagna acquisti consona e poi, se fallisce, allora dici basta. Ma ci devi credere! Devi fare come fece Berlusconi con Sacchi, che entrò nello spogliatoio e presentò Arrigo facendo capire che lui non lo avrebbe cambiato minimo due o tre anni, chi non era d’accordo doveva andarsene fuori dalle balle.

Non puoi farlo? Allora i cambiamenti alla Sarri diventano stronzate gigantesche.

Diciamoci la verità, la dirigenza, dopo averlo ingaggiato, ha abbandonato Sarri a se stesso e questo è molto brutto.

Per questo più che a Sarri, noi diamo colpe a Paratici, troppo comodo adesso fare finta che Maurizio si sia autoproclamato allenatore della Juve!

Adesso Andrea Agnelli in persona ha scelto Pirlo. Un segnale? Un modo per dire: visto che Paratici e Nedved non sono stati capaci a scegliere l’allenatore giusto,  me lo scelgo io? Chissà…

Tra circa un mese si ricomincia e vedremo, una cosa è certa. Pirlo è un rischio, i casi come lui possono portare ad una stagione stile Guardiola o Zidane, ma pure stile Ferrara. Ciro però, va detto, alle spalle aveva una dirigenza che andava bene a far crescere i carciofi a Mimongo, Pirlo da questo punto di vista parte in notevole vantaggio. Il suo scudo protettivo si chiama Andrea Agnelli, il Presidente di 9 scudetti consecutivi.

Certo di Pirlo allenatore non possiamo dire nulla, non lo abbiamo mai visto all’opera, che giudizio si può dare? Ma è un uomo spogliatoio, è amico dei senatori, ha un carisma che si è guadagnato sul campo senza discussioni, che molti giocatori di questa Juve se lo sognano. Inoltre, al contrario di Sarri, la sua nomina è di stampo aziendalista e gli allenatori aziendalisti (Trapattoni, Lippi, Allegri, anche Conte lo è stato all’inizio, poi ha pisciato fuori dal vaso) alla Juve sono andati a gonfie vele.  Insomma, può far bene. In bocca al lupo Andrea! In bocca al lupo anche a Sarri, che comunque resta un signor allenatore.

La Serie A da zero a dieci e lode-36°giornata

sarri

I nostri voti alla giornata di campionato conclusasi ieri sera. Dato il clima di fine campionato, sono voti un po’ particolari, mancano infatti i due e i tre e i quattro.

10 e LODE

F.C. JUVENTUS Ha vinto. Complimenti alla società, a Maurizio Sarri, ai giocatori da CR7 a Pinsoglio. Le chiacchiere stanno a zero, gli scudetti vinti di fila stanno a 9. Hanno ragione: #stron9er.

10

ROBERTO DE ZERBI Gli annullano quattro goal col VAR e lui dichiara: “Il VAR ha migliorato il calcio”. Questo è essere intelligenti, oltre che sportivi. Solo tre giorni fa abbiamo visto Lerager polemizzare perché gli hanno annullato un goal per fuorigioco+carica sul portiere. De Zerbi,  da uomo di calcio, pure se in una situazione al limite del surreale, di fronte all’evidenza delle immagini accetta,  invece di fare il burino come il calciatore del Genoa. Facendo nettamente più bella figura (ma va detto che ci va anche poco).

CIRO IMMOBILE Tripletta (suggellata da uno stupendo goal) che gli permette di avvicinarsi al record di Higuain.

9

ROMELU LUKAKU Che goal ragazzi!

MEDIASET Pardo lascia Tiki Taka e al suo posto arriva Piero Chiambretti. Finalmente. All’inizio Tiki Taka aveva un senso, poi la trasmissione è diventata solo una scusa per far ballare tette e culi, oltre che mortificare continuamente l’italiano con Vieri e Cassano. Cosa c’entra col giornalismo sportivo? Nulla, dunque se ne vada pure Pardo, al suo posto arriva Chiambretti (sarebbe forse stato più indicato Umberto Smaila, visto che la trasmissione ultimamente sembrava un surrogato di Colpo Grosso), il quale magari con la sua ironia prenderà per il culo quei tre o quattro giargianesi come Vieri, Wanda, Graziano Cesari, Giorgia Venturini, senza che loro se ne accorgano.

8

A.C. MILAN e ATALANTA BERGAMASCA Sono le due squadre più in forma del campionato e si vede.

DEJAN KULUSEVSKI Gran goal, la Juve sembra aver acquistato bene.

SIMONE VERDI Anche lui gran goal.

7

F.C. INTERNAZIONALE Vittoria netta, meritata, contro un avversario che non era certo disposto a far regali, vista la classifica.

6

F.C. TORINO Raggiunge la salvezza matematica a Ferrara, senza infamia e senza lode.

U.S. SAMPDORIA Tiene bene il campo impensierendo la Juventus e concedendogli poco. Dopo il 2-0 e l’espulsione di Thorsby ovviamente non c’è più gara per lei, ma esce sconfitta con onore, senza discussioni.

5

U.S. LECCE Quel goal in contropiede al ’93 era evitabile, specie perché i giocatori si sono fermati a protestare invece di continuare a correre.

4,3,2, Non ne abbiamo ravvisati.

1

DANIELE CHIFFI Pazienza un errore su un fuorigioco o su fallo di mano, ma il suo è un errore per mancanza di conoscenza del regolamento, quindi inaccettabile.

0

I #Sarriout, senza dubbio. Che Sarri abbia avuto problemi quest’anno è fuori discussione. Però la crocefissione mediatica alla quale, ad un certo punto, è stato sottoposto, è semplicemente vergognosa. Vedere gente che dietro ad una tastiera, in piazza o al bar, vuole insegnare a far l’allenatore ad uno che i giocatori ce li ha tutto il giorno sotto gli occhi, che sa il loro stato di forma e sa pure quante volte vanno al cesso, è incredibile (discorso che non vale solo per Sarri, sia chiaro). Ma è l’Italia: nel calcio tutti allenatori, scoppia una pandemia tutti virologi, si negoziano gli aiuti al paese in Europa tutti economisti.

PREMIO BRINDIAMO ALLA SFIGA Assegnato senza esitazioni al SASSUOLO CALCIO. Quattro goal annullati in una partita è roba da guinness della sfiga.

 

Nella foto: Maurizio Sarri, riempito di schiuma da Cuadrado, si gode una sigaretta e soprattutto un meritato trionfo.

La Serie A da zero a dieci-34°giornata

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Ecco i nostri voti alla giornata di campionato conclusasi ieri sera.

10

A.C. MILAN Voto che vale per squadra e allenatore. A questo punto, ribadiamo: vale la pena un altr’anno rivoluzionare tutto?

9

GIANPIERO GASPERINI e IVAN JURIC La sfida fra le loro squadre è avvincente ed è l’immagine del loro ottimo lavoro. Se poi Gunter fa un errore clamoroso che permette all’avversario di andare a rete e Zapata sull’ 1-1 si divora un goal già fatto, non è certo colpa loro.

CLAUDIO RANIERI Cinque vittorie su sei, salvezza praticamente ipotecata. Un altro ottimo lavoro di quest’ottimo tecnico. Bravo!

WOJCIECH SCZESNY La sua parata nel finale sulla punizione di Milinkovic-Savic  è stata decisiva. Non solo per il match di ieri, ma a questo punto, probabilmente, per l’esito del campionato.

8

FRANCESCO “SERGIO” CAPUTO El segna semper lù.

DAVID OSPINA Per la parata su Lasagna.

PAULO DYBALA Meno male che aveva mal di schiena…Inoltre, dimostra grande intelligenza nell’azione del goal del 2-0, quando passa il pallone a Ronaldo piuttosto di cercare gloria personale.

7

UDINESE CALCIO Vittima della regola “Goal sbagliato goal subito”, ma a Napoli ha giocato bene e non meritava la sconfitta.

PAULO FONSECA Mette in campo una buona squadra, che sa tenere testa all’Inter e senza l’ingenuità di Spinazzola probabilmente avrebbe portato a casa i tre punti.

MAURIZIO SARRI Certo, a volte il destino ti dà una mano e lui l’ha avuta giacché con l’infortunio di Higuain nel riscaldamento è stato costretto a far giocare Dybala, che si è rivelato il migliore dei bianconeri, insieme al tanto criticato Rabiot (fermo restando che magari la Juve avrebbe vinto comunque, non vi è controprova).  A noi è piaciuta la Juve ieri, è  mancata ancora in quello che già Allegri aveva evidenziato come difetto, ovvero l’incapacità di uccidere le partite, ma ci chiediamo: è colpa di Sarri se Bonucci fa un errore che neanche in terza categoria?

6

ACF FIORENTINA Tre punti pesanti, non si sa se dovuti più ai suoi meriti oppure  all’inconsistenza avversaria.

FABIO LIVERANI La sua squadra perde immeritatamente e gioca a calcio. Non è certo colpa sua se Mancosu invece di tirare un rigore vuole far meta, confondendo calcio e rugby, o se il pallone batte sulla schiena di Gabriel.

GENOA 1893 Vittoria di puro culo e basta.

5

LEONARDO SPINAZZOLA Voto che è una media tra il goal (7) e la tavanata galattica che provoca il rigore (3).

F.C. INTERNAZIONALE Ieri era una partita da vincere, contro una squadra che comunque non era al meglio. Le partite da vincere però si affrontano con un altro piglio. Specie se in panchina hai il superfenomenogalattico da 12 milioni di euro, che a sentire lui e i suoi fans, a parole è capace di motivare anche un clistere.

4

F.C. TORINO  A Firenze non pervenuto.

3

KORAY GUNTER Sul goal di Zapata la combina grossa. Insistiamo con un nostro refrain: possibile che in Italia non ci siano difensori uguali a lui?

LUIS FELIPE E LEONARDO BONUCCI Anche loro, come Gunter, la combinano grossa. Due loro tavanate galattiche spianano la strada a reti avversarie.

ANTONIO CONTE Basta. Possibile che ce ne sia sempre una? Meglio di niente si attacca al calendario. Contro Sassuolo, Bologna e Verona i giorni di riposo sono stati gli stessi, ma non conta, l’importante è lamentarsi.  Era stato preso per dare qualcosa in più, ma se quel qualcosa in più sono le lacrime,  all’Inter potevano tenere Spalletti.

2

SPAL Malinconicamente saluta la Serie A.

1

PRESSING SERIE A  Ci spiace per la bella e brava Giorgia Rossi (resta sempre la nostra preferita)  che non ha colpe, ma se non fosse che ieri c’era anche ospite Ciro Ferrara, sembrava di guardare Inter Channel. Venti minuti di discussione sul “falletto” (in Premier League se protesti per falli del genere nel dopo partita ti mandano a cagare seduta stante) di Kolarov su Lautaro, dal quale parte l’azione del pareggio romanista. Come mai però sul fallo da rigore di Handanovic contro la SPAL, ma soprattutto sul fallo da rigore di Bastoni (che tocca il pallone col braccio largo in area) contro il Toro (con quest’ultimo in vantaggio 1-0, perciò metti che ai granata fischiano il rigore e lo segna, voglio vedere come vince l’Inter) nessuno ha ben pensato di fare can-can? Cesari faceva le lampade in quelle occasioni?

0

ANTONIO CONTE FANS CLUB  La cosa più incredibile della polemica innescata da Conte  è che i media, in testa Sky e Mediaset, gli sono andati subito dietro. Inoltre, Conte dice che l’Inter è sempre stata sfavorita (solo col Toro e con la SPAL ha goduto di decisioni arbitrali nel dubbio favorevoli): silenzio. Fa il maleducato con Juric: silenzio. Gli stessi che oggi stanno muti davanti ad un allenatore che le spara grosse ed  ha comportamenti del genere, sono  quelli che per anni se c’era da rompere le balle a Max Allegri (che intanto zitto zitto ha vinto e parecchio) con la storia del bel gioco, non si tiravano indietro. Complimenti.

PREMI SPECIALI

PREMIO BRINDIAMO ALLA SFIGA Assegnato a GABRIEL FERREIRA per il goal preso.

PREMIO “IL CATENACCIO E’ VIVO E LOTTA INSIEME A NOI” Assegnato a  Maurizio Sarri.  Danilo per Douglas Costa e nel finale Rugani per Dybala. What else?

La Serie A da zero a dieci-32°giornata

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A tempo di record, ecco i nostri voti alla trentaduesima giornata conclusasi ieri sera.

10

ATALANTA BERGAMASCA Spettacolo! Trovateci una squadra italiana che, negli ultimi 8 anni, è andata a Torino e ha messo la Juve sotto di brutto come hanno fatto gli orobici nel primo tempo. Non hanno vinto perché hanno pagato care due ingenuità, ma per il calcio proposto meritano 10 (se avessero vinto, sarebbe scattata, per la prima volta, la lode).

9

ROBERTO DE ZERBI Prima della partita fa discutere la scelta di tenere Caputo, Muldur e Berardi in panchina, ma dimostra ancora una volta di avere ragione vincendo con pieno merito.

FRANCESCO “SERGIO” CAPUTO El segna semper lù.

FEDERICO BONAZZOLI Se lo stesso goal lo avesse fatto Ronaldo chi la teneva più la redazione di Tuttosport?

8

HELLAS VERONA L’azione che porta al goal Faraoni è grande calcio.

U.S. SAMPDORIA Tre punti fondamentali, impreziositi da tre bei goal. La salvezza sembra avvicinarsi.

7

AS ROMA Vittoria conseguita senza patemi. Bentornato al goal a Nicolò Zaniolo.

GENOA 1893 Stesso discorso fatto per la Roma. Vittoria importante conseguita senza problemi, contro un avversario non irresistibile.

KEVIN LASAGNA Lui il goal lo fa, anche se ne ha un altro sbagliato sulla coscienza, i suoi compagni si diano una mossa.

NAPOLI CALCIO Contro il Milan disputa una buona gara.

STEFANO PIOLI Bravo nell’azzeccare i cambi.

6

F.C. INTER Vittoria che ridà un po’ di morale, ma non è che ci abbia convinto.

5

MAURIZIO SARRI La sostituzione di  Dybala (l’unico, con CR7, ad avere i colpi per cercare di risolvere la situazione) non l’abbiamo capita.

F.C. BOLOGNA Per la serie: “Come buttare tre punti nel cesso”.

4

S.S. LAZIO Si parla di clima teso a fine partita nello spogliatoio laziale. Può darsi, certo è che dopo il lockdown questa squadra perde sempre più colpi. Onestamente però, contestare la squadra, dopo ciò che ha fatto quest’anno, ci pare pazzesco.

3

SAMIR HANDANOVIC  Da lui non te l’aspetti una simile tavanata, poi per carità, come Ronaldo può sbagliare un rigore, può sbagliare anche lui un intervento.

2

BRESCIA CALCIO Una nave che affonda.

1

GIANLUCA AURELIANO E MARCO DI BELLO Solo i Doors mentre fumavano il peyote nel deserto potevano annullare il goal di Raspadori. Col VAR certi errori non sono più scusabili.

0

LA LITE TRA IL DIRIGENTE DELL’ATALANTA E IL TIFOSO DEL NAPOLI CHE HA INSULTATO GASPERINI La prossima volta fate una gara di rutti e fate più bella figura.

GL I INSULTI DEI TIFOSI LAZIALE AD IMMOBILE E ALLA SUA FAMIGLIA. Come si fa a contestare un calciatore che ha segnato 29 goal in campionato lo sa solo qualche buzzurro che non ha nulla a che vedere coi tifosi veri. A maggior ragione è vergognoso insultarlo (e insultare la sua famiglia). Schifo puro.

PREMIO SPECIALE

PREMIO FURBETTO DEL QUARTIERINO Assegnato a BRAM NUYTINCK Segna un goal di mano ed esulta facendo finta di niente. Non tiene conto del VAR.

LaSerie A da zero a dieci-29°giornata

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Puntuali come sempre, arrivano i nostri voti al campionato.

10

PAULO DYBALA, CRISTIANO RONALDO, DOUGLAS COSTA Danno vita ad una spettacolare sfida a chi fa il goal più bello.

9

SERGIO FLOCCARI Il suo goal non è certo inferiore ai tre sopra citati per bellezza. L’unica differenza è che nella sua prodezza ci vediamo anche un minimo di colpa del portiere superfenomenogalatticopompato (Sirigu gli è superiore), mentre nei tre goal degli attaccanti bianconeri, l’incolpevolezza di Perin è fuori discussione.

F.C. INTERNAZIONALE Il Brescia non sarà il Barcellona, ma la prova nerazzurra è stata decisamente convincente.

SASSUOLO Il contropiede (non ripartenza, si dice contropiede!!) del 2-0 è da manuale del calcio.

ATALANTA BERGAMASCA Ennesima prestazione da grande squadra.

8

MAURIZIO SARRI Col Genoa si è vista la “sua” squadra. La Juventus vista a Marassi infatti ci è sembrata molto “sarriana” per il tipo di calcio proposto.

MUSA BARROW Un bel goal, figlio di una sua azione personale, che ne dimostra le ottime qualità.

GIOVANNI SIMEONE Da quando è ricominciato il campionato segna sempre.

IVAN JURIC  La sua squadra continua a convincere. Complimenti.

7

S.S. LAZIO Tre punti meritati. La fortuna l’aiuta sul goal del 2-1, ma la fortuna aiuta gli audaci e oggettivamente  la squadra romana ieri lo è stata.

ADRIEN RABIOT L’abbiamo criticato fino a ieri. Allo stesso modo, quando gioca bene, riconosciamolo.

U.S. SAMPDORIA Tre punti d’oro.

DEJAN KULUSEVSKI La Juve sembra abbia acquistato bene.

LUCA GOTTI Ritrova la vittoria in un momento in cui gli serviva come il pane, in una partita che sulla carta era proibitiva.

6

GENOA 1893 Cerca di contenere al meglio una delle più belle Juventus della stagione, ma di fronte ai tre capolavori di Dybala, CR7 e Douglas Costa, non può far altro che inchinarsi.

ROBERTO GAGLIARDINI Fa un goal e francamente siamo contenti per lui, perché dopo l’errore col Sassuolo (destinato a rimanere nella storia) rischiava di diventare ingiustamente una macchietta.

FABIO LIVERANI Perde per ingenuità dei singoli, ma la sua è una squadra che non rinuncia a giocare.

PAULO FONSECA La sua squadra gioca bene e crea occasioni, se non entrano non è colpa sua, come non lo è se Perotti fa un fallaccio senza senso.

5

ANTONIO CONTE Hai vinto 6-0, ancora rompi i coglioni con la rosa ristretta? Quasi tutti i tuoi colleghi  la campagna acquisti da 100 e passa milioni di euro che ti hanno fatto se la sognano, piantala lì…

A.C. MILAN Pareggio raggiunto col culo, con Lazio e Juve servirà fare di più.

F.C. TORINO Passa subito in vantaggio, ma poi resta in balìa della Lazio.

FASE DIFENSIVA DEL NAPOLI Pasalic sul goal chi lo marcava?

4

A.C. FIORENTINA Tre punti persi malamente (e meritatamente).

3

GAETANO  CASTROVILLI  Dormi tranquillo e asciutto, Muldur (avessi detto Pelé) intanto va a fare goal.

2

ANTONIO MIRANTE La scusa del portiere della Roma “Giochiamo ogni tre giorni” (e gli altri no?) va bene insieme a quelle che John Belushi tira fuori di fronte a Carrie Fisher nel film “I Blues Brothers”.

1

BRESCIA CALCIO La partita è iniziata e finita, ma loro non se ne sono accorti.

0

MARCO D’ALESSANDRO Vinci 2-0 e ti fai sbattere fuori, rovinando la partita della tua squadra. Asino!

DIEGO PEROTTI Stesso discorso fatto per D’Alessandro, vai a rovinare la partita della tua squadra con un fallaccio clamoroso. Asino pure tu!

 

PREMIO SPECIALE

PREMIO URI GELLER  Assegnato a Gaston Ramirez. Sbaglia il rigore, ma la palla entra ugualmente in rete con una traiettoria al limite del paranormale. Uri Geller (ricordate il famoso illusionista?) piegava le forchette col pensiero, lui sembra che segni i rigori allo stesso modo.

La Serie A da zero a dieci-27°giornata

Torna il campionato e tornano i nostri voti, cambierà solo la forma  in cui li esprimeremo, ci auguriamo che i nostri pochi lettori la apprezzino.

Vi preannunciamo, visto alcuni goal decisamente spettacolari, che  ci sono vari 10 legati ad essi.

Cominciamo con Lunedì 22.

Bella prova del Milan (8), che a Lecce esprime un bel gioco, merito anche di Pioli (9, media tra 8 per la partita e 10 per la pazienza e la signorilità: non è facile allenare quando la tua società fa quasi finta di non conoscerti).

Fiorentina-Brescia è partita da 6 politico ad entrambe le squadre, ha fatto piacere rivedere Ribery  (7) e alcuni lampi della sua classe. Caceres (3) non rinuncia a lampi di tamarreide che già alla Juve (fuori dal campo) lo avevano reso famoso.

Buona Juventus (da 7)  a Bologna. Sarri (7 pure a lui) ha il pregio di azzeccare le mosse, alla faccia dei gufi che lo volevano già via da Torino. Bernardeschi  (8, solo la sfortuna gli impedisce di realizzare un eurogoal che avrebbe meritato, per la buonissima prestazione) dal primo minuto e un Rabiot (6) non straordinario, ma finalmente  determinato, si rivelano mosse efficaci. Avevamo lasciato il campionato con Dybala autore di una perla, lo ritroviamo con la “Joya” autore di una nuova perla (da 10). Dopo l’annata scorsa, disputata al di sotto delle sue capacità, Paolino è ritornato determinante per la Juve, in alcune partite (ieri sera una di queste) addirittura più di Sua Maestà CR7 (6, non è ancora lui, ma qualcosa in più si è visto). Diamo 2 a Danilo invece, perché entrare in una partita che ha quasi più nulla da dire e farsi sbattere fuori, è roba da tamarri in discoteca. 1 al dirigente Fabbris, perché, lo scrivemmo anche di Padelli in occasione di Juve-Inter, farsi espellere dalla panchina è inconcepibile. A maggior ragione, protestare con lo stadio vuoto, in cui se protesti lo sentono subito. Il Bologna (6) fa quel che può, mettendoci impegno, ma contro il muro bianconero di ieri sera non era certo facile.

Martedì 23

La cura-Gattuso  continua a funzionare per il Napoli (7), che vince anche a Verona (6, sconfitto, ma non certo  autore di una prova incolore), mentre la Spal (5) continua a gettare al vento le poche occasioni che ha ancora di salvare il salvabile. Era tutta colpa di Semplici? Naturalmente no, lo dicono i fatti. Il Cagliari riagguanta la vittoria, ma Zenga non è che abbia fatto l’uovo con due rossi, ha avuto semplicemente un po’ di fortuna, contro un avversario non irresistibile che con Cerri e Petagna (4 a tutti e due) ha fallito un’occasione che Egidio Calloni levati, perciò è 6. Bene Simeone (7), due goal in due partite e vai col tango.

Rialza la testa il Toro (6) grazie al ritorno al goal di Belotti (7), la cui lucidità in zona-goal serve come il pane a questa squadra, ma i problemi non sono finiti giacché ieri il migliore in campo è stato Sirigu (9), autore dell’ennesima grande prestazione, con la quale  dimostra ancora una volta di non essere inferiore  a Donnarumma.  L’Udinese perde ma merita 7 per la partita disputata. Benissimo il Parma di D’Aversa (9), allenatore sottovalutato, ma che sta facendo un ottimo lavoro, se si fosse chiamato D’Aversinho o D’Aversola  sarebbe certamente più considerato. Cornelius (9) realizza una tripletta (e che tripletta!) e inoltre Kulusevski (7)  si dimostra pronto per la Juventus.

Enrico Preziosi (2) (lo abbiamo già scritto anche in altre occasioni)  con la sua mania di esonerare continuamente allenatori, dovrebbe farsi delle domande.

Mercoledì 24

L’Inter (6) perde due punti importanti. Le occasioni le crea, certo se ne fallisci una come quella di Gagliardini (1 perché un goal così non si può sbagliare in Serie A, punto e basta. Eto’o ne sbagliò uno simile, è vero, ma non fa niente, avremmo dato 1 anche a lui) e insieme ci unisci  ingenuità difensive (di cui Conte, 6 pure a lui, non è certo responsabile), questi sono i risultati.

Una menzione per Skriniar (Zero). Si fa espellere, bestemmia, insulta l’arbitro, già che c’era poteva anche regalarci un bel rutto…

Nel Sassuolo (7) segna ancora il sottovalutato “Sergio” Caputo (8), che se si chiamasse Caputovic a quest’ora godrebbe di più considerazione.

Atalanta-Lazio è uno spot per il calcio. Diamo 9 ai bergamaschi  (che continuano a farci vedere grande calcio) e 8 ai laziali che forse, nel secondo tempo, sono stati colti dalla celebre “paura di vincere”.

10 a Milinkovic-Savic e Malinowskyi per i due goal.

Infine 6 alla Roma, la vittoria con la Sampdoria è un brodino. Il passaggio di Diawara a Gabbiadini è illuminante (4), peccato che Manolo indossasse una maglia diversa. 9 invece a Dzeko per i goal (specie il primo).

PREMIO SPECIALE

PREMIO O’ZAPPATORE Ad Antonio Conte perché contro il Sassuolo, con il suo atteggiamento, ci ha ricordato Mario Merola nella famosa sceneggiata.

 

La Final Four di Coppa Italia da zero a dieci

Dallo scorso week-end è tornato il calcio giocato. Non ci si poteva attendere calcio-champagne, visto il lungo stop, ma si è giocato di nuovo e questo ci rende contenti.

A questo proposito, pubblichiamo i nostri voti, proprio come facciamo per le giornate di campionato, su questa particolare “Final Four” di Coppa Italia.

Il Napoli (6 contro l’Inter, 8 contro la Juve), ha vinto la Coppa Italia e l’ha vinta con merito. Conte (6, media di un 8 per come ha presentato la squadra dopo mesi di forzata inattività e la dichiarazione che commenteremo adesso, da 4) naturalmente ha subito fatto il giargianese dicendo che doveva passare l’Inter, dimenticandosi di una partita d’andata persa meritatamente, ma non sarebbe lui, sarebbe la buonanima di Liedholm se facesse il contrario.  Onore dunque agli azzurri e a Ringhio Gattuso (10), perché ha dimostrato il suo valore. Bravissimo tatticamente nelle due partite giocate, specialmente del fottersene delle mode e di ritornare alla cara e vecchia marcatura a uomo, come quella in pratica riservata da Koulibaly (9 sia con l’Inter che con la Juve, è di nuovo lui) a Lukaku (5), arginando l’unico pericolo interista, giacché Lautaro (4) si marcava da solo. Se il Napoli ha alzato la Coppa Italia è comunque anche merito di Ospina, bravissimo a livello psicologico. Dopo l’errore sul goal, sarebbe potuto andare in tilt, invece si è riscattato alla grande meritando un 8.

Gattuso ha alzato la Coppa mentre la dirigenza del Milan (2 per la lungimiranza) lo guardava in tv, dopo averlo esonerato per cercare di fare un salto di qualità (per la serie Paolo Fox al confronto è Nostradamus). La partita con la Juve, con una squadra con molte assenze, fa poco testo, a parte Repic (inclassificabile)  che forse ha visto troppi film di Bruce Lee.

La Juve era la grande favorita. In due partite zero goal, occasioni create pochissime (il rigore col Milan è un’ingenuità di Conti), ha pagato la scarsa condizione atletica di Ronaldo (ci spiace, ma è 5), la fumosità di Douglas Costa (5) e un centrocampo in cui, a parte Bentancur (6, media tra il 7 col Milan e il 5 col Napoli), si fa fatica a creare gioco. Sono mesi che ci aspettiamo una verticalizzazione da Pjanic (4), inoltre i ricambi non si stanno rivelando determinanti: la mezz’oretta di Rabiot contro il Milan (3)  è stata roba da dissenteria. L’unica nota postiva è un De Ligt sempre più sicuro di sé (7), un buon segnale per il futuro.

Sarri, infine. C’era molta attesa. Doveva essere la sua partita ieri, è diventato il suo processo. Certo la delusione per lui sarà tanta, però onestamente: dopo 90 giorni di stop non ci si poteva attendere calcio-bailado, ma una squadra che creasse un minimo di pericoli agli avversari sì. Tutta colpa sua? Naturalmente no, noi un minimo di cultura sportiva ce l’abbiamo, sappiamo distinguere un allenatore da un giocatore della Playstation e sappiamo che il calcio è uno sport di squadra. Dunque il concetto che se si vince i giocatori sono dei fenomeni e se si perde l’allenatore è un asino, lo lasciamo volentieri esprimere agli altri. A lui diamo 5, come a tutta la Juventus intesa come squadra, giacché rifiutiamo di credere che, negli spogliatoi, prima della partita il buon Maurizio abbia detto ai calciatori di entrare in campo e di essere lenti e prevedibili.

Concludiamo con gli ultimi voti.

Un bel 3 alla RAI perché i replay si fanno vedere a gioco fermo, non a partita in corso, privandoci di potenziali altre azioni, lo sa pure un bambino dell’asilo, quindi tanta coreografia non serve a nulla se non ci fate vedere la partita in diretta.

Infine abbiamo un dubbio su Sergio Sylvestre. Non sappiamo se ha fatto l’imitazione di Enrico Pallazzo (chi ha visto il film Una Pallottola Spuntata sa di cosa parliamo), per la quale meriterebbe 9, o se (come probabile) non ha studiato, motivo per il quale meriterebbe 4.

La Serie A da zero a dieci- 26° giornata

sergio

Oggi diamo i voti alla ventiseiesima giornata, anche se è stata spezzettata per motivi che tutti conosciamo. Una particolare attenzione nei nostri voti, verrà ovviamente data a Juventus-Inter, ma ce n’è comunque per tutti.

10

FRANCESCO “SERGIO” CAPUTO Più che per i due goal, per l’esultanza: un’ottima trovata, intelligente.

PAULO DYBALA Un goal d’antologia.

9

ATALANTA BERGAMASCA Anche a Lecce, è spettacolo!

JEROME BOGA Altra perla, complimenti.

S.S. LAZIO Vittoria senza problemi col Bologna, il suo sogno continua…

MAURIZIO SARRI Azzecca tutte le mosse, è lui il vincitore di Juve-Inter. C’era già chi parlava di esonero, keep calm….

SIMONA ROLANDI E GIORGIA ROSSI Due “signore della domenica” per eleganza e bravura.

XAVIER JACOBELLI Il suo intervento a Pressing Serie A sul ministro Spadafora è ineccepibile e condivisibile punto per punto.

8

MATTHIJS DE LIGT Monumentale, il ragazzo spaurito e indeciso di inizio stagione sta diventando un ricordo. L’abbiamo scritto: ci andava tempo, inizialmente faticò  pure Platini ad ambientarsi al calcio italiano, non è scandaloso che abbia fatto fatica un ragazzo di vent’anni.

GENOA 1893  Tre punti d’oro, meritati.

MARCO GUIDA Arbitrare Juve-Inter è sempre delicato. Lui lo ha fatto bene. Complimenti.

7

PAULO FONSECA Ritorna alla vittoria, convincendo e scacciando la crisi.

NAPOLI CALCIO Col Torino prova convincente.

AARON RAMSEY Due goal in due partite e la capacità di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Può essere una risorsa valida per Sarri nelle prossime partite.

6

SPAL Tre punti fondamentali.

MARCELO BROZOVIC L’unico a non abbassare la guardia nell’Inter dopo il goal di Ramsey, anche se il fallaccio su Matuidi era evitabile.

5

ANTONIO CONTE Perde la sfida con Sarri (dopo aver perso quella con Inzaghi). Le partite che contavano (contro il Barcellona che aveva diverse riserve in campo, con la Lazio e con la Juve andata e ritorno) ad oggi le ha perse tutte e meritatamente. Non era stato preso perché dava quel qualcosa in più? In fondo, per vincere con la Spal e col Brescia, era sufficiente Spalletti.

LU-LA Stavolta non brillano,  De Ligt e Bonucci li annullano. E’  vero, la squadra non li supporta, ma loro comunque non fanno molto per cercare la giocata singola, che in casi di difficoltà a volte è oro.

4

MATTIA DE SCIGLIO Lukaku e Martinez sottotono? Non c’è problema. Ci pensa lui a fornire l’unica palla goal del secondo tempo all’Inter.

3

A.C. MILAN Sconfitta meritata, figlia a nostro avviso anche delle beghe societarie che, inevitabilmente, si sono fatte sentire pure nello spogliatoio.

2

TOMMASO GIULINI L’esonero di Maran, che fino al mese scorso aveva portato il Cagliari ad essere la rivelazione del campionato, è “zamparinesco”.

1

DANIELE PADELLI Farsi espellere dalla panchina è già un gesto da minchioni a prescindere. A maggior ragione con lo stadio vuoto, dove si sentono tutte le parole che dici. Come fai dunque  ad affermare che non hai detto nulla o che l’arbitro non ha capito? Pazienza con 40000 persone che urlano, ma in quel caso, siamo certi che Guida qualcosa l’ha sentito, perciò hai poco da fare quella faccia se ti sbattono fuori.

0

ARTURO DIACONALE Portavoce di Lotito. Faceva più bella figura se rilasciava un rutto alla Fantozzi invece di rilasciare parole in cui diceva praticamente che si voleva il blocco del campionato solamente per fare una manovra politica contro Lotito, proprio quando non molto dopo le dichiarazioni di Diaconale, Giuseppe Conte ha decretato di fatto che tutta l’Italia era in “Zona Rossa”, a causa dell’aggravarsi della situazione legata al Coronavirus. Il buon tacer non fu mai scritto.

PREMIO SCARAMACAI D’ORO  Al Ministro dello sport Spadafora. Alle 3,00 del mattino il governo firma un decreto in cui si dice che si  gioca a porte chiuse. A mezzogiorno lui rilascia dichiarazioni totalmente contrarie a tale decreto, fatto da un governo di cui lui è ministro, bloccando una partita che sta iniziando (Parma-Spal). Ma quando poche ore prima è stato promulgato il decreto, lui cosa faceva? Dormiva? Era al cesso?  #aridatecelaDC

Abbiamo detto la nostra, ma vogliamo concludere anche noi così: STATE A CASAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!